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E' il mese del trionfale Texas Trip dove i Celtics escono senza sconfitte, ma non solo arrivano convincenti vittorie contro Phoenix e Detroit. Il playoff si avvicinano e i Celtics alzano il livello del gioco.
Pronostico rispettato nella prima partita di marzo per i Celtics che si trovano sul loro cammino i frizzanti Hawks, infatti gli Hawks devono inchinarsi ai Celtics. Vittoria non particolarmente difficile, con i Celtics in controllo per quasi tutta la partita. Kevin Garnett sta crescendo e domina con 20 punti e 16 rimbalzi e Perkins lo segue con un 11+12. Bene anche Pierce ed Allen. Finisce intanto la "telenovelas Cassell" che firma per i Celtics un contratto fino al termine della stagione.
Che i due lunghi titolari siano in stato di grazia si vede in modo ancora più marcato nella seguente partita contro i Detroit Pistons infatti grazie ad una immensa prestazione della coppia Perkins (20 rimbalzi) - Garnett (31 punti), Boston pone una seria ipoteca sul miglior record della Eastern Conference. Per i padroni di casa, le premesse per una serata trionfale c'erano tutte: la soddisfazione per quanto fatto da novembre ad ora; la consapevolezza di aver aggiunto due pezzi importanti sulla scacchiera (P.J. Brown e Sam Cassell) e la voglia di battere una rivale storica come Detroit. Tra i Celtics e i Pistons è stata partita vera: un anticipo di quella che potrebbe essere la finale ad Est - è stato detto da più parti - di sicuro uno scontro tra due legittime pretendenti al titolo 2007-08: è finita con una vittoria dei Green, meno netta di quanto dicano i 12 punti di scarto finali. C'è anche il "poster" da lasciare ai pronipoti, infatti un "posseduto" Rajon Rondo dopo un essersi fatto tutto il campo in palleggio, penetra di forza andando a schiacciare in faccia al "virgoluto" Jason Maxiell facendo esplodere la gioia del Garden e dei compagni di squadra.
Nella seguente partita contro i Chicago Bulls, prosegue la striscia vincente dei Celtics, alla decima affermazione consecutiva in casa. Sarà ricordata come la serata dell'esordio in biancoverde di P.J. Brown: al veterano da Louisiana Tech (1072 presenze nella Lega) Doc Rivers concede soltanto 6 minuti, in cui il numero 93 ha tre punti e afferrato 6 rimbalzi. Come è ovvio, gli spettatori del Garden hanno molto gradito. Per il resto Doc Rivers allarga la rotazione in vista della trasferta ad Ovest che si avvicina, risparmiando in particolare Garnett (24 minuti) e Pierce per dare spazio al supporting-cast, in cui spicca un convincente Leon Powe (10 punti), mentre il solito James Posey, pur lavorando più di quantità che di qualità, è sempre e comunque utile.
Assolutamente interlocutoria la trasferta a Memphis partita che i Celtics hanno dominato fin dal primo minuto e che di fatto dopo poco più di 3 minuti non c’era più tensione, ormai era chiaro chi sarebbe stata la squadra vincitrice, l’unica incertezza, se così si può chiamare, era data dal distacco che avrebbero dato i Celtics in termini di punti agli avversari.
L'avversaria successiva sono i Sixers, squadra in grande crescita che sta creando non pochi problemi alle altre contender. Per i celtics arriva un'altra vittoria nel giorno del debutto di Sam Cassell. A mettersi in mostra sono sempre i "soliti" tre (64 punti totali per il trio), che portano a casa una vittoria senza troppi patemi, pur restando in campo solo per circa 30' ciascuno.
L'arrivo dei Sonics a Boston non fa cambiare l'andamento positivo delle ultime gare ed arriva un'altra convincente vittoria, contro però un'avversaria con la testa ormai alla lotteria. Rivers tiene a freno i minuti dei titolari, spicca però un ottimo rapporto tra assist e palle perse 31 contro 10, indice di un attacco molto lucido e preciso.
L'ultima partita casalinga prima di spiccare il volo per l'Ovest con fermata a Milwuakee vede i Celtics ospitare i Jazz. Arriva una sconfitta abbastanza marcata, con Deron Williams che spadroneggia in lungo e in largo e con l'attacco dei Celtics che incappa in una serata decisamente "no". La grande fluidità dell'attacco dei Jazz, non trova di fronte la consueta difesa dei Celtics come dimostrerà a fine gara il 50% netto dei Jazz dal campo, ma ancora una volta la mancanza di intensità a rimbalzo (38-29 per i Jazz) sarà la chiave di lettura più importante della sconfitta. Da registrare anche un lieve infortunio alla caviglia sinistra per Ray Allen.
Con i Bucks arriva il prevedibile riscatto dei Celtics che portano a casa in scioltezza la vittoria numero 52. Garnett 19 punti, House 17, prima doppia cifra "biancoverde" per Cassell (10 a referto). Nessuno in campo per più di 30 minuti. Vittoria facile al Bradley Center di Milwaukee per i Celtics che devono fare a meno dell'infortunato Ray Allen. Come i tifosi di Boston auspicavano il risultato è stato ottenuto con il minimo dispendio di energie, proprio quelle che saranno necessarie in vista della massacrante trasferta ad Ovest che vedrà i biancoverdi affrontare, in stretta successione, squadre importanti come gli Spurs e i caldissimi Rockets (in back to back), poi Mavericks e Hornets.
