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The Road to 17° - Semifinale di Conference Vs Cleveland PDF Stampa E-mail
Scritto da Leonardo Ancilli   
venerdì 26 settembre 2008
Una autentica battaglia lunga sette gare, Boston "replica" la serie con Atlanta tenendo il fattore campo e cadendo sempre in trasferta. La serie si decide in un'epica gara sette, quella in cui “Paul Pierce sconfisse LeBron James”!

Gara 1

Boston Cleveland al secondo turno ha sicuramente il sapore di serie vera, quello che nonostante le sette gare la serie con Atlanta non ha mai avuto, le aspettative sono altissime, e l'inizio di gara uno sarà proprio lo specchio della serie che poi andrà in scena Cleveland 1/7, Boston 0/6 ! Per farla breve una serie prettamente difensiva, dove ogni canestro sarà sudato all'inverosimile e dove si vedranno difese di squadra a livelli altissimi.

Si capisce subito che sarà dura su tutti i fronti, LeBron non trova spazi per le penetrazioni e non avrà tiri facili, Pierce esce subito con due falli. Nel primo quarto di gara dalle strettissime maglie difensive esce solo Kevin Garnett che si rende pericoloso a più riprese, ma le percentuali dal campo da entrambe le parti sono da "Horror Movie" di basso livello.

Nel secondo quarto continua la serie dell'errori, Pierce e Ray Allen fanno 0/7 in due dal campo, LeBron li imita, Cleveland non trova sbocchi ma non si può dire che Boston faccia meglio. Da sottolineare la grande generosità di Leon Powe e la sua aggressività ma a volte qualche pizzico di esperienza in più e foga in meno sarebbero più utili alla causa. tra mille difficoltà comunque i Celtics allungano sul 29 -22.

Garnett e Rondo aprono il terzo con grande incisività mentre Allen e Pierce continuano a non trovare il canestro. Boston non riesce a chiudere la gara o a produrre un allungo più deciso, e i Cavs si rimettono in gara nonostante un LeBron James da 1/9, comunque arriva il secondo vantaggio esterno della partita targato Ilkausgas.

Nel quarto periodo sale alla ribalta la faccia tosta e l'esperienza di Sam Cassell che prende decisamente in mano la situazione con scelte magari discutibili, ma senza dubbio efficaci, ridando ai Celtics orfani di Pierce e Allen in attacco un minimo di slancio. Finale da brividi vietato ai malati di cuore, a meno di un minuto e mezzo dalla fine Ilgauskas segna ed i Cavs sono sopra di due. Sale in cattedra Kevin Garnett che pareggia con un meraviglioso movimento in post basso, sul cambio di campo Paul Pierce difende bene su James. Ilkausgas fa fallo su Cassell rientrato che segna i liberi. i Cavs riprendono la parità con un tapin di Ilkausgas, ma ancora Kevin Garnett ci riporta sopra di due con un layup contro Joe Smith. Sarà il canestro che decide la gara, una gara clamorosamente sofferta, che apre subito gli occhi ai Celtics su cosa li aspetta. La partita passerà alla storia per il famoso "0" di Ray Allen, quattro soli punti per Paul Pierce che però ha difeso da eroe su LeBron James costringendolo ad un pessimo 2-18 forzandolo a 10 palle perse. Saranno Garnett e Rondo gli eroi di giornata insieme ad Sam Cassell assolutamente decisivo nel quarto periodo.

Gara 2

In gara due arriva una netta vittoria dei Celtics. Dopo un primo quarto equilibrato, i Celtics lavorano ai fianchi i Cavs costringendoli a cedere possesso dopo possesso, con la solita difesa irreale, che costringe LeBron ad un altra serata da incubo (6-24 al tiro). Buon riscatto di Ray Allen e Paul Pierce dopo l'opaca gara1, in doppia doppia Garnett e ottimo apporto dalla panchina per una vittoria che poteva avere anche un margine più alto. 

I Celtics però partono contratti, l'intensità dei Cavs è decisamente superiore, lo si vede a rimbalzo. Prima della fine del primo quarto, i Cavs toccano la doppia cifra di vantaggio (21-9) grazie al primo canestro di un sorvegliatissimo LeBron (irreale penetrazione). Rondo non libera l'area rinunciando sempre al jumper e nell'area pitturata è schiacciato, allora il Doc va con Cassell che risponde subito presente, suo l'ultimo canestro del quarto una quasi tripla che ci dà il -7 (17-24).

