Leonardo Ancilli
ha scritto:
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| Domanda da "tifoso", ma con l'aumento dell'entrate dovute al titolo vinto, ci si sarbbe coperto lo sformanto in luxury tax se si fosse firmato Posey alle cifre che chiedeva ? Per il resto complimenti per l'articolo. |
Piero
ha scritto:
| Wow! Grande Christian. Sarà deformazione professionale ma trovo eccezionale questo articolo, complimenti. Se i Celtics fossero stati quotati credo che il loro valore di mercato si sarebbe incrementato con numeri a 3 cifre. E se dovessi oggi indicare una tendenza sarebbe per un ulteriore rialzo. |
Christian Spazian
ha scritto:
Qualche piccola differenza con il nostro dorato mondo della pedata? No, loro sono solo americani e gestistono le società con il cuore, mentre i nostri dirigenti sportivi pensano solo al portafoglio (Michele) Io non esagererei, si sa che gli Americani quando si parla di dollari sono estremamente sensibili, ma è anche vero che, avendo poche cose a cui aggrapparsi del passato, si affezionano facilmente alle cose del presente, tipo i Celtics. Domanda da "tifoso", ma con l'aumento dell'entrate dovute al titolo vinto, ci si sarbbe coperto lo sformanto in luxury tax se si fosse firmato Posey alle cifre che chiedeva? (Leonardo) É esattamente quello che ho sostenuto e che continuo a sostenere, però magari Ainge fra qualche anno mi farà capire che sto sbagliando, chissà... Sarà deformazione professionale ma trovo eccezionale questo articolo, complimenti. Credo d'avere la tua stessa deformazione professionale, comunque grazie. Noto che in generale questa serie di articoli ha avuto un discreto seguito, mi fa quindi piacere che l'approfondimento di temi che abbiamo dovuto tralasciare durante la stagione regolare siano apprezzati. I Celtics quanche anno fa erano pure quotati, poi li hanno delistati, che peccato... |
Legend
ha scritto:
| Articolo interessante di Christian, più che giusto, le vittorie portano fama, interesse è denaro... però va sottolineato che il tifoso biancoverde nella stagione delle 24 vittorie non era assente. Ricordo infatti di avere letto nell’ottobre 2007 un’intervista a Rich Gotham che ricordava come i Celtics fossero riusciti a fare dei “tutto esaurito” al TD Banknorth anche con la squadra perdente, e questo la dice lunga sul carattere del tifoso bostoniano. Il gesto di non aumentare i prezzi dei biglietti aveva voluto essere un premio a tutti i fan che erano rimasti fedeli nel periodo buio, ma era chiaro che in caso di vittoria Gotham non avrebbe esitato a far scattare gli aumenti. |
ShamrockSam
ha scritto:
| Gran bell'articolo, veramente interessante, ultimamente si stanno pubblicando articoli che esulano dall'aspetto puramente agonistico ma che allo stesso tempo ne sono strettamente legati e lo completano. Complimenti. Spero proprio che la frase di Wyc sull'affare "di cuore" sia reale, ma presumo che tutti alla fine guardino bene i propri conti, la beneficenza non esiste a quei livelli (quindi non colpevolizziamo solo il calcio). Invece un mezzo salto di gioia l'avevo fatto quando si e' accennato a qualche accordo ufficiale per la trasmissione delle partite in streaming, questa e' la notizia che tutti noi stiamo aspettando con ansia e mi sembra un po' anacronistico che non ci si arrivi in tempi rapidi, mi sembra che altri sport si stiano muovendo molto piu' velocemente in questo senso. Ma ahime' qui si torna al discorso sui dollaroni per cui immagino che l'accordo non sia facile tra franchigie, lega e TV. Speriamo che il salto di gioia completo lo possiamo fare prima di avere 90 anni... Quanto all'inevitabile rincaro biglietti...ok, preventivabile ma cmq sembra un po' eccessivo. Io sto cercando di muovermi con anticipo per acquistare un paio di entrate per la RS e dal 26 settembre (giorno in cui si aprono i "botteghini" internet) ci provero' ma prevedo un salasso da svenimento... GO CELTS GO! |
Bois de la lune
ha scritto:
| In un certo senso questo articolo potrebbe essere catalogato come " migliore risposta " per tutti quei mangia carrubbe e sputa sentenze, che hanno martellato i maroni per 300 giorni denigrando tutto cio' che avesse a che fare con i Celtics.. Dalla barba incolta di Clifford Ray, allo sciaquone mal funzionante nella toilette del Td Banknorth. Beh, oltre al 17 Ban sono orgoglioso di leggere questa chicca riportata da Christian. |
Massimo Tasselli
ha scritto:
| Personalmente non ritengo che 4128 USD per tre abbonamenti annui (cioè 1376 USD per ciascuno) siano tanti... se vivessi là mi precipiterei al botteghino... Ma dico, stiamo parlando dei Celtics, mica dell'Afragolese (con rispetto parlando)!!! |
celticsman
ha scritto:
| si vero. gran bel pezzo |
Angelo
ha scritto:
| Vero, articolo interessante, un bel "dietro le quinte". Rincaro piuttosto deciso, ma "this is business"...dopo 20 anni di risultati altalenanti, è un dovere del buon manager quello di assicurare danaro alla propria franchigia quando si parte da una posizione di forza. Difficile da digerire per l'abbonato ma la logica è ineccepibile. Se non ora, quando alzare i prezzi? |
Giacomo
ha scritto:
| Complimenti a Christian per " aver fatto i conti ( dei soldi ) in tasca " alla franchigia biancoverde . "Qualche piccola differenza con il nostro dorato mondo della pedata? No, loro sono solo americani e gestistono le società con il cuore, mentre i nostri dirigenti sportivi pensano solo al portafoglio (Michele)" Io non farei differenze tra americani, italiani od altro. Ci sono presidenti italiani ( vedi Sensi ) che hanno investito molto del loro patrimonio personale nella squadra del cuore senza averne un corrispondente " ritorno d'immagine " fondalmentalmente per "amore" . Altri hanno sperperato milioni di € a causa della loro passione sportiva " per certi colori sociali " ( vedi Moratti e Tronchetti Provera ) rifacendosi sugli utenti dei servizi delle loro società ( non sto qui a dilungarmi su certe rendite di posizione della Telecom o su come i petrolieri riescano facilmente a scaricare sugli automobilisti persino la Robin Tax ! ). Nel caso della proprietà bostoniana penso ci sia vera passione sportiva non disgiuntata dal senso degli affari ( il che non è sempre un male, anzi, evita il dissesto e agevola il conseguimento di risultati sportivi migliori ). La questione cruciale è come si aumentano i ricavi di una società. Se si aumentano gli sponsors o si si stipulano contratti più rimunerativi con gli stessi o si individuano " nuove fonti " di reddito , va benissimo. Se si cerca di " rifarsi " direttamente od indirettamente sui tifosi... non lo condivido, almeno nel caso di società che, come quella bostoniana, abbiano anche altre e più cospicue entrate. L'aumento del costo dei biglietti avesse portato alla riconferma di Posey e/o all'acquisto di qualche altro campione....ma neppure quello ! Credo, però, che la decisione di non rinnovare James sia stata di " politica economica ". I soldi c'entrano ma c'entra anche l'età del giocatore e soprattutto la scelta mandare un "segnale forte" agli altri giocatori in scadenza ( soprattutto quelli, numerosi, assistiti da Bartelstein ) di non " tirare troppo la corda". Non a caso hanno, poi, tutti rinnovato a cifre ragionevoli o, comunque eque. |
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Dopo aver analizzato su ICP in lungo ed in largo l’aspetto tecnico ed emotivo del titolo, analizziamo oggi cosa comporta la vittoria del titolo dal punto di vista delle entrate finanziarie, quelle che, alla fine dei conti, rappresentano la cosa più importante, perché senza quelle non ci sarebbe una franchigia da tifare.
“Negli ultimi due anni abbiamo rasentato il pavimento degli affari, nei prossimi due anni vogliamo raggiungere il soffitto” dice Rick Gotham, presidente dei Celtics e responsabile di tutti gli aspetti finanziari della franchigia. “In realtà con i nuovi giocatori spendiamo il 30% in più ed andiamo sopra la luxury tax, i nostri proprietari hanno voluto prendersi il rischio finanziario e per limitarlo dobbiamo garantirci delle buone entrate, questo è il nostro obiettivo”.





