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The Road to 17° - NBA Finals Vs Los Angeles Lakers PDF Stampa E-mail
Scritto da Leonardo Ancilli   
mercoledì 01 ottobre 2008
Dopo 21 anni i Celtics tornano in finale, e come allora di fronte ci sono i Los Angeles Lakers. Sarà una serie molto "chiacchierata" fuori dal campo e molto combattuta all'interno, con i Celtics che arriveranno al trionfo finale riscrivendo alcuni record di finale.

Gara 1

L'attesa per gara uno è ovviamente alle stelle, il Garden è "elettrico" la squadra carica e consapevole che i favori del pronostico nonostante tanti illustri columnist si schierino con i Lakers, sono per loro. ma nel basket nulla è scontato, e questo i Celtics lo sanno. James Taylor suona e canta (alla James Taylor....) l'inno nazionale americano. Quintetti annunciati, Tony Allen infortunato nei giorni precedenti è della partita. L'annunciatore del Garden dice che "The NBA Finals are come back in Boston!" e si può cominciare.

Il canestro iniziale della serie è per Lamar Odom. Rotazioni difensive dei Lakers con Rondo lasciato libero che sbaglia. Garnett realizza il primo canestro per i Celtics. Tiratori dei Celtics inizialmente freddi con 1 errore a testa per Allen e Pierce completamente liberi. 6 a 2 dei Lakers per iniziare. Partita in equilibrio con i due quintetti base in campo nonostante un Bryant in crisi al tiro con uno su sette. Entra Posey per Pierce, si fa notare  Garnett con una schiacciata al volo sbagliata, e poi esce per PJ Brown. Pari a 21 con il secondo canestro di Bryant. Due falli immediati di Posey con anche un fallo in attacco. Ottima azione di Rondo che libera Brown per il nuovo vantaggio Celtics. Ottima difesa di Perkins che stoppa Gasol. Vantaggio Celtics alla pausa per 23 a 21.

Il Lakers salgono di livello nel secondo quarto con un buon gioco corale, Bryant ancora l'ombra di se stesso in attacco, complice anche una perfetta difesa dei Celtics, ma Odom e Gasol mettono a segno punto pesanti e un atteggiamento convinto in attacco procura ai giallo viola diversi viaggi in lunetta. Boston fatica in attacco, più per demeriti suoi che per meriti della difesa dei Lakers. Half Time con i Lakers avanti di 5, sul 51 a 46, Pessimo quarto dei Celtics. 1 su 9 da tre, ben 8 palle perse contro le sole 4 dei Lakers. Poca intensità difensiva e poca precisione su tiri facili in attacco.

Nel terzo periodo la svolta eroica della partita, Boston nella prima parte di quarto colma il gap impattando la gara, ma Kendrick Perkins "frana" sul ginocchio di Paul Pierce che rimane a terra dolorante e urlante, e verrà portato a braccia nello spogliatoio. Il Garden rimane ammutolito e terrorizzato. Rivers chiama i suoi in panchina e infonde fiducia dicendo a tutti che si gioca in 12 e la rotazione ampia serve anche per colmare questi problemi.

La squadra riceve il messaggio e impedisce ai Lakers di scappare in assenza di Pierce. Il Garden si risveglia con un boato, quando dal tunnel che porta agli spogliatoi appare la sagoma del capitano (in pieno stile Larry Bird ‘91 o Willis Reed delle finali del '70). Garnett non ci crede, e con un convinto "Yeees" riaccoglie in campo il compagno. Ma non è finita Pierce entra definitivamente nella storia con due bombe pochi secondi dopo che daranno una decisa svolta alla gara.

Nel quarto periodo però i Lakers non mollano. Immenso un recupero di Garnett ad evitare l'infrazione di campo dopo un avventato passaggio di Allen. I Lakers premono, ma Boston regge con un grandissimo secondo tempo difensivo dei Celtics che concedono solo 37 punti al forte attacco dei Lakers. MVP da dividere tra Pierce, eroico nel terzo quarto con molti punti prima e dopo l'infortunio, e a Garnett, dominante in attacco e in difesa per tutto l'incontro, scomparso per un lungo tratto del quarto periodo, ma decisivo per chiudere l'incontro.