Cassell e Ilgauskas ricominciano da dove avevano finito, ma poi cala il sipario sull'attacco degli uomini dell'Ohio, 7 minuti e mezzo senza canestri dal campo, Posey e Garnett raddoppiano con angoli e tempi perfetti chiunque. E' proprio Posey meritatamente a darci il primo vantaggio su una rubata e schiacciata 28-27. La ESPN mostra un'azione in cui Garnett aiuta sul possessore 5 volte di seguito in un'azione andando poi a chiudere sul disperato jumper di Varejao che arriva ovviamente corto. Dopo una pennellata Casselliana, un rantolo d'orgoglio di Wally che impatta a 30, LeBron non può che costringersi ai tiri dalla medio lunga che non gli entrano mai e non trova ritmo. 9-0 Celtics e la partita che sembra spaccarsi anche perchè Cleveland segna solo dalla lunetta (2 soli canestri dal campo nel quarto soli 12 punti). 44-36 la fine del quarto con un tocco in avvicinamento a fil di sirena di Cassell. La panchina (reattivissimo Powe da 9 punti) e la difesa ci danno inerzia.

Il terzo quarto è solitamente il nostro quarto e a segnarlo dominandolo per i primi 5 minuti è l'uomo più atteso, Ray Allen che finalmente si sblocca con un arresto dalla lunetta - errore - rimbalzo offensivo - appoggio di sinistro a segno e comincia a prendere convinzione ed attaccare l'area, prendendosi liberi (un tecnico sbagliato nel primo quarto aveva acuito la crisi). 10 a 0 tanto per gradire e a Ilgauskas che come al solito apre le danze per i Cavs risponde ancora Ray da oltre l'arco. Sul +18 56-38 su perdono tante occasioni, con Cleveland in confusione e LeBron nervoso e schiacciato dalla personalità di Pierce (finalmente almeno una volta è lui a condurre le danze tra i 2!). 

Gara praticamente già decisa ad inizio quarto quarto. Boston parte col doppio play mentre Cleveland continua a giocarsi la carta Pavlovic. LeBron per la prima volta arriva deciso al ferro, ma una bomba di Posey in transizione su scarico di Rondo regala il +20 73-53. Ray Allen è infermabile al tiro come continua però ad esserlo Ilgauskas dalla media. Pierce, rubate, Allen ancora, l'inerzia è tutta per la valanga biancoverde.+24 80-56. La partita continua in controllo con il vantaggio sempre oltre i 20 punti, LeBron continua a doversi accontentarsi di un tiro dalla media-lunga distanza che non mette praticamente mai. A farla da padrone è un Posey su tutti i palloni offensivi e difensivi che da solo tiene l'intensità media di una partita playoffs NBA.

Gara 3

La serie si sposta a Cleveland, dove però Boston dopo una convincente gara due, riscopre la "sindrome da trasferta"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un primo quarto da incubo (32-13 per i Cavs) decide di fatto la gara. I Celtics faticano terribilmente in attacco, sbagliando facili tiri e sbattendo contro la buona difesa dei Cavs, culminata nella schiacciata in contropiede di LeBron che accende ulteriormente il pubblico della città considerata la più brutta d'America. Garnett tiene attaccati i nostri con due canestri ma la sensazione generale è di enorme difficoltà in attacco.

Il vantaggio dei Cavs raggiunge in breve il 27 a 8. I cambi della fine del quarto non migliorano di molto la situazione e il periodo si chiude sul 32 a 13 con una sensazione di dominio assoluto dei Cavs e un irreale 65% di Cleveland, 5 palle perse per noi, con Allen e Pierce completamente assenti dalla partita.

Nel secondo quarto Cleveland continua a passare palla sotto con ottimi risultati e la nostra difesa non riesce a trovare i giusti adeguamenti. Il vantaggio di Cleveland raggiunge i 24 punti sul 43 a 17 dopo un flagrant di Posey su Lebron per i quali i Cavs chiedevano l'espulsione. Eclatante il dato di Cleveland con 14 assist e nessuna persa a questo punto della partita, mentre Boston si ritrovava con uno sconfortate 5 assist per 6 palle perse, specchio di un attacco in tilt.

