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		<title>ICP - Ultime novità</title>
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			<title>L'angolo di Geson N° 3 : Delontius </title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1995/81/</link>
			<description>Continua la Rubrica celebre del nostro Geson.
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&lt;title&gt;&lt;/title&gt;
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&lt;/style&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&amp;ldquo;The Hawk will never die&amp;rdquo;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
La stagione precedente non era andata
affatto male, con un record finale di 23 &amp;ndash; 7, imbattuti, e non
succedeva dal &amp;rsquo;79, nelle celeberrime Big 5 City Series (la
&amp;ldquo;Philadelphia Big 5&amp;rdquo;, fondata nel lontano 1955, è una
associazione sportiva informale, ovvero non riconosciuta dall&amp;rsquo;NCAA,
che riunisce i cinque maggiori atenei della città dell&amp;rsquo;amore
fraterno), e sconfitti di misura da Dayton nella semifinale
dell&amp;rsquo;Atlantic 10 Tournament. A bruciare semmai era la sconfitta ai
supplementari rimediata al primo turno del torneo NCAA contro Auburn.
A questa gara si riferiva il coach di SJU, Phil Martelli, quando ad
inizio anno, di fronte ai giornalisti, dichiarò che con un gruppo
come quello, capitanato dal trio delle meraviglie composto dal junior
Jameer Nelson, il senior Delonte West ed il sophomore  Dwayne Jones
(una breve apparizione in seguito anche ai Celtics) nessun obiettivo
appariva irraggiungibile. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Nella stagione 2003 &amp;ndash; 2004 l&amp;rsquo;Hagan
Arena all&amp;rsquo;incrocio tra la N54th e la Overbrook, il palasport con la
facciata a mattoni a vista e grosse vetrate verticali situato al
margine orientale del campus della St. Joseph&amp;rsquo;s University, si
chiamava ancora Alumni Memorial Fieldhouse e poteva contenere appena
3.200 spettatori. Eppure, da non crederci, quell&amp;rsquo;anno i giornalisti
delle televisioni e della carta stampata accorsero in massa da ogni
Stato dell&amp;rsquo;Unione in quel buco. Perché quel buco tra gennaio e
marzo 2004 divenne di gran lunga l&amp;rsquo;arena di college basketball più
cool dell&amp;rsquo;intero paese.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
La stagione degli Hawks iniziò al
Madison Square Garden di New York con una W di sette lunghezze contro
Gonzaga, a cui seguirono il largo successo in trasferta contro Boston
University e la vittoria risicata, sempre in trasferta, contro il
college della Virginia Old Dominion. St. Joseph&amp;rsquo;s debuttò in casa
distruggendo San Francisco, e si spostò di nemmeno otto miglia lungo
la Lancaster Avenue per disputare i tre incontri successivi nella
leggendaria The Palestra, classe 1927, la cosiddetta &amp;ldquo;Cathedral of
College Basketball&amp;rdquo;, dove pasteggiò indisturbata sui resti di
Penn, Boston College e Drexel. Trasferta all&amp;rsquo;ovest e vittoria al
batticuore raccolta negli ultimi secondi contro California sul
parquet dell&amp;rsquo;Oakland Arena, casa dei Golden State Warriors, e,
prima di capodanno, comode scampagnate di venti contro Pacific e
Delaware. Tra il 3 ed il 10 gennaio St. Joe&amp;rsquo;s ebbe la meglio su
George Washington, Richmond e Duquesne, ed il 13 gli Hawks dominarono
alla Fieldhouse Fordham con un eloquente 79 a 35. Vittoria di misura
in trasferta contro Xavier (orfana di David West, passato ai Pro
l&amp;rsquo;anno prima), e nuovi massacri casalinghi, questa volta contro
UMass e St.Bonaventure, seppelliti, rispettivamente, di 25 e 51
punti. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
SJU si presentò all&amp;rsquo;appuntamento
contro gli odiati Owls di Temple University con un record di 17-0.
Quella sera, sabato 31 gennaio, al Liacouras Center di Philadelphia
Jameer Nelson e Delonte West combinarono per 42 punti con oltre il
54% dal campo, allungando la striscia vincente di St. Joseph&amp;rsquo;s  a
18. Il lunedì successivo, in piena Rivalry Week, la cosiddetta &amp;ldquo;Holy
War&amp;rdquo; contro i Wildcats di Villanova (rivalità così chiamata
dall&amp;rsquo;origine cattolica dei due atenei), venne trasmessa in diretta
nazionale. L&amp;rsquo;accoppiata Nelson &amp;ndash; West espugnò il Pavillion in un
sofferto 74 a 67, mettendo a referto insieme 44 dei 74 punti segnati
dagli Hawks. Sei giorni dopo fu il turno dei rivali storici
cittadini, gli Explores di La Salle, che sprofondarono in un &amp;ndash;26
alla Fieldhouse (Nelson e West ancora 42 punti in due). Venti
vittorie consecutive.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
St Joseph&amp;rsquo;s, università piuttosto
anonima dell&amp;rsquo;Atlantic 10, un college di provincia il cui ultimo
studente scelto al primo giro tra i professionisti risultava ancora
Maurice Mo&amp;rsquo; Martin nel lontano 1986 (3,0 punti di media in 69
uscite per i Nuggets nella sua carriera NBA), divenne in quei giorni
la squadra dell&amp;rsquo;anno del College Basketball.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Il 21 febbraio, giorno del + 22
casalingo nella rivincita contro Temple, il record degli Hawks
recitava un eloquente 24-0, grazie alle precedenti vittorie alla
Fieldhouse su Dayton e Rhode Island, ed alla spensierata gita di
piacere al Rose Hill Gym in quel del Bronx nel rematch contro
Fordham. Altre due vittorie contro UMass e Rhode Island, e il 2 marzo
2004  tutto il paese si fermò ad applaudire i ragazzi di Phil
Martelli che, sommergendo in casa i Bonnies di St.Bonaventure di 32
lunghezze, conclusero imbattuti la regular season. 27-0. #1 nel
ranking nazionale. &amp;ldquo;Best single-season team&amp;rdquo; del decennio secondo
l&amp;rsquo;autorevole Sports Illustrated.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Nonostante la prima sconfitta
dell&amp;rsquo;anno, rimediata abbastanza a sorpresa nello sfortunato primo
turno dell&amp;rsquo;Atlantic 10 Tournament per mano di Xavier, SJU si
presentò ai nastri del torneo NCAA come testa di serie n.1.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
St. Joseph&amp;rsquo;s si sbarazzò all&amp;rsquo;esordio
con una certa facilità dei Liberty Flames, ed ebbe la meglio nel
turno successivo su Texas Tech grazie ai 39 punti combinati del suo
celebratissimo backcourt.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/estate_2010/delonte-west-celtic-pride.jpg&quot; alt=&quot;delonte-west-celtic-pride.jpg&quot; title=&quot;delonte-west-celtic-pride.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px; width: 320px; height: 320px&quot; width=&quot;320&quot; height=&quot;320&quot; /&gt;Accoppiata che salì di colpi a quota
48 (24 punti a testa) nella Regional Semi-final contro Wake Forest,
capitanata all&amp;rsquo;epoca da un certo freshman di nome Chris Paul,
limitato ad appena 12 punti con un misero 33% dal campo, nella
combattutissima vittoria per 84 a 80 che valse agli Hawks l&amp;rsquo;accesso
alle Elite Eights contro Oklahoma State e la sua stella. Un certo
Tony Allen.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Il 27 marzo 2004 i ragazzi di Phil
Martelli si giocarono alla Continental Arena di East Rutherford il
lasciapassare per la seconda Final Four della storia dell&amp;rsquo;ateneo di
Lower Marion Township, 42 anni dopo la Final Four del 1961. Ma la 
tripla allo scadere di John Lucas III, con i Cowboys sotto di due,
spense tutti i sogni.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Nella primavera di quello stesso anno,
Jameer Nelson si aggiudicò il Wooden Award ed il Naismith Award, e
si preparò ad entrare nell&amp;rsquo;NBA dalla porta principale. La sua
spalla, Delonte West, 18,9 punti con il 41% dal campo e 6,7 assist di
media ad allacciata in quella fantastica cavalcata del 2003-2004,
ascoltò il consiglio giusto e si presentò al Draft con un anno di
anticipo, nonostante tutti i mocks di inizio stagione lo avessero
relegato intorno alla metà, o addirittura la fine, del secondo giro.
Dwayne Jones rimase ancora un anno a SJU, e l&amp;rsquo;anno dopo finì
undrafted. Delonte fu scelto invece con la pick 24 dai Boston
Celtics, una posizione prima di Tony Allen. Ovvero contratto
garantito con i professionisti per almeno due anni.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
La maledizione del Big Three
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&amp;ldquo;Te l&amp;rsquo;ho già detto Paul, sono
finito&amp;hellip;&amp;rdquo;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&amp;ldquo;Dai, amico, non dire così. Vedrai
che si aggiusterà tutto&amp;hellip;&amp;rdquo;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&amp;ldquo;Sono finito. Sono settimane che non
sento il mio agente. E&amp;rsquo; tutto finito&amp;hellip;&amp;rdquo;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&amp;ldquo;Senti. Tu non sei finito per niente.
Ficcatelo bene in quella testa da sciroppato che ti ritrovi. Fammi
fare solo un paio di telefonate. E nel frattempo, mi raccomando, vedi
di non fare cazzate&amp;hellip;&amp;rdquo;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Quando The Truth ha richiuso lo
sportellino del suo cellulare, il pensiero deve essere corso
immediatamente a Joe Johnson e Dirk Nowitzky  Diavolo, quei due erano
nella sua stessa posizione, anche loro si erano ritrovati free agents
in estate, pure il tedesco era uscito dal contratto con un anno di
anticipo. E guarda che accordi avevano rifirmato con le loro vecchie
squadre, l&amp;rsquo;ex Arkansas il massimo, sei anni ad oltre 123 milioni
complessivi, l&amp;rsquo;ala di Dallas 80 milioni in quattro anni. E lui? Lui
aveva esercitato la player option lasciando sul piatto i 21,5 milioni
del suo contratto precedente, ed aveva inchiostrato un quadriennale a
salire che partiva da appena 13,7 milioni. D&amp;rsquo;accordo. Lui era il
capitano. E c&amp;rsquo;era un anello da vincere. Ma diavolo, Ainge gli
doveva per lo meno un favore. Vantava un credito nei confronti dei
Celtics. E non avrebbe esitato a sventolare ai quattro venti come
stavano le cose, ad esigerlo, quel credito, pur di aiutare un amico
in difficoltà&amp;hellip;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Il 15 maggio 2010 Delonte West è un
tatuatissimo, e leggermente inquietante, giocatore NBA affetto da
psicosi maniaco depressiva, rinviato a giudizio per sei diversi capi
di imputazione con il rischio di una pena massima fino a tre anni di
reclusione, e protagonista di uno dei gossip sportivi più
incredibili dell&amp;rsquo;ultimo ventennio.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/estate_2010/delonte-west.jpg&quot; alt=&quot;delonte-west.jpg&quot; title=&quot;delonte-west.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px; width: 270px; height: 240px&quot; width=&quot;270&quot; height=&quot;240&quot; /&gt;Il giorno dopo la famosa gara 5 delle
Eastern Conference Semifinals, il sito ufficiale NBA titola &amp;ldquo;Cosa
ne hai fatto del vero Lebron?&amp;rdquo; sotto l&amp;rsquo;immagine del Prescelto,
immortalato con mani nei capelli e sguardo assente. Dopo la decisiva
gara 6, una steadycam accompagna invece il Re sconfitto uscire dal
parquet del TD Garden in gran carriera, e lo immortala impietosamente
mentre si sfila la canotta di Cleveland appena imboccato il tunnel.
Con quell&amp;rsquo;aria in un certo senso sollevata, quasi si fosse appena
tolto un peso. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Secondo alcuni insider l&amp;rsquo;emotivo
Lebron James non possiede ancora la solidità mentale, ed il killer
instinct, per reggere la tensione quando le cose incominciano a
mettersi male. A detta di altri, la colpa di quella inaspettata
débâcle sportiva è da imputare soprattutto alla condotta fuori dal
campo del suo compagno Delonte West.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Il 15 maggio 2010 il celebre sito di
gossip terezowens.com lancia in home page un rumor davvero clamoroso.
La guardia dei Cavs Delonte West avrebbe allacciato una relazione con
la madre del Prescelto, Gloria James, 42 anni, ed il due volte MVP
sarebbe stato informato della tresca durante la serie contro i
Celtics, proprio prima di gara 4, rimanendone comprensibilmente
sconvolto. Qualche giorno dopo, davanti alla stampa, il legale della
famiglia James riduce il presunto affaire alla voce &amp;ldquo;idiozia&amp;rdquo;,
eppure la notizia compie ugualmente il giro del pianeta, venendo
ripresa da tutti i network sportivi dell&amp;rsquo;orbe. Spuntano anche dei
presunti testimoni, delle &amp;ldquo;gole profonde&amp;rdquo; più o meno informate,
e soprattutto più o meno attendibili, mentre i tifosi si interrogano
sul perché Delonte fosse improvvisamente scivolato nella cuccia di
Mike Brown: 29&amp;rsquo; e 8,7 punti a match nelle prime tre sfide, poco più
di 14&amp;rsquo; e 2,7 punti di media nelle ultime tre gare contro Boston.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Sei anni prima, quando aveva varcato
per la prima volta il cancello di Waltham, Delonte West era solo un
ragazzino bianco di 190 cm senza nessun tatuaggio, ma con due occhi
perennemente spalancati che lasciavano trasparire un&amp;rsquo;infinita
curiosità ed un irrefrenabile entusiasmo. Aveva stretto amicizia con
tutto lo staff, magazzinieri compresi, ed era pure diventato il cocco
di Paul Pierce. Il quale non esitava a lasciarsi intervistare dalla
stampa insieme al prodotto di St. Joe&amp;rsquo;s, ed una volta spenti i
riflettori era solito portarsi dietro il più giovane compagno per la
movida di Beantown.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Delonte comunque lavorava sodo in
palestra ed in sala pesi, ed al secondo anno in biancoverde aveva già
ricevuto le chiavi della squadra dal Doc, che ne aveva fatto la sua
PG titolare. Lui che al college aveva evoluito soprattutto in
posizione di guardia. Durante la stagione 2005 &amp;ndash; 2006 West partì
titolare in tutti gli incontri disputati, e chiuse quel campionato
con cifre di tutto rispetto, quasi 12 punti per un 48,7% dal campo
conditi da 4,6 assist e 4,1 rimbalzi di media ad allacciata,
statistiche che erano valse una convocazione tra i sophomores nel
Rookie Challenge dell&amp;rsquo;All Star Game 2006. I Celtics di quell&amp;rsquo;anno
conclusero però con un deludente record di 33 W e 49 L, finendo al
terzo posto dell&amp;rsquo;Atlantic sedici partite dietro New Jersey e cinque
dietro Phila, fuori dalla postseason dopo cinque stagioni. Un&amp;rsquo;annata
fallimentare, come la successiva, conclusa con il secondo peggior
record della lega. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Anche se Delonte West si era ancora
confermato una delle poche certezze. Un giocatore su cui costruire. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
A quei tempi in pochi potevano
immaginarsi che la maledizione del Big Three avrebbe colpito anche
lui. Che la sua carriera sarebbe stata irrimediabilmente segnata,
come quella di tutti i giocatori coinvolti nei due scambi che
portarono a Boston Ray Allen e Kevin Garnett nell&amp;rsquo;estate del 2007.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Già, la maledizione del Big Three. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Gerald Green, dopo essere stato
tagliato da Houston e Dallas, è finito nel campionato russo con la
casacca del Lokomotiv Kuban di Krasnodar. E quest&amp;rsquo;estate, al
termine di un&amp;rsquo;anonima summer league disputata con i Lakers, è
risalito su un boeing dell&amp;rsquo;Aeroflot con destinazione Samara, a più
di tre ore di volo da Mosca.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Wally Szczerbiak si è ritirato
nell&amp;rsquo;estate 2009 ad appena 32 primavere per problemi di salute.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Sebastian Telfair, la nuova grande
promessa di Coney Island, si è presentato a Minneapolis nel 2008 con
una condanna a tre anni sospesa con la condizionale per possesso
illegale di arma da fuoco, conditi da una sospensione per tre gare
comminata dalla lega. Nelle due stagioni trascorse ai T&amp;rsquo;Wolves, il
giocatore da Lincoln High ha guidato Minnesota al triste record di 46
W e 118 L, è stato scambiato nel luglio 2009 ai Clippers insieme a
Craig Smith e Mark Madsen nell&amp;rsquo;affare Quentin Richardson, è stato
nuovamente ceduto a febbraio 2010, questa volta ai Cavaliers, senza
peraltro vedere quasi mai il parquet, nello scambio a tre che ha
portato Jamison alla corte del Prescelto, e nel luglio di quest&amp;rsquo;anno
ha fatto nuovamente le valigie con ritorno a Minneapolis,
impacchettato con lo stesso Delonte per l&amp;rsquo;accoppiata Ramon Sessions
e Ryan Hollins. Minneapolis, dove il prossimo anno dovrebbe occupare,
salvo un probabile taglio, lo spot di terzo play alle spalle del
positivo Jonny Flynn, sesta scelta assoluta del draft 2009, e Luke
Ridnour.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Un mare di problemi per lo stesso Al
Jefferson, che avrebbe potuto chiedere il massimo salariale
nell&amp;rsquo;estate del 2007, e non lo fece, e si è fumato la seconda
parte della stagione 2008 &amp;ndash; 2009 per la rottura del legamento
crociato anteriore del ginocchio destro proprio quando stava
producendo il miglior basket della sua carriera. Le sue cifre al
rientro dall&amp;rsquo;infortunio sono sensibilmente calate, tanto che
quest&amp;rsquo;estate la power forward che &amp;ldquo;non poteva non diventare un
all-star&amp;rdquo; è stato scaricato dalla dirigenza di Minnie per un tozzo
di pane, ed è finito a Utah circondato da molti punti interrogativi.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Delonte sembrava avercela fatta. Pareva
essersi salvato dalla maledizione del Big Three. Dopo la tappa di
Seattle era atterrato in una squadra vincente, i Cleveland Cavaliers
di Lebron James. Aveva conquistato lo starting five, nell&amp;rsquo;estate
del 2008 aveva inchiostrato un triennale da 12 milioni complessivi,
l&amp;rsquo;anno successivo era giunto ad un passo dalle NBA Finals. Sembrava
avercela fatta. Sembrava.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Qualcosa da dichiarare?
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Il Can-Am Spyder è una sorta di
triciclo con cambio automatico dalle dimensioni di un&amp;rsquo;utilitaria,
ma motorizzato con un due cilindri a mo&amp;rsquo; di motocicletta.  Il 17
settembre 2009, un giovedì sera, Delonte West sta guidando uno di
questi trabiccoli un po&amp;rsquo; oltre i limiti di velocità sulla Capital
Beltway, la grande freeway che corre intorno a Washington fra
Maryland e Virginia, quando una volante della contea di Prince George
lo ferma all&amp;rsquo;altezza di Upper Marlboro, uno sputo di paese a 19
miglia dal centro della capitale.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Gli agenti lo invitano a scendere
dall&amp;rsquo;abitacolo, e gli domandano se ha qualcosa da dichiarare prima
della perquisizione di rito. Il giocatore dei Cavs, in evidente stato
confusionale, immediatamente risponde che no, come sarebbe a dire,
lui non ha certo nulla da dichiarare. Poi ci ripensa, e sì, qualcosa
da dichiarare ci sarebbe anche. Qualcosa come la Beretta legata alla
cintura dei pantaloni. O l&amp;rsquo;altra pistola, una  Ruger .357, in una
fondina attaccata alla caviglia. E poi, ah già. Ci sarebbe pure
questo, vedete signori agenti, nella custodia da chitarra dentro il
vano portaoggetti della Can-Am, là dentro avrei messo il mio fucile
Remington 870. Tutte e tre le armi hanno il colpo in canna, e questo
negli States fa una discreta differenza. Tanto più che il giocatore,
una volta interrogato in centrale, dichiara di ignorare dove fosse
diretto, e cosa volesse fare quel giovedì notte. Il problema, si
seppe quando uscì dal carcere su cauzione, è che Delonte aveva
smesso di prendere le pillole.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
L&amp;rsquo;estate del 2008 Delonte West fu
costretto a saltare gran parte del training camp dopo essere
sprofondato in un lungo periodo di depressione, e salutò il suo
ritorno sul parquet in preseason, al termine di una prestazione
tutt&amp;rsquo;altro che memorabile, con un malinconico &quot;non mi sono mai
divertito così tanto a giocare a pallacanestro&quot;. Fu in quei
giorni che gli venne diagnosticato un disturbo bipolare. E lo scorso
ottobre, quando ha saltato i primi quattro giorni di ritiro senza una
valida motivazione, o quando non si è presentato per la prima
amichevole ed aveva il cellulare staccato, in molti hanno temuto per
la sua salute.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Perché il disturbo bipolare, chiamato
anche psicosi maniaco-depressiva, spiegano gli esperti, è
caratterizzato da alterazioni periodiche dell&amp;rsquo;umore. Nella fase
cosiddetta maniacale il paziente mostra un umore estremamente
positivo, la sua autostima cresce a dismisura, in maniera
inversamente proporzionale con le ore dedicate al sonno, e la sua
capacità di giudizio appare pertanto alterata. A tali momenti di
euforia si alternano però fasi depressive, ovvero di opposta
polarità (da cui il termine di &quot;disturbo bipolare&quot;), che
possono essere intervallate da periodi di eutimia (umore in asse). I
medici riferiscono anche che il rischio di mortalità nei pazienti
affetti da questa patologia risulta molto elevato, dal momento che la
percentuale di suicidi tra i bipolari arriva al 19%, una percentuale
30 volte superiore a quello della popolazione cosiddetta normale.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Da un punto di vista legale Delonte
West se l&amp;rsquo;è cavata tutto sommato con poco. In relazione
all&amp;rsquo;arresto del settembre precedente, il 15 luglio 2010 di fronte
alla giuria si è dichiarato colpevole per tutti i capi di
imputazione a lui contestati, ed è stato condannato ad un
&amp;ldquo;electronic monitoring&amp;rdquo;, a quaranta ore di servizi sociali, ed
all&amp;rsquo;obbligo di sottoporsi regolarmente ad un controllo medico.
L&amp;rsquo;NBA gli ha invece affibbiato una squalifica di dieci gare da
scontare nel prossimo campionato.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Ciò nonostante, Delonte è stato
scambiato il 26 luglio ai derelitti Timberwolves in compagnia del
desaparecido Sebastian Telfair, e siccome il suo ultimo anno di
contratto prevedeva solo 500.000 dollari garantiti degli oltre
quattro milioni in caso di taglio effettuato prima della seconda
settimana di agosto, David Kahn lo ha immediatamente rilasciato il 3
agosto.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Il resto lo sappiamo tutti. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&amp;ldquo;Anche io sono sempre stato un suo
fan. Del pacchetto di giocatori che ho ceduto ai Sonics tre anni fa
il suo addio è stato il più difficile da accettare&amp;rdquo;. Queste
sarebbero state le prime parole di Danny Ainge. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Dietro di lui, Paul Pierce mostrava un
bel sorriso soddisfatto&amp;hellip;
&lt;/p&gt;
</description>
			<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 13:52:35 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Magari L'anno Prossimo</title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1994/81/</link>
			<description>Perchè infondo essere un Celtic è qualcosa che trascende i canoni della normalità del tifo. 
&lt;p&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/estate_2010/paul_pierce.jpg&quot; alt=&quot;paul_pierce.jpg&quot; title=&quot;paul_pierce.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px; width: 400px; height: 293px&quot; width=&quot;400&quot; height=&quot;293&quot; /&gt;Diciamoci la verità : il più delle volte con la propria squadra del cuore c'è un feeling particolare, qualcosa non troppo facile da spiegare a parole. Irrazionale forse, come lo stesso rapporto che a tratti rischia di diventare quasi morboso. La passione che si riversa nel seguire la propria squadra non è la stessa per ogni sorta di individuo. Individuo ? Meglio definirlo fin da subito come tifoso, perchè di questo si tratta. Ed ora mi trovo a scrivere, in una sera di fine estate, quando la temperatura fuori è quasi simile a quelle prettamente autunnali, pensando a cosa voglia dire essere un Celtic. Francamente non lo so, ma so quel che provo io. Ed ogni volto che osservo questa squadra, torno al momento decisivo, quello in cui la scelsi. O meglio, una serie di eventi che me la fecero scegliere. Era il diciotto febbraio 2006, ero ancora un liceale, e soprattutto seguivo a tratti la Nba. Il pomeriggio era di quelli uggiosi e noiosi tipicamente invernali. Non c'era molto da fare, e visto che la voglia di studiare non era troppa, ci ritrovammo a casa di un amico per le solite partite ai Videogames e per le solite quattro &quot;cazzate&quot;. Tra una parola e l'altra, sbircio sul computer del mio amico, e tra i Files scaricati trovo quella benedetta partita del 15 febbraio 2006, tra Cleveland Cavaliers e Boston Celtics. All'epoca non sapevo cosa fosse il TD Banknorth Garden, non sapevo cosa fosse Pierce per i Celtics, ero un vero e proprio ignorante. Ricordo però che dalle mani di quel ragazzo che mi sembrava corresse in maniera goffa trasudava magia, non sudore. Con il tempo ho capito quanto speciale fosse quella partita, quella performance di Paul Pierce, il Capitano dei MIEI Celtics.
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
Dopo un paio di mesi in gita con la scuola, mi ritrovai in un negozio di articoli sportivo. Ero attratto dalle Canotte Nba. Ce ne erano per tutti i gusti, ma rimasi pietrificato quasi dalla bellezza della canotta Bianca dei Boston Celtics, con il numero trentaquattro stampato dietro. Sarà paradossale, ma la scelta di quella maglia, il capire quanto mi piacesse e quanto ricordassi ancora la classe di quell'eroe che poi finì con l'essere sconfitto sul campo da gioco nella partita in questione, ma che comunque mi aveva conquistato in tutto, mi fece sentire un Celtic per la prima volta. Ogni volta che ripenso ai Celtics, penso a Pierce, ed alla mia scelta. Ed a quanto sia difficile forse, per i nuovi, tifare Boston Celtics. Non sono stati anni facili gli ultimi, e l'infatuazione per i giovani italiani capisco possa essere per le gesta dei Lakers o degli Spurs piuttosto che per chi ha fatto la storia di questo gioco. Ma poi, a conti fatti, credo che non sia la vittoria o la possibilità che la si raggiunga che ti faccia scegliere una squadra. O Almeno, per me non è mai stato così, ed in pratica sono sempre stato dalla parte degli indiani. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Credo che nell'ultimo ventennio i Celtics siano stati spesso gli indiani. Ma questo conta qualcosa ? PEr me no, ed ogni volta che con la mento torno al momento della scelta, a cosa siano stati i Celtics per me, anche nel mio processo di crescita magari, credo di aver fatto la scelta migliore che potesse essere fatta. Ed ora, nell'ultimo periodo, come fare a non pensare a quella fatidica gara sette di qualche mese fa, che a volte vorrei considerare solo come un incubo. Ne ho già vissuti di incubi simili, dal punto di vista sportivo. Credo sia la cosa peggiore che possa esserci, perdere sul più bello proprio contro chi non vorresti mai vedere prevalere nei tuoi confronti. Capita, e non è la fine del mondo. Purtroppo c'è da farci il callo, l'abitudine.
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
&lt;br /&gt;
Come è abitudine ogni anno attendere l'inizio dell'avventura nuova, di una nuova partenza, di un nuovo mondo da visitare, in ambito sportivo. Sia Calcio, Basket, o quanto ancora c'è, ogni anno l'inizio della nuova stagione sembra rappresentare sempre una nuova vita. Da quando non sono pià bambino ho sempre la sensazione che il tempo passi troppo in fretta. Di ferite importanti ce ne sono state e ce ne saranno, ma dal punto di vista sportivo la sconfitta in Gara sette contro i Los &lt;img src=&quot;images/stories/estate_2010/psquare.jpg&quot; alt=&quot;psquare.jpg&quot; title=&quot;psquare.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;441&quot; height=&quot;330&quot; /&gt;Angeles Lakers è la peggiore. Il tempo , si dice in giro, guarisce molte ferite. Non questa. Del resto i Celtics sono una famiglia, ed ogni famiglia ha le proprie tradizioni. La nostra credo sia sempre stata quella di vincere. Ogni anno, in ogni caso, c'è da ripartire. Figurarsi in questo anno qui. Per chi come me ha solo 21 anni e spiccioli, la mente va al giugno del 2008, e ci si aggrappa a quel singolo ricordo. Fu un anno fantastico ed un momento fantastico, ma ormai da due stagioni siamo ritornati a non custodire alcun titolo a fine anno. La cosa non è un dramma, ma lascia un pò di cattivo umore. Chi ne avrà viste più di me di partite, si sarà ritrovato già diverse volte in queste situazioni, e sicuramente avrà pensato prima della partenza : magari questo è l'anno buono. E lo sto pensando anche io. O meglio, ci voglio sperare, prima che anche questo sogno possa andar via. Perchè credo che lo sport infondo attragga per la competitività, e per la possibilità di far sognare. Identificarsi con questo o quel personaggio, che in quel momento a dire il vero diviene un vero e proprio eroe, credo faccia parte dell'iconografia sportiva ed è una delle componenti principali di questo sport. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Conosco i Celtics da 4 stagioni piene, seguite tutte, e da uno scorcio di fine stagione 2006. Credo di essere arrivato nel momento peggiore, quello in cui tutto sembrava andare male. In quel periodo capivo meno di quanto ne capisca ora, e non che ne capisca molto. Ci rimanevo meno male, ma comunque mi infastidiva perdere. Quello accaduto l'anno dopo è stata la perfezione. Una cavalcata stupenda.Sensazionale. Una liberazione. In fondo non eravamo più gli indiano, o almeno eravamo degli indiani vincenti. Ricordo ancora tutto delle Finals del 2008, che per certi versi ricorderò come meno intense di quelle del 2010. Ma sicuramente gli stati d'animo sono stati agli antipodi. Tornando al 2008, è logico pensare che una volta raggiunta la perfezione, tutto il resto sia semplicemente spiacevole. Io ancora ho poca esperienza qui, con i Celtics, ma sicuramente qualcuno avrà l'esperienza giusta per capire cosa si provi. A non centrare l'obiettivo, a non riuscirci. In questi anni, ho coltivato tra le altre cose esperienze magiche, come i miei riutali e la capacità di rispettare sempre ogni avversario ( tranne forse quelli a tinte gialle e viola) capendo che la competizione contempli assolutamente una vittoria, un vincitore, un vinto ed una sconfitta. Adesso non so quanto ci vorrà ancora ,e per adesso i pensieri e le speranze di poter rivincere credo le coltivino tutti i Celtics come me ( almeno i più ottimisti). Come detto la magia che c'è ai nastri di partenza è qualcosa di unico. Ma la speranza è che non s svanisca. Del resto, le tradizioni familiari sono importanti, e credo che come famiglia i Celtics , ed anche ICP, non abbiano eguali. Come in ogni famiglia che si rispetti capita di perdere la trebisonda e di uscire fuori dalle righe, ma poi tutto rientra nei canoni della normalità. C'è un titolo da conquistare, da provarci, sperando che sia l'anno buono. Ricordando come ci si sentiva quando gara sette del 2010 era finita. Oltre alla disperazione, il primo pensiero fu : &quot; Magari l'anno prossimo&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Negli ultimi tempi si sarà sentita diverse volte questa frase. Ma ora &quot;l'anno prossimo&quot; è alle porte, e non va sprecata la potenziale ultima occasione, se non è andata già sprecata, di una squadra fantastica di vincere almeno un altro titolo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attendiamo, e vediamo cosa succede. Io non ho dimenticato come mi sentivo, come  si senta un Celtic in queste situazioni. Vincere non è tutto, ma è l'unica cosa che conta ( qualcuno mi perdonerà per la citazione). Qualcuno capirà sicuramente cosa voglio dire, e quanta importanza abbia quel &quot;Anno Prossimo&quot;
&lt;/p&gt;
</description>
			<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 16:44:58 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Le Mie Previsioni : Quando Si Dice Parlare Prima</title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1993/81/</link>
			<description>&lt;meta http-equiv=&quot;CONTENT-TYPE&quot; content=&quot;text/html; charset=utf-8&quot; /&gt;
&lt;title&gt;&lt;/title&gt;
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&lt;/style&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Estate, ormai agli sgoccioli, ma pur
sempre con la Nba che continua il suo riposo. Impazza il Fantabasket,
con tutti che continuano ad offrire le proprie previsioni in ottica
di quel che sarà il prossimo campionato. Visto che il meglio del
mercato lo abbiamo già vissuto, cominciamo a parlare della mia idea
riguardo alla futura stagione regolare. &lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;title&gt;&lt;/title&gt;
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&lt;/style&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Inizio, per ovvie
ragioni, dall'est, dove il livello medio è cresciuto e sicuramente
ad alto livello si gioca un basket Migliore, ma molto migliore
rispetto che non nell'ovest. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
	&lt;b&gt;Miami Heat : Previsione : 68 w- 14
	l. &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
	Non credo di esagerare dicendo che un tale cumulo di Star faccia
	accapponare la pelle a chi non è di fede Heat. Il calore in Florida
	è destinato ad aumentare durante tutto l'anno, anche in previsione
	di quel che può essere un LeBron, giocatore più devastante della
	lega se si guarda alle ultime due Regoular Season, con l'aggiunta di
	un altro tutto fare come Dwayne Wade. Chi marchi tra l'uno e l'altro
	? E soprattutto, Chris Bosh, da tanti ritenuto troppo poco
	convincente quando si tratta di giocare ad Alti livelli, ha mai
	avuto la possibilità di esprimersi a quegli stessi livelli che
	secondo alcuni non gli competono? Non sarei sicuro nel dire che la
	squadra vincerà il prossimo titolo, ma mi sento onestamente di
	poter dire che questa squadra demolirà la prossima Regoular Season.
	Hanno chi si farà trovare pronto sugli scarichi, ovvero Eddie
	Fireman House. Hanno un ottimo role Player, potenzialmente, come
	Mike Miller . Hanno un Play giovane come Mario Chalmers che sa
	portar palla , anche se non gli spetterà, e soprattutto sa tirare
	bene. Cosa manca per vincere un titolo ? Un centro di assoluto
	livello. Ma non serve necessariamente Dwight Howard o Kaaman.
	Avessero confermato Jermaine O'Neal e preso un veterano alla Ben
	Wallace, non ci sarebbe stata storia.
	&lt;/p&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
	 
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
	&lt;b&gt;Orlando Magic: 54 w &amp;ndash; 28 l .&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
	I
	primi due posti hanno in comune proprio la Florida quale teatro
	principale. Essenzialmente una squadra collaudata che difficilmente
	vincerà. Ampio abbastanza il parco cestisti, non si capisce come
	mai le rotazioni si riducano all'osso in prossimità delle gare
	decisive. In post season avere un Brandon Bass dalla panca può
	significare molto, non saperlo sfruttare francamente non è una
	grossa facoltà. Roster profondo come pochi, enigmatica la scelta
	Duhon, anche se a conti fatti sembra che su Nelson la squadra non
	voglia scommettere troppo vista anche la ricerca continua di Paul.
	Francamente manca un quattro vero, ma allo stesso momento resterebbe
	snaturato il gioco di Van Gandy qualora lo si trovasse. Turkoglu non
	è stato sostituito, e rispetto a Carter restava un altro giocatore,
	decisamente più congeniale al progetto Magic. 
	&lt;/p&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
	 
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
	&lt;b&gt;Atlanta Hawks : 50 w &amp;ndash; 32 l.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
	Una
	squadra che lo scorso anno in Stagione regolare si impegnò
	duramente per dimostrare quanto in post season si paghi la pochezza
	di schemi e qualità. Giocare in isolamento continuamente in
	stagione regolare ti porta ad essere soddisfatto del quattro a zero
	rifilato ai Boston Celtics,ma quando si affronta una squadra più
	organizzata si comincia a buscarle di santa ragione. Evidente
	l'involuzione dei giocatori chiave nei momenti topici. Sia Johnson
	che Smith non riescono a regalare il proprio apporto quando si
	tratta di gare decisive, e la difesa non sembra capirci molto
	soprattutto in quanto a rotazione. Contro Orlando non ne hanno presa
	una, ed erano costantemente in ritardo nei raddoppi. Il controllo
	dei tabelloni non è una loro prerogativa, ed in linea di massima è
	una squadra costruita male. Ma magari la regoular season regalerà
	loro una dimensione diversa.&lt;br /&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
	&lt;b&gt;Boston Celtics : 50 w &amp;ndash; 32 l.&lt;/b&gt;
	&lt;br /&gt;
	Magari il record sarà anche peggiore, ma il rischio è che possa
	essere leggermente migliore. Non è più una squadra di agonisti,
	non può spremersi troppo a rincorrere i giovani Thunder e con
	difficoltà potrà contenere le esplosioni di talento e fotza di
	squadre come I Grizzlies o gli stessi Hawks. Si è giunti veramente
	ad un punto di non ritorno : o la squadra riesce a trovare nuovi
	stimoli e magari giocare un basket più spumeggiante, senza doversi
	sbucciare troppo le ginocchia sul parquet e rincorrere gli avversari
	e cominciare a giocare a chi ne mette dentro di più ( e se hai
	Garnett, Pierce, Allen, O'Neal al quadrato,Rondo, Nate e gente
	simile , puoi farlo) oppure la Regoular Season si prospetta
	nuovamente amara. Frank cura bene i movimenti offensivi, ed il Doc è
	sempre una vera e propria garanzia. Vediamo come torna Garnett,
	perchè se è quello sbiadito ammirato la scorsa regoular season
	allora sono problemi. Se è quello che ha chiuso in crescendo i
	Playoff ed ha cancellato letteralmente Gasol da gara tre a gara
	sette, fino a metà gara sette, allora la squadra torna largamente
	competitiva. Buoni i due Rookie, ancora da testare in Nba però.
	Manca un tre, se il mercato lo trova hanno un ottima squadra per i
	Playoff, ma bisogna sempre arrivarci.&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
	&lt;b&gt;Milwakee Bucks 49 w &amp;ndash; 33 l&lt;/b&gt;.
	&lt;br /&gt;
	Possibile mina vagante ad est, è una squadra che mostra un talento
	evidente in tutti i suoi elementi. La stagione è appesa anche alla
	salute di Bogut, centro che magari ancora non ha mostrato tutto il
	suo talento anche a causa dei troppi infortuni. La crescita di
	Jennings è un nodo cruciale : se dimostra di essere un leader quale
	sembra essere, allora la squadra diventa fortemente temibile, per
	tutti, vista anche la completezza. Da non sottovalutare l'innesto di
	Douglas Roberts, Delfino dalla panchina rimane un possibile Crack se
	si conferma in versione Playoff. Importante, ancora, il ritorno di
	Redd, che con Salmons e Magette formerebbe un trio di esterni da
	alternare da assoluto top team.&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
	&lt;b&gt;Chicago Bulls 46 w &amp;ndash; 36 l. &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
	A
	inizio mercato si pensava che per il fascino da esercitare sugli
	allora free agent sarebbe riuscita ad accaparrarsi almeno un big tra
	quelli disponibili. A conti fatti il mercato annovera tra le deluse
	gli stessi tori, che però presentano un buon roster. A me
	francamente l'insieme non fa impazzire, anche per la mancanza di un
	leader carismatico quale era negli ultimi bulls Gordon. Andato via
	lui è letteralmente mancato il trascinatore nei momenti chiavi, e
	lo stesso Gordon lontano da Chicago non ha saputo confermare il suo
	talento. Manca chi esca tre metri dietro ai blocchi per tirare, chi
	riesce ad accendersi anche prendendo un &amp;ldquo;bad shot&amp;rdquo; ed entri in
	ritmo costringendo le difese ad eclissarsi su di lui lasciando lo
	spazio per la circolazione della palla. Deng rimane un giocatore a
	metà tra un mezzo difensore e qualcosa di non troppo definito. Il
	talento porta il nome di Derrick Rose, ma Noah non può non essere
	apprezzato per la capacità di dare energia e l'intensità che mette
	nel controllo dei tabelloni. Brewer rimane un colpaccio
	potenzialmente, anche per le capacità difensivo, bisognerà testare
	il reale valore di Boozer che a conti fatti non ha mai spostato
	tanto in Nba. Certo è che se ingranano, anche loro, possono scalare
	posizioni e mettere in difficoltà più di un avversario. Buona
	panchina, con Korver ideale sesto uomo. Attenzione alla crescita di
	Gibson. &lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
	&lt;b&gt;Indiana Pacers : 38 w &amp;ndash; 44 l &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
	a
	questo punto inizia una vera e propria sorta di lotteria. Chi
	scegliamo ? Vado con le sensazioni e con un minimo di buonsenso , e
	dico i Pacers visto il giovane talento sul punto di decollare, in
	vista della prossima estate dove ci sarà spazio per muoversi
	agevolmente. Parto da Hibbert, giocatore snobbato da tanti addetti
	ai lavori ma che secondo me è in ottica futura un centro ottimo.
	Non è Howard, né lo Shaq dei bei tempi, ma un mestierante
	completo, dal fisico possente e dal rigore tattico sotto canestro.
	Granger rimane una sorta di nuovo Pippen, che però ancora non può
	giocare da solo. Vediamo se Firewall Posey riesce a dare la scossa
	ai ragazzini. Secondo me li vedremo in post season.&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
	&lt;b&gt;Charlotte Bobcats : 38 w &amp;ndash; 44
	l&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
	ecco una squadra che, insieme ad altre tre o quattro, lotta per
	le ultime due posizioni buone ad andare in Post Season. Lo scorso
	anno senza troppi patemi...per i Magic, sono stati eliminati e la
	stagione si è conclusa in maniera veramente anonima. Non si è
	capito cosa si voglia fare da Grandi, eppure un buon nucleo di
	partenza c'è. Augustin deve ritrovarsi, e la perdita di Felton non
	è facilmente digeribile. Vediamo un po' cosa sapranno fare &lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
	&lt;b&gt;New York Knicks : 38 w &amp;ndash; 48 l
	&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
	Squadra  che vince già un premio : quella di delusa dell'anno.
	Difficile ripartire con D'antoni soprattutto se non hai i giocatori
	alla D'antoni. Stoudemire è un prodotto di Nash. Il talento c'è,
	ma è da riscotnrare anche fuori i confini dell'Arizona. Vediamo
	quanto crescerà Gallinari, vero talento di casa Kniks. Per il resto
	più che grande mela la società si conferma mela marcia in quanto a
	gestione . Credo comunque che possa essere invischiata nella corsa
	ai Playoff, ma non credo riusciranno a centrare l'obiettivo. &lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
	&lt;b&gt;Washington Wizards : 34 w &amp;ndash; 48
	l&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
	Direi che Wall, per ripartire, è una base solidissima. Ma nel
	deserto di quel di Washington riuscirà a portare la squadra ai
	Playoff ? Non è dato saperlo, ma uno con quel talento può da
	subito dominare la lega ed imporsi come numero uno assoluto tra i
	play. Il ragazzo ha tantissimo talento, già un fisico pronto per la
	nba e la voglia di sfondare. McGee è un centro in divenire ma dal
	sicuro talento, e Arenas a tempo perso, tra una sparatoria e
	l'altra, sa giocare ad un certo livello. Per adesso li vedo tagliati
	fuori dalla corsa Playoff, ma probabilmente sorprenderanno, ed
	effettivamente in quanto a talento puro sono migliori di squadre
	come i Bobcats e gli stessi Pacers. Attenzione. &lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
	&lt;b&gt;Philadelphia Sixers : 30 w &amp;ndash; 52
	l&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
	Inizia con loro, credo, il novero di squadre che difficilmente
	avrà un senso nell'est superconpetitivo venutosi a creare. Ok, il
	talento c'è, ma resta una squadra male assortita, senza un Play
	vero e negli esterni, tra Turner ( seconda scelta per adesso
	deludente in summer league) Iggy , Nocioni e Young si nota solo un
	sovraffollamento, senza che vi sia una buona miscellanea di
	caratteristiche. Squadra che in molti pronosticano come possibile
	protagonista in ottica Playoff, ma che secondo me giocherà un altra
	stagione mediocre. &lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
	Scommetterei sicuramente su queste
	restanti squadre come escluse dalla corsa ai Playoff&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
	&lt;b&gt;Detroit Pistons :  29 w &amp;ndash; 53 l
	&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
	&lt;/b&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
	&lt;b&gt;
	New Jersey Nets : 28 w &amp;ndash; 54 l &lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
	&lt;/b&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
	&lt;b&gt;
	Toronto Raptors : 23 w &amp;ndash; 59 l&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
	&lt;/b&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
	&lt;b&gt;
	Cleveland Cavaliers : 22 w &amp;ndash; 60
	l
	&lt;/b&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
</description>
			<pubDate>Sun, 15 Aug 2010 13:59:19 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Addio Sheed . Ed Ora ? </title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1992/81/</link>
			<description>Dopo le mille voci inseguitesi nel corso delle scorse settimane, arriva la conferma dell'addio al Basket Da Parte di Rasheed Wallace, che lascia dopo solo una stagione. A Sorpresa il contratto non verrà scambiato ma solo Tagliato. Adesso quindi rimane disponibile un solo slot al Roster per essere completato.
&lt;p&gt;
Questa volta spazio per il lieto fine non ne rimane. Sheed, che solo un estate fa sembrava potesse essere il colpo perfetto per questi Celtics, lascia dopo una stagione incolore e dei Playoff che rasentano la perfezione dal punto di vista difensivo , soprattutto in relazione alle condizioni fisiche. Con l'arrivo di Shaq sembrava potesse esserci qualche ripensamento da parte del Buon Wallace, ma alla fine hanno prevalso altre ragioni, e lui si tira fuori dall'ultimo possibile ballo per &lt;img src=&quot;images/stories/estate_2010/sheedcelticsjersey.jpg&quot; alt=&quot;sheedcelticsjersey.jpg&quot; title=&quot;sheedcelticsjersey.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;371&quot; height=&quot;445&quot; /&gt;evidenti problemi alla schiena. Non lascia nel modo migliore, visto come si erano conclusi gli scorsi Playoff. Ma sicuramente avrà avuto tutte le sue ragione, ed alla fine ha deciso nella maniera migliore per lui. Addio, quindi, ad un campione che sicuramente ha fatto impazzire l'intero mondo Nba, regalando perle della propria esuberanza ed anche del proprio talento. Giocatore divino quando ha avuto voglia, ha dimostrato anche nell'ultima corsa che il Basket o lo sai giocare o non lo sai giocare. Non ci sarà più spazio per una sua protesta evidentemente, resteranno solo i ricordi. Di chi anche con una sola stagione ha saputo conquistare l'affetto dei tifosi . &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma la domanda principale per i Boston Celtics rimane : e adesso ? C'è un roster che ancora presenta qualche imperfezione, e sicuramente in questo momento va completato. La notizia del taglio di Sheed ,perchè in effetti è stato tagliato, non può lasciare i tifosi entusiasti. Evidentemente dopo aver sondato il terreno Ainge ha verificato in prima persona l'impossibilità di scambiare il contratto di Sheed per qualche cosa di buono,ed è arrivato a considerare migliore questa scelta in relazione a quello che potesse ancora offrire il mercato dei Free Agent. Ma cosa resta ancora a disposizione ? Nulla di trascendentale, ma qualche ottimo giocatore si. Cosa potrebbero cercare i Celtics ? Innanzitutto direi che l'indiziato numero uno sia proprio Larry Hughes. Talento cristallino abinato al fisico più fragile dell'nba. Arrivare a disputare tutte le partite all'interno di una stagione è del tutto impensabile a conti fatti, ma resta un ottimo giocatore. Anche lui ex spalla di LeBron, sicuramente potrebbe regalare ai Celtics una ventata di entusiasmo in quanto a punti facili. Sarebbe l'ennesima scommessa di una stagione che ne presenta molteplici. Purtroppo però di meglio all'orizzonte non c'è, e il talento fa sempre comodo. Il giocatore negli anni ha dimostrato una maggiore propensione al gioco offensivo, ma detto tra noi onestamente non è un difensore malvagio. Magari pigro, ma anche altri giocatori della sua stessa specie solitamente sono un pò svogliati. Non per questo però le capacità sono deficitarie. Resta da capire in che condizioni è convinto di arrivare a Boston e che apporto vorrebbe dare. Se riesce a superare i problemi fisici e gli scogli mentali, allora può essere l'addizione perfetta.