 

Gara 2

I due giorni che separano gara 1 da gara 2 saranno il territorio di caccia di coach Phil Jackson, che come al solito per sviare l'attenzione dalla sua squadra si inventa il caso del giorno accusando Paul Pierce di aver simulato l'infortunio e dicendo a tutti che il suo rientro non può essere paragonato a quello di Willis Reed del 1979 (Jackson giocava in quei Knicks). Parole al vento, i Celtics con atteggiamento da signori tacciono e pensano a gara con il dubbio sull'utilizzo del capitano Pierce e di Kendrick Perkins anche lui infortunatosi in gara 1.

Gara due vedrà una Vittoria all'ultimo minuto per i Celtics che dominano fino a sette minuti del quarto periodo per poi mollare e rischiare la clamorosa sconfitta in casa. Il solito Pierce e un inatteso Leon Powe portano i Celtics sul 2 a 0 nella serie.

Inizio confuso ma i Lakers girano bene la palla e il primo canestro dell'incontro è una schiacciata di Odom. Ma Pierce ci fa capire che non ha voglia di scherzare e realizza da 3. Due rimbalzi offensivi dei Lakers dimostrano di essere entrati in campo con maggiore carica agonistica. 2 falli di Radmanovic e subito in campo Ariza, in chiave anti-Pierce. Bryant attacca con continuità e aggressività il canestro bostoniano. Primo quarto convulso, con tanti errori da entrambe le parti che si conclude con un nulla di fatto.

Nel secondo quarto la svolta, entra un decississimo Leon Powe che mette in scacco l'intera difesa gialloviola, con Bryant in panchina i Lakers affondano. Un gioco da tre punti di Perkins su grande passaggio di Pierce porta i Celtics sul 41 a 32. Si fa vedere pure Rajon Rondo che prende anche un grande rimbalzo offensivo e costringe al terzo fallo Fisher. 54 a 42 Celtics sul secondo libero messo a segno da Rajon. Grandissima difesa sull'ultima azione e periodo che si chiude su questo punteggio. Grande primo tempo offensivo dei Celtics che realizzano 34 punti nel solo secondo quarto.

Nel terzo quarto l'attacco dei Celtics carica di falli i Lakers, molto nervosi che protestano ad ogni chiamata. Due canestri di Pierce riportano i Celtics a 13 punti di vantaggio. Un bel canestro di Brown, una bomba di Allen e una canestro al volo di Powe portano i Celtics sul +20. Risale ancora una volta di livello la difesa dei Celtics nel terzo quarto.

Esplode il Garden per una schiacciata in contropiede del Leone, arrivato a 12 punti dalla panchina. Il Leone si ripete su grande azione di Rondo e il quarto si chiude con il rotondo punteggio di 83 a 61. Grandissimo terzo quarto di PJ Brown che difende al solito splendidamente e dà il suo solito contributo invisibile ma decisivo.

Nel quarto periodo Continua a dominare Powe, arrivato a ben 18 punti con 5 su 5 dal campo che diventa 6 su 6 con un formidabile coast to coast con schiacciata imperiosa. A sette minuti dalla fine però inspiegabilmente i Celtics tolgono il piede dall'accelleratore.

La partita si riaccende con un tiro da 3 di Radmanovic e 2 liberi di Fisher che portano i Lakers al meno 16 con poco più di 5 minuti da giocare. Lo svantaggio arriva a 13 con una bomba di Fisher. Canestri da una parte e dall'altra e una bomba di Bryant porta i Lakers al meno 11, con un parziale di 20 a 7 per i lacustri. 2 errori dalla lunetta per Rondo e Lakers sul meno 9 con Bryant. Pierce arriva a 26 punti e riporta i nostri sulla doppia cifra. Di nuovo canestro di Bryant. Terribile quarto difensivo dei Celtics e Lakers che arrivano al meno 4 con un canestro da 3 di Vujacic e una schiacciata di Radmanovic in contropiede (comprensiva di un “passi” clamoroso graziato dagli arbitri).

Canestro sbagliato da fuori di Rondo e con 38 secondi da giocare Bryant va in lunetta per 2 liberi e taglia lo svantaggio a soli 2 punti. Sul ribaltamento di fronte Pierce va in lunetta per 2 fondamentali liberi che il nostro capitano realizza e ci riporta a 2 possessi di vantaggio con 22 secondi da giocare. Sull'azione Lakers grandissima stoppata di Pierce su Vujacic da 3 e recupero con fallo subito di Posey che realizza i 2 liberi e chiude la partita.

