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Con Kevin Garnett fermo per infortunio fino alla pausa dell'All Star Game i Celtics tengono duro mostrando una reazione quasi inattesa, tornando pure alla vittoria al Garden contro gli Spurs dopo oltre un decennio. Dopo una trasferta ad Ovest che lascia qualche dubbio, Boston si rimette in carreggiata con una convincente vittoria interna contro i Cavs di LeBron James.
Il mese di febbraio si apre con i Celtics in visita a Cleveland, dove va in scena una partita combattuta (14 volte in parità e 16 cambiamenti di vantaggio) dove però il bel gioco latita e anche l'intensità sembra ben lontana da quella dei playoff. Nei Celtics ancora privi di Kevin Garnett si mettono in mostra un ottimo Ray Allen e un Rajon Rondo a tratti incontenibile che però avrà sulla coscienza una sanguinosa persa nel finale. Finisce con i Celtics battuti di uno grazie ad una bomba a fil di sirena di Posey, partita che però lascia un gusto agrodolce perchè l'assenza di Garnett non è di quelle di poco peso e quindi è educato pensare che con la presenza di KG sarebbe stato possibile uscire con una vittoria a casa di una diretta concorrente per la vittoria ad est.
L'appuntamento seguente è con i Clippers al Garden, squadra priva sin dall'inizio della stagione di Elton Brand e che ormai sta facendo un pensierino alla lotteria. Tra i Clippers c'è ancora Sam Cassell giocatore che da tempo è in rottura con la franchigia californiana e che spera in un buyot per potersi accasare proprio ai Celtics (come avverrà in seguito), e il primo contatto tra Cassell e i Celtics non è sicuramente dei migliori, infatti durante la partita Rondo domina sui due lati del campo, Cassell non ci sta e all'ennesima mortifera penetrazione del numero 9 biancoverde gli rifila un cazzotto in faccia da dietro, ben prima della decisione degli uomini in grigio Heinson e Gorman sfoderano l'unica sentenza possibile "This is a out of the game Foul!!!". Per i Celtics comunque gara senza troppe sofferenze, una buona vittoria ispirata da una grande prova di Rajon Rondo sia in attacco (24 punti) che in difesa (4 rubate) che come play (8 assist). Per una volta buono Tony Allen e doppia doppia di Powe. Tira poco ma molto bene Pierce.
Il 7 febbraio 2008 in teoria doveva essere il grande ritorno di Garnett nella "sua" Minnesota. ma l'infortunio agli addominali non renderà possibile l'evento. Kevin sfila in campo in borghese prima dell'inizio della partita per ricevere la meritata ovazione, ma poi si guarderà la gara dagli spogliatoi per non interferire con la gara. E come pochi giorni prima i Celtics troveranno nei Wolves un avversario molto ostico. La partita si deciderà nei secondi finali. Rondo, con un glaciale jump shot ha appena fissato il punteggio sull' 86 pari. Mancano 28 secondi alla fine e i Wolves hanno (quasi) il tiro della vittoria. Per fortuna tocca a Jaric, con un tre punti che si spegne sul ferro. A rimbalzo ci arriva un indiavolato Craig Smith, in equilibrio precario, prima di finire fuori dal campo, ributta la palla in area, proprio tra le mani di Ray Allen che parte in contropiede e tenta l'appoggio al ferro, che sbaglia, subendo anche una probabile interferenza fallosa. Per fortuna Leon Powe ha seguito l' azione e fa la cosa più importante di una partita peraltro ampiamente positiva: prende il rimbalzo e appoggia a canestro. La sirena suona, la palla entra. Leon Powe diventa quindi l'eroe della partita per l'Winning Shot, ma era stato il migliore in campo per i Celtics fino a quel momento indipendentemente da quel tiro.
