Shamrock
ha scritto:
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| Analisi perfetta Angelo. La probabilita' di un taglio o di una trade per Pruitt la vedo abbastanza alta al momento, ovviamente scongiurando infortuni agli altri tre. In quanto all'amalgama ed all'accettazione delle decisioni del coach gia' l'anno scorso e' andata bene (sia Eddie che Sam hanno dimostrato una professionalita' inaspettata ma soprattutto uno spirito di sacrificio alla causa encomiabile) quindi quest'anno il problema proprio non si dovrebbe proporre in quanto: a) Eddie dovrebbe partire come numero 2 nella rotazione guardie e b) Sam non interverra' molto in RS considerando che stara' "studiando" da tecnico (cosa che peraltro continua a crearmi qualche dubbio per il futuro). Poi ai playoff mi aspetto nuovamente che giochi chi, in base alla situazione ed al momento, abbia le caratteristiche richieste dalle contingenze, quindi mi aspetto pure un aumento di minutaggio per Sam. |
Shamrock
ha scritto:
| ...dimenticavo: su Rondo non ho volutamente aggiunto nulla perche' la stagione passata parla per lui, se continua cosi' e "definisce" il suo jumper tra non molto lo vedremo tra i convocati dell' All Star Game. Ha doti fisiche e tecniche, intelligenza e personalita' invidiabili per un play cosi' giovane. |
Legend
ha scritto:
| All’esauriente analisi del leggibilissimo Angelo aggiungo quelli che in America chiamano “i miei cinque centesimi”. Su Rajon, tutti sanno che mi ha ispirato simpatia da subito, come traspariva da un articolo dal titolo “A Torto o a Rajon” nell’estate di due anni fa. Confidavo nelle sue doti, soprattutto quelle atletiche e mi annoiavano i commenti romani di quelli che lo vedevano assieme a Perkins come non pronto al ruolo di giocatore di quintetto. Che poi fosse COSI’ pronto, però, onestamente non me l’aspettavo. Qualche passaggio a vuoto? Ok. Ma i tiri da fuori quando battezzato, gli “ankle breakers” ad avversari più titolati (chi ha detto “NashVP”?), nei playoffs gli “sgambetti” a Bibby, West, Billups e Fisher, gente che mette assieme molte partite di post-season e qualche anello e poi la ciliegina sulla torta di quella gara 6 di Finale. Inutile perder tempo con aggettivi, le immagini erano eloquentissime. Su Eddie: eh. Lo ricordo ai tempi di Miami, quando “trottoleggiava” per Pat Riley ad inizio millennio. Poi sette squadre in sette anni, segno che sì, il ragazzo è da NBA ma i fondo nessun GM faceva pazzie per tenerlo. A Boston, dopo la stagione scorsa, sembra finalmente aver messo casa, con buona pace della signora Charlsie Bibby, sorella di Mike degli Hawks. Metterlo tra i play è un po’ una forzatura, perché come portatore di palla ha mostrato tutti i limiti che già si conoscevano. Però quando comincia ad infilare le sue “striscie”, è meglio mettersi l’elmetto. Gara 4 di Finale è andata così anche perché, dopo un inizio balbettante, assieme a Posey, Pierce ed Allen ha aperto il campo in un modo che non si vedeva dai tempi degli Houston Rockets di Olajuwon. Non è una stella, ma se rimane nei binari del ruolo di realizzatore-guastatore può essere devastante. Al momento rappresenta la miglior assicurazione per punti veloci dalla panchina. Su Gabe: concordo che il terreno sotto ai suoi piedi sia poco solido. Nell’NBA tutti devono migliorare, anche Pierce ha dovuto farlo altrimenti l’anello se lo prendevano altri. Figuriamoci un pischello che non ha dimostrato ancora nulla a parte un simpatico sorriso. Purtroppo per lui la tendenza al “combo” che si porta dietro è penalizzante in una squadra in cui al “2” hai già due Allen ed un House con la possibilità in caso di bisogno di “switchare” lì il capitano. In più l’arrivo di Giddens, più fisicamente dotato per far fronte ai rigori che il ruolo impone. Ecco perché Gabe sorride un po’ meno mentre cammina sul filo, e solo chi lo vede giorno per giorno può capire se stia migliorando o meno. La pre-season ci aiuterà senza dubbio, ma concordo con Angelo che Pruitt sia tra gli “indiziati di taglio”. Su Sam: da “Sam I Am” a “Sam I Am A Celtic”. Negli “spottini” di NBA.Tv ogni tanto compare il suo canestro chiave in gara 3 della serie Houston-New York del 1994, ed uno così lo tieni in panchina, se puoi, come assicurazione. Ci rendiamo tutti conto che dal 1994 sono passati 14 anni, e che Sam non è più un rookie ma un nonnetto dalla bocca grande e dalla schiena dolorante. Eppure negli anni buoni la storia dei Celtics è zeppa di giocatori presi a bordo per chiudere il cerchio: Fred Scolari, Andy Phillip, Wayne Embry, Willie Naulls, Woody Sauldsberry solo per citare i più antichi. Cassell sa cosa sia l’NBA. Ha ancora punti nelle mani, ed in una panchina giovane può regalarti l’esperienza che serve. Facciamo un esempio: novembre inoltrato, partita che vuoi vincere ma Rondo e Ray Allen devono tirare il fiato. Chi metti in campo con House? Giddens o Tony Allen? Meglio avere anche l’opzione “play-tiratore-veterano". |