Terrificante quarto periodo dei Celtics che subiscono la bellezza di 41 punti ma che portano a casa la partita che avevano dominato fino a 7 minuti dalla fine. Plauso ai Lakers che ci hanno creduto fino alla fine, approfittando di un evidente calo di concentrazione dei nostri giocatori.

Gara 3

Ancora una volta Phil Jackson sale alle cronache tra le due partite dopo le accuse di simulazione a Paul Pierce, questa volta il coach dei Lakers se la prende con gli arbitri rei a suo dire di aver condizionato gara due (dove peraltro i suoi Lakers erano stati spettatori non paganti fino a pochi minuti dalla fine), la “pantomima” dura fino a pochi attimi dal tip off di gara tre.

In gara tre arriva la prima vittoria dei Lakers. Celtics sempre in partita nonostante la bruttissima serata di Garnett e Pierce. Decisivo, oltre a Kobe, anche un Vujacic da 20 punti.

Jackson cambia qualcosa sulle marcature, Fisher su Allen e Bryant su Rondo. Non un inizio da sogno, subito molti tiri liberi per loro ed il pericolo che scappino. Tiri troppo affrettati presi e senza rimbalzo non ci permettono di avvicinare il punteggio che si assesta sul 9 - 2 per i padroni di casa nel momento del primo timeout per Rivers.

L'attacco non riesce ad essere veloce e fluido come si vorrebbe, troppo spesso la palla è ferma ed i giocatori senza anche. Fortuna vuole che Rajon prima e Posey poi (sempre cercato dal play) mettano due canestri importanti per spezzare il buon momento dei Lakers, che al secondo timeout del match si trovano sopra di tre punti.

Il primo quarto termina in pareggio (20-20) con le difese che sembrano essere ad un livello molto alto ma le percentuali di Boston sono basse (peggio quelle di LA) a causa di tiri sbagliati, non per la grande pressione. C'è da trovare Pierce e Garnett che in due hanno 0/9. Grazie ai 9 punti dalla panchina siamo in partita, ora bisogna che i grandi ci trascinino.

Nel secondo quarto Jackson non commette l'errore di lasciare il quintetto del primo quarto, orfano di tutti i migliori e Kobe punisce con un jump shot difficile e due liberi che portano la sua squadra sul più quattro. 

Vujacic grande fattore con canestri importanti ed anche con un ottima difesa su Pierce che però subito dopo si riprende il maltolto. I Celtics non danno l'impressione di poter stare in partita, Kobe non è limitabile oggi e l'attacco non sa trovare soluzioni valide per recuperare.

I Lakers sono Bryant e Vujacic, 31 punti in due sui 43 della loro squadra. Allen non segna i liberi che dovrebbe e siamo sempre sotto di nove.

LA non sta giocando una gran partita ma sono i Celtics che non vogliono/riescono a fare qualcosa in più. Il 3/16 di Kevin e Paul insieme è un dato preoccupante ed è già tanto se riusciamo a stare dietro da non troppo lontano.

Per finire il quarto ringraziamo Ray che con la sua tripla ci porta sotto di sei e facciamo anche un ringraziamento a Bryant che sbaglia altri liberi che ci fanno rimanere a pochi punti nonostante la prestazione poco esaltante.

Nel terzo quarto la partita riprende dal trend del primo tempo, Allen e Bryant, soprattutto, a segnare. Non c'è antidoto per Kobe, senza di lui oggi o almeno limitato, i Celtics sarebbero stati sopra.

Si arriva al meno quattro senza Rondo in campo che si è fatto leggermente male ed è andato a curarsi negli spogliatoi. House gioca a discapito di Cassell, probabilmente bocciato da Rivers per il fatto che non faccia girare la squadra come dovrebbe.

Nel quarto periodo Boston potrebbe prendere il vantaggio decisivo, ma perde il momento buono e Los Angeles rimane in gara. Difficoltà in attacco ci portano sotto di un punto con Fisher che deve ancora tirare due liberi. Il fatto di essere già oltre i quattro falli permette ai Lakers di andare sempre a tirare dalla lunetta ed ora l'inerzia si è spostata dall'altra parte anche grazie ad un Pierce che oggi non c'è proprio.

Due ottime azioni in attacco ci premiano ma, nel frattempo, Bryant mette due canestri importanti che tengono i Lakers a sei punti da Boston con 40 secondi da giocare. Non si riesce a segnare, Boston negli ultimi venti secondi non fa fallo e la partita finisce 87 - 81.

