Leonardo Ancilli
ha scritto:
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| "Pierce ha fatto il Jordan" è meravigliosa, immagino che Ray Allen abbia fatto il Graig Hodges, o il Bobby Hansen di turno, Rondo sia BJ Armstrong etc etc etc. Ancora una volta quindi il basket ridotto ad una semplice collezione di figurine, nn è che magari ogni squadra vincente ha una sua identità, ha equilibri propri, e il voler trovar paragoni porta solo a tremende cantonate ? Quante volte abbiamo sentito grandi firme sbilanciarsi sul nuovo Bird (Van Horn ... rotfl), oppure sul nuovo Magic (Penny e Steve Smith ad inizio carriera a Miami) o peggio ancora sul nuovo Jordan (do you remember Harold Miner ?). Perchè non si capisce che questi grandi campioni sono irrepicabili e che anche le grandi squadre non possono essere paragonate tra loro per il semplice fatto che in comune hanno la vittoria del titolo ? |
Angelo
ha scritto:
Premessa d'obbligo: il rinnovo di rivers è un atto talmente dovuto e scontato che può passare in secondo piano rispetto al commento Pulcini-Limardi Non parlo di leadership spirituale, emotiva perché nella storia del basket ci sono stati giocatori mediocri che erano lo stesso grandi leader e grandi campioni che non lo erano. Qui si parla solo in senso tecnico secondo me qui siamo al delirio...perchè bisogna parlare solo del fatto tecnico...forse che la differenza tra un buon role player e un franchise player è solo il fatto tecnico? Cioè, la personalità del giocatore è ininfluente sull'assegnazione ad una categoria piuttosto che a un'altra? Un uomo che è universalmente riconosciuto come il maggiore artefice e protagonista della metamorfosi dei Celtics DEVE essere giudicato solo ed esclusivamente "in senso tecnico"? A parte che anche sulle qualità tecniche di garnett si potrebbe discutere. Forse che la difesa, oltre ad essere un fatto fisico e di applicazione, non è anche un "fatto tecnico"? E allora, il miglior difensore degli ultimi 15 anni o più, non meriterà un po' di credito "tecnico"? Anche offensivamente mi pare che abbia qualcosa in più di un "buon" tiro dalla media...certo, se il metro di paragone è Jordan, o Bird, o Magic, allora in pochi possono essere considerati attualmente dei leader. facciamo così: io dico che Napoleone, in senso tecnico, non era in grado di duellare se non con una signorina, e questo faceva di lui un mediocre leader... |
ShamrockSam
ha scritto:
| Telegrafico: Grazie Doc, e continua a vincere per il tuo babbo che ti vigila dall'alto!!! Ora, inorridito: questo Limardi rischia di rasentare non solo il patetico, ma pure l'offensivo. Il suo "ragionamento" od opinione (ma dovrei forse chiamarla SENTENZA) non ha un senso logico, e' anacronistica, inadatta, priva di ogni profondita' d'analisi e si "limita" (anche qui cmq sbagliando di brutto) a delle mere conclusioni tecniche...come se il carattere, l'impatto emotivo, la grinta e la forza d'animo di KG non meritassero alcun apprezzamento. Veramente patetico, offensivo ed in quanto tale quasi non meritevole di alcun RISPETTO (ma siccome siamo superiori, "guardiamo e passiamo" come diceva il buon Dante). Questo signore scrivera' pure formalmente bene ma, in questo caso, in quanto a contenuti lasciamo stare vah...che ne dite, lo mandiamo un paio di stagioni in purgatorio alla lega di sviluppo per giornalisti??? ![]() |
Legend
ha scritto:
| Come sono lontani i tempi del "Fire Doc" al quale solo io Michele e Piero ci opponevamo (se dimentico un altro valoroso correggetemi, ma più di quattro non eravamo).... Non c'è niente di più bello che tifare per la tua squadra e vederla vincere mentre si ergono a protagonisti i personaggi che tu avevi difeso nei tempi bui. |
Bois de la lune
ha scritto:
| Un bel giorno Riley, che di recente e' entrato di diritto tra coloro che contano per davvero disse a Rivers.. Vuoi sapere come la penso Doc?.. Sarai un buon allenatore. Non penso rispose Rivers in perfetto stile Celtics anche se non lo era ancora.. Personalmente non ho avuto modo su questo sito, ne' di potermi schierare dalla parte di Rivers e nemmeno remargli contro.Parto dal presupposto che se non possiedi le pedine giuste al momento giusto, nemmeno i Popovich o Jackson ti fanno i miracoli, nessuno di questi puo vantarsi di estrarre la spada dalla roccia ogni anno se a roster non ci sono i Jordan che scendono in campo e ti rendono immortale! Fondamentalmente il Doc e' un buon motivatore, un intermediario che ha saputo interagire all'interno di un gruppo composto da varie celebrita', come un amico, un fratello, una spalla dove appoggiarsi in qualunque momento, buona o cattiva sorte che sia. Gli va dato il merito di aver saputo soppesare il valore di ogni singolo elemento con raziocinio e adattarli ad un sistema di squadra che indipendentemente da Garnett o Thibo era al suo debutto. Un grande uomo, magari non uno stratega alla Red, ma un grande uomo. Dotato di una certa dose di sensibilita' che a volte ti rende la vita amara, a volte te la cambia, specie se sei un simpaticone come lui. Sono molto contento che dopo 22 anni di astinenza, il titolo sia stato festeggiato con il Doc in carrozza, scendendo era ovvio che l'aspettasse il rinnovo! |
Christian Spazian
ha scritto:
| Mi sembra la cosa più scontata che possa accadere, visto i risultati appena ottenuti. Non vedo altro da dire. |
Piero
ha scritto:
Effettivamente aver difeso Rivers paga i suoi dividendi! In ogni caso l'importante è che vincano i Celtics e le simpatie per i singoli - anche tecnicamente supportate - le lasciamo volentieri agli altri. Del resto il Doc è venuto a Boston per il progetto di Ainge di vincere il titolo, ci è riuscito anche per proprio merito e dunque il rinnovo contrattuale è un "atto dovuto" posto che di titoli se ne possono vincere ancora. |
Andrea Del Vanga
ha scritto:
| Beh, difficile mettersi sul carro del vincitore per me come per altri e far finta che "lo avevo detto". Mentre non ho mai avuto grandi dubbi su Ainge, ne ho avuti, eccome, su Rivers e sul suo modo di gestire la squadra in passato. Ma un GM che fa il suo lavoro bene lo si vede anche e soprattutto da queste cose: un coach che non va bene per una squadra zeppa di giovani pieni di belle (o brutte) speranze, puo' andare benissimo per una squadra di veterani e stelle che punta al titolo. Rivers in questi Celtics e' la persona giusta al posto giusto e non a caso ci ha portato al titolo surclassando il vincitore di 9 titoli Jackson, considerato, e in base ai titoli vinti e alle vittorie non puo' essere altrimenti, uno dei migliori coach di sempre. |
luca9
ha scritto:
| mah... che rivers non andasse bene x il progetto giovani è una tesi che non sposo... mi spiace ma c’erano troppe lacune tecniche nei nostri giovani x colpevolizzare il DOC... e poi era una sqaudra composta quasi SOLO da gente che non aveva neanche fatto il college... questo dovrebbe bastare... |
Andrea Del Vanga
ha scritto:
mah... che rivers non andasse bene x il progetto giovani è una tesi che non sposo... mi spiace ma c’erano troppe lacune tecniche nei nostri giovani x colpevolizzare il DOC... e poi era una sqaudra composta quasi SOLO da gente che non aveva neanche fatto il college... questo dovrebbe bastare(Luca9) puo' darsi tu abbia ragione. Si entrerebbe in un dibattito lungo. Di sicuro non c'era un contesto di squadra per far bene, con valanghe di giovani non di certo tutti validi come potevamo all'epoca sperare. Resta sempre il fatto che molti "errori" di Rivers siano stati fatti in accordo con Ainge, visto che l'obiettivo della scorsa estate era chiaramente Oden e vincere qualche partita in piu' non era certo utile. Di certo l'estate 2007 resta al limite dell'insuperabile, con i giocatori giusti, gli assistenti giusti, la scelta giusta di confermare Rivers, nonostante stagioni non certo positive. Di tutte le scelte fatte da Ainge la scorsa estate di sicuro e' stata la piu' rischiosa e difficile perche', con la squadra che avevamo e abbiamo, il Doc sembrava a piu' di uno di noi la persona sbagliata al posto sbagliato. Felice di essermi sbagliato e felice di avere come GM uno che di basket ci capisce come Ainge. |
