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Per molti era la finale anticipata visto che si scontravano le due squadre con i migliori record della stagione regolare. Una grande serie in cui i Celtics sono "diventati adulti" dopo le incertezze delle prime due serie.
Gara 1
La serie si apre con una grande vittoria dei Celtics ottenuta con autorità. Il Garden trascina ancora una volta i biancoverdi alla vittoria. Bene Pierce, Garnett e pure Rondo e Perkins, mentre tira ancora a salve Ray Allen. A nemmeno 48 ore di distanza dalla memorabile gara sette contro LeBron e i suoi Cavaliers, Boston giù scende in campo contro gli avversari di tutta la stagione, i Pistons di Rasheed Wallace, e il duello tra lui e Garnett è chiaramente quello più importante.
Boston parte subito bene, le tossine della precedente gara sembrano smaltite. Boston parte convinta, c'è subito una novità tattica non preventivata, con Doc Rivers che spedisce Rondo su Hamilton, lasciando Ray Allen su Billups. Difese che ovviamente la fanno da padrone, ma sotto le plance giù scoccano le prime scintille, ma dopo un inizio equilibrato, nella parte finale del quarto Boston produce il primo allungo grazie a due canestri da sotto (tra cui una bella schiacciata in contropiede) di Ray Allen. Iniziano i cambi per Boston, PJ Brown e Posey per Perkins e Pierce. Ancora a segno un ispirato McDyess per Detroit, decisamente il migliore dei suoi in questo inizio di partita, ma una bella entrata di PJ Brown portano il punteggio sul 22 a 15. Un tiro all'ultimo secondo di Maxiell fissa la prima frazione sul 22 a 17. Buoni Celtics in attacco, soprattutto con Garnett e un cercato Ray Allen, con 8 (!!) rimbalzi di Perkins e zero palle perse. Tre perse e 36% dal campo per i pistoni ma sempre lì, con tiri ben presi e con 8 punti e 7 rimbalzi dell'oramai tradizionalmente (per noi) spina nel fianco McDyess.
Ad inizio secondo quarto Detroit produce subito un parziale deciso e rimette la gara in parità, per Boston ci sono in campo tutte le riserve meno che Ray Allen e la nostra difesa con Garnett e Perkins in panchina, risulta senz'altro molto meno efficace in questa fase del match, come una facile entrata di Stuckey dimostra. Rientro di KG a 8 minuti dalla fine. Celtics già in penalty a 7 minuti dalla fine. Wallace ne fa sei, riporta in parità i suoi a 32 e costringe Garnett a 2 pesanti falli. Già 13 liberi a 1 tirati dai Pistons a questo punto della gara, altra spiacevole costante dei Celtics in questa parte di gara. E li arriva proprio il primo cambiamento della gara, Rivers dispone di attaccare maggiormente il ferro, con più convinzione i Celtics iniziano a tirare qualche libero in più ma con brutte percentuali. A 4:30 dalla fine squadre sul pari a 34. Ottimo movimento di Garnett che costringe al secondo fallo Wallace. Il nostro attacco funziona peggio rispetto al primo quarto, ma inizia a caricare di falli il quintetto base avversario. Si va negli spogliatoi sul 41-40 con ben 16 assist per i Celtics, il 51% dal campo ma Pistons ampiamente in partita con 17 liberi tirati e 5 perse dei Celtics nel secondo quarto.
Nel terzo quarto sale in cattedra Kevin Garnett che continua ad attaccare con decisione e ad andare dentro e caricare di falli i lunghi avversari. Già 20 punti per la nostra stella neanche a metà della terza frazione di gioco. Billups per ora non in partita. + 8 per Boston dopo un maestoso fade away jumper di Garnett. Arriva anche il terzo fallo di Wallace dopo una favolosa azione di Rondo in recupero e no look pass di KG a Perkins. Boston continua ad andare dentro e prendere chiamate a favore. Il divario scavato in questo terzo quarto risulterà decisivo per l'economia della gara, Boston sopravviverà al momento dei cambi, e con Garnett e Pierce in grande spolvero gestirà bene il quarto periodo portando a casa meritatamente gara uno con il punteggio finale di 88-79.
