roberto
ha scritto:
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è la prima volta che mi succede: sono completamente d'accordo su ogni riga, anzi us ogni lettera, di quanto ha scritto fabio, non so se essere contento o preoccupato ![]() |
Piero
ha scritto:
| Uno dei più grandi Celtics di sempre? Direi di sì guardando i dati oggettivi che sono incontrovertibili. Da un punto di vista più soggettivo l'aura del tempo mi fa dire che i grandi più grandi sono stati altri e l'ultimo è forse stato un ragazzo morto per problemi cardiaci. Intendiamoci: scrivere nella stessa frase Pierce, Cousy, Russel, Bird, Parish, ecc. non è blasfemia anzi è giusto così; sono i tempi che sono cambiati e non credo sia più possibile mitizzare dei giocatori e farli diventare leggenda nel contesto dell'NBA attuale. Due eccezioni mancate sono Iverson a Phila e Garnett in Minnesota. Un'eccezione che probabilmente potrà confermare la regola è Duncan a San Antonio. Per il resto siamo alle ipotesi sul futuro dei grandi campioni di oggi (Paul, Wade, Lebron, Howard). In ogni caso e per stare sul sicuro consiglio a Pierce di portare a Boston un altro paio di titoli così da vincere anche i suoi tifosi più inflessibili, tra cui il sottoscritto. |
Michele Pulcini
ha scritto:
| E pensare che qualcuno diceva circa un anno fa che aveva "perso mezzo passo"! Ho l'onore, da un paio di anni, di scrivere i commenti pre e post stagione sul nostro capitano, ma non sarei mai stato in grado di esprimere come Fabio l'aspetto quasi sentimentale (non per nulla Buffa lo definiva l'MVP sentimentale) di quanto i tifosi provano per lui e di quanto lui prova per la squadra, grande Legend! |
Nomar
ha scritto:
| Bene, l'agente che pensa lui a fare il tagliando alla macchina dove lo trovo? Mi sarebbe servito alquanto ultimamente(i fiori alla moglie, via,quelli ancora riusciamo a ricordarceli).... Al dunque: io - che nel basket non sono mai stato molto più che 5 goffi falli che camminano - ho sempre ammirato PP proprio per l'incredibile e ammorbante fluidità, facilità, naturalezza, fate voi - nel fare canestro. E per tanto tanto tempo era cmq un motivo di ammirazione leggere i suoi box score celtici, anche nella mediocrità o peggio che ricordiamo. Sì, Legend, anche lui, nel suo modo e nel suo(nostro) tempo, è entrato nel pantheon verde; per me, ecco, ci è entrato quando l'ho visto uscire da LA (non un posto qualunque, per Pierce) con i verdi corsari - conscio di cosa comunque significhi una W a LA per i Celtics - e con i pollici a gonfiare la scritta 'BOSTON' sulla maglia. C'è stato questo titolo, vero, a validare il tutto; la sua 'maturazione', il suo caricarsi la squadra sulle spalle (ma a ben vedere ci aveva già provato negli anni scorsi, e sapete cosa? mi bastava questo), la sua difesa su LeBron, altrettanto incredibile del suo gioco offensivo. Però mi piace pensare alla scritta all'infuori, ecco. |
Leonardo Ancilli
ha scritto:
| Articolo commovente (uno dei migliori mai letti su ICP) per uno come me che è sempre stato un Pierce-ista dentro, anzi io lo ero sin dai tempi del draft 98, infatti dopo averlo visto un paio di volte all'opera con la maglia di Kansas su altri lidi (mi pare ISPA) lottavo come un pazzo dicendo che Pierce di quel draft era il migliore e che non aveva senso spendere la pick 1 su un Olowokandi che giocava a basket da un paio di anni, oppure si LaFrentz (comunque un signor giocatore ai tempi del college) o altri. Poi si sa i draft sono l'apologia della fesseria dei GM NBA e per motivi che mai saranno divulgati il nostro scende alla 10 e qui Pitino fa forse l'unica cosa sensata della sua permanenza bostoniana portandolo a casa, ma rimane un mistero come mai davanti a lui ci finirono gente come uno sconosciuto Nowitzki oppure Larry Hughes. Da li in poi secondo me Pierce oltre a qualche pecca personale ha pure avuto la sfortuna di capitare a Boston nel momento sbagliato, ossia l'NBA era da 50 anni soggiogata al potere dei Celtics, e intere generazione di giornalisti era rimasta bruciata aspettando che i Celtics sprofondassero nella mediocrità, insomma i vari May e Simmons avevano dei degni (poco) predecessori gente come quelli che ad inizio anni '60 disse "che i Celtics erano logori e varicosi" e che poi ha sotterrato la testa sotto la cenere per il resto dei loro giorni. Quindi Paul si è ritrovato a Boston quando finalmente questa casta di ciarlatani poteva finalmente infierire a ragione sui Celtics, e quindi ha avuto poco pubblicità, se ricordate 7-8 anni fa tutti lo metteva dietro a Kobe, Carter, McGrady (osannati allo spasimo e mediaticamente venduti come campioni assoluti) e magari anche a Ray Allen, ora lasciamo da parte Kobe e Ray per motivi diversi, ma rimettiamo sulla bilancia da una parte TMac e PP dall'altra con le loro carriere : da una parte c'è uno che NON ha mai vinto una serie di playoff nella vita, che ha sempre avuto tanto atlento ma la personalità e la voglia di sacrificio di una capra, che ad un certo punto (giugno 2004) ha pure imposto una trade ai Magic trade intavolata dal suo agente e poi messa sul tavolo del GM dei Magic dicendo o mi mandi li oppure il prossimo anno me ne vado a costo zero. dall'altra quello che ha descritto Fabio con qualche pecca e con tanto talento, che quando ha avuto intorno il contesto giusto ha pure tirato fuori uno spessore personale e una leadership che nessuno gli aveva mai accreditato. Ripetiamo il giochino con Vince Carter, super pubblicizzato, che dopo aver strappato un contratto da nababbo ai Raptors si inventa uno sciopero allucinante per farsi cedere, finisce in una squadra di alto livello, ma anche qui non si va oltre i soliti highlight, la solita difesa ridicola, i soliti personalismi. E questi due dopo 10 anni sarebbero meglio di PP ? No assolutamente no, ma se iniziasse una volta per tutte a guardare il basket come uno sport di squadra questi due meglio di Pierce NON lo sono mai stati, perchè come difensore e passatore valeva 10 volte Carter e 5 volte Tmac. Quindi semplicemente eletto allo status di "leggenda vivente biancoverde" ! |