Siamo 2 - 1, potevamo essere tranquillamente 3 - 0. Pochissimo, niente da Pierce, piccoli sprazzi in attacco di Garnett (in difesa ok), Vujacic in versione Powe e Bryant in versione Bryant. Allen non è bastato. Tiriamo con il 35%, difficile vincere così.
Questa partita ci dà, però, una gran consapevolezza ancora maggiore di quanto avevamo: i Celtics fanno loro le finali, squadra in generale più forte può perdere lei tutto. Questo è quanto viene fuori da ciò che si è visto.

Gara 4

In gara quattro va in scena un eroica impresa dei Celtics che dopo essere andati anche sotto di 24 punti a metà secondo quarto, producono una delle più memorabili rimonte di sempre, andando a sbancare lo Staples Center, nonostante i problemi fisici di Rondo e un nuovo infortunio per Perkins. Eroici James Posey Ray Allen e Paul Pierce nei due quarti finali.

Ci sono campioni eroici e imbattibili, consegnati al mito o forse semplicemente appartenenti a un NBA che non c'è più. Ci sono allenatori che non sbagliano mai dalla personalità trasversale e il carisma riconosciuto. Ci sono G.M. che hanno costruito dinastie e reputazione con costanti crescenti rossiniani. Ci sono e sono quelli vincenti, che sono così ricordati forse anche aldilà dei propri meriti per aver fatto parte di organizzazioni vincenti. Ci sono e ci saranno, ma davvero stento a credere saranno questi Celtics.

Questi Boston Celtics di campioni fragili che si fanno travolgere dalle inerzie offensive avversarie, con un allenatore e uno staff tecnico illuminati ma a cui manca il fondamentale del timeout contrasta parziale avversario.  Un G.M. comunque fortunato più che bravo e antipatico ai più. Siamo in linea con i tempi moderni, con la cinematografia la letteratura alla perenne ricerca di anti-eroi, eccoci siamo i Boston Celtics delle 3 stelle non vincenti, dei tiratori che sbagliano tiri in serie (House) e serie al tiro (Allen), della difesa impenetrabile che si squaglia come neve al sole. Una squadra che fa dello spirito di corpo della cultura dell'Ubuntu sudafricano più che una scelta, un'esigenza. La più grande rimonta di una finale NBA, questa è una cosa che fa parte del mito, del mito e dell'abitudine di chi indossa quella scritta che sta davanti alla maglia.


Nel primo quarto una sola squadra in campo guidata da un immarcabile e/o mal marcato Odom che sarà autore di 13 punti nella frazione. Jumper mortiferi da parte di ogni uomo in gialloviola. Il direttore d'orchestra col 24 a cui basta dare un là di tanto in tanto che la sinfonia è bella che in esecuzione. L'attacco è statico e passivo, la difesa non protegge nemmeno il centro area. Solo Ray Allen crea qualcosa. 35-14 al termine della frazione.

Nel secondo quarto la partita diventa tecnicamente equilibrata ma non è la nostra gara con gli attacchi che predominano sulle difese, soprattutto se a noi a farsi sentire è Garnett in post basso mentre loro colpiscono con efficacia da 3, toccando il +24 (45-21) con Vujacic che concretizza il sesto assist di Kobe della serata

D'improvviso, solo relativamente per merito della difesa biancoverde e per demerito dell'attacco biancoverde per 2 minuti non segna più nessuno, questo contribuisce a un innalzamento del livello di tensione, che sarà una delle chiavi del ritorno in partita dei ragazzi del trifoglio, che parte con un 10-0 a tutto Posey-Allen. 45-33 e stavolta pare davvero il vento sia cambiato, anche perchè per andare a segno L.A. si affida a un miracolo di Fisher di tabella (con fallo annesso).

Nel finale Gasol e Posey arrivano alla doppia cifra con la partita che vede giocate tecnicamente apprezzabili da ambo i lati, purtroppo per i nostri colori l'ultima è un'assoluta invenzione a fil di sirena di Farmar che riporta a +18 (58-40).

