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Preview stagione 2008-2009 PDF Stampa E-mail
Scritto da Christian Spazian   
lunedì 06 ottobre 2008
Vediamo cosa ci possiamo aspettare da questa stagione da parte dei Boston Celtics.

 

I Celtics sono tornati in tutto il loro splendore e la vittoria dell’ultimo titolo è lì a dimostrarlo.

2009_00_pierce-garnett-allen.jpgLa scorsa estate è stata scoppiettante per i Celtics ed il general manager Danny Ainge ha stravolto tutte le certezze passate dimostrando che è possibile, dopo anni a lavorare per ottenere asset importanti come giovani, scelte e contratti in scadenza, costruire una squadra da titolo in un paio di mesi estivi. Ainge è stato bravo non solo a prendere Allen e Garnett, ma anche a circondarli di giocatori giusti per la squadra come Posey e House prima e Cassell e Brown dopo.

Se le aspettative per i Celtics erano alte, nessuno poteva immaginare che avrebbero potuto vincere il titolo, il pensiero prevalente diceva che avrebbero avuto bisogno di un anno per integrarsi e conoscersi, ma fin dall’inizio si è capito che questo processo in integrazione sarebbe durato poco, infatti sono riusciti a conseguire il maggior record durante la stagione regolare.

La prima serie di play-off contro Atlanta è stata a dir poco sconcertante, con dei Celtics irriconoscibili rispetto a quello che avevano mostrato fino ad una settimana prima. Irriconoscibili però solo in trasferta, visto che a Boston hanno spadroneggiato a piacere. Con 4 vittorie tutte in casa e 3 sconfitte tutte in trasferta è stata la serie più lunga del primo turno dei play-off e la cosa strana è che alla vigilia doveva essere quella più corta, con 4 facili vittorie pronosticate per i biancoverdi.

Dopo Atlanta sono arrivate 7 battaglie contro Cleveland, nel complesso molto più combattute rispetto al turno precedente e, col senno di poi, la serie più difficile per i neo campioni NBA. Anche in questo caso le 4 vittorie sono state conseguite in casa e le 3 sconfitte in trasferta. Memorabile una gara-7 che si è rivelata un’appassionante sfida fra due tra i migliori giocatori NBA: LeBron James e Paul Pierce.

La finale dell’Eastern Conference tra Boston e Detroit è stata pronosticata da tutti e così è stata, e ha visto la prima sconfitta in casa di Boston in gara-2. Dopo che i Celtics hanno risposto alla cortesia in gara-3 a MoTown, decisiva è stata la sesta partita nel Michigan dove i Celtics hanno staccato il biglietto per la finale.

La sfida contro i Lakers è quello che di più classico ci possa essere nel panorama cestistico mondiale ed il pubblico ha risposto presente sia sugli spalti che come contatti televisivi. In campo i Celtics hanno avuto una vittoria più facile di quello che dica il risultato finale di 4 vittorie e 2 sconfitte (in America hanno anche detto che è stato il primo sweep in 6 gare della storia dell’NBA) anche se i Lakers hanno dato i loro grattacapi ai Celtics.

Primi in stagione regolare (66 vittorie), maggiore incremento di vittorie da una stagione all’altra (42), maggiore differenza tra punti segnati e subiti (10,25 punti di media), peggiore percentuale dal campo degli avversari (41,9%), peggiore percentuale da tre punti degli avversari (31,6%) sono i record dei Celtics nella scorsa stagione e che testimoniano il loro dominio.

Dopo tutti i festeggiamenti di rito, tutti le celebrazioni ampiamente meritate, cosa potrà succedere nella stagione entrante? È noto che è più facile (o meglio meno difficile) risalire la china piuttosto che rimanere su di essa ed i Celtics quest’anno non faranno eccezione: sarà più difficile per loro ripetersi!

Il motivo non è unico, ma ne possiamo individuare almeno due. Il più ovvio e normale è quel senso di appagamento che, volenti o nolenti, pervade la squadra che, dopo uno sforzo non indifferente, riesce ad ottenere il risultato ambito. È una situazione del tutto normale per la natura umana e che potrebbe portare ad un bilancio in stagione regolare inferiore a quello precedente. In questa probabile situazione se la forza dei singoli giocatori e del gruppo è sufficientemente forte da sopperire a questo appagamento lo si potrà vedere nella parte più importante della stagione, ovvero i play-off, in caso contrario una sconfitta, diciamo entro le semifinali di Conference, decreterebbe la vittoria dell’appagamento ad una voglia di ripetersi dei biancoverdi, anche se sarebbe sbagliato, qualunque risultato arrivi, darli per morti e definire come meteora il titolo appena conquistato.