Boston si presenta al grande appuntamento all'SBC Center di San Antonio senza Ray Allen che ancora non ha recuperato dall'infortunio alla caviglia. La partenza dei Celtics va oltre le peggiori previsioni, San Antonio è una macchina perfetta e Boston va letteralmente alla deriva arrivando a toccare uno sconfortante -22 dopo pochi minuti del secondo periodo. Una volta toccato il fondo Boston reagisce da grande squadra, stringe le maglie in difesa costringendo gli Spurs che fino a quel momento avevano tirato con percentuali irreali a sudarsi ogni centimetro di campo, e in attacco ritrovano lucidità e calma. Pian piano inizia una lenta rimonta. San Antonio comunque regge bene ed entra nel periodo decisivo con un discreto vantaggio, ma sale in cattedra "il professor Cassell" che con una serie di piazzati spezza le gambe agli Spurs riportando Boston a -2 a tre minuti dalla fine. Da li in poi i Celtics sono praticamente perfetti. Una fantastica difesa di Pierce e uno stratosferico rimbalzo offensivo di Rondo su un comodo Jumper dalla media di Garnett (più i 2 liberi realizzati) regalano il più 4 e la quasi certezza di vittoria. Ginobili penetra e quasi fa 2+1 dall'altro lato Eddie House è freddissimo dalla lunetta, ma sull'ultimo possesso Parker appoggia facile. C'è tempo per un ultimo sussulto al cuore, dato che la gestione dell'ultima rimessa in mano a Garnett è da galleria degli orrori: Parker fa pressione sulla rimessa Garnett spara palla su Bowen che serve Horry per una preghiera che però va lontana dal ferro.
La sera successiva i Celtics ancora privi di Ray Allen scendono a Houston che è all'interno della seconda striscia più lunga di vittorie della storia NBA (23), sembrerebbe una gara a senso unico almeno in sede di pronostico, Houston con il morale alle stelle per la striscia, Boston con le tossine della battaglia della sera prima a San Antonio e priva di Allen. La gara si accende subito, Alston e Rondo rischiano la rissa, ma tranne questo sussulto non ci sarà storia. Boston imperversa in lungo e largo sul campo, partita mai in discussione chiusa con i Celtics avanti di venti punti. Monumentale Garnett, ma citazione di merito per un Leon Powe assolutamente straripante anche nelle prime fasi della gara, quando il risultato era ancora aperto.
Due giorni dopo a Dallas rientra Ray Allen, davanti ci sono i nuovi Mavs con Jason Kidd ancora alla ricerca di una identità, ma lo stesso molto temibili. La gara è tutt'altro che bella ma arriva la Vittoria. E come dice il capitano al pubblico a fine gara, guardando nella sfera di cristallo, "sono tre". Tre di seguito per chiudere il triangolo. I Big Three giocano da grandi stelle, a loro si affianca un chirurgico Posey dalla panchina andando a sopperire ad una serata sottotono per Perkins e Rondo. E' Texas Sweep, per la prima volto dal 1991 una squadra esce imbattuta dalla triplice trasferta San Antonio / Houston / Dallas.
Ci sarebbe spazio per un ultima pennellata al capolavoro Texano ossia la vittoria contro New Orleans decisamente una delle squadre più forti e in forma della lega. Boston in totale controllo per quasi tre quarti, poi il buio. Vincono meritamente gli Hornets, autori di un quarto periodo da raccontare ai nipotini, in cui hanno tirato con percentuali astronomiche e in chi i Celtics hanno visto il canestro letteralmente con il binocolo.
Si spera in un veloce ritorno alla vittoria, ma invece arriva un'altra sconfitta, questa volta al Garden contro i sempre più convincenti Sixers. Boston resiste bene per i primi due quarti, ma poi crolla sotto i colpi di Igoudala e le giocate di Andre Miller nei due periodi finali, con l'attacco biancoverde che va decisamente fuori giri.
Serviva una risposta convincente e arriva prontamente contro i Suns letteralmente travolti al Garden, dove i Celtics dopo due quarti in gestione mettono le marce alte e abusano dei Suns con un eloquente parziale di 60 a 40 dall'uscita dagli spogliatoi. Garnett sfodera una prestazione da MVP, Pierce è un martello per la difesa dei Suns, ma tutto il quintetto base gioca ad altissimi livelli.
Le buone sensazioni lasciate dai Suns trovano conferma nella seguente partita interna contro gli Hornets. La sconfitta rimediata la settimana prima in Lousiana è ancora una ferita aperta per i ragazzi di coach Rivers, che vanno in campo come belve affamate. Il risultato è un eloquente 112-92 che non lascia spazio a dubbi. Questa volta Garnett mette la museruola a David West ben coadiuvato dall'ottimo Leon Powe, e per gli Hornets non basta una grande prova di Chris Paul.
Il marzo biancoverde si chiude con un +26 a danno di ciò che resta dei Miami Heat, con il solito Leon Powe (17 punti e 13 rimbalzi in soli 27 minuti per lui) a fare la parte del mattatore. L'NBA è avvertita i Celtics fanno tremendamente sul serio.
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