Massimo Tasselli
ha scritto:
| Mi permetto di osservare che la leadership emotiva è un fattore che incide eccome sulle prestazioni dei una squadra. Valga ad esempio un frase detta parecchi anni fa dal pallavolista Margutti, che in sintesi durante un colloquio in cui si lodavano i suoi miglioramenti difensivi, diceva all'intervistatore: "non è che sia migliorato così tanto in senso tecnico, semplicemente se non riesco a salvare anche le palle impossibili poi non posso voltarmi a guardare Kiraly, perchè mi incenerisce con lo sguardo!". Ora la situazione di KG in casa Celtics non è identica, dato che il suo contributo sui compagni è sempre "positivo" ma i risultati della sua leadership sono sotto gli occhi di tutti. P.S.: coach Zen è si un gran coach, ma contro la panchina Celtics (Rivers, Thibodeau, chi volete voi...) quest'anno ha fatto la figura di Paperoga: durante un timeout di gara 6 si è permesso di dire in diretta nazionale una cosa del tipo "mantenete il vostro equilibrio interiore e troverete la vostra via per il canestro"...mi ricorda Ezio Greggio col fuoco astrale e l'acqua potabile... |
Bois de la lune
ha scritto:
nella quale scrive che ritiene che Garnett "sia un fantastico gregario, anzi il migliore che abbia mai giocato nella NBA. Su questa questione non metto piu' bocca, perche' a lavar la testa all'asino si perde l'acqua ed il sapone...Inoltre avrei per mano certi pezzi scritti da questo " virtuoso della contraddizione " che afferma a caratteri CUBITALI la Leadership di Garnett per tutta la durata della sua carriera, per tutta la sua permanenza in nba e per tutta la stagione giocata con i Celtics, TRANNE gara x e gara Y... MA ANDIAMO... MA CI STIAMO PRENDENDO IN GIRO? Non le pubblico perche' magari qualcuno potrebbe irritarsi nel dare troppa importanza a questa discussione puerile... Questo uguale quello, Caio ha fatto il Jordan e Sempronio ha fatto M.Monroe! E' negli Spurs chi era Jordan, Duncan o Ginobili? Non continuo perche basta cercarla ho averla vista la verita' per conoscerla.... |
Bois de la lune
ha scritto:
| O averla vista la....scusate il mio Italiano DANTESCO.. |
Leonardo Ancilli
ha scritto:
P.S.: coach Zen è si un gran coach, ma contro la panchina Celtics (Rivers, Thibodeau, chi volete voi...) quest'anno ha fatto la figura di Paperoga: durante un timeout di gara 6 si è permesso di dire in diretta nazionale una cosa del tipo "mantenete il vostro equilibrio interiore e troverete la vostra via per il canestro"...mi ricorda Ezio Greggio col fuoco astrale e l'acqua potabile... (Massimo Tasselli) Al di la del fatto che per me Jackson pur essendo uno dei migliori coach della storia è pur sempre un sopravvalutato per mille motivi (vinci con Jordan e il miglior Shaq, hai Tex Winter in panca ecc), a me quel suo parlare per parafrasi, e oler far diventare ogni sua parola come un macigno mi fa veramente venire il vomito. E nelle finale ha dato il peggio di se, perchè prima ha fatto il giullare accusando Pierce di "simulare" per il ginocchio, poi ha sparato a zero sugli arbitri, ottenendo quelle che voleva per le tre gare a Los Angeles, ma la cosa più scandalosa dopo gara 4 quando si è reso conto che i buoi erano abbondantemente scappati dalla stalla, ha iniziato con queste dichiarazioni come quella citata da Massimo ai limiti del delirio, in cui secondo me "con i suoi metodi" voleva solamente scaricare la colpa sui suoi giocatori, Auerbach da questo punto mille piste avanti, visto che in una gara di preseason nell'86 mi pare durante un rissa scese in campo e dette del figlio di ******* a Moses Malone (215 * 125 chili o forse di più) per difendere i suoi. Magari un giorno il signor Jackson (anche con le sue parafrasi) ci spiegherà (o meglio spiegherà ai suoi tifosi) il perchè di Fisher in panchina per tutto l'ultimo quarto della gara che ha deciso la finale ....... ![]() |
Legend
ha scritto:
| Per quella di Fisher in panca Leo, mi paghi i copyright.... Ma l'intervento del nostro panforte è da prendere per oro colato: "la forza del lupo è il branco, la forza del branco è il lupo" ci racconta Jackson. Allora ci spieghi perchè ha fatto i soldi in un libro in cui massacrava Kobe Bryant, e poi è tornato ad allenarlo come se niente fosse. E' inutile che si misuri con Red Auerbach, perchè Auerbach era 5 piste più avanti: dove Phil Zen ha asportato a Winter la Triangolo, Red non rubava niente agli assistenti (spesso non ne aveva nemmeno uno), era leale con i giocatori e soprattutto le squadre LE COSTRUIVA, non se le faceva costruire dagli altri ("Crumbles" e "Mister Logo") e poi li sputtanava! Rivers non l'ho mai sentito chiamare "rockhead" un suo giocatore, nè l'ho mai visto fare le pulci agli altri come "Zen" ha fatto con Pierce ed il suo incidente al ginocchio. Ripeto, Jackson non mi dispiaceva quando allenava Jordan, ma poi ho visto come si esprimeva nei confronti dei suoi vice e dei suoi giocatori ed ho capito che è un saprofita, uno che succhia da chi gli sta vicino il più possibile senza dare nulla in cambio. |
Massimo Tasselli
ha scritto:
| "Saprofita"...Grande Fabio, pure le citazioni micologiche!!! Scherzi a parte, personalmente sono rimasto un po' basito dal sostanziale nulla tattico secreto dalla panchina Lakers durante le finali, la qual cosa in effetti non mi attendevo o almeno non in queste proporzioni. In pratica i gialloviola non hanno fatto altro che cercare di cavalcare il talento di questo o quello (più spesso di quello, perchè questo di solito tirava 8/27, che già la dice lunga...), ma cedendo in senso assoluto ogniqualvolta i Celtics davano un giro alla manopola del volume. |
Michele Pulcini
ha scritto:
| L'impressione personale che ho avuto durante le finali sull'operato di Jackson è stata di parziale meraviglia. Non tanto per l'impossibilità di trovare gli aggiustamenti contro la nostra difesa, piuttosto per le rimonte subite: ma come, l'espertissimo allenatore di finali contrapposto al pivellino Rivers che subisce quelle rimonte che noi temevamo? invece è successo e senza rimedi tangibili e questo, lo ripeto, mi ha davvero sorpreso. Mi sono confortato nella mia idea in generale sugli allenatori, cioè che contano, ma molto meno dei giocatori che allenano, abbiamo visto che lo stesso Riley nella sfiga della stagione di Miami non è riuscito a cambiare il trend, o Skiles travolto da uno spogliatoio di Chicago incontrollabile. Idem Jackson, aveva l'MVP stagionale, ma non una squadra nettamente superiore all'avversario come le edizioni dei lakers con kobe/Shaq o i Bulls di Jordan e non ha vinto, dimostrando che le sue qualità sono, più o meno, quelle medie di un buon coach NBA, le stesse che ha il nostro Rivers. |
Massimo Tasselli
ha scritto:
| Vero Michele, anche secondo me le cose stanno in questo modo. mi permetto però di avanzare questa osservazione: Riley, pur negli anni senza Jordan, è riuscito a costruire una squadra a New York composta in larga parte di pedalatori un poco ruvidi e di difensori massicci e con mani anche poco educate, fatti salvi Houston (fenomeno stilistico e tecnico, ma pur sempre un po' monodimensionale), Ewing e almeno in parte Starks; è in pratica andato ad un tiro dal titolo, avendo il grande merito di assemblare e far diventare un insieme l'eterogenea composizione del suo roster pur con tutte le magange che comunque restavano; se i Lakers della finale fossero stati solo metà del coacervo Rileyano di allora, per noi la faccenda si faceva duretta, soprattutto se la panchina fosse stata in grado di cavare letteralmente il sangue dalle rape (anche con aggiustamenti e variazioni tattiche del momento) come Riley aveva dimostrato di saper fare. |
GregKite
ha scritto:
| Contributo telegrafico. - su Rivers: a me è sempre stato simpatico, ma ammetto di avere avuto dubbi sulle sue capacità; mai così felice di essermi sbagliato; ovvio il rinnovo; - su Jackson: sa di essersi costruito un personaggio unico e sfrutta bene (anche economicamente) questa sua atipicità; a dire il vero non mi è neppure così antipatico, soprattutto quando perde; - su KG: l'errore dell'illustre analista, se posso sommesssamente permettermi, è proprio tecnico perché parla di basket come se fosse uno sport individuale; Garnett (come Duncan) è un campione vero per la semplice ragione che migliora, con la sua sola presenza, il livello di tutti chi gli sta attorno; il valore della squadra, con lui in campo, è superiore alla somma del valore dei suoi sigoli componenti. |