Nel terzo quarto un parziale 21-3 che si avvicina più ai sogni che alla realtà, quelli che erano accenni di Ubuntu diventano un frastuono. Gasol e Bryant vengono costretti a forzature con i Celtics piccoli che sono capaci di metter le mani dappertutto in difesa e così soverchiano le difficoltà a rimbalzo, Pierce Allen Posey e un finalmente ispirato e sfacciatamente riconoscibile House da un lato, Garnett dall'altro ci riportano a -2 con una pallacanestro annientante, 73-71 con una schiacciata a pochi secondi dalla fine quarto del solito affidabile PJ.
 
Il quarto periodo inizia con 2 minuti di tensione senza canestri, poi la partita diviene bellissima. Powe si iscrive alla partita per il pareggio, poi è una serie di grandi firme, capeggiate da un Bryant celestiale, Pierce non gli è da meno, Garnett risponde presente, pare che LA prenda inerzia 81-77 con schiacciata di Kobe, usciti dal timeout riparatore i Celtics rispondono con una tripla dall'angolo a segno di Posey, non resterà isolata. House con un jumper piedi per terra da' il primo vantaggio della gara ai bianco verdi 84-83, Ray Allen ruba palla, poi riprende un rimbalzo offensivo su di una bomba forzata di Pierce (9 rimbalzi totali per il numero 20), quindi segna con un canestro straordinario, un reverse layup andando dall'altra parte del ferro in penetrazione con delle tempistiche irreali, Jumper di Garnett 88-83.

E' il vantaggio che i Celtics con le unghie e con i denti rispondendo colpo su colpo a Bryant e ai suoi assist che smarcano Fisher per una bomba e Gasol per
una facile schiacciata, le 2 chicche finali sono una bomba di Posey su intelligentissimo scarico di Ray Allen, e un canestro dello stesso Ray battendo Vujacic e andando ad appoggiare di sinistro. E' fatta! Lo Staples cade.

Gara 5

Boston priva di Kendrick Perkins e con Rajon Rondo a mezzo servizio torna allo Staples Center per giocarsi il primo match ball che vale il 17° titolo e perdono allo Staples Center, ma lottano fino alla fine. Monumentale Pierce con 38 punti, 6 rimbalzi e 8 assist, ma non è bastato.

I Lakers iniziano molto bene difendendo con aggressività e mettendo molta pressione ai Celtics che sbagliano parecchie conclusioni e falliscono ben 7 delle prime 9 conclusioni dal campo mentre i padroni di casa sono ad un ottimo 7 su 12 ed il punteggio in questa prima fase chiama 5 Celtics contro 18 Lakers.

La risposta di Boston non si fa attendere, che tenta un timido recupero, non vuole lasciar scappare gli avversari, grazie anche ad un cambio facendo sedere un poco efficace Powe dopo soli 5 minuti di gioco a favore di PJ Brown. Il Leone non metterà più piede in campo.

Bryant come previsto tira molto, ma sarà l’unica frazione di gioco in cui ha esagerato con il numero di conclusioni: 8 tiri nei primi 12 minuti di gioco e 15 punti.

Il recupero di Boston però non è efficace ed i Lakers riallungano arrivando a 17 punti di vantaggio nel finale di quarto: 39 a 22 per i Lakers è il punteggio, decisamente inaccettabile subire quasi 40 punti in soli 12 minuti di gioco.

In gara4 i Celtics hanno almeno sbagliato tiri facili, i quali poi sono entrati nel secondo tempo, in questo inizio di gara invece i tiri scagliati sono stati di cattiva qualità, oltre al fatto di lasciare i Lakers segnare come vogliono.

I Lakers iniziano bene il secondo quarto e raggiungono il massimo vantaggio di 19 punti dopo un minuto di gioco, a questo punto e viste di difficoltà della sua squadra in attacco, Paul Pierce decide di salire di livello in fase offensiva ed inizia a segnare non fermandosi più fino a fine gara. Nei primi minuti del quarto mette a segno ben 8 punti, ma a fine gara saranno ben 38.
 
La determinazione di Pierce trascina anche i compagni che portano i Celtics a soli 4 punti a metà gara, la difesa ospite costringe i padroni di casa a ben 10 tiri consecutivi sbagliati prima che riescano a segnarne uno.

Purtroppo la presenza in campo di Garnett è segnata da falli troppo prematuri che lo costringono a rimanere per troppo tempo in panchina.

A metà gara i punti di Pierce sono ben 21 e riesce a tenere a contatto i Celtics, andando alla pausa lunga con soli 3 punti di svantaggio: 52-55.