Gara 2
Per certi versi gara due sarà quella che cambierà i destini della stagione dei Celtics, che nelle due serie precedenti avevano sempre perso in trasferta e sempre vinto in casa, cosa che con il vantaggio del campo a favore fino anche all'eventuale finale, dava un minimo di sicurezza a tutto l'ambiente. Invece in gara due il fattore campo salta, Detroit sbanca il Garden costringendo i Celtics a quella "svolta mentale" mancata fino ad allora, costringendoli ad andare dentro di loro a cercare di dare tutto quello che avevano.
Nel primo periodo di gara due la difesa dei Celtics la fa decisamente da padrona, sopperendo ad un attacco decisamente apatico e ingrippato. La buona difesa dei padroni di casa raggiunge il suo apice a cavallo tra il settimo e l’ottavo minuto del quarto con 2 stoppate consecutive di Perkins e Pierce ed una recuperata di Rondo, ma questa buona difesa non riesce a concretizzarsi con un vantaggio significativo ed anzi la buona partenza dei Celtics viene vanificata con vari errori al tiro ed i Pistons riescono anche ad impattare l’incontro nella parte finale del quarto, ma i Celtics riescono comunque a chiuderlo in vantaggio 20 a 18. Alla fine del periodo il tabellino dice che il PGA Tour ha segnato tutti i canestri dei Celtics (9 Pierce, 6 Garnett e 5 Allen) con un desolante 0 su 2 per il resto della squadra.
Il secondo quarto parte in modo sonnolento, nessuna delle due squadre riesce a segnare nei primi due minuti di gioco, spezzato solo da una schiacciata di Prince che riporta ancora una volta i Pistons in parità ed il minuto successivo pure in vantaggio.
A 7.37 dalla fine del quarto Kevin Garnett è in lunetta e si sta preparando a tirare il suo secondo libero, ad un certo punto Davis gli dice qualcosa, su quello che vorrebbe fare in campo, e dal labiale di Garnett di capisce bene che gli risponde “show me, show me how to”, ovvero “mostrami, mostrami come (fai)”, un invito a giocare e dimostrare in campo il proprio valore.
Detroit però pian piano nel secondo quarto scava il solco approfittandosi della crisi offensiva dei Celtics. Nel finale del quarto i Pistons allungano fino a 9 punti e metà gara li vede avanti 50 a 43. Per i Celtics in questa prima metà è mancata soprattutto la panchina.
Ottimo l’inizio della ripresa per i Celtics che, trascinati dal proprio pubblico, riducono progressivamente lo svantaggio fino ad impattare l’incontro a 8 minuti e 34 dal termine del quarto. Buona parte del merito di questo recupero va a Ray Allen, con recuperi e canestri, decisamente più in forma rispetto alle ultime uscite.
La difesa dei Celtics si è fatta asfissiante e non permette più agli avversari nessun tiro non contestato concedendo solo 4 punti contro i 15 dei Celtics nei primi 5 minuti di gioco e portandosi anche in vantaggio di 4 punti. A questo punto i Pistons decidono di tirare da tre e con due tiri messi a segno dalla lunga distanza si riportano in vantaggio. Altre buone giocate sono utili per loro per rispondere con un contro parziale di 12 a 2. Nel finale del quarto i Pistons beneficiano di un buon Stuckey per allungare il proprio vantaggio e, grazie ad un tiro da tre di Wallace, chiudono il periodo in vantaggio 78 a 69.
L’ultima e decisiva frazione di gioco parte bene per gli ospiti che si portano in vantaggio anche in doppia cifra, ma contrastare gli ospiti ci pensa ancora Ray Allen che continua a sbagliare da tre, ma difende e segna bene sia da due che in penetrazione.