Inizio del terzo quarto con i Celtics al solito decisi dopo l'intervallo ma una poderosa stoppata di Lebron su Rondo e un tiro da tre in transizione di West fermano il tentativo di rimonta di Boston, grazie ad un Wallace particolarmente ispirato e presente anche in attacco. I Celtics continuano ad avere difficoltà in attacco e la partita rimane costantemente in controllo dei Cavs che mantengono un vantaggio rassicurante. Grande prova di West nel quarto con 18 importantissimi punti per i suoi. Alla fine i punti per Delonte saranno 21, con 7 assist e i tiri giusti realizzati nei momenti giusti.

Pessima  prova dei Celtics, mai in partita, soprattutto dopo un primo quarto dove la squadra ha subito dall'inizio alla fine. Cleveland ha vinto in difesa togliendo fluidità all'attacco biancoverde e soprattutto ha mandato in tilt la difesa di Boston, incapace nel primo tempo di chiudere sotto canestro i frequenti passaggi in pitturato effettuati da LeBron e compagni. Discreta anche stavolta la difesa su James ma sono stati gli altri giocatori dei Cavs a scardinare la difesa biancoverde.

Gara 4

Non cambia la musica neppure in gara quattro, l'incubo "on the road" non finisce. Boston resta a lungo attaccata nell'equilibratissimo punteggio per 40 minuti, ma senza dare mai realmente la sensazione di poter portare a casa la vittoria. Nel finale il crollo. Le nostre stelle troppo ad intermittenza, i comprimari troppo comprimari, mentre LeBron fa contenti tutti dall'altra parte.

Non si scorgono nei primi possessi grandi novità tattiche, tranne Cleveland che non rinuncia a correre e ad alzare i ritmi sorprendendoci anche più di una volta in contropiede: in uno di questi KG manda un segnale a LeBron non permettendogli di schiacciare e costringendolo allo 0/2 dalla lunetta.

Gara tatticamente dura, Boston non riesce a prendere vantaggi tecnici ed a giocare al suo ritmo. Una buona difesa, ma attacco in netta difficoltà, se da una parte si va con "palla a James e vediamo cosa succede", dall'altra si giocano tanti minuti di "palla a Garnett e pensaci tu". Kevin tira fuori conigli dal cilindro nonostante Varejao faccia un gran lavoro tutto campo su di lui, ma Garnett inizia a fare fatica e sbaglia anche una schiacciata su alley-oop di Rondo.

A 4:13 dalla fine del secondo quarto "storie tese": Rondo fa danni ancora una volta e serve a LeBron un comodo contropiede, ma rinviene Pierce col terzo fallo terminale della serata sul numero 23 per non farlo segnare in campo aperto. Questa volta non c'è il gioco da tre punti ma i due finiscono abbracciati in mezzo al pubblico, dove dalla fauna indigena dell'Ohio si alza una morettina stagionata nemmeno troppo affascinante (la mamma del giocatore) che aggiunge qualche parolina di troppo al nostro capitano, costringendo LeBron a rivolgerle la ramanzina alla propria mamma. Quasi subito Pierce e James si cercano con lo sguardo, si parlano e si chiariscono con una pacca d'intesa: splendido gesto!

Ma intanto grazie ai due liberi del 23 finiamo al massimo svantaggio: 41-33 a 4:13 dal termine. Ma la vera novità di questo primo tempo è e resta PJ Brown: favoloso in difesa ed a rimbalzo, aiuta, stoppa, fa presenza e già che c'è mette il piazzato dalla linea di fondo per il pareggio a quota 41, chiudendo un parziale di 8-0 per Boston.

Il terzo quarto non offre spunti di cronaca particolari ma il clima diventa rovente, A 2:26 è il momento delle panchine e si entra in una fase a dir poco interlocutoria in cui di fatto non segna nessuno dal campo tranne il solito solidissimo Joe Smith dalla media: 66-63.

Non va meglio nel quarto periodo dove la situazione si fa a tratti allucinante: nei quattro minuti centrali del quarto (da 7:26 a 3:17 dal termine) il parziale sarà di 0-2 per Boston con il solo canestro di Brown ed il risultato resterà inchiodato sul 76-73 per Cleveland. A sbloccare la situazione sarà ovviamente James con senso drammaturgico non indifferente e con il canestro da tre per il +6 Cleveland: 79-73. E' la svolta. Risponde Pierce con un tiro fuori equilibrio ma l'asse LeBron-Boobie ricorda sinistramente l'edizione della serie dello scorso anno con Detroit; da uno scarico del primo arriva la tripla decisiva del secondo: 82-75 a 2:38 dall'ultima sirena. Finisce 88-77. Ma più del punteggio in se ferisce il modo apatico col quale ci si è arrivati, senza mai un guizzo degno di una maglia gloriosa come quella indossata da questi ragazzi.