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/estate_2010/hughes.jpg&quot; alt=&quot;hughes.jpg&quot; title=&quot;hughes.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px; width: 345px; height: 409px&quot; width=&quot;345&quot; height=&quot;409&quot; /&gt;Alternativa non di basso livello sarebbero, per ragioni diverse, Allen Iverson ( che probabilmente però ha dato il meglio ed anche il peggio di se, finendo con l'essere un quasi ex giocatore) e soprattutto Delonte West. Per capacità difensive e spoprattutto al tiro, visto anche l'ottimo fisico che si ritrova, Delonte sarebbe un addizione non da poco per questi Celtics. probabile che non arrivi, ma sarebbe anche lui un buon complemento, in grado di assicurare anche qualche minuto difensivo di qualità. Allen Iverson sarebbe l'ennesimo Ex All Starr, di una squadra che non farà dell'energia la sua prerogativa principale. Sono queste però ipotesi di seconda fascia, come i possibili innesti di Damien Wilkins, L'ex Nets Jarvin Heyes ( che almeno rappresenta il ritratto della salute, cosa non da poco per noi) o ancora Ime Udoka.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da questo nome probabilmente uscirà il prossimo acquisto dei Celtics. A meno che non si decida di sacrificare qualcosa, ma a quel punto il giocatore più appetibile che fa parte del nostro roster rimane UnoUno Glen Davis. Magari sarà proprio lui il sacrificato per la possibile Trade Fernandez. In quel caso occhio ancora ad altri due free Agent di un certo livello : Josh Smith e Kwane Brown. Due delle prime scelte peggiori che il draft ricordi ( c'è stato di peggio) ma che potrebbero comunque tornare utili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il resto un invito agli utenti di ICP : nonostante i molti nemici il sito sta tornando alla normalità. Adesso mancano solo i vostri commenti. Fatevi sentire, mi raccomando. Vi attendiamo. &lt;b&gt; &lt;/b&gt;
&lt;/p&gt;
</description>
			<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 00:29:44 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>L'angolo di Geson N°2 : Cinque Motivi Per Credere Che Pat Riley Non Sia Un Genio</title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1991/81/</link>
			<description>Riprende l'angolo di Geson, rubrica curata dallo stesso Enrico Costa
TOP FIVE REASONS PAT RILEY IS NOT A GENIUS&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
FIRST REASON&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;hellip; Signore, voleva vedermi?&lt;br /&gt;
Entra pure ragazzo. Allora, giusto per cominciare, portami un Chili Dog con senape. Poi mi gusterei un burrito con cipolla e salsa piccante, e da bere&amp;hellip;&lt;br /&gt;
&amp;hellip; Signore, credo mi abbia scambiato per qualcun altro&amp;hellip;&lt;br /&gt;
&amp;hellip; Ah si?&lt;br /&gt;
Credo proprio di sì&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Scusami ragazzo, dalla manutenzione non mi hanno avvertito&amp;hellip;. E pensare che sono attaccato alla cornetta da settimane, &amp;lsquo;sti messicani&amp;hellip; Comunque, il lavandino che perde è in fondo al corridoio, sulla sinistra &amp;hellip;.&lt;br /&gt;
Ehm&amp;hellip; signor Riley ?!&lt;br /&gt;
Siiii?&lt;br /&gt;
Mi chiamo Micheal Beasley&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Davvero? Che combinazione, se non erro come la seconda scelta assoluta del draft 2008&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Sarà perché effettivamente SONO IO la seconda scelta assoluta del draft 2008&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Capisco&amp;hellip; Beasley ? Bisley ? Bieesley? PINAAAA!!!! Cos&amp;rsquo;era che dovevamo dire a Biiisley?&lt;br /&gt;
?!!&lt;br /&gt;
Scusa un attimo, ragazzo, la Pina non c&amp;rsquo;è&amp;hellip; fammi fare allora una telefonata&amp;hellip;&lt;br /&gt;
?!!&lt;br /&gt;
&amp;hellip;&amp;hellip;.. Signor Dwyane? Si, scusi se la disturbo&amp;hellip; sì, sì, scusi tanto&amp;hellip;. Signor Dwyane, è che ho qui davanti Bislei? Come chi? La seconda scelta assoluta del draft 2008&amp;hellip; Si &amp;hellip; Capisco&amp;hellip;. Certo che sì signor Dwyane &amp;hellip; La ringrazio, signor Dwyane&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Allora?&lt;br /&gt;
Bislei, il nuovo bigthree DEVE VENDERE un prodotto in tutto il mondo. Non vinceremo una sega, è chiaro, ma l&amp;rsquo;immagine, quella sì, quella conta! Il punto è che tu, caro ragazzo, hai più brufoli che tatuaggi&amp;hellip;&lt;br /&gt;
???&lt;br /&gt;
Si, i brufoli, Billei, I BRUFOLI!&amp;hellip; Quante volte ti abbiamo detto, lavati con il Topexan! Ma tu niente!!! Nada!!! &amp;hellip;. Non lo vedi? Il sapone ti fa una pippa!!&amp;hellip; Billlei, non ci lasci altra alternativa&amp;hellip;&lt;br /&gt;
&amp;hellip;. Sarebbe Beasley&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Come preferisci. Comunque, ti abbiamo appena inserito in una trade a tre. Ti spediamo a Minnesota, al posto di Big Al che se ne va dai mormoni&amp;hellip;&lt;br /&gt;
E qui a Miami?&lt;br /&gt;
Eh eh! E noi ci guadagniamo &amp;hellip; LATOYA!!!!&lt;br /&gt;
La chi?&lt;br /&gt;
La cheerleader dei Jazzs, Billlei, sturati le orecchie&amp;hellip; La seconda a destra in seconda fila. L&amp;rsquo;abbiamo soffiata ai Celtics di Ainge!!! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SECOND REASON&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Signore, posso?&lt;br /&gt;
Ma quale Signore! Chiamami IL GENIO!&lt;br /&gt;
Signor Genio, volevo chiederle un chiariment&amp;hellip;&lt;br /&gt;
No, no, ci ho ripensato. IL PAPA!. Ecco chiamami IL PAPA. E già che ci sei, inginocchiati e baciami l&amp;rsquo;anello!&lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;anello?&lt;br /&gt;
Si, l&amp;rsquo;anello della storica cavalcata del 2006!&lt;br /&gt;
(-----)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora puoi alzarti, umile servo, desideri?&lt;br /&gt;
Signor&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Il PAPA, prego&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Papa, scusi, è che stavo guardando il nostro roster per la prossima stagione&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Embè? Una figata &amp;lsquo;sto bigthree, vero?&lt;br /&gt;
&amp;hellip; Ecco, vede Papa, non mi permetterei mai, si figuri, il bigthree&amp;hellip; Però, a  prima vista si direbbe che non abbiamo un centro&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Come no?&lt;br /&gt;
Beh, almeno io non lo vedo&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Ah, ah&amp;hellip; Povero ragazzo&amp;hellip; E Germano O&amp;rsquo;Neal detto il magro?&lt;br /&gt;
Appunto signor&amp;hellip;&lt;br /&gt;
PAPA!!!&lt;br /&gt;
&amp;hellip; Appunto Papa&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Appunto cosa?&lt;br /&gt;
Appunto. Jermaine O&amp;rsquo;Neal ha appena firmato un biennale con i Celtics&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Ah già! Servo, mi stavi per confondere&amp;hellip;&lt;br /&gt;
!?&lt;br /&gt;
E comunque, servo, non vi ho forse ordinato io di comprare Mike Miller?&lt;br /&gt;
Infatti, Mike Miller l&amp;rsquo;abbiamo preso. Ci abbiamo pure speso tutta la MLE&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Vedi, servo, che allora non ci serve un centro&amp;hellip;&lt;br /&gt;
&amp;hellip; Papa, in realtà Mike Miller sarebbe una guardia di 203 cm x 99 kg, con un .480 da 3 lo scorso anno ai derelitti Wizards&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Suvvia, servo, che panzane vai raccontando? Io vi ho ordinato di prendere Mike Miller, il centro dei Bulls&amp;hellip; &lt;br /&gt;
Brad&amp;hellip;&lt;br /&gt;
PAPA! PAPA! Servo, chiamami Papa. Quante volte devo ripeterlo?&lt;br /&gt;
No, Papa, mi scusi&amp;hellip; Mi spiego meglio, il centro di cui parla si chiama Brad Miller, ed ha firmato per i Rockets&amp;hellip; Noi abbiamo preso Mike Miller&amp;hellip; Forse abbiamo preso il Miller sbagliato&amp;hellip;.&lt;br /&gt;
&amp;hellip; CHE CAVOLO STAI DICENDO WILLIS?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
THIRD REASON&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cazz&amp;rsquo;è?&lt;br /&gt;
Buon giorno, signor Dwyane&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Ehi, &amp;lsquo;Bron! Come ti gira fratello? Che ci fai ancora in quel buco-di-culo-di-Akron? Il posto giusto è questo, che stasera organizzo un party da galli a bordo piscina con una marea di chicas. Coso è già arrivato&amp;hellip;&lt;br /&gt;
&amp;hellip; Infatti signor Dwyane, giusto di questo volevo parlarle. Si dà il caso che&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Boosh! Ehi Booosshh! Te l&amp;rsquo;ho già detto, le auto in garage me le devi lucidare due volteeee&amp;hellip; &lt;br /&gt;
&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Scusa &amp;lsquo;Bron, continua&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Sissignore.  Le dicevo che &amp;hellip; Volevo dirle che&amp;hellip; Ehmm.. Stamattina ho fatto un briefing con i miei sette agenti e&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Boosshh! Ehi Bosshh! Quando hai finito lì, ricordati dell&amp;rsquo;antenna sul tetto! Sì, sul tettoooo&amp;hellip; &lt;br /&gt;
???&lt;br /&gt;
E&amp;rsquo; coso. Mi ha detto di salutarti tanto, e che non vede l&amp;rsquo;ora di giocare con te&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Capisco, signor Dwyane. Le dicevo&amp;hellip;. Secondo i miei sette agenti, un&amp;rsquo;eventuale firma per Miami sarebbe, in un certo senso&amp;hellip; non so come dire &amp;hellip; non vorrei mancare di rispetto &amp;hellip; soprattutto a Lei, che ha già vinto un Titolo&amp;hellip; mentre io, lo sa, mai spuntato nemmeno una gara di Finals in tutta la carriera&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Tranqui, &amp;lsquo;Bron, stammi rilassato. Sarebbe cosa?&lt;br /&gt;
Una grandissima strunzata! &amp;hellip; Ecco l&amp;rsquo;ho detto&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Ah sì?&lt;br /&gt;
Non si offenda, signor Dwyane. I miei cinque personal trainer dicono che sarei giudicato un moscio dall&amp;rsquo;opinione pubblica. Uno che non è in grado di vincere da solo&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Ah si?&lt;br /&gt;
 Si. In più i miei undici consulenti economici sostengono che se riuscissi anche solo a portare alle finali di conference quegli sfigati dei Knicks tirerei su qualcosa come 40 milioni all&amp;rsquo;anno di sponsorizzazioni&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Ah si?&lt;br /&gt;
Si. E i miei nove esperti di pubbliche relazioni sostengono che la mia gigantografia sulla Statua della Libertà &amp;hellip;.&lt;br /&gt;
Boosshh! Ehi Bosshh!!! No, quello non lo puoi toccareee. Vai a giocare in cortile con gli altriiii. Siii bravoooo&amp;hellip; &lt;br /&gt;
&amp;hellip; Signor Dwayne?&lt;br /&gt;
Continua &amp;lsquo;Bron. Continua &amp;hellip;&lt;br /&gt;
Le dicevo, la Statua della Libertà. Una gigantografia lì mi aprirebbe le porte di Hollywood. E dopo aver vinto un Oscar, potrei poi arrivare alla Casa Bianca&amp;hellip; Provi a pensarci, signor Dwyane&amp;hellip; Il primo Presidente degli Stati Uniti di colore&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Il secondo&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Cosa?&lt;br /&gt;
Tranqui, &amp;lsquo;Bron, tranqui &amp;hellip;&lt;br /&gt;
E poi, mi piacerebbe essere il primo fratello nero ad andare sulla Luna&amp;hellip; Non mi ci vede, signor Dwyane? E poi, mi piacerebbe cambiare sesso, ed essere la prima donna a vincere lo Slam Dunk all&amp;rsquo;All Star Game. E poi&amp;hellip;&lt;br /&gt;
&amp;lsquo;Bron! Ehi &amp;lsquo;Bron!&lt;br /&gt;
Sì, signor Dwyane?&lt;br /&gt;
Facciamo così fratello. Mi carico coso sull&amp;rsquo;elicottero e vengo in quel buco-di-culo-di-Akron&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Oh, davvero signor Dwyane??&lt;br /&gt;
Davvero. Facciamo così fratello, ce la giochiamo ai dadi. Se vinci tu, ce ne andiamo tutti e tre, io, te e coso, a New York&amp;hellip;Del resto, adesso che mi ci fai pensare, conosco un paio di posticini ad Harlem sulla 125esima niente male&amp;hellip; Se vinco io, però, niente rotture di coglioni, firmi per cinque anni qui a Miami&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Buona idea, signore. Devo però chiedere ai miei sette amici se hanno dei dadi&amp;hellip; E se me li possono prestare&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Tranqui, &amp;lsquo;Bron. I dadi te li porto io&amp;hellip;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
FOURTH REASON&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Febbraio 2010)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che c&amp;rsquo;è, Melissa?&lt;br /&gt;
Signor Kerr, mi scusi se la disturbo, ma ho in linea Pat Riley da Miami&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Che gran rottura di &amp;hellip; ! Digli che non ci sono&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Già fatto signor Kerr. E&amp;rsquo; però la quinta volta che telefona questa mattina. E si sommano alle tredici di ieri pomeriggio. La supplico, signor Kerr, questo Riley mi ha fatto due maroni così&amp;hellip; &lt;br /&gt;
Mandalo a quel paese, Melissa&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Già fatto, signor Kerr&amp;hellip; La pregooo&lt;br /&gt;
Va bene Melissa, passami &amp;lsquo;sto grandissimo figlio di&amp;hellip;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Stevie!!!&lt;br /&gt;
&amp;lsquo;azzo vuoi Riley?&lt;br /&gt;
Ma niente, solo salutarti caro Stevie!!!&lt;br /&gt;
Senti Riley, non mi triturare le palle, sono in riunione con Robert Sarver&amp;hellip; Quante volte te lo devo ripetere, se vuoi Stoudamire mi devi dare Wade. Punto. E sai quanto me ne frega se il tuo cocco la prossima estate diventa free agent. E sai quanto me ne frega se hai bisogno di qualche pezzo grosso per convincerlo a giocare in un&amp;rsquo;arena semi deserta&amp;hellip; E sai quanto me ne&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Il punto è questo, Stevie, ho deciso di rovinarmi. Te faccio una proposta che non puoi rifiutare, ah! Eh Eh, te lo ricordi il Padrino? Mmmminchia!! Ah ah. Che ridere&amp;hellip;&lt;br /&gt;
???&lt;br /&gt;
Vabbè Stevie, un po&amp;rsquo; scarsini in umorismo lì in Arizona !? &lt;br /&gt;
Ti saluto Riley..&lt;br /&gt;
No aspetta Stevie!! Noi pensavamo di blindarli entrambi con un quadriennale, oh Stevie, del resto stiamo parlando di talenti cristallini, ma per voi amici Suns, questo e altro&amp;hellip; Stoudamire per Jermanine O&amp;rsquo;Neal e Micheal Beasley!!! BISLEY, capisci???&lt;br /&gt;
Sai che ti dico, Riley&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Che mi vuoi tanto tanto tanto bene?&lt;br /&gt;
No. Che puoi andartene a fanc&amp;hellip;&lt;br /&gt;
O&amp;rsquo;Neal più Beasley più Chalmers?&lt;br /&gt;
No!&lt;br /&gt;
O&amp;rsquo;Neal più Beasley più Chalmers più Quentin Richardson?&lt;br /&gt;
No!&lt;br /&gt;
O&amp;rsquo;Neal più Beasley più Chalmers più Quentin Richardson più Haslem?&lt;br /&gt;
Senti Riley, te l&amp;rsquo;ho già detto, ho da fare&amp;hellip;&lt;br /&gt;
O&amp;rsquo;Neal più Beasley più Chalmers più Quentin Richardson più Haslem più Arroyo?&lt;br /&gt;
Ti saluto Riley.&lt;br /&gt;
O&amp;rsquo;Neal più Beasley più Chalmers più Quentin Richardson più Haslem più Arroyo più Dorrell Wright?&lt;br /&gt;
Sto già mettendo giù&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Ma Stevie, me l&amp;rsquo;avevi promesso! ME L&amp;rsquo;AVEVI PROMESSO!!!!&lt;br /&gt;
Promesso cosa?&lt;br /&gt;
Quando nel febbraio di due anni fa ti ho regalato Shaq per quel bidone di Shawn Marion. &amp;ldquo;Non ti preoccupare &amp;lsquo;Pat, vedrò di sdebitarmi con te&amp;rdquo;&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Eh infatti, Riley, in quell&amp;rsquo;affare ti ho messo pure Marcus Banks&amp;hellip; Siamo pari&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Ma Stevie&amp;hellip; Villa Vizcaya? Che ne dici di Stoudamire per Villa Vizcaya a Biscayne?&lt;br /&gt;
Senti, Riley&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Villa Vizcaya più il parco nazionale delle Everglades&amp;hellip;&lt;br /&gt;
No, Riley, guarda&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Ci metto pure il Dolphins Stadium, e il The Shore Club, a Miami Beach&amp;hellip; E cinque lounge-bar a scelta su Tobacco Road&amp;hellip;&lt;br /&gt;
!!?? Riley&amp;hellip;&lt;br /&gt;
.. fammi fare una telefonata ai Jazz&amp;hellip; Una cenetta a lume di candela con Latoya, la famosa cheerleader?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
FIFTH REASON&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tu, Americano, entrare nel mio negozio. Io avere mobili buoni. Buoni affari&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Come fai a sapere che sono americano?&lt;br /&gt;
Tu Americano. Tu capelli impomatati di olio di girasole e burro di bufala. Tu anello scintillante in anulare... Io so. Americano, io mobili buoni, buoni affari&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Lasciami perdere amico. Non ho certo tempo da perdere. E non vedi che sono al cellulare&amp;hellip;.&lt;br /&gt;
Io aspetta americano&amp;hellip;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;hellip; Si, si. Certo che sì signor Dwyane. &amp;hellip;. Ma, signor Dwyane, non mi permetterei mai. Può contare su di me&amp;hellip; Si&amp;hellip;. Ovviamente&amp;hellip;. Certo che sì signor Dwyane &amp;hellip; Si&amp;hellip; Si&amp;hellip; La saluto signore&amp;hellip;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tu finito. Ora guarda. Buoni affari&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Smamma bello&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Ma tu prima guarda, americano. Guarda questo armadio, costa poco, buon affare&amp;hellip;&lt;br /&gt;
E cosa sarebbe. &amp;lsquo;Sta roba che tieni in vetrina?&lt;br /&gt;
Armadio a due ante. Rovere sbiancato. Alto, molto alto&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Quanto alto?&lt;br /&gt;
Due metri e quindici, americano. Tu compra. Buon affare.&lt;br /&gt;
&amp;hellip;. Cazz&amp;rsquo; di egiziano, credi davvero di fregarmi ?!&lt;br /&gt;
!&lt;br /&gt;
HO DETTO, algerino di &amp;lsquo;sto piffero, pensi di essere più furbo di me!??&lt;br /&gt;
!&lt;br /&gt;
Perché ti volti?&lt;br /&gt;
Tu parlare egiziano. Tu parlare algerino. Io voltare se vedere egiziano e algerino in mio negozio&amp;hellip; Io non vedere&lt;br /&gt;
Parlavo di te, scemo&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Io ??? Io venire da Tangeri&amp;hellip;. Mobile buono, buon affare&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Mah&amp;hellip; Non so&amp;hellip;&lt;br /&gt;
No, no. Buon affare. Mobile fatto in Lituania. Mobile URSS. Armadio comunista. Guerra fredda&amp;hellip; Falegnameria famosa Ilgauskas&amp;hellip; Falegnameria famosa. Molto famosa&amp;hellip; Guarda cartellino. Costa poco. Tu affare&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Vabbè Tangeri. Facciamo che con questi verdoni mi impacchetti anche quell&amp;rsquo;altra credenza laggiù&amp;hellip;&lt;br /&gt;
 No americano. Troppo poco denaro. Credenza verniciata a mano&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Allora Tangeri non se ne fa niente&amp;hellip; Ti saluto.&lt;br /&gt;
Aspetta, americano&amp;hellip; Aspetta&amp;hellip; Con soldi insieme ti posso dare secondo armadio. Pino canadese laccato nero a poro aperto stile Magloire. Giuro.&lt;br /&gt;
Ma i canadesi non hanno gli aceri?&lt;br /&gt;
No, sono i pini. Foglia di pino anche su bandiera&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Se lo dici tu, Tangeri&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Si, si. Tu credere americano&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Allora, per questi verdoni mi dai &amp;lsquo;sti due armadi?&lt;br /&gt;
Si, si. Io detto. Mobili buoni. Buoni affari&amp;hellip;&lt;br /&gt;
&amp;hellip; Non so, Tangeri&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Tu aspetta. Io dare anche panca. Arriva da America, come te. Telaio ferro ancora buono. Fatto ad Howard. Conosci tu? Conosci&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Tutte e tre, dici Tangeri?&lt;br /&gt;
Tutti e tre dico.&lt;br /&gt;
Non è che mi freghi, Tangeri?&lt;br /&gt;
Mobili buoni. Buoni affari&amp;hellip;&lt;br /&gt;
Accettate Mastercard?&lt;br /&gt;
Ovviamente, signor Riley. Mi complimento vivamente per la sua scelta impeccabile&amp;hellip;
</description>
			<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 00:06:21 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Uno &quot;sceriffo&quot; per i Celtics. </title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1990/81/</link>
			<description>A sorpresa sembra stia per arrivare a Boston proprio Shaquille O'Neal.
&lt;meta http-equiv=&quot;CONTENT-TYPE&quot; content=&quot;text/html; charset=utf-8&quot; /&gt;
&lt;title&gt;&lt;/title&gt;
&lt;meta name=&quot;GENERATOR&quot; content=&quot;OpenOffice.org 3.0  (Win32)&quot; /&gt;
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&lt;!--
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P { margin-bottom: 0.21cm }
--&gt;
&lt;/style&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/estate_2010/shaquille_o_neal_248056s.jpg&quot; alt=&quot;shaquille_o_neal_248056s.jpg&quot; title=&quot;shaquille_o_neal_248056s.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px; width: 287px; height: 421px&quot; width=&quot;287&quot; height=&quot;421&quot; /&gt;Qualche tempo fa rimasi colpito da un
concetto che spiegava come la differenza tra leggende e miti stesse
nel fatto che le prime durassero per sempre, a differenza degli altri
destinati a non morire mai. Nella Nba moderna se si vuole associare
immediatamente il concetto di mito ad una qualche personalità di
spicco non si può non pensare allo &amp;ldquo;sceriffo&amp;rdquo; più famoso di
sempre, quello Shaquille O'Neil che a trentanove anni suonati ha un
chilometraggio assurdo sul groppone, ma ancora la forza per
proseguire il suo cammino.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Boston, quartier generale dei Celtics,
Agosto 2010. Tutto sembra giacere all'orizzonte, e nulla scuote gli
animi dal torpore estivo. Fino a che le voci sempre più insistenti
cominciano a diventare un vero e proprio frastuono e dar vita a
qualcosa di consistente. Shaquille O'Neal , che di se aveva dato la
perfetta figura di chi con i Celtics non potesse aver nulla a che
fare, sembra sul punto di vestire il verde. Colui che non ha fatto
mai della modestia una prerogativa distintiva, e che è arrivato a
dichiararsi come colui che ha spostato più di tutti in Nba, sembra
scendere dal piedistallo che a fatica lo reggeva per consumare uno
dei matrimoni più incredibile nella storia dello sport.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Una vita a rappresentare Los Angeles, e
a regalare tre titoli a chi ai Celtics può solo far storcere il naso
nella migliore delle ipotesi, per poi provare a riscrivere la storia
personale e guadagnarsi un posto tra gli eroi buoni, quelli dediti al
lavoro e non ai lustrini e le luci losangeline. Certo, se Shaq sarà
arriverà un uomo imbolsito perchè magari poco propenso allo stesso
lavoro, ed ammaccato da infinite battaglie sostenute. Ma per lo
&amp;ldquo;Sceriffo&amp;rdquo; non è ancora tempo di gettare stella distintiva e
pistola, c'è ancora tempo per aprire il fuoco e magari chiudere le
ostilità in maniera risolutiva, da vincente qual'era, e quale
vorrebbe ancora essere. Un occasione unica per tanti versi, e che
infondo doveva essere la soluzione migliore per entrambe le parti.
Annunciata da qualcuno magari, e sognata da altri, per le tante
affinità tra le parti, e una serie di nemici comuni contro cui
duellare.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Un mercato dei Celtics che ancora
presentava dei dubbi e sembrava essere alquanto scadente. O'Neal può
cambiare i giudizi sulla off season bostoniana ? Francamente ognuno
darà una risposta diversa a questa domanda, ma dal mio punto
personale Shaquille O'Neal è il colpo per antonomasia del mercato
dei Verdi. Certo, non è un giocatore tra i più entusiasmanti nella
Nba in questo momento, ma la voglia può fare la differenza. Arrivato
a Phoenix, nonostante si trattasse solo di due  anni fa, con la
voglia di far bene, è riuscito a mettere il fisico in condizioni
ottimali vista l'età, ed ha giocato un Basket veramente efficace,
magari anche in relazione alla presenza di un Play vero. Da questo
punto di vista Rondo innesca anche un troglodita vero e proprio, con
Shaq qualcosa potrà più fare. Il modo in cui era finita la scorsa
stagione ci ha detto che sostanzialmente Lakers e Celtics si
equivalgono, ed alla fine anche nel corso di sette partite non vi è
mai stata una differenza netta. Ha vinto chi ha meritato, come
sempre, perchè quel che conta è il risultato. Ma questa squadra ha
mostrato che mancava davvero poco per poter vincere un Anello Nba.
Quel poco può essere rappresentato dal dominatore per eccellenza ?
Sarà passato qualche anno da quando Shaq era meglio conosciuto come
Most Dominant Ever, ma un ambiente come quello dei Celtics, dove
tutti sembrano correre verso una unica direzione , e la voglia di
vincere nuovamente proprio contro il pezzo migliore del passato ( sia
i Lakers che gli Heat) potrebbe nuovamente infuocare lo spirito di
Shaquille. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/estate_2010/shaqdwight.jpg&quot; alt=&quot;shaqdwight.jpg&quot; title=&quot;shaqdwight.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;569&quot; height=&quot;300&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Icona dell'ultimo ventennio circa
dell'Nba, sicuramente non ha bisogno di presentazioni. La biografia e
le particolarità in rete le si trovano con una facilità spaventosa.
Giocatore che nonostante  abbia perso lo smalto migliore nell'ultimo
quinquennio, mantiene in carriera medie spaventose come 24 punti e
spiccioli ed undici rimbalzi a partita. Una mole disumana, che ha
saputo adoperare con tanta intelligenza, sfruttandola per i suoi
colpi migliori. Sicuramente Shaq in post è ancora, se non il più
forte della lega, uno dei primi cinque centro Nba. Con il tempo ha
perso esplosività, ma da giovane abbinava tanta agilità e velocità
ai movimenti in relazione alla mole. Il suo piroettare in attacco è
diventato celebre, e con i suoi gomiti possenti sovente ha impedito a
chicchessia di impedirgli la solita schiacciata brutale, capace di
schiodare diversi canestri. Col tempo si è visto sempre più spesso
anche il ricorrere al gancetto con la mano destro, notevolmente
preciso anche vista l'altezza del &amp;ldquo;Cactus&amp;rdquo; nato il sei marzo del
1972.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sicuramente non un grande difensore,
condizionante in maniera negativa quando si tratta di difendere sul
Pick And Roll, è anche in grado di condizionare non poco le difese
avversarie quando si tratta di attaccare. E se da più parti non
sembrava potersi collocare bene con LeBron, nonostante non garantisca
più di venti minuti di qualità in una partita, può dir tanto con
Rondo a servirlo ed un Garnett che può sfruttare al meglio la sua
capacità dalla mediolunga distanza. Un aggiunta che, con i giusti
presupposti, può voler dir tanto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche in soli venti,
venticinque o quindici minuti (quello credo sia l'arco di tempo per
l'utilizzo di Shaq) può dire la propria, e impartire lezioni a più
di un discolo. Se il problema principale contro Los Angeles era stato
l'arginare i lunghi e grabbare i rimbalzi , con due O'Neal in più
nel motore, e magari un niente in meno o solo Sheed ( che per quanto
eroico ha dovuto combattere contro diversi malanni, giocando al
disotto delle possibilità). Se davvero, come sembra, matrimonio
sarà, i nemici saranno due : Los Angeles Lakers, principalmente, ma
anche Miami e quel LeBron che contro Shaq ha puntato il dito, e che
con lui non ha mai provato a giocare di squadra. L'alleanza, per
sconfiggere il nemico comune, può far miracoli. I Celtics possono
rendere grande Shaq nuovamente, e lui può contribuire a ridare
splendore alla franchigia in verde.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Si era lasciato male sia con LeBron che
con Miami che soprattutto con i Lakers. Adesso nuovamente, alla
soglia dei 39 anni, viene scelto per rappresentare il plus verso il
titolo. L'addizione decisiva sia per il Giovane Kobe che per il
rampollo Dwayne. Adesso di giovane troverà Rajon Rondo, che ha
dimostrato di saper giocare anche ai livelli degli altri due, ma
soprattutto una squadra di vecchietti che di lui ha incredibilmente
bisogno. 	Per raggiungere quell'obiettivo sfumato per una manciata di
punti e poco altro. Adesso c'è da attendere l'ufficialità e da
gustarsi le prime eventuali dichiarazioni. E c'è da giurare che
l'animo del guerriero darà ancora la voglia giusta a Big Shaq. La
classe è classe e si manifesta. Attendiamo, ma Shaq può ancora
spostare di tutto e di più. 
&lt;/p&gt;
</description>
			<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 05:40:30 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>I Celtics Firmano Von Wafer Per Una Stagione</title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1989/133/</link>
			<description>&lt;p&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
Articolo a cura di Pedicini Jacopo 
&lt;/p&gt;
&lt;span&gt;Dopo tanto vociferare nell'ultimo periodo, i Boston Celtics addizionano un nuovo elemento al proprio roster, si tratta di &lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Vakeaton Quamar Wafer (nato il 21 Luglio 1985 in Omero, Louisiana), comunemente conosciuto come Von Wafer. Semplice addizione , ma da interpretare per quel che riguarda i reali piani della franchigia più titolata nella storia dell'nba. L'unica certeza riguardo l'acquisto è relativa alla durata dell'accordo, annuale, per una cifra molto bassa, intorno agli 800mila dollari annui ( qualcosa in più probabilmene).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I più parlano del biscottino olandese come possibile plus destinato a Portland nell'attesa di completare la Trade in vista che coinvolgerebbe tra gli altri lo spagnolo Rudy Fernandez. Sembra questa la soluzione più probabile, il che esclude anche il possibile arrivo di Jamario Moon o di Shaquille O'Neil. Al momento l'ipotesi più consistente riguarderebbe il doppio arrivo in quel di Boston di Rudy Fernandez ed un lungo che sembra possa essere l'ottimo rimbalzista Prizybilla, in cambio di Sheed , Von Wafer e due future Pick al Draft cedute dai Celtics ai Blazers. Le scelte sarebbero quelle relative alla &quot;classe&quot; del 2011 e del 2012. Si parla sempre della possibilità di allargare la trattativa ad una terza squadra, e qualcuno ha ventilato l'ipotesi di un Nate Robinson o di un Marquis Daniels pronti ad essere inviati da qualche parte.&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt; 
&lt;p&gt;
&amp;#12288; 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
Certo è che per il momento possono essere formulate solo ipotesi più o meno veritiere. 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
&amp;#12288; 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
Resta l'ultimo arrivato, che francamente non dispiace per atletismo e prontezza in campo aperto, ed un tiro mortifero che sicuramente ai Celtics potrà far non poco comodo. Role Player di livello, in Nba ha lasciato una traccia tangibile del suo passaggio solo a Houston, dove gli hanno concesso qualche minuto pr mettersi in mostra. I più attenti ricorderanno i suoi tiri decisivi in una gara di due anni fa, quando il ragazzo spense le speranse di vittoria dei Celtics al Garden e sicuramente impressionò per sicurezza e decisione. Se riesce a mantenere i livelli su cui si è spresso durante l'ultimo anno di Nba, si tratta di un possibile Crack per i Celtics. Infatti, sembrerebbe Wafer proprio l'uomo ideale a regalare punti a sufficienza in pochi minuti. A Houston fece registrre dieci punti circa in circa venti minuti. Ripetere quelle prestazioni permetterebbe ai Celtics di dormire sogni tranquilli e di sentirsi protetta nelle rotazioni.Certo è che l'impressione principale è che il Roster dei Celtics all'inizio della stagione possa essere diverso, e se si considera un eventuale squadra verso i possibili PlayOff sicuramente balza all'occhio come qualcosa si proverà a prenderlo in corso d'opera. Però se la stagione iniziasse oggi la squadra sarebbe questa, e vista la stranezza di tale mercato è giusto fare i conti solo con i giocatori a disposizione, e Wafer è tra questi. 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
&amp;#12288; 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
&amp;#12288; 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
Tornando a Wafer, si tratta sicuramente di un elemento di livello, da prendere sempre con le molle viste le difficoltà psicologiche che ha palesato in alcuni frangenti della carriera. Wafer ha frequentato la Pineview High School a Lisbona, in Louisiana.Parlando di basket, dimostra subito le caratteristiche giuste. Ha una media di 32 punti, 10 rimbalzi e 7 assist durante la sua stagione iniziale.Nonostante i numeri da capogiro, fino a questo punto, Wafer era un virtuale sconosciuto sulla scena nazionale , e nessuno degli addetti ai lavori sembra volerlo osservare. Tim Loring, l'allenatore della squadra di Arkansas Wings AAU,invita finalmente &quot;il biscottino&quot; a giocare con loro prima del suo anno da senior. Questo ha permesso Wafer mostrare la sua abilità su un palcoscenico più visibile e visto, ed entro la fine dell'estate, era considerato uno dei 10 senior più facilmente scovabili sulle liste di reclutamento molti osservatori. Anche al college la musica non cambia, ed il ragazo riesce a mostrareun talento cristallino. 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
&amp;#12288; 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
&amp;#12288; 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
Durante il suo anno da matricola alla Florida State University, nella stagione 2003-04, Wafer firma in media 7,9 punti in 17,5 minuti un gioco . Si colloca al terzo posto tra tutte le matricole ACC con 43 bombe da tre punti realizzati, e raggiunge la doppia cifra 12 volte durante le stagione. Come studente del secondo anno durante la stagione 2004-05, ha guidato il team nel punteggio (12,5 ppg) e nei tiri da tre punti realizzati (65). Ha messo a referto più di un tiro da tre punti in 14 partite e superato la soglia dei 20 punti in sei occasioni. Nonostante alcuni successi di quell'anno, fu sospeso per due partite all'inizio della stagione e spesso relegato in panchina per il resto dell'anno successivo. 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
&amp;#12288; 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
&amp;#12288; 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
La storia in Nba parla di un giramondo che arriva perfino ad abbandonare la Nba, destinazione Europa(scelta sbagliata questa sicuramente). Tra le tante apparizioni fugaci, la lampante presenza in quel di Houston, dove si scopre role Player di livello. Qualcuno tende a paragonarlo ad House, io dico che è un Nate Robinson con il fisico adatto a fare la guarda, almeno in altezza. Un pò magro magari, ma sui muscoli si potrà lavorare. Onestamente è un elemento che serviva al nostro roster, e come detto non credo possa escludere Rudy. Sarebbe un peccato anche se fosse proprio lui l'uomo da spedire a Portland. Piuttosto può essere ciò che non è stato Daniels con un tiro preciso. Ed un esplosività fisica che andrebbe a nozze con la capacità di Rondo di trovare i compagni nelle siuazioni di transizione e in corsa. Vediamo cosa emergenei prossimi giorni, la sensazione è che in america lo vedano come un movimento necessario per concluderne un altro. La speranza è che rimanga, in compagnia di RuDy E Przybilla magari. A quel punto i C's sarebbero gioco forza la prima squadra dell'est, almeno nelle previsioni. 
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;
</description>
			<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 01:00:30 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>La Nuova Western Conference</title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1988/81/</link>
			<description>Dopo il quadro della Eastern Conference, eccovi offerto quello della Western Conferece 
&lt;span style=&quot;line-height: 115%; font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 10pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;LOS ANGELES LAKERS&lt;/strong&gt;: Si parte di diritto dai campioni in carica. Mercato da applausi per i losangelini. Hanno liberato Farmar sostituendolo con Blake e Powell con Ratliff. Cambi che danno più sostanza al roster. In più è arrivato Barnes, il 2-3 che mancava per dare fiato a Bryant ed a Artest. Attenzione anche ai due rookie Ebanks e Caracter che hanno ben impressionato in Summer League. Erano forti e probabilmente lo saranno ancora di più. 
&lt;/p&gt;
&lt;span lang=&quot;EN&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Quintetto: Fisher, Bryant, Artest, Gasol, Bynum.&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
&lt;strong&gt;Panchina: Blake, Vujacic, Barnes, &lt;u&gt;Odom&lt;/u&gt;, Ratliff, Walton, Ebanks, Caracter&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;OKLAHOMA CITY THUNDER&lt;/strong&gt;: Mi sbilancio. Questo sarà l&amp;rsquo;anno della definitiva esplosione dei &quot;tuoni&quot; dell&amp;rsquo;Oklahoma. Già la scorsa stagione Durant e compagni hanno mostrato di poter essere i veri anti-Lakers ad Ovest e considerata l&amp;rsquo;età media della franchigia non si può che prevedere un ulteriore miglioramento. Dopo anni di draft scintillanti, i Thunder anche quest&amp;rsquo;anno potrebbero aver fatto il colpo grosso aggiungendo al roster il lungo che mancava per i prossimi anni: Cole Aldrich! Il talento è sconfinato, il franchise player c&amp;rsquo;è, la completezza del roster anche, se negli anni a venire terranno tutti potremmo trovarci di fronte ai veri anti Heat. La butto lì&amp;hellip; Se scambiassero Jeff Green per un 4 vero, diventano impressionanti. Intanto tra qualche anno potrebbe arrivare il tedesco Pleiss, arrivato dopo una serie di trade ma lasciato a maturare in Europa.
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Quintetto: Westbrook, Harden, Durant, Collison, Aldrich.&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Panchina: Maynor, Sefolosha, Weaver, &lt;u&gt;Green&lt;/u&gt;, Krstic, Ivey, P.Morrison, Ibaka, DJ White, Mullens&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;SAN ANTONIO SPURS&lt;/strong&gt;: Lo ammetto, ho una predilezione per gli speroni. Il talento dei vari Duncan, Parker e Manu è sempre una garanzia anche se gli anni passano (e gli infortuni aumentano&amp;hellip;). Il mercato non ha cambiato molto la situazione del roster anche se quel James Anderson, fino all&amp;rsquo;ultimo in ballottaggio con Bradley per la chiamata 19 dei Celtics, potrebbe rivelarsi il solito colpo al draft degli Spurs. Squadra solida, se arrivano ai Play Off in forma sono come sempre problemi per tutti. Attenzione a Splitter. Secondo me è pronto per l&amp;rsquo;NBA. Uno tra Blair e Anderson potrebbe entrare in quintetto per dare fiato e minuti ai &quot;vecchietti&quot;.
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Quintetto: Parker, Ginobili, Jefferson, Blair, Duncan.&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Panchina: Ge.Hill, Anderson, Bonner, McDyess, Splitter, Gee, Hairston, Neal.&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;PORTLAND TRAIL BLAZERS&lt;/strong&gt;: Altra franchigia attesa da anni al definitivo salto di qualità. Il mercato non ha cambiato molto la squadra ed il licenziamento di Pritchard ha dell&amp;rsquo;assurdo. Firmato a cifre altissime l&amp;rsquo;ex rookie undrafted da Utah, Wes Matthews, al draft sono stati presi alcuni prospetti interessanti (su tutti Babbit) che dovranno dimostrare di valere i vari Webster, Rudy e Outlaw. Sarà sempre la squadra di Roy, ma per diventare una contender bisognerà sperare nella salute e nel salto di qualità di Oden. 
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Quintetto: Miller, Rose, Batum, Aldridge, Oden&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Panchina: Bayless, E.Williams, Babbit, Przybilla, &lt;u&gt;Camby&lt;/u&gt;, Johnson, Cunningham, Pendergraph&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;DALLAS MAVERICKS&lt;/strong&gt;: Couban ci prova tutti gli anni, ma l&amp;rsquo;impressione è che anche il prossimo anno i Mavs non saranno da titolo. Rifirmati a cifre altissime Dirk e Haywood, da Charlotte è arrivato Chandler. Reparto lunghi molto completo ma con il solito problema negli esterni. Il reparto è infatti molto affollato, ma manca un 2-3 in grado di fare realmente la differenza e non credo che il rookie Jones possa diventarlo.
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Quintetto: Kidd, Terry, Marion, Nowitzki, Chandler&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Panchina: Beaubois, Jones, Barea, Stevenson, Bruckner, &lt;u&gt;Butler&lt;/u&gt;, Ajinca, Haywood, Mahinmi.&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;UTAH JAZZ:&lt;/strong&gt; Hanno perso due pedine importanti dello scorso anno (Boozer e Matthews) ma sono riusciti con il colpo Al Jefferson a limitare i danni. Raja Bell è stato firmato per lo spot di guardia titolare. Al draft hanno puntato tutto su Hayward il classico giocatore da tutto o niente. O si rivela un crack oppure uno dei tanti giocatori di difficile collocazione. A me il rookie da Butler piace moltissimo. Resta il problema Kirilenko giocatore strapagato per la resa degli ultimi anni (è all&amp;rsquo;ultimo anno per 17 ml). 
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Quintetto: Williams, Bell, Kirilenko, Jefferson, Okur.&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Panchina: Price, Miles, Hayward, &lt;u&gt;Millsapp&lt;/u&gt;, Fesenko, Gaines, Evans, Jeffers&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;DENVER NUGGETS&lt;/strong&gt;: Sono alle prese con la grana Melo. L&amp;rsquo;impressione è che Anthony andrà via già il prossimo anno e con tutta probabilità direzione NY (soprattutto se anche Paul andrà ai Knicks). Mercato quasi immobile a causa della difficile situazione salariale. Firmato Al Harrington, giocatore anarchico che garantisce molti punti ma anche tanti attacchi uno contro tutti. Forse non era quello che serviva. Resta comunque una squadra molto solida, soprattutto se guidata in panchina da Karl (quest&amp;rsquo;anno affiancato in cambio anche dal figlio Coby).
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Quintetto: Billups, JR Smith, Anthony, Ken. Martin, Nene&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Panchina: Lawson, Carter, Afflalo, &lt;u&gt;Harrington&lt;/u&gt;, Andersen, Balkman, Williams, Karl, Butch.&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;HOUSTON ROCKETS&lt;/strong&gt;: Ming riuscirà a ritornare in campo? Questa è la prima domanda. Il dubbio pervade anche la dirigenza texana che per non saper né leggere né scrivere ha firmato Brad Miller e draftato Patterson. Per il resto è la stessa squadra dell&amp;rsquo;altro anno (post trade TMAC). L&amp;rsquo;impressione è che siano sempre ad un passo dal diventare una contender vera ma che quel passo sia impossibile da fare. 
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Quintetto: Brooks, Kev.Martin, Ariza, Scola, Ming.&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Panchina: Lowry, Budinger, &lt;u&gt;Battier&lt;/u&gt;, Jeffries, Br. Miller, Andersen, Patterson, J.Hill, Hayes, Johnson, Taylor, Harris&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;PHOENIX SUNS&lt;/strong&gt;: L&amp;rsquo;addio di Stoud potrebbe essere un colpo troppo grosso per Nash e compagni. Per sopperire alla mancanza del lungo volato a NY, sono stati firmati a cifre elevatissime Frye, Warrick. Firmato Childress al rientro dopo l&amp;rsquo;esperienza greca. È arrivato Turkoglu, giocatore che però ama avere troppo il pallone per poter giocare in coppia con Nash. Staremo a vedere. Dalla trade Marion-Shaq in poi, si sono commessi errori in serie. L&amp;rsquo;impressione è che si sia fatto il passo indietro che porterà alla definitiva rifondazione della squadra. Attenzione al rookie da secondo giro Lawal. Potrebbe rivelarsi una sorpresa.
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Quintetto: Nash, Richardson, Turkoglu, Warrick,&amp;#12288;Frye&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Panchina: Dragic, &lt;u&gt;Gr.Hill&lt;/u&gt;, Clark, Dudley, Childress, R.Lopez, Lawal, Collins.&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;LOS ANGELES CLIPPERS: &lt;/strong&gt;Hanno provato per tutta la offseason il colpo in grado di renderla una squadra da titolo. Purtroppo l&amp;rsquo;essere considerati la squadra sbagliata di Los Angeles continua a tagliarli fuori dalle firme importanti. Squadra che comunque ha una sua logica e che anche in prospettiva sembra avere il suo perché. Tutto dipenderà dalla consistenza di Blake Griffin che a tutti gli effetti va considerato un rookie della prossima stagione. Se la prima scelta del draft 2009 confermerà il suo potenziale i Clippers sono attesi da una buona stagione. Di prospettiva anche la scelta Aminu, da molti considerato un potenziale campione. Possibili steel le scelte Bledsoe e Warren (a fine secondo giro).
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Quintetto: Davis, Gordon, Aminu, Griffin, Kaman.&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;EN&quot;&gt;
&lt;p&gt;
&lt;strong&gt;Panchina: Bledsoe, Foye, Gomes, C.Smith, D.Jordan, Collins, Cook, Warren.&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;MEMPHIS GRIZZLIES: &lt;/strong&gt;La paura di perdere Gay ha causato una serie di errori che potrebbero pesare parecchio nel futuro di questa franchigia. La firma di un incredibile numero di esterni mal si concilia con le necessità della squadra che erano un lungo per far rifiatare il duo Gasol-Randolph (in attesa di capire che giocatore è Thabeet) ed un play più affidabile di Conley. Invece prima al draft è stato firmato Henry (gran prospetto ma doppione di Majo) e poi nel mercato FA è arrivato Tony Allen il quale, tra l&amp;rsquo;altro, ha giustificato l&amp;rsquo;addio ai Celtics con la prospettiva di un ruolo da starting five&amp;hellip; (?). Da valutare la firma del play Vasquez da Maryland, già soprannominato &quot;The excitment&quot; dopo la scena isterica che ha seguito l&amp;rsquo;annuncio della propria scelta. Jaric dovrebbe restare in Europa a fare il fenomeno.
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;EN&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Quintetto: Conley Jr, Mayo, Gay,Randolph, Gasol&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
&lt;strong&gt;Panchina: Vasquez, T.Allen, &lt;u&gt;Henry&lt;/u&gt;, S.Young, Haddadi, Arthur, Thabeet, Carroll.&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;SACRAMENTO KINGS&lt;/strong&gt;: La ricostruzione in California continua e dopo l&amp;rsquo;arrivo lo scorso anno del rookie of the year, Tyreke Evans, ecco quest&amp;rsquo;anno l&amp;rsquo;aggiunta di un altro giocatore possibile protagonista dei prossimi anni Nba: DeMarcus Cousins, lungo da Duke draftato alla 5. Draft molto generoso per i Kings che alla 33 hanno potuto scegliere Whiteside, altro prospetto con potenziale immenso. Se Cousins riuscirà a giocare da 4 e Whiteside dimostrerà di essere il centro del futuro, i Kings in un colpo solo potrebbero aver sistemato il reparto lunghi per i prossimi 10 anni. Per il presente è comunque arrivato Dalembert, coinvolto in una trade che ha portato Hawes e Nocioni a Phila prima del draft. Resta il buco nel ruolo di play (a meno di non voler confermare nel ruolo Evans con Garcia guardia), ma i Kings stanno costruendo una buona squadra.
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Quintetto: Udrih, Evans, Casspi, Cousins, Dalembert.&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Panchina: &lt;u&gt;Garcia&lt;/u&gt;, Wright, Green, Landry, Thompson, Jackson, Whiteside, Jeter.&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;MINNESOTA TIMBERWOLVES:&lt;/strong&gt; Il buon Khan quest&amp;rsquo;anno vincerà il titolo di peggior GM della lega. La trade Al Jefferson meriterebbe l&amp;rsquo;apertura di un&amp;rsquo;inchiesta di controllo da parte dell&amp;rsquo;Nba, così come le trade pre-draft e le stesse scelte al draft. Insomma, un disastro. Dopo la scelta Rubio dell&amp;rsquo;anno scorso, un'altra estate da dimenticare per i tifosi del Minnesota. Che la offseason non promettesse nulla di buono lo si è capito sin dalla notte del draft cui si è arrivati dopo una serie di trade che hanno portato a Minnesota prima Martell Webster da Portand in cambio della scelta n. 16 (Babbitt) oltre a Gomes, e poi, con la scelta numero 4, Wesley Johnson chiamato a diventare la stella della squadra. Poi arrivano le trade Al Jefferson/Koufos con Utah e la trade Beasley (doppione di Love..) con Miami. Senza fare cenno alla firma di Milicic a cifre spropositate, la trade con Washington e non ultima quella con i Cavs (con West e Telfair prossimi al taglio). Insomma, un gran Kahsino&amp;hellip;. E soprattutto, potrà essere Milicic un centro titolare nell&amp;rsquo;Nba?
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;EN&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Quintetto: Flynn, Webster, Johnson, Love, Milicic&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
&lt;strong&gt;Panchina: Ridnour, Telfair, Ellington, West, Brewer, &lt;u&gt;Beasley,&lt;/u&gt; Koufos, Hayward, Jawai, Stiesma&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;GOLDEN STATE WARRIORS&lt;/strong&gt;: Sarò prevenuto ma sono ormai molti anni che non condivido le scelte di Don Nelson. Anche quest&amp;rsquo;anno, il guru tra gli allenatori Nba ha puntato su una scelta rischiosa ed imprevedibile, Udoh alla 6. Per carità, magari l&amp;rsquo;infortunio che lo terrà fuori parecchi mesi influenza il mio giudizio, ma con i giocatori che ancora erano a disposizione Udoh è una scelta molto azzardata. Dopo è arrivata la trade con NY per David Lee che per forza di cose diventerà il riferimento offensivo tra i lunghi. Vedremo se il buon Don (che intanto potrebbe anche essere licenziato dalla nuova proprietà) ci avrà visto giusto. In ogni caso dopo aver ceduto nell&amp;rsquo;ultimo anno prima Jackson e poi Maggette, manca un 3 affidabile (forse si puntava proprio su Udoh 3 titolare).
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Quintetto: Ellis, Curry, Udoh, Lee, Biedrins&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Panchina: Lin, D. Wright, Bell, Radmanovic, B. Wright, Gadzuric, Williams.&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;NEW ORLEANS HORNETS&lt;/strong&gt;: La situazione Paul influenza il mio giudizio. Resto convinto della dipartita di Paul, se non subito, a stagione in corso. Gli Hornets punteranno a liberarsi anche di Okafor ed a quel punto siamo davanti ad una pura ricostruzione con obiettivo lottery. Le basi future ci potrebbero anche essere, grazie soprattutto a scelte al draft molto fortunate lo scorso anno (Collison e Thornton). Giudizio in ogni caso sospeso in attesa di capire quel che succederà.
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;EN&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Quintetto: Paul, Thornton, Stojakovic, West, Okafor.&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
&lt;strong&gt;Panchina: Collison, Posey, Wright, Pondexter, Songaila, Brackins, Gray.&lt;/strong&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
</description>
			<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 15:15:51 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>La Nuova Eastern Conference </title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1987/81/</link>
			<description>&lt;span style=&quot;line-height: 115%; font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri&quot;&gt;La offseason volge al termine ed è tempo di bilanci. L&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; 
&lt;span style=&quot;line-height: 115%; font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
In attesa di capire se gli ultimi colpi di mercato delle franchigie sposteranno ulteriormente gli equilibri (Chris Paul dove giocherà?), proviamo a fare un&amp;rsquo;analisi dei roster di tutte le franchigie NBA.
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Iniziamo dalla &lt;b&gt;EASTERN CONFERENCE &lt;/b&gt;che, dopo le firme di quest&amp;rsquo;estate diventa di diritto la lega principe dell&amp;rsquo;Nba.
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;b&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
MIAMI HEAT: Non potevamo non partire da quella che potrebbe diventare la squadra dei sogni dei prossimi 5-10 anni. Superfluo parlare dei nuovi big three, proviamo ad analizzare il supporting cast. Secondo me Miller partirà come sesto uomo, mentre play (senza pallone ovviamente) titolare giocherà Chalmers, abile a tirare sugli scarichi dei compagni. Sotto i tabelloni manca un po&amp;rsquo; di difesa che però straborda negli esterni. Nel complesso buon quintetto ma di difficile amalgama. Per restare al paragone con i nostri big three del 2007, l&amp;rsquo;impressione è che nonostante Rondo e Perkins sembrassero dei semplici comprimari, il quintetto sembrava più equilibrato. Il resto della panchina è davvero poca cosa. Sono i favoriti ma non mi sembrano imbattibili.
&lt;/p&gt;
&lt;/b&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Quintetto: Chalmers, Wade, James, Bosh, Haslem.
&lt;/p&gt;
&lt;span lang=&quot;EN&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Panchina: Arroyo, &lt;u&gt;Miller&lt;/u&gt;, Jones, Anthony, Magloire, Ilgauskas, Juwan Howard, Hasbrouck e Pittman
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
ORLANDO MAGIC: Dopo gli Heat si resta in Florida. Scelta obbligata per la squadra che ha dominato la Eastern lo scorso anno. Squadra pressoché invariata, con Quentin Richardson al posto di Barnes. Nel complesso si è perso qualcosa. Duhon al posto di Williams non sposta gli equilibri, mentre Orton è un bel prospetto. 
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Quintetto: Nelson, Carter, Pietrus, Lewis, Howard.
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang=&quot;EN&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Panchina: Duhon, Redick, Richardson, Bass, Gortat, Anderson, Orton
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
BOSTON CELTICS: Inutile commentare il roster dato che sono mesi che lo facciamo. Dico solo che secondo me restiamo la terza forza ad est per la regular season. Nei Playoff si gioca un altro basket e lì i nostri possono salire di livello. Balza all&amp;rsquo;occhio la mancanza di un lungo in attesa che Perk rientri. Nel complesso quintetto anziano ma composta da 5 all star, e panchina superiore a quella degli Heat e di poco inferiore ai Magic. 
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Quintetto: Rondo, Allen, Pierce, Garnett, O&amp;rsquo;Neill
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang=&quot;EN&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Panchina: Robinson, Bradley, Daniels, &lt;u&gt;Davis&lt;/u&gt;, Erden, Harangody, Perkins (da febbraio), Wallace (?).
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
CHICAGO BULLS: Pur essendo una delle deluse di questo mercato, i Tori sono comunque riusciti a rinforzare di molto il loro roster. Il quintetto sulla carta è abbastanza buono, anche se manca un esterno di valore assoluto (Deng non ha mai fatto il definitivo salto di qualità). La panchina non è molto profonda ma l&amp;rsquo;età media bassa del quintetto potrebbe sopperire a questo problema. Secondo me si giocheranno con Atlanta il quarto posto ad Est. Manca un altro esterno dalla panchina, potrebbe essere TMac. Sono ancora abbondantemente sotto al cap (circa 7-8 ml) e durante la stagione faranno di tutto per tradare il contratto di Deng (13 l&amp;rsquo;anno circa per i prossimi 4 anni).
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Quintetto: Rose, Brewer, Deng, Boozer, Noah
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang=&quot;EN&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Panchina: CJ Watson,&lt;u&gt; Korver&lt;/u&gt;, Johnson, Gibson, Thomas, Asik
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
ATLANTA HAWKS: Per rifirmare Johnson hanno bloccato le loro possibilità di manovra per questa stagione e, probabilmente, anche per le prossime. Già in difficoltà per rifirmare il sesto uomo dell&amp;rsquo;anno, Crawford, in scadenza nel 2011. Stesso problema con Horford, che il prossimo anno e RFA. Dai Lakers è arrivato Josh Powell al posto di Ratliff. Sono la squadra dello scorso anno, con gli stessi pregi e gli stessi difetti.
