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Around the Celtics 2008 # 5: i conti dei Celtics PDF Stampa E-mail
Scritto da Christian Spazian   
venerdì 05 settembre 2008
In questa felice estate per la vittoria Celtica approfondiamo in “Around the Celtics” alcuni aspetti che riguardano la nostra franchigia preferita che siamo stati costretti a trascurare per gli eventi frenetici della stagione appena conclusa. In questo numero analizzeremo cosa può comportare una vittoria del titolo NBA per le casse della franchigia e potremo immaginare quanti salti di gioia starà facendo il cassiere nel vedere l’entità delle nuove entrate.

 

La vittoria di un titolo NBA è un vero toccasana per la franchigia che consegue questo obiettivo: più tifosi, più argenteria, uno stendardo in più da innalzare sulle volte dell’arena (ed i Celtics ne hanno già parecchi) e non ultimo più soldi che entrano in cassa.

2008_64_boston_harbor_hotel.jpgDopo aver analizzato su ICP in lungo ed in largo l’aspetto tecnico ed emotivo del titolo, analizziamo oggi cosa comporta la vittoria del titolo dal punto di vista delle entrate finanziarie, quelle che, alla fine dei conti, rappresentano la cosa più importante, perché senza quelle non ci sarebbe una franchigia da tifare.

Prima però di analizzare il futuro, facciamo un piccolo passo indietro ed analizziamo la situazione di un anno fa, in cui, dopo aver perso 58 partite di stagione regolare, i dirigenti dei Celtics sono stati “costretti” ad incontrare i loro sponsor all’InterContinental Hotel, al 510 dell’Atlantic Avenue, ed a ringraziarli per la loro fiducia, proprio poche ore dopo aver saputo che la franchigia avrebbe avuto la quinta scelta al draft 2007, e non la prima o la seconda come speravano tutti.

Poco più di un anno dopo, ai primi di giugno di quest’anno, a poca distanza dall’hotel dell’anno prima sempre nei pressi dell’Atlantic Avenue, al 70 di Rowes Wharf, dei raggianti dirigenti dei Celtics hanno accolto degli altrettanti soddisfatti sponsor al Boston Harbor Hotel (foto allegata), brindando al titolo, al maggior incremento di partite vinte tra due stagioni consecutive della storia dell’NBA ed a tutto quello che di buono si potrà fare la prossima stagione. Come cambiano le cose in 12 mesi!

Nel tentativo di capitalizzare il più possibile la vittoria, la prossima stagione i biglietti avranno un incremento medio del 10-15%, inoltre le sponsorizzazioni aumenteranno tra un minimo di 5 ed un massimo di 10 milioni di dollari in un solo anno. Sarà infine ridotta la pratica diffusa di offrire pacchetti di biglietti per metà stagione e di 12 gare per proporne altri con un numero di partite minori, questo per cercare di migliorare il rapporto “soldi incassati per biglietto”, visto che gli abbonamenti lunghi riducono questo rapporto.

2008_64_rick_gotham.jpgNegli ultimi due anni abbiamo rasentato il pavimento degli affari, nei prossimi due anni vogliamo raggiungere il soffitto” dice Rick Gotham, presidente dei Celtics e responsabile di tutti gli aspetti finanziari della franchigia. “In realtà con i nuovi giocatori spendiamo il 30% in più ed andiamo sopra la luxury tax, i nostri proprietari hanno voluto prendersi il rischio finanziario e per limitarlo dobbiamo garantirci delle buone entrate, questo è il nostro obiettivo”.

Ovviamente non tutti sono d’accordo con la nuova politica di incremento dei biglietti, per esempio il signor Andy Papertsian, un abbonato che è fedele ai Celtics da ben 32 anni, dice che i suoi tre balcony seats incrementeranno da 2838 a 4128 dollari in un anno, ben il 45%. Per incrementare il disappunto agli abbonati come lui gli è stato chiesto il pagamento ben in anticipo rispetto agli altri anni, quando poteva pagare in modo dilazionato e senza fretta.

