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Around the Celtics 2008 # 6: i proprietari ed i Celtics PDF Stampa E-mail
Scritto da Christian Spazian   
venerdì 12 settembre 2008

In questa felice estate per la vittoria Celtica approfondiamo in “Around the Celtics” alcuni aspetti che riguardano la nostra franchigia preferita che siamo stati costretti a trascurare per gli eventi frenetici della stagione appena conclusa. In questo numero analizzeremo come hanno vissuto i proprietari il periodo che va dalla loro acquisizione nel 2002 passando per 5 anni bui ed arrivando all’apoteosi dell’ultima stagione.

 

2008_65_wycliffe_grousbeck.jpgLa storia ormai è nota: l’anno scorso la mancata acquisizione di uno dei primi due pick è stata una forte delusione, non solo per i tifosi che ci mettono il cuore, ma anche per la proprietà che ci mette i soldi, e scusate per il cuore, ma i soldi sono decisamente più concreti ed importanti per la vita di una franchigia.

Il co-proprietario Wycliffe Grousbeck ricorda d’aver pensato “come faremo ora?”. Lui ed i suoi soci sono degli uomini d’affari, il rischio è il loro mestiere ed in ogni affare in cui entrano si aspettano di ritorno economico, spesso guadagnano parecchio e talvolta si prendono anche loro delle cantonate, ed il pensiero prevalente un anno fa era che l’investimento sui Celtics rischiava di non essere profittevole.

Sappiamo poi com’è finita: Ainge, Rivers ed i capi hanno concordato che era il momento di capitalizzare tutto il lavoro fatto in precedenza e sono stati scambiati quasi tutti gli asset (giovani, contratti in scadenza, scelte) per ottenere Ray, Kevin ed i vari free agent che hanno portato il titolo a Boston. Non è costato poco, ben 18 milioni di dollari di maggiori spese in stipendi, ma è stato ampiamente ripagato tra aumento di biglietti venduti, merchandising, sponsor ecc.

2008_65_steve_pagliuca.jpgIl co-proprietario Steve Pagliuca, braccio destro di Wyc, ricorda che “al momento della trade di Ray Allen la notte del draft finalmente sentivamo che stavamo entrando nel circolo vizioso delle vittorie”.

Quel sentore è stato profetico. Oltre alla vittoria ed ai vari record battuti, primo tra tutti quello di 66 vittorie stagionali, giova ricordare che si è passati dai 9 tutto esaurito dell’anno precedente ai 41 dell’ultima stagione conclusa, ovvero tutte le gare di casa e, nelle gare in trasferta, i Celtics sono stati la squadra che ha portato più spettatori con una media di 19.042 a serata.

Tra le maglie all’NBA Store, quella di Garnett è stata la più venduta con un incremento di tre cifre rispetto alla precedente stagione, quando non era riuscito ad entrare tra i primi 15. Durante i play-off le maglie di Kevin, Paul e Ray sono state tra le 15 più vendute e pure quella di Rondo si è fatta valere all’NBA Store di Manhattan. Una curiosità da segnalare è che gli esperti di marketing dell’NBA, famosi per riuscire ad anticipare le tendenze del pubblico, sono rimasti totalmente spiazzati dal successo delle maglie di Rondo, tanto che nel primo turno di play-off sono riusciti a stento a far fronte alle richieste.

2008_65_irving_wycliffe.jpgAll’inizio, quando Wyc, Steve ed il padre del primo, Irving Grousbeck (definito lo Yoda dei Celtics), hanno rilevato la franchigia pagandola 360 milioni di dollari a settembre 2002, operavano con una società chiamata “Game 7, LLC”, ovvero “Gara 7, Limited Liability Company”, il che già dal nome si può capire che era rivolta a vincere le gare più importanti come le settime di una serie playoff. Limited Liability Company significa società a responsabilità limitata, la nostra SRL.