Jerome
ha scritto:
| Mi associo al coro di chi lo vuole nella Storia dei Celtics. Sicuramente Pierce è una pietra miliare di questo decennio, per la nostra gloria e per il basket. Grande Paul!!!!!Uno di noi! Grande Legend articolo da standing ovation!!!! |
Hondo
ha scritto:
| Se posso... mi discosterei in parte... non dai complimenti dell'articolo, stupendo davvero. D'accordissimo nel considerare Pierce uno dei grandi di sempre di Boston, specialmente dopo il titolo. Il mio discostamento sta nel paragone con alcuni dèi dell'olimpo biancoverde: Russell (che inventò dal nulla come vincere in difesa campionati su campionati) Cousy (che inventò il ruolo del playmaker come oggi lo conosciamo) Bird (che insieme a Magic elevò l'interpretazione della pallacanestro a standard che sono quelli attuali) e Havlicek (non saprei darvi una spiegazione tecnica, per me è dio travestito da giocatore di pallacanestro) sono un livello sopra Paul. Sarò comunque fra i più entusiasti quando ritireranno la maglia del capitano, perchè lui ha realizzato un mio grande sogno dandomi emozioni indicibili. Let's go Celtics |
Hondo
ha scritto:
| Preciso il commento, sono scappato a mangiare un boccone... data l'ora... Ciò che manca a Paul per metterlo a livello dei Celtics che ho nominato prima è, a mio parere, l'aspetto "rivoluzionario": il portare il gioco ad un livello successivo a quello attuale. Questo passo manca a Paul, come manca a molti altri giocatori che erroneamente hanno avuto più considerazione del capitano in questi ultimi anni. Paul è nell'empireo biancoverde ed un grandissimo giocatore, ma Bill Bob John e Larry sono ai primi posti di sempre nel Gioco, almeno sul mio personalissimo cartellino. |
Fish
ha scritto:
| Un 4/4 ieri sera di assoluta onnipotenza. Giocatore strepitoso, in quelle lacrime all'opening night non c'erano solo le emozioni della stagione passata, culminata con il titolo, ma anche le sofferenze, le frustrazioni degli anni passati, vedendo giocatori molto meno forti di lui fregiarsi di titoli che anche lui sentiva di meritare. E naturalmente, in quelle lacrime c'era l'amore sconsiderato per quella canotta che indossa ormai da oltre 10 anni. A 31 anni potremo assistere ad una ulteriore maturazione e miglioramento di questo ragazzo, che adesso possiede anche quello spirito che pervade i vincenti, e li spinge ancora più in avanti rispetto agli altri. |
Shamrock
ha scritto:
| Allora, intanto tutti in piedi per un minuto (almeno) in segno di tributo all'articolo di Fabio...sinceramente non ho mai letto prima qualcosa di piu' elegante, completo, obiettivo, lucido ma allo stesso tempo passionale sul nostro Capitano. Fabio, tu sai che io adoro Paul e sarei disposto ad andare a Boston a nuoto con mani e piedi legati pur di potergli dare un altro abbraccio e ringraziarlo per cio' che sta apportando da un decennio alla causa biancoverde. Ma anch'io riconosco quei piccoli difettucci (a volte manco tanto piccoli)dettagliatamente elencati da te, Legend, su Paul. Il fatto e' che il tempo passa per tutti e le persone intelligenti (per me Pierce lo e', lo si evince dalle dichiarazioni che fa) non solo si adeguano ma sanno pure cambiare ed anche se magari non arrivano a "flagellarsi" pubblicamente per gli errori commessi nel passato, maturano, crescono e soprattutto non finiscono di imparare. Non dimentichiamo che Paul poco piu' di un anno fa e' diventato padre (chi lo e' mi puo' capire), ricordiamo pure che il materiale umano, tecnico, atletico etc. che gli e' stato messo a disposizione da un annetto e mezzo a questa parte (grazie Danny) crea automaticamente una realta' che non si puo' minimamente paragonare alle "armate brancaleone" che abbiamo dovuto sopportare in tempi non troppo remoti (il caos dell'era Pitino) e all'interno delle quali Paul sbagliava ergendosi a mega star viziatella con l'unico risultato di essere tacciato come "perdente fino a data a destinarsi". Insomma, prima che prenda del tutto la tangente, vorrei dire che Pierce per me e' un campione perche' negli ultimi anni e' cresciuto come persona innanzitutto, perche' ha abbracciato la causa "riversiana" e "aingiana" sapendo che avrebbe dovuto far sacrifici perche' nessuno ti regala nulla, e' cresciuto come giocatore di basket, e' piu' maturo e si sente responsabilizzato, sente che il pubblico lo ama e lo riconosce come leader. Non sara' certo la partita di ieri contro Toronto a farmi pensare che Lui e' di diritto un membro della casta di intoccabili biancoverdi e secondo me, caro Hondo, non e' strettamente necessario "rivoluzionare" il gioco del basket come, in tempi assolutamente diversi e forse non paragonabili agli attuali, fecero Bill, Cooz o Larry per essere catalogato come leggenda. Per me The Truth non deve dimostrare nulla, deve semplicemente continuare ad essere cio' che e' e, possibilmente, vincere un paio di anelli in piu', giusto per essere certi che anche i piu' scettici si convincano della sua grandezza. Odio i paragoni forzati, ma se penso che in altri lidi venerano gente come Kobe o Tmac o Carter, beh, per piacere, teniamoci stretto il nostro capitano. |