Il secondo motivo è da ricercarsi nel fatto che i giocatori, giustamente dal loro punto di vista, meno da quello della squadra, cerchino di monetizzare il più possibile il titolo vinto, ed in questo contesto il pensiero va ovviamente a James Posey il quale, consapevole del fatto che era la sua ultima occasione per firmare un contratto importante, ha preferito un anno in più di contratto dei 3 offerti da Boston a parità di stipendio annuale e si è accasato a New Orleans.

Mentre altri due free agent come Eddie House e Tony Allen si sono accontentati di contratti tutto sommato modesti, dobbiamo anche far notare come, tra i due veterani importanti come Brown e Cassell, solo il secondo per il momento sarà della squadra a novembre. Citiamo inoltre la scelta al draft di Bill Walker ma soprattutto di J.R.Giddens, che negli ultimi anni ha perso molta considerazione dagli osservatori ed è chiamato ad un riscatto a Boston.

Nel complesso quindi il roster risulta più debole dell’anno scorso, ma è necessario far notare come si rischia di non considerare la naturale evoluzione dei giocatori in forze ai Celtics. Mentre è logico pensare che il PGA Tour (lo chiameremo così finché non uscirà un nome condiviso da tutti che non sia Big Three) potrà offrire un rendimento sostanzialmente simile rispetto all’anno scorso, cosa che potrà accadere anche per House, Cassell e Perkins, ci sono vari giovani che hanno la possibilità di migliorare ulteriormente il proprio gioco. In questo caso il pensiero va a Rajon Rondo, punta di diamante dei giovani biancoverdi, il quale ha superato brillantemente il secondo anno, in genere il più difficile per chi si affaccia nell’NBA, ed è chiamato ad un ulteriore salto di qualità. Probabilmente il suo rendimento potrebbe fare la differenza tra la vittoria di un altro titolo e la mancata doppietta. Un altro giovane che potrebbe mettere in mostra un rendimento migliorato rispetto alla passata stagione è Glen Davis, mentre sembra che la curva in salita di Powe abbia già raggiunto il culmine. Da far notare come si parli un gran bene di Gabe Pruitt, ma nel suo caso sarebbe bene seguire gli insegnamenti di San Tommaso.

Teniamo per ultimi i giocatori il cui rendimento potrà essere di più difficile individuazione: Tony Allen, Giddens, Miles, O’Bryant. Le loro storie sono diverse, vediamo cosa potranno dare la prossima stagione.

I primi due possono essere accumunati da un destino comune: con la scelta del secondo era facile supporre che Tony Allen non sarebbe stato confermato, ma la dipartita di Posey ha riaperto i giochi su di lui, infatti i Celtics alla fine hanno deciso di rinnovargli la fiducia nella speranza di vederlo esplodere come ci sarebbe attesi già da tempo. Ci riuscirà? Se vogliamo puntare 1 centesimo su qualcuno non sarà su di lui.

Chi invece potrà dare soddisfazione per il centesimo scommesso potrebbe essere proprio J.R. Giddens. Forte di una prevista scelta altissima al draft anni fa, ha gettato letteralmente alle ortiche la considerazione su di lui negli anni del college ed ora è chiamato ad un riscatto personale molto alto, tenendo anche conto che ha già trascorso 5 anni (di cui uno di red-shirt) al college. Potrebbe veramente offrire un rendimento eccellente, anche se i rischi di fallimento sono ben presenti.

2009_00_obryant.jpgPer Darius Miles invece si tratta di una scommessa alla roulette, potrebbe andare bene come rivelarsi un clamoroso buco nell’acqua. Su di lui pende anche la squalifica per 10 giornate da scontare all’inizio della stagione e facciamo notare la poca popolarità che i Celtics hanno in questo periodo dalle parti di Portland visto che se Miles giocherà almeno 10 partite la franchigia dell’Oregon dovrà pagare il lauto stipendio che ha ancora con loro. Per i Celtics invece è una scommessa a costo quasi zero, visto che ha firmato il minimo salariale e con la possibilità di recedere in qualunque momento.