Con P.J.Brown in evidenza, ed il suo tiro abbastanza anomalo ma efficace, i Celtics recuperano fino a quanto Allen segna il suo primo tiro da tre da molti giorni a questa parte portando i suoi a 2 punti di svantaggio a 5 minuti dalla fine della partita.
Nel finale concitato uno svarione difensivo di Posey permette a Billups di segnare un vantaggio di 6 punti, ridotti a 3 da un successivo tiro da oltre l’arco di Ray Allen. Nella successiva rimessa la buona difesa dei Celtics non permette ai Pistons di rimettere la palla in campo costringendoli a chiamare time-out. Un fallo dubbio chiamato a favore dei Pistons porta Wallace a segnare un solo libero dei due a disposizione, più che sufficiente a far vincere i Pistons visto che alla successiva azione i Celtics non riescono a far altro che a tentare un tiro da tre da un improbabile tiratore come Garnett che ovviamente sbaglia.
Il Garden è caduto, l'eventuale titolo dei Celtics quindi dovrà per forza di cose veder cadere il tabù dei Celtics in trasferta.
Gara 3
La prova di maturità tanto attesa dopo la sconfitta di gara due, non si fa attendere. I Celtics in gara tre sbancano la roccaforte di Auburn Hills e si riprendono di forza il fattore campo. Vittoria di squadra, con sei uomini in doppia cifra e un importante contributo dalla panchina, specie nel primo tempo.
0-6 in trasferta in questi playoff, per fortuna le mura amiche ti hanno sempre dato una mano, ma in questi casi è normale che qualche dubbio si insinui nella tua mente, poi capita che una squadra forte ed esperta espugna il Garden, cosa fai? a) Perdi la testa, l'insicurezza unita alla voglia di strafare si impadroniscono di te e perdi sonoramente. b) Ci provi, resti in partita, ma la paura e gli avversari sono troppo forti e continui con il trend negativo. c) Ti togli di dosso la polvere dell'ultima partita, entri in campo e li mangi vivi. I Boston Celtics, dal primo secondo di gioco, scelgono decisamente la terza opzione e piazzano una prestazione maiuscola, dove tutti mettono il loro mattone per costruire una vittoria che definire epica è forse un po' eccessivo ma rende bene l'idea.
Primo quarto a due facce. Si inizia con i quintetti annunciatissimi: da una parte Perkins, Garnett, Pierce, Ray Allen, Rondo, dall'altra Wallace, McDyess, Prince, Hamilton, Billups. I primi 3 minuti sono un fuoco d'artificio bianco verde : tutti i titolari vanno a canestro in successione e un layup di Ray Allen fissa il punteggio sull' 11-0. I Pistons si scuotono e iniziano a macinare il loro gioco, aiutati dal secondo fallo di KG che allunga il braccio per liberarsi di Hamilton (il quale, per inciso, si getta a terra come se avesse ricevuto un diretto allo stomaco).
Entra PJ Brown che subito schiaccia a canestro sull'azione successiva per il 13-4 su assist di Rondo. Fallo di Billups e timeout di Saunders. Alla ripresa del gioco c'è Stuckey, che sarà una delle poche spine nel fianco della difesa di Boston, fino alla fine dell'incontro. Da qui inizia un preoccupante blackout di gioco che costa un contro parziale di 0-13 in 4 minuti tra palle rubate (Cassell ne perde due in un minuto), falli e tiri sparacchiati a salve. Detroit stringe le maglie in difesa, pressa alto il portatore di palla e il tiro facile fatica ad arrivare. E' così che, dopo una stoppata di Maxiell su Brown, Wallace mette dentro l'appoggio del 17-15 Pistons quando manca 1:52 alla fine del quarto di apertura.