Dopo il perfezionamento dell’acquisto, avvenuto due mesi dopo, la società di riferimento ha cambiato nome in “Banner 17”, e qui non occorre nessuna spiegazione, il significato è chiarissimo e rimanda da un obiettivo raggiunto al primo tentativo.

All’inizio però è stata dura, ci sono voluti 5 anni di osservazione dei giovani talenti, scambi orchestrati dal nuovo general manager Danny Ainge ed il sangue freddo di sopravvivere ad una stagione di sole 24 vittorie, tra cui il nuovo record di 18 sconfitte consecutive e la successiva sfortunata estrazione delle palline. Fin dal 2002 la strategia non era quella di avere la buona volontà e la sfrontatezza di cercare di vincere tutto e subito, come lo stesso Stern sostiene che si debba fare, ma si voleva differenziarsi rispetto agli altri e così è stata studiata una politica tutta nuova, ovvero quella di attendere e colpire quando sarebbe stato il momento giusto: strategia ottima e successo pieno hanno decretato la sua bontà.

Irv ha detto in occasione dell’acquisto dei Celtics “quando vedi un’opportunità, agguantala in modo razionale” e la strategia appena descritta, così come la scelta di assumere Ainge prima e Rivers dopo, s’inseriscono in quest’ottica, e proprio questo modo di fare non li ha portati a svendere Pierce nel momento del suo punto più basso oppure di rinnovare la fiducia a Danny e Doc nei periodi bui. Una volta Wyc ha detto: “stiamo facendo le cose in un certo modo, saremo pazienti e utilizzeremo le nostri armi al momento opportuno”.

È comunque stata dura attraversare quegli anni difficili non solo per i giocatori ed il tifosi, ma pure per i proprietari. Tanto per fare un esempio l’anno scorso solo il più caro amico di Grousbeck ha osato chiedergli dei Celtics, tutti gli altri se ne sono stati ben distanti nei loro discorsi e ricorda che “l’anno scorso parlavamo più spesso delle nostre famiglie”, un classico, quello che gli americani definiscono un “safer topic”, che si può tradurre con “un argomento di salvataggio”, poco pericoloso e sul quale non si rischiano brutte figure od imbarazzanti scene mute.

2008_65_bob_epstein.jpgIl terzo co-proprietario Bob Epstein ha sentito la differenza, tra l’anno scorso e quest’anno, dell’atteggiamento che le altre persone hanno nei suoi confronti quando devono trovare gli argomenti su cui parlare, in un luogo decisamente improbabile: la presentazione di una nuova galleria d’arte a New York lo scorso maggio. Invitato all’inaugurazione, Epstein sperava di poter parlare con gli artisti di arte, ma per tutta la sera non ha fatto che parlare dei Celtics. Pagliuca invece ricorda che un anno prima i suoi interlocutori continuavano a schivare l’argomento-Celtics ed insistevano a parlare del tempo: “mi sentivo un meteorologo” ironizza Steve.

Pierce può confermare tutto, infatti sa benissimo cosa vuol dire avere amici intorno che, fino all’anno scorso, non sapevano se sarebbe stato opportuno parlare dei Celtics e quindi può comprendere la difficoltà che i dirigenti avevano per portare avanti la franchigia.

Quando arrivò la conferma che Garnett aveva accettato di essere un Celtic, Grousbeck alloggiava nella sua villa a Cape Cod (la Costa Smeralda del New England), ma quando gli arrivò la telefonata era in una zona sperduta della costa ad almeno un chilometro da qualunque vicino di ombrellone con cui sfogare la propria felicità. Quando ha sentito Pierce gli ha risposto: “siamo pronti!”.

Dopo la vittoria ovviamente tutto è cambiato ed i Celtics sono stati così attraenti che Wyc ha ricevuto e subito rifiutato un’offerta di ben 600 milioni di dollari, la proprietà attuale infatti intende mantenere il controllo della franchigia per almeno un ventennio e probabilmente anche oltre. Ipotizzando che tutti e tre chiuderanno la carriera a Boston, Wyc ha anche promesso che quando uno tra Pierce, Garnett ed Allen non giocherà più sarà rimpiazzato da un giocatore di uguale talento, anche se si rende conto che non sarà facile, ma Pierce nel breve periodo è fiducioso e crede che i successi, e diciamo pure la fortuna, di questa stagione possano continuare ancora a lungo.

