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Spirit In The Sky PDF Stampa E-mail
Scritto da Giampaolo Scaglione   
sabato 27 settembre 2008
Sapevamo tutti che sarebbe stato difficile, che l'attesa sarebbe stata lunga, che nessuno avrebbe regalato nulla. Ma quando si è più forti di tutto e di tutti, non ci sono ostacoli. E riportare a Boston il titolo Nba, per Paul Pierce e soci, è stata la logica conseguenza di un'evidente superiorità sugli avversari.

Adesso viene il difficile: la franchigia del Massachusetts punta a riconfermarsi al vertice della Lega e, se tra le altre 29 rivali non ce n'è una che sia - seppur di pòco - migliore rispetto alla scorsa stagione, il compito per gli uomini di Doc Rivers si presenta piuttosto arduo.

Nella mente di Danny Ainge è il destino dei Celtics: il gm più quotato della Nba (fino a dodici mesi fa non era così, ma è la vita...)  dovrà tirar fuori dal cilindro l'ennesimo colpo a sensazione per migliorare e rafforzare un roster che è solo in apparenza imbattibile.

Siamo sicuri che i Green non saranno vittima di alcuna sindrome di appagamento, ma non è detto che tutto continui a filare liscio come da un anno a questa parte: non è retorica affermare che il futuro della squadra è in mano più ai 'giovanotti' (Davis e Rondo su tutti) che ai 'senatori', per il semplice motivo chje quest'ultimi dovranno prima o poi passare la mano o addirittura lasciare il proscenio per raggiunti limiti d'età.

E poichè Davis e Rondo devono ancora lavorare molto per raggiungere l'eccellenza, non sarebbe male portare a Boston qualche comprimario all'altezza dei campioni: si garantirebbe così una sufficiente stabilità alla squadra nella 'transizione' tra i 'vecchi' e i 'nuovi', pur considerando che Pierce e Garnett hanno (almeno) altri 4-5 anni buoni davanti per fare incetta di titoli.

Sì, è vero: la Terza Dinastia di Boston è appena all'inizio, ma non si deve ripetere l'errore fatto dai dirigenti dei Celtics venticinque anni or sono, quando si riteneva che il Big Three fosse immortale. Vero è che due stelle come Len Bias e Reggie Lewis sono venute a mancare nel firmamento dei C's, ma non esiste la prova che i due sarebbero stati in grado di tenere a galla la franchigia proprio quando i Chicago Bulls diventavano la vera squadra da battere.    

 

Commenti (7)add comment

Legend ha scritto:

  Bentornato, Giampaolo!

Su Danny Ainge, ma anche su tutti i Celtics o ex-Celtics in generale, invito i nostri tifosi a pensare con la loro testa senza farsi influenzare da telecronisti e giornalisti. Nel passato Boston stava antipatica a molti perchè vinceva e giocava duro, e questo molti non l'hanno perdonato, "convertendolo" in un'atavica antipatia per i nostri colori che li ha fatti godere come cammelli quando Boston era in fondo alla classifica. Non dobbiamo cadere nel tranello e "fare la guerra" per partito preso ai nostri: aspettiamo, valutiamo, e poi diamo giudizi, senza permettere che il Benzoni di turno ci imponga il suo pensiero alla "Phil Jackson vale tre volte Doc Rivers": diamo Orlando a Jackson e Michael Jordan a Rivers, e poi vediamo, chi vince sei titoli!

Un'unica chiosa al tuo articolo, Giampaolo: non è che i dirigenti dei Celtics pensarono che i Big Three fossero immortali, ma decisero (Dave Gavitt in primis) di mantenere la tradizione facendo terminare loro la carriera in biancoverde come avevano fatto Russell, i due Jones, Cousy, Sharman, Havlicek, Sanders, Ramsey, Loscutoff. In cambio di un McHale o di un Parish avrebbero potuto ricevere prime scelte che avrebbero accelerato il processo di ricostruzione "abortito" con la morte di Bias, ma il "plusvalore" dei Celtics è anche la loro tradizione, ed il Front Office decise che la tradizione valeva qualche anno di sofferenza in più. Ed io sono d'accordo, perchè vedere Bird o McHale con una maglia diversa (come accadde con Parish per sua decisione) non mi sarebbe piaciuto, da tifoso.
commento inserito alle 13:49 del 27 settembre 2008

Shamrock ha scritto:

  L'unico dubbio che ho e' su quella frase "ALMENO altri 4-5 anni buoni per fare incetta di titoli"...magari dico io, anche se direi MASSIMO 4-5 anni invece di ALMENO.
Comunque, ALMENO spero che sia PP che KG giochino al MASSIMO per un altro quinquennio, e che ovviamente ci regalino almeno altri 2-3 titoli.