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang=&quot;EN&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Quintetto: Bibby, Johnson, Williams, Smith, Horford
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Panchina: Teague, Crawford, Evans, Pachulia, Powell
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
MILWAUKEE BUCKS: Se Jennings fa un ulteriore salto di qualità e Redd si decide a tornare a giocare, possono dare fastidio a molti. Il quintetto è abbastanza completo e la panchina sembra essere molto profonda. Forse manca ancora un lungo.
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang=&quot;EN&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Quintetto: Jennings, Salmons, Maggette, Gooden, Bogut.
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Panchina: Dooling, Douglas Roberts, Redd, &lt;u&gt;Delfino&lt;/u&gt;, Mbah a Moute, Ilyasova, Sanders, Brokman.
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
CLEVELAND CAVALIERS: Secondo me pagheranno anche a livello psicologico l&amp;rsquo;addio di Lebron. La squadra non è male e forse potrebbe anche scalare qualche posizione rispetto alla mia previsione. L&amp;rsquo;impressione, però, è che i pochi big rimasti mollino psicologicamente. In ogni caso manca un centro vero.
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang=&quot;EN&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Quintetto: Mo Williams, Parker, Moon, Jamison, Varejao
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Panchina: Gibson, &lt;u&gt;Sessions&lt;/u&gt;, Hikson, Eyenga, Green, Powe, Hollins, Green, Williams
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
PHILADELPHIA 76ERS: Bisogna capire chi è realmente Evan Turner. Se il prospetto più interessante di questo draft dopo Wall o il giocatore con poca personalità della summer league. Resta l&amp;rsquo;equivoco del ruolo e della convivenza con Iguodala e Young. Però una seconda scelta va fatta giocare. Se risolvono questo problema e Turner si rivela un crack, sono da playoff sicuri. Per il resto ottimo l&amp;rsquo;innesto di Hawes, centro che mi piace così come le firme di giocatori di contorno che ammiro molto (Nocioni &amp;hellip; perché non viene lui al Garden???). Roster molto completo, fin troppo. Secondo me uno tra Iguodala, Young e Nocioni non finisce la stagione a Philadelphia.
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang=&quot;EN&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Quintetto: Williams, Iguodala, Turner, Brand, Hawes.
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Panchina: Holiday, Kapono, Nocioni, &lt;u&gt;Young&lt;/u&gt;, Speights, Green, Smith, Battie, Meeks.
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
NEW YORK KNICKS: Se Walsh e D&amp;rsquo;Antoni riescono a portare nella grande mela Paul diventano da subito una delle prime 4 ad est. Per ora squadra nettamente migliore dello scorso anno, con ancora margine salariale per essere rinforzata nei prossimi anni. E con in squadra un giocatore che ha ancora margini di miglioramento (il GALLO!). Forse a New York il non arrivo di Lebron avrà fatto storcere il naso a molti ma secondo me non si è lavorato male. Intanto il roster è quasi completo (occhio a Randolph, ha cm e talento per esplodere) , anche se mancano 1-2 innesti di qualità per diventare una contender. Già da molto tempo ho fatto la mia previsione: Chandler, il contratto di Curry e scelte future agli Hornets e Paul alla corte di D&amp;rsquo;Antoni. A quel punto il quintetto inizierebbe ad essere molto solido e bilanciato.
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Quintetto: Felton, Chandler, Gallinari, Randolph, Stoudemire
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang=&quot;EN&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Panchina: Douglas, &lt;u&gt;Azubuike&lt;/u&gt;, Walker, Turiaf, Mozgov, Curry.
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
CHARLOTTE BOBCATS: Poche novità per Wallace e compagni. La squadra è praticamente rimasta quella dello scorso anno. Via Chandler, ecco Dampier. Ha person Felton, manca oggi un play affidabile. Si punterà su Augustin in attesa di qualche trade e si spera nell&amp;rsquo;esplosione di Henderson. Squadra molto fisica a cui però manca qualcosa per essere una sicura protagonista. Si giocherà il posto nei playoff.
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang=&quot;EN&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Quintetto: Augustin, Jackson, Wallace, Thomas, Mohammed.
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Panchina: Livingston, Carroll, &lt;u&gt;Henderson&lt;/u&gt;, Diaw, Dampier, Diop, Najera, McGuire, Brown.
&lt;/p&gt;
&lt;b&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
DETROIT PISTONS: Il folle mercato FA del 2009 ha tarpato le ali ai &quot;bad boys&quot; per molti anni. Con lo spazio salariale che avevano lo scorso anno e l&amp;rsquo;appeal che comunque offre una franchigia storica come Detroit, quest&amp;rsquo;anno avrebbero potuto cambiare il loro destino futuro. Invece si è rimasti alla squadra dell&amp;rsquo;anno scorso che ha già profondamente deluso le attese. Purtroppo i contratti di Hamilton, Villanueva e Gordon non lasciano intravedere a breve un cambio di rotta. Squadra senza anima dall&amp;rsquo;addio di Billups. Si spera nel rookie Monroe.
&lt;/p&gt;
&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;EN&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Quintetto: Stuckey, Gordon, Hamilton, Villanueva, Wallace.
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Panchina: &lt;u&gt;Prince,&lt;/u&gt; Day, Jerebko, Summers, Monroe, Maxiell, Wilcox
&lt;/p&gt;
&lt;b&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
TORONTO RAPTORS: I canadesi hanno un Gm che sta facendo errori in serie, nonostante ciò la squadra non è male. Certo se Bosh fosse stato tradato lo scorso anno forse oggi avrebbero qualche giocatore in più su cui puntare. Invece si è preferito tenerlo fino all&amp;rsquo;ultimo per puntare ai playoff (puntualmente non arrivati) perdendolo per qualche scelta futura&amp;hellip; Buona secondo me la trade con Phoenix. Il turco non si era ambientato a Toronto ed il suo ingaggio pesava tantissimo. Peccato non essere riusciti a completare la trade con Charlotte. Calderon è un lusso per la panchina dei canadesi e Chandler sarebbe stato il centro perfetto da affiancare al mago. Invece si dovrà puntare sul rookie Davis, che però ha ben impressionato nella summer league. Inutile girarci attorno, questa deve essere la stagione della consacrazione per Bargnani. O si dimostra un top player oppure resterà uno dei tanti. Eccessive le cifre date a Kleiza e Johnson
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;EN&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Quintetto: Jack, DeRozan, Weems, Davis, Bargnani.
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Panchina: Calderon, Banks, &lt;u&gt;Barbosa&lt;/u&gt;, Belinelli, Kleiza, Evans, Johnson, Alabi, Jones
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
WASHINGTON WIZARDS: se Wall si conferma quello della summer league e se Arenas si decide a giocare anziché fare il pistolero, nella capitale potrebbero divertirsi parecchio. Si è lavorato benissimo nello scorso anno per abbassare il cap e puntare alla rifondazione. La lottery ha fatto il resto, portando a Washington un nuovo &quot;choosen one&quot;. Il quintetto sembra un perfetto mix di talento e gioventù. Nei prossimi anni si potrà completare il roster ma già quest&amp;rsquo;anno prevedo una stagione positiva. Fossi nel loro GM scambierei subito Arenas per due giovani (un 2 ed un 5).
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang=&quot;EN&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Quintetto: Wall, Arenas, Thornton, Blatche, McGee
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Panchina: &lt;u&gt;Hinrich&lt;/u&gt;, Young, Yi, Booker, Armstrong.
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
INDIANA PACERS: Larry Bird ha chiaramente detto che aspetterà la prossima estate per far partire la rifondazione. Scadranno, infatti, i contratti di Foster, Tinsley, Dunleavy, Ford e soprattutto Murphy per complessivi 40 ml. Negli ultimi anni al draft si è scelto bene quindi le basi ci sono. Bisognerà capire se già durante la RS il nostro Larry cercherà di tradare i giocatori in scadenza per avere in cambio qualcosa di importante. Attenzione a Stephenson.. Il talento è da big la testa no. Però se si decide a giocare&amp;hellip;. Anche l&amp;rsquo;altro rookie George è da tenere sott&amp;rsquo;occhio.
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Quintetto: Ford, Dunleavy, Granger, Murphy, Hibbert
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang=&quot;EN&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Panchina: Tinsley, Stephenson, Price, &lt;u&gt;Rush&lt;/u&gt;, Jones, George, Hansbrough, Foster, McRoberts, Jones.
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
NEW JERSEY NETS: Un&amp;rsquo;altra delusa del mercato free agent. Purtroppo l&amp;rsquo;appeal dei Nets era davvero poca cosa e neanche i soldi del russo ed il prossimo trasloco a Brooklyn hanno fatto il miracolo. A quel punto i Nets hanno, però, giustamente deciso di tenersi i soldi e di puntare sui giovani in attesa di tempi migliori. L&amp;rsquo;unica firma &quot;pesante&quot; è stata quella di Outlaw (giocatore per cui stravedo) firmato a 7 ml l&amp;rsquo;anno. La base di giovani è ottima ed il futuro garantito. L&amp;rsquo;asse play-centro è già da all star, Williams è chiamato all&amp;rsquo;anno della consacrazione, Favors è un prospetto dal valore immenso e James un giocatore che da subito potrebbe dare punti. Un ultimo anno di lottery e l&amp;rsquo;ennesima scelta alta al draft potrebbero far diventare i Nets una contender del futuro.
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang=&quot;EN&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;
Quintetto: Harris, Williams, Outlaw, Favors, Lopez.
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
Panchina: Farmar, &lt;u&gt;Lee&lt;/u&gt;, Morrow, Humphries, Boone, Petro, Ross, Uzoh, Zoubek.
&lt;/p&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
</description>
			<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 12:24:14 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Tony Allen Top Five Moments Ever </title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1986/81/</link>
			<description>Giusto tributo ad un cuore Celtico che per una qualche ragione decide di accasarsi altrove. 
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che non fosse uno qualunque questo lo si era intuito già dal pre-camp di Chicago nel 2004.&lt;br /&gt;
Del resto, ci sarà pure un motivo se in uno spogliatoio NBA ti chiamano &amp;ldquo;Gucci&amp;rdquo;, tanto più se al vocabolo &amp;ldquo;NBA Locker Room&amp;rdquo; difficilmente associ concetti quali &amp;ldquo;morigeratezza&amp;rdquo; e &amp;ldquo;moderazione&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;
Certo, a ben pensare un simile appassionato di musica non poteva che finire ad imbucare cartoline da Graceland,  o dallo Stax Museum. Così a noi, da quaggiù, non rimane altro che ricordare i trionfi e le cadute di un sopravvissuto. &lt;br /&gt;
O, se preferite, di un vero Celtic.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gente, eccomi qua. Accendete pure i vostri registratori, ed aprite i vostri taccuini.&lt;br /&gt;
Io sarò più forte di Paul Pierce. Sì, avete capito bene, più forte di Paul Pierce&amp;hellip;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Signor Allen, si alzi. Avvocato, come si dichiara il suo cliente?&lt;br /&gt;
Non colpevole, vostro onore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Figliolo, d&amp;rsquo;accordo che è stato uno shock. Ma non potevamo prendere l&amp;rsquo;ambulanza come tutti?&lt;br /&gt;
Tranquilla ma&amp;rsquo;. Lui è meglio di un ambulanza. Lui è Scal&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
18 febbraio 2005 &amp;ndash; Denver, Pepsi Center&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/estate_2010/tony_allen.jpg&quot; alt=&quot;tony_allen.jpg&quot; title=&quot;tony_allen.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;410&quot; height=&quot;550&quot; /&gt;got Milk? Rookie Challenge. Leggermente competitiva la compagine dei sophomores, con i futuri &amp;ldquo;Miamians&amp;rdquo; Lebron, D-Wade e CB4 in combutta con il padrone di casa Melo. Le matricole ne prendono 27 quasi senza fiatare, ma tra gli sbarbati spicca un certo Tony Allen, che parte in quintetto e scolpisce a referto 17 punti con oltre il 57% dal campo. Da quella sera Tony è ufficialmente sulla Mappa, Tony ce l&amp;rsquo;ha fatta. Però, se vieni da Near West Side Chi due o tre cose dovresti conoscerle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tanto per intendersi, la Crane Tech Prep sul West Jackson Boulevard, dove Tony Allen giocò per un anno e mezzo insieme alla guardia Will Bynum (10,0 di media nei mestissimi Pistons 2009 &amp;ndash; 2010), sarebbe la stessa Crane High dove venne ucciso nel 2008 il diciottenne Ruben Ivy al termine di una mega rissa che coinvolse qualcosa come sessanta studenti. E all&amp;rsquo;epoca per raffreddare gli spiriti dovettero chiamare pure il mitico KRS &amp;ndash; One, quello di &quot;Self-Destruction&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;
Alla Crane leggermente popolare, Tony. Ma se sei un eroe della Crane High, probabilmente nella tasca dei FUBU non disponi dei mezzi economici per sostenere il peso di una retta universitaria; e se i tuoi voti non si avvicinano nemmeno al minimo per strappare una borsa di studio per meriti sportivi, vuol dire che il tuo futuro non si tingerà di NCAA. Ma di Junior College, una specie di LegaPro scolastica, nel caso Butler County College ad El Dorado, Kansas, e Wabash Valley College a Mount Carmel, Illinois. Come dire, il limbo: o aggiusti i voti e sali su, o scendi giù. Per sempre. La seconda, ed ultima, chance arriva dalla corte di Eddie Sutton in quel di Stillwater, sede di OSU, e sappiamo tutti come è andata a finire: diploma di laurea, una scampagnata alla Final Four 2004 come Big 12 Player of the Year, primo giocatore nella storia dell&amp;rsquo;ateneo a totalizzare più di 1.000 punti in appena due anni. E la chiamata al primo turno del draft NBA, quindi contratto garantito, come  25esima scelta assoluta. Senza un ball handing affidabile, e nonostante un jumper n.p. Non pervenuto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
24 aprile 2007 &amp;ndash; Chicago, Courthouse&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/estate_2010/tony_stoppato.jpg&quot; alt=&quot;tony_stoppato.jpg&quot; title=&quot;tony_stoppato.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;392&quot; height=&quot;588&quot; /&gt;&amp;ldquo;Non colpevole&amp;rdquo;. Quando la corte pronuncia la sentenza Tony Allen è qualcosa che da vicino somiglia molto ad un ex giocatore NBA. Del resto in tre giri di calendario due infortuni al ginocchio, l&amp;rsquo;ultimo particolarmente grave, e due notti passate in gattabuia non ne fanno all&amp;rsquo;epoca il go tu guy ideale per molti GM&amp;rsquo;s.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il White Palace Grill, sul West Loop, non è il locale segnalato dalla Michelin per un primo appuntamento. Certo, se devi festeggiare altro, ad esempio qualcosa tra maschi, le cose cambiano. Will Bynum, il compagno di liceo e l&amp;rsquo;amico di una vita, undrafted, il 31 agosto 2005 ha da poco strappato un contratto non garantito per il training camp dei Celtics, ed ovviamente ignora che prima dell&amp;rsquo;inizio della stagione arriverà, puntuale, la mannaia. Il 31 agosto 2005, fuori dal ristorante, scoppia una rissa, un brotha della claque estrae una pistola ed un proiettile ferisce un certo Marktwain Johnson. Nei mesi seguenti Tony vedrà cadere l&amp;rsquo;accusa, pesante, di tentato omicidio, ma dovrà rispondere in sede civile per procurate lesioni. Assolto, si diceva, ma in un certo senso recidivo. Tre anni dopo, offseason 2008, il copione più o meno si ripete: c&amp;rsquo;è il ristorante, qui un più modesto McDonald, c&amp;rsquo;è il party, il compleanno di Antoine Walker (che evidentemente festeggia i compleanni al Mac, magari nell&amp;rsquo;area giochi&amp;hellip;), e c&amp;rsquo;è la rissa. Differenti, molto differenti sono però le conseguenze, ovvero un morto, il venticinquenne Curtis Ellis, e il ferimento di un compare. Ma qui, a detta della Polizia di Chicago, Tony non c&amp;rsquo;entra.&lt;br /&gt;
Eppure, l&amp;rsquo;aria di casa diventa sempre più pesante. Duemilanove, ventiquattrore prima di gara 3 del Best First Round Ever, ovvero il primo turno dei Playoffs 2009 contro i Bulls, parte una segnalazione e la security del Trifoglio viene immediatamente triplicata. Tony Allen, ormai abituato ad entrare nella Storia dalla porta sbagliata, riceve pesanti minacce di morte, minacce ritenute attendibili dalle forze dell&amp;rsquo;ordine. Sul web si moltiplicano le voci, qualcuno parla di regolamenti di conti tra gang, facendo riferimento all&amp;rsquo;ammazzatina dell&amp;rsquo;estate precedente; qualcun altro di un debito contratto con un soggetto economico della Windy City che non emette ricevute o cedole bancarie ma tibie e ginocchia frantumati. Tony nel frattempo, anonima RS con 7,8 di media, scesi drammaticamente a 0,9 nei Playoffs, non rilascia dichiarazioni e sfugge dai cronisti. E di certo stupisce, lui che in Beantown è sempre stato uno tra i più attivi nel sociale&amp;hellip;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6 ottobre 2007 &amp;ndash; Roma, Palalottomatica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;incontro che passerà alla storia. L&amp;rsquo;unica gara disputata dai Celtics in terra italica, e la prima esibizione del Big Three originale, ovvero la prima volta in cui Kevin Garnett e Ray Allen scendono su un parquet indossando la gloriosa casacca biancoverde,. Ma anche, certo in seconda battuta, a 5 e 46 dalla fine del primo quarto, il ritorno di Tony Allen al basket giocato dopo il grave infortunio di gennaio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 15 dicembre 2006, al piano di sopra della North Station, i Celtics hanno la meglio sui Nuggets e Tony Allen resta in campo per 48 minuti totalizzando 30 punti grazie ad un &amp;ldquo;discreto&amp;rdquo; 11 su 13 dal campo. Dal 29 dicembre 2006, orfani di Psquare, L ad Oakland contro i Warriors (20 punti), al 7 gennaio 2007, L ad Orlando contro i Magic (21 punti), Tony scollina per sei volte consecutive sopra quota venti, e rimane in canotta per più di 32 minuti ad allacciata. Numeri di tutto rispetto, anche se i piatti forti della casa, a parte Big Al, sono Wally &amp;ldquo;entro ed esco dall&amp;rsquo;infermeria&amp;rdquo; Szczerbiak , Sebastiano Telfair, Geraldino Green, Mister Scalabrine, Delonte West ed un già cazzutissimo Leon Powe.&lt;br /&gt;
Il 10 gennaio 2007, TD Garden, a 3 e 04 dalla fine del terzo quarto Indiana è sopra di cinque, 68 a 63. Tony Allen, già 19 punti, riceve palla in posizione 1. Primo passo su Stephen Jackson. Contatto. Chiamata arbitrale ed il gioco si ferma. Tutti si arrestano, tranne TA, che continua nel movimento e sale per schiacciare in 1 contro 0. Come dire, un disastro. Lesione totale del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Lesione totale del legamento collaterale mediale del ginocchio sinistro. Incredibile, a gioco fermo. Stagione finita. &lt;br /&gt;
Però &amp;ldquo;Dite a Jackson che il duello lo stavo vincendo io&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;
Scal, anche lui infortunato, lo sorregge fuori dal campo. Poi, narra la leggenda, concluso l&amp;rsquo;incontro, altra L, se lo carica nella propria auto, apre la portiera alla signora Emma, e li scorrazza personalmente, madre e figlio, fino all&amp;rsquo;ospedale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
17 giugno 2008 &amp;ndash; Boston, TD Garden&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
DIME agazine: &amp;ldquo;What did you do with the &amp;lsquo;08 ring?&amp;rdquo;&lt;br /&gt;
TA: I still got it. Sometimes I wear it when friends and family come over. When some of my co-workers come around, I&amp;rsquo;ll tease &amp;lsquo;em with it, some of the guys who don&amp;rsquo;t have one. Especially Al Jefferson. (Laughs)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &amp;ldquo;tempo spazzatura&amp;rdquo; più dolce della storia dei Celts. Uno e 26 alla fine. Rimbalzo difensivo di Eddie House, che parte in palleggio, supera Vujacic all&amp;rsquo;altezza della metacampo e spara l&amp;rsquo;alley oop per Tony. Wicked reverse. E per gli amanti della statistica, con quei due fanno 129 a 86. Chissà perché, quando si parla della GARA SEI, il mio primo pensiero va costantemente a quell&amp;rsquo;azione lì (http://www.youtube.com/watch?v=OKjzKCPiCWg).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;annata 2007/2008, quella del diciassettesimo stendardo, si rivela una stagione tutta in chiaroscuro. L&amp;rsquo;inizio è pressoché un disastro: mobilità laterale sull&amp;rsquo;off ed esplosività notevolmente ridotta, prevedibili conseguenze dell&amp;rsquo;infortunio al ginocchio, lo spingono agli estremi della panca. In più quel benedetto jumper sempre in ritardo, tant&amp;rsquo;è che la premiata accoppiata Ainge + Rivers si inventa un trattato d&amp;rsquo;alchimia, nel tentativo di modellare da Point Guard uno che pare inzupparsi le mani con l&amp;rsquo;olio di colza prima di ogni incontro. Nasce così TA. Turnover Again. L&amp;rsquo;obiettivo? Un&amp;rsquo;arma tattica supplementare. Uno stopper difensivo che all&amp;rsquo;occorrenza possa chiudere su tutte e tre le posizioni fuori degli avversari, senza necessariamente perdere una &amp;ldquo;bocca di fuoco&amp;rdquo; amica. Il 19 dicembre i Celtics se la giocano in casa punto a punto con i Pistoni, i più accreditati rivali dell&amp;rsquo;Est. Ultimo possesso Billups. Tony, buttato dentro dopo 47 minuti e mezzo in tuta e asciugamano, con 0,4 secondi sul tabellone abbocca ad una finta di sopracciglio e frana sull&amp;rsquo;avversario. Due liberi e sconfitta.&lt;br /&gt;
Diciamo allora che la Grande Intuizione, uno dei fattori della straordinaria cavalcata 2010, all&amp;rsquo;inizio garantì risultati parecchio scadenti. E con l&amp;rsquo;arrivo di Sam Cassell a metà campionato, il portone si chiuse quasi del tutto. &lt;br /&gt;
A fine anno, 6,6 punti per 18,3 minuti di utilizzo in RS, scesi a 1,3 punti per 4,3 minuti nei playoffs. &lt;br /&gt;
Però, Tony Allen rimane uno dell&amp;rsquo;Anello. E poi, vuoi mettere quello schiaccione in GARA SEI&amp;hellip;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
13 maggio 2010 &amp;ndash; Boston, TD Garden&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli ultimi playoffs li abbiamo visti tutti, quindi inutile annoiarvi&amp;hellip;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;anno successivo al titolo, stagione 2008 / 2009, tutti a pensare che i minuti lasciati vacanti dall&amp;rsquo;uscente Posey se li sarebbe accaparrati Tony Allen. Ed invece, appena 46 partite disputate per colpa di una serie di infortuni, tra cui lo spappolamento della caviglia destra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quest&amp;rsquo;anno, Contract Year, più o meno lo stesso copione, infortunio in pre season alla caviglia di cui sopra, prime venti partite di Regular in borghese, ed un lento risalire alla ricerca della forma, e della collocazione, ottimale. Sembra la solita trama, un film già visto in sei anni di montagne russe. Eppure la storia, che sembra già scritta, riesce ancora una volta a sorprenderci. TA, che tutti immaginano debba andare da una parte, perché è sempre andato da quella parte lì, questa volta decide che è arrivato il momento di cambiare direzione.&lt;br /&gt;
Dopo una serie di ottime performance al primo turno contro Miami (14 punti nella combattuta gara 1), arrivano i favoritissimi Cavs. Allen riesce ad imbavagliare la BESTIA nella pre pivotal Game 4, portando in dote 15 punti grazie ad un convincente 6 su 7 dal campo. E passa alla storia per la celebre affondata a due mani sul caravaggesco dietro la schiena volante del n.9 che ridicolizza il &amp;ldquo;Prescelto a non vincere neanche stavolta&amp;rdquo;. Ma quella, giustamente, rimane un&amp;rsquo;impresa di Rajon Rondo. Per cui in gara sei, Tony decide di andarsi a cercare un&amp;rsquo;impresa tutta sua. E guarda caso la trova a 46 secondi dalla fine del secondo quarto. He Got Game si porta a spasso tre difensori, si avvicina al ferro per poi scaricare improvvisamente su TA. Quella cosina che è venuta fuori la potete vedete qui: http://www.youtube.com/watch?v=UKrWR9DIpM0&amp;feature=related&lt;br /&gt;
E mentre era in volo, Tony Allen pare abbia davvero sorriso ai fotografi a bordo campo&amp;hellip;
</description>
			<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 04:50:09 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>I Nuovi Big Three ? </title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1984/81/</link>
			<description>L'Nba si trova d'innanzi ad una svolta, presumibilmente, epocale. 
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&lt;title&gt;&lt;/title&gt;
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&lt;!--
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--&gt;&lt;/style&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;meta http-equiv=&quot;CONTENT-TYPE&quot; content=&quot;text/html; charset=utf-8&quot; /&gt;
&lt;title&gt;&lt;/title&gt;
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--&gt;
&lt;/style&gt;
&lt;p style=&quot;margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; line-height: 100%&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
La telenovela Lebron si è
chiusa in tipico stile americano, con tanto di diretta televisiva,
spazi pubblicitari venduti a peso d&amp;rsquo;oro e sei città in attesa
della decisione di quello che da tutti viene considerato come il
giocatore di basket più forte del pianeta.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; line-height: 100%&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
Alla fine a spuntarla è
stata Miami, che già qualche giorno prima aveva avuto il piacere di
annunciare il rinnovo di Dwayne Wade e la firma dell&amp;rsquo;ex Raptor
Chris Bosh. Già nelle ore precedenti l&amp;rsquo;annuncio circolavano molte
voci che davano Lebron sulla via della Florida, ma i pochi secondi in
cui il prescelto ha indicato nella South Beach la sua prossima
destinazione hanno fatto calare un gelido silenzio nello studio
televisivo che l&amp;rsquo;Espn aveva attrezzato ad hoc per l&amp;rsquo;occasione.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; line-height: 100%&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
Questo perché tra tutte
le possibili scelte, quella degli Heat è sicuramente la meno
romantica.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; line-height: 100%&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/estate_2010/cbosh_300_0801301.jpg&quot; alt=&quot;cbosh_300_0801301.jpg&quot; title=&quot;cbosh_300_0801301.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;300&quot; height=&quot;300&quot; /&gt;James avrebbe potuto
rimanere ai Cavs, tra la sua gente, oppure cercare di emulare il suo
mito, e colui al quale da subito gli addetti ai lavori lo avevano
accostato, andando a Chicago. Sarebbe potuto andare ai Nets per
debiti di riconoscenza con uno dei suoi migliori amici oppure
spostarsi di qualche chilometro e diventare l&amp;rsquo;eroe della Grande
Mela per tentare l&amp;rsquo;assalto ad un anello che manca da quasi 40 anni.
Per finire avrebbe potuto sfidare Kobe nella sua stessa città, ma
dall&amp;rsquo;altra sponda, quella da tutti ritenuta la parte sfortunata di
Los Angeles.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; line-height: 100%&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
Invece la scelta di James
è andata sul sicuro&amp;hellip; Andare agli Heat significa una sola cosa.
Stravolgere le regole Nba e formare una squadra unica nella storia
del campionato americano. Se l&amp;rsquo;esperienza Big Three non è nuova, e
noi ne sappiamo qualcosa, sicuramente che tre giocatori di 26 anni,
tra i migliori della lega (sicuramente Lebron e Wade sono tra i primi
3 posti), firmassero contemporaneamente per la stessa squadra non era
mai capitato.. Chissà che dirà il padre padrone dell&amp;rsquo;Nba, David
Stern. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; line-height: 100%&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
Alla fine, la scelta
numero 1, 4 e 5 del fantastico draft 2003 si riuniscono in un&amp;rsquo;unica
franchigia!
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; line-height: 100%&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
Le reazioni all&amp;rsquo;annuncio
di James sono state per lo più negative (ad eccezione degli abitanti
di Miami ovviamente) per due motivi:
&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 100%&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	Andare agli Heat denota,
	per i più, una mancanza di personalità del Prescelto. In sostanza
	andare in una squadra dove l&amp;rsquo;idolo indiscusso è già un altro
	(Wade), per di più appena rinforzata da un altro top player (Bosh)
	ha dimostrato in Lebron la non volontà di prendersi sulle spalle
	una franchigia e portarla all&amp;rsquo;anello da solo (Knicks e/o Bulls).
	Forse la paura di non riuscirci e di essere da tutti additato come
	il più grande perdente della storia ha fatto la differenza.
	Scegliere gli Heat è un po&amp;rsquo; come quello spot pubblicitario che
	dice &amp;ldquo;Ti piace vincere facile?&amp;rdquo;. Onestamente, credo che questa
	cosa non gli verrà mai perdonata dall&amp;rsquo;opinione pubblica di un
	paese che vive di &amp;ldquo;eroi&amp;rdquo;.
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0.49cm; line-height: 100%&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	Il secondo motivo è
	evidente.. Miami rischia di diventare un vero colosso dei prossimi
	anni che potrebbe rendere vani gli sforzi delle altre franchigie. 
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; line-height: 100%&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
Sul punto n 2) ho già
letto molte considerazioni. In molti dubitano sulle reali possibilità
degli Heat di essere una squadra da titolo. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; line-height: 100%&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
Permettetemi di
obiettare. Può anche darsi che per questa stagione il roster di
Miami sia risicato (comunque ci sarà la firma di Haslem, hanno
Chalmers ed ancora la MLE da sfruttare in attesa di capire il futuro
di Beasley), ma nei prossimi anni a venire sarà molto facile per
Riley formare una squadra pressoché imbattibile.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; line-height: 100%&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
Noi di Boston dovremmo
saperlo. Negli anni abbiamo avuto la fortuna di firmare giocatori a
buone cifre unicamente perché i nostri Big Three erano e sono
garanzia di successo (PJ, Marbury, Sheed e non ultimi i rinnovi di
Pierce e Ray e la firma di Jermaine O&amp;rsquo;Neill). Questo vantaggio sarà
oggi una prerogativa di Miami con un elemento ancora più favorevole&amp;hellip;
L&amp;rsquo;età delle loro all star. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; line-height: 100%&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
Questo permetterà alla
dirigenza della Florida (se vorranno e potranno permetterselo
economicamente) di progettare a lungo termine con firme di anno in
anno di giocatori partendo dalla MLE. Ricordiamoci sempre che i
contratti delle squadre possono essere scambiati con contratti di
pari valore, anche se si viaggia su cifre abbondantemente sopra il
cap.. Un esempio? Quest&amp;rsquo;anno gli Heat rifirmano Haslem per 7 ml
(possono farlo per i Bird&amp;rsquo;s Right) e successivamente firmano un
giocatore con la MLE da 5,8 per il primo anno a salire (voci parlano
di Mike Miller in arrivo a Miami con questa formula).. Il prossimo
anno questi due contratti che complessivamente chiamano circa 15 ml
potrebbero essere scambiati ad esempio con CP3! Non ho fatto un nome
a caso.. Pare proprio che i 4 abbiano avuto un incontro che ha
portato alla riunione dei 3 quest&amp;rsquo;anno ed in prospettiva del quarto
(proprio il play degli Hornets).
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; line-height: 100%&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/estate_2010/lebron-james.jpg&quot; alt=&quot;lebron-james.jpg&quot; title=&quot;lebron-james.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;369&quot; height=&quot;518&quot; /&gt;Questo è solo un esempio
ma viaggiando su queste basi capirete come gli Heat possano negli
anni costruire un roster fenomenale.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; line-height: 100%&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
Purtroppo Boston non ha
avuto questo vantaggio perché l&amp;rsquo;età dei nostri campioni non lo ha
permesso. Pensate tra 5 anni cosa potranno essere gli Heat (ogni anno
si possono aggiungere giocatori firmati con la MLE, rookie etc..). E
sicuramente alla scadenza di questi contratti tutti e 3 potrebbero
rifirmare eventualmente spalmando ancora i loro ingaggi tenendo conto
che avranno appena 31 anni. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; line-height: 100%&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
Certo tutto ciò sarà
possibile solo se la dirigenza vorrà costantemente viaggiare in
luxury, ma credo che i ricavi che possano arrivare dai loro big three
possano valere qualsiasi sacrificio&amp;hellip;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; line-height: 100%&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
Intanto le prossime mosse
saranno già indicative.. Se riusciranno a firmare un buon play con
tiro sugli scarichi e difesa forte, ed un lungo che si preoccupi solo
di picchiare e prendere rimbalzi, li vedo già da titolo.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; line-height: 100%&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; line-height: 100%&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
</description>
			<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 05:02:41 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>E I Celtics Scelgono : Jermaine O'Neal. </title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1983/81/</link>
			<description>ICP non poteva non dare il benvenuto al nuovo Celtic Jermaine O'Neil. Per voi ripercorriamo brevemente la carriera del nuovo lungo dei Verdi. 
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&lt;title&gt;&lt;/title&gt;
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--&gt;
&lt;/style&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Estate 1996, Draft Nba. Come al solito
cominciano le grandi manovre, in occasione del draft, per preparare
le squadre che poi saranno. Siamo al primo giro, con la scelta numero
diciassette i Trail Blazers chiamano un ragazzone di 211 cm di nome
Jermaine O'Neil. A soli diciotto anni ed un mese, direttamente
dall'high school arriva ad entrare in Nba il giocatore più giovane
di sempre, almeno per l'epoca. Si tratta di un tipo a tratti quasi
tranquillo e normale, anche se a dire il vero queste sono
caratteristiche che mai si sarebbero sposate con l'esuberanza e
l'espressività di Jermaine. Arrivare così giovane in Nba non è
certo facilissimo, e qualcosa avrà pur significato. Qualche estate
dopo, precisamente in una pazza estate, dal punto di vista
cestistico, del 2010, i Boston Celtics scelgono nuovamente Jermaine
O'Neil. Non si tratta propriamente di una chiamata ad un draft Nba,
ma è comunque qualcosa di molto peculiare. Arriva dopo quattordici
anni di carriera a vestire la maglia verde un giocatore che non può
non essere definito particolare. A Caldo i pareri potrebbero sembrare
diversi e di vario genere. Iniziamo con analizzare chi è Jermaine
.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/estate_2010/new_celtics.jpg&quot; alt=&quot;new_celtics.jpg&quot; title=&quot;new_celtics.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px; width: 342px; height: 425px&quot; width=&quot;342&quot; height=&quot;425&quot; /&gt;Come detto l'inizio è di quelli speciali, vista
anche la giovane età. Ma in un mondo di grandi il ragazzino non
sembra trovarsi a proprio agio. In una Portland colma di talento
quanto di pazzia, il ragazzo non esce mai dall'ombra che gli fanno i
vari Sheed e soci. Sembrerebbe un volto anonimo in Nba, destinato a
poca gloria. Il rapporto con gli infortuni si intensifica fin da
subito, se è vero che le prime diciassette partite di quella
stagione sarà costretto a saltarle per un problema al ginocchio. Non
va dimenticato che in ogni caso lo sviluppo fisico di O'Neil è stato
a dir poco maestoso, e che inizialmente il ragazzo, almeno all'età
di 10 anni, fino a quando ne ebbe 14, giocò sempre come guardia
tiratrice. Di lui si è sempre detto un gran bene dal punto di vista
del controllo della palla, fluida con entrambe le mani. Nel Dicembre
del 1996 arriva finalmente l'esordio, contro i Denver Nuggets. Aveva
solo 18 anni, un mese e ventidue giorni quando calcò per la prima
volta il parquet di una Arena Nba. Record di ogni epoca come
precocità, almeno fino all'arrivo nell'Nba di tale Andrew Bynum. La
prima stagione vede Portland, ripetiamo abbastanza colma di talento,
arrivare al i Play Off per poi perdere in appena quattro partite
contro i Los Angeles Lakers. Una stagione in sordina quella di
Jermaine, che vede appena 10, 7 minuti di media come utilizzo, e non
più di 4 punti a partita e poco meno di tre rimbalzi. Qualcuno
ipotizzò che magari la scelta di entrare così presto all'interno
dell'Nba non fosse stata la migliore, ma questo non scoraggiò
O'Neal. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La seconda stagione presenta la prima doppia
doppia per O'Neal, ma sempre un utilizzo centellinato. Il Coach dei
Blazers, Mike Dunleavy,  non crede nel giovane ragazzo, che tra le
altre cose inizia nuovamente con un infortunio fastidioso alle
ginocchia. Sarà un calvario continuo quello di Jerm, alle prese
sempre con nuovi infortuni che potessero frenarne l'ascesa. Le
stagioni a Portland trascorrono sempre alla stessa maniera, pochi
minuti e squadra che continua a crescere, centrando tra il 97 ed il
99 due viaggi in finale di conference, che recitavano puntualmente
però la vittoria degli avversari ( prima gli Spurs, poi gli odiati
Lakers).  La svolta arriva quando O'Neal viene tradato per tale Dale
Davis. Arriva finalmente un opportunità per mettersi in mostra,
negli indiana Pacers di Coach Thomas. Indiana attraversava un periodo
di ricostruzione, nonostante ruotasse ancora intorno all'importanza
della stella in declino Reggie Miller. Thomas apprezza O'Neal, e gli
spiega che con un po' di lavoro sicuramente il ragazzo potrà dire la
sua anche nel contesto Nba. Le medie crescono in maniera
significativa, infatti il ragazzo arriva a collezionare ben&lt;span style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #ffffff&quot;&gt;
12,9 punti e 9,8 rimbalzi a partita&lt;/span&gt; , senza dimenticare che
con 228 stoppate in ottanta partite detiene il record di ogni tempo
per gli Indiana Pacers. La stagione 2001/02 vede il lungo migliorarsi
ancora, e ottenere qualche successo importante anche dal punto di
vista personale. Impressionanti le sue medie, arriva ad ottenere
prima il premio come Most Improved Playr, riceve la prima chiamata
all'All Star Game ed entra nel terzo miglior quintetto dell'intera
Nba. É la prima volta che succede ad un Pacers dopo Reggie Miller di
entrare in uno dei migliori quintetti Nba. Le statistiche parlano di
19 punti e di 10, 2 rimbalzi, con 42 doppie doppie, terzo ad est ed
ottavo complessivamente in questa classifica. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/estate_2010/040204_vmed_oneal_8p.widec.jpg&quot; alt=&quot;040204_vmed_oneal_8p.widec.jpg&quot; title=&quot;040204_vmed_oneal_8p.widec.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px; width: 298px; height: 425px&quot; width=&quot;298&quot; height=&quot;425&quot; /&gt;Il resto è storia più o meno nota,
con il giocatore dei Pacers che da quattro stagioni sembra essere
scomparso. Francamente non credo molto alla storia del bollito. Tanti
giocatori hanno sopportato diversi infortuni, e potrei citare ad
esempio il nostro Ray Allen o altri. Inevitabile un calo, ma arrivare
nel pieno dell'attività agonistica di un cestista, dai 28 ai 32
anni, per non averne più, mi sembra una storia un po' inverosimile.
Evidentemente Jermain ha smarrito anche qualche motivazione, e si è
trovato in contesti a lui non favorevoli. Se dovessi  giudicare la
presa dal mio punto di vista non potrei che essere orgoglioso e
felice. Avevamo bisogno come il pane di un Lungo, vuoi perchè va via
Wallace, vuoi perchè Perk è infortunato. Adesso arriva uno dei
migliori disponibili sul mercato. Qualcuno storcerà il naso, ma non
era possibile pensare di arriva a D-Howard o tantomeno a Stoudemire.
Arriva Un sei volte All Star, due volte secondo miglior quintetto
dell'Nba, una volta terzo. Il miglior stoppatore, o almeno uno dei
migliori, della lega.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Carattere un po' da domare,
sicuramente il classico tipo che non è disciplinato. Testa calda se
può esisterne una, arriva ad uno snodo fondamentale della sua
carriera. Se vuol vincere deve portare la sua mattonella. Arriva non
per essere un opzione importante offensivamente, ma va ricordato che
le mani sono educate, ed in post il giocatore ci sa fare. Un po'
troppo testardo, difficilmente sarà un buon passatore dal post, ma
almeno in attacco ha qualche movimento degno di nota. Discreto ai
liberi, sicuramente è un difensore più che sottovalutato.
Stoppatore sublime, riesce a dare il meglio quando si trova a
presidiare il proprio canestro. C'è bisogno di lavorare bene sia sul
fisico che sulla testa, ma non mi sembra un rischio tale da non
provarci nemmeno. Un giocatore così può continuare a rimarcare la
quasi mediocrità delle ultime stagioni ( che contemplano cifre
accettabili), o magari può ritrovare verve e voglia smarrita. Adesso
c'è bisogno che sia lui a fornirci le risposte definitive. Io per
adesso guardo soddisfatto al mercato di Ainge. Non è né Wade né
Bosh, ma state sicuri che eventualmente contro Miami la sua la
direbbe eccome. Benvenuto al nuovo Celtic. 
&lt;/p&gt;
</description>
			<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 01:59:38 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>L'Estate dei Free Agent</title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1982/81/</link>
			<description>Ecco il posto migliore per poter parlare continuamente di mercato. Un  grande articolo, come grande si preannuncia la sessione estiva di mercato per L'Nba. L'articolo, in pubblicazione quest'oggi 28/06/2010, sarà costantemente aggiornato durante tutta l'estate in modo da tenervi sempre  in contatto con il mondo Nba. 
&lt;p&gt;
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&lt;title&gt;&lt;/title&gt;
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--&gt;&lt;/style&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da almeno due anni il circus dell&amp;rsquo;Nba è influenzato da ciò che succederà a partire del prossimo 1 luglio. L&amp;rsquo;estate dei free agent 2010, quella che veniva definita come il momento che avrebbe cambiato le sorti dell&amp;rsquo;Nba dei prossimi 5-10 anni, è arrivata!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mai nella storia dell&amp;rsquo;Nba si è verificato ciò che accadrà quest&amp;rsquo;estate: i contratti di 2 dei 3 giocatori più forti del campionato (James e Wade) nonché di altri 4-5 campioni assoluti in grado di cambiare in maniere decisiva le sorti di un squadra (Bosh, Stoudemire, Nowitzki, Ming) hanno come scadenza il 30 giugno 2010.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa situazione ha ovviamente mandato in fibrillazione tutto il mondo Nba che dai dirigenti ai giocatori, dai media ai tifosi. Tutti a chiedersi dove giocherà Lebron l&amp;rsquo;anno prossimo, se Wade resterà a Miami, se Johnson e Bosh giocheranno in squadre titolo etc..&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ebbene, questo momento è finalmente arrivato. Tra pochissimi giorni inizieranno i cosiddetti &amp;ldquo;fuochi d&amp;rsquo;artificio&amp;rdquo; o, almeno, questo è ciò che sperano le dirigenze ed i tifosi delle squadre che negli ultimi anni hanno smantellato i propri roster nella speranza di poter firmare dei top player quest&amp;rsquo;estate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente il nome che corre sulla bocca di tutti è quello di Lebron James, il campione di Akron, l&amp;rsquo;uomo destinato a cambiare da solo le sorti della franchigia che avrà la fortuna di schierarlo in campo il prossimo anno. Ma dalle decisioni del 23 dei Cavs dipenderanno a ruota anche quelle di altri campioni. Su tutti Bosh, che molti dicono seguirà James. Che sia ai Cavs, ai Bulls, ai Knicks o altrove lo deciderà il campione di Akron.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con questo articolo, costantemente aggiornato, proveremo a seguire giorno per giorno tutte le notizie sulle firme dei free agent nonché tutte le possibili trade del mondo Nba. Ovviamente un occhio di riguardo sarà destinato ai nostri amati Celtics!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per iniziare, ecco l&amp;rsquo;elenco dei migliori free agent sul mercato con le cifre con le quali si potrebbero firmare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;CENTER:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;SHAQUILLE O&amp;rsquo;NEILL&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Shaq non ha più molti minuti a partita da giocare ma può ancora fare la differenza. Il centro più forte degli ultimi 20 anni ha però già annunciato che vorrà giocare ancora due anni. I rumors dicono che chiederà cifre intorno agli 8 ml annui. Dubito che molte franchigie saranno disposte a tale investimento. Se queste notizie fossero confermate, O&amp;rsquo;Neill uscirebbe fuori dalla cerchia dei papabili per Boston.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;YAO MING&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Arriva da due anni di infortuni. Ha una player option da 17 ml. Difficile capire cosa farà così come è difficile capire chi possa investire su di lui dopo le ultime stagioni. Certo, se sta bene è un centro che sposta gli equilibri! Pensando a lui ho solo un&amp;rsquo;idea.. NY, soprattutto se, come sembra, Walsh e company rimarranno i grandi delusi di quest&amp;rsquo;estate. Portare il cinese a NY a livello di marketing sarebbe comunque un gran colpo. Per firmarlo servirà almeno un triennale da 15 ml l&amp;rsquo;anno.