Sulle possibilità di Patrick O’Bryant di poter essere utile sinceramente è buio pesto. Finora nell’NBA non ha dato quasi nulla e l’unica speranza di poter dire la sua è il fatto che viene da Golden State, il cui coach Don Nelson vede come fumo negli occhi tutti i giocatori sopra i 203 centimetri, ma da qui a dire che potrebbe esplodere ce ne corre.

Alla fine però i Celtics andranno dove li porteranno i vari Pierce, Garnett ed Allen, sono loro le stelle della squadra e sono loro che potranno conseguire un repeat che, allo stato attuale e viste le forze in campo delle altre squadre, ha discrete possibilità di avverarsi. D’altronde è bene ricordare quello che ha detto Pierce dopo la vittoria del titolo: “lo abbiamo assaggiato (il gusto del titolo) e ne vogliamo ancora”.

Commenti (13)add comment

ciccio ha scritto:

  Christian secondo me sei stato un pò troppo lapidario con Powe e Tony Allen, il primo è comunque ancora giovane e Tony...difficile che possa dare meno dell'anno scorso!
commento inserito alle 12:01 del 06 ottobre 2008

Angelo ha scritto:

  Anche io faccio il tifo per Powe (su Tony ci credo un po' meno). Se quest'estate avesse lavorato bene per mettere su un piazzato appena decente srebbe un bel miglioramento.

L'unica speranza di vedere Allen2 a livelli accettabili è che si senta più responsabilizzato dopo la partenza di posey. In quel caso, forse, i suoi neuroni potrebbero smetterla di rincorrersi e scegliere una direzone comune...
commento inserito alle 13:02 del 06 ottobre 2008

Shamrock ha scritto:

  Vabbe', son proprio l'unico a credere ancora in Tony...
Io il centesimo me lo gioco pero' poi tra qualche mese torno a battere cassa per riscuotere la vincita ed allora a quel punto voglio proprio vedere chi paga... smilies/wink.gif
commento inserito alle 13:52 del 06 ottobre 2008

Angelo ha scritto:

  Shamrock, in realtà io credo che noi abiamo veramente bisogno di un Tony Allen all'altezza, specialmente non potendo contare su Posey. Se riuscirà a darci minuti qualitativamente validi con continuità sarò ben lieto di arrivare, guarda, anche a un euro, altro che centesimo smilies/grin.gif
commento inserito alle 14:00 del 06 ottobre 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Sulla carta nemmeno un anno fa eravamo i favoriti e lo stesso Posey non era valutato quanto a fine stagione, quindi, sempre sulla carta, non sono sicuro che il roster sia così inferiore.

Vogliamo forse pensare che Rondo oggi sia uguale al Rondo di ottobre 2007? E vogliamo forse credere che le 26 partite di PO non servano a nulla in termini di crescita del gruppo?
In più, le nostre avversarie non sono migliori rispetto alla passata stagione, perchè Bynum è un giocatore molto buono, ma la famosa chimica di squadra è totalmente da costruire e non è detto che sia facile da trovare (anche se io farei una bella zonetta della nonna fossi in loro); gli altri non hanno aggiunto molto ai loro roster, qualcuno ha anche l'allenatore nuovo e, in assoluto, non vedo rivali superiori, sempre sulla carta.

La vera incognita sono gli infortuni, chi rimarrà di più in salute potrà puntare forte all'anello e il discorso vale per tutti, io resto dell'idea che questa sia una lega nella quale si vince con i veterani e con le stelle, noi ne abbiamo tre e nessuno ne ha quattro, forse nessuno ne ha tre come le nostre, quindi .......
commento inserito alle 14:33 del 06 ottobre 2008

ciccio ha scritto:

  anch'io sto con Tony, e rialzo la puntata a 1 euro!
commento inserito alle 14:52 del 06 ottobre 2008

giu_se_ppe61 ha scritto:

  La perdita di Posey è stato senza dubbio un brutto colpo ed è inutile cercare un suo sostituto. Se saremo più o meno forti dell'anno scorso dipenderà dalla nuova combinazione che si determinerà. Certamente vinceremo meno partite nella RS, ma mi aspetto più concretezza nei Playoffs e soprattutto mi aspetto molto dall'anno, e che anno, in più dei vari Rondo e Perkins. Spero di ritrovare un Tony Allen in piena forma, soprattutto psicologica ed un House più inserito nel gioco della squadra. tutte cose alla nostra portata, senza contare il fatto che magari Ainge può ancora fare qualche scambio. Insomma, se restano le motivazioni, il che non è ne facile ne scontato, penso che possiamo fare molto bene.
commento inserito alle 18:54 del 06 ottobre 2008

Andrea Del Vanga ha scritto:

  Per me Powe, che e' nell'anno del rinnovo del contratto, dovrebbe fare 1 annatona.

Stesso discorso per Tony. Testa e' quella che e', ma vi ricordo che quando anche l'anno scorso e' partito titolare ha giocato assai bene. Vuole sentirsi un giocatore importante e responsabilizzato. Credo che questa sia la sua grande occasione.
commento inserito alle 21:10 del 06 ottobre 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Per me avremo un grande plus da Rondo: Mi aspetto un gral Leon Powe, e magari anche O'Bryant nella seconda parte di stagione potrebbe essere una bella sorpresa, ma ci devono lavorare sopra. Su Tony Allen ci spero, ma rispetto a Posey è un altra cosa anche per il ruolo, Tony gioca guardia e in caso di estremo bisogno play, Posey spaziava nei due ruoli di Ala, quindi parlare di Tony come sostituto di Posey è fuori luogo. Se poi lui se la sente così tanto di guadagnato.

Come giustamente rimarcato da Michele la perdita di Posey è importante ma nessuna delle Big ha fatto innesti importanti, e alla fine il fattore "salute" sarà decisivo.
commento inserito alle 22:47 del 06 ottobre 2008

Angelo ha scritto:

  Ops, Leo, mi spiego meglio...non volevo ovviamente intendere che Allen possa essere il sostituto di Posey, su questo non c'è nemmeno da discutere; semplicemente che senza il prmo cambio dell'anno scorso, potrebbe sentirsi più responsabilizzato, cosa che in passato, come faceva notare anche Andrea, gli ha fatto bene.
commento inserito alle 22:58 del 06 ottobre 2008

Prentiss ha scritto:

  Purtroppo vedo Cleveland, spero di sbagliarmi.
Squadra più debole dell'anno scorso; il fatto di aver vinto non lo vedo come un fattore negativo, anzi.
Tra i volti nuovi è difficile dare un giudizio senza averli visti, ma Allen ha degli evidenti limiti, così O'Bryant, così Miles..... speriamo in Pruitt che dovrà scrollarsi di dosso troppa timidezza e soprattutto Giddens.
Aspettare per godere????
Chi taglierei..... Scalabrine, sono convinto che è stata qualche lobby a premere o una scelta di marketing.
Peggio di lui, solo i contratti di La Frentz e Ratliff, ma per certi versi sono assai più inspiegabili i dollaroni incassati dal ROSCIO!
commento inserito alle 00:04 del 07 ottobre 2008

Fish ha scritto:

  Domani sera cominciano le pre-season games a Phila. Per quel che possono valere (quasi zero) è chiaro che la curiosità di vedere sopratutto O'Bryant, Darious e Giddens da parte mia è tanta. Giusto per capire da che base si parte. Se terra-terra, oppure con già con giocatori un poco formati/recuperati.

Io personalmente, tutta questa super-Cleveland non la vedo. Son gli stessi dell'anno scorso, con in più Mo Williams e meno Damon Jones e Joe Smith, in sostanza....ok, hanno Lebron che basta e avanza, hanno un buon coach e difendono bene, ma da qui a considerarli favoriti ad Est/finalisti, mi sembra un po' generoso. Ci han portato a gara-7, ma se dovessimo rigiocare la serie da stasera, anche senza Posey, io mi vedrei ancora favorito. Opinione del tutto personale eh??
smilies/wink.gif
commento inserito alle 20:22 del 07 ottobre 2008

celticsman ha scritto:

  secondo me in finale est ci arriviamo... poi si vedrà! ma rimaniamo cmq una squadra molto forte... nonostante alcune incognite! waiting PJ... io ci credo smilies/cool.gif
commento inserito alle 03:29 del 09 ottobre 2008

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