Gara 5

La serie si risposta a Boston con un clima tesissimo perchè le difficoltà offensive dei Celtics viste nelle due gare in Ohio purtroppo non possono far dormire sogni tranquilli. Boston parte bene a livello di voglia e concentrazione sin dalle prima fasi di gioco del primo quarto di gara cinque, nel complesso i Celtics sono più attivi, hanno più voglia, in difesa sono anche discreti, ma è l’attacco ancora una volta che proprio non va in questi primi minuti e il risultato purtroppo ne risente in modo pesante. Il massimo svantaggio dei Celtics nella prima frazione di gioco arriva sul 9 a 18 a 2 minuti e 48 secondi dal termine e pochi giocatori dei nostri sono positivi, tra questi Rajon Rondo, molto presente ed attivo, Pierce, top scorer della squadra con 8 punti e finalmente penetratore in area avversaria e Garnett, presente ai rimbalzi. Una bella entrata di Paul Pierce con canestro e fallo annesso rende meno amaro lo svantaggio dei nostri, che si chiude in ogni caso sotto di 5, 18-23.

L’inizio del secondo quarto non offre buone nuove per i padroni di casa, la conduzione rimane nelle mani degli avversari, che aggiungono anche i 9 punti di vantaggio nei primi minuti del quarto. Il massimo svantaggio viene raggiunto sul -14, ma poi Cleveland cala e contemporaneamente Boston sale di livello, fa girare meglio il pallone e grazie anche a 2 triple di Rondo consecutive lo svantaggio allo scadere del quarto viene ridotto a 3 punti. Alla pausa di metà tempo Cleveland ci arriva col 47% dal campo contro solo il 42% di Boston. Top scorer alla pausa di metà gara Lebron James con 23 punti, per i Celtics invece sono 3 i giocatori in doppia cifra: Pierce (14), Garnett (12) e Rondo (10). Che Cleveland attacchi meglio il canestro lo dimostrano i 14 liberi tentati contro i soli 5 di Boston.

Nel terzo quarto i Celtics vogliono far subito capire che la musica è cambiata, iniziano molto bene e recuperano subito lo svantaggio con una difesa che si fa più aggressiva ed efficace. Dopo alcune azioni in cui le due squadre si alternano nella conduzione della partita, Boston allunga decisamente. I due che permettono l’allungo sono Rondo e Garnett, ma anche Pierce non si tira indietro. La difesa dei Celtics è nettamente migliorata e Cleveland si trova in deciso affanno. Verso il finale del quarto arriva forse l’azione più spettacolare, in cui c’è uno bello scambio di passaggi tra Garnett e Rondo e poi tra Garnett e Pierce con conclusione in schiacciata di Pierce stesso che segna l’undicesimo punto di vantaggio. Nell’ultimo periodo ci si aspetterebbe un attacco deciso di Cleveland, ma l’inizio è decisamente interlocutorio, nessuna delle squadre vuole affondare un colpo, e questo va a vantaggio della squadra in vantaggio, ovvero Boston. Cleveland ha un attacco decisamente più macchinoso di Boston, per questo non riesce a recuperare, inoltre il maggior numero di assist dei Celtics (25 a 11 alla fine) indica un maggiore coinvolgimento dei giocatori biancoverdi nel proprio attacco.

La palombella di Rondo a metà del quarto segna un eloquente +12 per Boston, ma da quel momento i Celtics si bloccano e gli avversari si rifanno sotto, ma non sono mai riusciti veramente ad impensierire i padroni di casa, anche se errori evidenti ne sono stati fatti, due su tutti: un errore di Posey con passaggio direttamente a West ed uno di Ray Allen che non riesce a passare la metà campo e si fa rubare il pallone.

Gara 6

Si torna in Ohio ma 32 punti di LeBron portano Cavs e Celtics a Gara 7, dopo una gara dove le difese hanno fatto la voce grossa. Ancora una volta i Celtics da esportazione in attacco vanno a vuoto, e vanno sotto di 16 punti dopo un blackout totale a cavallo tra il secondo e il terzo quarto, poi parte la lenta rimonta ma non basta.