Il vantaggio accumulato nei primi due quarti di gioco permetterà ai Lakers una facile gestione della gara, si farà sentire l'assenza di Perkins, e il solo Paul Pierce proverà a reggere la barca, mentre Garnett produrrà una prova molto opaca. I Celtics non sono mai stati veramente in grado di vincere la partita nonostante il fatto che siano riusciti a stare a contatto dei Lakers fino alla fine. Gasol ed Odom hanno fatto quello che hanno voluto in area biancoverde e si è fatta drammaticamente sentire la mancanza di Perkins, il quale avrebbe potuto mettere pressione e paura ai due losangelini.

La presenza solo di nome di Rondo, anche lui acciaccato, ha permesso a Fisher e Farmar di giocare una buona partita, e chi aveva dubbi sull’utilità dei due giocatori non-PGA Tour del quintetto Celtics ora dovrebbe essersi definitivamente ricreduto.

Gara 6

E' l'appuntamento con la storia, il 17 giugno i Celtics possono vincere tra le mura amiche il 17° anello della loro storia e così sarà al termine di una gara leggendaria chiuda con un eloquente +39 ai danni dei rivali di sempre Los Angeles Lakers.

Che si profili una serata leggendaria si capisce dalle presenze a bordo campo. A guardare la partita ci sono molte glorie del passato, in ordine di apparizione: JoJo White, KC Jones, Tommy Heinsohn, Bill Russell, John Havliceck e Cedric Maxwell.

Tensione che la fa da padrona nei primi minuti di partita per i Celtics. Buona difesa per i Celtics nei primi minuti di gioco, ed è solo quella che tiene a galla i padroni di casa perché l’attacco è veramente irritante, forse la tensione, forse la poca mira, forse un po’ di difesa avversaria, ma gli errori sono stati tantissimi, fatto sta che nella prima metà del primo quarto solo 2 conclusioni tra delle prime 13 tentate sono andate a segno.
Se la difesa gira è merito anche e soprattutto di Rajon Rondo, veramente molto attivo con 2 palle recuperate nei primi minuti di gioco, ma anche lui naufraga in attacco sbagliando i primi 5 tiri dal campo.

Kendrick Perkins è in campo contro ogni previsione, il dolore alla spalla è in diminuzione ed è riuscito a contribuire alla squadra contenendo molto bene Gasol, la sua presenza c’è e si sente.

A 4.20 dalla fine del quarto Ray Allen si prende una ditata da Odom su un occhio e deve rientrare negli spogliatoi, ma non sarà nulla di grave e sarà disponibile per Doc Rivers nel secondo quarto.

Un paio di canestri di Kevin Garnett portano i Celtics in vantaggio a 3 minuti dal termine del quarto, vantaggio che terranno fino a fine gara.

Rondo continua ad essere molto attivo in campo e riesce a catturare altre due palle recuperate.

Paul Pierce segna il suo primo tiro della gara a 30 secondi dal termine del tempo dopo aver sbagliato i suoi primi 6 tiri. Sarà uno dei 4 che metterà a segno in tutta la gara, ma con 17 punti e 10 assist risulterà alla fine il miglior passatore della partita. La grandezza del giocatore è anche quella di capire, quando non si è in forma al tiro, di saper modificare il proprio gioco aiutando la squadra in altri modi. Il primo quarto finisce con il vantaggio Celtics pari a 24-20.

Entrano le riserve all’inizio del secondo quarto e con loro i Celtics riescono a tenere la conduzione dell’incontro, anche se non c’è un allungo. Tra le riserve possiamo vedere un Glen Davis che si è poco visto in campo recentemente: nessuna delle riserve sta giocando male.

Per 4 minuti e mezzo Pierce è l’unico titolare in campo e tiene la squadra in vantaggio con 4 riserve, poi 2 tiri da tre di Posey e House permettono un primo allungo dei Celtics che raggiungono i 9 punti di vantaggio, ed è solo l’antipasto perché per tutta la seconda parte del quarto il divario si farà sempre più elevato.

L’idillio tra il pubblico biancoverde e l’ala Celtics raggiunge l’apoteosi a 47 secondi dal termine del quarto con un spettacolare tiro in area avversaria con fallo annesso e nell’azione successiva si permette anche di negare un tiro ad Odom. Il vantaggio Celtics a metà gara è fermo a 58-35.