Leonardo Ancilli
ha scritto:
| Vado un attimo OT, io sto rimanendo letteralmente sbalordito dalla difesa assurda che KG mette in campo su ogni possesso e alla carica emotiva che da alla squadra anche con piccoli gesti. E "troppo" chiedere all'autore di questo splendido articolo, una puntata dedicata al grande mentore biancoverde ? |
celticsman
ha scritto:
| si alla maglia ritirata. articolo sublime e commovente... pierce ieri sera ci ha regalato/ mi ha regalato una pagina di basket unica... in una semplice partita di RS! grazie capitano! |
Christian Spazian
ha scritto:
| Splendido articolo ed eccellente Pierce che sta ottenendo i risultati che si è meritato durante tutta la sua carriera così avara fino a 2 anni fa. Mi piacerebbe dire altre cose, ma sarebbe solo una ripetizione di quello che ha scritto il redattore ed i commentatori. |
Edo the chief
ha scritto:
| Grande articolo, oserei dire musicale, una sola considerazione: per arrivare al livello dei Russel, Cousy, Bird ecc. si deve avere la riconferma; per intenderci un campione secondo me lo riconosci da come si manifesta dopo la sua prima grande vittoria, riconfermarsi e' difficile in ogni sport, per ora lo sta facendo alla grande ma nella leggenda ci entrano in pochi e non e' detto che siano i piu' vincenti in assoluto. Ultimo appunto riguarda il carisma, sono troppo giovane per aver percepito quello di Russel o Cousy ma abbastanza vecchio per essere stato contagiato da quello di Larry, mi risulta difficile da spiegare ma la sensazione di leadership del 33 (cui si piegava volente o nolente un duro come Kevin) per me Paul non la possiede e forse non l'avra' mai. Sicuramente entra di diritto tra i grandi Celtics di sempre ma non nel "prive'" riservato alla leggende. Ecco perche' vedo piu' KG, in prospettiva, avvicinarsi a quella strana chimica di "giocatore-condottiero" che reputo imprescindibile carratteristica di una leggenda. |
Massimo Tasselli
ha scritto:
| Domanda sfiziosa se ce n'è una, direi, e ben si confà allo spirito acuto e competente del nostro irrinunciabile Legend... Direi due cose prima di tutto: - maglia ritirata: ma che, qualcuno dubita? - Paolino nostro ci riempie gli occhi di gioie e meraviglie e speriamo di vederlo continuare ancora per parecchio; impossibile non esaltarsi quando lo si vede in una gara di finale costringere letteralmente alla palla persa Bryant e dall'altra parte del campo conquistarsi un "and one" con un tiro che tre quarti dei suoi colleghi non avrebbero nemmeno provato a prendere; un giocatore di resa sopraffina, tatticamente accorto, deciso, capace di mettere a frutto le doti fisiche sposandole alle capacità tecniche di un giocatore di livello superiore. Se arrivi al livello dei suoi predecessori citati è difficile dirlo, soprattutto potendo giudicare la maggior parte di questi solo in retrospettiva (cosa che a volte comunque aiuta nel giudizio). Cousy e Russell sono stati creatori di basket, ancor più che interpreti, e questo in effetti gli dà un certo qual "vantaggio", se non altro per essere stati al di fuori dei loro tempi; Havlicek era una macchina perfetta affilata al massimo grado. Tutti questi come detto li ho visti dopo le loro gesta. Bird per me è stato un eroe irripetibile, perchè ha saputo dominare la scena del nuovo basket ergendosi sopra tutto nonostante doti fisiche non invidiabili, ma piegate al successo dalla tecnica e dalla volontà di ferro. Aspettiamo ancora un attimo, ma con fiducia piena: secondo me Paolino si farà... |
TheRock
ha scritto:
| Sulla maglia ritirata sono d'accordo, ma sono anche d'accordo che non è al livello delle leggende (tipo il n°6). Giocatore d'impatto mostruoso, ha il merito d'essersi costruito una solida carriera anche dal punto di vista difensivo e ciò gli permette d'essere completo in tutti e due gli aspetti del gioco. Non finirò mai di ringraziarlo per lo spettacolo che ha messo su in gara 4 della serie di finale di giugno, dove ha offerto uno spettacolo meraviglioso fatto di difesa, attacco e leadership difficilmente imitabile. A prescindere da quel che accadrà, grazie Truth. Da |
Legend
ha scritto:
| Ringrazio tutti per i complimenti, davvero troppo gentili. Quanto avete scritto è la perfetta dimostrazione che il tifoso dei Celtics fa parte di un’elite: dove i fan delle altre squadre si beano per le performance soliste dei singoli, noi abbiamo parametri e riferimenti ben diversi. Sto leggendo uno studio sulla psicologia del tifoso nello sport, e devo dire che su ICP ormai gli aspetti deteriori del tifo sono ridotti al lumicino, mentre sempre più spesso l’approccio critico cerca di analizzare invece di distruggere. Per questo il plauso deve andare a Leo e Christian che hanno lavorato duramente per elevare il tono della discussione, a volte con scelte difficili ma necessarie. Tra tutti i commenti, mi hanno colpito due aspetti che meritano un’analisi: in primis l’affermazione di Hondo sul fatto che Pierce sia un ottimo esecutore dove i vari Cousy, Russell, Bird ed Havlicek inventarono modi nuovi di interpretare il basket. Un commento brillante e che non fa una grinza, ma che però soffre di un “punto debole” di fondo. Ai giorni nostri, infatti, mentre il basket NBA ha doppiato i sessant’anni di vita, è molto più difficile innovarlo, ed ancor più difficile è innovarlo ed essere vincenti. Qualcuno ricorda lo sfortunato Maurice Stokes, che inventò il ruolo di “ala forte” molto prima che Bird o Karl Malone diventassero degli “swingmen”? In quanti sanno che fu il “paisà” Hank Luisetti ad inventare il tiro in sospensione? Per motivi diversi né Stokes né Luisetti diventarono delle stelle NBA, ma nessuno può negare il valore delle loro innovazioni. Pierce è arrivato in un basket che non ha nulla di nuovo da scoprire, dove Kobe Bryant cerca di imitare Michael Jordan, dove Chris Paul e Steve Nash sono delle evoluzioni di Bob Cousy e Magic Johnson, dove ogni ala dalla pelle lattiginosa da Gugliotta a Nowitzki è stata battezzata “il nuovo Larry Bird”. Nella storia dei Celtics possiamo sminuire l’apporto di realizzatori come Tom Heinsohn o Sam Jones solo perché non erano dei centri dominanti alla Russell o perché non passavano la palla dietro alla schiena come “Cooz”? Di Sam Jones Bill Russell una volta disse: Ad un certo punto vincemmo otto titoli consecutivi, ed in quel periodo per ben sei volte chiedemmo a Sam di prendere il tiro che valeva la stagione”. Sei tiri, sei canestri, sei titoli, eppure di Sam si parla raramente. Ecco, per me Pierce è come Jones: un grandissimo realizzatore che però sa passare la palla e che non tradirà mai il concetto “Celtics” per un record di punti segnati. Non creerà niente di nuovo, ma interpreterà nel modo migliore quanto già patrimonio comune, e questo secondo me è sufficiente ad entrare nell’empireo. P.S.: Hondo, la spiegazione tecnica della grandezza di Havlicek stava nel suo culto per la preparazione atletica che lo rendeva capace di correre per chilometri e chilometri, e nella sua insaziabile voglia di migliorare, grazie alla quale in dieci anni passò da sesto uomo con compiti prettamente difensivi a prima opzione offensiva della squadra. Secondo spunto interessante, quello di Edo (poi riproposto dall’attento Massimo) che giustamente sottolinea lo scarso carisma di “P Square”. E vero Pierce non è ieratico come Russell o carismatico come Bird, ma questo non è sempre uno svantaggio. A fine carriera, quando rientrava dopo un infortunio, “Larry Legend” pretendeva che i Celtics giocassero come prima che si infortunasse, a prescindere dai risultati – a volte ottimi – che avevano ottenuto in sua assenza. Verso la fine della carriera la cosa gli attirò pure le critiche di Parish e McHale perché il suo desiderio di essere “the man in charge” stava facendo male alla squadra. Bene, la mancanza di carisma di Paul era perniciosa quando la squadra era composta da ragazzini e lui non aveva la forza di trascinarli, cosa che per esempio Bryant faceva meglio anche perché abituato a giocare da solista. Ma ora che il numero 34 può condividere il peso della leadership con Garnett e Ray Allen riesce a gestire benissimo la situazione, senza “difendere il territorio” come avrebbe fatto Bird. |
Malik Sealy
ha scritto:
| X Fabio Ho scoperto che l'anno scorso abbiamo rischiato di giocare contro in amichevole (Aiello-Grado). Ti saluta il tuo vecchio play "pupillo" di Perteole (T.T), che purtroppo continua a tifare gialoviola. Articolo splendido |
Hondo
ha scritto:
| Contro-controcommento a Legend: Tutto vero. A mia difesa posso dire: -Louisetti, Maravich, Earl Monroe, Doctor J (per citarne 4 )sono da me considerati tra i più grandi di sempre per quel discorso di "allargare le frontiere del gioco", che è il mio personalissimo modo (con relativo basso valore) per valutare la grandezza di un giocatore; è una questione di carattere, adoro l'originalità e questa mia visione me la porto anche nel basket. Riconosco però che essere "solo" grandi esecutori non sia un elemento a sfavore, anzi: il mio culto profano-psicotico nei confronti di Havlicek ne è una prova. Indi per cui è sbagliatissimo parlare poco di Sam Jones, per esempio: uno stra-grande... - Mi permetto di dissentire sul fatto che nel basket non ci sia nulla di nuovo da scoprire: è vero, forse non proveremo più lo stupore di chi per la prima volta vide Luisetti al tiro, ma il gioco a parer mio cambia continuamente. Ora come ora stiamo assistendo all'estinzione dei dinosauri intesi come pivot dominante, o meglio: il gioco non si basa più su quel ruolo come in passato; tra vent'anni magari le cose saranno diverse. E ci saranno giocatori che interpreteranno il gioco in maniera nuova: Garnett è stato appunto un giocatore che ha alzato l'asticella: una mobilità del genere in quel fisico non si era mai vista, anche questa per me è innovazione. -Sono del segno del cancro, nostalgico e romantico: probabilmente Cousy e Havlicek sono pallini miei, ma Pierce al livello di Bird e Russell non riesco a mettercelo... con tutto il bene che gli voglio. Ho 25 anni, tifo Celtics da quando ne ho 9: sapevo che i Red Sox erano rimasti 86 anni senza festeggiare, il dubbio di non vivere mai l'emozione di un titolo era forte, le emozioni del giugno 08 me le porterò dietro sempre, insieme con la gratitudine per il 34. Ma il 6 e il 33 sono un discorso a parte. Giuda Faus che sproloquio che ho fatto. Dai che stanotte sporchiamo il record dei falchi. Let's go Celtics |