Nel momento più difficile, entrano in scena le riserve che danno il là alla riscossa: Posey e Glen Davis prendono il fallo, fanno 4/4 ai liberi e riportano avanti i Celtics 19-17. Un Brown come sempre solida presenza difensiva ruba palla e, sul ribaltamento, ancora Posey mette 3 punti pesantissimi, imitato da Cassell in chiusura di quarto: 25-17.
Primo periodo fatto di parziali, prima 15-4 Boston, poi 13-0 Detroit, poi ancora 10-0 Boston. Bene così, comunque. Significativo il fatto che, dopo il blackout di gara 2, la panchina abbia risposto forte e chiaro "presente" con 13 punti sui 27 totali. Anche Detroit resta in partita grazie all'energia di Maxiell e Stuckey. poco o nulla dai titolari.
Nella prima parte del secondo quarto le forze in campo si equivalgono, ma poi la difesa dei Celtics sale di livello e se Pierce e Allen segnano poco è anche vero che, grazie anche all'aiuto fondamentale di Posey, i rispettivi dirimpettai Prince e Hamilton combinano pochissimo. A conferma basti osservare che, alla fine del primo tempo, Wallace, Prince, Hamilton e Billups (un'altro che avrebbe dovuto fare sfracelli contro Rondo) mettono a referto, tutti insieme, 15 punti, uno in più di Posey e Perkins. La morale è che si va al riposo sul 50-32, con i Pistons che tirano con il 26% e i Celtics con il 55%. 19 punti dalla panchina, mai come oggi fondamentale. E' evidente che non possa continuare così per 48 minuti, ma il vantaggio è confortante.
Terzo quarto con Pistons carichi in campo decisi a non concedere nulla ad una squadra che fino a quel momento li ha decisamente "matati", il gioco si fa duro e spigoloso, non è facile trovare giocate semplice. KG entra decisamente in ritmo e inizia a prendersi le maggiori responsabilità. A Rondo viene lasciato l'ormai canonico jumper dalla distanza e lui lo prende con discreta continuità, sia pure con alterne fortune.
Pierce difende in maniera sontuosa su Prince e un piazzato dai 5 metri di Perkins ci regala il +20, che lieviterà, grazie a uno spettacolare backdoor di Ray Allen e due liberi di Posey, fino al +24 massimo vantaggio quando mancano 55 secondi alla fine del terzo periodo (73-49). Sembra fatta, ma ci si complica la vita con un miniparziale di 0-6 firmato Hamilton e Stuckey, gli unici due giocatori in grado di crearci qualche problema. Il rookie, in particolare, non sarà un creatore di gioco ma ha un fisico e una rapidità tali da farlo risultare un fattore in penetrazione, con un paio di "and one" inarrestabili e, in generale, con un numero di falli presi decisamente notevole.
Il quarto periodo richiede ai Celtics solo il saper usare la testa per gestire il cospicuo vantaggio e così sarà. Boston riporterà a casa il vantaggio del campo, con una prova di puro orgoglio degna dei grandi Celtics del passato, partita che invece per i Pistons sarà l'ennesima dimostrazione che la squadra che ben figura da un lustro abbondante ha limiti mentali marcati che gli hanno impedito di vincere molto di più di quanto potessero fare.
Per Boston spicca la prestazione di Garnett con 22+13, ma sarebbe ingiusto dimenticare un Perkins quasi perfetto, in doppia cifra con 6/7 finale al tiro (12+10), cui va aggiunta una difesa sempre efficace. Ottimi anche Posey, che non sbaglia praticamente nulla su entrambi i lati del campo e Brown, presenza fondamentale in questo scorcio di playoff.
Gara 4
Gara quattro per i Pistons si presenta già come una sorta di ultima spiaggia e i PIstons non deluderanno, Un super-McDyess nega ai Celtics la possibilità di fare un secondo colpo in trasferta. Male al tiro per Boston con solo il 31% dal campo e solo un tiro da 3 su 8 tentativi.