In questo periodo numerosi uomini d’affari hanno contattato i Celtics per poter avere il marchio della propria azienda legato ad una franchigia prestigiosa come i biancoverdi e probabilmente una grossa ditta farà il suo ingresso con una considerevole somma la prossima stagione per avere il proprio nome su tutto quello che riguarda i Celtics con un contratto che dovrebbe durare molti anni.

Per quanto riguarda il numero di sponsor, l’incremento è stato considerevole visto che siamo passati dai 70 alle 100 unità, e ci si può aspettare un ulteriore incremento di 30 aziende per il prossimo anno. Per ognuna di queste si sta studiando la possibilità, come hanno fatto i Red Sox di baseball, di concedere il diritto di utilizzare il marchio dei Celtics ed essere l’unico sponsor nel proprio settore merceologico, una sorta di esclusiva focalizzata nel proprio ambito lavorativo! Per esempio un paio di mesi fa è stata firmata una sponsorizzazione per 4-5 anni con Shields MRI, azienda specializzata in macchinari per ospedali, che ha avuto l’esclusiva di sponsorizzazione dei Celtics nel suo settore.

La difficoltà di trovare nuovi e danarosi sponsor è comunque elevata, infatti come dice Don Hinchey, portavoce della Bonham Group di Denver, specializzata nel marketing nello sport, i Celtics devono vedersela con la forte concorrenza dei Red Sox e dei Patriots, ma ritiene che la vittoria del titolo dovrebbe rendergli la vita un po’ meno difficile.

Grosse novità anche per i tifosi che non possono vedere le partite al Boston Garden od in TV: i Celtics stanno contrattando con Comcast SportsNet, prestigiosa TV via cavo di programmi sportivi, la trasmissione dal vivo ed in streaming su internet le partite dei Celtics, ma questo è legato anche al fatto che l’NBA ceda alle singole franchigie i diritti in digitale. C’è però da dire che questo accordo, benché porterà nuove entrate nelle casse della franchigia, non è in dirittura d’arrivo, quindi non si sa quando potrà essere operativo e non è ancora stato concordato il tipo di sottoscrizione degli utenti a questo servizio. È ancora prematuro quindi fare i salti di gioia.

Sempre Comcast sta progettando di offrire in alta definizione sia le partite che gli spettacoli pre e post gara ed altresì contenuti on-demand, ovvero disponibili per la visione in differita quando fa più comodo al cliente. L’obiettivo è raggiungere i Red Sox di baseball, che offrono questi servizi (internet, alta definizione, on-demand) già da tempo e con ottimi riscontri in termini di contatti e di entrate.

Wycliffe Grousbeck, definito spesso e volentieri e per semplicità come presidente, ma in realtà la sua qualifica esatta è “Managing Partner & Governor”, ha detto “c’è una reale opportunità economica nello sport, è un grande business e sta incrementando, ma non devi trattarlo come un business, bensì come un affare di cuore”. Visto che lo scorso anno la rivista economica Forbes ha valutato i Celtics 391 milioni di dollari e se è vero che lo stesso Wyc ha rifiutato un’offerta per rilevare la franchigia di ben 600 milioni di dollari ricevuta recentemente, allora deve proprio essere vero amore.

Commenti (11)add comment

Michele Pulcini ha scritto:

  Qualche piccola differenza con il nostro dorato mondo della pedata? No, loro sono solo americani e gestistono le società con il cuore, mentre i nostri dirigenti sportivi pensano solo al portafoglio ......

Articolo interessante e certo che oltre 4.000 USD per tre abbonamenti non sono pochi, anche se poi significano circa 30 USD a partita e non sono più così tanti per la SQUADRA CAMPIONE NBA.
commento inserito alle 09:22 del 05 settembre 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Domanda da "tifoso", ma con l'aumento dell'entrate dovute al titolo vinto, ci si sarbbe coperto lo sformanto in luxury tax se si fosse firmato Posey alle cifre che chiedeva ?