Legend
ha scritto:
| su KG: l'errore dell'illustre analista...è proprio tecnico perché parla di basket come se fosse uno sport individuale (GregKite) Non solo: parla di gregariato non rendendosi conto che una delle bellezze del basket è quella che il giocatore è allo stesso tempo attaccante e difensore. Anche nlle partite meno felici il contributo di Garnett in difesa è stato superiore a tutti, e volutamente ci metto dentro pure le gare in cui Pierce ha magistralmente bloccato James e Bryant. Perchè, diciamocelo: forse che Paul non li marcava anche uno, due o tre anni fa? Forse che non c'era Perkins sotto canestro? Ed allora cosa è cambiato, accidenti? L'unico piccolo particolare in più è la presenza di un signore, vicino a canestro, che altera completamente la filosofia offensiva avversaria. E se ciò è stato sufficiente a rendere Bill Russell il più grande vincente ogni tempo, perchè invece dovrebbe rendee Garnett un "magnifico gregario"? Solo chi noncapisce di basket scriverebbe una cosa simile. Ed è qui che Limardi, che consideravo il migliore della scuderia di Motorro, mi ha perso un bel po' di punti. Evidentemente ad andare con lo zoppo... Grande il "secreto" di Massimo! Ribadisco la mia idea di Riley come secondo allenatore/GM nella storia dell'NBA dietro ad Auerbach. Grande enfasi sulla preparazione atletica (come Auerbach) e la capacità (come Auerbach) di individuare punti forti e punti deboli del suo roster, e di valorizzare i primi e minimizzare i secondi. Dove Red e Pat sono due manager, Jackson è solo un (ottimo) autista di autobus che, se gli altri non fanno il pieno, non controllano il motore e non gonfiano le ruote, resta a piedi. |
Giacomo
ha scritto:
| Il rinnovo era nell'aria e praticamente scontato visto la fiducia che Danny riponeva e ripone in Doc. Aggiungo che se lo è meritato con i risultati e con il lavoro sempre improntato ad un approccio positivo anche nei momenti peggiori. Ora circolano anche le prime cifre 5,5 milioni di $ all'anno ( fino a ) 1,5 milioni di incentivi a seconda dei risultati raggiunti. Eloquente il commento di Danny sulla considerazione in cui tiene Rivers: " Era un grande coach quando lo assunsi, un grande coach quando vinse 24 partite ( in una stagione ), ed un grande coach lo è ora. La sola differenza è che ora molta gente pensa che sia un grande coach" ( Boston Globe ). Come cigliegina sulla torta aggiungo che Sam ha dichiarato al Baltimore Sun che conta di ritornare a Boston nella prossima stagione......come assistente di Rivers.......Bisogna vedere cosa ne pensano Danny e lo stesso Doc! |
Piero
ha scritto:
| Da noi in atletica si usa dire che un buon allenatore non fa altro che far rendere l'atleta al suo potenziale mentre un allenatore non bravo lo fa "andare più piano". Credo che con i dovuti adeguamenti lo stesso si possa dire anche nel basket dove un buon allenatore - che anche lui ha i suoi alti e bassi dunque non sempre riesce nel suo intento - altro non fa che prendere il gruppo di atleti e fargli esprimere il miglior gioco possibile. A Bolt nessuno ha insegnato a fare 9''50 (ci arriva state tranquilli) ma i tecnici che lo hanno adeguatamente preparato gli hanno insegnato a migliorare il 9''90 (?) che faceva cercando di prendere il pullman se era in ritardo Red, Riley, Jackson sono riusciti diverse volte a centrare l'obiettivo con squadre e giocatori diversi - Red sempre con noi - per cui li giudico tutti ottimi allenatori: le differenze fra questi ed eventuali classifiche possono dipendere dai fattori di contesto (epoca, assistenti, ecc.). Ci sono anche i buoni allenatori che non hanno mai vinto nulla e pure qualche ottimo allenatore che ci è arrivato vicino ma non ha mai vinto (Sloan). Jackson personalmente lo