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
NB.: Yao ha esercitato l'opzione per rinnovare di un ulteriore anno a 17 Mln
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;BRENDAN HAYWOOD&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gran difensore! Sarebbe il centro ideale per i Celtics. È però all&amp;rsquo;ultimo contratto consistente della sua carriera (31 anni) quindi potrebbe badare unicamente all&amp;rsquo;aspetto economico. In questo caso credo che punti almeno ad un biennale da 5 ml l&amp;rsquo;anno. Difficile che accetti contratti su importi inferiori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;BRAD MILLER&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lungo atipico, poco mobile ma capace di aprire le difese con il suo tiro dalla media. Ha già dichiarato che punterà ad una squadra da titolo senza badare al ritorno economico. D&amp;rsquo;altronde dopo molti anni di Nba il suo obiettivo è l&amp;rsquo;anello. In considerazione di ciò sembra essere l&amp;rsquo;obiettivo numero uno di Ainge per rinforzare la squadra sotto i tabelloni. Attenzione però ai Bulls. Se dovessero firmare Lebron e Bosh credo che Miller resti in Illinois alle stesse condizioni per cui verrebbe a Boston (contratto da veterano).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;JERMAINE O&amp;rsquo;NEILL&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altro giocatore parecchio intrigante. I suoi danni fisici lo hanno condizionato negli ultimi anni ma ha classe e centimetri per fare la differenza anche se per pochi minuti. Bisognerà vedere quali saranno le sue pretese economiche tenendo in considerazione che esce da un contratto ricchissimo (20 ml l&amp;rsquo;ultimo anno). Per lui vale il solito discorso dei giocatori sopra i 30 anni che non hanno mai vinto l&amp;rsquo;anello. Se punta al titolo deve abbassare le proprie pretese economiche, altrimenti può valere anche un biennale da 6 &amp;ndash; 7 ml.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;POWER FORWARD:
&lt;/b&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;CHRIS BOSH&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pare aver già fatto la sua scelta. Via da Toronto, giocherà con Lebron James. La destinazione però la deciderà il fenomeno di Akron. Scelta saggia per Chris che dopo 7 anni da leader di una franchigia ha capito che il suo ruolo più congeniale è quello di secondo violino. Chiederà almeno un quadriennale da 18 ml.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;AMAR&amp;rsquo;E STOUDEMIRE&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo una grande annata a Phoenix si è apertamente messo sul mercato. I Suns hanno ancora una piccola speranza di tenerlo in Arizona anche se le ultime voci lo danno vicino ai Knicks dell&amp;rsquo;ex coach D&amp;rsquo;Antoni (con il quale in verità aveva avuto dei dissidi). Non escluderei l&amp;rsquo;ipotesi Miami. Firmerà un contratto da almeno 20 ml l&amp;rsquo;anno per quattro / cinque stagioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;DIRK NOWITZKI&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo un&amp;rsquo;intera carriera spesa a Dallas alla ricerca dell&amp;rsquo;anello, &amp;ldquo;Wonderkid&amp;rdquo; avrebbe ufficialmente deciso di cambiare squadra non esercitando la player option da 21 ml. Le destinazioni possibile per il tedesco sono al momento due: Phoenix dall&amp;rsquo;amico Nash per ricostituire la coppia dei sogni o New York qualora Johnnie Walsh non riesca a prendere uno tra Stoud e Bosh. Per lui almeno un triennale da 15 ml l&amp;rsquo;anno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;CARLOS BOOZER&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nello Utah sperano ancora di trattenerlo ma il buon Carlos è da almeno due anni che vorrebbe andar via dallo stato dei mormoni. La sua destinazione preferita resta Miami e gli ultimi rumors confermano proprio questo desiderio. Lo scorso anno avrebbe potuto ambire ad un contratto al massimo salariale ma quest&amp;rsquo;estate la scala dei valori è influenzata da Lebron. Dovrebbe &amp;ldquo;accontentarsi&amp;rdquo; da un quadriennale da 15-18 ml l&amp;rsquo;anno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;DAVID LEE&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ormai è l&amp;rsquo;idolo del Madison e con tutta probabilità continuerà ad esserlo anche nei prossimi anni a meno di un improbabile sign and trade per arrivare ad Arenas o a CP3. In ogni caso è già un grosso errore per Walsh e co. Lo scorso anno avrebbe firmato un contratto da 10 ml l&amp;rsquo;anno, oggi ne chiede almeno 12-15 ml per cinque anni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;CHANNING FRYE&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non è un giocatore che fa balzare dalla sedia ma la sua ultima stagione a Phoenix ha fatto ricredere in molti. Un lungo con quel tiro da 3 può diventare decisivo in determinate situazioni. Ovviamente è un sesto uomo quindi difficile fare previsioni sulle squadre interessate a lui. Io mi sbilancio e dico che resta a Phoenix soprattutto se Stoud andrà via. Sarà firmato a cifre superiori ai 5-6 ml l&amp;rsquo;anno per 3-4 anni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;UDONIS HASLEM&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo Wade è l&amp;rsquo;anima di Miami, difficile quindi immaginarlo lontano dalla Florida. Per restare alla corte di Riley dovrà però accontentarsi di un contratto inferiore a quello appena andato in scadenza. Se rimane a Miami firmerà un biennale da 3-4 ml l&amp;rsquo;anno, se dovesse cedere alle lusinghe del dio denaro potrebbe anche trovare contratti migliori altrove.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;AL HARRINGTON&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giocatore indecifrabile. Offensivamente può essere un fattore anche se fa dell&amp;rsquo;egoismo la sua arma principale. Negli ultimi anni ha percepito ingaggi superiori al suo reale valore (10 ml l&amp;rsquo;anno) e faccio fatico oggi ad immaginare la sua prossima destinazione. Sicuramente dato il carattere ed il calo degli ultimi anni farà fatica a trovare contratti superiori ai 2 anni per cifre intorno alla MLE.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;LUIS SCOLA&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando penso a Scola la prima cosa che mi viene in mente è: che giocatore&amp;hellip; Potrebbe essere il vero affare di questo mercato free agent. Può essere firmato a cifre non elevatissime ed il suo rendimento sarà sicuramente garantito. Se Boston non avesse bisogno come il pane di cm sarebbe il mio rinforzo preferito sotto i tabelloni anche se per prenderlo bisognerebbe sacrificare la MLE (e non è detto che possa bastare). Punterà almeno ad un triennale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;TYRUS THOMAS&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eterna promessa di Chicago oggi ai Bobcats. Non vuole rimanere a Charlotte ma considerato che è restricted free agent con un contratto da 6 ml l&amp;rsquo;anno difficilmente si muoverà. I Bobcats paiono infatti intenzionati a pareggiare altre offerte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;SMALL FORWARD:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;LEBRON JAMES&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non c&amp;rsquo;è bisogno di fare troppi discorsi su di lui. Il prescelto è davanti alla più importante decisione della sua vita. Ormai certo l&amp;rsquo;abbandono dei Cavs, ha già fissati 6 appuntamenti con le franchigie interessate a lui (Bulls, Mavericks, Nets, Heat, Clippers ed ovviamente Cavaliers). Al momento la franchigia favorita è Chicago ma finché non verrà annunciata la sua firma le speculazioni sul suo nome saranno continue. Ovviamente firmerà un quinquennale al massimo salariale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;PAUL PIERCE&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il nostro capitano può decidere il suo futuro. Dovrà farlo entro il prossimo 1 luglio ed ovviamente la speranza di tutti i tifosi celtici è che rimanga a Boston. Al momento però è a tutti gli effetti sul mercato. Se ragiona con il cuore non ci sono dubbi, per la testa bisognerebbe capire le intenzioni della dirigenza Celtic per l&amp;rsquo;immediato. Tra qualche giorno si saprà. Se rinnova con Boston lo farà con un triennale da 12-13 ml. Altrove punterà a contratti da 15 ml in su.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;RUDY GAY&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Restricted free agent da Memphis. Le mosse di mercato dei Grizzlies sembrerebbero già orientate ad una sua sostituzione. Se così fosse la battaglia per prenderlo sarà acerrima. Rudy è infatti un potenziale all star sin dall&amp;rsquo;anno da rookie. Inutile dire che è il sogno di tutti i tifosi dei Celtics. Per prenderlo bisognerebbe però che si incastrassero tutta una serie di combinazioni (rinnovi di Ray e Pierce a cifre minime, trade che coinvolga il contratto di Sheed e firme di free agent al minimo salariale per gli altri ruoli scoperti). Gay, infatti, punterà quasi sicuramente ad un contratto di 4-5 annni da 8 ml a salire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;TRAVIS OUTLAW&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giocatore un po&amp;rsquo; sottovalutato. Sacrificato da Portland nell&amp;rsquo;affare Camby anche a Los Angeles, sponda Clippers, pare non goda di grossa stima. Io lo adoro, per la sua fisicità, per la sua capacità di difendere e per il suo tiro da 3. Se accettasse contratti intorno alla MLE sarebbe un vero steal di questo mercato. A Boston potrebbe ricalcare il ruolo che fu di Posey. Si prevedono offerte da 5-6 ml per più anni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;RONNIE BREWER&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gran difensore anche se offensivamente non sempre è decisive. Seppure sia molto giovane, pare voglia andare in una squadra da titolo. Difficile capire il suo reale valore sul mercato. Considerata la concorrenza potrebbe accontentarsi di un contratto intorno ai 3-4 ml l&amp;rsquo;anno per 2-3 anni, sperando nella definitiva consacrazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;JOSH CHILDRESS&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pare voglia rientrare in Nba. A quel punto sarebbe un restricted free agent di Atlanta. Dopo i due anni in Grecia è però difficile capire ciò che può valere economicamente. Non mi sbilancio anche perché non è detto lasci l&amp;rsquo;Europa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;JOSH HOWARD&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Washington quasi sicuramente non eserciterà la team option. A quel punto il buon Josh dovrà sondare il mercato dei free agent. Dopo le deludenti stagioni a Dallas difficilmente troverà qualcuno disposto a fargli i ponti d&amp;rsquo;oro. Secondo me firmerà al massimo un biennale a cifre medie (5-6 ml).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;SHOOTING GUARD:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;DWAYNE WADE&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco l&amp;rsquo;altro fenomeno in scadenza di contratto. Rispetto a Lebron però è più difficile che cambi squadra. DW3 è infatti molto legato alla città ed al coach Pat Riley, insieme al quale sta conducendo la campagna pubblicitaria degli Heat. Sicuramente pretenderà l&amp;rsquo;arrivo di un big assoluto (il favorito è Boozer con a ruota Stoudmire) e di almeno altri buoni free agent. Restano però in piedi le alternative a partire dalla natìa Chicago ai Knicks ed ai Clippers. Le ultime due alternative sembrerebbe buttate lì a caso ma attenzione, Wade è da sempre attratto dalle luci dello spettacolo e New York e Los Angeles sono le due città che più di tutte le attraggono. Per lui quinquennale al massimo salariale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;JOE JOHNSON&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Andrà via da Atlanta e giocherà nella squadra che avrà la delusione Lebron (ogni riferimento a New York è puramente casuale). Non a caso tutto è fermo in attesa di conoscere le decisioni del prescelto. Questa situazione fa comunque comodo a Johnson. La franchigia che non otterrà la firma di James per tenere buona la piazza sarà costretta ad accaparrarsi la guarda ex Boston pagandola cifre anche superiori agli effettivi meriti. Nessuna critica particolare a Joe, ma le statistiche della sfida contro i Magic lasciano parecchi dubbi sulla sua consistenza da top player.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;RAY ALLEN&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
He got game&amp;hellip; La classe che calca i parquet dell&amp;rsquo;Nba. Qualsiasi appassionato di basket non può non innamorarsi del talento uscito dall&amp;rsquo;università del Connecticut. A 35 anni suonati e con 14 stagioni Nba alle spalle durante le quali ha monetizzato al massimo il suo talento, Ray è chiamato all&amp;rsquo;ultima scelta della sua carriera. Restare a Boston a cifre ridotte o andare a cercare l&amp;rsquo;ultimo contratto della carriera in franchigie con il disperato bisogno di presentare un nome alla propria tifoseria. Le dichiarazioni di Ray sono sempre state pro Celtics, ma il silenzio di questi giorni preoccupa alquanto. La speranza dei tifosi celtici è che Allen rinnovi per almeno 2 anni a cifre intorno ai 5-6 ml. Se si considera l&amp;rsquo;età di Ray e la voglia di rivincita che avrà dopo la finale di quest&amp;rsquo;anno potrebbe essere una soluzione ottimale sia per lui che per la squadra. Però la freschezza atletica mostrata negli ultimi anni (tra i big three è nettamente quello che sta meglio fisicamente nonostante sia il più anziano) unita alla rarità nel panorama cestistico Nba di tiratori del livello di Ray lasciano ancora molti dubbi sulla sua permanenza a Boston.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;JJ REDICK&lt;br /&gt;
&lt;/b&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco un altro giocatore che farebbe al caso dei Celtic. JJ ha dimostrato negli ultimi 2 anni di essere un giocatore solidissimo, buon difendere, è tra i migliori tiratori da 3 del campionato. Tra l&amp;rsquo;altro proprio i Celtics hanno potuto constatare negli ultimi 2 playoff che non è un giocatore che si fa condizionare dalla pressione. Tra l&amp;rsquo;altro il prodotto di Duke è anche capace all&amp;rsquo;occorrenza di coprire il ruolo di playmaker. Dopo 4 stagioni ai Magic, è alla ricerca di una squadra che gli dia fiducia ma che sia anche in grado di retribuire adeguatamente il suo talento. Difficile fare pronostici su dove andrà e su cosa possa valere sul mercato. Certo che come cambio di Ray e Paul non sarebbe male&amp;hellip;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;JOHN SALMONS&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Atteso da molti anni al salto di qualità, l&amp;rsquo;ex Bucks è arrivato a 31 anni senza mai riuscire a dimostrare appieno le sue qualità. I rumors provenienti dagli States dicono che stia cercando il contratto della vita. Le sue richieste sono da 13 ml a stagione! Non penso che nessuno sarà disposto a dare simili cifre al buon John che resta comunque un buon tiratore anche sotto pressione. Paga la discontinuità che da sempre lo contraddistingue e che difficilmente gli farà trovare qualcuno disposto a pagare le cifre che chiede.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;KYLE KORVER&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altro grandissimo tiratore in uscita dai Jazz. Kyle è uno specialista e per questa ragione fa gola a moltissime franchigie. Vale un contratto da 5-6 ml a stagione e bisognerà capire solo se ci saranno franchigie in grado di accontentarlo. Anche lui sembrerebbe rientrare nella lista di Ainge.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;TONY ALLEN&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per concludere non potevamo non citare il buon Tony. Dopo 3 stagioni difficilissime, Tony ha dimostrato in questi playoff di essere uno dei migliori difensori della lega. Queste prestazioni hanno convinto i tifosi Celtics a puntare ancora su di lui, ma le stesse considerazioni potrebbero averle fatte i GM di altre franchigie. Può essere rinnovato con la Bird option a cifre accettabili (3-4 ml) ma il dubbio rimane. Non è che ha giocato alla morte proprio perché in scadenza di contratto? Bradley, potenzialmente, potrebbe essere stato preso proprio per sostituire difensivamente Tony (tra l&amp;rsquo;altro il rookie da Texas è anche un tiratore migliore).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;PLAYMAKER&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;RAYMOND FELTON&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giunto in Nba con le stimmate del campione nel 2005, l&amp;rsquo;ex North Carolina non è ancora riuscito a fare il cosiddetto salto di qualità. In uscita dai Bobcats, con i quali ha fatto una buona stagione sotto la guida di Larry Brown, Raymond potrebbe anche decidere di rinnovare il suo contratto con i Bobcats. Attenzione a Miami e New York che in mancanza di un play di spessore potrebbero puntare su uno dei pochi play giovani disponibili in questo mercato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;NATE ROBINSON&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Citazione d&amp;rsquo;obbligo per Kryptonate. Solo un mese e mezzo fa, dopo i disastri con i Knicks e 3 mesi vissuti ai margini nei Celtics pareva un giocatore sul quale difficilmente qualcuno avrebbe scommesso. Durante i playoff ha stupito tutti dimostrando che potrebbe essere un gran interprete del giocatore che esce dalla panchina. Restano due dubbi, uno economico ed uno caratteriale: Nate ha un&amp;rsquo;altissima considerazione di sé e quindi è difficile capire che cifre richiederà. Per quanto riguarda il suo approccio mentale bisogna capire se la disciplina mostrata durante le semifinali e finali Nba sia la stessa che potrà mantenere durante un&amp;rsquo;intera stagione. Per lui stesse considerazioni fatte per Tony Allen: nel dubbio i Celtics hanno puntato su Bradley che, apparentemente, sembrerebbe escludere qualsiasi ipotesi di rinnovo di Nate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
NOTIZIE UFFICIALI&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    *&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
       Philadelphia scambia il centro Samuel Dalembert con Sacramento in cambio    di   Spencer Hawes e Andres Nocioni;&lt;br /&gt;
    *&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
      Milwaukee scambia Charlie Bell e Dan Gazduric con Golden State in cambio di Corey Maggette e la scelta numero 44 del draft;&lt;br /&gt;
    *&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
      Daquean Cook e la scelta numero 18 di questo draft da Miami ad Oklahoma in cambio della scelta numero 32;&lt;br /&gt;
    *&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
      Gli Hornets scambiamo il rookie Cole Aldrich e Morris Peterson con i Thunder in cambio dei rookie Brackins e Pondexter;&lt;br /&gt;
    *&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
      Memphis cede Dominique Jones a Dallas per soldi;&lt;br /&gt;
    *&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
      Portland scambia Martell Webster con Minnesota in cambio di Ryan Gomes e Luke Babbitt.&lt;br /&gt;
    *&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
      Portland rilascia il contratto di Ryan Gomes;&lt;br /&gt;
    *&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
      Toronto scambia una future scelta al secondo turno più soldi per ottenere da Dallas Solomon Alabi;&lt;br /&gt;
    *&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
      Miami scambia Latavious Williams con Oklahoma City per una futura scelta al secondo turno;&lt;br /&gt;
    *&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
      Oklahoma City Thunder cedono Erick Bledsoe ai Los Angeles Clippers per una future scelta protetta al primo turno;&lt;br /&gt;
    *&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
      Atlanta scambia Damion Jones con New Jersey in cambio di Jordan Crawford e Tibor Pleiss;&lt;br /&gt;
    *&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
      Oklahoma City acquista da Atlanta Tibor Pleiss per soldi;&lt;br /&gt;
    *&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
      Indiana cede Ryan Reid più soldi ad Oklahoma City in cambio di Magnum Rolle;&lt;br /&gt;
    *&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
      Washington scambia Lazar Hayward e Nemanja Bjelica con Minnesota in cambio di Trevor Booker e Hamady Ndiaye;&lt;br /&gt;
    *&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
      I New Jersey Nets cedono Chris Douglas-Roberts ai Bucks in cambio di una seconda scelta nel 2012.&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
    * YAO MING HA ESERCITATO LA SUA PLAYER OPTION E PERTANTO GIOCHERA' ANCHE 
IL PROSSIMO ANNO NEI ROCKETS 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 
   
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
* L'ala cinese Yi Jianlian passa dai New Jersey Nets ai Washington Wizards in uno scambio che ha visto protagonista anche Quinton Ross
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
  
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
    * Un pò di notizie sparse adesso : Kevin Durant rinnova fino al 2016 il suo rapporto con i Thunder. Carlos Boozer si accasa ai Chicago Bulls; Chris Bosh Firma Con Gli Heat. Amare Stoudemire Firma con i Knicks.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
RUMORS&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    *&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
      Lebron James nei prossimi giorni avrà incontri con rappresentanze di 6 franchigie Nba: Cavs, Heat, Nets, Mavericks, Clippers e, soprattutto, Knicks e Bulls! Proprio questi ultimi sembrano al momento i favoriti all&amp;rsquo;ingaggio del Prescelto. Notizie interne alla dirigenza della franchigia di Chicago parlano di un accordo fatto per James e Chris Bosh. A quest&amp;rsquo;ultimo però sono molto interessate anche i Rockets e gli Heat;&lt;br /&gt;
    *&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
      Su Joe Johnson sono caldissimi i New York Knicks e gli Houston Rockets. Previsti nei prossimi giorni incontri con rappresentanze di entrambe le franchigie;&lt;br /&gt;
    *&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
      Colpo a sorpesa di Wade che ha deciso di uscire dal proprio contratto con Miami rinunciando alla player option da 17 ml per il prossimo anno. Questo non vuol dire che Wade lascerà sicuramente gli Heat ma rispetto a qualche giorno fa aumentano le speranze dei tifosi dei Knicks e/o dei Bulls. In particolare sarebbe New York, più che Chicago, la compagine che più attira DW3.&lt;br /&gt;
    *&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
      I Magic starebbero cercando di imbastire una trade con i Wizards per portare ad Orlando Gilberto Arenas;&lt;br /&gt;
    *&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
      Shaquille O&amp;rsquo;Neill ha annunciato che giocherà ancora 2 anni
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
    * Incontro tra Wade, James e Bosh per valutare la possibilità di giocare 
insieme a Miami la prossima stagione.
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
    *I Nets stanno cercando di 
scambiare il cinese Yi con i Wizards in cambio di scelte future e/o 
giocatori con salari minimi (Quinton Ross).
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
NOTIZIE SUI CELTICS&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    *  Celtics alla caccia dei due Miller. Contratto da veterano proposto a Brad, mentre per Mike si potrebbe spendere&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;l&amp;rsquo;intera MLE.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
    * Il Capitano dei Celtics Paul Pierce decide di sfruttare l'opzione presente nel suo contratto che lo libera da ogni vincolo contrattuale con i Boston Celtics e gli permette di essere un free Agent a tutti gli effetti.
&lt;br /&gt;
   &lt;br /&gt;
    * Il Coach dei Celtics, &lt;b&gt;Doc Rivers, &lt;/b&gt;ha fatto sapere che rimarrà anche la prossima stagione sulla panchina della squadra in verde. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
   * Comincia a muoversi qualcosa anche intorno ai Celtics. Sembra che il piano di base sia quello di presentarsi ai nastri di partenza con la stessa squadra che ha quasi vinto, con qualche aggiustamento in più. Si parla soprattutto di lunghi, e circolano i nomi di Dampier e di Haslem. &lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
   *  Dopo i primi nomi fatti in questi giorni, la prima notizia importante per il mercato dei Celtics ha il nome di Paul Pierce. La Bandiera di questo decennio bostoniano rifirma con un triennale che presenta un opzione anche per un quarto anno per una cifra complessiva di 61 milioni. 
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
   * Altro Rinnovo importante per i Boston Celtics che pescano nuovamente Ray Allen. He Got Game rinnova con un biennale da 10 Mln di dollari . &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
  * Jermaine O'Neal è un nuovo Celtics. Il centro firma un biennale prendendosi però tutta la MLE come spazio.  
&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm; line-height: 150%&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	 
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
</description>
			<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 14:44:31 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Il suono &quot;dei rumori&quot; N° 1 : E se fosse di nuovo Garnett per Big Al ?</title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1981/81/</link>
			<description>Estate, giochi fermi, tanto tempo a disposizione per fare due chiacchiere. Quale occasione migliore per dare uno sguardo ai Rumors che arrivano dall'America ?
Qualcuno magari leggendo penserà o che avrò bevuto troppo prima di bere, o che semplicemente la mia mente sta letteralmente andando altrove facendo filtrare solo fesserie. Eppure, una voce sparsa che parla della possibilità che Big Al possa tornare a Boston c'è, e visto che si insiste su questo tema, e che d'estate è anche giusto rilassarsi un attimo ed affrontare il lato più leggero delle cose, perchè non riportarla ?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/jefferson_garnett_post416400.jpg&quot; alt=&quot;jefferson_garnett_post416400.jpg&quot; title=&quot;jefferson_garnett_post416400.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;406&quot; height=&quot;400&quot; /&gt;Qualche estate fa l'arrivo di Kevin Garnett a Boston rappresentò la svolta, letteralmente, per le sorti dei Celtics. Tre stagioni dopo la squadra conta due titoli dell'est ed un Titolo di campione del mondo nel 2008. KG sicuramente è stato il fulcro intorno al quale far circolare il progetto dei Celtics, ma con le ginocchia che ogni tanto fanno Crack, con un Perkins che dovrà patira ancora per non si sa di preciso quanto le pene di un infortunio abbastanza complicato, e con una età media che comincia a pesare sulla squadra e sui muscoli dei giocatori, c'è bisogno di qualcosa di diverso. Si era parlato della possibilità di mandare via Kendrick Perkins, ma effettivamente un centro dai costi così contenuti e dal rendimento affidabile non si cede tanto volentieri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco che arriva l'ipotesi più fantascientifica di tutte, che probabilmente resterà solo una voce sparsa ma che potrebbe accendere un qualche entusiasmo. Ci sono sicuramente diversi ostacoli alla riuscita di questa trattativa. Come i contratti, visto che Garnett chiama circa 19 milioni di dollari a fronte dei tredici di Al Jefferson. In questo senso si parla anche dell'inserimento di Ryan Hollins, che per quanto scarso avrebbe anche una logica, oltre a pareggiare i costi complessivi. La casella lasciata vuota da Perkins fino a marzo troverebbe un sostituto, senza considerare che magari si potrà utilizzare in qualche altro modo lo stesso Hollins. L'ipotesi sarebbe suggestiva soprattutto perchè, a distanza di tre anni, le cose tornerebbero come erano qualche tempo fa. Un ritorno a casa per KG che la carriera l'ha spesa soprattutto per Minnessota, e che potrebbe aiutare i ragazzi di lì ad avere un altra mentalità. Certo, parlare così di KG mi sembra ingeneroso, ed un ragazzo che arriva per vincere, non credo accetterebbe con il sorriso l'idea di tornare a lottare per il nulla. Ma è anche vero che KG ha 34 anni suonati, e che non c'è più il fisico di una volta. I Celtics comincerebbero ad alleviare il peso delle spese, e con Al Jefferson si assicurerebbero sicuramente un ottimo lungo, dal potenziale che credo sia fuori discussione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Certo, è molto difficile a mio modo di vedere che questa divenga più che una semplice voce. Ma è anche vero che è giusto tener presente tutto, e aspettare che qualcosa si muova. I Celtics devono cominciare a pensare a cosa sarà di loro, perchè i Tre assi non sono indistruttibili, e non potranno giocare per sempre. Tanto più c'è da dire che Jefferson difficilmente arriverà mai a pretendere un contrattone alla Garnett. Non sarà mai nemmeno lontanamente paragonabile , come classe e leadersheep al bigliettone, ma è un ipotesi che magari potrebbe sposarsi anche con l'abbandono del Doc. Se si deve cominciare una ricostruzione, farla con Big Al, Rondo e magari un altro ( Gay?) sarebbe già qualcosa. Non saremmo una contender, ma sarà difficile esserlo il prossimo anno, almeno per adesso. C'è da aspettare e verificare. UN quintetto che dice : Rondo,Allen(?),Pierce,Jefferson e Perkins, con un lungo capace di farsi sentire a rimbalzo (Brad Miller ? non sarebbe l'ideale), un ragazzo che faccia rifiatare Pierce ed Allen (Gay ? Miller ? Outlow ?) e i soliti Tony e Glen, garantirebbe già qualcosa. Magari, lo stesso quintetto con KG in campo farebbe faville. Ma siamo sicuri che Al in questo momento valga poco ? Sicuramente l'energia è dalla parte di Jefferson. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
IO però presumibilmente punterei forte su Garnett, per quello che potrebbe essere una stagione in stile canto del cigno. Dopo due anni un pò così, ci sta che KG possa avere tutte le energie per l'ultimo ballo. Staremo a vedere, francamente credo poco alla notizia, ma credevo poco anche a KG in verde. Quindi... &lt;br /&gt;
</description>
			<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 01:34:04 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Commento Al Draft </title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1980/81/</link>
			<description>Continua la ricerca di ICP nel tentare di scoprire qualcosa di più riguardo i nuovi &quot;bambini&quot; di casa Celtics, arrivati direttamente da questo ultimo Draft.
&lt;meta http-equiv=&quot;CONTENT-TYPE&quot; content=&quot;text/html; charset=utf-8&quot; /&gt;
&lt;title&gt;&lt;/title&gt;
&lt;meta name=&quot;GENERATOR&quot; content=&quot;OpenOffice.org 3.0  (Win32)&quot; /&gt;
&lt;style type=&quot;text/css&quot;&gt;
&lt;!--
@page { margin: 2cm }
P { margin-bottom: 0.21cm }
--&gt;&lt;/style&gt;Avery Bradley (PG/SG, Texas)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/avery-bradley-powerade-jam-fest-2009.jpg&quot; alt=&quot;avery-bradley-powerade-jam-fest-2009.jpg&quot; title=&quot;avery-bradley-powerade-jam-fest-2009.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;410&quot; height=&quot;614&quot; /&gt;Mancavano pochi secondi alla scelta numero 19 dei Celtics e come tutti i tifosi celtici avevo una certezza: arriverà Anderson! Decisione da tutti considerata più realistica in quanto la guardia da Oklahoma State è un gran talento offensivo, forse già pronto per l&amp;rsquo;Nba. Poi ho ripensato alle scelte degli ultimi anni di Danny ed ho avuto un lampo&amp;hellip; Bradley! Sì perché il ragazzo del Texas probabilmente ha maggior potenziale di crescita rispetto al pari ruolo dell&amp;rsquo;Oklahoma. E Bradley fu!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A sentire chi lo ha visto giocare da vicino sembra che siamo davanti al possibile steel di questo draft. Ed il workout con i Celtic non ha fatto altro che confermare tutto ciò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di lui tutti dicono che abbia un talento spropositato che per ora è stato espresso solo in minima parte a causa, soprattutto, della brutta stagione disputata da Texas. Siamo però in presenza di colui che tutti, unanimemente, considerano il miglior difensore sul perimetro di tutta l&amp;rsquo;Ncaa. Molti ritengono che anche al piano superiore Avery possa fare la differenza grazie al suo istinto che lo porta spesso ad annullare il proprio avversario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dubbi sono sul fisico, non proprio da shooting guard (1,89-1,90), ma questo limite viene compensato da un&amp;rsquo;atletismo straripante. Magari molti non lo sanno ma nell&amp;rsquo;ultimo anno da liceale Avery vinse il McDonald&amp;rsquo;s All American, la gara delle schiacciate dei migliori prodotti dell&amp;rsquo;High School degli Stati Uniti. Altetismo che non lo aiuta solo nelle schiacciate (di cui comunque non abusa non essendo un gran penetratore) ma anche nel tiro che rilascia ad altezze pari ad una guardia normal size.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho letto da ieri molti commenti che lo paragonano a Rondo. Ebbene, Bradley è tutto fuorché un nuovo Rondo. Il giocatore a cui più assomiglia nell&amp;rsquo;Nba è indubbiamente Monta Ellis che ricorda per l&amp;rsquo;esplosività, per il primo passo bruciante e per la precisione al tiro. Il prodotto di Texas è infatti un gran tiratore dalla distanza, solo un po&amp;rsquo; discontinuo. Per questo è davvero errato paragonarlo a Rondo di cui forse ha solo l&amp;rsquo;imprecisione dalla lunetta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io ritengo la scelta Bradley comunque rischiosa. Secondo me non è solamente il cambio di Rondo. Non è un play e non credo possa diventarlo. È troppo &amp;ldquo;egoista&amp;rdquo; per giocare da point guard. In fase offensiva cerca sempre di costruire gioco per sé stesso e raramente per i compagni. Sicuramente può migliorare e sicuramente può giocare minuti da play se si considera che negli ultimi anni lo hanno fatto House, Tony e Ray. È pero chiaramente una shooting guard che però, soprattutto nei primi anni, farà parecchia fatica ad abituarsi alla marcatura di giocatori più alti di lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Teniamo comunque conto che non deve fare il titolare nell&amp;rsquo;immediato e che negli ultimi anni al suo posto hanno calcato il Garden giocatori che difensivamente non valgono neanche la metà di Bradley.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Luke Harangody (PF, Notre Dame)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La scelta numero 52 di Ainge cade sul prodotto di Notre Dame. Nato il 3 Gennaio 1988 a Decatur nell'Illinois, è numero quattro fatto e finito che ha l&amp;rsquo;unico difetto nell&amp;rsquo;altezza (2,02) e nell&amp;rsquo;atletismo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A guardarlo pare essere nato per giocare per i Celtics. Giocatore bianco di origini irlandesi (e capelli rossi) gran lottatore e lavoratore. Il ragazzo sin dal primo anno di college è stato unanimemente uno dei Top Players con nomination per il &amp;ldquo;Giocatore dell'Anno&amp;rdquo; nella Big East e nei migliori quintetti dell&amp;rsquo;All American.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giocatore che ha costantemente viaggiato sulla doppia doppia di media (20+10) col 50% dal campo, il 33% da tre e l&amp;rsquo;80 % ai liberi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Famiglia di sportivi quella di Luke, che ha anche origini che fanno sognare i tifosi di Boston. Harangody è, infatti, cresciuto nell'Indiana. Il padre è stato un giocatore di football a Indiana University, carriera proseguita da Ty, il fratello maggiore di Luke, terminata però da un brutto infortunio ai legamenti del ginocchio. In molti a dire la verità vedevano anche per Luke un futuro da professionista nell&amp;rsquo;NFL considerato il fisico da tight end.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Luke però ha scelto il basket, anche per la rapida crescita negli anni dell'high school dove per ben due volte è stato nominato come miglior giocatore dello stato, un notevole riconoscimento nello stato dove il basket è religione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Harangody, pur essendo tutto fuorché un giocatore atletico, negli anni di college si è guadagnato la fama di gran rimbalzista pur saltando pochissimo. Il suo pregio è avere un grande gioco fronte e spalle a canestro, da giocatore del passato per intenderci. Questo, unito alla forza fisica, gli permette di segnare con continuità, anche dalla media distanza. Luke, infatti, non è solo forza fisica e carattere. Infatti il lungo da Notre Dame ha mani dolcissime ed è anche un discreto passatore. Molti lo paragonano a Scal, la verità è che rispetto al buon Brian è sicuramente più rimbalzista e meno tiratore e, a parer mio, fisicamente gli è nettamente superiore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
COMMENTI FINALI&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Analizzando con calma le scelte di Ainge balza subito all&amp;rsquo;occhio una cosa. I Celtics negli ultimi anni hanno basato le loro vittorie sulla difesa ed oggi, pur con l&amp;rsquo;addio di mago Thibodeau, sono stati draftati i migliori prospetti difensivi ancora disponibili al momento della scelta. Questo giudizio, unito alle parole post draft di Rivers, mi fanno pensare che si farà di tutto per non smantellare la squadra e di puntellarla per tentare un nuovo assalto all&amp;rsquo;anello con in testa proprio il Doc!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Due notizie per concludere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quasi certo l&amp;rsquo;arrivo del turco Semih Erden, scelto con la 60 nel draft 2008 da Ainge. Il 2,14 del Fenerbahce sarebbe in procinto di firmare un contratto. Inoltre, molte voci parlano di Brian Zoubek di Duke, non scelto da nessuno in questo draft, come possibile aggiunta al roster.
</description>
			<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 14:05:46 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Arriva Avery Bradley</title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1979/81/</link>
			<description>Un rapido sguardo ai primi movimenti di questo Draft, in vista di un analisi più accurata che non tarderà ad arrivare.
&lt;p&gt;
Dopo una lunga attesa, finalmente cominciano a scoprirsi le prime carte e si scopre il primo volto nuovo di questi nuovi Celtics. La scelta fatta alla numero diciannove ha il nome di Avery Bradley, che magari lascerà i più sorpresi ma che qualcuno aveva anche pronosticato. Colpo alla Ainge si potrebbe dire, che va sul giocatore più talentuoso, o almeno ritenuto tale, e non su quello che magari potesse coprire una falla eventuale. Arriva un ottimo difensore sul perimetro, buon portatore di palla e capace anche di sparacchiare da tre. Molto atletico, capace di attaccare con continuità il ferro e di giocare sia da Playmaker che da Guardia pure. Una scelta da decifrare adesso in ottica futura, ma per adesso è giusto capire che ad arrivare è proprio lui. Da vedere se resterà in verde o se magari verrà inserito in qualche Trade successiva, ma per certe valutazioni si dovrà aspettare ancora qualche ora. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riportiamo la lista delle prime chiamate in ogni caso a questo Draft : 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;table class=&quot;instant-analysis&quot;&gt;
	&lt;tbody&gt;
		&lt;tr class=&quot;odd&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #195589; width: 95px&quot;&gt; &lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;1. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/john-wall&quot;&gt;John Wall&lt;/a&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-4 | 196 | PG | Kentucky | 19&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			John Wall has been the consensus #1 overall 
			pick for a while now.  Tonight's official.  The question for the Wizards
			now is what to do with the rest of their roster to accommodate the 
			19-year old point guard.  As unselfish as Wall is, some believe that 
			playing alongside troublesome guard Gilbert Arenas could hinder his 
			play.  This team will be built around Wall for sure, but moving Arenas 
			would probably only accelerate that process.  Either way, John Wall is a
			future star in the NBA no matter who his teammates are.  Wall's speed 
			and quickness will immediately make the Wizards one of the most exciting
			teams in the NBA.  This is a franchise-changing pick for the Washington
			Wizards. -Brian Cerone
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/john-wall-hd.jpeg&quot; alt=&quot;John 
			Wall&quot; title=&quot;John Wall&quot; height=&quot;145&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt; 
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;even&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #ec184b; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/sixers_0.gif&quot; alt=&quot;Philadelphia&quot; title=&quot;Philadelphia&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;95&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;2. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/evan-turner&quot;&gt;Evan Turner&lt;/a&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-7 | 214 | SG | Ohio State | 21&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			As expected the 76ers take the multi talented 2
			guard from Ohio State, Evan Turner.  Adding the soft spoken Turner to a
			backcourt that includes young Jrue Holiday at point should set the 
			76ers in the backcourt for years to come.Turner is a jack-of-all-trades 
			type of guard, much like Portland's Brandon Roy. He won't wow you with 
			highlight-reel dunks, but he's good (or very good) at everything else. 
			Does the Turner selection signal the end of the Andre Iguodala era in 
			Philadelphia? -Mike Sturgis
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/evan-turner-hd_0.jpg&quot; alt=&quot;Evan Turner&quot; title=&quot;Evan Turner&quot; height=&quot;127&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt; 
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;odd&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #032048; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/nets_logo.gif&quot; alt=&quot;New 
			Jersey&quot; title=&quot;New Jersey&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;95&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;3. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/derrick-favors&quot;&gt;Derrick Favors&lt;/a&gt;
			&lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-10 | 245 | PF | Georgia Tech | 18&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			Favors is an elite type athlete and should be 
			effective on both ends of an NBA court.  The Nets are coming off an 
			embarrassing 12-win season, so Favors won't have any trouble finding 
			minutes on the floor.  Offensively, he is a little bit raw and will 
			probably score the bulk of his points on put-backs and dunks.  But, he 
			is only 18-years old so his offense will most certainly improve.  
			Defensively, he should help the Nets immediately with his length and 
			athletic ability.  Teamed with Brook Lopez, New Jersey has an impressive
			young frontcourt for the future.- Brian Cerone
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/derrick-favors-hd.jpeg&quot; alt=&quot;Derrick Favors&quot; title=&quot;Derrick Favors&quot; height=&quot;127&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;even&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #135589; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/timberwolves.gif&quot; alt=&quot;Minnesota&quot; title=&quot;Minnesota&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;102&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;4. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/wesley-johnson&quot;&gt;Wesley Johnson&lt;/a&gt;
			&lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-7 | 206 | SF | Syracuse | 22&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			Minnesota won 15 games last year, so they are 
			in no position to be drafting players on need.  Instead, they took the 
			best player available in Wesley Johnson, who will step in and get major 
			minutes right away for the Timberwolves.  Johnson is athletic and 
			extremely long for a small forward (7'0 wingspan).  He could develop 
			into an elite defender, guarding multiple positions.  Offensively, he is
			a future 15-18 ppg player because he can shoot the three and also is 
			nifty getting to the hoop. I like how they have to point out Doug 
			Collins is a great coach.  Really?  I thought he just got fired all the 
			time for kicks. Also, thereâ&amp;euro;&amp;trade;s a 90% chance he woke up an hour before 
			the draft and frantically scrambled to get dressed it would explain the 
			custard shirt, red tie, and Partridge family pajama pants.- Brian Cerone
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/wesley-johnson-hd_0.jpg&quot; alt=&quot;Wesley Johnson&quot; title=&quot;Wesley Johnson&quot; height=&quot;140&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;odd&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #ced3d6; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/kings_logo.gif&quot; alt=&quot;Sacramento&quot; title=&quot;Sacramento&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;95&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;5. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/demarcus-cousins&quot;&gt;DeMarcus Cousins&lt;/a&gt;
			&lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-11 | 292 | PF/C | Kentucky | 19&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			Kings' GM Geoff Petrie elected to use his 
			high lottery selection to take the best John Calipari-coached talent 
			available, yet again. It seemed to work out alright last season, with 
			Tyreke Evans taking home the Rookie of the Year trophy. Cousins has that
			type of talent and could eventually develop into a perennial All-Star, 
			thanks primarily to his high-percentage shooting and rebounding numbers.
			However, his sour attitude and questionable work ethic could turn him 
			into Eddy Curry: The Sequel. Cousins, showning a sense of style, came 
			color-coded to the Kings with a flashy purple dress shirt. -Nick 
			Prevenas
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/demarcus-cousins-hd.jpeg&quot; alt=&quot;DeMarcus Cousins&quot; title=&quot;DeMarcus Cousins&quot; height=&quot;145&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;even&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #fcca2b; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/warriors_0.gif&quot; alt=&quot;Golden St.&quot; title=&quot;Golden St.&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;95&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;6. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/ekpe-udoh&quot;&gt;Ekpe Udoh&lt;/a&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-10 | 237 | PF | Baylor | 23&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			The Golden State Warriors went with an older 
			(23) potential pick. Ekpe Udoh will attempt to protect the rim for the 
			Warriors.  He blocked 3.7 shots per game last year for Baylor.  He is 
			also an excellent rebounder on both ends of the court.  Offensively, he 
			is a work in progress, but improving.  Only 2 years ago, he was 
			averaging as little as 6 points a game for the Michigan Wolverines. He 
			had his average up to almost 14 ppg this past season, and it will only 
			keep improving as he matures. The Warriors may ultimately wish they had 
			taken Monroe or Aminu here. -Brian Cerone
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/ekpe-udoh-hd.jpeg&quot; alt=&quot;Ekpe 
			Udoh&quot; title=&quot;Ekpe Udoh&quot; height=&quot;145&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt; 
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;odd&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #f5022e; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/pistons_logo.gif&quot; alt=&quot;Detroit&quot; title=&quot;Detroit&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;78&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;7. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/greg-monroe&quot;&gt;Greg Monroe&lt;/a&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-11 | 247 | PF/C | Georgetown | 20&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			Despite rumors of bad workouts, Greg Monroe 
			still goes fairly high.  He's got the kind of big guy intangibles that 
			aren't teachable.  The concern with Monroe is if he will puts in the 
			work and shows up consistently.  At times he was dominant and other 
			times didn't assert himself the way a star should.  At times Georgetown 
			could beat anybody with Monroe carrying them on his back, and then 
			there'd be a game like the 1st round loss to Ohio.  Still, this is the 
			best pick the Pistons could have made at this point.  -Seth Sommerfeld
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/greg-monroe-hd_0.jpg&quot; alt=&quot;Greg Monroe&quot; title=&quot;Greg Monroe&quot; height=&quot;148&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt; 
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;even&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #0445ad; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/clippers_logo.gif&quot; alt=&quot;LA
			Clippers&quot; title=&quot;LA Clippers&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;72&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;8. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/al-farouq-aminu&quot;&gt;Al-Farouq Aminu&lt;/a&gt;
			&lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-8 | 216 | SF | Wake Forest | 19&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			The Clippers had lots of money come off the 
			books at the end of the season, so depending on who re-signs, there 
			could be plenty of minutes for Al-Farouq Aminu next season.  The sky is 
			the limit for Aminu.  He is a top-notch athlete with great length and 
			size.  Should be able to play both the wing and in the post at times in 
			the NBA because he can really rebound the basketball.  His jumper is 
			shaky at times and needs improvement, but the Clippers could have a 
			future star with this pick.- Brian Cerone
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/al-farouq-aminu-hd.jpg&quot; alt=&quot;Al-Farouq Aminu&quot; title=&quot;Al-Farouq Aminu&quot; height=&quot;145&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;odd&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #032048; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/jazz.gif&quot; alt=&quot;Utah&quot; title=&quot;Utah&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;50&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;9. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/gordon-hayward&quot;&gt;Gordon Hayward&lt;/a&gt;
			&lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-8 | 211 | SF | Butler | 20&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			Gordon Hayward is going to be beloved in Utah.
			He has the versatility and size to play both the 2 and the 3 in the 
			pros and the Jazz aren't particularly strong at either position (though 
			hes better suited as an NBA SG).  He'll add offensive variety to Sloan's
			rotation right away and is a solid defender.  Kyle Korver step aside 
			there's a new darling in Utah. -Seth Sommerfeld
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/gordon-hayward-hd.jpeg&quot; alt=&quot;Gordon Hayward&quot; title=&quot;Gordon Hayward&quot; height=&quot;145&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;even&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #03203f; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/pacers_logo.gif&quot; alt=&quot;Indiana&quot; title=&quot;Indiana&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;76&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;10. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/paul-george&quot;&gt;Paul George&lt;/a&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-9 | 214 | SF | Fresno St. | 20&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			The Pacers have a huge hole at point guard, so
			obviously, they take a wing player that duplicates what their franchise
			player (Danny Granger) already does. This could signify a trade. On the
			bright side, Paul George has serious potential with a Tracy 
			McGrady-like skill-set at his size (6-foot-8, 215). He's a late-bloomer 
			with plenty of room to improve. It'll be bad news, however, if we see 
			George blow out a candle on a cupcake in the Slam Dunk Contest. But 
			Indiana needed to swing for the fences with this pick, and George has 
			the most upside at this point of the draft. -Nick Prevenas
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/paul-george-hd.jpeg&quot; alt=&quot;Paul George&quot; title=&quot;Paul George&quot; height=&quot;145&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt; 
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;odd&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #00888d; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/hornets_logo.gif&quot; alt=&quot;New
			Orleans&quot; title=&quot;New Orleans&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;95&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;11. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/cole-aldrich&quot;&gt;Cole Aldrich&lt;/a&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-10 | 236 | C | Kansas | 21&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			Aldrich was thought to be a top-5 pick coming 
			into college basketball last season.  The Thunder add another young  
			player in one position where they lacked depth.  Aldrich is very long 
			and not afraid to get physical.  Offensively, he probably will never be a
			go-to guy, and will need to improve, but playing with Kevin Durant 
			makes that easy to accept for the Thunder.  And even though his 
			sling-shot free throw is painful to watch, he actually converts at a 
			decent rate (73%).- Brian Cerone
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/cole-aldrich-hd_0.jpeg&quot; alt=&quot;Cole Aldrich&quot; title=&quot;Cole Aldrich&quot; height=&quot;145&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt; 
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;even&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #728fb7; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/grizzlies_logo.gif&quot; alt=&quot;Memphis&quot; title=&quot;Memphis&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;82&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;12. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/xavier-henry&quot;&gt;Xavier Henry&lt;/a&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-6 | 210 | SG | Kansas | 19&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			The Grizzlies could use more scoring options 
			and guard depth, and Xavier Henry fills both needs. If the team is 
			unable to sign Rudy Gay, Henry will replace some of his offense with his
			combination of shooting and athleticism.  He must become more 
			consistent, but if he puts it all together we'll look back at this pick 
			as a teal.  Also he led Jay Bilas to have the best quote of the draft so
			far, &quot;He's mostly left handed which is just glorious. -Seth Sommerfeld
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/xavier-henry-hd_0.jpg&quot; alt=&quot;Xavier Henry&quot; title=&quot;Xavier Henry&quot; height=&quot;154&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt; 
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;odd&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #c50040; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/raptors_logo.gif&quot; alt=&quot;Toronto&quot; title=&quot;Toronto&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;85&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;13. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/ed-davis&quot;&gt;Ed Davis&lt;/a&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-10 | 227 | PF | North Carolina | 21&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			The Raptors obviously believe that Chris Bosh 
			is hitting the road, so they're shoring up that power forward spot with 
			the 6-foot-10 Ed Davis. He was a projected top-five pick before this 
			season started, but after a dismal season at North Carolina (where the 
			Tar Heels missed the NCAA Tournament), his stock slipped.He has no real 
			post moves to speak of, but he can grab some boards and play some 
			defense (unlike frontcourt mates Hedo Turkoglu and Andrea Bargnani). A 
			real boom-or-bust pick, but it'll take 2-3 years to judge Davis' true 
			value. -Nick Prevenas
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/ed-davis-hd.jpeg&quot; alt=&quot;Ed 
			Davis&quot; title=&quot;Ed Davis&quot; height=&quot;157&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt; 
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;even&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #ffffff; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/rockets_logo.gif&quot; alt=&quot;Houston&quot; title=&quot;Houston&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;105&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;14. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/patrick-patterson&quot;&gt;Patrick 
			Patterson&lt;/a&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-9 | 240 | PF | 
			Kentucky | 21&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			Patterson really 
			expanded his game last year at Kentucky.  His first two years he was 
			strictly a post player.  Last season he was knocking down 3s with 
			regularity.  His biggest strength is his physical nature.  Patterson has
			had an NBA body for years now.  With his versatility, and the Houston 
			Rockets constant injury problems, he should find minutes right away for 
			the Rockets, and instantly provide them with some youth and energy. 
			-Brian Cerone
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/patrick-patterson-hd.jpeg&quot; alt=&quot;Patrick Patterson&quot; title=&quot;Patrick Patterson&quot; height=&quot;145&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt; 
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;odd&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #2a4d37; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/bucks06_logo.gif&quot; alt=&quot;Milwaukee&quot; title=&quot;Milwaukee&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;101&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;15. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/larry-sanders&quot;&gt;Larry Sanders&lt;/a&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-10 | 222 | PF/C | VCU | 21&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			The first pick outside of the lottery adds 
			some much needed depth to the Bucksâ&amp;euro;&amp;trade; front line.  Larry Sanders does a
			little bit of everything right, but lacks a single elite skill.  His 
			ceiling isnâ&amp;euro;&amp;trade;t particularly high, but he is likely to be a solid pro 
			for years to come â&amp;euro;&amp;ldquo; heâ&amp;euro;&amp;trade;s the type of player that will continue to 
			help a rising young team with consistency.  Maybe he wonâ&amp;euro;&amp;trade;t put the 
			fear in â&amp;euro;&amp;oelig;Fear the Deerâ&amp;euro; but he wonâ&amp;euro;&amp;trade;t frighten his own fans either.
			-Seth Sommerfeld
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/larry-sanders-hd_0.jpg&quot; alt=&quot;Larry Sanders&quot; title=&quot;Larry Sanders&quot; height=&quot;158&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;even&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #135589; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/timberwolves.gif&quot; alt=&quot;Minnesota&quot; title=&quot;Minnesota&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;102&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;16. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/luke-babbitt&quot;&gt;Luke Babbitt&lt;/a&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-9 | 218 | SF/PF | Nevada | 21&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			This pick has been shopped like crazy leading 
			up to the draft, and sources say the T-Wolves are shipping this pick to 
			Portland, who select Luke Babbitt. He's a deceptively strong athlete 
			(37-inch vert) with a terrific shooting stroke with NBA range and a high
			release point. He has a defined NBA position (SF) and should contribute
			from Day 1. He'll struggle defensively, but most rookies do.He would've
			been a nice fit in Minnesota, had they kept the pick. Look for him to 
			end up as a rich man's version of Mike Dunleavy. As for the T-Wolves, 
			they end up with Martell Webster in exchange for Babbitt and the 
			criminally underrated Ryan Gomes. David Kahn strikes again. Look for the
			remaining Minnesota ticket-holders to stage a France-style mutiny until
			Kahn is fired. -Nick Prevenas
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/luke-babbitt-hd_0.jpg&quot; alt=&quot;Luke Babbitt&quot; title=&quot;Luke Babbitt&quot; height=&quot;130&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt; 
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;odd&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #195589; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/wizards_logo.gif&quot; alt=&quot;Washington&quot; title=&quot;Washington&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;66&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;17. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/kevin-seraphin&quot;&gt;Kevin Seraphin&lt;/a&gt;
			&lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-9 | 263 | PF/C | France | 20&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			Surprising selection here which was probably 
			made looking at the big picture for the Chicago Bulls.  All the major 
			franchises in this yearâ&amp;euro;&amp;trade;s free agency class are trying to clear as 
			much cap space as possible right now.  By drafting a foreign player like
			Seraphin, the Bulls can leave him overseas for a year or two, and not 
			take on anymore cap space, especially for a guy who likely will not make
			it into the rotation next year anyways.  All that being said, Seraphin 
			has an excellent frame for the NBA and is very explosive offensively.  
			But, he is probably two years away from being ready.- Brian Cerone
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/kevin-seraphin-hd2.jpg&quot; alt=&quot;Kevin Seraphin&quot; title=&quot;Kevin Seraphin&quot; height=&quot;142&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;even&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #f05134; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/thunder-logo.gif&quot; alt=&quot;Oklahoma Cty&quot; title=&quot;Oklahoma Cty&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;57&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;18. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/eric-bledsoe&quot;&gt;Eric Bledsoe&lt;/a&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-1 | 192 | PG/SG | Kentucky | 19&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			Eric Bledsoe goes from OKC to the Clippers via
			trade.  Thatâ&amp;euro;&amp;trade;s got to be exciting for his lifestyle, depressing for 
			the hoops reality.  Bledsoe has serious upside, but heâ&amp;euro;&amp;trade;s essentially 
			taken a year off from playing PG (thanks to John Wall), so itâ&amp;euro;&amp;trade;s hard 
			to read him.  He could turn out to be Russell Westbrook type of quickly 
			developing project if everything goes well. -Seth Sommerfeld
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/eric-bledsoe-hd.jpeg&quot; alt=&quot;Eric Bledsoe&quot; title=&quot;Eric Bledsoe&quot; height=&quot;145&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt; 
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;odd&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #017c51; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/celtics_logo.gif&quot; alt=&quot;Boston&quot; title=&quot;Boston&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;95&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;19. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/avery-bradley&quot;&gt;Avery Bradley&lt;/a&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-3 | 180 | SG | Texas | 19&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			The Eastern Conference champs are in a serious
			state of flux. The Celts are in desperate need of an infusion of youth,
			which Avery Bradley will bring. He's the best perimeter defender in the
			draft, but a bit of a tweener (not a real point guard, not tall enough 
			to play full-time 2-guard) and a lousy outside shooter.Much like 
			teammate Rajon Rondo, he struggles at the free-throw line far too much 
			for a guard. Still, Bradley is a terrific athlete and will earn minutes 
			right away as a lockdown defender. A Rondo-Bradley backcourt immediately
			becomes the NBA's best perimeter-defensive tandem. Plus, he fills the 
			Celtics quota for &quot;guards with two first names&quot; in case Ray Allen 
			departs. -Nick Prevenas
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/avery-bradley-hd.jpeg&quot; alt=&quot;Avery Bradley&quot; title=&quot;Avery Bradley&quot; height=&quot;155&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;even&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #000000; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/spurs.gif&quot; alt=&quot;San 
			Antonio&quot; title=&quot;San Antonio&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;50&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;20. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/james-anderson&quot;&gt;James Anderson&lt;/a&gt;
			&lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-6 | 208 | SG | Oklahoma State | 21&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			James Anderson is one of the better shooters 
			in this draft. He falls to the Spurs here who are in need of youth and 
			energy at the wing.  Anderson has an NBA body already and good size for 
			his position.  He proved that he could score at a high and efficient 
			pace at the college level.  If injuries continue for Ginobili and Parker
			next year, Anderson could find himself playing a good amount of 
			minutes. - Brian Cerone
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/james-anderson-hd_0.jpg&quot; alt=&quot;James Anderson&quot; title=&quot;James Anderson&quot; height=&quot;150&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;odd&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #f05134; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/thunder-logo.gif&quot; alt=&quot;Oklahoma Cty&quot; title=&quot;Oklahoma Cty&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;57&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;21. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/craig-brackins&quot;&gt;Craig Brackins&lt;/a&gt;
			&lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-10 | 229 | PF | Iowa St. | 22&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			Craig Brackins is headed to New Orleans in the
			Aldrich deal. His stock fell dramatically over the past year, but in 
			the end it climbed back up. There's a reason. He can face the basket and
			score, especially impressive for a guy of his size. He's not a low post
			bruiser, instead a finesse guy that spreads the floor even back beyond 
			the arc.  However, in order to be the impact player scouts once thought 
			he could be, he needs to commit to the defensive end of the floor, where
			he's been very lax at times. Bilas claims he can do &quot;flips and tricks&quot; 
			on a skateboard. According to SI, Craig Brackins will soon announce a 
			multi million dollar shoe deal with VANS! -Seth Sommerfeld
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/craig-brackens-hd_0.jpg&quot; alt=&quot;Craig Brackins&quot; title=&quot;Craig Brackins&quot; height=&quot;158&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;even&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #000000; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/portland_trailblazers.gif&quot; alt=&quot;Portland&quot; title=&quot;Portland&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;104&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;22. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/elliot-williams&quot;&gt;Elliot Williams&lt;/a&gt;
			&lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-4 | 180 | SG | Memphis | 21&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			After fleecing David Kahn, Portland GM Kevin 
			Pritchard (at least for the next couple hours) take Memphis' Elliot 
			Williams, who shined after transferring from Duke. He's a bit short 
			(6-foot-4) for the 2-guard spot, but he's got that Jay Bilas-approved 
			length and he's quite versatile. Think of Williams as a pre-injury Larry
			Hughes (back when he was useful and not a salary-cap albatross).The 
			real story here is Pritchard conducting this draft as a lame-duck GM. 
			He's been one of the league's best GMs and kept his team playoff-bound 
			despite the injury woes Portland faced. Pritchard will be hired by 
			another team as soon as the firing becomes official. Portland will 
			struggle mightily to replace him. -Nick Prevenas
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/elliot-williams-hd.jpeg&quot; alt=&quot;Elliot Williams&quot; title=&quot;Elliot Williams&quot; height=&quot;142&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;odd&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #135589; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/timberwolves.gif&quot; alt=&quot;Minnesota&quot; title=&quot;Minnesota&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;102&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;23. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/trevor-booker&quot;&gt;Trevor Booker&lt;/a&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-7 | 236 | PF | Clemson | 22&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			Booker is a work-horse as physical as anyone 
			in the draft, but this is the biggest reach of the draft so far tonight.