Detroit esce forte dagli spogliatoi, ancora una volta attacchi in crisi e difese blindate e la differenza che viene fuori dalla linea della carità, più convinta Detroit trova più viaggi in lunetta fattore che insieme ad un impeccabile McDyess provocano il primo allungo dei Pistons. L'emorragia bianco verde prosegue nel secondo quarto 31-19 con un fenomenale appoggio di sinistro di Wallace in penetrazione battendo Garnett, restiamo a misure colmabili sempre per qualche libero sbagliato o jumper frettoloso dei nostri avversari.
La partita non offrirà nulla di diverso fino alla fine con Detroit che manterrà il vantaggio vicino alla doppia cifra fino a fine gara, grazie ad un McDyess ispiratissimo e con i Celtics abbastanza remissivi e forse già con la testa a gara cinque.
Gara 5
In gara 5 i Celtics dominano a lungo la partita con i Pistons spettatori non paganti ad assistere allo Show, ma non sono bastati i 17 punti di vantaggio nel terzo quarto per vedere un finale tranquillo, ma alla fine è arrivata la vittoria. Bene Ray Allen, ma da rilevare soprattutto un dominante Perkins con 18 punti e 16 rimbalzi.
Primo quarto in sostanziale parità, dove però si prende nota del deciso risveglio di Ray Allen dopo un paio di settimane a dir poco complicate. Dopo 3 minuti e mezzo arriva il primo dei 5 tiri da tre punti su 6 tentativi scagliati da Ray Allen ed anche lui dimostra fin dalle prime battute d’essere in forma. Boston cerca più volte di scappare, ma non riesce a mettere più di 6 punti di distacco, e sempre Detroit li trattiene, conplice anche la vena realizzativa dalla lunga distanza di Wallce, che ne mette ben 3 nei primi 12 minuti di gioco. Nel finale di quarto le palle perse dei Celtics permettono ai Pistons di recuperare e chiudere il quarto in parità a quota 23.
Il secondo quarto non inizia bene per i Celtics, sembrano un po’ svogliati e tra falli stupidi come quello di PJ Brown e palle perse come quella clamorosa di Cassell che se la fa fregare da Stuckey come se fosse un rookie qualsiasi, i Pistons messono assieme 7 punti di vantaggio.
Il recupero si fa difficoltoso a causa di una difesa brutta e troppe palle perse, infatti si arriva in doppia cifra ben prima di metà gara. Ma in questa parte della gara Paul Pierce e soprattutto Kendrick Perkins prendono decisamente in mano la gara. Pierce continua a segnare e ad attirarsi falli, gioca bene e contribuisce a ricucire lo strappo, e quando Allen segna il suo secondo tiro da tre a 3.17 i Celtics si portano in vantaggio.
Il vantaggio appena acquisito è incrementato da un Kendrick Perkins che ha collezionato 12 punti e 13 rimbalzi nella sola prima metà di gara, se lo fa in tutta la partita si grida al miracolo, eppure mancano ancora 24 minuti di gioco. Per il momento fa semplicemente quello che vuole. Quando manca poco più di un minuto alla pausa Garnett scocca una clamorosa tripla alla scadere dei 24, da vedere assolutamente. Il vantaggio acquisito è stato determinato da un incremento dell’intensità sui entrambi i lati del campo ed i Celtics chiudono con un vantaggio di 6 punti: 52-46.
All’intervallo Doc Rivers dice ai suoi di continuare a dominare sotto canestro, ma sono le segnature di Perkins e di Pierce a portare il vantaggio in doppia cifra dopo 1 solo minuto di gioco.
Con Ray Allen che continua a segnare, Rondo che colleziona assist (saranno 13 alla fine) e Perkins che non si ferma a segnare infilandoci anche qualche stoppata ogni tanto Boston continua ad incrementare il proprio vantaggio fino ad un massimo di 17 punti.
