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Con il vecchio che continua il vecchio nuovo che avanza ed il nuovo che spinge. Ray Allen, Tony Allen e JR Giddens formano il reparto guardie che presenta incognite che speriamo possano trasformarsi in valore numerico ben conosciuto.
Non è in discussione, certamente, il valore di Ray Allen all'interno di questi Celtics.
L'abbiamo lasciato semi-Mvp delle Finals dopo, però, un percorso tortuoso e un po' accidentato in tutti i Play-offs che sembravano poter dare un giudizio definitivo sul giocatore californiano. Invece, l'artigliata definitiva, in positivo, è stata data contro i Lakers, dimostrando ancora una volta il proprio valore, senza dimenticare la difesa espressa per tutto il campionato.
Terzo violino di una squadra che, come sappiamo, è basata sui Tre, quest'anno è chiamato a ripetere e, perchè no, migliorare la propria scorsa stagione in cui gli alti e bassi (almeno in attacco) sono stati forse troppi. L'integrità fisica è alla base di tutto e non ci sono dubbi su questo punto, certo non è un ragazzino ma fisicamente ci siamo.
Da questi primi giorni si sene la voglia che ha di giocare e di guidare i giovani della squadra ad un rapido inserimento e ad un più veloce miglioramento nella comprensione del gioco e di un nuovo mondo, spesso duro da affrontare.
Verso la fine della stagione, la notizia della malattia del figlio poteva rendere le cose più difficili ma da gran campione e da professionista serio qual'è, ha fatto sì che questo non pesasse sul raggiungimento dell'obiettivo primario.
Ultima partita della scorsa stagione con sette tiri da tre segnati per il record pareggiato in Finale ma non si deve pensare a lui come giocatore da scarichi su penetrazioni o da giochi per il Kevin nazionale. Maggiore propensione per l'uno contro uno dal palleggio e molte entrate a chiudere un'azione che avessse rispettato tutte le regole di spaziature di un gioco d'attacco. Grandissima velocità nella lettura delle situazioni, ci ha lasciato in eredità qualche giocata finale decisiva di importanza colossale e di facilità quasi disarmante.
Non credo questa annata possa rappresentare un'inversione importante nel gioco e nelle opzioni per il numero 20, si spera in una maggiore continuità e che non attraversi momenti, a volte anche un tantino lunghi, in cui non riesce a vedere il canestro come si converrebbe ad un giocatore di questo livello e di questa fama.
Dal training camp non giungono notizie preoccupanti circa la voglia del giocatore e degli altri, un certo appagamento per la vittoria dello scorso anno potrebbe farsi sotto ma le dichiarazioni d'intenti non portano certo a quella strada che a noi non piace per niente.
Rivers ha affermato che, nel training camp, il trio giocherà molto poco ed anche in regular season il numero di minuti d'impiego per questi giocatori sarà minore rispetto allo scorso anno per averli più freschi possibile per quando conta di più. Quindi Ray, che nel 2007 ha avuto un impiego relativo (35 minuti a partita) potrà riposarsi maggiormente (non come l'inizio della passata stagione) e lasciare spazio alle altre guardie del roster.
Le altre guardie designate sono Tony Allen e JR Giddens con il primo che potrebbe giocare molti minuti lasciati da Posey.
Non è proprio la situazione con più certezze, questa delle guardie, ma le notizie che giungono, almeno per il primo giocatore, sono positive.
Tony Allen ha avuto un anno di transizione segnato dagli strascichi dell'infortunio al ginocchio di due anni fa. Si era ripreso, non si era ripreso, il giudizio finale è che, nonostante i problemi ed i suoi difetti, la sua annata sia stata discreta con un contributo buono in partite importanti.
Dovrebbe esere la guardia che subentra al suo omonimo, dividendosi anche minuti con House o Cassell visto che Doc ha detto che Sam può ricoprire anche quel ruolo, ma potrebbe giocare anche da 3 come defensive stopper, ala James.
Cosa deve dare? In uscita dalla panchina gli si chiede principalmente la difesa ma la sua importanza è maggiore nel 2008-09, quindi non si disdegna un buon apporto di punti affondando il colpo nelle difese avversarie con penetrazioni brucianti e forti. Il tiro da fuori è ancora un'incertezza e, per questo, si discosta dal sesto uomo scorso che molte gioie ci ha dato.
La condizione fisica dovrebbe essere quasi al massimo, il che è un'ottima base di partenza. Il palleggio è un fondamentale su cui lavorare ma, per quello visto dal vivo, si può dire che da migliorare ci sia non tanto il fondamentale in sè per sè, quanto le scelte da attuare quando si trova con la palla in mano. Un anno di esperienza in più non fa mai male e, poi, è circondato da maestri non indifferenti.
Maestri anche nelle parole, si può dire. Vedi Pierce. Perchè? Beh, recentissima la dichiarazione di Tony in cui afferma di essere più forte di Posey nonostante la sua maggiore esperienza. Non vuole sembrare presuntuoso od altro, ma è quello che pensa ma, soprattutto, è quello che sente e le sensazioni hanno un valore altissimo per creare il resto del castello.
L'attitudine è giusta, le parole anche, aspettiamo i primi responsi.
L'ultimo della lista è JR Giddens, la prima scelta del draft appena passato. Il giocatore da New Mexico viene seguito da buone e positive aspettative, si pensa in grado di poter dare un contributo quasi da subito grazie anche al fatto di essere uscito da senior.
Non che possa essere un fattore da subito, in una squadra da titolo poi, ma può essere importante.
I primi momenti nella squadra per i rookie non sono molto facili, per tutti. È un universo nuovo, ci si scontra con personalità molto forti, metodi diversi e campionati con calendari fittissimi.
Le recenti dichiarazioni del e sul ragazzo non sono entusiastiche, si è detto frustrato per non riuscire a fare quello che dovrebbe e per non riuscire a farlo in tempi brevi anche se è consapevole che, per una matricola, è tutto più difficile. L'aiuto dai più esperti arriva come nel caso di Ray Allen che si ferma spesso a parlare con lui alla fine della sessione di allenamento. Rivers, anche, ha parole di conforto nei suoi confronti perchè i rookies hanno bisogno di tempo per ambientarsi, non conoscono ancora bene i giochi e passano da una situazione vissuta da protagonisti ad una in cui bisogna lottare sempre.
Il motto è rimanere concentrati e positivi, solo così si superano le difficoltà.
Doc non ha fretta e non deve averla neanche JR che si critica per non aver ancora capito i momenti giusti per fare certe cose che al college venivano spontanee ed ormai erano interiorizzate grazie all'esperienza.
Guide all'interno della squadra ce ne sono e si può imparare da loro anche come migliorare la difesa visto che afferma "da vicino sono impressionanti e difendono alla grande".
Cosa deve portare JR alla squadra? Innanzitutto intensità e voglia di sbattersi per la maglia, aggiungiamo qualche punto e difesa nei pochi minuti in cui verrà impiegato ed il piatto è fatto. Più di questo, ora, credo sia poco verosimile chiedere, quello che si vuole dal presidente al tifoso, è che orgoglio celtico sia portato sotto la pelle, qualsiasi sia la situazione del giocatore.
Una certezza e qualche incognita, il campo parlerà e speriamo si spieghi splendidamente.
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