			He got it done at the college level in the paint at about 6â&amp;euro;&amp;trade;7 
			(maybe).  He will be really undersized in the NBA and he doesnâ&amp;euro;&amp;trade;t have 
			the skill set to play small forward.   It looks like this pick will be 
			moved to Washington, who lacks depth in the post.  -Brian Cerone
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/trevor-booker-hd_0.jpeg&quot; alt=&quot;Trevor Booker&quot; title=&quot;Trevor Booker&quot; height=&quot;145&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;even&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #e2383f; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/atlanta_hawks.gif&quot; alt=&quot;Atlanta&quot; title=&quot;Atlanta&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;50&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;24. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/damion-james&quot;&gt;Damion James&lt;/a&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-7 | 227 | SF | Texas | 22&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/damion-james-hd_0.jpg&quot; alt=&quot;Damion James&quot; title=&quot;Damion James&quot; height=&quot;139&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt; 
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;odd&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #728fb7; width: 95px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/team_logos/grizzlies_logo.gif&quot; alt=&quot;Memphis&quot; title=&quot;Memphis&quot; class=&quot;team-logo&quot; height=&quot;82&quot; width=&quot;95&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt;
			&lt;h3&gt;25. &lt;a href=&quot;http://www.nbadraft.net/players/dominique-jones&quot;&gt;Dominique Jones&lt;/a&gt;
			&lt;span style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt; | 6-4 | 216 | SG | South Florida | 21&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
			&lt;div style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;
			Dominique Jones is one of the best pure 
			scorers in the draft (21 ppg) and he can get his points from all over 
			the floor. He's one of those herky-jerky guys who muscles his way to the
			bucket and scores in a variety of ways. He'll contribute immediately as
			a spark off the bench for the Grizzlies (the same sort of role Marcus 
			Thornton played for New Orleans last season), but he kind of duplicates 
			what they already have in OJ Mayo.However, on a team that is likely 
			going to need to replace Rudy Gay's scoring, the Grizz need all the 
			point producers they can find. Nice pick. -Nick Prevenas
			&lt;/div&gt;
			&lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-picture&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nbadraft.net/files/players/dominique-jones-hd_0.jpg&quot; alt=&quot;Dominique Jones&quot; title=&quot;Dominique Jones&quot; height=&quot;140&quot; width=&quot;105&quot; /&gt;&lt;/td&gt;
		&lt;/tr&gt;
		&lt;tr class=&quot;even&quot;&gt;
			&lt;td style=&quot;background: none repeat scroll 0% 0% #f05134; width: 95px&quot;&gt; &lt;/td&gt;
			&lt;td class=&quot;player-comments&quot;&gt; &lt;/td&gt;
		&lt;/tr&gt;
	&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;
 
&lt;/p&gt;
</description>
			<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 19:01:35 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Le Vie Del Draft Sono Infinite</title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1978/81/</link>
			<description>Uno sguardo in vista del draft che si terrà questa notte.
&lt;meta http-equiv=&quot;CONTENT-TYPE&quot; content=&quot;text/html; charset=utf-8&quot; /&gt;
&lt;title&gt;&lt;/title&gt;
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--&gt;
&lt;/style&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Ormai
ci siamo, mancano poche ore a quella che da molti viene definita come
la notte dei sogni Nba. All&amp;rsquo;1,30 il commissioner David Stern
apparirà sul palco del Madison Square Garden per dare il via alle
scelte dei possibili prossimi campioni del futuro. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Un
draft che si preannuncia di buon livello arricchito da 2 possibili
superstar quali sono John Wall ed Evan Turner. Proviamo a fare
un&amp;rsquo;analisi delle possibili scelte del primo turno, cosa non
facilissima tenendo conto delle trade e dei rumors dell&amp;rsquo;ultima ora.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;TRADE
CONCLUSE:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; line-height: 100%&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Dalembert
	dai 76ers ai Kings in cambio di Hawes e Nocioni;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; line-height: 100%&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Portland
	prende la scelta numero 34 da Golden State in cambio della 44 e di
	soldi;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; line-height: 100%&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Golden
	State scambia la scelta numero 44 e Corey Maggette per Charlie Bell
	e Dan Gadzuric dei Bucks;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; line-height: 100%&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Minnesota
	cede la scelta numero 16 a Memphis in cambio della numero 25 e 28;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; line-height: 100%&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Oklahoma
	City acquista la scelta numero 18 da Miami e Daequan Cook in cambio
	della 32;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; line-height: 100%&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;I
	New Jersey Nets cedono Chris Douglas-Roberts a Milwaukee in cambio
	di una seconda scelta dei Bucks al draft 2012.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Rudy
	Fernandez e la scelta numero 22 a Toronto in cambio della scelta
	numero 13;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;RUMORS
&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Pare
che Danny Ainge stia valutando due alternative.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;La
	prima è quella di acquisire una scelta alta al draft o un giocatore
	già pronto dando in cambio la numero 19 e Kendrick Perkins. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;La
	seconda voce che circola è quella che da i Celtics vicini a
	scambiare la scelta numero 19 con Memphis in cambio della numero 25
	e numero 28 oppure con i Nets in cambio della 27 e della 31.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Per
quanto riguarda le altre franchigie, molte voci danno sul mercato
Chris Paul degli Hornets e Al Jefferson di Minnesota.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;I
Bulls stanno provando a scambiare Luol Deng e la scelta numero 17 con
i Clippers in cambio della 8.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;L&amp;rsquo;ICP
MOCK DRAFT&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Guardando
un po&amp;rsquo; i mock draft presenti sulla rete e valutando le ultime trade
questo potrebbe essere il possibile ordine di scelta questa notte:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Washington
	Wizards&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;:
	&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #0000ff&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;a href=&quot;http://ncaaprospects.playitusa.com/?p=24&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;JOHN
	WALL&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
	(PG, Kentucky)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Prima
scelta indiscussa considerate le potenzialità di questo play da
Kentucky. Potrebbe formare una coppia tanto anomala quanto intrigante
di combo guard con Arenas così come potrebbe spingere i Wizards a
cedere number 0 (magari ai Knicks?). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Derrick Rose;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;2&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Philadelphia
	76ers&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;:
	&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #0000ff&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;a href=&quot;http://ncaaprospects.playitusa.com/?p=27&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;EVAN
	TURNER&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
	(SG, Ohio State)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Altra
scelta non in discussione. Turner è l&amp;rsquo;unico prospetto di questo
draft che potrebbe insidiare la numero 1 a Wall. I 76ers non se lo
lasceranno scappare. Da valutare la coesistenza con Iguodala che
infatti molti rumors danno sul mercato. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Brandon Roy&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;3&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;New
	Jersey Nets&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;:
	&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #0000ff&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;a href=&quot;http://ncaaprospects.playitusa.com/?p=41&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;DERRICK
	FAVORS&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
	(PF/C, Georgia Tech)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Dopo
le due stelle di questo draft iniziano i possibili dubbi. I Nets,
delusi dalla lottery, potrebbero anche scambiare questa scelta ma se
così non fosse l&amp;rsquo;obiettivo è affiancare un lungo a Brook Lopez. I
favori del pronostico vanno sul lungo di Georgia Tech ma attenzione
anche a Greg Monroe da Georgetown. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Amare Stoudemire&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;4&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Minnesota
	Timberwolves&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;:
	&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #0000ff&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;a href=&quot;http://ncaaprospects.playitusa.com/?p=36&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;WESLEY
	JOHNSON&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
	&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;(SF,
	Syracuse)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;I
Twolves sono una vera incognita in questo draft. Hanno tantissime
scelte nel primo giro, ed un Al Jefferson dato sul mercato. Fino
all&amp;rsquo;ultimo momento potrebbero esserci sorpese ma al momento la
possibile scelta alla numero 4 ricade sull&amp;rsquo;ala piccola di Syracuse
in considerazione del fatto che Minnesota necessita di un'ala che
abbia punti nelle mani. Wesley Johnson, risponde esattamente a queste
caratteristiche. Se dovesse essere tradato Jefferson e/o Flynn tutto
potrebbe cambiare. Ci sbilanciamo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;Da
tenere d&amp;rsquo;occhio Monroe e Cousins. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Shawn Marion&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;5&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Sacramento
	Kings: &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;DEMARCUS
	COUSINS&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
	(C, Kentucky)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Quasi
tutti i mock draft a questo punto danno i Kings su Cousins. L&amp;rsquo;arrivo
in California potrebbe di Dalembert potrebbe però riservare qualche
sorpresa. Se la scelta cadesse su DeMarcus, si punterebbe ad un
inserimento graduale del centro di Kentucky considerata
l&amp;rsquo;affollamento nel settore lunghi della squadra di Sacramento.
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Al Jefferson&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;6&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Golden
	St&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;ate
	Warriors: &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;GREG
	MONROE&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
	(PF, Georgetown)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Scelta
molto difficile da pronosticare. Se si dovesse valutare il talento
ecco pronta l&amp;rsquo;ala di Georgetown. Giocatore di un&amp;rsquo;intelligenza
unica in questo draft. Tra l&amp;rsquo;altro un&amp;rsquo;ala forte da affiancare a
Biedrins è proprio quello che serve ai Warriors non pienamente
soddisfatti di Randolph. Attenzione però  alle follie di Don Nelson
che potrebbe optare per una ala piccola (Aminu?). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Chris Webber&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;7&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Detroit
	Pistons&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;:
	&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;EKPE
	UDOH&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
	(PF, Baylor) &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Detroit
ha bisogno come il pane di un lungo forte. A questo punto del draft
verrà scelto il giocatore più pronto. Se non ci saranno sorprese
nelle scelte alte la possibilità più concreta potrebbe essere il
ragazzo di origini nigeriane che dopo aver fatto vedere ottime cose
nell&amp;rsquo;ultimo anno, sta stupendo un po&amp;rsquo; tutti nei workout un po&amp;rsquo;
come lo scorso anno fece Tyreke Evans. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
PJ Brown&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;8&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Los
	Angeles Clippers: &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #0000ff&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;a href=&quot;http://www.playitusa.com/articolo.php?id=10597&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;AL-FAROUQ
	AMINU&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;
	(SF/PF, Wake Forest)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Scelta
che gli ultimi rumors darebbero in direzione Chicago quindi difficile
fare previsioni. I Clippers sono alla ricerca di un'ala piccola e con
Aminu troverebbero un giocare adattabile in tutti i ruoli dal 2 al 4.
Giocatore non ancora pronto offensivamente ma fortissimo a rimbalzo
ed in difesa e con grandissimo potenziale. Se però i Clippers
dovessero scambiare la scelta con Deng, ecco che i Bulls potrebbero
puntare ad un altro tipo di giocatore. Scelta indicativa anche in
chiave mercato free agent perché Chicago se da via Deng può puntare
a due big (in lizza Bosh, Boozer, Amare, Lebron e Wade) che con Rose
e Noah la renderebbero da subito una contender. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Josh Smith&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;9&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	 &lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Utah
	Jazz (via Phoenix, New York&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;)
	&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #0000ff&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;a href=&quot;http://ncaaprospects.playitusa.com/?p=30&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;COLE
	ALDRICH&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
	(C, Kansas)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;I
Jazz che perderanno Boozer hanno assoluto bisogno di mettere
centimetri all&amp;rsquo;interno dell&amp;rsquo;area. Aldrich corrisponde
all&amp;rsquo;identikit anche se il centro di Kansas potrebbe essere uno dei
delusi della notte. Le sue quotazioni sono infatti in discesa. Buon
difensore con mani piuttosto educate in attacco. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Brendan Haywood&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;10&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Indiana
	Pacers:  &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;ED
	DAVIS&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
	(PF, North Carolina) &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Altra
scelta sul mercato. Molte franchigie stanno cercando la scalata. Ci
ha provato Minnesota offrendo Flynn ma attenzione ai Thunder che dopo
aver acquisito la numero 18 potrebbero scambiarla insieme a Maynor
per arrivare al lungo che completerebbe la squadra. Il prodotto di
UNC ha un grandissimo potenziale (fortissimo a rimbalzo) unito ad
un'etica lavorativa da big. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Al Horford&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;11&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;New
	Orleans Hornets: &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;PAUL
	GEORGE&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
	(SF, Fresno State)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Scelta
in bilico così come il futuro di Chris Paul. Ci sbilanciamo su Paul
George, eccellente tiratore da 3 che completerebbe il roster. Tra
l&amp;rsquo;altro George, ha impressionato tutti nei workout pre-draft ed il
suo nome sta scalando le posizioni. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Wilson Chandler&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;12&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Memphis
	Grizzlies&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
	&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;PATRICK
	PATTERSON&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
	(PF, Kentucky) &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;I
Grizzlies sono un&amp;rsquo;incognita. Se dovesse andare via Gay punterebbero
ad un&amp;rsquo;ala piccola ma tenendo conto del roster attuale ciò che
serve è un lungo capace di dare il cambio a Gasol e Randolph in
attesa dell&amp;rsquo;esplosione di Thabeet. Patterson potrebbe fare al caso
loro. Attenzione però alle sorprese. Non mi stupirei di veder
chiamare alla 12 Henry, Hayward o addirittura Damion James. 
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Carl Landry&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;13&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Portland
	Trail Blazers (Via &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Toronto
	Raptors): &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #0000ff&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.playitusa.com/articolo.php?id=10536&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: none&quot;&gt;&lt;b&gt;GORDON
	HAYWARD&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
	(SF, Butler)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Portland
ha sacrificato Rudy Fernandez per salire alla 13. Segno che vogliono
assolutamente un giocatore in particolare. Considerato il quintetto
dei Trail Blazers secondo me o puntano su un lungo forte in grado di
sostituire il fragile Oden o, ed è più probabile, si cerca un ala
piccola. A questo punto il migliore del lotto potrebbe essere il
bianco dell&amp;rsquo;Indiana assoluto protagonista nell'ultimo torneo NCAA.
QI cestistico elevatissimo, capacità offensive innate. È in grado
di crearsi un tiro da solo con il palleggio arresto e tiro oppure
creare per i compagni. Dovrà mettere su chili ma il potenziale è
unico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;
Comparison: Mike Miller&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;14&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Houston
	Rockets: &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;HASSAN
	WHITESIDE&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
	(C, Marshall) &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Houston
dovrebbe cercare di aggiungere un lungo al suo roster con questa
scelta. Whiteside potrebbe essere l&amp;rsquo;idea della dirigenza per
aumentare la longevità fisica della squadra portando stazza, difesa
e potenziale. Preoccupa però il carattere del ragazzo apparso un po&amp;rsquo;
troppo sicuro di sé. Nelle interviste pre-draft si è addirittura
accostato a Olajuwon. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Samuel Dalembert&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;15&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Milwaukee
	Bucks (via Chicago Bulls):  &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;XAVIER
	HENRY&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
	(SG, Kansas) &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;I
Bucks in attesa di conoscere le decisioni di Redd sul proprio futuro
potrebbero affidarsi proprio a quello che sembrerebbe il suo clone
naturale. Una guardia tiratrice, che potrebbe giocare al fianco di
Jennings, con eccellente tiro da fuori e un corpo che sembra essere
già adesso pronto per una stagione NBA. Uno dei giocatori con i
margini di miglioramento più ampi del lotto, Henry potrebbe
rivelarsi una bellissima sorpresa. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Michael Redd&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;16&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Memphis
	Grizzlies (via Timberwolves, Denver, Charlotte): &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;JAMES
	ANDERSON&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
	(SG/SF, Oklah. St)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Grande
sorpresa dell&amp;rsquo;anno universitario, Anderson è una macchina da punti
molto completa. È un giocatore capace di tirare in tutte le
situazioni, da fuori ed in penetrazione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Marcus Thornton&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;17&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Chicago
	Bulls (via Milwaukee Bucks): &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;QUINCY
	PONDEXTER&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;
	(SF, Washington)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Come
detto questa scelta potrebbe essere scambiata con i Clippers. Se però
restasse ai Bulls, è possibile che ricada su un giocatore molto
solido, sia a livello fisico che mentale, come Pondexter.  ala
piccola molto atletica, buono a rimbalzo ed in difesa. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Jared Dudley&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;18&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Oklahoma
	City Thunder (via &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Miami
	Heat): &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;DANIEL
	ORTON&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
	(C, Kentucky)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Scelta
che, come detto prima, potrebbe essere scambiata con i Pacers i quali
a questo punto potrebbero puntare su Bradley. Se però a scegliere
dovessero essere i Thunder si andrebbe sul miglior lungo ancora
disponibile. Gli indizi portano sul prodotto di Kentucky. Giocatore
non ancora pronto ma sul quale è possibile lavorare per il futuro.
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Kendrick Perkins&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;
&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;19&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;color: #00b050&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;BOSTON
	CELTICS&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #00b050&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;:
	LUKE BABBITT (SF, Nevada)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Mai
scelta fu tanto in discussione. Onestamente, considerato il materiale
che si può trovare alla 19 opterei per una trade. Questo credo sia
la stessa cosa che pensa Danny Ainge che vorrebbe utilizzarla o per
scalare il draft o per arrivare ad un giocatore già pronto. In
entrambi i casi aggiungendo qualcosa (le ultime voci parlano di
Perk). L&amp;rsquo;alternativa è scambiare questa scelta con 2 scelte più
alte. L&amp;rsquo;idea è chiara. Alla 19 non si trovano fenomeni, allora
magari puntiamo a prendere due scelte poco più alte (25 e 28 dei
Grizzlies o 27 e 31 dei Nets) che costano meno in termini di salary e
che potrebbero riempire maggiormente il roster. Se si sceglie alla 19
le opzioni sono tante. Un lungo per sostituire Perk e Sheed o una
guardia/ala per dare il cambio a Ray e Paul. O, addirittura, un
cambio per Rondo. Io onestamente andrei su Luke Babbit, ala bianca
con ottimo tiro da fuori capace di dare un contributo importante sin
da subito. In alcuni mock viene dato molto in alto segno che il
potenziale c&amp;rsquo;è. L&amp;rsquo;alternativa più credibile potrebbe essere
Damion James. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Ryan Anderson&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;20&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;San
	Antonio Spurs:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;
	AVERY BRADLEY&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;
	(PG/SG, Texas) &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Gli
speroni come al solito cercheranno lo steal del draft. Ed a questo
punto il giocatore con più potenziale dovrebbe essere &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Avery
Bradley, play/guardia atletica con grossi margini di miglioramento.
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Russell Westbrook&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;21&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Oklahoma
	City Thunder: &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;STANLEY
	ROBINSON&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
	(SF, Connecticut)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Dopo
aver scelto un lungo (con la 18 o con la 10), i Thunder dovrebbero
andare su un&amp;rsquo;ala piccola che sappia amalgamarsi con i vari Harden,
Durant e Green. L&amp;rsquo;identikit perfetto sarebbe un gran difensore.
Ecco &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Stanley
Robinson, grande atleta ancora acerbo offensivamente, ma che in
difesa è pronto da subito a fare la differenza. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Gerald Wallace&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;22&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Toronto
	Raptors (via &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Portland
	Trail Blazers): &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;LARRY
	SANDERS&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
	(PF/C, VCU) TEXAS)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Scelta
che arriva dalla trade Fernandez. A mio parere, Toronto che perderà
Bosh necessita di un lungo. Larry Sanders potrebbe essere la presenza
fisica da buttare nella propria area al fianco di Andrea Bargnani. Il
prototipo del giocatore che fa dell'intimidazione e della fisicità
il suo punto di forza, Sanders è una macchina da rimbalzi e
stoppate. L&amp;rsquo;ideale da affiancare al nostro Andrea. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Theo Ratliff&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;23&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Minnesota
	Timberwolves (via Philadelphia, Utah): &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;DAMION
	JAMES&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
	(SF/PF, Texas)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Seconda
scelta al primo giro per i TWolves che potrebbero puntare sull&amp;rsquo;ala
da Texas. Con Damion James siamo davanti molto probabilmente al
giocatore più sottovalutato di tutto il draft. Giocatore
sottovalutato ma prontissimo per l&amp;rsquo;NBA. Gran difensore deve
migliorare offensivamente. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Matt Barnes&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;ol start=&quot;24&quot;&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Atlanta
	Hawks: &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;SOLOMON
	ALABI&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
	(C, Florida State)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;In
attesa di chiarire la posizione Johnson, i falchi potrebbero puntare
ad un lungo in grado di affiancare e/o sostituire Horford. Ecco
allora Alabi, presenza fisica impotente  in grado di controllare il
proprio tabellone ed essere un fattore in difesa. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Dikembe Mutombo&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;25.
Memphis&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
Grizzlies (via Denver Nuggets&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;):
ERIC BLEDSOE&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
(PG, Kentucky)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Serve
un cambio a Conley e Bledsoe potrebbe rivelarsi un ottimo giocatore
da panchina. A&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;tletismo,
velocità ed imprevedibilità offensiva sono le sue caratteristiche.
Manca un po&amp;rsquo; di ball handling ma il fisico non manca. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Mo Williams&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;26.
Oklahoma City Thunder (via Phoenix Suns)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;:
&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #0000ff&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.playitusa.com/articolo.php?id=10594&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: none&quot;&gt;&lt;b&gt;KEVIN
SERAPHIN&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
(C, Cholet)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Terza
scelta per i Thunder&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;
&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;che
a questo punto potrebbero puntare su un europeo da lasciare crescere.
Identikit che corrisponde al francese, bel prospetto in ottica
futura. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Ian Mahinmi&lt;br /&gt;
&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;27.
New Jersey Nets (via Dallas Mavericks): &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;DOMINIQUE
JONES&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;
(SG, South Florida) &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Grande
realizzatore con una incredibile fiducia in sé stesso. Può tirare
in tantissimi modi non disdegnando le penetrazioni. Il problema è il
fisico non eccelso e proprio per questo motivo potrebbe trasformarsi
in un playmaker. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Rodney Stuckey&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;28.
Memphis Grizzlies (via LA Lakers)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;:
&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;CRAIG
BRACKINS&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
(PF, Iowa State)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;La
più grossa delusione dell&amp;rsquo;anno NCAA. Sembrava destinato alla
lottery ma la pessima stagione di Iowa State ha evidenziato più i
difetti che i pregi di questo lungo dal gran fisico capace di segnare
anche da fuori&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;.
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Channing Frye&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;29.
Orlando Magic: &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;MIKAHIL
TORRANCE&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;
(PG/SG, Alabama)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;I
Magic, con i contratti in scadenza di Anthony Johnson e Jason
Williams, puntano ad un cambio di Jameer Nelson in cabina di regia.
Il draft offre poco a questo punto. Ci sbilanciamo su Mikahil
Torrance, play con buon fisico ed ottima visione di gioco.
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Javaris Crittenton&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;30.
Washington Wizards (via &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;Cleveland
Cavaliers): &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #210597&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;DEVIN
EBANKS&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;b&gt;
(SF/PF, West Virginia)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Dopo
John Wall i Wizards hanno un&amp;rsquo;altra scelta al primo giro. L&amp;rsquo;idea è
prendere un giocatore con potenziale &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;ed
Ebanks potrebbe essere il prospetto giusto. Atleticamente devastante
deve ancora lavorare sui fondamentali, soprattutto offensivi.
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;Comparison:
Jared Jeffries &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;&lt;b&gt;WORKOUT
DEI CELTICS&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Questi
i giocatori che hanno sostenuto dei provini con i Boston Celtics:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman,serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot;&gt;Marqus
Blakely, Avery Bradley, Keith Cothran, Jordan Crawford, Jordan
Eglseder, Paul George, Anthony Gurley, Lazar Hayward, Xavier Henry,
Damion James, Anthony Johnson, Dominique Jones, Tim Ohlbrecht, Omar
Samhan, AJ Slaughter, Tyler Smith, Ryan Thompson&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
</description>
			<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 13:43:11 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Il Giorno Dopo Dei Celtics</title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1977/81/</link>
			<description>Uno sguardo su quella che è la situazione di questi Celtics dopo l'esaltante post season. 
&lt;meta http-equiv=&quot;CONTENT-TYPE&quot; content=&quot;text/html; charset=utf-8&quot; /&gt;
&lt;title&gt;&lt;/title&gt;
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&lt;!--
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P { margin-bottom: 0.21cm }
--&gt;
&lt;/style&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
l triste epilogo di
questa stagione potrebbe forse essere l&amp;rsquo;inizio di una nuova era per
i nostri Celtics. Infatti la fatidica estate 2010, l&amp;rsquo;estate dei
free agent in cerca dei contratti della vita e delle franchigie che
cercano di dare una svolta vincente alla loro storia recente, rischia
di diventare l&amp;rsquo;estate più difficile per Danny Ainge dal momento in
cui è diventato GM.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/i_big_three.jpg&quot; alt=&quot;i_big_three.jpg&quot; title=&quot;i_big_three.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;410&quot; height=&quot;309&quot; /&gt;Al suo arrivo, dopo anni
di cocenti delusioni, fu infatti doveroso operare una drastica
rivoluzione, così come inevitabile, negli anni successivi, fu il
puntare su giovani di talento nella speranza di costruire una gruppo
di giocatori buoni per il futuro (per utilizzarli in squadra e/o in
trade). Nell&amp;rsquo;estate del 2007, dopo aver perso la possibilità di
prendere Oden o Durant,  Ainge fu quasi costretto a puntare su
veterani in cerca di successo, mandando all&amp;rsquo;aria il progetto
&amp;ldquo;futuro&amp;rdquo; e puntando tutto sul &amp;ldquo;presente&amp;rdquo;. Con il senno di poi
fu una grande decisione. In quell&amp;rsquo;estate del 2007, in molti davano
2-3 anni di margine alla squadra costruita intorno ai big three.
Ebbene, a distanza di 3 anni l&amp;rsquo;interrogativo che starà assillando
il buon Danny è: che si fa? Si rinnova la squadra o si tenta ancora
un anno con la speranza di ripuntare all&amp;rsquo;anello magari facendo leva
sul senso di rivincita che inevitabilmente circonderà la squadra
l&amp;rsquo;anno prossimo?
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
Mai decisione fu tanto
difficile&amp;hellip;  
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
Proviamo ad analizzare i
due possibili scenari che ho chiamato &amp;ldquo;del cuore&amp;rdquo; e &amp;ldquo;della
testa&amp;rdquo;. In entrambi i casi non ho tenuto conto di Sheed Wallace
che, dalle voci provenienti da oltre oceano, pare destinato al
ritiro.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;b&gt;LO SCENARIO DEL CUORE&lt;/b&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
Dopo una finale
combattutissima persa in gara 7 sembrerebbe quasi inevitabile
&amp;ldquo;riprovarci&amp;rdquo;. Per fare ciò bisogna tentare di rinnovare il
contratto di Ray Allen e di prendere sul mercato uno o due free agent
in grado di rendere ancor più competitiva la squadra. Ovviamente,
considerata la difficile situazione di cap in cui si trova la
squadra, sono necessarie due cose: 
&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	Il rinnovo di Ray a
	cifre non elevate (5-6 ml l&amp;rsquo;anno);
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	L&amp;rsquo;uscita
	dall&amp;rsquo;attuale contratto di Paul Pierce (player option da 21 ml  per
	il prossimo anno) ed immediato rinnovo a cifre inferiori (10 ml
	l&amp;rsquo;anno?) per i prossimi anni
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
Queste due operazioni,
sommate ai contratti in scadenza di Scal (3,4 ml), Daniels (1,9) ed
al contratto di Sheed (6,3 ml) consentirebbero ad Ainge di puntare ad
un buon free agent (fino a 7-8 ml l&amp;rsquo;anno) oltre ad un paio di
veterani in cerca di anello. I nomi a questo punto sono difficili da
fare. Considerato l&amp;rsquo;infortunio di Perk ed il ritiro di Sheed è
evidente che la squadra necessita di due lunghi. Per il resto, in
questo scenario sarebbe indispensabile rinnovare il contratto di Tony
(se si riuscisse con la Bird option alle cifre attuali sarebbe un
capolavoro) nonché trovare un degno sostituto di Rondo (magari
rifirmando Nate per un anno a cifre accettabili).  E per completare
il roster rendendolo a dir poco sensazionale, servirebbe come il pane
una guardia / ala con difesa e tiro da 3. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
Proviamo a fare un elenco
di free agent o potenziali free agent:
&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;Free
	agent &lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;fuori portata: Lebron James, Dwayne
	Wade, Amare Stoudemare, Carlos Boozer, Chris Bosh, Joe Johnson, Dirk
	Nowitzki&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	Free agent da 7-8 ml
	l&amp;rsquo;anno: Rudy Gay (anche se Memphis avrebbe la possibilità di
	pareggiare l&amp;rsquo;offerta), forse Jermaine O&amp;rsquo; Neill, T-Mac, Al
	Harrington, John Salmons
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;Free
	agent da 3-6 ml l&amp;rsquo;anno: Raja Bell, Luis Scola, Steve Black, Rasual
	Butler, Travis Outlaw, Luke Ridnour, Ben Wallace, Amir Johnson, Kyle
	Korver&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;, Mike Miller, Hakim Warrik, Brendan
	Haywood.&lt;/span&gt;
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;
	&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
	Free agent da
	prendere con l&amp;rsquo;opzione veterani: Brad Miller, Jamal Magloire,
	Rasho Nesterovic.
	&lt;/p&gt;
	&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
Intrigante l&amp;rsquo;opzione
Shaq. Considerato l&amp;rsquo;infortunio di Perk, chissà che non decida di
chiudere la propria carriere ai Celtics provando ad arrivare in
finale contro l&amp;rsquo;odiato Bryant? In questo caso tutte le opzioni
contrattuali sarebbero aperte, compreso un contratto da veterano.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
Se si scegliesse questa
soluzione è altresì evidente che al draft si punterà su un
giocatore che potrà da subito entrare nelle rotazioni senza badare
tanto al talento ed alla futuribilità.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
In questo scenario le mie
preferenze sarebbero Shaq centro, Travis Outlaw o Mike Miller per lo
spot (guardia-ala) e magari Steve Black come cambio di Rondo. Al
draft punterei alla 19 su Solomon Alabi (che pare aver ben
impressionato) che a quel punto potrebbe diventare il 4 lungo della
squadra in attesa del rientro di Perk.  Se poi si riuscisse ad
arrivare a Luke Babbit (lungo bianco con tiro da 3) sarebbe
fantastico anche se nei vari mock viene dato intorno alla 15.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
Sembrerebbe un ottimo
quadro che ci consentirebbe di ripuntare immediatamente al prossimo
anello, ma attenzione, decidere di percorrere questa strada bloccherà
inevitabilmente il mercato dei prossimi 2 anni. È evidente, infatti,
che sia Ray che Pierce firmeranno contratti di almeno 2-3 anni (in
particolare il capitano se rinnovasse oggi chiederebbe almeno un
triennale da 10 ml.). Inoltre l&amp;rsquo;acquisto di un free agent di
spessore intaserà ulteriormente il cap per l&amp;rsquo;estate 2011.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
&lt;b&gt;LO SCENARIO DELLA
TESTA&lt;/b&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
È lo scenario che forse
nessun tifoso celtics oggi vorrebbe ma è quello che probabilmente
viene suggerito in tutti i corsi necessari per diventare General
Manager di una franchigia Nba. Come detto prima, nel 2007 si puntò
al &amp;ldquo;tutto e subito&amp;rdquo;. Siamo arrivati al momento di rifondare. Le
scelte in questo caso sarebbero drastiche ed a dir poco dolorose. Non
si rinnova Ray e si cerca, se possibile, di scambiare i contratti di
Paul e Kg. C&amp;rsquo;è da dire che in questo caso Pierce stesso, annusando
la possibilità di essere scambiato e/o di tornare a giocare per una
squadra che non può competere per il titolo, potrebbe decidere di
uscire dal contratto adesso e di puntare ad una squadra da titolo.
Garnett potrebbe essere scambiato con franchigie che puntano
nell&amp;rsquo;immediato al titolo (magari a Chicago con il mentore Thib o a
Oklahoma per dare ai Thunder quel lungo che gli consenta di puntare
subito al titolo). Ovviamente in cambio potrebbe esserci poco o nulla
in termini di giocatori, ma magari si potrebbe puntare a scelte
immediate e future. In questo scenario si ricostruirebbe su 3-4
giocatori dell&amp;rsquo;attuale roster: Rondo, Tony, Glen e Perk. Si
potrebbe puntare nell&amp;rsquo;immediato al mercato free agent con giocatori
giovani e futuribili di costo medio-basso, prendere al draft i
giocatori con più potenziale disponibile e metterli subito in
rotazione per sperare in una crescita veloce. Si deciderebbe di fare
un anno di transizione magari sperando anche ad una scelta alta al
prossimo draft che si preannuncia di buon livello. Senza dimenticare
che nel 2011 scade un certo Melo che molte voci danno come vero
obiettivo della nostra franchigia. Ci sarebbe da soffrire un anno
però probabilmente nel 2011 potremmo costruire nuovamente una grande
squadra. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
Questo è ciò che
probabilmente sta passando per la testa di Danny in queste settimane.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;
Le ultime voci
spingerebbero per il primo scenario. Già dalle mosse del draft si
capirà cosa passi per la testa del nostro GM.
&lt;/p&gt;
</description>
			<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 01:16:59 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Playoff 2010, Nba Finals : Los Angeles Lakers Vs Boston Celtics (Game Seven) </title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1976/83/</link>
			<description>Atto conclusivo delle Finals Nba e della stagione intera per i Boston Celtics, che si ritrovano a Los Angeles per &quot;il tutto in una notte&quot;. 48 minuti con l'anello sullo sfondo, e per la vittoria risulteranno decisivo il massimo profuso da ogni Celtics, con la solita difesa granitica, tanti rimbalzi ed un attacco fluido e continuo, senza interruzioni. 
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&lt;title&gt;&lt;/title&gt;
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--&gt;
&lt;/style&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/la_grinta_di_kg.jpg&quot; alt=&quot;la_grinta_di_kg.jpg&quot; title=&quot;la_grinta_di_kg.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;410&quot; height=&quot;650&quot; /&gt;Ancora 48 minuti da giocare, e poi la
stagione potrà dirsi terminata. Vada come vada, restano da giocare
solo gli ultimi quarantotto minuti, e niente più. Sembra ieri che si
cominciava a sognare una regoular season diversa magari da quella che
abbiamo vissuto, ed invece eccoci giunti alla fine dei Playoff, con
l'ultima partita da disputare. Partita di una importanza indicibile,
sicuramente la più importante di tutte quelle disputate negli ultimi
due anni dai Celtics. Si arriva alla finale delle finali, in pratica,
con un destino da scrivere e 48 minuti soltanto per cercare di dare
un senso piuttosto che un altro alla stagione. C'è tutta una storia
all'interno di questa singola partita. Si raccoglie oggi il frutto
del lavoro che va oltre un anno, e c'è poco da dire, se non che la
situazione è veramente delicata. Abbiamo sognato, ci siamo
incazzati, abbiamo perso ogni speranza e ci siamo esaltati nuovamente
con i nostri campioni e per i nostri campioni, che in ogni caso
saluteranno la stagione dopo l'ultima, si spera, estenuante
battaglia, che possa vederli coinvolti positivamente. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Si chiude nel posto che forse i tifosi
Celtics apprezzano di meno, in casa di quel nemico che da sempre non
appartiene minimamente a quelli che sono i canoni del Pride Celtico,
e che può considerarsi all'antitesi come filosofia rispetto alla
nostra. Ma arriva il momento adesso per serrare le fila, stringere i
denti e concentrarsi su quanto rimane, nonostante si giochi in terra
straniera. C'è da vincere un titolo, ed in ballo ci sono le due
contendenti più titolate di sempre. Oltre alla vittoria si gioca
qualcosa in più in questa nottata speciale. C'è in ballo l'onore di
tutti, e la possibilità di vincere un titolo proprio contro i rivali
più odiati di sempre. Boston arriva da una delle batoste più grosse
subite durante l'ultimo periodo. A parte la sconfitta contro i
Cavalier arrivata in gara tre di quella serie, questa è senza ombra
di dubbio la sconfitta più cocente e imbarazzante dei Playoff. Una
sconfitta che ci ha &amp;ldquo;privati&amp;rdquo; purtroppo anche del nostro centro
titolare, infortunatosi durante la partita e purtroppo fuori per gara
sette. Sicuramente non il massimo delle fortune che potessero
incontrare i Celtics. Ma da sempre c'è più gusto a costruire le
proprie vittorie tra mille avversità ed in mezzo a tanti problemi.
E' quindi il caso di uscire e vincere anche per chi il parquet non
potrà calcarlo, dopo aver sudato come e forse più di tutti per
arrivare a giocare la seconda finale della sua carriera. Chi scenderà
in campo, quindi, dovrà giocare anche per lui, e regalargli la
vittoria .
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/bos_att.jpg&quot; alt=&quot;bos_att.jpg&quot; title=&quot;bos_att.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;410&quot; height=&quot;339&quot; /&gt;O almeno, parafrasando un film di
qualche tempo fa, dovrà diventare campione oppure morire provandoci.
Sembrerà un esagerazione, ma in partite come queste bisogna
necessariamente lasciare il sangue sul parquet, e metterci tutta
l'intensità e l'energia di cui si dispone. C'è bisogno di una prova
maiuscola dei Boston Celtics, l'ultima per questa stagione, quella
che pi di tutte può valere tutto. In caso di vittoria per i ragazzi
si aprirebbero le strade della gloria e del successo. In caso di
sconfitta, onore e merito per chi comunque si è giocato il titolo
fino all'ultimo secondo delle Finals, ma in ogni caso si tratterebbe
di una sconfitta sempre cocente. Quindi, necessariamente bisogna
ripartire dagli errori che in tre gare su sei ci hanno negato la
vittoria ed hanno compromesso i nostri successi. La base per la
vittoria deve essere necessariamente il catturare il maggior numero
di rimbalzi possibili. Non è certo un caso se Boston non abbia mai
vinto prendendo meno rimbalzi degli avversari. Fondamentale quindi il
lavoro sotto le plance. In questo Perkins mancherà in maniera
indicibile, anche per la qualità dei blocchi che portava e per la
difesa pura e sugli aiuti. Ma come rimbalzista Perkins è il nostro
uomo più solido, e Davis non dispone degli stessi centimetri.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
I rimbalzi devono essere sintomatici di
una difesa asfissiante e attenta, che non conceda in primis seconde
opportunità ai Lakers, che dall'inizio della serie sembrano avere la
meglio da questo punto di vista. Gli esterni con il loro palleggio
non devono trovare vita facile, e bisogna fare attenzione alle
penetrazioni iniziali, che tendenzialmente ci tolgono sempre troppa
energia e rappresentano un nostro punto debole. Ma fondamentalmente
l'obiettivo è quello di tenere i Lakers tutti a meno di 90 punti,
che spesso significa poi vincere la partita. Prima della finale con
gli avversari a meno di 94 punti Boston aveva vinto sempre. In finale
ha conosciuto due sconfitte con gli avversari che riuscissero a
mettere a referto meno di 90 punti. Il problema, inequivocabilmente,
è stato l'attacco statico e che presentava sempre e solo il
ripetersi delle stesse situazioni esplorate fin troppe volte. Oltre
alla difesa, stasera più che mai, è necessario che tutti si
assumano le proprie responsabilità. Boston può e sa vincere solo di
squadra, con l'aiuto di tutti. Necessariamente la formula per la
vittoria deve basarsi sull'apporto vincente di tutti, ed il
contributo necessariamente sopra gli standard o almeno pari a questi
di tutti. C'è bisogno che tutti giochino al massimo delle
possibilità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rimangono solo 48 minuti, per una
gara che ormai è già entrata nella storia prima di cominciare.
Prima di questa sera sono state tante le imprese epiche di questi
Playoff. Certo, un cammino stupendo, dopo una stagione non esaltante.
Ma è indubbio che questa è la partita che può svoltare la stagione
in un senso o nell'altro. Per molti questa , presumibilmente, sarà
l'ultima occasione di vincere un titolo. Necessariamente, Sheed,
Garnett, Allen e il Capitano Pierce, dovranno in un certo senso darsi
da fare e mettere il 110% delle proprie energie e della propria
bravura sul parquet per questa notte. Una delle gare più dure della
carriera di tanti giocatori. Non capita ogni anno di arrivare a gara
sette delle finali. Dei Playoff così intensi però non avevano
conosciuto ancora gara sette, è anche giusto si concludi così. E'
stato un sogno cullato nell'arco di due mesi, che piano ha acquisito
vigore ed importanza. Si arriva così adesso a giocarsi concretamente
l'ultima possibilità di dar vita a quello che è stato il sogno.
Bisognerà vincere, o morire provandoci, dando l'anima per questa
maglia e sputando il sangue sul parquet in ogni possesso. Quarantotto
minuti, la possibilità di diventare leggende. La formula è facile :
bisogna vincere, con tutte le nostre possibilità. 
&lt;/p&gt;
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			<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 01:02:31 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Playoff 2010, Nba Finals : Los Angeles Lakers Vs Boston Celtics (Game Six) 89-67</title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1975/83/</link>
			<description>Gara da Boston Celtics per i Boston Celtics che tornano a Los Angeles per l'ultima volta in questa stagione. Partita topica all'interno della serie fin qui molto avvincente. Le chiavi della vittoria risulteranno ancora una volta la difesa granitica, l'attacco fluido e come al solito tanta grinta ed energia, collegate alla voglia ed al cuore dei campioni.
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&lt;title&gt;&lt;/title&gt;
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&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/kg_and_perk.jpg&quot; alt=&quot;kg_and_perk.jpg&quot; title=&quot;kg_and_perk.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;410&quot; height=&quot;735&quot; /&gt;E se gara è stata, non è durata che per i primi cinque minuti. Tanti i fattori condizionanti, ma una sola grande verità nella notte Losangelina : I Lakers hanno giocato molto meglio e ci hanno devastati. Poteva andare diversamente, doveva andare diversamente, l'avevamo immaginata diversamente questa gara sei, ma poi i conti con il parquet parlano chiaro. I Lakers si impongono nella maniera più netta all'interno della serie, e consentono ai propri tifosi di poter sognare in vista di gara sette. Tremendo l'impatto emotivo pagato dai ragazzi di Doc Rivers, che mostrano di avere poche energie mentali, e si trovano subito estromessi dai giochi. Non c'è stato mai un vero e proprio confronto, e la squadra praticamente ha mollato da subito. Ancora una volta la partita è condizionata dalla perdita di un giocatore, che purtroppo salterà anche gara sette a causa di un infortunio per nulla facile. Infatti, il nostro difensore principale, Perkins, dovrà restare fuori a causa di un colpo sibuto che ha interessato il ginocchio e la gamba.
&lt;/p&gt;
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&lt;/p&gt;
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&lt;/p&gt;
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Eppure, nonostante si vedesse che i Lakers avessero una voglia maggiore e avessero da subito la partita in pugno, non era auspicabile una sconfitta di tale portata. I ragazzi proprio non ci sono stati in gara, ed il risultato conseguente è necessariamente la supremazia Lakers. Andiamo adesso a gara sette, come al solito non riesco a commentare le sconfitte. Troppo emotivo e troppo tifoso. Proviamo solo a salvare il tutto, c'è bisogno di restare compatti, e di provare a trovare le giuste forze. Giochiamo anche per Perkins che non ci sarà. Andiamo subito mentalmente a gara sette. La gara più dura di tutta una carriera. Parecchi giocatori in campo dal punto di vista psicologico devono ancora testarsi per un simile palcoscenico. Giocare le Finali Nba è già qualcosa di unico, ma andare addirittura a gara sette è veramente delicato dal punto di vista psicologico. Vediamo chi riesce a dare di più, e speriamo in un ultima grande impresa.  
&lt;/p&gt;
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&lt;/p&gt;
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Preview&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/kg_layup_on_bynum.jpg&quot; alt=&quot;kg_layup_on_bynum.jpg&quot; title=&quot;kg_layup_on_bynum.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;410&quot; height=&quot;661&quot; /&gt;Sicuramente questo è il momento più
delicato dell'intera stagione, quello più atteso. Non c'è bisogno
nemmeno di definirlo in maniera particolare come momento, proprio per
il fatto che si tratta de &amp;ldquo;Il Momento&amp;rdquo;, se c'è ne può essere
uno. E' già tutto alle spalle, divenuto un ricordo, e si comincia a
vedere il traguardo della corsa. Cosa ci sarà a fine gara è ancora
difficile saperlo, ma è certo che con un po' di sforzo potrebbe
cominciare una festa assurda. Quasi impensabile due mesi fa, quando
si partiva in sordina e nessuno dava una singola chance ai Boston
Celtics di poter arrivare in fondo a questa corsa. Che poi è sempre
piena di ostacoli, e la prova  sono i &amp;ldquo;ritiri&amp;rdquo; forzati anche
abbastanza prematuri di gente come Wayne, James, Anthony e vari.
Arrivati fin qui, a correre i Celtics ci provano ancora, ma il
problema è che sul percorso c'è ancora un tipo di nome Kobe, con la
sua truppa, che sembra propria non voglia saperne di lasciare la
pista libera agli avversari.
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Eppure adesso comincia il momento del
possibile : &amp;ldquo; è tutto finito&amp;rdquo;. Una sola vittoria, un solo grande
sforzo ancora, e i Boston Celtics potranno dirsi finalmente
soddisfatti di quanto fatto fino a questo momento. Arrivati a questo
punto l'obiettivo non può che essere unico. Il percorso è stato
avvincente sotto ogni punto di vista, e su questo non sembra ci siano
dubbi. Esaltante a tratti per il modo in cui ha coinvolto la gente ed
ha saputo regalare emozioni. Ma è anche vero che a questo punto è
necessario voler puntare al massimo. Diciassette vittorie e qualche
sconfitta dopo, l'unico obiettivo possibile è quello dell'anello, da
cercare di prendere senza troppi pensieri. C'è bisogno di tutti , e
di tutto l'essere un Celtics, per provare a centrare l'ennesima
impresa, che potrebbe essere quella più piacevole e sostanzialmente
speciale. Dopo diciassette vittorie, l'ultima potrebbe sembrare una
formalità. Eppure, ci vorrà più fatica che non in tutte le altre
diciassette. Ma c'è bisogno di una vittoria, subito, per mettere le
cose in chiaro e far capire che i Celtics ci sono.
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/rasheed.jpg&quot; alt=&quot;rasheed.jpg&quot; title=&quot;rasheed.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;410&quot; height=&quot;678&quot; /&gt;Una vittoria per ripagare un attesa
lunghissima e snervante, soprattutto dovuta al fatto che sembrava
proprio che questi Celtics non potessero arrivare fin dove sono
arrivati. Un intera post season passata a chiamare sogno quel
qualcosa che comunque in questo momento dista una sola vittoria.
Teoricamente ci sarebbero due partite per poter centrare la stessa
vittoria, ma per motivi prettamente logistici è meglio evitare lo
scoppio di gara sette, e cercare di portarsi avanti con il lavoro.
C'è da vincere una gara, c'è da centrare l'ennesima impresa, &amp;ldquo;On
The Road&amp;rdquo;. C'è da fare tanto, ancora, ma da essere fiduciosi.
Perchè a questo punto conta solo quella vittoria che ancora manca, e
che consegnerebbe il banner numero diciotto direttamente ai Boston
Celtics. Un peso assurdo legato ad una vittoria, ma questo non può e
non deve spaventare i giocatori. Certo, non è come avere la spinta
di tutto il Garden che ti guida, ma andare allo Staples non deve
essere considerata una sciagura. Intanto, significa essere ancora più
che vivi, e la cosa non può dispiacere. E poi significa anche
trovare determinati stimoli per far vedere agli altri che la squadra
c'è, e ce la può fare. Due vittorie fuori casa questi Celtics le
hanno già ottenute con Cavaliers e Magic, rispettivamente primi e
secondi della classe. Adesso arrivano i terzi, sarebbe giusto
recapitare la secondo sconfitta anche a chi è sempre risultato
essere magari meno tollerante ad un certo tipo di sconfitte, più che
amare.
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
C'è comunque da trovare il giusto
quadro tattico su cui esprimersi. La base su cui deve ripartire Doc
Rivers e la sua truppa deve essere quella di una buona difesa. Anzi,
di una difesa granitica e rocciosa, pronta a impedire sempre che si
accendano troppi Lakers e che la partita diventi focosa. Deve regnare
la calma ed il controllo sotto le plance. Catturare più rimbalzi
significa quasi certamente vincere, e quindi c'è bisogno che tutti
facciano il proprio, dal più alto al più basso. La partita la
devono giocare i Boston Celtics come entità unica, non i singoli
giocatori. C'è bisogno poi che la palla non scotti mai quando si va
a giocare in attacco. I soliti aspetti di una serie splendida che
ormai già conosciamo e che presenta duelli a dir poco scintillanti.
C'è bisogno di una prova maiuscola, che possa garantire ai Celtics
la vittoria numero diciotto, in questa post season e come numero di
campionati. La paura per una notte deve restare fuori, c'è bisogno
veramente di tutti. Anche perchè più si va vanti più il livello cresce, e ci attende la gara più difficile dell'intera stagione. 
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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Calma e gesso, quindi, procedendo con i
piedi piantati per terra. La stanchezza, il nervosismo e i  tanti
aspetti derivati dalle molte partite giocate non devono condizionare
i nostri. Il viaggio è stato lungo, lo è stato anche questa serie
fin qui. E' giusto provare a chiuderla con tutte le forze di cui si
dispone. Manca la terza di tre vittorie di fila, che abbiamo ottenuto
contro ogni avversario. Sarebbe il caso di riuscirci anche questa
volta. C'è bisogno del sudore, della proverbiale voglia, di una
difesa granitica, di una squadra che non abbia paura. C'è bisogno
veramente di tutti, e che nessuno si tiri indietro. Una sola vittoria
dal sogno, che abbiamo difeso egregiamente fino a questo punto. Una
gara di un importanza quasi indicibile, ma questo lo sappiamo tutti.
L'orgoglio, il pride, l'eroismo dei nostri deve emergere ancora una
volta, si spera per l'ultima volta in questa stagione. Per far si che
il sogno abbia veramente inizio, basta un altro passo, quello
ulteriore. C'è da ballare ancora una volta, e si spera che possa
essere il passo più bello. Diciamo un grazie ai ragazzi ed
attendiamo, perchè siamo ai titoli di coda di un film eccellente, in
cui la sceneggiatura e la trama sono state veramente curatissime. E'
il momento. Adesso. Fuori con il pride, e andiamo per provarci.  
&lt;/p&gt;
</description>
			<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 01:28:54 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Playoff 2010, Nba Finals : Los Angeles Lakers Vs Boston Celtics (Game Five) 86-92</title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1974/83/</link>
			<description>Gara da Boston Celtics per i Boston Celtics, chiamati a vincere l'ultima partita casalinga dell'anno per continuare ad inseguire il sogno del banner numero 18. Per la vittoria saranno fondamentali l'impegno di tutti e la lucidità offensiva di tutta la squadra, senza tralasciare pride ed orgoglio, fondamentali per avere la meglio sugli avversari. 
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Recap : &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/kg_vs_pau_gasol.jpg&quot; alt=&quot;kg_vs_pau_gasol.jpg&quot; title=&quot;kg_vs_pau_gasol.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;410&quot; height=&quot;657&quot; /&gt;Probabilmente quando c'è da lottare si può vivere il meglio che questi Boston Celtics sanno dare. Ed in una situazione di pura lotta a tratti, come potevano i Boston Celtics tirarsi indietro ? Quella di gara cinque è stata una gara entusiasmante e sicuramente faticosa, che ha visto trionfare i Celtics, guidati da tanto cuore e da tanto orgoglio. Non è stata facile, nonostante la squadra sia stata concentrata dall'inizio alla fine, e nonostante in pratica sia stata sempre avanti nel punteggio. Un grande, grandissimo Kobe Bryant poteva allontanare quella che è stata una vittoria di un gruppo unitissimo ed affiatato, ma alla fine ha prevalso la squadra che ci ha messo il maggiore impegno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non una vittoria da poco, considerando che i Celtics finalmente si trovano a condurre i giochi per tre a due all'interno di questa serie finale. Il problema magari è relativo al fatto che il titolo lo si deve provare a vincere &quot;On The Road&quot;, ma in fin dei conti la squadra è arrivata fino a questo punto sapendo sfruttare le occasioni offerte dalle terre straniere. C'è da compiere adesso l'ultimo passo, quello più lungo, il più grosso, ma c'è da metterci tutta l'energia possibile per riuscirci. Magari poteva essere una serie già chiusa, con un quattro a uno soltanto sognato e mai concretamente raggiungibile vista l'imposizione dei Lakers in gara 3. Ma non sarebbe stato nemmeno un risultato giusto, visto che gli altri non sono una squadra da poco. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/paul_and_kendr.jpg&quot; alt=&quot;paul_and_kendr.jpg&quot; title=&quot;paul_and_kendr.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;410&quot; height=&quot;362&quot; /&gt;La gara sostanzialmente ha visto i Celtics crederci sempre e trovare per la prima volta all'interno della serie un attacco fluido, grazie soprattutto al quintetto titolare che ha giocato su buoni livelli. Qualcosa da rivedere c'è ancora, ma per adesso è tanta, veramente tanta, la gioia e la possibilità ottenuta. Le giocate che potrebbero fotografare il Match sono tante, ma merita rilievo la rimessa lunga di Garnett che manda la palla tra le braccia di Pierce, bravo a trovare Rondo il quale deposita comodamente per due punti vitali. Una gara fantastica da vivere con le palpitazioni presenti fino alla fine della partita. Perchè Kobe avrà anche deciso di giocare da solo nel secondo tempo, ma lo ha fatto con tantissima efficacia e con tanta classe. Poteva sfuggire tutto di mano ai Celtics, ma del resto diventa difficile vincere la gara da solo quando si gioca contro cinque ragazzi mica male.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un commento più tecnico non saprei offrirlo, perchè sono tifoso e non lo nascondo. Ho quasi paura di sognare troppo forte, ma poi ricontrollo tutto, e vedo che il risultato non mente e che i Celtics sono sempre tre a due, e che avranno una grossa opportunità per il titolo. Dipenderà ancora una volta dai ragazzi, che avranno poco tempo per riposare ma che dovranno saper allontanare la stanchezza e focalizzare le forze sull'unico obiettivo che li deve spingere. Sognare per quasi due mesi è stato splendido, ma c'è la possibilità di dar vita a quel sogno. Si vola a Los Angeles, ed è il volo dei Giusti, il volo dei Celtics. C'è la possibilità di cogliere il banner numero 18, le energie non vanno sprecate. I ragazzi devono metterci tutto il pride, una grande difesa, e tanto attacco. C'è bisogno della squadra migliore. Non è più tempo per pensare alle 17 vittorie ottenute in questa Post Season. Si deve centrare la diciottesima, quella più importante. Another one, e che il sogno abbia inizio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Preview : &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/kg_vs_lakers.jpg&quot; alt=&quot;kg_vs_lakers.jpg&quot; title=&quot;kg_vs_lakers.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;410&quot; height=&quot;692&quot; /&gt;Magari è una finale non facilissima da
decifrare , ma sicuramente fin qui le emozioni non sono mai mancate.