Legend
ha scritto:
| Ho scoperto che l'anno scorso abbiamo rischiato di giocare contro in amichevole (Aiello-Grado). (Malik) Malik, Malik… c’era una ragione per cui mi stava simpatica la scelta di quel nick! Avete sempre l’ex-portiere di serie A in pivot? Tornando all’amichevole “mancata”, peccato, accipicchia. L’anno scorso, nelle sole quattro partite da me giocate, la squadra era 3-1, ma obbiettivamente a 44 anni di indomabile resta solo lo spirito, mentre le ginocchia le ho devolute da tempo alla causa. In quanto al mio pupillo, è sempre un piacere ricordare il tempo in cui era imberbe ed andavamo a violare i parquet regionali. Purtroppo il fatto che tifi gialloviola non sono mai riuscito a cambiarlo, in lui, ma alla fine non può negare di avere un gioco più alla Rondo che alla Fisher o alla Magic…. è la legge del contrappasso... Salutamelo calorosamente, "T Square". …sempre per quel discorso di "allargare le frontiere del gioco" (Hondo) Solo i grandissimi come Mikan, Auerbach, Russell e Jordan cambiano le frontiere del gioco vincendo, però. Può anche darsi che ci sia qualcosa da inventare, nel basket, ma ho l’impressione che il gioco sia mediamente sempre più atletico e sempre meno tecnico, ed ormai sono 10 anni che non si vede qualcosa di innovativo. Prova a pensare: quanti anni ha la “Triangolo”? Quanti la “Motion Offense”? Eppure stiamo sempre lì, con difese così forti che per evitare di perdere la palla sull’ennesimo passaggio vediamo – Celtics compresi – una marea di “isolation” o di “pick ‘n’ roll”. Garnett è un innovatore? Per me no: per quanto sublime, è l’evoluzione della specie. Giocatori sempre più alti e veloci ed in grado di colpire da lontano: ma non lo era forse anche Cowens, che sfidava i Chamberlain ed i Jabbar ad andarlo a prendere lontano da canestro? Non dico che non ci sarà più un innovatore, ma che secondo me i tempi in cui da Connie Hawkins si passava a Erving e poi a Jordan in una brama di possesso dell’aria sono passati. Le prime schiacciate testa-sul-ferro ci lasciavano allibiti, oggi chi si spaventa più per un "tomahawk"? Ora tutti i Carter ed i Bryant sono – per quanto fenomenali – qualcosa di già visto, delle riedizioni del passato seppur tirate a lucido per l’NBA patinata del terzo millennio. Neppure io metto Pierce a livello di Russell: 11 anelli in 13 anni e lo zero assoluto prima e dopo di lui sono un risultato inarrivabile ed incontestabile. Bird, già più a portata di mano, perché Larry ha sempre avuto attorno tanto talento. Se Pierce fosse stato al posto di un Bird giovane, credo che avrebbe ottenuto gli stessi risultati, anche se senza la stessa leadership. |
GregKite
ha scritto:
| Scusate se mi insinuo (idegnamente) in una tenzone dialettica di così alto livello, ma, per quanto mi concerne, devo dare torto a Fabio (che dio mi perdoni, è la prima volta). Premesso che come al solito il pezzo è stilisticamente impeccabile, non concordo con la conclusione: per me PP (con tutto il bene che gli voglio) è un grande e merita il ritiro della maglia, ma non è al livello di Bird, Russell o altri mostri sacri. Lo dico a freddo (dopo aver visto, tra l'altro, il terrificante 4/4 con Toronto) e fondo questa opinione sulla seguente domanda: secondo voi la carriera di PP può essere complessivamente paragonata a quella dei suddetti Bird e Russell? Non parlo solo di titoli vinti (anche perché su questo PP è ancora in tempo ad aggiornare il palmares), parlo di quello che, nei vari anni di militanza in biancoverde, si è dato alla squadra. In sintesi: PP è e resta un grande, ha contribuito come nessuno all'ultimo titolo, ma negli anni passati ha avuto alti e bassi (anche in termini di atteggiamento), mentre gli altri miti sopracitati hanno contribuito con tutta una carriera (in campo e fuori) a creare l'epos e l'etos celtico. E qui, secondo me, sta la differenza. |
luca9
ha scritto:
Usciamo un attimo dalla retorica e parliamo realmente del passato... io ho sempre sostenuto che PP fosse stra-sottovalutato, purtroppo anche tra di noi... in questi anni ho sentito cose fuori dal mondo su PP... non so se sia paragonabile ai grandi del passato, so solo che il giocatore più forte che aveva avuto al suo fianco prima dello scorso anno è stato THE GENIUS... non ho altro da aggiungere... ![]() |
Legend
ha scritto:
| ...secondo voi la carriera di PP può essere complessivamente paragonata a quella dei suddetti Bird e Russell? (Greg Kite) Fermo restando che non considero Pierce migliore di Bird e Russell (ed a dire il vero nemmeno di Havlicek e Cowens), credo che sia necessario fare dei distinguo. Bill Russell è "l'Aquila Con La Barba" (come lo chiamò un avversario), e vola alta, più in alto di tutti. "The Bird", con quel nome, è secondo, ma attenzione, come dichiarato nel "sommario", nessuno voleva affermare la superiorità di "The Truth" sugli altri, solo rimarcare che Paul si è meritato un posto tra di loro. La posizione in classifica è soggettiva, ma ormai credo che non ci siano dubbi sul fatto che il numero 34 presto o tardi meriterà di svolazzare in alto. Anche perchè credo che Pierce abbia superato altri (grandi) che però avevano per varie ragioni contribuito meno di lui: Loscutoff, Lewis, Macauley, K.C. Jones, Don Nelson, Bill Sharman per citare i primi che mi vengono in mente. Poi la posizione in classifica della Verità la possiamo discutere: prima o dopo Heinsohn? Prima o dopo Maxwell? Prima o dopo Jo Jo White? Ma al di là di queste considerazioni "ordinali", credo sia giusto "consacrare" Pierce al nostro culto pagano del tifo. |
Leonardo Ancilli
ha scritto:
| Il fatto che si sia messo Pierce Tra le leggende viventi biancoverdi, vuol dire che è uno di loro ma non necessariamente il migliore di loro. Ovvio che Russell quando si guarda le mani anellate, ne trova uno che non sa dove metterlo, ovvio che il talento di Larry è fuori portata, ovvio che il genio di Cousy è inarrivabile, ovvio che il "cuore" di Havlicek è "su", come la voglia di sbattersi di Cowens. Da li in poi ne parliamo, però almeno Heinson davanti a Paul ce lo metto subito. Adesso dico una mezza boiata ma se Garnett continua a difendere come sta difendendo ora presto fa irruzione nel "clubbino". La butto li : " ce la farà Pierce a superare Havlicek nei punti segnati a fine carriera ? " Per me no. |
PPThetruth
ha scritto:
| Se io avessi avuto come miglior compagno in 8 anni quella p...pa di Walker anche io non sarei stato uno zuccherino |
Shamrock
ha scritto:
| Sono d'accordo con Fabio, non si tratta di fare classifiche ma se proprio vogliamo creare una lista di preferenze ricordo a tutti che non troppi mesi fa ebbi io stesso il compito ed il piacere di commentare un sondaggio che coinvolse tutta la famiglia ICP durante l'estate, ed il sondaggio in questione sentenzio': 1-Russell, 2-Bird, 3-Heinsohn...credo fossimo tutti d'accordo e non dovrebbe essere quest'inizio di RS o la splendida prova di Pierce contro i Raptors a farci cambiare idea. Detto cio', qui si sta semplicemente discutendo se il Capitano merita di essere inserito nella top list della storia celtica e secondo me la risposta chiara, forte e contundente e' SI. Poi per il posto virtuale nella classifica di tutti i tempi ognuno di noi si puo' sbizzarrire. Resta il fatto che Pierce, se avesse avuto prima i compagni che ha ora a disposizione, avrebbe gia' almeno tre anelli in saccoccia e qui non e' proprio colpa di nessuno. Speriamo solo che abbia il tempo per recuperarne ancora un paio... In quanto alla "provocazione" lanciata da Leo: no, non credo che The Truth superera' mai Hondo, ma sicuramente ce la fara' a superare tutti gli altri e si fermera' al secondo posto. Almeno questo e' cio' che spero io perche' vorrebbe dire che nei prossimi 4-5 anni sara' ancora un Celtic (se mai ce ne fossero ancora dei dubbi) e soprattutto sara' sano (e qui mi tocco). YOU CAN'T HANDLE THE TRUTH. |
Angelo
ha scritto:
...il sondaggio in questione sentenzio': 1-Russell, 2-Bird, 3-Heinsohn...credo fossimo tutti d'accordo e non dovrebbe essere quest'inizio di RS o la splendida prova di Pierce contro i Raptors a farci cambiare idea. (Shamrock) UN PAIO DI CIUFOLI! Ho votato tutta l'estate per Havlicek..."non fossimo tutti daccordo" ![]() |
Shamrock
ha scritto:
Angelo, grazie per costituirti, stavamo cercando il colpevole del tentato broglio elettorale da mesi... ![]() |
Bob Black
ha scritto:
| Intervengo innanzitutto per complimentarmi con Fabio per il bellissimo articolo.E' poco più di un anno che ho scoperto questa community e credo sia il più bel articolo,o quanto meno uno dei migliori,che abbia mai letto. Che PP abbia avuto atteggiamenti negativi in passato è noto e poco onorevole per lui;ma obbiettivamente si è ampiamente riscattato ed alla PRIMA occasione ha dimostrato di essere un vincente oltre che un Celtic.Come si fa a non comprendere che un giocatore del genere fosse frustrato visto il passato recente dei C's?Così come l'irriverenza che la stampa, da anni regolarmente fustigata dai Celtics(grande Leonardo Ancilli) gli rovesciava addosso? Non ha senso dire chi è il più grande tra i grandi gnuno ha segnato la propria epoca per ragioni diverse.PP è il Capitano del 17 anello,quello el riscatto dopo gli anni bui,del "PRIDE" che di trasforma in "UBUNTU" e tante altre cosucce:credo basti,no? p.s.: mi associo alla richiesta di un articolo su KG p.s.2 : NOn credo che PSquare posa superare Hondo. |
PPThetruth
ha scritto:
| Ora che posso parlare liberamente, posso dire che l'articolo è bellissimo ed intelligente. Solo una cosa non ho capito, quando si parla della maturità di Bird ci si riferisce a quella cestistica o quella umana? Sulla prima nulla da dire, io sono giovane e l'ho visto giocare solo su ESPN Classic, ma mio padre e mio zio dicono sempre che "saltava alto quanto un foglio di giornale e poi però magari prendeva 20 rimbalzi" e da quel che ho sentito è probabilmente se non sicuramente uno dei primi 5 giocatori della storia del Basketball, forse il primo per intelligenza cestistica. Ho forti riserve sulle qualità dell'uomo invece.Nel mio piccolo ho letto la sua biografia, e debbo dire che alcune sue scelte sono tutt'altro che lusinghiere e che secondo me da quel punto di vista Paul non gli è per niente inferiore, ma bensi anche palesemente superiore. Detto questo voglio anche dire che per me non ci sono dubbi sul fatto che ormai lui faccia parte di quel clan di magnifici che hanno reso i Celtics la squadra più blasonata del mondo. Ma sulla sua reale posizione in questo gruppo voglio fare 2 considerazioni: La prima è che secondo me il giocatore dovrebbbe essere valutato a fine carriera, e non nel pieno di quello che potrebbe diventare il miglior momento della sua carriera( facciamo gli scongiuri) Perchè se i Celtics (facciamo sempre gli scongiuri) dovessero vincere altri 2 titoli, magari quest'anno e l'anno prossimo, con lui sempre da trascinatore nei momenti importanti, come la metteremmo?? Seconda cosa: scorro ora sulle pagine di un almanacco dell'Nba del 1994-95 regalatomi da mio Zio e noto che nella stagione 1956-57 ovvero l'anno di esordio di Bill Russell, nei Celtics erano già presenti Bob Cousy, Thomas Heinsohn e Bill Sharman, non esattamente dei manovali del basket e che nel 1979-80 anno i esordio di Bird ci fossero in squadra Dave Cowens, Nate Archibald e Cedric Maxwell che sapevano il fatto loro. Questo per dire che i due probabili più forti biancovedri di sempre hanno sempre avuto squadre imbottite di campioni e di Hall of Famers, infatti non hanno mai chiusto la stagione con record negativi (Bird nell'88-89 fece 42-40 ma giocò solo 6 partite). Merito loro?SICURAMENTE, pero avere quei compagni non potete negare che aiutasse, e non poco. Paul ha avuto compagni come Kenny Anderson, Tony Batie, Antoine Walker, un Payton quarantenne ed in disarmo, Vin Backer l'alcolizzato, e così via.Qesto dal 1998 al 2007, cioè nove anni. Siete sicuri che Russell e Bird si sarebbero fatti nove anni di anonimato???Forse non lo avrebbero permesso, che le loro squadre totalizzassero 35 vittorie a stagione, ma questo noi non possiamo saperlo. E come qualcuno ha già detto appena ha avuto quella squadra che poteva portarlo al titolo lui lo ha fatto.E non da uno qualunque, ma da MVP delle finali. Con i suoi Boston Celtics, che però non sono nemmeno così tanto suoi,ora che si vince visto che Tranquillo, Buffa ed altri spesso e volentieri si inneggia a Garnett (che io adoro e questa non vuol essere una critica) come al vero Leader di questa squadra. In parte c'è del vero perchè in fondo il punto di forza di questi Celtics, ovvero la difesa, è costruito su di lui. Pierce non è stilisticamente perfetto come Allen, e non è Leader tecnico ed adrenalinico come KG, non è esplosivo come Bryant ne potente come James. Ma quest'anno ha dimostrato una qualità che hanno solo i grandissimi, ovvero la capacità di giocare bene nelle partite importanti (Gara 7 i Cavs, gara 6 con i Pistons eppoi le Finali), di essere uno sopra la media ma non un fenomeno che diventa fenomeno quando la squadra ne ha bisogno. Ed in finale, al caro Kobe Bryant, per certi versi suo dirimpettaio ai Lakers, lo ha annichilito. Mi sono prolungato troppo, in realtà quello che voglio dire è che Pierce è già nella storia dei Celtics, e che magari non sarà il più forte giocatore che i Celtics hanno avuto, ma vincendo ancora ed avendo provato sia le gioie che e soprattutto i dolori di questa mitica Franchigia, può forse diventare invece il più "Celtic" di tutti quanti. |
Leonardo Ancilli
ha scritto:
| Dato gli influssi benefici che ha portato questo articolo direi che è doveroso da parte dell'autore ripetere la cosa per almeno tutti quelli del quintetto base. Comunque un altro mattone del capitano nella scalata alla leggenda! ![]() |
Legend
ha scritto:
Dato gli influssi benefici che ha portato questo articolo (Leo) Effettivamente comincio a farmi paura da solo... |
Larry33
ha scritto:
| MVP MVP MVP MVP MVP MVP MVP MVP MVP MVP MVP MVP MVP MVP MVP MVP MVP MVP MVP MVP MVP MVP MVP...... Articolo stupendo, fai bene a farti paura, hai scritto un pezzo fantastico.....concordo con il fatto di mettere il Capitano tra i grandi di sempre, nella storia Bianco-Verde...ma non capisco perchè ci deva sempre essere una classifica e bisogna trovare una posizione in cui inserirlo. Paul è nella costellazione di campioni che hanno creato il mito e secondo me potrebbe, tra un po, entrarci anche KG. Per Legend: complimentissimi per il pezzo dalle innevate cime carniche...CELTICS FOREVER |
Meisk
ha scritto:
| Mi unisco al meritatissimo coro di complimenti per Fabio, per l'Articolo con la A maiuscola sul nostro amatissimo Capitano...ho poco da aggiungere anche perchè ormai questa comunità celtica sforna discussioni veramente elevate... Alla faccia degli effetti benefici... ![]() |
frathetruth34
ha scritto:
Fabio, sei sempre meraviglioso, davvero. Su Pierce io ho ben poco da dire, lo difendo da sempree credo che sia un Celtic dentro, mi basta questo per amarlo. Se poi gioca così.. ![]() |
Bob Black
ha scritto:
Legend ha scritto:Appunto: sfidiamo il fato! Magari vedremo Perk mettere la tripla decisiva in stile Robert Horry nelle Finals!!!!!! ![]() |
GregKite
ha scritto:
| Visto il finale con Atlanta, parebbe proprio che io abbia perso una buonissima occasione per star zitto. (detto ciò, resto della mia idea: lungi dal fare classifiche dico solo che PP è tra i grandi, non tra i grandissimi; felice di essere smerd.. ops smentito con buzzerbeater come quello di ieri notte). |
