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The Road to 17° - Aprile PDF Stampa E-mail
Scritto da Leonardo Ancilli   
martedì 16 settembre 2008
I Celtics escono da un marzo trionfale dopo l sweep in Texas e le convincenti vittorie interne con New Orleans e Phoenix, con il miglior record della lega a portata di mano. Non serviva neppure un aprile "dominato", ma tant'è che la squadra tiene alto il livello di guardia nonostante qualche passaggio a vuoto.

Il mese si apre contro i Bulls con una vittoria un po' sofferta con ultimo quarto da squadra vincente. Partita mai veramente in discussione, da chiudere prima del dovuto, contraddistinta da un tira e molla continuo. Pierce a Allen martellano la difesa dei Bulls con continuità, ma la partita senza una grande intensità da entrambe le parti si trascina stanca mente fino al quarto periodo dove i Celtics alzando il tono della difesa con un Garnett in grande evidenza.

Assolutamente senza storia la seguente sfida contro gli Indiana Pacers dove i Celtics partono con le marce alte in difesa e vanno negli spogliatoi a metà partita sul 49 a 30. Powe è in grande spolvero ed esce tra gli applausi nel secondo quarto e un Garnett che ancora una volta in difesa esce da "padrone". Poco più di una passeggiata gli ultimi due quarti, nonostante il fatto che i Pacers abbiano ormai la testa alla lotteria, Boston ha avuto un approccio alla gara perfetto, senza distrazioni, e complessi di superiorità.

A Charlotte i Celtics si presentano privi dei Big Three, Ray Allen e Kevin Garnett alle prese con infortuni di piccola entità, e Paul Pierce fresco papà per la nascita della piccola Prianna viene ovviamente lasciato a Boston, con James Posey Tony Allen e Leon Powe che prendono il loro posto nei quintetti base. Per Boston arriva il primo mattone di storia di  qeusta incredibile stagione, infatti arriva la vittoria numero 61 che vale il "best single season turnaround" appartenente ai San Antonio Spurs dell'anno in cui Tim Duncan era Rookie quando passarono dalle 24 vittorie della stagione precedente (dove l'ammiraglio David Robinson saltò quasi tutta la stagione per un infortunio) alle 60. Boston alzerà e non di poco l'asticella per chi in futuro dovrà migliorare questo record fermando a 66 W, ossia 42 in più della stagione precedente. La gara con Charlotte  permette quindi di raggiungere due traguardi con il minimo sforzo, senza nemmeno un rimasuglio di "big three" in campo, in trasferta e contro una squadra che, quest'anno, ci aveva creato più di un problema. Partita tranquilla, messa da subito nei giusti binari, con le riserve che si sono mosse (quasi) sempre con un sincronismo e una sicurezza altamente indicativa di come, insieme ai tre campioni, sia tutto il "sistema Celtics" creato da Coach Rivers e dal suo staff a meritare di essere celebrato.

L astrada prosegue contro i Milwuakee Bucks, dove però la "tensione" non è quella richiesta da una gara NBA, dove comunque ogni squadra può battere chiunque se l'approccio non è quello giusto. Boston parte bene, ci sono di nuovo i Big Three in campo e la gara sembra essere la fotocopia di molte altre gare viste negli ultimi giorni. I Celtics arrivano sul +25, ed evidentemente per loro la gara è finita lì, ma i Bucks la vedono in modo diverso, mettendo in piedi una rimonta micidiale che li riporta a giocarsi la vittoria nei minuti finali, dove prima i Bucks pareggiano con una bomba di Michael Redd e poi i Celtics in uscita dal timeout combinano  un mezzo pastrocchio con Allen che troppo titubante non riesce a concludere si va in overtime, dove peraltro il "clinic" degli orrori prosegue da entrambe le parti. Boston ne esce solo di esperienza con un paio di giocate che fanno la differenza, ma anche la gestione del minuto finale è da brividi, tanto da far sembrare la gara una da partita di parrocchia con errori incredibili: House e Davis prendono il rimbalzo da soli in difesa e passeggiano con la palla in mano (quattro mani) e fanno passi. Ultimi 8 secondi ed i Bucks invece di tirare da tre per il pareggio vanno dentro e sbagliano.