Si poteva pensare già prima della palla a due di gara uno che con
queste due squadre pronte ad affrontarsi, il risultato sarebbe stato
una sfida avvincente ed emozionante, ma i riscontri trovati nella
realtà non lasciano spazio a dubbi. Una finale in cui ogni giocatore
sta giocando per dare il massimo, anche se non tutti ci stanno
riuscendo, ed in linea di massima una finale dove nessuna delle due
squadre è riuscita ancora a dare una mazzata alla serie. Sembrava
che i Lakers potessero prendere uno slancio decisivo dopo la
vittoria, ottenuta in condizioni particolari, dopo gara tre. Ma non è
stata così, vista la vittoria ottenuta nuovamente da Boston in gara
quattro. E' anche vero che dopo gara due vinta a Los Angeles,
sembrava proprio Boston a poter piazzare il colpo decisivo
all'interno della serie. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Invece si arriva a gara cinque con una
sostanziale parità, e con le due squadre che sembrano avere,
nonostante tutto, tanta voglia di vincere. Certo, dopo 82 partite di
regoular season e tre turni di Playoff, qualche energia comincerà a
mancare, e la brillantezza non sarà più una caratteristica per
molti. Ma crediamo che nessuno voglia mollare arrivati proprio a
questo punto. Se c'è una cosa che è ancora mancata all'interno
della serie però, sicuramente è stato il vantaggio di Boston, che
si è ritrovata sempre a dover inseguire Los Angeles. E quale
occasione può essere migliore di gara cinque per provare a strappare
il primo vantaggio nella serie ? Senza girarci troppo intorno, è
palese che a questo punto l'unico obiettivo è quello di vincere il
titolo, senza tante storie. Per farlo non c'è più margine di
errore, ed una sconfitta in questo momento potrebbe significare
tanto. Praticamente, potrebbe voler dire addio a tutti i sogni di
gloria. Gara cinque, dunque, l'ultima per questa stagione da giocare
dinanzi al pubblico amico del Td Garden. Una gara da vincere per il
morale, per l'aspetto psicologico, per mettere pressione agli
avversari, e per cominciare a far capire quale sia il vero obiettivo
dei Celtics. Una gara da vincere per avere poi, nelle restanti due
partite, solo occasioni buone per poter chiudere definitivamente ogni
discorso, ed entrare direttamente in paradiso.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Gara da vincere dunque, per continuare 
a difendere un sogno costruito con il complesso della squadra, e non
sulle abilità di pochi giocatori. Un sogno che è constato di
sudore, voglia e sacrificio, e che a tratti sembrava già perso, ed
ancora prima sembrava non avesse nemmeno senso di esistere. Arrivare
alle Finals per questi Celtics è stato sicuramente un grosso colpo.
Ma quando si è in là con gli anni, e le energie cominciano comunque
a scemare, ogni occasione può essere l'ultima per poter vincere
qualche cosa. E quella occasione non va sfruttata se si ha sete e
fame di vittoria. Lo sanno bene i Celtics, lo sa bene chiunque di
questo mondo faccia parte. Quindi, con tutto il Pride ed il cuore di
cui possa disporre questa squadra, c'è da compiere un impresa. E c'è
da ripartire dalla vittoria ottenuta in gara quattro, come sempre,
per pensare di ripartire in maniera migliore. Tre giorni di riposo
concessi sono stati anche abbastanza per provare a mettere a posto
qualcosina dal punto di vista fisico. Ma sicuramente è sulla tattica
che c'è da lavorare, per trovare maggiori soluzione e per riuscire a
scalfire la difesa avversaria. Perchè fondamentale è non far
segnare gli avversari, ma a quel punto poi diventa importante anche
attaccare e trovare il canestro continuativamente. Troppe volte in
questa serie finale infatti è stato l'attacco di Boston a latitare,
ed a cacciare la truppa di Doc Rivers in seri guai. Guai risolti un
po' da tutti, ma poco dai Tre Assi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/bos_celt.jpg&quot; alt=&quot;bos_celt.jpg&quot; title=&quot;bos_celt.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;410&quot; height=&quot;413&quot; /&gt;C'è bisogno
infatti che si sveglino tutti, e comincino a giocare bene tutti
contemporaneamente. Cercasi, dunque, in prima istanza i tre
vecchietti, che poi sono l'anima portante di questa squadra. Ma la
ricerca non può limitarsi semplicemente alla voglia dei tre. C'è
bisogno che tutti diano il proprio contributo. Gara quattro è la
dimostrazione di come possa essere importante poter contare su ogni
componente della squadra. Ognuno poi che può disporre di buone
energie riesce a favorire la propria squadra. A questo punto la mente
non è più lucidissima, e anche il fisico risente di quelli che sono
i problemi legati all'usura. I Celtics devono combattere con gli
acciacchi di Rasheed e con la testa un po' troppo calda a volte di
alcuni giocatori, ricordando  anche che Perkins e Sheed sono ad un
solo libero dalla sospensione. I Lakers devono fare i conti con il
ginocchio malandato di Bynum, che in ogni caso ci sarà. Il Pivot
gialloviola, che ha dato molto fastidio ai Celtics sia difensivamente
che offensivamente, ha detto di aver drenato il liquido presente nel
ginocchio e di sentirsi pronto per giocare, anche se magari la gamba
malandata ne ridurrà il minutaggio. C'è bisogno, in ogni caso, di
buttare il cuore oltre l'ostacolo, e sperare che tutti i Celtics
riescano a pungere anche dal punto di vista offensivo. Con qualche
tripla che deve cominciare ad entrare, con cattiveria sotto canestro,
con le stoppate da evitare, e con un capitano che deve giocare a
livelli maestosi in attacco. Tutti devono far male, tutti devono
provare a giocare al massimo delle proprie possibilità. In modo tale
che centrare la vittoria possa essere un minimo più semplice. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Ma a questo punto tutti vogliono
giocare e tutti vogliono provare a vincere. Ci riuscirà soltanto
uno, e sarà la gioia più grande possibile per chi pratica questo
sport. C'è bisogno di concentrare le energie residue quindi, e
ripartire. Con piani diversi però ed idee chiare. Cominciare ad
imbastire la solita, granitica difesa. I rimbalzi, sia offensivi che
difensivi, non possono essere dimenticati, anche in considerazione
che sono stati la chiave di ogni vittoria. La palla deve correre,
specie in transizione. L'attacco non può essere sempre statico, la
palla deve circolare. E soprattutto, c'è bisogno di segnare più
punti degli avversari. Conta solo la vittoria a questo punto, e dopo
averne ottenute sedici, c'è la voglia di ottenere anche le due
mancanti. Si deve iniziare da questa sera, davanti al pubblico amico.
Senza nessuna paura, e con la giusta concentrazione e determinazione.
E' un occasione ghiotta, da non lasciarsi sfuggire, con la squadra
che deve necessariamente provare a vincere. Se il sogno lo si vuole
inseguire ancora, e si vuole avere una chance di vittoria, si deve
solo vincere. Senza girare troppo intorno alla questione. Si deve
lasciare il sangue sul parquet e il pallone deve scoppiare ad ogni
contrasto. Ci vuole determinazione, e tranquillità Continuare a
prendere buoni tiri, presumibilmente mantenendo la mano un po' più
calda che in altre situazioni. C'è da vincere una partita ed una
finale, non è più tempo per sbagliare, ma è solo tempo per
vincere. Con la forza del gruppo e l'apporto di tutti. Perchè solo
la squadra può vincere, ed in una squadra tutti sono importanti alla
stessa maniera. Solo il gruppo può vincere, solo il pride può
guidare i nostri. 
&lt;/p&gt;
</description>
			<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 01:21:41 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Playoff 2010, Nba Finals : Los Angeles Lakers Vs Boston Celtics (Game Four)  89-96</title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1973/83/</link>
			<description>Sono chiamati ad una grande prestazione i Boston Celtics che si trovano a dover vincere gara 4 delle Finals per continuare a sperare nel sogno del titolo. Importante come sempre il gioco di squadra e l'apporto di tutti, e per la vittoria la determinazione ed il cuore di questi campioni alla fine risulteranno decisivi e fondamentali.
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&lt;title&gt;&lt;/title&gt;
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&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/kg_sovrasted_lakers.jpg&quot; alt=&quot;kg_sovrasted_lakers.jpg&quot; title=&quot;kg_sovrasted_lakers.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;410&quot; height=&quot;603&quot; /&gt;Se c'è una partita che può essere considerata la fotografia di cosa 
voglia dire realmente Celtics Pride, è probabilmente questa gara quattro
delle Finals Nba del 2010. In una partita drammatica dal punto di vista
offensivo, dove Rondo perde tutto lo smalto e di conseguenza il 
quintetto titolare trova poco spazio per riuscire a colpire, ci pensa un
quarto quarto da leggenda della panchina dei Boston Celtics a regalare 
la vittoria ai nostri. Sembrerebbe quasi paradossale, e probabilmente il
fatto che il Doc si affidi nel momento decisivo ai suoi uomini 
&quot;secondari&quot; fa capire quanto sia stata dura attaccare durante la serata.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Magari la squadra ha perso un pò di brillantezza, ma resta il fatto che 
ancora una volta gioca una partita impeccabile dal punto di vista 
difensiva, dove riesce a tenere a bada tutti gli avversari, compreso 
Kobe che in un certo senso è costretto ad una prova assurda, senza però 
risultare decisivo. Si rivede la grinta del vero Kevin Garnett, 
soprattutto in un paio di possesse difensivi su cui prende Odom e lo 
irride quasi con il suo movimento di braccia teso ad innervosirlo. Senza
dimenticare che le responsabilità, in questa gara, Garnett le ha prese 
tutte. Era fondamentale andare sul due a due, per non essere già 
tagliati fuori dai giochi. E' altrettanto importante, adesso, cominciare
a pensare da subito a gara cinque e trovare un modo per vincerla. Come 
dimostrato dalla serata c'è bisogno veramente dell'apporto di tutti per 
poter vincere, ed è fantastico il modo in cui i Celtics hanno trovato la
vittoria per impattare la serie sul due a due.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/nate_rob.jpg&quot; alt=&quot;nate_rob.jpg&quot; title=&quot;nate_rob.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;410&quot; height=&quot;704&quot; /&gt;Di questa serata non si può non ricordare l'ardore di Big Bay Davis, il 
cui balletto sul libero che entra dopo qualche capriccio rimane qualcosa
di straordinario. Tutto l'essere uno uno di Glenone, il quale dimostra 
quanto sia attaccato alla maglia e quanta voglia abbia di vincere. 
Insieme a lui una difesa mostruosa di Tony Allen, ed una se possibile 
perfetta di Rasheed. Il quale non riesce a non pescare un Tecnico, ma è 
anche vero che dei cinque falli che gli hanno fischiati ( se non credete
controllate personalmente) 4 sono stati pura fantasia dei direttori di 
gara. In attacco magari soffre molto l'impossibilità di dare profondità 
ai suoi movimenti. Del resto è dura giocare con dei problemi alla 
schiena. Ma in difesa i suoi movimenti sono da antologia del basket. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E' stata anche la miglior partita in questa serie finale dei Playoff del capitano e della verità, Paul Pierce. Il nostro uomo chiave in attacco decide di svegliarsi, e gioca un primo quarto di una dolcezza infinità. Quasi poetici certi movimenti, per poi però doversi dedicare soprattutto alla fase difensiva, che a dire il vero svolge in maniera egregia. Nel momento caldo però, con la vittoria da suggellare, si passa nuovamente da lui, che in un paio di azioni decide di bersi la difesa dei Lakers e di regalare la vittoria, in pratica ai Celtics. La sua griffe sulla gara c'è stata. Ma in pratica ogni Celtics, anche senza giocare una partita maestosa, ha lasciato il segno sulla gara. Lo stesso Rondo, con la rubata sullo scarico di Bryant per Lamar Odom, ha contribuito a regalare la vittoria ai nostri. Così come Ray Allen, che segna qualcosina dal campo, ma che soprattutto impegna tantissimo Fisher riuscendo ad estrometterlo dalla gara difatti per i troppi falli. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si torna a quel discorso iniziale, in ogni caso. Se è possibile individuare in maniera tangibile la vittoria ottenuta dal pride, è sicuramente questa. Una squadra che forse paga anche un pizzico di stanchezza, e sembrava non trovare proprio il modo di scardinare la difesa avversaria, ci è riuscita con i meno blasonato dei suoi uomini. Fantastica l'incoscienza di Robinson e la determinazione di Big Baby, sempre più mini Shaq di casa nostra. Qualche centimetro (diersi) in meno, ma un educazione dal punto di vista delle mani e delle gambe fantastiche. Ma non è tempo di pensare alla vittoria, splendida nel suo verificarsi. E' già tempo di trovare tutte le soluzioni per gara cinque, perchè adesso non c'è tempo nè spazio per sbagliare nulla. C'è da correre e provare a prendere il primo vantaggio nella serie. Perchè dopo tanta fatica, è anche giusto concentrarsi solo sull'anello, e provare a vincerlo questo benedetto diciottesimo titolo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Beat L.A. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/kg_on_odom.jpg&quot; alt=&quot;kg_on_odom.jpg&quot; title=&quot;kg_on_odom.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;410&quot; height=&quot;579&quot; /&gt;Quando la delusione è forte trovare le
giuste parole per poter ripartire è veramente dura. Siamo già a
gara quattro con i Celtics che non sono mai stati avanti nella serie
finale, ed un futuro che non si prospetta come il più roseo in
assoluto. Una corsa continua in questi Playoff, cercando di
raggiungere un obiettivo che probabilmente nella mente dei giocatori
era già prefissato, ma che adesso rischia di sfuggire per una gara
giocata male da troppi uomini chiave. Tradito dai suoi condottieri,
il Coach Doc Rivers si ritrova a dover aggiustare ulteriormente una
serie che non è affatto facile, e che presenta diverse spigolosità.
Una gara una andata per conto proprio, probabilmente per il fatto che
le due squadre ancora non si conoscevano così bene. In quel caso
l'ha spuntata la squadra più pronta. Un impresa in gara due, da
ricordare insieme a quel rocambolesco time Out chiamato dal Coach dei
Celtics. Ed una gara tre giocata in maniera superlativa in fase
difensiva, dove né Kobe né Gasol riescono a condurre i Lakers. Ma
dove non arrivano loro arriva il più impensabile dei protagonisti,
Derek Fisher, che mangia in testa a Rondo e compagni e riesce a
regalare una vittoria sofferta ai suoi. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Si riparte nuovamente sotto, ed ora
tocca i Celtics ribaltare un pronostico che sembra vedere i Lakers
stabilmente al comando. Arrivati a gara quattro delle Finals Nba gli
aspetti tecnici delle squadre credo siano noti a tutti. Non è più
tempo per analisi tecniche, credo si debba procedere solo con il
cuore, e analizzare la sfida anche dagli aspetti più psicologici che
non altro. Arrivare con questo svantaggio, a ben pensarci, non è
nemmeno tutto il male del mondo. Ma il problema è che purtroppo
perdere partite giocate anche bene difensivamente lascia spazio a
dubbi, e non è una sciocchezza questa. Quando le partite la squadra
avversaria le gioca senza poter contare sui propri giocatori
migliori, presumibilmente dovrebbe perderle. Allo stesso modo però
va considerato il fatto che senza i propri migliori giocatori la
partita non la vince nessuno, e anche i Celtics da questo punto di
vista in gara tre hanno giocato con due assenze pesanti, quelle di
Pierce ed Allen, che vagavano sotto forma di ectoplasmi, ed un Rondo
veramente approssimativo. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Come detto, nel momento topico, il
Coach viene tradito dai suoi uomini chiave. Coloro che in grande
parte hanno contribuito alla vittoria dei Celtics in questi Playoff,
che da squadra brutta e pronta all'uscita al primo turno, sono
arrivati direttamente in Finale. Ma il punto è che tutto questo
sforzo deve portare necessariamente a qualcosa, e quel qualcosa non
deve essere un secondo posto. L'obiettivo è ben preciso, e durante
l'intero percorso lo abbiamo chiamato sogno. Ed è così che rimane,
un sogno. Ma bisogna lottare per il conseguimento di un sogno, c'è
bisogno che tutti diano la propria parte, e che tutti mettano sul
campo quanto possibile. I Celtics hanno percorso tanta, tantissima
strada lavorando insieme e mai singolarmente. Ed è questo l'aspetto
sul quale fa sempre leva Doc Rivers, che in questo momento ha molto
da lavorare per quel che riguarda l'aspetto psicologico dei suoi
giocatori. C'è da far capire che ancora nulla è compromesso, ma che
purtroppo il margine di errore adesso è ridotto al minimo. Gara
quattro diventa lo snodo di queste finali. Se si vuole continuare a
credere che qualcosa di straordinario sia possibile, si ha il bisogno
di vincerla. Altrimenti, il sogno può lasciare spazio ad una triste
realtà. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/i_celtics.jpg&quot; alt=&quot;i_celtics.jpg&quot; title=&quot;i_celtics.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;410&quot; height=&quot;337&quot; /&gt;Bisogna che la squadra torni a
respirare all'unisono, tutti insieme, in maniera che i cinque in
campo di volta in volta siano una identità unica. L'attacco deve
variare situazioni e soluzioni, anche perchè, in caso contrario, la
difesa dei Lakers riuscirà sempre a leggere bene le situazioni e ad
avere la meglio sui nostri. C'è bisogno che chi ha sonnecchiato fin
qui ci dia una scossa. Soprattutto, c'è bisogno che si torni al
vecchio schieramento : Rajon Rondo più gli altri. I Tre Assi
bostoniani, purtroppo, non sono più giovanissimi, e devono accettare
senza troppa presunzione questa che appare come una verità
inconfutabile. C'è bisogno di chi accenda la luce, e di una squadra
che sappia quali sono i propri ruoli. Cominciando da Pierce, che
appare come il giocatore più orgoglioso, come colui il quale vuole
sempre dimostrare di essere il migliore. Una intera stagione a voler
giocare in isolamento l'ultimo possesso di ogni quarto, sbagliando
ogni tiro possibile tranne che in una occasione. C'è bisogno che la
squadra capisca quali sono i limiti a cui va incontro, in modo da
poterli superare.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Nessuno può più permettersi zero
canestri dal campo, nessuno può prendersi una vacanza
ingiustificata. C'è bisogno di tanto cuore e tanta passione, a dirla
tutta. Nessuno può sentirsi appagato solo per il fatto di essere
arrivati in finale. E' una finalità che va oltre la semplice partita
di basket. C'è tutta una storia dietro queste due squadre, ed è
normale che i Celtics non debbano sprecare più occasioni. Fino alla
fine , bisogna giocare duro. Sempre, cercando di raggiungere
l'obiettivo massimo. Naturalmente, non va dimenticata la difesa dei
nostri, l'intensità. Ma spero vada aiutata da un attacco solido. E
soprattutto, bisogna che la squadra cominci a crescere a rimbalzo.
Prenderne di meno sarebbe quasi sicuramente sinonimo di sconfitta.
Gara tre ha portato via tanto entusiasmo e tante speranze. Ma in
questi Playoff si vive alla giornata. Adesso c'è bisogno di
ripartire da tutti. Perchè siamo una squadra, e c'è bisogno che
tutti diano la propria disponibilità, e che tutti riescano veramente
a giocare al meglio. Senza lasciare nulla al caso, aggredendo, e
vincendo. Quella che è la gara chiave di questi Playoff, la più
importante fin qui per i nostri. Sotto con il pride e con la voglia,
sperando che Tutti giocano sui propri livelli. Ripartendo dal Garnett
ammirato l'ultima volta,finendo  con tutta la panchina, essenziale,
proprio come tutti. C'è da vincere una gara e rimettere in sesto una
serie. Dal punto di vista tecnico conosciamo gli avversari. Dobbiamo
solo giocare meglio, e batterli. Tutto il resto è noia, come diceva
qualcuno, e non ha tanta importanza.   
&lt;/p&gt;
</description>
			<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 00:48:13 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Playoff 2010, Nba Finals : Los Angeles Lakers Vs Boston Celtics (Game Three) 91-84 </title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1972/83/</link>
			<description>C'è bisogno di una grande gara per poter vincere da parte dei Boston Celtics che arrivano finalmente a casa propria per giocare gara tre delle Finals 2010.Gara sicuramente importante all'interno della serie. Decisive per la vittoria saranno la voglia, la determinazione, ed il solito Pride. Ma anche tanta classe e tanta attenzione e la voglia di ricavare il massimo da ogni possesso sia offensivo vhe difensivo. 
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&lt;title&gt;&lt;/title&gt;
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&lt;/style&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/kg_vs_pau.jpg&quot; alt=&quot;kg_vs_pau.jpg&quot; title=&quot;kg_vs_pau.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;405&quot; height=&quot;640&quot; /&gt;La sensazione è che oltre alla partita, sul parquet , sia stato perso qualcosa di più. E' un misto di rabbia e di delusione quella che credo accompagni la testa di molti Celtics, quasi tutti. Che fosse una serie particolare lo si era intunito. Le due squadre continuano a giocare ed ad affrontarsi con tutta la propria forza, ma vedere i Celtics perdere per la prima volta quando la difesa funziona a dovere è un qualcosa di assolutamente particolare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riconquista il fattore campo Los Angeles, e probabilmente mette una seria ipoteca sul titolo finale. Perdere così toglie certezze ed in un certo senso consegna l'inerzia agli avversari. Un pensiero più profondo in questo momento proprio non arriva. C'è solo da rammaricarsi. Per le azioni buttate, per la poca attenzione mostrata ancora una volta. Per delle scelte scellerate, per due attaccanti che proprio non ne hanno. E per una storia che parla di una vittoria ottenuta con il cuore dai Lakers. I quali non la vincono con Bryant, nè con Gasol. La vincono con Fischer, baluardo sempre presente negli assalti finali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C'è da ripartire, se ci si riesce, con il giusto lavoro e con la giusta mentalità. Bene solo Garnett, che ha qualcosa da dire a chi vedeva in lui poca cattiveria. Garnett e poco altro. C'è tantissimo da rifare. Rimangono ancora tre vittorie, ma per gli altri sono solo due, e c'è una bella differenza.   
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Preview :
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/kg_vs_gasol.jpg&quot; alt=&quot;kg_vs_gasol.jpg&quot; title=&quot;kg_vs_gasol.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;405&quot; height=&quot;642&quot; /&gt;Ripartire da una vittoria è
sicuramente sempre una situazione positiva, ma non c'è sicuramente
tempo per pensare di festeggiare o per sentirsi già appagati. Che
gara due sia stata molto importante è sicuramente fuori discussione,
ma pensare che una sola vittoria possa fare la differenza metterebbe
questi Celtics spalle al muro. Bisogna rimanere concentrati
sull'obiettivo, e capire bene quanto sia importante il momento e
tutti i momenti successivi. La vittoria di domenica sera ha
sicuramente dell'epico, per certi versi, date le condizioni in cui
versava la squadra. Un cuore pazzesco, alla lunga, ha dato lo slancio
decisivo ai Celtics, che hanno costruito la vittoria sulle invenzioni
di Rajon Rondo che ha saputo veramente guidare la squadra. Molto
probabilmente la partita è girata in maniera decisiva quando, dopo
l'ennesimo tiro corto di Kevin Garnett, Rondo si è avventato
sull'ennesimo rimbalzo offensivo ed ha chiuso l'azione con la mano
sinistra per il 91 a 90. Qualcosa nello sguardo di Rondo è cambiato,
e la squadra ha capito a chi doveva affidarsi per cercare di
strappare la vittoria, ottenuta con tantissima fatica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quasi un impresa quella dei
Celtics, costretti addirittura a schierare Shelden Williams a tratti
nel secondo quarto, dando una svolta negativa alla propria partita e
ridando vita a dei Lakers che sembravano stessero subendo la maggiore
voglia di Ray Allen e compagni. Una perla, l'ennesima, in questi
playoff, che da sola non può bastare, se isolata e senza seguito.
C'è subito il bisogno di rimboccarsi le maniche e lavorare sulle
cose che non sono andate per il verso giusto, e ripartire con il
giusto piglio. Perchè adesso che la serie si trasferisce al TD
Banknorth Garden la speranza è che i Celtics riescano a sfruttare a
dovere il fattore campo. Espugnare lo Staples Center è stato molto
faticoso. Una volta ottenuto l'obiettivo, c'è da dare tutto ed anche
di più per cercare di mantenere inviolato il fattore campo, che
significherebbe tantissimo. Subito tanta concentrazione, per studiare
meglio gli accoppiamenti all'interno della serie e capire quanto
l'avversario sia forte, e come nulla possa essere lasciato al caso.
Non vi è dubbio che i Lakers siano una squadra forte che sta creando
più di qualche problema ai Celtics, ma è anche vero che c'è la
possibilità di studiare meglio le cose da mettere a punto dopo due
match che hanno permesso una conoscenza più profonda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
Perché se la vittoria vale oro ed
era una vittoria da cogliere, è anche vero che non tutto è andato
per il verso giusto, e che nei finali stretti può succedere sempre
tutto. Quindi, bisogna ancora aggiustare qualcosa, e come al solito
le cose da aggiustare sono quelle che non vanno bene. Il problema più
vistoso per i Celtics in gara due è stato quello relativo ai lunghi.
Magari sembrerà esagerato, ma come lo stesso Buffa, che credo sia
una persona competente, ha ricordato in telecronaca, i Lakers sono
tornati pericolosamente in partita grazie all'accoppiata
Shelden-Kobe. Dopo i tanti falli spesi dai nostri lunghi, il buon
Shelden entra e paralizza l'attacco, senza avere alcuna attività a
rimbalzo. Trovarsi a giocare una finale Nba dopo che ai Playoff non
hai partecipato praticamente mai credo che sia obiettivamente dura, e
per questo non è giusto processare Shelden. Ma è sicuramente da
rimarcare come il ragazzo prima tolga il rimbalzo in attacco ai suoi
compagni e come poco dopo regali la palla a Bryant che va a segnare
per il meno tre. Più nove palla in mano con la possibilità di
giocarsi gli ultimi ventitre secondi, qualora il rimbalzo in attacco
fosse stato raccolto, è differente dal chiudere il quarto con solo
più sei di vantaggio. Il che ha dato tanta forza ai Lakers, che
avevano l'inerzia dalla loro e veramente hanno rimesso in piedi una
gara che i nostri stavano giocando meglio sotto tanti aspetti, e che
doveva presentare un primo tempo con un vantaggio quantomeno diverso.
Ma così non è stato, ed il problema è che queste leggerezze si
pagano a caro prezzo.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Dunque, dei lunghi più attenti a
gestirsi e più capaci di controllare la situazione. Deve essere
essenziale il lavoro dei lunghi di casa nostra soprattutto in fase
difensiva. Oltretutto spesso e volentieri i falli dei nostri hanno
permesso ai Lakers di poter andare comodamente in lunetta, quando
invece dalla parte opposta i viaggi in lunetta erano più che
sporadici quasi inesistenti. Prevenire il problema dei falli dei
nostri lunghi però parte sempre dal concetto di difesa. E' la difesa
il punto focale di questi Celtics, ed è la difesa che deve ritenersi
capace di costruire la vittoria. Certo, in gara due le rotazioni sono
state migliori, gli aiuti arrivavano, ma i lunghi avversari
riuscivano sempre a far danni quando si trovavano accoppiati con
Garnett e Perkins. La qualcosa fa  impressione anche solo a pensarlo,
ma in effetti sono stata la coppia di lunghi peggio assortiti. Meglio
quando in campo c'è stato Sheed, che in questa serie è stato il
lungo più capace, sicuramente il più tecnico ed il più completo se
si considera fase difensiva ed offensiva. Dipendere da Sheed
sembrerebbe quasi paradossale, ma è fuori discussione che sia stato
colui che la gara l'ha giocata meglio. Soprattutto considerando che
Gasol è un centro molto tecnico, e che Sheed sa prendererlo bene sui
primi movimenti a differenza di Perkins, che si trova meglio
accoppiato con Bynum. Bynum che si sta rivelando un assoluto fattore,
dato il fisico esplosivo che mette in crisi a tratti lo stesso
Perkins. E che quando si accoppia con Davis, gli prende tanti
centimetri, il che significa quasi sempre che il losangelino possa
trovare lo spazio per andare a far male. Garnett per adesso non ha
impensierito nessuno dei lunghi avversari, né in fase difensiva che
offensiva.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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Una situazione sicuramente delicata
quindi, ma da studiare bene, perchè i Lakers riescono a trovare
tantissimi punti dai propri lunghi, e considerando che Odom fin qui
ha giocato poco, ma che è un giocatore dal valore indiscusso, è una
situazione da migliorare. Ma la fase difensiva non può dipendere
esclusivamente dal lavoro fatto dai lunghi. In prima analisi Boston
ha sofferto in entrambe le partite le penetrazioni dei Lakers,
soprattutto degli esterni, ed i nostri difensori più volte si sono
fatti battere sull'ingresso direttamente da palleggio. Lo stesso
Federico Buffa, che ripeto qualcosa ne sa, rimaneva sconcertato nel
vedere con quanta facilità i piccoli dei Lakers riuscissero a
battere i nostri sul palleggio trovando la strada libera. Anche
questo ha caricato i nostri di falli, ed è sintomatico di come
qualche cosa in difesa ancora sia da sistemare. Gli aiuti non sono
stati fin qui di grossa qualità, ed è un aspetto fondamentale.
Farsi battere da Kobe è quasi fisiologico, visto il valore del
fenomeno in 24. Lasciare punti &amp;ldquo;facili&amp;rdquo; a gente come Farmar e
Brown, ma a tratti anche allo stesso Fisher che non è più un
fulmine di guerra, è veramente poco piacevole. Sono dettagli che
fanno tanta differenza, soprattutto all'interno di una serie Finale,
che in ogni caso è una serie assolutamente dura. Il lavoro dei
lunghi deve essere accoppiato ad aiuti di maggiori qualità sui
palleggiatori avversari, e ad una pressione generale che deve
aumentare, anche in considerazione del fatto che la serie adesso si
sposta dove i Celtics, si crede, si sentano più a proprio agio.
Quindi, da parte di tutti gli esterni, da Pierce ad Allen, Da Tony a
Nate, c'è bisogno di attenzione.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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Una grande difesa dunque, da migliorare
di tanto, per imbastire le nostre vittorie. Questa difesa deve
sposarsi con tanta, tantissima aggressività a rimbalzo. Difendere
bene significa si non concedere tiri facili o penetrazioni in
solitaria, ma anche saper controllare bene la situazione, specie
sotto le plance. Concedere penetrazioni senza nessuno che vada a
mettere pressione è un aspetto sbagliato del nostro gioco, ma è
anche vero che i Lakers riescono ad ottenere molti più punti di noi
dalle seconde opportunità. Gara due a rimbalzo a visto i Celtics
fare un ottimo lavoro, ma vedere ad esempio Kevin Garnett con solo
quattro rimbalzi lascia presagire che qualcosa non ha funzionato fino
in fondo. Del resto c'è bisogno che i Lakers non trovino più
possessi di noi, perchè in una finale ogni possesso può risultare
decisivo, e gara due ne è la prova. Quindi la difesa dovrà lavorare
molto, tanto sui rimbalzi, che come sottolinea Doc Rivers
rappresentano l'occasione per correre e per presentare un attacco più
vario. Soprattutto, dopo un buon rimbalzo può verificarsi la più
classica delle situazioni di transizione, che presenta l'accoppiata
Rondo-Allen pronta a far danni. In gara due è stata questa, durante
il bel primo tempo, l'opzione più esplorata, anche perchè forse il
Doc ha voluto sfruttare il mistmatch che si era venuto a creare tra
Allen e Fisher.
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Presumibilmente in gara tre i Lakers
non lasceranno tutto quello spazio a Ray Allen, e presumibilmente
magari lo stesso Ray Allen non tenterà tante triple con quella
precisione e con la stessa mano incandescente. Il che potrebbe essere
anche un problema, visto che l'attacco dei Celtics non è più
fluidissimo, almeno in questa serie. Senza nascondersi, il pallino
del gioco e della squadra in mano ce l'ha Rondo. Secondo qualcuno il
ragazzo non è propriamente un Play, io sono di avviso diverso. Il
ragazzo sta maturando, ed è ancora giovane. Ha bisogno di calma
però, e di riflettere bene su ogni scelta. Il suo potenziale è
fuori dal comune, lo deve diventare adesso anche la sua mente. Alcune
situazioni presentano ancora troppa frenesia. C'è bisogno di calma e
di non cascare nel solito errore di farsi chiudere la strada verso il
ferro. I lunghi dei Lakers sono troppo attivi per pensare che il
ferro possa essere trovato agevolmente, e le sette stoppate di Bynum
rappresentano tantissimo. I Celtics muovono male la palla, c'è
bisogno di una circolazione fluida. A parte questo, La batteria di
esterni deve essere brava ad aprire il gioco. Pierce deve entrare
nella serie con cattiveria, deve far vedere il suo valore. Se
possibile, per Ray Allen ci accontenteremmo anche di una riconferma
su certi standard. Ma anche Tony e Nate, se possibile, devono
regalare punti. Tony, oltre alla difesa sui palleggiatori, che
abbiamo già spiegato quanto sia importante, deve tentare di dare
ritmo con la sua velocità e le sue penetrazioni. Nate, se dovesse
trovare spazio, deve continuare a giocare da Nate, ed accendere la
sfida come ha fatto anche in parte in gara due. Rondo, in tutto
questo, deve gestirsi e gestire la squadra, senza forzare nella
ricerca del ferro, prendendosi qualche buon piazzato con autorità,
guidando la squadra con tutta la sua classe.
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
Certo, anche i lunghi devono aprire
il campo ed attaccare bene. Soprattutto da parte di Kevin Garnett ci
si attende tanto. Prepotenza in post, e voglia di dimostrare sul
campo che il bigliettone è ancora valido per l'ingresso ad un grande
spettacolo. Sheed e Davis, invece, devono provare ad allargare i
lunghi avversari, a portarli fuori dalla zona di competenza.
Francamente poi Perkins di gara due mi è sembrato un signor
giocatore, e la sua prova, a parte  i falli, è stata tutta positiva.
Provare soprattutto a caricare di falli, per una volta, i lunghi
avversari, con l'aiuto magari anche di Pierce e di Rondo quando
penetrano.   Ricapitolando, tanta difesa, intesa anche nel senso di
pressione e di aiuti sul palleggiatore. Aggressività a rimbalzo,
cercando di catturarne più dei Lakers, in modo da poter partire in
campo aperto, ed in modo da poter cercare di non concedere seconde
opportunità ai Lakers. Un attacco fluidissimo se possibile, dove
tutti facciano la propria parte. Perché infondo, per quanto ci si
voglia girare attorno, i Celtics possono e sanno vincere solo di
squadra, con ognuno che ha la propria fondamentale importanza, con
tutti che occupano un ruolo ben preciso. Dal primo all'ultimo, c'è
bisogno veramente di tutti, sperando che non ci siano problemi di
falli che possano condizionarci.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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Una gara tre importantissima, più di
tutte le altre. E' una considerazione banale, ma più si va avanti e
più le partite rappresentano uno snodo di peso all'interno della
serie. Gara due poteva vederci affondare completamente, ma così non
è stato. Arrivare a Boston sull'uno ad uno significa più che tanto.
L'obiettivo è stato centrato, anche perchè i Lakers sono una
squadra molto tosta. Adesso non è tempo per lasciarsi prendere da
facili entusiasmi, anche perchè nulla è stato ancora fatto. Siamo
solo uno ad uno. Certo, siamo nella situazione in cui volevamo
essere. Ma a pensarci bene una cavalcata così merita tutta la
determinazione del mondo, e tutta la cattiveria agonistica. C'è
bisogno di tutta la classe della squadra, di una partita autorevole
di ogni singolo Celtics. Senza che ci siano timori che tengano o
paura che possano limitarci. Per coltivare il nostro sogno abbiamo
lavorato duro, ed il lavoro viene sempre ripagato. L'ostacolo più
grosso fino ad ora è stato rappresentato da gara due. Adesso c'è
bisogno che i nostri ce la mettano tutta, con tutto il Pride, ma non
solo. Con tutta la classe e con tutta la concentrazione. C'è bisogno
di lottare, ma anche di vincere. Perchè ogni vittoria ha un peso, e
per far si che il sogno continui, ne servono ancora tre. Ancora tre,
e c'è bisogno di non sbagliare nulla. Di ricavare il massimo da ogni
possesso, sia offensivo che difensivo. Perchè non è più tempo per
pensare, bisogna agire.
&lt;/p&gt;
</description>
			<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 01:05:41 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Playoff 2010, Nba Finals : Los Angeles Lakers Vs Boston Celtics (Game Two) 94-103</title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1971/83/</link>
			<description>C'è bisogno di tutta la forza e di tutto il cuore di questi Celtics per portare a casa gara due delle Finals Nba. Gara importante, in vista anche del ritonro a Boston, ed assolutamente da giocare con il massimo delle proprie possibilità. Per centrare la vittoria risulteranno decisive, alla fine, determinazione e tanta difesa, con un attacco fluido e pronto a far male, senza dimenticare il Pride che distingue questi ragazzi. 
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&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/kg_vs_farmar.jpg&quot; alt=&quot;kg_vs_farmar.jpg&quot; title=&quot;kg_vs_farmar.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;405&quot; height=&quot;637&quot; /&gt;Qualcosa da aggiustare, rispetto alla brutta gara uno, c'era per davvero. E sicuramente Coach Rivers ed il suo staff non sono rimasti inermi a guardare. Un attacco che si era inceppato più volte, ed ancor prima una difesa che non mbrava essere la solita, quella a tenuta stagna che non faceva filtrare nulla. Poca aggressività, si era detto, in gara uno. Tanta roba, a ben vedere, in gara due, nonostante una situazione relativa ai falli che cominciava ad essere tragica e sembrava poter condizionare la gara. E' stata la vittoria della squadra, del cuore dei Celtics, del Pride. E' stata una vittoria tra le più sofferte in questa Post Season, e sicuramente tra le più belle. Difficile non trovare qualcosa da apprezzare in questi ragazzi, nonostante qualche prestazione grigia.
&lt;/p&gt;
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&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
In ogni caso era importante provare a tutti i costi a fare nostra la gara. Andare a Boston con il due a zero da rimontare, sarebbe praticamente equivalso a gettare la spugna ed a consegnare la partita, o meglio la serie, ai Lakers, che di sicuro sarebbero stati contenti di poterla custodire. Non è stata una gara semplice, per tanti motivi, e questo rende la vittoria ancora più importante. I ragazzi hanno dovuto faticare per arrivare fino in fondo, e magari ad un certo punto sembrava fosse quasi fisiologico dover vedere la squadra mollare per far posto all'arrembante ritorno dei Lakers e soprattutto di Kobe Bryant. A dire il vero a far male in maniera notevole, oltre a Kobe, sono stati Bynum e Gasol. Inutile dire che i due sono lunghi di assoluto livello, e che Bynum sembra possa dare un grosso contributo a questi Lakers. Ma è anche vero che i Falli hanno condizionato la partita dei nostri lunghi, i quali stoicamente sono riusciti a resistere fino ad un quarto quarto dove hanno potuto opporre una grossa ed efficace difesa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dalla palla a due si capisce che non sarà una gara facile. Subito Celtics in avanti che trovano Kevin Garnett splendidamente pescato da Rondo che va in post basso sull'avversario Catalano e mette le cose in chiaro. Sembrerebbe l'inizio di una grande prova di KG, e conoscendolo sarebbe stato intuibile pensare che volesse spaccare il mondo. Invece, gli viene fischiato subito un fallo inutile che non era nemmeno molto visibile, e poco dopo un altro. E' l'inizio di una delle prestazioni più controverse della storia da Celtics del bigliettone.  L'inizio è tutto a favore dei Lakers, che sembrano subito voler correre tanto e poter mettere un pò di spazio tra loro e gli avversari. Invece, non ancora avevamo potuto ammirare la grazia di Ray Allen, che fin dai primi minuti fa capire quanto caldo sia in questa gara due. Comincia bene Ray, prendendo una tripla alla vecchia maniera, senza che nessuno lo metta in ritmo, ma dal palleggio, dopo aver sfidato Fisher. Si vede che Ray ha la mano calda, ma era difficile intuire quanto lo fosse realmente. E' battaglia vera per i primi sei minuti del quarto, dove le squadre segnano con regolarità e si gioca molto in stile ovest. E' evidente che in questa maniera ai Celtics non possa andar benissimo, dato che non è una squadra costruita per giocare così. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con l'ingresso di Odom cambiano leggermente le cose, e le squadre cominciano a rifiatare. Il finale è tutto di stampo Celtics, con i verdi che chiuderanno con sei punti di vantaggio. Il secondo quarto è lo Show di Ray Allen, che continua a sfidare il canestro ed a segnare da tutti i lati sempre con un rilascio della palla che oltre ad essere stilisticamente perfetto, è di una bellezza rara. Un quarto splendido quello dei Celtics, dove però l'unica pecca è quella dei troppi falli da parte dei lunghi. Per essere nemmeno a metà partita, la situazione recita tre per ogni lungo impiegato, ovvero Perkins, Garnett,Davis e Wallace. Fa il suo ingresso in campo Shelden Williams, che appare evidentemente impaurito ed emozionato. Certo, i ragazzi sono tutti professionisti, ben pagati per svolgere il proprio lavoro. Ma certi palcoscenici, se non li hai mai calcati, tendono ad apparirti sempre troppo grandi e particolari. Shelden non è un fenomeno, ma nemmeno un brocco pazzesco. Eppure, con il suo ingresso, l'intensità dei lunghi e della squadra in genere cala paurosamente. Nemmeno i Lakers possono sorridere del tutto, visto il terzo fallo fischiato a Kobe Bryant. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Con l'ingresso di Shelden, il vantaggio si assottiglia sensibilmente, con i Celtics che chiudono avanti solo di sei. L'inizio di terzo quarto è ancora peggio, con i Lakers che hanno preso lo slancio giusto e cominciano a martellare , con un artest che ne mette quattro in fila frutti di una tripla e di un libero messo a segno. Tra le altre cose, splendida la stoppata di Pierce su Artest, che solo un arbitraggio non dei migliori come quello di questa notte potevano considerare falloso. L'inerzia sembra subito tutta dalla parte dei Lakers, ma qui comincia veramente un gioco duro e sporco, da Finale Nba, in cui le squadre non risparmiano energia e nessuna delle due sembra venire a capo della situazione. Si arriva anche al quarto periodo in sostanziale equilibrio, e nonostante i cinque di Bryant il Mamba c'è, e con una giocata da tre punti, dove ancora una volta viene regalato un fallo che non c'era, ma gli arbitri vedono preventivamente, sembra che i Lakers stiano per prendere lo slancio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E' dura, una partita passata prevalentemente a condurre, ed i Lakers che sembrano poter scappare. Probabilmente altre squadre sul Parquet gialloviola avrebbero gettato la spugna per forza di cose, anche per una scarsa forza morale e mentale. I Celtics invece non si disuniscono, cominciano di nuovo a macinare il proprio gioco. C'è da ringraziare tutti se si arriva a questo punto, anche il piccolo Nate che quando è in campo sigla cinque punti importanti. Ma la vittoria la costruisce chi ha più voglia e più forze di tutti. Rajon Rondo cambia lo sguardo, ed è evidente. In men che non si dica il talento dei Celtics comincia a martellare i Lakers. Una tripla doppia in finale Nba testimonia quanto sia diventato forte il nostro Play. Il quale ci mette tutta l'energia del mondo soprattutto quando, con i Celtics sotto 89 a 90, si butta sull'ennesima palla vagante ed attacca il canestro con la decisione dei migliori. Ma nell'iconografia di questi nuovi Celtics deve, a forza di cose, rientrare anche la chiamata del Time-Out da parte del Doc Rivers, che dopo un rimbalzo di vitale importanza controllato a fatica dai nostri, entra letteralmente in campo per poter chimare il Time-Out. Splendido vedere Scalabrine, in borghese, corrergli dietro per abbracciarlo. I Celtics costruiscono qui la vittoria, con la freddezza giusta in attacco dopo la chiamata, ed un Perkins che segna per i suoi dodici punti, e rende la vittoria cosa certa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci è voluto cuore, ci è voluta passione e tanta energia. I Celtics potevano essere tagliati fuori dai giochi, letteralmente. Ma questa squadra, evidentemente, non ci sta a farsi pestare i piedi. Tutti giocano la propria partita, anche Pierce che si sacrifica e KG che prova almeno a lottare, nonostante le loro siano state prestazioni brutte. Vedere la difesa di Tony Allen, la corsa di Rondo, la cattiveria di Perkins, e le facce tutte dei Boston Celtics, fa capire quanto la squadra ci tenesse. E' stata un impresa vera e propria, tocca ai nostri adesso continuare su questa strada e non gettare alle ortiche lo splendido lavoro fatto. Se i nostri hanno lavorato sodo evidentemente è per un unico obiettivo. Per restare &quot;on focus&quot;, c'è bisogno di tanta concentrazione e di cogliere bene l'opportunità di giocare tre partite consecutive tra le mura amiche. E' stato il trionfo della squadra e del lavoro di squadra, adesso però l'importante è non rilassarsi. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Preview : &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/kg_on_bryant.jpg&quot; alt=&quot;kg_on_bryant.jpg&quot; title=&quot;kg_on_bryant.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;405&quot; height=&quot;652&quot; /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Quando il cammino diviene lungo come lo
è diventato quello dei Celtics in questi Playoff, ci si può
aspettare di tutto da una serie finale. Ci può stare davvero ogni
risultato, e rispetto alle altre partite la finale sembra seguire
veramente un copione a parte. Gara uno è stata già consumata, e per
i Celtics non è stato un bello spettacolo. Sembra che l'ottimismo
abbia abbandonato la maggioranza di chi vedeva nei Celtics una
squadra che possibilmente poteva ancora dire la sua per il titolo. A
dire il vero, è dall'inizio che i pronostici non danno molte chance
ai Celtics, ma tant'è , e dovrebbe stare ai nostri il compito di far
ricredere critica e avversari e dimostrarsi sul campo una squadra
forte e compatta. A gara uno terminata, è sembrato quasi che non ci
fosse già più molto da chiedere a questi Playoff. Sarà vero che il
record invidiabile di Phil Jackson può scoraggiare più di un
tifoso, ma bisogna sempre tener presente che l'importante è provarci
sempre, finchè viene offerta la possibilità per farlo. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Del resto, guardando l'andamento della
regoular season, in pochi avrebbero scommesso che i Celtics a questo
punto stessero giocando la finale Nba contro i Lakers. Forse però lo
staff e la squadra sono stati in grado di lavorare bene per inseguire
l'obiettivo di un altra finale. Arrivare a giocarsi ogni serie senza
il vantaggio del campo, esclusa la prima, evidentemente potrà portar
via diverse energie nervose, ma dopotutto può anche temprarti e
prepararti a dare il meglio in ogni circostanza. Questi Celtics sono
sembrati pronti sempre a colpire in trasferta, nonostante è evidente
che non avere la spinta del pubblico che possa sostenerti in
situazioni di bisogno, è un handicap importante. Ma non si può
cambiare quello che è un giusto premio alla stagione regolare
disputata, quindi niente rimpianti. Adesso c'è solo da mantenere
ancora la concentrazione, e provarci ancora una volta, in trasferta.
Contro i campioni in carica, contro una squadra terribilmente forte
che già in gara uno è sembrata volare decisa verso il titolo senza
troppi timori. Spuntarla a casa Bryant è qualcosa di assolutamente
complicato, ed in genere non è facile battere questi
Lakers.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ripartendo da gara uno, possiamo dire che i
Celtics non hanno mai dato l'impressione di poter far loro la
partita. Fin dall'inizio i Lakers, con la propria compattezza e la
loro grinta, hanno messo sul parquet qualcosa in più. Quello che non
è funzionato più di ogni altra cosa è stata la grinta a rimbalzo.
I Celtics hanno sofferto terribilmente l'esplosività dei Lakers.
Iniziamo con il riprendere un discorso di Coach Rivers potuto sentire
almeno in un paio di occasioni durante i time out. Non c'è nessuno
che riesca a difendere bene e con la giusta aggressività sul
palleggio e sulle penetrazioni dei Lakers. Sembrerebbe strano, ma la
prima causa dei mancati rimbalzi, secondo Rivers, arriva proprio da
questa scarsa pressione e dalla poca cattiveria sul portatore di
palla. In secondo luogo i lunghi sono sembrati tutti in soggezione di
Gasol e di Bynum, più che di Odom che il parquet lo ha calcato meno
del solito. I due lunghi titolari hanno avuto più grinta di tutti i
verdi messi insieme, e non c'è da nasconderlo. E' assolutamente
paradossale vedere quanta fatica sia costata ai Celtics questa
finale, e vedere la squadra mollare proprio al momento più
opportuno. Perdere una gara ci sta, è naturale, ma è anche
consequenziale capire che già questa diventa veramente importante,
da non poter più sbagliare.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Perkins tra i nostri lunghi non ha
opposto la solita difesa. Il problema di un possibile tecnico, come
suggerito da Buffa e Tranquillo, è sembrato abbastanza
condizionante. Garnett invece è sembrato un altro giocatore.