Per il resto complimenti per l'articolo.
commento inserito alle 10:32 del 05 settembre 2008

Piero ha scritto:

  Wow! Grande Christian.
Sarà deformazione professionale ma trovo eccezionale questo articolo, complimenti.
Se i Celtics fossero stati quotati credo che il loro valore di mercato si sarebbe incrementato con numeri a 3 cifre. E se dovessi oggi indicare una tendenza sarebbe per un ulteriore rialzo.
commento inserito alle 10:42 del 05 settembre 2008

Christian Spazian ha scritto:

 
Qualche piccola differenza con il nostro dorato mondo della pedata? No, loro sono solo americani e gestistono le società con il cuore, mentre i nostri dirigenti sportivi pensano solo al portafoglio (Michele)

Io non esagererei, si sa che gli Americani quando si parla di dollari sono estremamente sensibili, ma è anche vero che, avendo poche cose a cui aggrapparsi del passato, si affezionano facilmente alle cose del presente, tipo i Celtics.

Domanda da "tifoso", ma con l'aumento dell'entrate dovute al titolo vinto, ci si sarbbe coperto lo sformanto in luxury tax se si fosse firmato Posey alle cifre che chiedeva? (Leonardo)

É esattamente quello che ho sostenuto e che continuo a sostenere, però magari Ainge fra qualche anno mi farà capire che sto sbagliando, chissà...

Sarà deformazione professionale ma trovo eccezionale questo articolo, complimenti.
Se i Celtics fossero stati quotati credo che il loro valore di mercato si sarebbe incrementato con numeri a 3 cifre. E se dovessi oggi indicare una tendenza sarebbe per un ulteriore rialzo (Piero)

Credo d'avere la tua stessa deformazione professionale, comunque grazie. smilies/wink.gif
Noto che in generale questa serie di articoli ha avuto un discreto seguito, mi fa quindi piacere che l'approfondimento di temi che abbiamo dovuto tralasciare durante la stagione regolare siano apprezzati.

I Celtics quanche anno fa erano pure quotati, poi li hanno delistati, che peccato...
commento inserito alle 11:50 del 05 settembre 2008

Legend ha scritto:

  Articolo interessante di Christian, più che giusto, le vittorie portano fama, interesse è denaro... però va sottolineato che il tifoso biancoverde nella stagione delle 24 vittorie non era assente. Ricordo infatti di avere letto nell’ottobre 2007 un’intervista a Rich Gotham che ricordava come i Celtics fossero riusciti a fare dei “tutto esaurito” al TD Banknorth anche con la squadra perdente, e questo la dice lunga sul carattere del tifoso bostoniano. Il gesto di non aumentare i prezzi dei biglietti aveva voluto essere un premio a tutti i fan che erano rimasti fedeli nel periodo buio, ma era chiaro che in caso di vittoria Gotham non avrebbe esitato a far scattare gli aumenti.
commento inserito alle 12:33 del 05 settembre 2008

ShamrockSam ha scritto:

  Gran bell'articolo, veramente interessante, ultimamente si stanno pubblicando articoli che esulano dall'aspetto puramente agonistico ma che allo stesso tempo ne sono strettamente legati e lo completano. Complimenti.
Spero proprio che la frase di Wyc sull'affare "di cuore" sia reale, ma presumo che tutti alla fine guardino bene i propri conti, la beneficenza non esiste a quei livelli (quindi non colpevolizziamo solo il calcio).
Invece un mezzo salto di gioia l'avevo fatto quando si e' accennato a qualche accordo ufficiale per la trasmissione delle partite in streaming, questa e' la notizia che tutti noi stiamo aspettando con ansia e mi sembra un po' anacronistico che non ci si arrivi in tempi rapidi, mi sembra che altri sport si stiano muovendo molto piu' velocemente in questo senso. Ma ahime' qui si torna al discorso sui dollaroni per cui immagino che l'accordo non sia facile tra franchigie, lega e TV.
Speriamo che il salto di gioia completo lo possiamo fare prima di avere 90 anni... smilies/sad.gif
Quanto all'inevitabile rincaro biglietti...ok, preventivabile ma cmq sembra un po' eccessivo. Io sto cercando di muovermi con anticipo per acquistare un paio di entrate per la RS e dal 26 settembre (giorno in cui si aprono i "botteghini" internet) ci provero' ma prevedo un salasso da svenimento...
GO CELTS GO!
commento inserito alle 14:42 del 05 settembre 2008