Leonardo Ancilli
ha scritto:
Il solito equivoco: cosa è un playmaker? (Michele) Non vorrai mica ricominciare con la tiritera del play puro ? Ormai tra quelle teorie e la realtà c'è di mezzo un anello Con rondo gioco in casa, nonostante non fossi per nulla convinto della sua scelta al draft '06 mi bastarono poche gare per prenderlo sotto la mia "ala protettiva" (cosa inutile e fittizia se ce ne fosse una), mi ricordo che nel novembre '08 dopo una clamorosa disfatta a Cleveland dove dilapidammo 25 punti di vantaggio nell'ultimo quarto, con una gestione della palla da galleria degli orrori, pochi giorni dopo in una convincente vittoria contro Indiana, Rivers mise la squadra in mano a Rajon nel quarto periodo per gestire il vantaggio e ci riuscì alla grande. Li si capì che c'era la stoffa, che era molto più play pensante di quanto non gli riconoscano tutt'ora tanti santoni della carta stampata che all'inizio della passata stagione lo individuavano come il possibile anello debole dei Celtics. I lakers mi sa che la pensano in modo un po diverso, dopo la valanga di assist di Rondo in gara 1 e le continue scorribande di Gara 6. Altro che anello debole, qui siamo ad un soffio dal candidato per l'allargamento deil Big Three. ovviamente tempi prematuri, ma margini di crescita immensi. In estate su un altro Forum parlando del confronto tra Rondo e Alston, mi sentii dire "ma Rondo non ha un tiro affidabile" e io gli risposi "meno male per gli avversari perchè se lo avesse Chris Paul e Deron Williams avrebbero un terzo incomodo". Se i Big Three sono il presente lui è il futuro, sarà la guida della prossima era, intanto giustamente vorrà vincere con questi qui. Eddie e Sam vanno benissimo, Eddie potrebbe giocare molto da guardia al bisogno perchè soprattutto a zona non lo paghi più di tanto in difesa. Sam sta li a imparare il mestiere ma qualche zampata la darà. intanto chi sperava che sfasciasse lo spogliatoio dei Celtics rimane ancora a bocca asciutta. Pruitt boh ? A me al college non dispiaceva, però in maglia biancoverde quando ha giocato per ora ha dimostrato che il play non lo sa fare per evidenti limiti di Ball Handing. Per me è il principale candidato al taglio a meno che qualcuno degli altri candidati abbia problemi fisici. |
Legend
ha scritto:
| ...mi ricordo che nel novembre '08 dopo una clamorosa disfatta a Cleveland (Leo) ...ormai vede anche nel futuro, questo omino qua! Scherzi a parte, ho quella gara nella mia collezione celtica di DVD che ha doppiato quota 170 partite, me la rivedrò perchè onestamente ricordavo palle perse da fucilazione di Telfair e West, ma non una grande prestazione del Rondino. Che si è fatto vedere di più a fine stagione, quando rubò a Delonte le chiavi dal cruscotto e si mise a guidare lui. Il confronto tra Alston e Rondo sarebbe praticabile solo se "Skip to my Lou" avesse un centesimo dell'intelligenza cestistica di Rondo ed un millesimo del suo atletismo. Peccato che... Vorrei vederli adesso quelli che ti dicevano che Rajon non ha tiro e Rafer sì... E vogliamo pure ricordare quando il (peraltro mitico) Dan Peterson a novembre 2007 diceva che Perkins e Rondo erano due sfigatoni? Tutto registrato, folks! |
celticsman
ha scritto:
| in questo ruolo siamo davvero coperti. bene. |
Michele Pulcini
ha scritto:
| in questo ruolo siamo davvero coperti. bene. (celticsman) E in quale non lo siamo o lo siamo poco? Giusto il centro, ma solo perchè temiamo per le condizioni fisiche di Perk, altrimenti lui, POB e la coppia Powe/Davis possono dare almeno quantità se non qualità ad altissimi livelli (e potremmo discuterne). Vorrei che guardassimo le nostre avversarie e i loro pregi e difetti: ma la "regia" dei lakers da chi è gestita? Fisher? Vujacic? Odom? kobe? E siamo sicuri che il reparto regia complessivo dei Pistons sia così più forte? Chi è il cambio di un Billups che nei PO (forse per l'infortunio) ha inciso meno che in passato? Se siamo i campioni significa che la squadra è forte, il quintetto è intatto, abbiamo perso solo due cambi, per quanto importanti. |