Evidentemente con il proseguire dei Playoff stanno emergendo
maggiormente quelli che sono i suoi problemi fisici, ma è anche vero
che vederlo così in balia degli avversari fa in un certo senso
spavento. Kevin è la trave portante del progetto Celtics, e averlo a
mezzo servizio fa sentire la squadra, probabilmente, parecchio
insicura. Una soluzione potrebbe essere un impiego corposo di Sheed,
problemi fisici permettendo. Non è un caso che con lui in campo la
squadra ha sempre girato meglio. Anche all'inizio dell'ultimo
periodo, con i Celtics finalmente decisi ed almeno un po' in partita,
gli otto punti recuperati sono arrivati con lui e Glen Davis in
campo. In più, i due, sono più pronti a giocare lontano da
canestro, dove Bynum e Gasol riescono a fare meno paura. Una
soluzione potrebbe essere questa, a patto che anche Garnett ci metta
del suo e mostri tutto il suo valore. Tanto più che le dichiarazioni
di Gasol, per così dire, non sono stato certo carine. Un KG punto
nell'orgoglio deve rispondere sul campo, altrimenti le parole di
Gasol rischiano di essere più che veritiere. In sostanza, quindi,
c'è bisogno dell'esplosività dei lunghi a rimbalzo, e della giusta
attenzione in fase difensiva. In attacco, una buona freddezza sia
sotto canestro che soprattutto lontano, dove magari si può fare più
male. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Un altro punto cruciale a favore dei
Lakers sono state le penetrazioni continue, e le continue accelerate
dei suoi esterni. Che Bryant possa presentare una marcatura
complicata è assolutamente normale, visto il livello del giocatore
che probabilmente è il più forte dell'intera lega. Soffrire anche
Artest, non il miglior attaccante della lega, e soprattutto Farmar e
Brown, significa che in fase difensiva qualcosa veramente non ha
funzionato. Pierce ed Allen non hanno giocato una partita fantastica,
nonostante qualche spunto prezioso del capitano. Quando il Doc
parlava giustamente di scarsa pressione sul portatore di palla, e
sulla pochezza nel contrastare le penetrazioni, si riferiva anche a
loro due. Con Tony Allen qualcosina si è visto, ma purtroppo quando
l'attacco non gira come la scorsa volta, avere anche Tony
offensivamente, che non è il meglio in questa squadra, può
limitarti parecchio. C'è Bisogno di tutto il sacrificio di questo
mondo, ma a questi livelli è necessario. Nella serata ci potrà
essere magari anche l'uso di Marquis Daniels, che sembra possa
recuperare per la partita. Sicuramente il massimo però lo dovranno
fare Pierce ed Allen, sempre loro. Oltre alla difesa, poi, c'è anche
parecchio da attaccare. Pierce ha mostrato di potersela giocare anche
con una marcatura stretta, di avere ancora il guizzo. Avere a che
fare con Artest è veramente complicato, ma ciò non toglie che in
attacco il ritmo lo si deve trovare. C'è bisogno dei suoi isolamenti
e della sua freddezza quando l'attacco ristagna. Allen invece,
presumibilmente, dovrebbe presentare il punto di forza del nostro
attacco. Come spiegato sicuramente meglio di quanto non possa fare io
da Federico Buffa in telecronaca, al Coach Rivers piace sfruttare il
matchup che almeno teoricamente ci vede meglio. Cavalcare Allen
quindi è la soluzione, visto che Ficher può soffrirlo, e la difesa
dei Lakers è parsa più orientata sia su Rondo che su Pierce. In
conclusione, quindi, c'è bisogno di attenzione da parte di chi
difende, e di cavalcare con attenzione le situazioni favorevoli in
fase offensiva. Limitando sempre i falli che possono condizionarci.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Capitolo a parte merita Rajon Rondo,
che in questo momento sembra aver perso lo smalto che lo rendeva
l'uomo in più di questi Celtics. In vistoso calo nelle ultime
partita, ha giocato una gara uno veramente brutta per essere la
nostra stella. L'ultimo periodo , presumibilmente, pare averlo
frastornato. Ma Rondo deve abituarsi allo status di guida della
squadra, visto anche come ha saputo guidarci fino a questo punto.
Rondo ha detto di dover dare credito a Kobe Bryant ed alla sua
marcatura particolare, ma francamente bisogna dar credito anche ad
una condizione calante ed a prestazioni che non sembrano più quelle
iniziali. Rajon deve ritrovarsi, velocemente, anche perchè a tratti
aveva lo spazio alle spalle di Bryant per attaccare, come sempre il
solito Buffa metteva spesso in risalto. Rajon può essere l'arma di
questi Celtics, ma deve giocare con la giusta concentrazione.
Soprattutto, il momento in cui Boston muoveva meglio la palla,
paradossalmente, era quello in cui in campo c'era Nate Robinson. Il
buon Nate, che più volte ho criticato per il modo di giocare, sta
mostrando di essere un play di livello, magari con qualche tendenza
all'anarchia tattica, ma che in ogni caso sembra essere determinato.
Certo, alcune palle per lui scottano particolarmente, visto che non è
mai stato abituato a giocare certe partite, ma dopo tutto il suo
risultato non è stato così deleterio. I due Play, soprattutto
Rondo, devono far muovere la palla, essere intraprendenti, trovare
con pazienza lo spazio ed il tempo per attaccare e per il passaggio.
Muovere la palla, sempre, per non rendere il nostro attacco
prevedibile, e correre se la difesa offre la possibilità di una
transizione veloce, in cui magari mettere in movimento le mani sagge
di Ray Allen.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Ma a conti fatti, si torna sempre al
punto di partenza : bisogna difendere con rigore. Ricapitolando il
tutto, c'è bisogno che i rimbalzisti riescano a tagliare fuori
qualche volta gli attaccanti avversari, che con un numero elevato di
seconde opportunità susseguenti ai rimbalzi offensivi, ci hanno
letteralmente inginocchiato. Maggiore pressione in fase difensiva, è
questa la base. Soprattutto, più induzione all'errore agli stessi
Lakers quando questi cominciano a far circolare la palla. Senza
perdere la solita cattiveria, che deve sorreggere i nostri. Dopo le
dichiarazioni dei Lakers poi, c'è bisogno di rispondere sul campo, e
dimostrare che non siamo arrivati per caso in finale, ma che
meritiamo ampiamente il posto che occupiamo in questo momento. La
palla deve circolare e c'è bisogno che si allarghi la difesa, come
saggiamente suggeriva il nostro compagno Tiber. Avere diversi
tiratori dovrà pur servire a qualcosa. Nate, Finle, Sheed, oltre a
Pierce ed Allen, hanno il compito di pungere, per rendere il nostro
attacco più imprevedibile. Riuscendo ad evadere le mura difensive di
Bynum e Gasol, nella speranza che Odom non faccia troppi danni. Da
evitare anche la marcatura solita di Artest, e come detto le
pentrazioni di chi non è Bryant, come Fisher, Farmar e Brown, E
cercare, in qualche modo, di limitare Kobe, che sta giocando in 
maniera impressionante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Senza dimenticare nemmeno
per un secondo che ci troviamo alle finali Nba, e che il livello del
basket è assolutamente altissimo. I Lakers ci sanno fare, e sembra
che la prima vittoria abbia dato loro già il giusto slancio. Restare
a guardare però farebbe di noi una pessima squadra. L'importante è
vincerne almeno una delle prime due. A conti fatti, visto che la
prima è andata, fallire questa avrebbe ripercussioni tremende
sull'intera serie, visto anche il format con cui si svolgono le
finali. Sotto con tutto il Pride, con tutta la difesa, con tutto il
cuore. Non bisogna mollare nemmeno un possesso, bisogna difendere con
il sangue su ogni attacco, lottare per ogni palla, restare sempre
concentrati. E bisogna lavorare di squadra, perchè singolarmente
nessun Celtics vincerà questa partita. Insieme magari, invece, si
potrà lavorare. Quindi ognuno deve pensare per se e per i compagni,
capendo che tutti sono indispensabili alla stessa maniera, da Garnett
a Shelden Williams, e che ogni aiuto, ogni rimbalzo catturato, ogni
canestro che entra, può avvicinare questa squadra al sogno. Che
magari rischia di infrangersi ogni istante di più, vista la forza
dei Lakers, ma che ci tocca difendere fino alla fine. Partita
importante, sicuramente, senza dimenticare che ogni partita è sempre
più difficile della precedente. Ci vuole tutto il cuore di cui
dispongono i ragazzi, senza lasciare nulla al caso, perchè ogni
lasciata è persa a questo punto, e non tornerà più.
&lt;/p&gt;
</description>
			<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 00:51:54 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Playoff 2010, Nba Finals : Los Angeles Lakers Vs Boston Celtics (Game One)  102-89</title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1970/83/</link>
			<description>Cominciano le Finali Nba del 2010, con i Celtics impegnati in quel di Los Angeles nel Remake di quella che è stata la finale del 2008. La speranza è che il risultato non sia diverso, e per far si che l'anello arrivi direttamente a Boston c'è bisogno di una gara uno giocata con cattivera e con tutto il pride di cui si dispone, dell'apporto di tutti i componenti della squadra e della solita difesa estremamente concreta.
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&lt;title&gt;&lt;/title&gt;
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&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Recap : A cura di Francesco Parisotto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Primo Quarto
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/kg_on_gasol.jpg&quot; alt=&quot;kg_on_gasol.jpg&quot; title=&quot;kg_on_gasol.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;405&quot; height=&quot;396&quot; /&gt;Partenza incerta dei nostri che non
sembrano gli stessi rispetto alle serie precedenti. In particolare i
bianco-verdi soffrono di mancanza di concentrazione e di intensità,
soprattutto in difesa. Bryant come al solito si dimostra uomo
decisivo partendo bene e inanellando una serie di canestri a modo
suo. Di contro KG all&amp;rsquo;inizio non sembra essere quello visto
ultimamente. A dare una (grossa) mano al 24 giallo-viola c&amp;rsquo;è il
compagno di successi Pau Gasol, il quale dimostra la sua enorme
utilità in frangenti come i rimbalzi e di conseguenza i canestri su
seconda opportunità (a fine gara second opportunity points 16-0
Lakers!). Nel primo spicchio di gioco la partita è molto risicata
per quanto riguarda il risultato, a dimostrazione di quanto sia
difficile pronosticare la serie. I Celtics continuano a faticare a
ingranare in maniera pericolosa, come lo era stato nei Play Off.
Intanto Gasol continua a dimostrare il suo valore sotto canestro,
mentre i nostri si concedono distrazioni non da finale NBA a fine
quarto.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Secondo Quarto
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Sheed inanella 5 punti e stoppa Gasol
facendo riprendere un po&amp;rsquo; di fiducia ai C&amp;rsquo;s. La partita però
continua ad essere giocata in sostanziale equilibrio, senza però che
i Celtics vadano in vantaggio, grazie all&amp;rsquo;ottima difesa dei Lakers,
complice il numero 16 di L.A. che sfoggia la sua tecnica
squisitamente europea difendendo in maniera esemplare. Nonostante il
punteggio parli di un equilibrio leggermente tendente verso ovest,
Boston sembra giocare con 5 singoli, non con un gruppo come ci aveva
abituato nei Play Off e soprattutto come reciterebbe la regola
Auerbach.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Terzo Quarto
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Come tutta la squadra, Rondo sembra
meno lucido del solito, nonostante le statistiche di punti e assist
parlino di una partita discreta. L&amp;rsquo;impressione è che il numero 9
sia troppo sotto pressione, caricato di responsabilità dalla stampa
che da tempo va recitando &amp;ldquo;The Big Four&amp;rdquo;. Se in cabina di regia
le cose non vanno così bene, non meglio sono i risultati provenienti
dal pitturato. La presenza di Bynum e il suo strapotere fisico
mettono in difficoltà Perk, intimidito per paura di prendersi
tecnici che gli costerebbero gara-2. In questo quarto i Lakers
mettono le basi per la fuga, costruendo il vantaggio sui rimbalzi. A
3 dalla fine i Lakers cominciano ad esaltarsi in maniera seria e
raggiungono il +20  fine quarto.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Quarto Quarto
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Nei primi 3 minuti Boston sembra venire
fuori con un parziale di 8 a 1. Poi però le difficoltà riscontrate
nei precedenti periodi si ingigantiscono a dismisura e danno ai
Lakers la vittoria
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Questa volta abbiamo visto poco gioco,
poca difesa, poca precisione. Garnett è sembrato ripiombare
nell&amp;rsquo;inerzia negativa che lo ha caratterizzato durante la regular
season (sbaglia 2 canestri consecutivi da 20 cm!!!). Il capitano non
si è acceso, come di consueto, nei momenti in cui si ha bisogno di
lui. Rondo non sembra così devastante al cospetto di Kobe. Allen si
procura dopo soli 3 quarti 5 falli che lo limitano molto nella difesa
del resto della partita. Perkins sembra un cagnolino ammaestrato. La
panchina non porta l&amp;rsquo;aiuto che era stato fondamentale nelle serie
precedenti. Nonostante tutto i Celtics hanno dimostrato che vogliono
vendere cara la pelle in questa serie. Speriamo che questa seria sia
servita solo per prendere le misure! Celtic Pride
&lt;/p&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Preview :&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/kg_dunk_on_magic.jpg&quot; alt=&quot;kg_dunk_on_magic.jpg&quot; title=&quot;kg_dunk_on_magic.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;405&quot; height=&quot;696&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molto probabilmente poco più di un
mese fa, quando cominciava la post season Nba, tutte le squadre in
ballo avrebbero desiderato trovarsi al posto occupato da Lakers e
Celtics. C'è anche da scommettere che in pochi avevano pronosticato
tale accoppiata per le finali Nba. Ma, dalle sedici squadre partite
con l'obiettivo di percorrere quanta più strada possibile in questo
percorso dei Playoff, sono proprio queste due le uniche rimaste
ancora in ballo. Sicuramente, dal punto di vista del talento e della
storia, è quanto di meglio possa esistere all'interno del mondo del
Basket professionistico. Si affrontano le squadre più titolate,
quelle che nel corso della storia della Nba hanno dato vita a duelli
epici. Si affrontano due pezzi di storia, e due filosofie diverse di
fare basket, che in questo periodo incarnano le differenze anche
abbastanza palesi tra le squadre dell'Est e dell'Ovest. Non è un
duello tra semplici avversari, ma si tratta di una rivalità che
trascende i canoni classici ed investe la partita di una speciale
magia che solo queste due squadre possono ricreare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si
torna in campo, finalmente, dopo l'interminabile attesa che separava
le squadre dalla partita. Ci eravamo lasciati con i nostri Celtics
dopo che la squadra si era laureata campione di Conference, battendo
Orlando in sei gare, con un gioco che al solito ha mostrato il meglio
di se quando è stato costruito sulle basi di una difesa solida.
Giorni di attesa interminabili probabilmente per i molti fan
impegnati già con la mente a vivere quello che si preannuncia un
finale di stagione scoppiettante. In ogni caso è già importante
avere un occasione per il titolo. Adesso sta ai nostri saperla
sfruttare. In questi giorni l'obiettivo principale per i nostri è
stato quello di recuperare dagli acciacchi fisici. Quindi, occhio
soprattutto a Rasheed Wallace, che nonostante sia sempre un po'
restio a concedere dichiarazioni, ha fatto sapere di sentirsi meglio,
cosa confermata poi anche dallo stesso Coach Doc Rivers. A parte
Sheed, i Celtics ed il proprio staff doveva lavorare sulla caviglia
malconcia di Tony Allen, un altro che all'interno della serie,
nonostante non parta in quintetto, rischia di giocare un ruolo
fondamentale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Problemi da smaltire anche per Glen
Davis, che era stato vittima durante gara cinque di un attentato vero
e proprio alla sua incolumità da parte di Dwight Howard. E, per
finire, Rajon Rondo doveva recuperare dall'acciacco alla schiena,
rimediato sempre  a causa della troppa foga con cui sui parquet tende
ad esibirsi Howard. Sicuramente da questo punto di vista i giorni di
riposo avranno fatto bene, sia per recuperare energie nervose che per
mettere a posto gli ultimi particolari dal punto di vista fisico.
Detto questo, a Los Angeles deve volare una squadra convinta e
motivata, conscia di giocarsi, almeno presumibilmente, una delle
ultime occasioni di vincere un titolo per quel che riguarda alcuni
giocatori. Una finale Nba dovrebbe tirare il meglio di ognuno dei
giocatori in campo, ma la considerazione che altre occasioni del
genere potrebbero non presentarsi dovrebbe ulteriormente caricare
giocatori che si sentono presumibilmente pronti per tali scenari. 
&lt;p&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Ancora una volta Los Angeles contro
Boston. Ancora una volta quel coro che accompagna spesso i tifosi
Celtics, e che fu una dolce premessa per il titolo del 2008. Quel
Beat L.A. Che nell'ultimo quarto di gara sei contro i Magic
riscaldava il TD Garden in una maniera incredibile, e che in un certo
senso annunciava già quello che tutti attendevano. Arrivano due
squadre sostanzialmente simili ma a conti fatti un po' diverse
rispetto a quelle del 2008. Partendo dalle considerazioni di Doc
Rivers, che in ogni caso qualcosa delle sue squadre conoscerà pure,
questi Celtics sono più forti rispetto a quel 2008. C'è Sheed in
più, che a differenza di Posey, un uomo di spessore e caldo uscendo
dalla panchina, secondo il Doc è un vero e proprio campione che può
fare la differenza. Tony Allen sta meglio dal punto di vista fisico,
ed ha potuto dare il suo contributo. C'è un vince Rondo che non si
chiama Sam Cassel, arrivato alla soglia dei quarant'anni, ma c'è il
giovane e rampante Nate Robinson. In più, Rondo soprattutto, ma
anche Perkins e Davis, sono migliorati sensibilmente rispetto a
quella finale di due anni fa.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Le perdite si limitano a Posey, Brown e
Powe, il che non è poco considerando l'impatto di Powe in quella
finale. Tutto sommato mancherà limitatamente Sam I Am visto lo
scarso impiego avuto nella finale più volte ricordate. C'è anche un
Garnett che forse qualcosina ha perso dal punto di vista fisico, ma
che in fase difensiva a dire il vero ha giocato dei Playoff alla sua
maniera, e che contro i Cavaliers ha giocato una serie stupenda dal
punto di vista offensivo. Qualcuno potrebbe far notare come contro
Orlando KG offensivamente si sia visto poco. Ma bisogna considerare
come lo stesso abbia spesso sofferto nell'accoppiamento con Lewis ed
i Magic in genere, e come abbia annullato lo stesso Rashard Lewis che
lo scorso anno ci fece male e non poco. Ma anche i Lakers arrivano
forse con una squadra un po' cambiata. In concreto i losangelini
hanno ritrovato Bynum, perso durante la stagione che riportò il
titolo a Boston, ed hanno aggiunto un difensore solido al loro
quintetto, ovvero tale Ron Artest.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Forse è proprio nel passare dalla
marcatura di Vlado Radmanovic, a quella di Ron Artest,ai danni di
Pierce, che i Lakers hanno compiuto un salto di qualità sostanziale.
Durante l'anno lacquisizione di Artest non è sembrata così
imprescindibile, ma almeno secondo il Coach Rivers l'innesto di Artes
è stato fondamentale per le sorti dei Lakers. Secondo la sua
analisi, Kobe Bryant, che inizia ad invecchiare come è naturale che
sia, per la prima volta ha potuto dedicarsi solo ai compiti
offensivi, in quanto dietro puntualmente c'era il buon Ron a fare la
sua parte. Un particolare da non trascurare, vista la lucidità che
può mantenere poi in attacco il 24 gialloviola, che è sempre capace
di fare male a tutti. Ma in ogni caso rispetto al 2008 è anche vero
che il Celtics più pericoloso è divenuto tale Rajon Rondo, che in
gara sei delle finali che ci regalarono il diciassettesimo titolo,
giocò in maniera letteralmente stupenda. Sicuramente il povero
Fisher non potrà tenere tutto il tempo il play di casa nostra. Ed in
più, i giovani Thunder, hanno messo a dura prova la resistenza
Lakers proprio grazie alla prova del loro Play . Da più parti si
paventa l'ipotesi di una marcatura particolare curata da Bryant su
Rajon Rondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rajon deve essere quindi il punto
focale della nostra squadra, colui dal quali non possiamo
prescindere. Stancare Bryant è fondamentale, così come fondamentale
sarà attaccare senza sosta e senza soluzione di continuità,
riuscendo a far male. Fino a qui Rondo ha disputato dei Playoff da
vera e propria stella della squadra. Il riconoscerlo ad un certo
punto come leader tecnico, ha dato una nuova dimensione ai Celtics.
Le fortune partono da lui, quindi, ma si espandono alla prestazione
generale. Pierce e Ray Allen dovranno innanzitutto limitare la
stella, che è Kobe, e poi ritagliarsi importanti giocate in attacco.
Le fortune nascono dalla difesa, quindi sotto con il solito sistema.
Fermare Kobe non è facile, ma quando hai già affrontato Wade e
James, una certa esperienza in merito l'hai acquisita. I due quindi
dovranno stancarsi ma dovranno risultare efficace, anche a rimbalzo
per assicurare il giusto apporto. E poi, in attacco, sotto con i
soliti punti. C'è da sperare che Pierce riesca a giocare alla sua
maniera, senza soffrire Artest, e che Allen sfrutti il possibile
accoppiamento in fase offensiva con Fisher, non il miglior difensore
dei Lakers.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Il reparto lunghi, presumibilmente,
vedrà più spesso impegnati Garnett contro Odom e  Perkins contro
Gasol, con Bynum che nonostante parta in quintetto dovrebbe prendersi
meno minuti degli altri due. Odom è il miglior lungo difensivo dei
Lakers, senza dubbio. L'uomo &amp;ldquo;tattico&amp;rdquo; che nello scorso anno ha
di fatto annientato le speranze di tutti i Magic. Adesso c'è bisogno
che KG riesca a portarlo lontano da canestro, dove in ogni caso Odom
sa difendere benissimo. Ma se KG ricorda la formula in stile 2008, sa
far piangere letteralmente i lunghi avversari. Anche Sheed e Glen
Davis, che sono giocatori differenti, avranno il compito di apportare
i giusti correttivi. Chi giocando di Pick and Pop e sapendo sfruttare
un fisico più duro in post, e chi con la propria atipicità e
velocità, dovranno portare alla squadra un sostanziale beneficio.
Perkins ha tenuto bene Howard, che è un centro più fisico, ma
adesso arriva Gasol, un tempo detto Gasoft. Vediamo se solo il fisico
regge contro la classe del catalano, senza dimenticare che lo stesso
Sheed e lo stesso Glen Davis possono giocare da centro. E che Bynum può comunque presentare un fisico non indifferente pronto a far male.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Le
panchine saranno chiamate come al solito a dare il proprio
contributo. Per i Celtics può essere importante, se non
fondamentale, la difesa di Tony Allen, mentre Nate Robinson può
considerarsi la mina vagante in grado di regalare qualche buon
parziale. Già detto dell'importanza dei due lunghi di riserva,
vedremo se le rotazioni verranno casomai allargate anche ad altri.
L'importante è che comunque si lavori di squadra, su di un campo
incandescente, dove diventa di un importanza notevole già gara uno.
Tanta difesa, tanti tagliafuori difensivi, tanto lavoro in pressione
e sugli aiuti quando inizierà a girare la palla nel triangolo
californiano. C'è bisogno di tutto il pride e di tutta la
concentrazione, perchè nonostante sia la finale, chi perde va a
casa. E lo fa senza anello.
&lt;/p&gt;
</description>
			<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 01:04:41 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Road To The Finals : We Have A Title Shot</title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1969/81/</link>
			<description>L'Nba è ferna in attesa delle finali, ma chi di noi non ha già cominciato, almeno mentalmente, a giocare la gara più attesa e sognata della stagione ?
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&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/east_champ.jpg&quot; alt=&quot;east_champ.jpg&quot; title=&quot;east_champ.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;405&quot; height=&quot;607&quot; /&gt;Tempo di pausa, aspettando le finali
Nba. La squadra probabilmente tenderà a sfruttare il tempo a
disposizione per poter mettere a posto i dettagli che non vanno dal
punto di fisico. Noi invece, che siamo già in fibrillazione al
pensiero di quanto possa accadere da qui a qualche giorno,
prendiamoci il tempo per riflettere un attimo. Un bel respiro è quel
che ci vuole per cominciare, ed immediatamente la mente ha bisogno di
essere sgomberata. Un intero duemiladieci di delusioni, tra cui
spiccavano le sconfitte contro Wizards e Nets, sembravano aver
tagliato le gambe alle speranze legate alla squadra. Quando si
guardava ai Celtics, sembrava si guardasse ad una squadra avulsa,
senza speranze, praticamente alla fine di un ciclo che sembrava
essere stato alquanto breve. Arriva il diciassette Aprile tra lo
scetticismo generale. Gli addetti ai lavori danno la nostra squadra
fuori al primo turno. Tutti vedono Miami come la franchigia meglio
attrezzata a sovvertire il fattore campo nella serie, e pronta a
buttarci fuori in men che non si dica. Chissà perchè poi, nessuno
ha provato a pensare che nonostante tutto fossimo ancora un gradino
sopra Miami. A dire il vero la serie è stata abbastanza netta,
sottolineando che la differenza era molto più che netta. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E'
stata la serie di Rajon Rondo, è stata la prima serie dei nuovi
Celtics. Nuovi, perchè in effetti il ragazzo in fascetta, l'astro
nascente della squadra di Boston, per la prima volta è stato in un
certo senso incoronato come vero e proprio leader dal gruppo.
Sembrerebbe paradossale, ma se nel 2008 i Celtics erano i Big Thre e
poco contorno, anche se di qualità, in questo momento sembrano
dipendere tanto da Rajon Rondo. Certo, l'intensità difensiva rimane
qualcosa di assolutamente unico, e a tratti sembrerebbe ricordare
davvero quella messa sul parquet dalla squadra che nel 2008 distrusse
i sogni di ogni altra franchigia che le si parasse davanti. Ma è il
modo di attaccare che è cambiato radicalmente. Il faro della
squadra, in tutti i sensi, è Rondo, ed è lui che ha dato una nuova
dimensione ai Celtics. Due serie eccellenti, ed una a soffrire contro
un altro play che sicuramente non è l'ultimo arrivato, tale Jameer
Nelson. Non una brutta serie quella di Rajon, ma sicuramente meno
positiva delle altre due. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Esaminando i numeri del ragazzo, può
emergere come nelle sconfitte ci sia un pizzico in più di lui dal
punto di vista realizzativo. Sintomatico del fatto che quando la
squadra viene a mancare, il giocatore è anche capace di prendersi
maggiori responsabilità, ulteriori, che lo portano a giocare a
livelli altissimi. L'emblema dell'importanza da riconoscere a Rondo
all'interno di questa squadra credo possa essere la gara uno
disputata contro i Cleveland Cavaliers. La squadra, senza Rajon
costretto fuori per problemi di falli, ha perso di colpo sicurezza,
ha trovato contro un Mo Williams rincuorato dall'assenza del nostro
numero nove, ed ha subito il parziale taglia gambe per quella
partita.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Arrivati alla soglia delle Finals,
bisogna saper riconoscere che la squadra ha saputo lavorare
all'interno trovando la quadratura del cerchio e gli giusti stimoli.
Ha trovato di fronte le prime due della classe, e le ha battute
entrambe. Sia i Cavaliers che i Magic infatti, rappresentavano il top
a livello Nba. Due record di tutto rispetto , che potevano garantire
ad entrambe, in caso di arrivo in finale, la garanzia del fattore
campo a proprio vantaggio. I Celtics invece il fattore campo lo hanno
potuto sfruttare solo al primo turno di Playoff, per poi vedersi
costretti a rincorrere sempre il sogno in trasferta. Magari altre
squadre non avrebbero trovato tutta questa forza di volontà, ma i
nostri si sono dati da fare e sono arrivati fino al termine del
viaggio dei Playoff. E' già molto, ma sostanzialmente la stagione
può finire bene o male. Perchè un conto è terminarla con un titolo
sostanzioso, ed una gioia da ricordare, mentre un altro conto è
arrivare alla fine dei giorni con una sconfitta che sarebbe terribile
da mandar giù.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
I veterani, del resto, sanno quanto sia
importante questa gara per tutti loro. Ognuno, per certi versi, ha
vissuto anni bui, come li definisce ad esempio Kevin Garnett quando
si riferisce al periodo in cui provava in tutti i modi a far
decollare i suoi Minnesota Timberwolves senza riuscirci purtroppo. Ma
non possono non essere definiti allo stesso modo gli anni di Ray
Allen dopo la finale con i Bucks, dove la luce tardava ad arrivare, o
quelli di Paul Pierce in dei Celtics in costante ricostruzione, che
mai sembravano riuscire almeno a mantenere dei punti fermi nella
stessa ricostruzione. Adesso i tre hanno acquisito tutta l'esperienza
possibile, o quasi, visto che c'è sempre da imparare. I ragazzi
arrivano in finale sentendo un po' l'aria di chi si trova a vivere
l'ultimo giorno del liceo. Di chi sa, in pratica, che certe
sensazioni non torneranno più, che certe esperienze probabilmente
non saranno più vissute. Gli stessi giocatori, in riferimento allo
stesso Rondo che, rispetto a loro, ha un età bassissima ( 24 anni,
nove in meno rispetto a Pierce, 10 ed 11 rispettivamente in
riferimento a Ray e Kevin), hanno detto che da ragazzo magari non ci
si riesce a rendere conto che nel mondo dell'Nba ogni occasione può
essere l'ultima, quella buona per vincere un titolo. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma gli stessi ragazzi,
come Perkins e Rondo, sanno bene di quanta fatica costi arrivare fino
in fondo, e di quanto sia ancora vivido lo spettro di una stagione da
meno di trenta vittorie. Ecco perchè, anche i ragazzi, parlano di
come non si debba sprecare la possibilità di rivincere il titolo.
Non si può sprecare, non deve essere sprecata. In definitiva abbiamo
una possibilità, ma non ci è stata di certo regalata. Il sudore di
ognuno è servito per arrivare sin dove siamo arrivati. Come nel
2008, ritroviamo i Lakers, la squadra che credo sia detestata
maggiormente da ogni Celtics che si rispetti. Arrivano loro con il
fattore campo, e con una squadra più matura. Con un Artest in più,
con Bynum disponibile, e con uno Shannon Brown pronto nelle
rotazioni. Il resto è tutto come due anni fa, con Gasol e
soprattutto Bryant a costituire l'asso portante della squadra, e con
il solito Fisher sugli scarichi. Odom pronto a giocare tanti minuti,
ed un coach che per quanto di tattica ne capisca veramente poco, ha
pur vinto 10 anelli e si ritrova un esperienza che non è presente in
nessun altro coach Nba. Arrivano i Lakers con il proprio triangolo,
da smantellare possibilmente. Noi siamo una squadra, come detto ,
essenzialmente diversa. Con i nostri tre Assi, con qualche anno in
più, ma con un altro Rondo nel motore, che ai più bravi sicuramente
ricorderà la gara fantastica in gara sei delle finali. Uno Sheed che
deve dare il suo, schiena permettendo, ed un Nate Robinson che
finalmente sembra essere entrato nei meccanismi della squadra. Un
Tony Allen, soprattutto, sano, che di solito ha tenuto sempre
benissimo, come nessun altro nella lega, Kobe Bryant.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Stiamo
a vedere che succede, ma godiamoci la nostra ultima chance. Vada come
vada, sarà stata una buona esperienza. Certo, solo la vittoria più
renderla tra i ricordi migliori dei Celtics. Per chi volesse un
motivo per sorridere, è da sette anni che una squadra non ripete la
vittoria per due stagioni successive. Ed in questi sette anni, il
titolo si è distribuito di volta in volta in una conference diversa,
quindi è da sette anni che il titolo non finisca per due anni
consecutivi alla stessa conference. Ma il dato che più mi piace
ricordare è che questi Celtics hanno eliminato, regoular season alla
mano, prima e seconda della classe. Adesso arrivano i terzi della
classe, e non so a voi, ma a me il detto non c'è due senza tre è
sempre piaciuto. C'è da forzare già in gara uno, sempre secondo i
numeri, in quanto il Coach dei Lakers tende a vincere tutte le serie
di Playoff che comincia vincendo. Staremo a vedere, ma in ogni caso
anche i Cavaliers prima di incontrare noi avevano sempre vinto una
serie di Playoff iniziata con l'uno a zero. Dopo quest'anno non
potranno dire più lo stesso. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
</description>
			<pubDate>Mon, 31 May 2010 09:05:35 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Playoff 2010, Eastern Conference Finals : Orlando Magic Vs Boston Celtics (Game Six) 84-96</title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1968/83/</link>
			<description>C'è bisogno della spinta e dell'untisiasmo di tutto il Garden, dato che è già tempo di gara sei per i Boston Celtics, che avranno di fronte ancora una volta i Magic, redivivi dopo le due vittorie ottenute. C'è bisogno di una squadra affamata ed arrabbiata, dopo il trattamento riservatoci da Howard ed arbitri. Pride e tanta forza di volontà, unite alla cattiveria agonistica di chi vuole la finale, sono gli ingredienti per la vittoria, che regala l'accesso alle finali Nba ai Boston Celtics.
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&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/garnett_road_to_the_finals.jpg&quot; alt=&quot;garnett_road_to_the_finals.jpg&quot; title=&quot;garnett_road_to_the_finals.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;405&quot; height=&quot;689&quot; /&gt;Farsi suggestionare, viste le analogie che cominciavano a figurare tra 
questi Celtics e i Brunis, era alquanto semplice. Certo, c'è stata un pò
di paura, forse tanta, ma alla fine è bastata la solita prova da Boston
Celtics per scacciare via fantasmi e preoccupazioni. Si aspettava una 
gara decisa, rabbiosa, giocata con la determinazione e con la grinta, e 
così è stato. Vendicata la sconfitta dello scorso anno contro i Magic di
Turkoglu e Alston, che forse a conti fatti valevano qualcosina in più 
che non il solo Carter. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diversi però rispetto a circa dodici mesi fa sono stati anche i Boston 
Celtics, più vigorosi e decisi, ed arricchiti dalle aggiunte di Kevin 
Garnett, assente per infortunio, Rasheed Wallace capace di colpi da vero
campione, e non ultimo Nate Robinso, giocatore che finalmente può 
considerarsi acquisito da parte di Coach Doc Rivers. I segnali c'erano 
già stati, e lo si era visto nelle ultime due gare che Boston purtroppo 
aveva perso. In questa partita però l'apporto di Nate non risulta 
affatto marginale, anzi, ed arriva al momento giusto per griffare la 
vittoria in maniera significativa e far comprendere meglio il motivo per
cui sia stato scelto. Vestire la maglia in verde non è cosa per tutti, 
evidentemente Nate qualche buona qualità l'avrà pure dovuta avere. Dopo 
questa gara non solo dimostra di saper pungere in attacco, ma di saper 
esercitare una certa pressione sul portatore di palla in fase difensiva.
L'atletismo poi non gli fa difetto, il che lo aiuta non poco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gara tesa , dunque, ma allo stesso tempo certa nel suo essere sin dalla 
palla a due. Boston ha messo la testa avanti al primo possesso buono e 
poi non si è fatta mai superare da Orlando. Le ha provate tutte Coach 
Van Gundy, le han provate tutti i Magic, ma questa volta Coach Rivers e 
la sua truppa non lasciano che le briciole agli avversari. L'inizio 
presenta il solito Rajon Rondo formato MVP, che viene praticamente messo
fuori gioco da un entrata assassina di Howard. Nel primo quarto il 
genio in fascetta aveva subito fatto emergere la sua classe, ma 
purtroppo il buon Dwight riesce ancora una volta a fare male 
all'avversario. A parte Rondo però è la squadra a funzionare. La difesa 
sul bloccante alto dei Magic porta dei frutti migliori rispetto alle due
ultime partite, e la palla i Magic non riescono mai a farla circolare. 
Viceversa l'attacco di Boston è fluido, nonostante manchi Garnett. La 
sua cattiveria a livello agonistico emerge quando proprio non ci sta a 
vedere Howard che vuole continuare con i suoi metodi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I due falli però condizionano la gara del giocatore con la maglia numero
cinque, che è costretto ad uscire immediatamente. Ma l'inizio è 
positivo, e nel secondo quarto comincia la festa, e lo strappo che non 
sarà più ricucito. Un margine che va dal più 13, con cui si chiuderà il 
quarto, al più ventuno. Elemento essenziale della corsa Celtics, in 
questo periodo, è il piccolo Nate, che regala tredici punti in un quarto
e dimostra che fare il Play è un arte non comune a tutti. Il ragazzo è 
il sostituto naturale di Rondo, è riesce meglio dello stoico e 
volenterosissimo Tony Allen a svolgere il ruolo. Certo, a volte sembra 
tendere ancora a forzare, ma nonostante tutto rimane tanta roba avere un
tipo come Nate pronto ad esplodere la sua rabbia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il terzo quarto parte con il tiro da tre, nel segno di Ray Allen, due 
volte, e di Paul Pierce. I due confezionano nove punti, servono la 
vittoria, la serie, ed il premio di Conference ai Celtics. Il resto è 
amministrazione, nonostante sembri paradossale. Il quarto periodo i 
Celtics faticano, in ogni caso, ad attaccare. Ma ci pensa la difesa a 
fare il lavoro sporco ed essenziale, ed in più Pierce riesce con un paio
di giocate maestose a consolidare il risultato. I Magic da tre hanno 
provato qualcosina durante il secondo tempo, ma la difesa ha sempre 
funzionato. Rispetto alle ultime due gare i Celtics potevano e volevano 
soltanto vincere. E' quello che sono riusciti a fare. Senza nemmeno 
troppi patemi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Adesso arriva il primo titolo, quello meno importante ma che comunque 
regala soddisfazioni. Si stacca la spina per qualche giorno e poi si 
riprende, inseguendo un sogno molto, molto grande.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nessuno ci credeva, quando era solo il 17 aprile. Forse qualcuno, tra i 
più arditi, continuava a sperarci. Ma avere la conferma di potersi 
giocare il titolo è qualcosa di assolutamente fantastico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Adesso, senza perdere né calma nè concentrazione, bisogna attendere, e 
cullare un sogno di una bellezza inaudita, forse perchè inaspettato. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ogni caso :&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: 18pt&quot;&gt;ROAD TO THE FINALS !!!&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;/p&gt;
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&lt;/p&gt;
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&lt;/p&gt;
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&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/boston_east_champ.jpg&quot; alt=&quot;boston_east_champ.jpg&quot; title=&quot;boston_east_champ.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px; width: 533px; height: 800px&quot; width=&quot;533&quot; height=&quot;800&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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Preview :&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/kevin_garnett_fly.jpg&quot; alt=&quot;kevin_garnett_fly.jpg&quot; title=&quot;kevin_garnett_fly.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;405&quot; height=&quot;738&quot; /&gt;Purtroppo quella che era diventata
apparentemente una serie tranquilla, si sta trasformando in una sorta
di incubo per i Boston Celtics. Quasi come se improvvisamente, oltre
agli avversari con cui giocarsela, siano entrati in ballo altri
aspetti quali la sfortuna, la paura o l'indecisione. Eppure basta una
sola prova maiuscola per scacciare via i fantasmi, per allontanare
gli incubi e mettere le cose in chiaro. C'è bisogno che il sogno non
venga scambiato per un incubo,c'è bisogno che sia sempre la calma a
guidare i nostri, senza bisogno di voler strafare. Del resto lo
stesso Ray Allen aveva detto, chiaramente, che questo è il basket da
playoff, e che il livello è talmente alto che nessuna serie è mai
realmente chiusa fino a che una squadra non arriva a quattro. Allen
ha aggiunto un altro particolare importante : &amp;ldquo; Al TD Garden sarà
la nostra gara sette. Dovremo dare tutto e chiudere la serie&amp;rdquo;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
La strada tracciata è quella
giusta, e il buon Ray lo sa. A conti fatti, passata la paura
immediatamente successiva alla gara cinque, che potremmo ribattezzare
come un incontro di wrestling dove ad  Howard era concesso tutto ed
il contrario di tutto, le cose sembrano andare per il verso giusto.
Che gara cinque sia stata surreale e di una scorrettezza unica lo si
è capito anche dalle dichiarazioni dei nostri nel Post partita. Ma
adesso innanzitutto si arriva con uno spirito diverso in gara sei. La
rabbia è quella che deve guidare Boston, durante tutti e quarantotto
i minuti. Non una rabbia fine a se stessa, ma una vera e propria foga
agonistica che possa portarci a giocare con la massima concentrazione
e con tanta decisione. Soprattutto in attacco non si deve rischiare
di bloccare gli attacchi, ma trovare sempre la decisione giusta,
perchè non bisogna dare mai una chance ad Orlando. Bisogna
estrometterli dalla partita con rabbia, e far sentire che l'ambiente
è carico e pronto per l'impresa. 
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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E' il terzo bonus per chiudere la
serie, quello che con un po' di logica si considerava decisivo già
da prima di gara quattro, quello che ci dirà se i Celtics hanno
appreso la lezione oppure hanno intenzione ancora una volta di
rischiare caro. Andare ad Orlando nuovamente non si può Tre nello
stesso posto bastano, è il momento che il TD Garden esploda e faccia
sentire la sua convinzione. Attenzioni ad Howard, quindi, in tutti i
sensi. Bisognerà giocare sporco, tenerlo, evitare le sue
scorrettezze ipertutelate. Bisognerà fargli sentire i muscoli,
stenderlo se necessario, fargli pentire di aver iniziato una guerra
di scorrettezze. Sembrerebbe un discorso poco sportivo e che poco
abbia a che fare con lo sport, ma a conti fatti bisogna sempre
aprirsi una strada che permetta all'avversario di non scappare, né
di prendere vantaggio. Howard ha letteralmente legnato i nostri per
ben quattro partite, è arrivato il momento che qualcuno gli renda
pan per focaccia. Se ci saranno falli da dover spendere, sarà giusto
provare anche Scalabrine e Shelden Williams, con l'intento di mettere
pressione attorno al dodici. A parte questo la difesa deve essere
attenta alle sue iniziative, e non concedergli schiacciate che
possano esaltarlo. L'hack a Howard, a mio avviso, rimane sempre una
buona intenzione, col presupposto però che non si carichino di falli
i nostri lunghi. Anche in quest'ottica sarà importante far giocare
qualche minuto ai due lunghi fuori dalle rotazioni.
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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C'è da lavorare sulla difesa, poi,
visto che l'ultima partita ha consentito ad Orlando di prendere il
largo facilmente. Molto è dipeso dalle assenze, ed anche dalla
voglia di Orlando, a cui vanno riconosciuti i giusti meriti. A dire
il vero però, nel corso della serie Boston era apparsa molto più
tonica e soprattutto capace di Orlando, il che significa che non è
verosimile pensare ad una squadra che improvvisamente riprende forza
e può intimorire. Del resto si gioca con la storia e la forza dalla 
nostra parte. Andare tre a zero significa essere più forti. Se
nessuna squadra è mai uscita da un tre a zero, significa che chi ci
arriva è più forte dell'avversario. Quindi, iniziamo a dare energia
alla squadra partendo dai rimbalzi presi. C'è bisogno che i nostri
lunghi, nel lavoro da svolgere su Howard, riescano a tagliarlo fuori
dai giochi, e arrivare prima sulle palle vaganti. Concedere seconde
chance al tiro in attacco ad Orlando significa rischiare al 70% che
arrivi un tiro da tre. Se poi i tiri da tre entrano come in gara
cinque, mi sembra evidente che la situazione diventa abbastanza
difficoltosa. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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Un aspetto ulteriore che deve curare la
difesa riguarda il nefasto, per noi, Pick and Roll di Orlando. Quando
Orlando lavora con questa tattica, il bloccante arriva sempre ai
limiti della linea da tre punti. Da qui inizia il lavoro della
squadra di Van Gundy per poter tirare da tre. Anche l'inserimento di
Bass serve proprio per portare un altro bloccante molto tonico che
possa permettere a Nelson di giocare sempre senza raddoppio quando va
ad affrontare Rondo, che in fase difensiva sembra soffrire sempre un
po' il piccoletto di Van Gundy. C'è bisogno che preventivamente si
riesca a bloccare in maniera diversa, e che arrivi l'aiuto a Rondo
per bloccare l'iniziativa di Nelson. Certo, si rischia di lasciare
qualche lato debole, a Orlando diventa più che temibile sugli
scarichi. All'interno della serie si è passati da Howard che
lavorava in post al fine di aprire per i tiratori, ad una
circolazione di palla di Orlando molto omogenea che riesca a trovare
sempre un uomo libero. Ecco che ci sarà anche da lavorare sulle
rotazioni difensive. Non si può concedere nulla a nessuno. In gara
cinque, ad esempio, Orlando ha preso lo slancio sulle triple di Matt
Barnes, non certo il giocatore che si temeva di più. Ancora, Orlando
è brava a scaricare continuamente dentro e fuori dall'area il
pallone, ed alla fine in gara cinque è riuscita sempre a trovare il
tiratore libero.
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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Non si può pensare nuovamente che la
squadra prenda tanti tiri agevoli, anche perchè a quel punto Orlando
diventa praticamente inarrestabile. Rondo dovrà sudare con Nelson, e
c'è da dire che abbiamo bisogno di lui anche e soprattutto in
difesa. Tutti gli esterni che saranno utilizzati, poi, avranno
bisogno di dare tante soprattutto in difesa. Da qui deve cominciare
la riscossa di Boston. I ruoli nella serie sono designati abbastanza
chiaramente , e sicuramente Doc Rivers e i suoi assistenti sapranno
da dove ripartire. Avere Thibodeau aiuta da questo punti di vista.
Recuperare Perkins è il primo passo per oppore una buona difesa. Se
come sembra poi, Glen Davis sarà della partita, Boston rimane in una
situazione di assoluto vantaggio. Tanto più adesso che sembra sia
arrivato il momento per un po' di spazio da parte di Nate Robinson.
Non sono un suo tifoso agguerrito, ma sono per l'onestà di giudizio.
Nate ce la mette tutta quando entra, non ha mai forzato nei minuti in
cui è stato in campo, e nonostante la statura ridotta porta una
fisicità notevole. Un energia che può sicuramente risultare utile
ai nostri. Ecco perchè è auspicabile anche un suo utilizzo. Del
resto il ragazzo sa sparacchiare da tre, che in alcuni casi potrebbe
essere una soluzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Partendo dalla difesa, che rimane
l'aspetto fondamentale della nostra squadra, il resto delle fortune
sono collegate all'attacco. Allora la speranza è che Rondo corra e
ricordi che Howard può stopparlo se esagera con le penetrazioni, ma
nessuno può fermarlo se mantiene sangue freddo e gioca alla sua
maniera, senza forzare con il Pick And Roll, e concedendosi qualche
piazzato che sembra dargli buone possibilità di successo. Pierce ed
Allen al solito devono reggere l'attacco, oltre che la difesa. Sotto
con i soliti tiri da tre, sotto con la solita grinta. C'è bisogno di
loro per riuscire a portare a casa il risultato. Kevin Garnett deve
avere il sangue agli occhi, e cercare di buttare giù i canestri come
gli capitava qualche tempo fa, ma come è capitato anche durante
tutta la serie con Cleveland. Perkins deve limitare i suoi uno contro
uno in post, dove rischia seriamente di bloccare l'attacco, e
metterci la cattiveria e la rabbia che gli ribolle dentro. Chi
entrerà, presumibilmente Sheed, che dovrà allargare la difesa, Glen
Davis, che può essere l'arma difensiva sul Pick and Roll, Tony
Allen, che dovrà dare corsa ed energia, e magari Nate, che con la
sua pazzia può sollevare la squadra in attacco, dovrà dare tutto.
E' già tempo di tutto in una notte.
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
E francamente, c'è ancora tanto da
dimostrare. E' una gara cardine all'interno della serie. C'è la
possibilità di giocarsela alla pari, cosa che sembrava preclusa ai
nostri solo 24 ore fa. Quindi, senza proferire parola, ma solo
contando sui fatti, c'è bisogno che si vada fuori, con la rabbia,
con l'incazzatura, con il pride direbbe qualcuno. Ma anche con tanta
classe e concentrazione. Pensando che è tempo per correre in finale,
e che tutto sommato ai Playoff vale sempre la stessa formula : o
vinci, oppure torni a casa.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
</description>
			<pubDate>Fri, 28 May 2010 00:43:01 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Playoff 2010, Eastern Conference Finals : Orlando Magic Vs Boston Celtics (Game Five) 113-92  </title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1967/83/</link>
			<description>Si torna nuovamente in Florida, per gara cinque della serie tra Orlando Magic e Boston Celtics. Un'altra gara che non si annuncia per niente facile, ma un'altra gara importante, da non sbagliare . Dopo la prova non positiva di gara quattro, si tenta il riscatto in casa Magic, ma il risultato è anche peggiore, e purtroppo la squadra non riesce a decollare in nessuna maniera
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Recap : 
&lt;/p&gt;
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&lt;/p&gt;
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&lt;/p&gt;
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&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/kg_indica_la_direzione.jpg&quot; alt=&quot;kg_indica_la_direzione.jpg&quot; title=&quot;kg_indica_la_direzione.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;405&quot; height=&quot;489&quot; /&gt;Ed ora è panico puro. Difficile da gestire una situazione del genere, venutasi a creare in situazioni del tutto straordinarie. Basterebbe analizzare il risultato per capire quanto sia stata la sconfitta più brutta nella serie. In effetti, di sconfitte ne sono arrivate solo due, ma questa ha davvero il sapore di una mazzata che arriva dritta sul muso per mettere a tacere ogni voce fuori dal coro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se qualcuno considerasse Boston molto più forte di Orlando si sbagliava di grosso. La squadra di Coach van Gundy sa ancora muovere il pallone alla sua maniera, sa giocare il solito basket, e Boston dal canto sua sembra abbastanza stanca e lenta. Non succede nulla di positivo, e per la prima volta nella storia dei Celtics, una serie dopo Gara 3 chiusa sul 3 a zero arriva a gara sei. Inquietante lo scenario che si prospetto dinnanzi ai nostri . Adesso si torna al Garden, immediatamente, per dover tentare qualcosa di assurdo, e di complicatissimo. Arriva gara 6, di venerdì, ed anche questo non è buon segno. Dover fare i conti con la sfortuna è sempre troppo complicato. Gli infortuni della serata parlano chiaro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Adesso è terribilmente complicata la serie, ma chi si trova in ballo dovrà pur ballare, sperando di danzare &quot;all night long&quot; ed ancora per molto tempo:&lt;br /&gt;
il sogno non può rischiare di infrangersi sul più bello. Non può spezzarsi così. Si deve volare in finale, direttamente, senza troppi pensieri. Bisogna rimettercela tutta, senza dover tornare ad Orlando.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Preview :&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/kg_allen_pierce.jpg&quot; alt=&quot;kg_allen_pierce.jpg&quot; title=&quot;kg_allen_pierce.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;405&quot; height=&quot;440&quot; /&gt;Qualcosa sicuramente non è andato nel
migliore dei modi nell'ultima occasione, ma non per questo c'è da
disperarsi. La speranza era quella di ritrovarsi già con la testa ed
il pensiero rivolto altrove, ma a conti fatti era solo un sogno, ed
eccoci al risveglio. C'è da fare i conti con una realtà più
grossa, che trascende le considerazioni dei semplici tifosi e ricorda
come ci sia sempre da sudare. Poteva andare diversamente, ed a conti
fatti si è giocato fino alla fine con il rischio che ogni minuto
fosse quello buono per chiudere la serie. Non è stato così, ed a
pesare sono i pochi tiri da tre mandati a bersaglio, una gestione
dell'ultimo possesso in cui Pierce ha mostrato la solita ostinazione
nel voler giocare solo contro cinque anche quando non si può. Ma
anche la poca cattiveria a rimbalzo, qualche rotazione difensiva che
non è stata impeccabile, qualche gestione della palla sbagliata ed
ancora qualche lettura difensiva approssimativa ed approssimata.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Una brutta gara quella di Boston, con
Orlando che invece ha giocato il suo Match migliore nella serie.
Eppure, a conti fatti, fino alla fine c'era stata la possibilità di
vincere, e la consapevolezza che la squadra è rimasta sempre in
gara. Certo, non è comodo ripartire da Orlando e riprovare
direttamente in Florida a chiudere il discorso. Sarebbe stato più
logico provarci tra le mura amica. Ma non è bastato il semplice
fatto di giocare in casa. Boston ha quindi l'obbligo di considerare
importante , molto importante, l'impegno di questa notte.