Ray sembra rinfrancato e gioca bene su tutti i lati, sia in difesa che in attacco, anche se qualche volta si perde Hamilton. In attacco gioca bene sia al tiro, che in penetrazione e si fa rispettare anche sotto canestro.
Detroit non gioca bene in transizione e non corre, ma la panchina dei Celtics delude tantissimo e non segna ancora un punto, così gli ospiti recuperano fino a 7 punti di svantaggio: 84-71.
Con il distacco sceso sotto la doppia cifra, è chiaro che nell’ultimo quarto ci sarà da soffrire.
I Pistons inizialmente non approfittano di un momento decisamente “no” dei Celtics ed il vantaggio sale ancora in doppia cifra, ma non sarà per molto, infatti i Celtics si mettono anche ad attaccare male ed a 2 minuti dal termine i punti di distacco si riducono a 4.
Come nelle gare precedenti, anche questa volta i Celtics sono in difficoltà con i raddoppi a tutto campo dei Pistons, ma nel finale di gara, dopo un canestro da tre di Stuckey che porta i suoi ad un solo punto di distacco, un canestro da due di Ray Allen porta in vantaggio a 3 punti e si rivelerà decisivo, infatti nella girandola dei tiri liberi Boston resiste al tentativo di recupero e porta a casa una vittoria importante.
Gara 6
In gara sei i Celtics sbancano per la seconda volta in questa serie Auburn Hills e staccano il biglietto per la finale. Grande prova complessiva della squadra che batte nettamente gli avversari.
Nel quarto periodo di gara sei a Detroit si scrive un’altra pagina leggendaria della storia bianco verde, partita in sostanziale equilibrio per i primi due quarti dove si capisce chiaramente che la stanchezza è la prima nemica da sconfiggere, rotazioni leggermente allargate e squadre che si studiano a vicenda, andando all’Half Time senza un nulla di fatto. Detroit esce bene dagli spogliatoi ed inizia a martellare i Celtics, appena accettabili in difesa ma molto contratti in attacco, Detroit invece produce un quarto offensivo da 31 punti stringendo decisamente la maglie in difesa.
Anche i Celtics però contribuiscono al vantaggio dei Detroit, infatti in attacco sembrano completamente bloccati, vari errori caratterizzano le loro azioni e la difesa dei Pistons è decisamente salita di livello, prova ne è il fatto che all’inizio dell’ultimo quarto Garnett è costretto a tirare da tre senza neanche prendere il ferro perché stava scadendo il cronometro dei 24 secondi.
I Pistons quindi si portano velocemente in doppia cifra di vantaggio, ma con Rondo prima ed un buon gioco da tre di Perkins poi, i Celtics riducono lo svantaggio. All’improvviso infatti Detroit si blocca complice anche la difesa di Boston, che è salita molto di livello, e Boston riesce così a recuperare fino ad impattare l’incontro trascinata da un Pierce monumentale. A questo punto Detroit si sveglia ed entrambe le formazioni si rispondono colpo su colpo.
Il protagonista dell'ultimo quarto è però Kevin Garnett che segna ben 12 punti nel quarto e contribuisce attivamente al vantaggio Celtics che raggiunge i 7 punti a poco più di 2 minuti dal termine grazie al piazzato di Rondo.
A questo punto Billups, quale grande campione, mette a segno un gioco da tre punti che porta i suoi a soli 4 punti di svantaggio. La giocata decisiva si svolge nell’azione successiva, quando i Celtics, dopo una rocambolesca azione, non riescono a segnare, ma Posey riesce a rubare palla da un Prince troppo fermo a metà campo favorendo i due liberi di Pierce che chiude di fatto la contesa. Detroit cerca di segnare ripetutamente da tre, ma la sua mira è totalmente sballata e non possono far altro che consegnare ai Celtics il biglietto per la finale.
L’appuntamento con la storia ci propone in finale la rivale di sempre, i Los Angeles Lakers.
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