Leonardo Ancilli
ha scritto:
| X Legend : La partita in cui Rondo si mise in mostra fu quella con Indiana del novembre '06 seguente a quella celeberrima giocata e persa a Cleveland, dove Telfair ci fece capire chi era :-) Su quella gara di Indiana Rondo non fece nulla di eccezionale, mantenne la tranquillità e fece scelte logiche e lineari, cose che spesso e volentieri bastano e avanzano in un mondo di giocolieri, che invece di respirare si passano la palla tra le gambe anche quando non serve a nulla. E in quale non lo siamo o lo siamo poco? Giusto il centro, ma solo perchè temiamo per le condizioni fisiche di Perk, altrimenti lui, POB e la coppia Powe/Davis possono dare almeno quantità se non qualità ad altissimi livelli (e potremmo discuterne). (Michele Pulcini) E quale sarebbe la squadra nell'NBA che è coperta in modo soddisfacente in centro ? Ormai la penuria nel ruolo è a livelli allucinanti. |
Christian Spazian
ha scritto:
Non entrerò nella bega del play puro, cito solo Leo: tra quelle teorie e la realtà c'è di mezzo un anello Gioco, partita, incontro. Rondo può veramente diventare una stella, ha quasi tutto, gli manca solo il tiro, ma in un anno è già migliorato parecchio e credo che possa migliorare ancora. |
Giacomo
ha scritto:
| Articolo perfetto. Complimenti ad Angelo ! Aggiungo solo qualche considerazione. Rondo insieme a Powe e, quest'anno, anche J.R. sono i miei preferiti. Sono stato e sono un sostenitore di Rajon fin dal primo minuto e mi aspettavo tutto l'upgrade che ha avuto perchè ho sempre avuto fiducia in lui. Come assistman deve riconfermarsi sui livelli degli ultimi play off. Trovo irritante la sua percentuale ai tiri liberi. Spero che abbia fatto i compiti durante le vacanze e si sia allenato al tiro. Sarebbe una delusione se non avesse colmato questa lacuna. Possibile che da gente come Ray, Eddie, PP ecc. non impari come la si " butta dentro" ? Su Eddie non ho nulla da dire. Spero solo che si riconfermi sui livelli dello scorso campionato. Gabe è fortemente a rischio di taglio o di scambio. E' l'indiziato n.1 a lasciare i Celtics, soprattutto dopo la firma di Cassell. Quanto a Sam, per me, ha ormai, fatto il suo tempo, come giocatore. Il suo ingaggio si spiega solo se verrà ceduta o tagliata una guardia. Non ho nulla contro di lui, ma non ho mai pensato che potesse essere compartecipe dell'Ubuntu celtico: insomma, per me è un corpo estraneo alla squadra. |
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Rajon Rondo: Quello che tutti i tifosi celtics speravano, ovvero una delle più belle sorprese dello scorso campionato, quinto nelle votazioni per "most improved player", convocato all' All Star Game di New Orleans per la selezione dei Sophomores, 10.6 punti, 5.1 assists, 4.2 rimbalzi e 1.7 palle rubate a partita in Regular Season, fotocopia delle statistiche riportate durante i playoffs, fatto salvo un sostanzioso incremento negli assists, che diventano 6.6 ad ogni ingresso in campo.
Eddie House: Credo non ci sia un singolo tifoso Celtics al di qua e al di la dell'Atlantico che non ami alla follia il numero 50, almeno a giudicare dalla soddisfazione palpabile di tutto il mondo biancoverde per il rinnovo contrattuale, che non appariva scontatissimo.
Gabe Pruitt: Sulla maglietta di Pruitt, l'anno scorso, era ben affisso l'avviso di "Lavori in corso". Provenienza USC, al college aveva mostrato ottime doti di realizzatore, applicazione difensiva e una buona dose di leadership. Scelto dai Celtics al pick numero 32 del draft 2007 è stato, come era ampiamente previsto e prevedibile, mandato a farsi le ossa nella squadra satellite degli Utah Flash, con risultati peraltro assolutamente apprezzabili. In 18 partite giocate, infatti, ha realizzato una media di 18.6 punti a partita, con una confortante percentuale di 36.1% da tre punti e 2.2 palle rubate a gara.
Sam Cassell: La novità dell'ultima ora. Un po' tutti avevamo dato per scontata la rinuncia al veterano, anche se qualche segnale di segno opposto era filtrata attraverso le pagine del web e della carta stampata: la volontà del giocatore di posticipare il ritiro di un'altra stagione, l'idea di inserirlo nello staff tecnico dei Celtics dall'anno prossimo... d'altra parte il ruolo di terzo play sembrerebbe ritagliato apposta su Sam I am, trentanovenne di esperienza in grado ancora di dare attimi di assoluta e imprevedibile anarchia, nonchè di fare da chioccia ai molti giovani in panchina.