La partita è ancora una volta una guerra di nervi prima che tecnica e ancora una volta agonismo e difese arcigne la fanno da padroni. Le squadre partono contratte, come è normale che sia, ogni canestro dei Celtics viene subito fatto rispondere da un canestro avversario, e così l’opposto quando Cleveland passa avanti. La situazione va avanti così, senza che nessuna squadra riesca a staccare gli avversari, fino alla fine del quarto quando inizia la girandola delle sostituzioni.

All’inizio del secondo quarto i Celtics tentano l’allungo con Davis e House, raggiungono anche 6 punti di vantaggio, poi riproposti a metà del quarto per merito di Kevin Garnett, che segna 6 punti in neanche 1 minuto e mezzo di gioco effettivo (per lui alla fine sono 25 punti ed 8 rimbalzi).Garnett infatti gioca molto bene, è il più attivo tra i Celtics e fa quello che ci si aspetta da lui.

Purtroppo dopo il canestro di Garnett di metà secondo quarto l’attacco di Boston si ferma completamente, Cleveland invece non molla e recupera tutto il disavanzo, riuscendo anche a passare in vantaggio prima di metà quarto. In 6 minuti effettivi gli unici punti dei Celtics sono stati 2 tiri liberi di Pierce, invece i Cavs passano in vantaggio a 2 minuti dalla fine e raggiungono quasi la doppia cifra di vantaggio allo scadere del tempo. Il secondo quarto si chiude 42-33 a favore di Cleveland. Alla ripresa della contesa ci si aspetterebbe la risposta di Boston, ma Cleveland continua a martellare il canestro biancoverde e porta il suo vantaggio a 16 punti dopo 3 minuti abbondanti di gioco. A quel punto arriva finalmente la reazione Celtica grazie a Garnett e Pierce (16 punti alla fine per lui) e grazie ad un black-out dei padroni di casa di ben 5 minuti i biancoverdi riescono a riportarsi a 3 punti di distacco, ma a questo punto arriva la contro reazione di Cleveland che riporta la sua squadra a lambire la doppia cifra. Purtroppo i Celtics fanno fatica a recuperare il disavanzo, sembrano stanchi, la difesa non gira come dovrebbe e l’attacco non sopperisce a questa mancanza. Il terzo quarto si chiude 59-50 a favore di Cleveland.

 Il tentativo dei Celtics di riportarsi sotto parte come previsto, ma i loro sforzi sembrano vani, durante tutto il quarto non riescono a scendere sotto i 5 punti di distacco e Cleveland è brava a rintuzzarli tutti. Quello che salta all’occhio sono i liberi tentati, ben 25 per Cleveland contro i 13 per Boston, infatti la squadra di casa andava sotto canestro avversario con più convinzione e ha permesso di scombinare di più la difesa avversaria. Se poi mettiamo anche i 45 rimbalzi catturati contro i 37 di Boston, allora è difficile pensare di poterla vincere. Si va in gara sette.

Gara 7

Il "Boston Garden", una "gara sette", "la squadra del destino" (i Celtics), il prescelto (LeBron), ci sono tutti gli ingredienti per scrivere una pagina di leggenda e così sarà a fine gara. I Celtics eroici, avanti per tutta la gara resistono al ritorno dei Cavs guidati da un travolgente LeBron che chiude con 45 punti, trovando un decisivo PJ Brown nel quarto periodo (suo il canestro che deciderà la gara), ma l'eroe della serata è il capitano Paul Pierce autore di 41 punti. I Celtics vanno in finale di Conference dopo sei anni, e il duello LeBron/Pierce entra nella leggenda del basket.

Nei primi 3 minuti le squadre si studiano e si scambiano un paio di canestri, in queste prime battute spicca un errore molto grossolano in penetrazione di Pierce, che in seguito si farà ampiamente perdonare. Risulta subito evidente che i Celtics vogliono difendere bene e con aggressività, recuperano subito vari palloni ed allungano fino a 12-4. La pausa chiamata da Cleveland non è utile ad arginare i padroni di casa che raggiungono i 12 punti di vantaggio prima che LeBron porti i suoi a recuperare qualche punto. James cerca di dare una scossa alla sua squadra, ma è troppo solo ed in ogni caso non fa girare la palla e forza troppo il tiro, questo gli dà buone cifre, ma sfiducia i compagni di squadra, che ovviamente non giocano bene e non lo seguono. Dopo che Pierce va a riposarsi in panca la marcatura di James passa a Posey, ma quest’ultimo non è altrettanto efficace e l’avversario inizia ad accumulare buone cifre. Purtroppo l’uscita del capitano fa bloccare l’attacco biancoverde, che perde il suo faro e permette ai Cavs di ridurre lo svantaggio fino a 3 punti, prima di chiudere il quarto con 5 punti di differenza.