Da qualche giorno sul taccuino dei Celtics c'è sicuramente evidenziata la gara contro i Wizard, squadra con cui Boston ha person in malo modo per ben due volte a gennaio, forse le due gare più brutte della stagione, perché a rimbalzo c'erano stati problemi non indifferenti e anche perché in entrambe le occasioni la gestione del quarto periodo aveva lasciato molto a desiderare. Ecco quindi che la gara contro Washington poteva essere indicata come la gara "di cartello" dell'intero mese. ma ancora una volta arriva la sindrome da Wizard, con i Celtics che rimediano una sconfitta sicuramente evitabile. La partita parte subito molto equilibrata, a metà primo quarto Boston raggiunge il massimo vantaggio di 7 punti, trascinata da un ispiratissimo Paul Pierce, che segna ben 14 punti in 6 minuti scarsi di gioco. Alla fine per lui saranno 28 con 7 assist ed una percentuale dal campo eccellente: 10 su 15. Washington risponde subito e con Butler rimonta e passa in vantaggio di 5 punti alla fine del quarto. Da li in poi i Celtics mancano "sbagliano" la gara con Antwan Jamison che imperversa dando vita ad un grande duello con Garnett, ma il resto dei Celtics gioca una gara difensiva quasi inspiegabile. Arriverà una vittoria netta dei Wizard peraltro privi di Arenas e per Boston c'è qualche tarlo in più in testa, anche se ormai a poche gare dalla fine il primo turno contro i Wizard sembra scongiurato, mentre si fa sempre più probabile una sfida contro gli Hawks, che riporta alla memoria le epiche sfide dei Tempi di Russell e Petit o dei duelli tra Larry Bird e Dominique Wilkins.

Da li in poi Boston passeggia sul velluto per le restanti quattro gare di stagione regolare, battuti i Bucks al garden senza patemi, in una gara mai in dubbio con un ottimo Rajon Rondo in doppia cifra (16 punti e 10 assist). Come detto si profila una sfida di primo turno con gli Hawks, ma il destino ad una settimana dall'inizio della sfida playoff mette le due squadre di fronte per l'ultima delle quattro sfide previste di stagione regolare, i Celtics battono con relativa facilità Atlanta a domicilio, grazie ad un Sam Cassell che prende decisamente in mano la gara nel periodo finale dove mette a segno 15 dei suoi 20 punti.

Nella successiva sfida contro i Knicks, Rivers lascia in borghese i Big Three, e il resto dei Celtics sfodera una prova di grande sostanza andando a violare il Madison Square Garden. Top Scorer e indiscusso MVP della serata Rajon Rondo che chiude la gara con 23 punti frutto di un quasi chirurgico 11-15 al tiro, 10 rimbalzi e 5 assist.

Menzione d'onore per un James Posey (tre palle rubate) cruciale con la sua difesa nei momenti in cui i Celtics hanno fatto i parziali. Ottimo apporto alla causa anche del duo Powe/Davis che come spesso succede rispondo presente al momento in cui il Doc ha bisogno di loro. Intanto arriva la certezza sull'avversario al primo turno di playoff, infatti con la sconfitta di Philadelphia contro Washington, Atlanta guadagna maticamente l'accesso ai playoff dopo nove anni di assenza.

La stagione regolare si chiude con quello che resta dei New Jersey Nets. Rivers fa giusto timbrare il cartellino ai Big Three, rotazione ampie, largo spazio alla panchina, dalla quale esce un Leon Powe maestoso da 27 punti e 11 rimbalzi, e un ottimo Tony Allen. Gara mai in discussione, ma la testa è già alla sfida con gli arrembanti Atlanta Hawks. Boston chiude la stagione regolare con 66 vittorie, ovviamente miglior record della lega, e terzo miglior record della storia della franchigia. La prima parte della missione è conclusa.

 

Commenti (1)add comment

Christian Spazian ha scritto:

  Infatti è soltanto la prima missione, quelle più dure e difficili arriveranno solo dopo, ma saranno vinte (scusate lo spoiler). smilies/grin.gif
commento inserito alle 16:30 del 16 settembre 2008

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