nordovest
ha scritto:
| E' tra i grandissimi, senza dubbio. Appena ha avuto una squadra competitiva ha vinto il titolo al primo colpo. Sottolineo il fatto che pur essendo arrivati Ray Allen e Kevin Garnett (cioè due giocatori da Hall Of Fame), è rimasto lui il leader, l'uomo dell'ultimo tiro. Non era facile fare il salto di qualità, dimostrarsi all'altezza di tale compito, ma il Capitano c'è ampiamente riuscito. Oggi come due anni: incedibile! |
nordovest
ha scritto:
| Intendevo: oggi come due anni fa. |
Legend
ha scritto:
| La grandezza di Pierce, nordovest, risiede anche nel fatto che non vuole necessariamente prendere l'ultimo tiro, se un compagno è libero. Ricordo suoi passaggi smarcanti per il tiro finale a West e Ricky Davis, e fu lui a passar palla a Ray Allen per l'incredibile vittoria a Charlotte l'anno scorso. Come contraltare, quante volte ricordiamo di aver visto passare la palla decisiva a Kobe Bryant? Due esempi su tutti: il tiro di Horry con Sacramento arrivò dopo una sua penetrazione sbagliata, e quello di Fisher contro San Antonio arrivò su una rimessa di Payton. come ho scritto anche sopra, Paul non antepone mai la gloria personale al successo della squadra, ed in questo è un vero Celtic. |
nordovest
ha scritto:
| Legend: lo so, lo so che il Capitano è altruista ma volevo sottolineare la sua grandezza tecnica se è riuscito a rimanere la prima punta in una squadra che ha Garnett e Ray Allen... |
Leonardo Ancilli
ha scritto:
Il problema di fondo secondo me è che la "prima punta" è poco più che una definizione da tifosi e che alla fine il basket è un gioco di squadra nel senso più stretto della definizione, è vero Pierce e Allen si prendono i tiri decisivi, ma magari senza la spaventosa difesa di KG a quei tiri non ci si arriveerebbe neppure, quindi per quanto agli annali vengano consegnati i tiri all'ultimo secondo, la fase preparatoria non è certo di minore importanza. Ecco perchè secondo me a Boston oggi individuare una prima punta è difficile se non impossibile, oltre che quasi inutile. Questo ovviamente senza sminuire minimamente il valore di Pierce che io per primo sbandiero da svariati anni, anche quando farlo era controcorrente, e fuori moda, ricordo che in tempi recenti, Pierce veniva definito "MVP Romantico", "Mezzo giocatore" "Egoista" "difensore mediocre" (chiedere a Kobe da gara 4 in poi ) ecc. ecc. tutte baggianate scritte da soliti cavalcatori di onde che poi al momento del dunque sono i primi a celebrarlo. |
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Come poteva entrare Paul in un empireo di tale livello, se un giorno chiedeva di essere ceduto o se un altro dichiarava di essere l’unico giocatore decente ai Celtics? Come potevamo considerarlo degno dei Celtics del passato, se si metteva a discutere con l’allenatore o se si presentava ad una conferenza stampa con una vistosa compressa di garza sul mento per giustificare una scellerata reazione quando tutti avevano visto che il fallo da lui subito non era stato “terminale”? Ed infatti, nel mio “personalissimo cartellino” il giudizio su di lui rimaneva sospeso. Perché allo stesso tempo avevo assistito a decine di “prodigi”: partite vinte all’ultimo secondo, prestazioni sovrannaturali, ma condite da passaggi ai compagni, senza la “tracotanza tecnica” del campione che sa di essere il migliore e preferisce perdere la partita con un suo tiro piuttosto che vincerla col tiro di un compagno.Bene, oltre a vincere il titolo 2008 ed a far vincere al capitano la coppa dell’MVP delle Finali, i Celtics del Miracolo di Ainge sono riusciti nell’impresa di portare il numero 34 nella leggenda. Fino allo scorso maggio Paul Pierce nell’Enciclopedia dei Celtics era solo due lampi lontani sei anni: i 46 punti nella quinta e decisiva partita della serie con i Sixers (8 su 10 da tre), ed i 19 punti nel quarto quarto dell’indimenticabile “biggest comeback” contro i Nets. Intendiamoci, “The Truth” era stato protagonista di decine di altri momenti belli o di prestazioni da incorniciare, ma nessuna era stata particolarmente significativa perché figlia della regular season o di una serie di playoffs disgraziata.
Dal punto di vista tecnico, poi, bisogna essere ciechi per non amare Paul Pierce. Le mani d'oro sono solo l'ultimo terminale di un corpo che sembra mandare il difensore fuori sincrono quasi per istinto. Sa concludere in penetrazione, sa tirare da lontano, sa creare la distanza con quei "fadeaway" assassini che sono semplicemente immarcabili. Non sarà un palleggiatore sopraffino, ed è anche a causa degli oltre due metri di altezza che a volte si fa "uccellare" il pallone dalle difese pressanti, ma se questo è il prezzo da pagare per poter godere delle emozioni che spesso ci regala, da tifoso lo pago volentieri. E poi, come ben sappiamo, "il basket è un gioco di angoli", e sono in pochi ad interpretarli come "P Square", titolare di un goniometro nel lobo frontale del cervello.




gnuno ha segnato la propria epoca per ragioni diverse.PP è il Capitano del 17 anello,quello el riscatto dopo gli anni bui,del "PRIDE" che di trasforma in "UBUNTU" e tante altre cosucce:credo basti,no?