Abbiamo iniziato una grande era con Garnett, Pierce ed Allen” ha detto Grousbeck prima della vittoria del titolo “durante quest’era sarebbe fantastico vincere tutto il possibile, lasciateci appendere almeno uno o due banner, sarebbe deludente non riuscirci”. Ora Wyc non correrà il rischio di rimanere deluso, ma è facile supporre che rimarrà un po’ dispiaciuto non riuscire ad appenderne almeno un altro, e tutto questo è stato ottenuto perché hanno avuto il coraggio di rompere con la strategia consolidata di avere un uovo oggi, ma lavorare con pazienza e capacità per ottenere tutta la gallina nell’indomani.

Commenti (12)add comment

Michele Pulcini ha scritto:

  Anni senz'altro complessi per la gestione, quelli precedenti, con chissà quante tentazioni di cambiare rotta rispetto alla visione di Ainge e a un allenatore criticato da quasi tutti, però gli attuali proprietari hanno saputo resistere, fidandosi del loro GM, ricevendo il regalo di un anello e del banner 17 al quale loro stessi forse credevano ormai poco.

Poi hanno capito che era (ed è ancora) necessario spendere e pagare la luxury tax, come del resto avevano sempre promesso, ma ormai non abbiamo più contratti terribili come ai tempi di Gaston/Wallace/Pitino e di Gin Baker e Ellison.

Sarebbe interessante fare un piccolo articolo sui peggiori contratti della nostra storia, che ne dici, Fabio?
commento inserito alle 17:49 del 12 settembre 2008

Legend ha scritto:

  Il fatto Grousbeck avesse dubbi sull'investimento-Celtics cozza con una dichiarazione fatta circa un anno fa. In sostanza il Garden era spesso pieno nonostante i risultati, quella di Pierce era una delle magliette più vendute, i Celtics erano in netta risalita nelle graduatorie di Forbes e gli sponsor titillati da Rich Pond (come hai scritto nel bell'articolo precedente, Christian) sborsavano più dollari che in passato. Ovviamente adesso va meglio, però non credo che si possano lamentare del passato. Non dimentihiamo che l'arrivo di Garnett ed Allen ha portato ad un incremento dell'11% delle vendite dei biglietti: un dato estremamente positivo, ma che dimostra allo stesso tempo che prima non c'era il deserto.

Sui peggiori contratti, beh Michele non è sempre facile giudicare. Mi spiego: Blount venne pagato tanto, ma era l'unico sette piedi a roster, veniva da una stagione in cui aveva anche fatto un 20 20, e nella stessa estate Dampier e Foyle si erano accaparrati contratti doppi solo in virtù della loro altezza: come si inserirebbe nella classifica una manovra come questa da parte di Ainge? Credo che sia più facie valutare trades e scelte, in questo senso, anche perchè la "pesantezza" di un contratto albatros è decplicata dall'avvento del salary cap. Sicuramente quello sui peggiori contatti sarebbe un articolo interessante, comunque.
commento inserito alle 18:32 del 12 settembre 2008

ShamrockSam ha scritto:

  Allora, cominciamo dicendo che il primo errore dell'attuale proprieta' sta nel nome stesso: da cambiare immediatamente per "Banner 18" e poi 19 e poi 20 e cosi' via... smilies/wink.gif
Dopo questa scontatissima e banalissima battuta posso solo riconoscere a Wyc e compagnia una coerenza ed uno stoicismo non da poco: si punto' su Danny, no matter what, la fiducia non e' mai o quasi mai venuta meno. Si sono attraversati periodi bui in cui tra infortuni, trades quantomeno opinabili, ritorni semi inspiegabili (penso a un Walker alla frutta) e last but not least, sfiga colossale con le maledette palline pre-draft, sarebbe stato facile additare Danny come capro espiatorio e magari dare la classica scarpata sul sedere sia a lui che a Doc (e sappiamo anche che i tifosi di Boston a tratti ci sono andati giu' pesante). Ed invece l'attuale proprieta' non solo ha resistito ma probabilmente ha pure creduto nel programma a lungo termine di valorizzazione dei giovani e delle successive trades per arrivare a costruire l'anno scorso quello squadrone che ora stiamo tutti noi celebrando.
Mi auguro che si continui cosi' e che la lucidita' e lungimiranza dei nostri dirigenti vada di pari passo con la programmazione e le nuove scommesse da vincere lanciate da Ainge (e quest'anno ne abbiamo di carne al fuoco tra Miles, Giddens, Walker e l'eterna promessa e mio pupillo Tony Allen).
Avanti cosi' ragazzi!
commento inserito alle 22:24 del 12 settembre 2008

ShamrockSam ha scritto:

  Scusate, aggiungo la bomba che mi fa rimangiare quanto detto di buono sulla proprieta' nel mio post precedente. Estratto da hoopshype: "Baltimore native and three-time NBA champion Sam Cassell said today he plans to become an assistant coach with the Boston Celtics after playing one more season."
Si e' offerto lui o qualcuno e' ancora in piena sbornia post celebrazioni?
smilies/grin.gif
commento inserito alle 23:05 del 12 settembre 2008

Legend ha scritto:

  Scusa, Sam, ma perchè questo rancore nei confronti dell'alieno più simpatico dell'NBA? Voglio dire, a parte un paio di occasioni, nei playoffs "Sam I Am" a deluso, ma a differenza di quanto dato per certo dai "Soloni di Sky" non ha sfasciato lo spogliatoio e si è messo umilmente a disposizione.
A dire i vero se dovesse giocare ancora un anno significherebbe che qualcuno verrà decisamente tagliato, ma uno così per 5/10 minuti a partita è sempre un discreto affare, come abbiamo visto a San Antonio.
Se poi Pruitt è pronto, sono il primo a dare a Sam un contratto da assistente direttamente ad ottobre...

Una chicca per te, Samuele: quando eravamo a seguirli a Roma, ad un certo punto Michele tentò di fare una foto assieme a Tony. Foto che, per incompetenza del fotografo (io) o per scaricamento delle batterie non uscì mai. Ma quando si avvicinò al Pulcinone mio, il simpaticissimo Tony gli diede una tale strizzata tirandoselo vicino, che ho temuto per le tre donne che lo aspettavano a casa... smilies/cool.gif
commento inserito alle 00:16 del 13 settembre 2008

ShamrockSam ha scritto:

  Fantastica la chicca su Tony! Io veramente credo in lui ed ESIGO che quest'anno sia la stagione della sua consacrazione (voglio essere ottimista...).
In quanto a Sam I am io non ho nulla in contrario al rinnovo, anzi penso che potra' ancora garantire minuti di "trance agonistica" in cui si tirera' pure las zapatillas (come si dice qui in Spagna) e mettera' 10-12 punti a referto in un amen...quello che mi sorprende e' che possa l'anno prossimo entrare nello staff tecnico...non lo reputo un giocatore dal QI elevatissimo, senza offesa, e non so cosa potrebbe insegnare ai giovani a parte conferire esperienza e qualche consiglio utile da buon veterano. Insomma non nascondo le mie perplessita' ma come sempre ripongo fiducia totale nei nostri dirigenti.
commento inserito alle 09:50 del 13 settembre 2008

Bois de la lune ha scritto:

 
Scusate, aggiungo la bomba che mi fa rimangiare quanto detto di buono sulla proprieta' nel mio post precedente. Estratto da hoopshype: "Baltimore native and three-time NBA champion Sam Cassell said today he plans to become an assistant coach with the Boston Celtics after playing one more season."