Paul Pierce è incontenibile, per lui è una di quelle serate in cui non è possibile sbagliare ed i Celtics giustamente lo cavalcano. Boston gioca bene e rispetto alle gare precedenti trova anche una discreta fluidità in attacco. Il problema dei Celtics in questa partita è che non trasforma in vantaggio il buon gioco che produce e Cleveland riesce sempre a bloccare una fuga che sembra sempre pronta ad arrivare, ma che poi non si concretizza mai. A metà gara il tabellino recita 26 punti di Pierce e 23 di James e si vede che è la loro serata, ma sono i Celtics che vanno a riposo in vantaggio per ben 10 punti.

Alla ripresa della contesa Cleveland recupera quasi tutto il disavanzo iniziale riducendolo fino a 3 punti di differenza dopo soli 4 minuti di gioco. Per tutta la prima parte dell’ultimo e decisivo quarto le due squadre si fronteggiano scambiandosi continuamente canestri che non modificano sostanzialmente il distacco che oscilla tra i 3 ed i 7 punti. Durante tutta la partita e nell’ultima parte in particolare bisogna far notare come James sia troppo protetto dagli arbitri, vari sono stati gli sfondamenti non chiamati dagli arbitri e nel complesso gli arbitri hanno svolto un lavoro decisamente brutto. La tensione è palpabile, tutti si rendono conto che sono gli ultimi e decisivi 12 minuti, quindi la mano trema e gli errori abbondano da entrambe le parti. In questo contesto è da segnalare Rondo, in vantaggio i Celtics con un paio di buone giocate, ma non può nulla contro un James in formato “tiro la palla in aria tanto va sempre dentro”.

A questo punto risale in cattedra Pierce che risponde ancora una volta colpo su colpo ed i due fuoriclasse deliziano il pubblico con bellissimi canestri consecutivi. A due minuti dalla fine una schiacciata di James porta la sua squadra sul –1, sembra tutto pronto per il sorpasso ospite, ma P.J. Brown non ci sta e tra una difesa esemplare su James ed un tiro dalla media con una palla che pesava tantissimo ricaccia indietro gli avversari. A questo punto Doc Rivers rimette in campo Ray Allen fino a quel momento in panchina perché la sua presenza era più dannosa che utile. La mossa paga perché sul fallo sistematico mette due liberi importanti, e come lui anche la mano di House e di Pierce non trema dalla linea della carità e la vittoria è cosa fatta per i biancoverdi. Sarà proprio un libero di Pierce a chiudere la gara, con un tiro che rimbalza sul ferro, si impenna in alto e poi ricade dentro il canestro. Le telecamere inquadrano Pierce prima teso durante gli attimi che la palla in aria e che poi accenna un largo sorriso al momento in cui ricade dentro. Paul sa che da lassù Red ha fatto la sua parte.

Ma non c'è neppure tempo di festeggiare, i Pistons sono già in viaggio per Boston in vista di gara1 di finale di conference.

Commenti (11)add comment

Massimo Tasselli ha scritto:

  Di gran lunga la serie più difficile, che ci ha impegnati su tutti i fronti fino quasi al limite delle nostre energie mentali (senza di noi per me Cleveland poteva pure vincere il titolo); ricordo una nottata agonizzante e terribile in compagnia dei milanesi seguendo gara 7 e la sfida PP-LBJ... ma le difficoltà ci hanno reso poi ancora più forti (i Celtics, non i milanesi...)
commento inserito alle 10:54 del 26 settembre 2008

nordovest ha scritto:

  Ricordo che durante la diretta di Gara5, in chat, scrissi: "Ricordatevi questi due canestri di Rondo se vinceremo il titolo". Fantastico anche il canestro decisivo di Brown. Sicuramente la serie più emozionante, più della Finale.
commento inserito alle 11:00 del 26 settembre 2008

Angelo ha scritto:

  Per me quella serie E' il tiro di PJ Brown in gara 7. I due secondi più lunghi della mia vita, quella palla lenta, lentissima, che non tocca nemmeno il ferro, quella corsetta a pugno alzato verso il centrocampo....bei tempi... smilies/smiley.gif
commento inserito alle 13:30 del 26 settembre 2008