GO CELTS GO!!!
commento inserito alle 15:02 del 27 settembre 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Da tifoso mi auguro di cuore che il capitano Pierce chiuda la sua carriera a Boston, e sarei felicissimo anche se KG e anche Allen lo facessero. Poi c'è il "mio" Rondo, ancora agli inizi ma che sarà il vero "celtics" del prossimo decennio smilies/cheesy.gif
commento inserito alle 15:04 del 27 settembre 2008

Christian Spazian ha scritto:

  É giusto pensare al futuro, ma al momento il presente è ancora nostro e per la prossima stagione sarà ancora il PGA Tour a portarci l'anello.

Per il futuro mi fido ciecamente di Ainge, sa quello che deve fare e lo farà, anzi lo sta già facendo (ho aspettative altissime per Giddens).
commento inserito alle 16:00 del 27 settembre 2008

giusegandi ha scritto:

  x Leonardo e Christian.
Mi sembra che stiamo rifacendo gli errori degli scorsi anni: o tutto o niente.
Ainge o è un devastato mentale oppure il vate infallibile.
Jackson un brocco oppure un allenatore magico.
Rondo una sicura futura superstar o un mezzo brocco.
Quardiamo ai fatti e ragioniamo sulle cose sicure, poi il nostro cuore di tifosi C's ci fà sognare anche per il futuro....
Grazie comunque di "esistere" (mi aggiungo agli esagerati).
commento inserito alle 09:37 del 28 settembre 2008

Shamrock ha scritto:

  Oggi mio figlio Alessandro compie 2 anni, ma il regalo me l'ha fatto lui: a causa del bilinguismo non parla troppo ancora, anzi dice piu' o meno cinque parole...stamattina gli ho mostrato la foto che ho incorniciato nella sua camera, quella di suo padre con Paul Pierce, sono mesi che gli parlo dei Celtics (manipolazione psicologica tipica di un padre "malato" ), lui ha preso la foto in mano e, indicandomi, ha detto: "Papa'", poi, mettendo un ditino su The Truth, ha proferito la parola magica: "PISS", che ovviamente vuol dire PIERCE!!!
Che ne dite, non c'e' male, una delle cinque parole di mio figlio e' PIERCE, che orgoglio!!!
Scusate l'OT un po' ridicolo, ma queste sono le gioie della vita di un padre (soprattutto se celtico smilies/grin.gif) e mi sembrava doveroso dividerlo con la famiglia ICP. smilies/wink.gif
commento inserito alle 12:45 del 28 settembre 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Auguri al piccoletto!

Non mi pongo traguardi, l'anello è quello che volevo, adesso potranno forse arrivarne altri, ma io volevo quello che è arrivato (per molti motivi) e con gli eventuali successivi la gioia non potrà essere la stessa, quindi mi preoccupo meno.

Il futuro? L'attuale NBA mi pare diversa dal passato e, se riflettiamo bene, il futuro è condizionato dalla scelta che nell'estate 2010 farà il signor James, quindi è giusto programmare per tanti motivi, ma se poi quello sceglie una squadra già forte, allora per i prossimi anni siamo a posto.
Per questo non sono d'accordo che adesso viene il difficile, non siamo partiti per vincerne due o tre di seguito, il progetto era vincere l'anello e ci siamo riusciti, ogni anno vincere è difficile perchè gli avversari sono tanti e forti e molto, moltissimo è legato al discorso infortuni (vedi Ginobili), quindi aspettarsi una terza dinastia è ottimismo allo stato puro e non riesco ad arrivarci.

Noi partiamo da campioni, abbiamo meno da perdere di altri perchè abbiamo vinto l'ultimo titolo, sono i nostri avversari a doversi preoccupare!
commento inserito alle 14:17 del 28 settembre 2008

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