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Giunti a fine mese “Il Pagellone” torna a farvi compagnia tra opinioni, risate (non parlo delle decisioni disciplinari della Lega/Nba) e tanta “dolce” pallacanestro. Con il Natale alle porte, infatti, tutti dovrebbero diventare più buoni… ma siamo proprio sicuri che "questi tutti" meritino i desiderati dolci sotto l’albero? Mah!
10 – a Toronto Raptors vs New Jersey Nets: Certamente non una partita memorabile. Non un basket eccelso. Eppure, nonostante tutto ciò… Adrenalina che scorre a fiumi. Il tiro di Carter che riesce a fermare il tempo. La contro-magia di Parker, vanificata dalle sciocchezze difensive targate Mitchell. THRILLER MOVIE!
9 – ai Lakers: Schiacciasassi, profondi, cattivi. Senza dubbio la squadra da battere ad Ovest. Anche se… non tutto quel che luccica è oro.
9 anche a Denver: che con l’arrivo di Billups sembra rinata dalle sue stesse ceneri. Araba Fenice.
8 – ai Cleveland Cavs: Perché hanno cambiato mentalità, perché giocano ogni match come fosse un primo turno di playoff. Perché LBJ riesce finalmente ad innescare i compagni come si deve. Mina vagante pronta a far danni. Squadra avvisata, mezza salvata.
7 - a George Hill: Autentica sorpresa di quest’ultimo mese Spurs. Media punti inaspettata (11.2). Personalità, penetrazioni, scorribande e sguardo “assassino”. Il futuro nero/argento? Forse è troppo presto, ma il ragazzo ha stoffa da vendere.
6 – ai Dallas Mavericks: Che suonano la sveglia, rialzandosi dal letto. Un sonno che pareva interminabile. E così da un record 2-7, si passa ad un incoraggiante 7-7 (50%). I Lakers sono dietro l’angolo. La paura di vincere anche…
4 – alle note disciplinari Nba: Senza senso, astruse, punitive. Che differenza c’è tra Garnett, Shaq e Bogut? C’è poco da ridere, questa non è una barzelletta. E l’inquietante realtà. Vi prego, qualcuno faccia pace col cervello, ve ne saremmo infinitamente grati.
2 – a Don Nelson: Che con il passare degli anni cerca di essere quello che in realtà non è: un profeta. Sulla bravura dell’allenatore pochi dubbi. Però sull’anticonformismo a tutti i costi e la gestione incomprensibile del roster i dubbi cominciano a fare a cazzotti tra loro. Sembra un film di David Lynch sulla pallacanestro, il che non è molto rassicurante.
0 – agli Oklahoma Thunder: Poche semplici parole. Stiamo parlando di una "squadra" che fa fatica a reggere certe pressioni. Un progetto nato male e sviluppato peggio. Se prima si parlava di film thriller o psicoanalitici… non ci rimane che il genere horror. Il colpo d’occhio è da brivido! Stephen King è già al lavoro
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