Incredibilmente, in caso di sconfitta, Orlando tornerebbe viva più
che mai, e la serie si riaprirebbe. Tre gare vinte dovrebbero
lasciare i tifosi e l'ambiente abbastanza tranquillo, ma le letture
superficiali non possono appartenere a questa serie. Orlando è una
squadra fatta di campioni che in ogni momento possono trovare la
giocata risolutiva. Basti pensare a Nelson, non certo un pivellino ma
nemmeno LeBron James, che in un amen regala sei punti all'overtime,
consegnando la vittoria ad Orlando.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
C'è quindi il bisogno di tenere la
giusta concentrazione e di focalizzare bene l'obiettivo. Una grande
squadra non può certo soffrire in una situazione del genere, e la
preoccupazione dovrebbe appartenere solo a chi, come me, più che
altro vive degli entusiasmi del tifoso. Bisogna quindi ripartire, con
al giusta concentrazione, e rendersi conto che ogni attimo diventa
decisivo , come lo è sempre stato in effetti in questi Playoff, e
come lo sarà sempre di più ad ogni minuto successivo. Analizzando
la scorsa partita, l'inizio sicuramente è stato condizionante per
l'andamento generale della gara. Solitamente è sempre stata Boston a
partire forte e mettere distanza tra se e gli avversari. La scorsa
notte invece a pigiare sull'acceleratore è stata Orlando, portatasi
subito avanti. Un vantaggio che poi, a conti fatti, hanno tenuto per
tutta la gara. L'inizio è stato disastroso, considerando i
precedenti, su entrambi i lati del campo. La difesa, che è la base
delle nostre vittorie, ruotava con ritardo e non aiutava mai. Ogni
volta che Orlando muoveva la palla si creava il tempo e lo spazio per
un tiro comodo. E c'è da dire che i primi tentativi di Orlando sono
stati anche timidi, quasi a non credere che tanto spazio fosse
possibile trovarlo. Ma, visto che la situazione si ripeteva con
regolarità, logico che i ragazzi di Coach Van Gundy ne abbiano
approfittato.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Viceversa, in attacco si è subito
distinta una Boston svogliata e quasi spenta. Rondo ha giocato non
bene gara 4, la migliore dei Celtics nella serie. Logico che una
prestazione sotto tono del numero nove non sia risaltata troppo, ma a
conti fatti già in quell'occasione alcuni attacchi del ragazzo non
avevano avuto molto senso. In una partita tesa come gara cinque,
invece, si vedeva tutto il disagio di Rajon. E' anche vero che il
nostro Play ci ha abituato a delle prestazioni di un certo livello,
il che ci fa attendere sempre il massimo da lui. Magari giocare
sempre a certi ritmi diventa difficile anche per lui, ma è naturale
pensare di costruire il nostro successo sulle sue caratteristiche. A
difesa schierata Boston a volte fatica, non poco, per la lentezza di
certi attacchi. Questo è un particolare a cui si può ovviare quando
c'è Rajon che con i suoi uno contro uno e con le sue accelerazioni
riesce a divincolarsi nella metà campo Magic. Soprattutto è
importante che riesca a correre Rondo, per gli spazi che apre, e per
le linee di passaggio che solo lui sa vedere. Basta poco, per la sua
mente, per poter creare basket e poter mettere in moto i compagni. In
più i suoi punti sono stati sempre preziosi per i Celtics, vederlo a
cifre ridotte naturalmente può condizionarci, e rappresentare un
ostacolo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A conti fatti, quindi, necessariamente vi è
bisogno di una difesa solida, che parta bene, e che studi alla
perfezione i movimenti di Orlando. Che a dir la verità, sono
sembrati i soliti semplicemente più fluidi. Non trovare
l'opposizione dei Celtics, o almeno non trovarla alla solita maniera,
ha certamente facilitato il compito dei Magic. Ma è anche vero che
la difesa è stata brutta più che altro per il primo quarto. Per il
resto della gara, è stata la solita, forse anche più solida a conti
fatti, visto le cifre con cui si è chiusa la gara. E' stato
l'attacco dei Celtics penalizzato sia dalla buona difesa proposta
dagli stessi Magic, che dalla scarsa vena dei nostri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per
larga parte del match a tenerci a galla è stato Paul Pierce. Da solo
il capitano è riuscito a sobbarcarsi un enorme mole di lavoro, ma è
naturale pensare che un singolo non può condizionare sempre la
vittoria. Nonostante tutto, Pierce ha peccato di imprecisione dalla
distanza, e questo è stato un altro elemento condizionante. Il solo
giocatore a trovare il tiro dall'arco è stato Ray Allen, ma contro
una squadra come Orlando una risorsa del genere non può essere usata
con tanta parsimonia. Lamentarsi della prestazione di Pierce sarebbe
fuori da ogni logica, ma c'è bisogno che si rifletta sulla
possibilità di colpire dalla distanza. Ci sarebbero, oltre i due
esterni titolari, almeno Finley, Wallace e Robinson capaci di colpire
e far male dall'arco, oltre ad un Rondo che ai Playoff sembrava
provare con una certa regolarità il tiro da tre. Adesso c'è bisogno
di rifletterci, regalando almeno qualche minuto a chi dalla distanza
sa tirare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come detto, Allen e Pierce sono fondamentali
per gli equilibri offensivi, ma non va dimenticata la loro importanza
anche in fase difensiva. Un lavoro energico, che richiede un grosso
dispendio di energie, ma di cui Boston necessita assolutamente. C'è
bisogno che non ci siano pause nella gara dei due, e che non vadano a
tratti. Insieme, come Boston costruisce i propri successi, devono
trovare tanti punti e la solita difesa, mostrata in questa serie. A
rilevarli, per qualche minuto, il solito Tony Allen , cui si richiede
un certo atletismo, ed un minimo di cattiveria. Oltre alla solita
difesa di Tony, che sarebbe utile soprattutto quando cominciano ad
accendersi i vari Reddick o i vari Nelson, c'è bisogno di qualche
suo punticino. Ma le rotazioni magari dovrebbero comprendere qualche
minuto in più di Finley, che per quanto sia invecchiato ha sempre
una mano di un certo livello. Ed ancora, se è vero che Pierce ed
Allen hanno bisogno che la palla la porti Rondo, è anche vero che lo
stesso Rondo potrebbe lasciare spazio per qualche minuto non soltanto
a Tony, che si trova a ricoprire tre ruoli, ma anche a Nate Robinson.
Il giocatore, per quanto non sia un fenomeno, riesce a leggere meglio
la difesa avversaria rispetto a Tony Allen, che play non è, e magari
sugli scarichi può pungere da tre. C'è bisogno che il Doc valuti
anche questo aggiustamento. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre ai piccolini, il
lavoro dei lunghi diventa chiaramente fondamentale. Boston in gara 4
ha perso all'overtime per un paio di tagliafuori a rimbalzo sbagliati
in chiave difensiva. Tante volte poi Howard riesce a trovare anche
delle facilitazioni al suo gioco, risultando quasi immarcabile.
Eppure lo si può limitare, certo senza arginarlo del tutto, come
fatto in altre gare. Oltre che la marcatura su Howard, sul quale
soprattutto Glen Davis sembra trovarsi bene, c'è da fare i conti con
un Lewis che è sembrato più tonico, ed un Gortat sempre capace di
pungere. A questi si è aggiunto anche Bass, altro giocatore
rivelatosi più che utile. Ma c'è bisogno che Kevin Garnett ritrovi
il suo tiro, che Davis dia un po' di continuità all'attacco,
risultando una buona fonte di punti, visto che l'accoppiamento con
Lewis lo vede più veloce e guizzante. Sheed deve rimanere
tranquillo, e provare a colpire dalla distanza. E Perkins, che in
fase difensiva rimane sempre un vero e proprio eroe, dovrebbe capire
che la giocata in post con Howard non fa per lui. Tante volte si
sentiva urlare Doc Rivers :&amp;rdquo;Move the ball&amp;rdquo;. Lui, sicuramente, non
aiutava la circolazione della palla.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Tanta energia da metterci, tanta
difesa, sia sulla circolazione e la spaziatura negli attacchi di
Orlando, sia sugli isolamenti di Carter o di Nelson. La prerogativa
di mantenere una certa coesione, e di non dover mai smarrire il punto
focale intorno a cui ruota il Match : la vittoria da ottenere di
squadra. Boston non può provare a vincerla con i singoli, ma con il
lavoro di tutti. Su entrambi i lati del campo, con tutti gli
effettivi, e con il pride che deve sempre guidarci. La sconfitta ci
ha detto che Orlando è sempre forte, adesso tocca a noi andare con
la giusta cattiveria. Senza sbagliare, perchè a questo punto, chi
sbaglia va sempre a casa, e non si può rischiare in questa maniera.
Un sogni bisogna difenderlo con tutte le proprie forze, fino in
fondo.  
&lt;/p&gt;
</description>
			<pubDate>Wed, 26 May 2010 00:27:28 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Playoff 2010, Eastern Conference Finals : Orlando Magic Vs Boston Celtics (Game Four) 96-92</title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1966/83/</link>
			<description>Arriva il primo Match Ball per i Celtics, che forti del tre a zero nella serie hanno la possibilità di regalare un altra, importante, vittoria al pubblico di casa. Importante chiudere adesso ed in maniera significativa la serie, per non ridare speranze ad Orlando e per portarsi avanti con il lavoro. Una gara importate, per la cui vittoria sarà fondamentale l'apporto di tutti come al solito e tutto il pride di cui dispone la squadra.
&lt;meta http-equiv=&quot;CONTENT-TYPE&quot; content=&quot;text/html; charset=utf-8&quot; /&gt;
&lt;title&gt;&lt;/title&gt;
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&lt;/style&gt;
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&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/kg.jpg&quot; alt=&quot;kg.jpg&quot; title=&quot;kg.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;405&quot; height=&quot;656&quot; /&gt;Resta sicuramente un occasione fallita quella per Boston, di riuscire a portare a casa la finale in appena 4 gare e potersi concentrare direttamente sui futuri avversari, sia questi Suns o Lakes. Sicuramente per una sera resterà impresso il particolare che, per quanto una difesa granitica sia assolutamente fondamentale, un attacco lento e statico può condizionare, e non di poco, il risultato di un match. A conti fatti l'attacco dei Magic, che muove la palla nella maniera migliore possibile all'interno della serie, non riesce ad incidere poi particolarmente. Ma al contrario in attacco la squadra rallenta spesso e volentieri, e non riesce mai a trovare lo spunto decisivo che possa regalare  i punti necessari.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Una sconfitta che in effetti potrebbe anche starci all'interno di una serie fin qui dominata, ma che non può lasciare troppo tranquilli i ragazzi di Coach Rivers. Adesso si torna in Orlando, Florida, per cercare disperatamente di chiuderla subito e riuscire a raggiungere la finale senza troppi patemi. In caso contrario la situazione comincerebbe a complicarsi, e non di poco, perchè significherebbe regalare paradossalmente una chance ad Orlando, dopo che si è stati avanti per tre a zero. Ma partiamo dalla partita di questa notte, che in effetti per quanto sia stata giocata male ha visto Boston sempre in gara ed attaccata agli avversari, riuscendo ad andare in vantaggio però solo per quattro o cinque possessi, e per solo un punto o due. Sin dall'inizio qualcosa non funziona, ed è Orlando a partire molto forte, imponendo il ritmo e riuscendo a controllare i giochi. Rondo appare subito spaesato, e la palla che gli ruba immediatamente Rashard Lewis sarà poi l'emblema di tutta una partita. L'inizio è targato solo Paul Pierce in attacco, ma dall'altra parte Orlando dopo un paio di triple affrettate per il tanto spazio concesso, capisce che Boston non è irresistibile, e comincia a martellare con cura. Il primo quarto alla fine reciterà già più cinque Orlando, ma il vantaggio si era esteso anche di otto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Purtroppo a parte Pierce i giocatori in attacco sembrano capirci veramente poco. Si passa così al secondo quarto, e questo forse riesce a spiegare meglio cosa sono i Celtics. Se nel primo quarto l'attacco  Magic aveva ben funzionato senza trovare una difesa arcigna ad opporsi, questa frazione palesa i limiti offensivi della squadra. Dispiace ammetterlo, ma Perkins a volte dimostra ancora di non essere un centro particolarmente intelligente. Nessuno pretende che Perk faccia il fenomeno, ma che riconosca i propri limiti e non pensi di dover dimostrare qualcosa contro Dwight Howard. Gli aggiustamenti di Van Gundy nella serie servono, mentre da noi si rivede Nate per i problemi di falli legati sia a Rondo che a Tony Allen. Gioca poco il folletto proveniente da New York, ma dimostra di essere un play nonostante tutto, leggendo bene le difese dei Magic, e aprendo due volte in maniera molto positiva per i compagni. Dispiace vedere che spazio proprio non glielo si conceda, nemmeno quando Rondo non ingrana proprio. Il primo tempo offensivo di Boston si basa essenzialmente su Pierce in ogni caso, ed al riposo si va sotto di quattro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il terzo periodo sembra accendere i Celtics, che traggono forza dalla rabbia di Garnett e dalla cattiveria scientifica di Howard. Ma il quarto reciterà solo più Uno Celtics, nel momento in cui è stato profuso lo sforzo massimo. Evidentemente qualcosa non sta andando per il verso giusto. Il quarto periodo conferma che non sia serata, ma una schiacciata dalla bellezza assurda di Paul Pierce, e la freddezza che inizia a mostrare Ray Allen, riescono a riproporre i Celtics anche per il supplementare.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Il finale è tutto in mano a Nelson, che regala la vittoria con due triple fondamentali, quando gli attacchi delle due squadre sembravano ormai inceppati del tutto. Sicuramente il ragazzo dimostra un notevole sangue freddo, e a perdere non ci sta proprio. A nulla basta la mano ferma e infuocata di Ray Allen, purtroppo anche a rimbalzo la squadra ha sofferto oltre modo. Finisce  la speranza di chiuderla in quattro match, inizia a sussistere un minimo di preoccupazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
sarà paranoia di un tifoso ansioso, ma il prospetto di doversela giocare ad Orlando non piace assolutamente. Detto questo, è poco piacevole anche pensare che Orlando sia riuscita a trovare le chiavi per metterci in difficoltà. Adesso bisogna concentrarsi nuovamente sull'obiettivo, e sperare che non capiti più una gara giocata in maniera così brutta. Proviamoci subito, perchè non vincere ad Orlando significherebbe, incredibilmente, riaprire la serie. Un rischio che proprio non si può correre, non si deve correre. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
 
&lt;/p&gt;
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&lt;/p&gt;
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Preview : 
&lt;/p&gt;
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&lt;/p&gt;
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&lt;/p&gt;
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&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/kevin_garnett_game_3_vs_orlando.jpg&quot; alt=&quot;kevin_garnett_game_3_vs_orlando.jpg&quot; title=&quot;kevin_garnett_game_3_vs_orlando.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;405&quot; height=&quot;656&quot; /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Forse sta accadendo tutto in maniera
così rapida e repentina che non ci si rende conto di cosa stia
accadendo. Certo, non è sempre per un tifoso riuscire a vivere con
distacco e razionalità un momento , sia positivo che negativo che
sia. Ma sta di fatto che Boston è ad un passo dall'accesso alle
finali. Un passo che va sempre compiuto, e che non è una formalità.
Ma in ogni caso le Finals Nba non sono così lontane. Basterà
scendere in campo con la giusta fame, con tanta rabbia, con la giusta
concentrazione, e si potrà archiviare la pratica Magic. Magari
nessuno lo poteva pronosticare, in effetti nessuno è mai sembrato
credere realmente in questa squadra, a parte i tifosi che, si sa,
vivono prevalentemente di istinti.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Una serie che corre sul tre a zero,
gara quattro che può sancire la fine delle ostilità. La buona prova
generale della scorsa partita, la fase difensiva pressappoco perfetta
degli ultimi incontri. Tanti gli spunti per essere ottimisti, e la
voglia di non rallentare proprio ad un passo dall'accesso verso la
possibilità di &amp;ldquo;giocarsi&amp;rdquo; un sogno. Tre a zero nella serie
significa tanto, soprattutto in considerazione del fatto che non si
stava giocando contro la Pepsi Caserta o la Lottomatica Roma, ma
contro gli Orlando Magic. Gli stessi che lo scorso anno ci
estromisero dai giochi. Quella stessa squadra che con un doppio due a
zero raccontava di una forza quasi insormontabile all'interno della
lega, e che ora sembra poter lasciare definitivamente spazio e tempo
ai Boston Celtics.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Non è solo una formalità, perchè lo
sweep non piace a nessuno, e perchè è presumibile pensare che i
ragazzi di Coach Van Gundy vogliano almeno provarci. Non va sbagliata
come gara però, perchè se c'è una lezione che possono insegnare i
Play Off è proprio quella che non vada lasciata mai, in nessun caso,
occasione agli avversari di rimanere in vita se basta poco per
lasciarli fuori da tutti i giochi. Allora, per mettere le cose in
chiaro, è giusto ripartire dalle intuizioni difensive e dagli aiuti
che tutti sembrano saper dare. Alcune rotazioni difensive di Boston,
a tratti, sembrano quasi studiate da lontano e controllate da una
mente sopraffina. Ognuno deve continuare a flottare con i tempi
giusti, senza dimenticarsi dell'importanza della difesa sull'uomo nei
casi specifici di howard ad esempio, ma anche di gente come Nelson
oppure Vinve Carter, che rimangono giocatori in grado di fare la
differenza e di poter far male.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Oltre la difesa, importante sarà la
concentrazione, in modo che l'avversario non trovi conforto nei
momenti in cui Boston rallenti. Pierce ed Allen devono, al solito,
aprire la difesa e provarci con intensità dalla distanza. I giochi
sono ben delineati nella serie, e gli esterni di casa nostra hanno un
bel da fare in fase offensiva, con Tony Allen pronto a rilevarli in
fase difensiva. Anche Rajon Rondo dovrà saper correre, facendo più
attenzione alla gestione dei possessi rispetto a gara 3 però. Certo,
non ci si può lamentare proprio di Rajon Rondo in questo periodo, ma
adesso va preteso il massimo da ognuno, senza perdere la
concentrazione e senza pensare di aver già vinto, altrimenti si
perde in partenza.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
I lunghi poi, ovvero Garnett e Perkins
ma anche Sheed e Davis, hanno il compito di tenere Howard e di
pungere, come sanno fare bene , in attacco. Soprattutto Perkins
dovrebbe limitare i falli, ed in linea generale è giusto non
arrivare con troppo affanno ai minuti topici della partita. Aggredire
da subito, per frustrare ogni tentativo di rimonta Magic, e mettere
le cose in chiaro.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Insomma, non perdere di vista
l'obiettivo e correre, correre come non mai, senza pensieri che
possano riguardare questa o quella cosa. C'è bisogno di vincere per
non rischiare, c'è bisogno di dare il massimo per portare a casa il
primo , importante , traguardo. E' una gara dal sapore davvero tutto
particolare, e da vincere. Fuori il pride, perchè chi sbaglia, si
sa, in questi casi va fuori. 
&lt;/p&gt;
</description>
			<pubDate>Mon, 24 May 2010 09:05:43 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Playoff 2010, Eastern Conference Finals : Orlando Magic Vs Boston Celtics (Game Three)  71-94</title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1965/83/</link>
			<description>Dopo la vittoria ottenuta martedì notte, in quel di Orlando, è già tempo di gara tre per i Boston Celtics. Si gioca questa volta al TD Banknorth Garden, dopo i quattro giorni di riposo concessi dalla lega. Un altra gara importante, che fa da spartiacque, all'interno della serie. Ancora una volta per la vittoria risulteranno decisivi soprattutto forza di volontà e concentrazione, e tutto il pride che sanno metterci questi ragazzi. Dal primo all'ultimo, perchè si vince solo di gruppo.
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Recap :&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/kg_game_3_orlando.jpg&quot; alt=&quot;kg_game_3_orlando.jpg&quot; title=&quot;kg_game_3_orlando.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;405&quot; height=&quot;661&quot; /&gt;Arrivare a questo punto e trovarsi già
tre a zero nella serie, in effetti, supera in un certo senso anche le
più rosee previsioni. Ma è anche vero che è da gara uno con i
Miami Heat che Boston si trova a dover lottare contro un ambiente
sempre un po' ostile e che la vorrebbe già fuori dai giochi. I Magic
fino alle semifinali erano sembrati la squadra più forte dell'intera
lega,riuscendo a sbarazzarsi senza troppa fatica di Charlotte, e
soprattutto scherzando letteralmente con gli Hawks che non sono
riusciti praticamente a mettere piede nella serie. Tutti ancora
aspettavano il rientro dei Magic in gara tre, quasi fosse una corsa
all'individuare il primo tonfo dei Celtics. Ma fin dalla palla a due
non c'è storia che tenga, ed immediatamente Boston scava un solco
tra se ed Orlando, profondissimo, che distanzia le due squadre in
maniera netta.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Eppure Doc Rivers era apparso realmente
preoccupato dal fatto che alla squadra fossero stati concessi un po'
di giorni di riposo. Ma a vedere questi Celtics, si direbbe che il
riposo ha giovato notevolmente ed ha reso la squadra pressappoco
perfetta. Anzi, a voler trovare difetti, dove in realtà non sembrano
sussistere difetti, Boston ha trattato alcuni attacchi con troppa
frenesia ed un pizzico di cattiveria in meno, altrimenti poteva
essere una vittoria dalle dimensioni irreali. In ogni caso ognuno
porta il suo apporto alla causa, e di squadra Boston annichilisce
Orlando e frusta ogni tentativo di rientro degli avversari. Rotazioni
difensive che ad un certo punto sembrano guidate da un telecomando
virtuale, cattiveria a rimbalzo giusta, tanta concentrazione ed una
vittoria che arriva  paradossalmente fin dalla palla a due. Dopo tre
match, e questo può inorgoglire i Celtics, i Magic si sono trovati
avanti solo in Gara due, per un numero di possessi non superiore ai
dieci, e mai per più di 3 punti. Una costatazione eloquente di
quanto Boston abbia giocato bene nella serie, arrivando a
collezionare, come nella notte, vantaggi che superavano i 30 punti.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Si temeva la rabbia di Rashard Lewis,
la voglia di vittoria di Carter, l'esplosività di Nelson, la potenza
di Howard, in pratica si ci attendeva un Orlando vogliosa. Invece la
partenza parla chiaro : sette a zero dei Celtics, con Orlando che non
rientrerà mai più in partita. Un paio di possessi , un paio di
palle buttate dai Celtics, quasi a voler spaventare i tifosi per
scherzo. Ma poi in un amen il vantaggio comincerà a divenire di
dieci. Da quel momento, ed eravamo a metà primo quarto, solo
vantaggi in doppia cifra per i Celtics. Il primo tempo non vede il
Rondo più ordinato di questi Playoff, eppure il play in fascetta
regala un paio di giocate di assoluto livello. Splendido un layup
senza coordinazione, in cui mostra tutta la sua incoscienza e tutto
il suo genio. Ma tutta Boston gioca un primo quarto sontuoso,
compreso Perkins che in un paio di azioni offensive regala un paio di
giocate fuori dal suo repertorio . Pierce, Allen, Rondo,insieme tutti
pronti a pungere e spingere Boston. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il secondo
quarto, ed in pratica sarà già un quarto senza molta storia, regala
la voglia di Glen Davis, che al posto di Perkins regala parecchi
punti e tanta corsa. Geln per la sua atipicità è un giocatore che
nell'arsenale dei Celtics figura sempre molto bene. Senza tralasciare
il particolare dell'impegno profuso all'interno dell'intero match.
Belle giocate di tutti, anche di Kevin Garnett, che sta proponendo
delle prestazioni standard per serie di Playoff. Ancora una volta per
lui dieci punti, e qualche rimbalzo. Ma anche solo 23 minuti di
utilizzo, ed un impegno difensivo che non manca mai. Effettivamente
poi, i lunghi avversari sono stati non pervenuti nella serata,
soprattutto Lewis, che a dire il vero non è proprio entrato negli
equilibri della serie. Ma c'è poco da dire, il risultato è stato
troppo rotondo per poter trovare qualcosa da raccontare. Boston è
riuscita a stravincere, con convinzione e cattiveria. Orlando è
finita al tappeto dopo pochi minuti, e non ha trovato la forza per
scardinare la difesa dei Celtics.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Magari non è ancora tempo per farsi
prendere da facili entusiasmi, del resto c'è sempre tanto da fare,
ed ogni partita diviene sempre più importante e più complicata. Ma
questi Celtics hanno giocato un ottimo basket fin qui, dimostrando di
potersela giocare con chiunque. Il vantaggio di tre a zero nella
serie, impronosticabile e probabilmente impronosticato dai più, è
tanta cosa. Non bisogna però adagiarsi, e non farsi trasportare
dall'euforia. Non bisogna mollare nemmeno per un secondo, perchè del
resto i Playoff mostrano un livello di baskett altissimo, in cui
tutti sono portati a dare il meglio. Adesso sotto subito con la
prossima, senza perdere nemmeno un istante. E' meglio mettere subito
le cose in chiaro e distrarsi nemmeno per un secondo. Bisogna
vincere, vincere sempre. Perchè è questa la filosofia dei Playoff.
&lt;/p&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Preview :&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/kg_dunk.jpg&quot; alt=&quot;kg_dunk.jpg&quot; title=&quot;kg_dunk.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;405&quot; height=&quot;608&quot; /&gt;Prendendo spunto da una battuta di
Coach Rivers, potremmo dire che è già trascorso il mese di riposo
concesso dalla lega alle due squadre prima di trovarsi per gara tre.
Le due squadre si erano lasciate martedì notte ad Orlando, in
Florida, con i Celtics che si imponevano per la seconda volta sul
filo di lana. Parlare di un riposo troppo lungo, quando si tratta
solo di quattro giorni, probabilmente è eccessivo. Ma è anche vero
che è trascorso tanto tempo in più rispetto al riposo di un solo
giorno concesso mediamente durante i Playoff. Coach Doc Rivers è
apparso leggermente spaventato forse da un possibile calo di
concentrazione, senza nemmeno menzionare la possibilità che il
riposo possa giovare a qualche giocatore leggermente affaticato
magari, o come nel caso di Perkins può essere l'occasione per
mettere a posto qualche problema che sussisteva da tempo. 
&lt;p&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In ogni caso non si può
cambiare la decisione della lega, e quindi è il momento di
rimettersi in carreggiata e continuare il proprio cammino. La paura
del Doc è sicuramente condivisibile, specialmente in considerazione
del fatto che la squadra si trovava in un buon momento. Anche
guardando a gara tre contro i Cavaliers, si può pensare come possa
influire negativamente un eccessivo riposo su di una squadra. Ma è
anche vero che i giocatori sono tutti maturi, e gestirsi nella giusta
maniera dovrebbe essere per loro una pratica ormai conosciuta e
consolidata. Si torna al TD Garden per giocarsi già gara tre, e per
giocarsi un altro pezzo di serie. Tra le mura amiche, dovendo subito
spingere sull'acceleratore sapendo che è una gara importante come e
forse anche più delle altre. Un pezzo fondamentale all'interno della
serie. L'errore più grave sarebbe proprio quello di mollare, anche
solo per un secondo, mentalmente e regalare qualcosa agli avversari.
Non si può pensare di giocare al disotto del proprio massimo contro
una squadra forte e preparata come gli Orlando Magic. Essere due a
zero all'interno della serie potrebbe far pensare ad un Match facile,
ma la realtà parla di due squadre di assoluto livello che stanno
dando il meglio di se e stanno faticando di volta in volta
tremendamente. Naturale pensare che si debba dare fondo a tutte le
energie e mettere in campo tutto il pride, come al solito quando si
vuole vincere.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Le prime due gare sono andate via con
una sofferenza tremenda nei minuti finali. E' anche vero che giocare
in quel di Orlando presumibilmente dovrebbe essere sempre difficile
per tutti. Ma regalare anche un solo possesso, oppure non metterci la
sola cattiveria anche solo per 24 secondi, può risultare decisivo.
Si deve ripartire con gli aggiustamenti giusti susseguenti alle prime
due gare. Innanzitutto da tenere a bada ci saranno sicuramente i
falli. Se già contro Cleveland la situazione era diventata delicata,
contro Orlando la volta scorsa si è rischiato veramente il tracollo.
Tenere Howard non è un compito facile, ma questi già lo si sapeva.
Bisogna però fare attenzione per la difesa da scegliere sul gigante
di Orlando. Mandarlo in lunetta continuamente può anche limitarlo,
ma Howard può anche trovare le giuste misure dalla lunetta, come in
gara due, e regalare tanti punti. Provarlo fisicamente e magari anche
mentalmente, con una difesa su di lui che si dividano tutti i lunghi
di Boston, può essere un altra buona soluzione. Sicuramente nella
difesa fisica, quella più dura, Perkins non sfigura contro Howard.
Ma è anche vero che nell'uno contro uno riesce a tenerlo bene anche
Glen Davis. Il problema dei centimetri però in questo caso
sussisterebbe, e la possibilità di farsi tirare in testa non è
sicuramente tra le più allettanti. Kevin Garnett può occuparsi di
lui per qualche minuto, e Sheed ha dimostrato nella serie di tenerlo
bene fisicamente.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Howard però non è il solo a far paura
di Orlando. Innanzitutto i tiratori della squadra di Van Gundy sono
sempre pericolosi, e non farebbero dormire sonni tranquilli a nessuna
franchigia della Nba. Fin qui si è visto più in gara due che in
gara uno come i giocatori sappiano pungere dall'arco. Le rotazioni
difensive diventano magistrali, e bisogna non lasciare mai lo spazio
e il tempo per tiri semplici. In quel caso Orlando rischierebbe di
accendersi, e quando si hanno tiratori di striscia come Nelson o come
Carter, non è mai troppo facile poi ritornare in carreggiata. Anche
per questo è importante la difesa su Howard, che in post più volte
ha dimostrato di essere un ottimo passatore e di poter aiutare molto
la circolazione della palla sul perimetro. Bisogna fare attenzione a
tutti, come dimostrato dalla sorprendente prova di J.J. Reddick in
gara due.
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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Oltre la difesa però c'è anche da
attaccare per poter vincere. Certo, non si deve pensare di mettere su
una gara a chi segna di più, altrimenti la partita finisce presto
con Boston che non avrebbe possibilità. C'è sempre bisogno del
giusto equilibrio, ma soprattutto di una difesa fondamentale. La
difesa può partire anche dalla pressione di Rondo, specie su Nelson.
Gara uno era stata giocata male dal nostro Play, che aveva permesso
all'avversario di accendersi e di seminare il panico a tratti. Gara
due da questo punto di vista è stata molto positiva rispetto alla
prima sfida tra le due squadre. Rondo ha saputo pungere, e
soprattutto ha saputo interpetare la sfida contro il suo avversario.
Il play di casa nostra deve capire che non c'è necessariamente
bisogno di strafare ogni volta per dimostrare qualcosa. Piuttosto c'è
da continuare con la solita mentalità, e bisognerà spingere molto
ancora una volta per intimorire Nelson e non lasciargli alcuna
possibilità in attacco. Tenere Nelson in gara uno è stato il
compito più difficile. Tocca a Rondo essere efficace su entrambi i
lati. Senza dimenticare che la nostra difesa conta anche sulle sue
recuperate e la pressione del nostro Play sugli avversari .
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Ray Allen è stato l'elemento negativo
per antonomasia di gara due. Ray è stato completamente avulso dal
gioco, senza mai trovare la via del canestro, né con tiri dalla
distanza né in penetrazione. Sulla qualità del giocatore però
sarebbe assurdo cominciare a discutere proprio adesso. In ogni caso
Ray in difesa ci mette sempre il suo impegno, e non fa mancare mai
l'aiuto ai compagni. Ma è anche vero che Allen non può far mancare
il suo apporto offensivo, anche perchè la squadra in attacco spesso
dipende anche dai suoi tiri da tre e dalla sua sapienza tecnica. C'è
bisogno di ritrovare la mano e la concentrazione, anche perchè senza
l'apporto di tutti è sempre dura riuscire ad avere la meglio. Meglio
nelle due gare Paul Pierce, abbastanza decisivo in entrambe le
vittorie con giocate decisive specie nei momenti topici. L'apporto
del capitano in fase sia offensiva che difensiva è un altro elemento
fondamentale. Soprattutto perchè spesso è Pierce a trovarsi a
giocare con Carter, e la situazione è sempre tra le più delicate,
anche perchè Vince è un giocatore capace di accendersi e fare danni
improvvisamente. I nostri esterni, coadiuvati come al solito dalla
difesa di TonyAllen che può tornare sempre utile, anche con la sua
energia in attacco, dovranno lavorare sui fianchi Orlando e
sfinirla.Tony come già detto deve aiutare alla sua maniera,
soprattutto in considerazione che tutti spendono molti falli
all'interno della serie. C'è bisogno di una prova maiuscola della
nostra guardia, anche in fase offensiva.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Anche i nostri lunghi avranno un
compito importante in attacco. Sia Garnett, efficiace più in difesa
su Lewis che non in attacco, che gli altri tre lunghi, dovranno
cercare di pungere e soprattutto di caricare di falli Howard. Perkins
deve metterci la giusta cattiveria, e farsi sentire a rimbalzo. Come
tutti gli altri del resto. Garnett quando ha attaccato ha sempre
trovato buoni piazzati ed ha sempre portato Howard fuori dalla
propria zona di competenza, riuscendo a risultare decisivo. C'è
bisogno di una crescita da parte di KG in attacco, riuscendo a
provare con continuità la tenuta difensiva di Howard, portandolo
fuori dalla propria zona di competenza. Compito che avrà anche
Rasheed Wallace, in cui si confida per poter allargare bene la
difesa. C'è bisogno di una prova maiuscola di Rasheed, il quale ha
il compito di metterci tutto l'impegno e infilare dalla distanza
qualche tiro caldo. Con loro anche Glen Davis ha il compito di
regalare punti, anche perchè senza l'apporto di tutti, compresi i
panchinari, che per il momento sembrano i tre menzionati con qualche
spicciolo regalato a Michael Finley, non si può vincere.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Tutto pronto al TD Garden, per gara
tre, con il compito di non mollare nemmeno per un attimo e mettere
sul campo ogni forza, ogni idea, ogni capacità. Si deve provare di
tutto per vincere, anche perchè è importante, importantissimo. Non
c'è bisogno di rilassamenti vari, né di cali di concentrazione.
Quanto fatto fino ad oggi conta sempre relativamente, quel che resta
è solo la partita attuale. Con le sue pieghe e le sue evoluzione.
Con tanta attenzione da prestare, e il pensiero rivolto al
particolare che ogni vittoria ti aiuta, ma ogni sconfitta ti spinge a
casa. C'è bisogno di tanto pride, e di tanto calore.
&lt;/p&gt;
</description>
			<pubDate>Sat, 22 May 2010 00:57:54 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Playoff 2010, Eastern Conference Finals : Orlando Magic Vs Boston Celtics (Game Two) 92-95</title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1964/83/</link>
			<description>Continua la serie tra i Magic e i Celtics, che si ritrovano sempre in quel di Orlando per giocare gara due. Un altra gara importante nell'equilibrio della serie che i Celtics sono chiamati a giocare al massimo delle proprie possibilità ed a vincere. Ancora una volta per la vittoria sarà decisivo il contributo di tutti, e che tutti mettano il proprio pride a disposizione della squadra.
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&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/kevin_garnett_game_two_eastfin.jpg&quot; alt=&quot;kevin_garnett_game_two_eastfin.jpg&quot; title=&quot;kevin_garnett_game_two_eastfin.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;405&quot; height=&quot;607&quot; /&gt;Alcune partite non si vincono
semplicemente perchè ti chiami Boston Celtics, o tanto meno si
vincono solo con i muscoli e la mente. Bisogna metterci qualcosa di
più, e per una sera anche quel qualcosa in più rischiava di non
andare. Il cuore oltre l'ostacolo Boston l'ha gettato per l'intera
partita, eppure è arrivata fino alla fine a giocarsi la partita, con
un finale punto a punto che poteva inginocchiare chiunque. Entrambe
le squadre erano concentrate e vogliose, ma alla fine l'ha spuntata
Boston. Che ha combattuto una partita per soli guerrieri, con gli
alfieri Pierce e Perkins fuori per falli, ed un tiro conclusivo di
Orlando che non prolunga l'epilogo e regala a Boston la seconda
vittoria in questa serie, arrivata sempre in trasferta. I Ragazzi ce
l'hanno messa tutta , senza disunirsi, ed alla fine il risultato è
arrivato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La prestazione di squadra è stata al solito
più che buona, con tutti a fare il proprio mestiere e mettersi
d'impegno per centrare l'obiettivo. Non tutti lasciano un segno
tangibile sulla partita, ma infondo ognuno porta, seppur in minima
parte, la propria mattonella e mette la firma sull'incontro. A
cominciare da un Rondo più tonico, dai lunghi tutti che invece che
vedersela con D-Howard devono vedersela anche e soprattutto con dei
fischi sconcertanti, finendo con Ray Allen che gioca la peggior
partita in questi Playoff, ed a tratti sembra veramente avere poca
attinenza con la partita in questione. La cosa più positiva è che
in due partite disputate fin qui, però, Orlando avrà condotto su
Boston per un massimo di 10 possessi, e non mi sono soffermato sul
conto preciso. In questi dieci possessi, il massimo scarto che c'è
stato tra le due squadre è stato di due punti, escluso un possesso
nel primo quarto su cui Orlando era sul più tre. Significativo e non
poco di quanta concentrazione ci abbia messo Boston fin qui, e di
quanto abbia sudato ogni vittoria. Restando sempre in partita, e
dando sempre ogni energia pur di raggiungere la vittoria. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Già
dalla palla a due Boston è aggressiva, e per tutto il primo tempo
gioca un basket efficace guidata soprattutto da un Paul Pierce
raggiante. L'inizio di Pierce è di quelli roboanti, e nonostante
commetta già nel primo quarto due falli il capitano gioca in maniera
divina, riuscendo a mettere spesso in crisi la difesa di Orlando.
Cresce a dismisura anche Rondo rispetto a gara uno, ed almeno
inizialmente sono unicamente questi due a guidare in attacco Boston,
con un Garnett titubante ed Allen che non vede il canestro. Difatti,
sul finire di quarto, con entrambi seduti in panchina, c'è il
vantaggio di Orlando che chiuderà sul più uno il quarto. Anche il
secondo quarto vede una Boston concentrata e pronta a giocarsi le
proprie chance. Dalla panchina esce poco per Boston, nonostante
qualche minuto lo impieghi anche Finley. Per tutto il primo tempo è
Pierce a guidare i suoi, con un attacco continuo alla difesa di
Orlando che frutterà ventidue punti. Saranno 28 nel totale, ma
Pierce c'è sempre stato quando la squadra soffriva, e soprattutto ha
difesa in una maniera eccellente. Il primo vero strappo alla partita
si ha però nel terzo quarto, quando Boston prova a volare ma il
distacco oscilla sempre tra gli undici e gli otto punti. Qualche cosa
arriva da Sheed, o meglio, una tripla nel secondo tempo ed una nel
primo, in ogni caso sei punti di valore. Nel terzo quarto si vede un
KG formato revolution, sopratutto quando batte sul palleggio D.Howard
e schiaccia con un azione di una bellezza sconcertante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma
il terzo quarto non deve ingannare, Orlando non è ancora morta. Ci
vuole ancora più fatica che non in gara uno, perchè la coperta è
più corta ed i punti di distacco sono facilmente recuperabili. E'
una vera e propria battaglia senza esclusioni di colpi, con Perkins
che si trova ben presto estromesso dalla disputa e Glen Davis, che
alla fine regalerà punti vitali, che riesce a giocare bene. Ma nel
momento decisivo , topico, del match, compare ancora Paul Pierce, su
entrambi i lati del campo. La squadra era andata anche sotto, e dopo
un canestro dalla difficoltà assurda di Kevin Garnett, la palla
scotta. Il suo isolamento , con il fallo subito, è di vitale
importanza per i Celtics. Dalla lunetta il capitano deve mantenere la
mano ferma, e non tremare. Entreranno entrambi i liberi per il più 3
Boston. Dalla parte opposta, penetrazione di Vince Carter, fallo
annesso di Pierce, la palla non entra. E' la prima buona notizia, a
conti fatti. Pierce però è costretto a lasciare il campo, ma lo fa
con una giocata risolutiva in effetti. Carter avverte la tensione, i
liberi sono entrambi sbagliati. C'è solo il tempo per tribolare
ancora, ma nessuno segnerà più, e Boston chiude con la seconda
vittoria questa trasferta in florida.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E' stata una
battaglia per veri eroi, a tratti sfiancante, in cui ha prevalso
calma e raziocinio dei Celtics. Buoni gli aggiustamenti rispetto a
gara uno, ma Ray Allen deve contribuire di più. Rondo appare più
tranquillo in campo, e mette subito uno spazio profondo tra se e
Nelson. Molto reattivo ed a tratti illuminante il nostro Play, che
regala ancora una volta una prestazione decisiva. Perkins non
dispiace, e almeno tre falli fischiatigli sono inesistenti. KG
compare nel momento topico, ma può anche lui concentrarsi di più.
Di Pierce si è già detto, e si potrà dire solo che è stato di
vitale importanza. Poco impatto dalla panchina, ma anche i pochi
punti portati da Allen,Sheed e soprattutto Glen Davis, contribuiscono
alla vittoria. Di più non si poteva chiedere a questa squadra.
Tornare in vantaggio di due a zero è una cosa buona, ma adesso non
bisogna fermarsi nemmeno un attimo. Non è questo il tempo per
gioire, adesso c'è solo bisogno di concentrarsi e non fallire il
prossimo appuntamento. C'è bisogno dei migliori Celtics, anche tra
le mura amiche. Perchè ogni partita è fondamentale, e non si può
mollare nemmeno per un secondo.
&lt;/p&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Preview :&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/kg_rebounds.jpg&quot; alt=&quot;kg_rebounds.jpg&quot; title=&quot;kg_rebounds.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;405&quot; height=&quot;437&quot; /&gt;Non c'è certo il tempo di rifiatare in
questi Playoff, come è giusto che sia quando l'appuntamento diventa
importante. Dopo la positiva vittoria di Domenica pomeriggio, per i
Celtics è tempo di nuovi esami, sempre in &amp;ldquo;terra straniera&amp;rdquo;. Si
gioca gara due della serie, per testare ancora una volta il valore
delle due squadre e per vedere come si evolve la serie. I Boston
Celtics devono necessariamente dimenticare quanto accaduto in gara
uno e considerare anche questa gara decisiva proprio come la scorsa,
senza sottovalutare l'impegno, perchè non ne esisterebbe il motivo,
e senza regalare nemmeno un possesso in cui non si riversi sul
parquet tutta la rabbia agonistica e la cattiveria di cui i ragazzi
sono capaci. C'è sempre da rimanere concentrati in queste occasioni
ed è normale quindi restare sul chi vive. Incappare in facili
entusiasmi sarebbe quasi fisiologico e comprensibile, ma una squadra
così esperta e che ne ha vissute tante duranti gli anni, sia altrove
che  come Boston Celtics, sa bene quanto sia importante restare con i
piedi piantati per terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E necessariamente ripartire
dalle cose più positive della prima gara. Da studiare ci sarà stato
sicuramente qualcosa per il coaching staff di Boston, il quale ha
avuto nuovo materiale, e si presume abbastanza attendibile, su cui
lavorare. Certo, la prima gara di Boston è stata di quelle positive,
ottime a tratti, e da cui ripartire. Ma è anche presumibile
prevedere degli aggiustamenti all'interno della serie. Quindi meglio
partire direttamente dalle cose che hanno funzionato un po' meno.
L'accoppiamento più problematico è stato sicuramente quello tra
Rajon Rondo e Jameer Nelson. Due Play abbastanza atipici, dal fisico
diverso nonostante siano entrambi non altissimi. Un modo di
interpretare la pallacanestro peculiare per entrambi, che vivono
fondamentalmente di situazioni differenti. Rondo è apparso poco
incisivo in attacco, ed a tratti ha perso completamente la trebisonda
preso dalla troppa foga e dalla voglia quasi malsana di dimostrarsi
superiore rispetto all'avversario. Poteva anche costar caro la
gestione di qualche pallone da parte di Rajon, che a conti fatti
visti i Playoff fin qui disputati non avrebbe nemmeno il bisogno di
prenderla tanto sul personale e di dover dimostrare qualcosa.
&lt;p&gt;
 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Dal canto suo Nelson è stato tra i più
tonici e tra i più pronti ad aggredire gli avversari, ed anche tra i
più sicuri nei momenti difficili. La scarsa opposizione di Rondo gli
hanno permesso in più frangenti di non trovare troppo difficoltosa
la via per il canestro. Sia questa un tiro in sospensione dalla media
distanza, che una tripla importante o ancora una penetrazione
fulminea. Questo è il primo punto su cui lavorare, anche perchè è
stato in pratica quello particolarmente dolente. Studiare il sistema
per limitare immediatamente Nelson sarebbe una cosa abbastanza
positiva e soprattutto producente, visto anche che c'è bisogno del
vero Rondo per questi Boston Celtics. Di colui che sa correre
ragionando ad una velocità tripla rispetto ad avversari e compagni,
e che nei momenti in cui l'attacco è più statico riesce ad estrarre
sempre il coniglio dal cilindro ed a regalare emozioni forti. La
presenza di Dwight Howard a presidiare il canestro però è un altro
fattore che può indurre Rondo a muoversi verso altri lidi. Il
pericolo di una stoppata, quando c'è un giocatore dell'atletismo di
Howard, è sempre dietro l'angolo.
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
E' anche vero però che per un Rajon
che cede, c'è stato un reparto di lunghi che ha difeso in maniera
esemplare ed ha saputo attaccare nei momenti giusti risolvendo più
di una situazione complicata. Kendrick Perkins non è il giocatore
più raffinato dell'NBA, e spesso la sua poca tecnica emerge in
contesti complicati e di basket purissimo come questi della post
season. Ma è anche vero che in post Howard non è certo il miglior
giocatore della lega, e non ha tutti questo arsenale offensivo a sua
disposizione. Ecco perchè il duello tutto muscoli tra i due ci
piace. Perkins è utile, quasi fondamentale, proprio in queste
situazioni. Nonostante fosse acciaccato prima di gara uno, è sceso
sul parquet con la sua proverbiale rabbia ed ha tenuto fisicamente
nell'uno contro uno Dwight. Non possono dire lo stesso la maggior
parte dei centri della lega. Perkins ha un fisico compatto, possente,
ed a tratti è veramente complicato avere la meglio su di
lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Howard è sicuramente uno dei primi tre
centri della lega, se non il più forte, ma Perkins è un ottimo
mestierante che in questi casi può tornare molto più che utile.
Anche Rasheed Wallace ha dimostrato di poter tenere in fase difensiva
su Dwight, con la peculiarità di avere un tiro ben più affidabile
di Perkins. Portare Superman fuori dalla sua zona di competenza
difensiva può essere una buona arma, senza dimenticare che Sheed può
sempre aprire il campo grazie ai suoi tiri da tre. L'accoppiamento
tra Kevin Garnett e Rashard Lewis poi è apparso particolarmente ben
riuscito in gara uno. Lewis proprio non l'ha mai messa in quel
contesto, e la difesa del cinque di Boston sicuramente avrà inciso
qualcosa. E' anche vero che sotto canestro KG si è visto
relativamente poco, nonostante un paio di movimenti che sono sembrati
poesia pura ed hanno dimostrato quanta classe abbia il Bigliettone
nell'andare in post. Anche Glen Davis, altro panchinaro dal buon
rendimento, è riuscito a mettere in difficoltà Lewis, ed ha trovato
canestri importanti nel momento in cui l'attacco di Boston sembrava
aver smarrito sicurezza. Quindi, se è vero che l'accoppiamento con
Nelson appare difficoltoso, è anche vero che la difesa sui lunghi è
stata più che discreta. Qualche problema in più lo ha creato
Gortat, che è un centro diverso da Howard, ed a tratti ha occupato
il parquet in sua compagnia. Sarebbe utile vedere, in ogni caso, se
si proverà anche l'hack a Howard, o se piuttosto ci sarà
concentrazione nel cercare il fallo del centro Magic. 
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;
Sugli esterni la situazione è stata
abbastanza buona, ma anche qui si può lavorare. Sicuramente Paul
Pierce e Ray Allen sono stati i migliori giocatori del match scorso,
almeno per quanto riguarda Boston. La serie contro Cleveland aveva
tolto diverse energie ai due come difensori, ma è anche vero che non
avevano avuto mai lo spazio per giocare alla propria maniera in
attacco. Ecco quindi che soprattutto Pierce ha trovato giovamento
nell'accoppiamento con Barnes ed anche con Pietrus. In attacco si è
visto un Pierce sciolto e risoluto nei momenti chiave. Anche senza
fare necessariamente canestro, Pierce ha regalato una solidità
estrema con i suoi rimbalzi ed anche con i suoi passaggi. Quando
serviva, il ragazzo ha fatto anche da play, e sicuramente la sua
partita è da incorniciare. Anche He Got Game ha trovato buoni spazi,
nonostante il suo dirimpettaio Carter abbia fatto male parecchio a
Boston. Questo magari è un altro aspetto su cui lavorare. Che Allen
abbia disputato una buona partita è fuori discussione, e soprattutto
ha saputo giocare in tutte le maniere possibili. Una partita
dall'assoluta solidità, in cui lo si è visto tiratore splendido
come al solito così come penetratore dalla classe magistrale. Ma è
anche vero che Vince Carter, preso ora da lui ora da Pierce, si è
saputo accendere parecchio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I due hanno giocato parecchi
minuti, lasciandone meno rispetto al solito al buon Tony Allen che
pure aveva fatto delle cose egregie nei pochi minuti concessigli.
Sarebbe auspicabile un maggior impiego del ragazzo, che se vuole sa
difendere come pochi ed ha bisogno di sentire entusiasmo intorno a
lui al fine di dare il massi. Magari sullo stesso Nelson sarebbe
anche auspicabile un po' di difesa di Tony. Anche considerato che è
l'unico che prende qualche minuto dei piccoli. O almeno, nella prima
gara è stata così. Poi vedremo se le rotazioni dovessero essere
allargate, e se mai ci sarà spazio per Finley che in questi Play Off
qualche minuto lo ha giocato, ma anche per Daniels magari , o per
Nate. Certo è che è gara due delle finali di Conference, un altra
gara decisiva. Una gara che come sempre racchiude tanto, tantissimo,
della serie. C'è bisogno di dare tutto, di lasciare tutto il sudore
sul parquet, e di lottare ad ogni palla contesa, di prendere ogni
rimbalzo, di rubare una palla, di indurre gli avversari al turnover.
C'è bisogno che tutti facciano la propria parte, senza dimenticare
che chi perde perde sempre tanto, se non tutto. Non è tempo per
sbagliare, c'è bisogno di fare sul serio.
&lt;/p&gt;
</description>
			<pubDate>Tue, 18 May 2010 00:44:51 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Playoff 2010, Eastern Conference Finals : Orlando Magic Vs Boston Celtics (Game One) 88-92</title>
			<link>http://celtics.playitusa.com/content/view/1963/83/</link>
			<description>Gara uno delle finali di Conference per i Boston Celtics, che archiviata la felice serie contro i Cavaliers, si trovano a dover affrontare gli Orlando Magic di Howard e company. Non facile il compito per i Boston Celtics, che sono chiamati a vincere gara uno in trasferta. Per farlo ci sarà bisogno ancora una volta di tutto il lavoro di squadra e di tutto il pride che questa squadra sa tirare fuori. 
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&lt;title&gt;&lt;/title&gt;
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&lt;img src=&quot;images/stories/play_off_2010/kg_on_nelson.jpg&quot; alt=&quot;kg_on_nelson.jpg&quot; title=&quot;kg_on_nelson.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin: 5px&quot; width=&quot;405&quot; height=&quot;700&quot; /&gt;Ci è voluto tanto sudore e tanta
voglia. Nonostante la paura nel finale di poter vedere scene già
conosciute, di rivivere le solite situazioni, e dei secondi che
sembravano non volerne sapere di passare, i Boston Celtics riescono
con le unghie a restare aggrappati alla vittoria ed a portare a casa
gara uno della serie contro i Magic. Ci è voluto veramente tutto il
pride a disposizione ed una buona dose di sangue freddo per i ragazzi
di Coach Doc Rivers, che in ogni caso riescono a prendere una buona
vittoria arrivata per di più fuori casa. Era quello che in effetti
si chiedeva a Boston, che ancora una volta non ha per se i favori del
pronostico, e che riesce a mettere in campo le sue armi. Non la
migliore partita di questi Playoff, con Rondo che sbaglia diverse
soluzioni nel momento topico favorendo il rientro dei Magic. Anche
Garnett sembra soffrire in attacco, ma nonostante tutto riesce a non
sfigurare dando il suo apporto in difesa. Bene il resto della squadra
invece, con prestazioni più appariscenti di Wallace, Pierce e Allen,
ed altre più solide ma non per questo meno buone di Perkins, Tony
Allen e Glen Davis.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ognuno porta il suo mattone alla
vittoria di Boston, che in effetti conduce la partita per tutti e 48
i minuti disponibili, ma che nel finale rischia pericolosamente il
tracollo. La freschezza dei Magic è emersa alla distanza, e Boston è
sembrata sul finire in debito d'ossigeno. Ma contava tantissimo
evitare il tracollo, e seppure a fatica Boston ci riesce, ed alla
fine è il dato più significativo, almeno per ora. Adesso ci sarà
da lavorare, con la consapevolezza che non sempre i Magic possono
giocare male come ieri sera. Rashard Lewis soprattutto, tra i
giocatori di casa, è stato uno dei più deleteri. In compenso
l'attacco di Boston ha trovato punti un po' da tutti, tranne che dai
suoi miglior scorer delle  semifinals. Singolare, ma proprio Rondo e
Garnett sono quelli che giocano sottotono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma
dall'inizio emerge la voglia di Boston, che si porta immediatamente
avanti con un vantaggio iniziale che oscilla tra i sette ed i quattro
punti, continuamente. Buona difesa di Boston, e ritmi contenuti, a
favorire proprio il gioco ragionato. Il primo quarto vede la partenza
ispirata di Paul Pierce, che con Allen alla fin