giudico un po' inferiore a Red in quanto ha si vinto tanto ma sempre quando la sua squadra era palesemente superiore agli avversari ed in un caso (2004) anche con un grosso vantaggio ha fallito l'obiettivo: quello è secondo me il suo più grosso errore; quest'anno contro i Celtics non c'era storia, noi troppo più forti, per cui non è quest'ultima sconfitta che mi fa cambiare il giudizio nei suoi confronti. Riley anche lui è un pelino inferiore a Red, diciamo 2° classificato assoluto, e la posizione gli è valsa per effetto del titolo a Miami, altrimenti a parimerito con Jackson. In tutto questo Rivers cosa c'entra? Beh giovane lo è, bravo pure per cui col tempo può solo scalare la classifica. Fino dove? The sky is the limit... but Red is now and forever over. |
Michele Pulcini
ha scritto:
| Però in atletica può essere più facile perchè lavori solo su una testa e un corpo e non devi tenere conto anche della "chimica" tra i componenti di una squadra, ma il concetto è quello, per i miracoli nessuno è attrezzato. Quanto a Rivers non penso che entrerà nella ipotetica classifica dei migliori allenatori di ogni tempo della lega a meno che non vinca altri 2/3 anelli da noi (magari!) e poi altri nelle franchigie che allenerà dopo Boston, lo stesso Popovich, altro coach molto vincente finora, non mi pare che possa aspirare neanche lontanamente al podio, nonostante i quattro anelli, la terza migliore % di vittorie tra gli allenatori e i dodici anni di carriera NBA. |
Legend
ha scritto:
| Piero, parzialmente mi trovi d'accordo sul discorso dell'allenatore, ma poi la cosa si complica quando un allenatore di atletica ha a che fare solo con il Bolt di turno dove un coach di basket deve gestire 12/15 atleti che sono tutti segretamente convinti di meritare più soldi/un posto in quintetto/più minuti in campo/più tiri e via avanti. Jackson nella sottile arte del "blending" s è dimostrato un maestro, ma ogniqualvolta si è trovato a gestire squadre scarse non ha fatto molto. Gli stessi Lakers quest'anno prima del regalo-Gasol erano nettamente inferiori ai Celtics ed a molte altre squadre ad Ovest. A me la cosa che sinceramente non piace di Phil sono i suoi modi da santone, il fatto che tratta TUTTI i suoi ex-giocatori come dei cavalli da corsa: purosangue, per carità, ma tutti un pochino inferiori in quanto a materia grigia. Sono famosi i suoi "mind games", i libri passati alla squadra, le frasi ad effetto, il paraculismo con i media che ha generato un codazzo di articolisti adoranti (primo fra tutti il pessimo Charley Rosen, visto anche su NBA.TV) che sono un cancro per la storia NBA. Auerbach, per quanto arrogante e litigioso, aveva un grande rispetto per i suoi giocatori, e visto il paragone con Jackson ed i cavalli, ricordo che una volta, ad un articolista che gli chiedeva come facesse ad "addestrare" (usò il verbo "to handle") i Celtics, Red rispose che si addestrano gli animali, non gli uomini, e che gli atleti vanno trattati da uomini facendo appello alle loro doti migliori. Jackson tra le altre cose è noto per aver silurato un assistente mentre questo si trovava in crisi con problemi di salute ed in famiglia, a Chicago, e pare che l'abbia fatto per incolpare un dirigente di Chicago in modo da rafforzare la propria posizione. Forse Rivrs è un po' troppo "libro Cuore" per i giorni nostri, dove il paraculismo ti porta al titolo e poi a scrivere libri di fuoco sui tuoi giocatori. Ma vederlo vincere mi ha un po' riconciliato con il passato, anche perchè ho potuto conoscere "Doc" e l'impressione immediata è che sia proprio la persona che traspare dai suoi abbracci con Pierce, dalle sue interviste e dai suoi "pep-talk" mandati in onda durante i playoffs. In ogni caso, preferisco uno buono ed un po' pirla ad uno che mentre ti sorride sta già prendendo la mira per ficcarti una bella lama tra le scapole.... come disse Larry Bird al suo agente Bob Woolf, "Mister Woolf, ho scelto lei perchè l'altro mi sembrava troppo furbo"....che volete, sono uno di provincia.... |
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