La ripresa corrisponde alle promesse di Pierce ed un ottimo Ray Allen col tiro da tre quasi subito dopo la ripresa del gioco porta il vantaggio a +27, eguagliato con un canestro spettacolare di Rondo con fallo annesso ad 8 minuti dal termine del quarto.

Il massacro continua 1 minuto dopo con un altro tiro da tre di Allen che allunga il massimo divario a +29. C’è da dire che la difesa dei padroni di casa è un po’ calata, ma l’attacco gira che è una meraviglia e comunque non è possibile difendere come Tom Thibodeau comanda per 48 minuti filati.

I Celtics non sembrano sentire la fatica, sono troppo concentrati, troppa adrenalina in corpo per pensare a quanto può essere faticoso giocare intensamente da novembre a giugno.

Rondo continua a difendere ottimamente e continua a rubare palloni, sta giocando divinamente, per lui alla fine saranno ben 6 le palle recuperate. Per tutta la seconda parte del quarto il vantaggio rimane attorno ai 30 punti e si chiude 89 a 60.

Nell’intervista classica tra i due quarti finali coach Doc Rivers dice che bisogna continuare a giocare con aggressività perché non è finita, ottimo atteggiamento per chi vuole che i giocatori continuino ad impegnarsi, anche se ormai è chiaro che i Lakers non possono più recuperare.

Ormai la partita non ha più nulla da dire, il risultato non è più in discussione da metà gara e si attende solo la fine per decretare campioni i Celtics, ma i nostri non vogliono mollare e giocano seriamente fino alla fine. A quattro minuti dalla fine Rivers toglie contemporaneamente Paul Pierce Ray Allen e Kevin Garnett e il Garden esplode, iniziano i festeggiamenti e tra essi Doc Rivers in pieno stile NFL si vede rovesciare addosso dal capitano un bidone di “Gatorade”, intanto nei 28 metri prosegue il massacro ed il risultato è senza precedenti come gara finale di una serie che decreta la vincitrice: 39 punti di scarto, 131-92.

Il resto è storia.

Commenti (6)add comment

celticsman ha scritto:

  la gara 1 miracolata di pierce, il powe di gara 2, l'impresa di gara 4, il massacro di gara 6... INDIMENTICABILE!
commento inserito alle 13:05 del 04 ottobre 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Vorrei fare una piccola ma doverosa precisazione, in quanto in molti mi hanno scritto perchè questa serie di articoli è piaciuta molto, ossia non è tutta farina del mio sacco, perchè in questi articoli sono spesso riportate frasi o parti degli articoli e dei recap fatti strada facendo da tutta la redazione e quindi il merito va diviso tra tutti, io ho solo scritto alcune nuove parti e fatto il "collante" tra quanto scritto in precedenza.

Visti i tanti apprezzamenti ne faremo pure un file .pdf stampabile da conservare: Datemi un po di tempo e poi lo metto online.
commento inserito alle 15:04 del 04 ottobre 2008

Christian Spazian ha scritto:

  Finale memorabile con i Lakers massacrati come da tradizione. smilies/grin.gif
commento inserito alle 15:04 del 05 ottobre 2008

Angelo ha scritto:

  Asscoltare Jackson straparlare per giustificare l'imbarazzante inferiorità della sua squadra, Odom che fa il grosso con le linguacce alla telecamera durante il secondo quarto in gara 4 salvo non toccare più una palla nel secondo tempo, Kobe che spara palloni ovunque tranne a canestro...

...son soddisfazioni...
commento inserito alle 17:29 del 05 ottobre 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  La goduria è stata infinita, per giorni ho rivisto queste partite e l'ultima è stata speciale per il tripudio finale, la gioia di tre grandi giocatori che sono riusciti a vincere l'anello al quale forse non credevano più tanto prima di giocare insieme a Boston, qualche piccola soddisfazione personale smilies/tongue.gif e, soprattutto, lo scarto di 39 punti rifilato agli avversari nella partita decisiva, segnale di una superiorità che solo i pronosticatori poco obiettivi o in malafede non avevano letto.

Bello, bellissimo, è proprio vero quello che dichiarano i giocatori "dopo che hai assaporato queste gioie, vuoi provarle di nuovo!".
commento inserito alle 08:59 del 06 ottobre 2008

Massimo Tasselli ha scritto:

  Non c'è niente da fare, appena sento parlare o vedo immagini delle finals... beh, che dire, ehm.... GODO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
commento inserito alle 18:34 del 06 ottobre 2008

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