ShamrockSam ha scritto:

  Una serie durissima, fisica, difensiva, a volte bruttina ma culminata con una gara 7 da libri di storia: il 45-41 di Lebron vs. Paul, il tiretto da infarto di PJ, il libero di PP spinto dal cielo da una sbuffata di sigaro di Red...fantastico!
La serie che senza dubbio i vari scettici sui Celtics stavano aspettando per dire "ecco, ve l'avevo detto io" ed invece li abbiamo zittiti ed abbiamo acquisito una "self confidence" mostruosa per andare poi a sbarazzarci dei Pistons abbastanza in scioltezza.
commento inserito alle 15:24 del 26 settembre 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  La nostra "vera" finale? Per molti aspetti, perchè la loro difesa ha scelto di annullare Ray Allen e questo ha creato problemi davvero grossi, perchè la loro fisicità poteva rendere complessa la serie, perchè LBJ è davvero forte.

Nonostante il ritornello fosse "adesso James fa la partita da 40 punti e uccide la serie", lo abbiamo tenuto come nessuno prima e neanche in gara7 ha davvero dominato.
Quella gara7 è stata la rampa di lancio per l'anello, Pierce, PJ, l'aiuto di Red, la grande difesa, tutto è servito per compattare il gruppo che poi non ha avuto più problemi mentali, anche nelle quattro sconfitte successive.
commento inserito alle 17:34 del 26 settembre 2008

celticsman ha scritto:

  si l'unica serie in cui si è sofferto veramente. ricordo che negli attimi finali di g7 con 1 dopo la schiacciata di James... avevo il cuore in gola. però che emozione, che pierce, che pj, che squadra... indimenticabile!
commento inserito alle 00:54 del 27 settembre 2008

Alberto ha scritto:

  Ricordo che ero fuori per lavoro e "sfrattai" da casa sua il mio affitta camera perchè non avevo la possibilità di vederla.
Ho avuto tanta paura ma è da quella gara 7 che ho capito che avremmo vinto il Titolo non tanto perchè Paul Pierce ha messo a segno un quarantello ma perchè lo ha fatto da vero leader e trascinatore rispondendo colpo su colpo ad ogni tentativo di break firmato LBJ.
In quella partita posso tranquillamente dire che Paul Pierce ha giocato alla Michael Jordan.
commento inserito alle 09:52 del 27 settembre 2008

Legend ha scritto:

  E' difficile stabilire se la vera Finale sia stata quella contro Cleveland o quella contro Detroit, perchè i Celtics hanno dato l'impressione di migliorare costantemente sia l'approccio alle partite esterne sia il modo in cui affrontavano le difese che ormai coonscevano bene le "hot zones" dei Tre. LeBron James è un giocatore di qualità superiore, e secondo me anche dal punto di vista umano, nonostante sia molto più giovane, Kobe Bryant se lo mangia a colazione.
commento inserito alle 13:45 del 27 settembre 2008

TheRock ha scritto:

  Io penso che per l'importanza della posta in palio e per la qualità delle due squadre, la serie con Cleveland sia stata la vera finale della stagione. Ovvio che gara 7 sia stata la più bella, quella da far rivedere ai propri figli per insegnarli tante cose sul basket.

Da
commento inserito alle 13:59 del 28 settembre 2008

Legend ha scritto:

  Probabilmente hai ragione, Dan, ma io la vedo in questo modo: i Celtics nei playoffs 2008 in casa hanno vinto 13 partite su 14. Qial'è l'unica squadra ad aver violato il parquet incrociato? Ecco, l'unico vero momento di fastidio fisico nei playoffs per me è stato l'attesa tra gara 2 e gara 3 della serie con i Pistons. E ci sono volute una vittoria risicata in gara 5 (18 e 16 di Perk, e 5 bombe su 6 di allen) ed una grandissima rimonta in gara 6 (quella della rubata di Posey a Prince) per chiudere il discorso...
commento inserito alle 12:35 del 29 settembre 2008

ciccio ha scritto:

  Io ho rivisto da poco gara 6 contro cleveland, e nonostante non avessimo giocato bene eravamo in partita fino alla fine, quando ci sono stati dei fischi arbitrali clamorosi a nostro sfavore. Meglio così comunque, gara 7 è stata memorabile! (col senno di poi...)
commento inserito alle 16:26 del 30 settembre 2008

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