Penso sia una decisione che valuteranno nel tempo ,ma se esiste il desiderio di accordarsi da entrambe le parti, credo sia giusto dagli una possibilita' di fare gavetta come assistente allenatore. Daltronte stiamo parlando di un tipetto unico nella sua specie, da giocatore nella stagione da Rookie si mise subito l'anello al dito di campione nba. In seguito ha avuto un'evoluzione nel gioco sorprendente, diventando uno dei giocatori con la migliore tecnica di arresto e tiro dell'intera nba. Gia' il nome Sam I Am la dice lunga sul suo conto, per la tendenza di mettersi al centro del mondo, e questo aspetto risulta abbastanza veritiero, visto che possiede delle doti di chiacchierone da competizione, da Leader e vincente sostanzialmente clamoroso! Credo ci siano tutti i requisiti per continuare a far bene anche sotto altre vesti... smilies/cool.gif
commento inserito alle 12:48 del 13 settembre 2008

Angelo ha scritto:

  Complimenti a Christian, che con questi dietro le quinte sta creando una serie di articoli sempre interessanti.

Quanto alla tecnica di arresto e tiro di Sam, è l'unico giocatore che mi fa urlare anche quando guardo il replay...la sua capacità di crearsi quei 30 cm di separazione per tirare in faccia agli avversari è qualcosa di inenarrabile. Diamogli fiducia, la tecnica è sopraffina, l'esperienza pure...la testa sarà quella del "mister"? Vedremo...

commento inserito alle 16:33 del 13 settembre 2008

Christian Spazian ha scritto:

 
Il fatto Grousbeck avesse dubbi sull'investimento-Celtics cozza con una dichiarazione fatta circa un anno fa. In sostanza il Garden era spesso pieno nonostante i risultati, quella di Pierce era una delle magliette più vendute, i Celtics erano in netta risalita nelle graduatorie di Forbes e gli sponsor titillati da Rich Pond (come hai scritto nel bell'articolo precedente, Christian) sborsavano più dollari che in passato (legend)

Questo non è in dubbio, ma quando vedi che la tua franchigia non vince com'è stato il penultimo anno, l'aumento della vendita dei biglietti è più un contentino che altro. D'altronde i biglietti in crescita con le note difficoltà della stagione 2006-2007 denota una qualità manageriale di prim'ordine.

Complimenti a Christian, che con questi dietro le quinte sta creando una serie di articoli sempre interessanti (Angelo)

Grazie, e vedrai che col prossimo articolo di "Around the Celtics" cambio completamente argomento... smilies/cool.gif
commento inserito alle 18:58 del 13 settembre 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Cassell torna? Vedremo, sono dubbioso, ma se lo rivogliono dopo uno scorcio di stagione durante il quale hanno potuto verificare tutto il bene e il male che può dare al gruppo, evidentemente ne sanno più di noi.

Sam può ancora dare qualcosa, dovrebbe solo riuscire a contenere le sue indubbie doti (anche se limitate dai 38 anni) dentro il filone del gioco di squadra.

Azzardo che, dopo la perdita di Posey, forse un veterano dalla panchina può servire per un secondo quintetto magari un poco verde.
commento inserito alle 22:05 del 13 settembre 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Io Sam lo riprenderei al volo senza stare a farmi tante pippe su chi tagliare poi, anche perchè non è neppure da escludere qualche trade in ottobre.
commento inserito alle 23:27 del 13 settembre 2008

GregKite ha scritto:

  Sam I am è simpatico come pochi e, nei PO, pur non incidendo granché, per lo meno ha fatto gruppo (e non tutti lo pensavono, io incluso).

Per me, però, resta una specie di Recoba (scusate il parallelo non cestistico).

Quindi, una birretta assieme quando vuole, vederlo giocare mi diverte sempre, ma nella mia squadra preferisco avere altri.


commento inserito alle 16:06 del 15 settembre 2008

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