Bois de la lune ha scritto:

  In un certo senso questo articolo potrebbe essere catalogato come " migliore risposta " per tutti quei mangia carrubbe e sputa sentenze, che hanno martellato i maroni per 300 giorni denigrando tutto cio' che avesse a che fare con i Celtics..
Dalla barba incolta di Clifford Ray, allo sciaquone mal funzionante nella toilette del Td Banknorth. Beh, oltre al 17 Ban sono orgoglioso di leggere questa chicca riportata da Christian.
commento inserito alle 17:16 del 05 settembre 2008

Massimo Tasselli ha scritto:

  Personalmente non ritengo che 4128 USD per tre abbonamenti annui (cioè 1376 USD per ciascuno) siano tanti... se vivessi là mi precipiterei al botteghino... Ma dico, stiamo parlando dei Celtics, mica dell'Afragolese (con rispetto parlando)!!!
commento inserito alle 18:01 del 05 settembre 2008

celticsman ha scritto:

  si vero. gran bel pezzo
commento inserito alle 20:11 del 05 settembre 2008

Angelo ha scritto:

  Vero, articolo interessante, un bel "dietro le quinte".

Rincaro piuttosto deciso, ma "this is business"...dopo 20 anni di risultati altalenanti, è un dovere del buon manager quello di assicurare danaro alla propria franchigia quando si parte da una posizione di forza. Difficile da digerire per l'abbonato ma la logica è ineccepibile. Se non ora, quando alzare i prezzi?
commento inserito alle 22:47 del 05 settembre 2008

Giacomo ha scritto:

  Complimenti a Christian per " aver fatto i conti ( dei soldi ) in tasca " alla franchigia biancoverde .
"Qualche piccola differenza con il nostro dorato mondo della pedata? No, loro sono solo americani e gestistono le società con il cuore, mentre i nostri dirigenti sportivi pensano solo al portafoglio (Michele)"
Io non farei differenze tra americani, italiani od altro.
Ci sono presidenti italiani ( vedi Sensi ) che hanno investito molto del loro patrimonio personale nella squadra del cuore senza averne un corrispondente " ritorno d'immagine " fondalmentalmente per "amore" .
Altri hanno sperperato milioni di € a causa della loro passione sportiva " per certi colori sociali " ( vedi Moratti e Tronchetti Provera ) rifacendosi sugli utenti dei servizi delle loro società ( non sto qui a dilungarmi su certe rendite di posizione della Telecom o su come i petrolieri riescano facilmente a scaricare sugli automobilisti persino la Robin Tax ! ).
Nel caso della proprietà bostoniana penso ci sia vera passione sportiva non disgiuntata dal senso degli affari ( il che non è sempre un male, anzi, evita il dissesto e agevola il conseguimento di risultati sportivi migliori ).
La questione cruciale è come si aumentano i ricavi di una società.
Se si aumentano gli sponsors o si si stipulano contratti più rimunerativi con gli stessi o si individuano " nuove fonti " di reddito , va benissimo.
Se si cerca di " rifarsi " direttamente od indirettamente sui tifosi... non lo condivido, almeno nel caso di società che, come quella bostoniana, abbiano anche altre e più cospicue entrate.
L'aumento del costo dei biglietti avesse portato alla riconferma di Posey e/o all'acquisto di qualche altro campione....ma neppure quello !
Credo, però, che la decisione di non rinnovare James sia stata di " politica economica ". I soldi c'entrano ma c'entra anche l'età del giocatore e soprattutto la scelta mandare un "segnale forte" agli altri giocatori in scadenza ( soprattutto quelli, numerosi, assistiti da Bartelstein ) di non " tirare troppo la corda". Non a caso hanno, poi, tutti rinnovato a cifre ragionevoli o, comunque eque.
commento inserito alle 12:55 del 06 settembre 2008

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