Nonostante le due sconfitte a fil di sirena contro Orlando e Cleveland i Celtics stanno reagendo bene all'assenza di Kevin Garnett, Rivers sta cercando nuove energie da giocatori rimasti ai margini della rotazione fino ad allora e arrivano risposte convincenti e positive. Risposte che saranno capitalizzate nella splendida vittoria interna contro San Antonio. Gli Spurs si presentano al Garden privi di Tony Parker, i Celtics privi di Kevin Garnett, gara durissima, Boston si affida in attacco ad un monumentale Paul Pierce (35 punti per lui a fine gara) che umilia letteralmente Bruce Bowen uno dei difensori più celebrati degli ultimi anni, mentre in difesa con pazienza e applicazione la squadra contiene bene Tim Duncan per metà gara abbondante grazie alle orgogliose prove del duo Glen Davis / Leon Powe. San Antonio ad un minuto e mezzo dalla fine si porta sul meno due, ma Boston reagisce di testa mantenendo la calma e forzano gli Spurs a tiri difficili, portando a casa una importante vittoria.
Nella successiva trasferta ad Indiana un grande Paul Pierce con 28 punti 12 rimbalzi e 5 assist, e Ray Allen con 23 punti trascinano i Celtics ancora privi di Garnett e Perkins alla vittoria alla Conseco Fieldhouse. Buona prova di Leon Powe che sfiora la doppia doppia, ancora positivo Rajon Rondo.
Quarto appuntamento stagionale con i Knicks e quarta vittoria, Boston arriva al Garden per l'ultima partita prima della partita delle stelle e della seguente trasferta ad Ovest. Ray Allen viene convocato alla partita delle stelle insieme a Paul Pierce e Kevin Garnett (che però non giocherà), l'NBA è in subbuglio per la notizia del passaggio di Jason Kidd a Dallas e così non fa cero notizia la vittoria dei Celtics contro i sempre più derelitti Knicks. Continua il buon momento di Leon Powe, protagonista nella gara insieme agli All Star Pierce e Ray Allen.
Dopo la pausa per la partita delle stelle che vedrà un Ray Allen in grandissimo spolvero contribuire alla vittoria dell'Est guidata in panchina dall'intero staff tecnico dei Celtics insidiando pure il titolo di MVP a LeBron James, Boston parte per un Tour ad Ovest di cinque partite la prima delle quali a Denver.
La buona notizia è sicuramente il ritorno di Garnett in campo, ma per assurdo il suo ritorno coincide con un tris di sconfitte. Garnett c'è ma non forza, la squadra si rilassa per il ritorno del suo faro, e nonostante la spensierata difesa dei Nuggets, i Celtics cadono a Denver subendo 124 punti, una dato che assolutamente non appartiene a questa squadra.
Ancora più amara per certi versi la sconfitta seguente a casa dei Golden State Warriors. Ultimo secondo fatale con un canestro decisivo di Baron Davis. Quando Boston ha voluto è stata avanti ma si è fatta sopraffare dal gioco dei padroni di casa. Altra prova difensiva ed a rimbalzo da rivedere. Ma ancora una volta la difesa dei Celtics subisce 119 punti. Decisamente troppi.
Ben diversa la sconfitta a Phoenix, dove è appena arrivato "The Big Cactus" Shaquille O'Neal. Boston registra decisamente la difesa, ma per una volta va in tilt l'attacco. Garnett sta lentamente recuperando ma si lascia trascinare da Amare in un duello sporco che finisce per penalizzarlo. La serata storta in attacco di Pierce e Ray Allen fa il resto.
Non cambia la musica anche nella sfida a Portland dove Boston per il primo quarto e mezzo sembra apatica, con assenza di voglia di vincere, insomma quelli che hanno giocato e perso le prime tre partite della trasferta ad ovest. Boston tocca il -17, poi si mette in moto Eddie House che riduce il margine, lasciando poi il testimone a Pierce e Ray Allen che con tre triple in un amen rimettono i Celtics in carreggiata. Nel terzo quarto il fiume in piena dei Celtics travolge i Trail Blazers che non riescono più ad opporre resistenza, questa è la prova che non erano gli avversari a dominare, ma i nostri che letteralmente non giocavano. In evidenza fine gara un ottimo Rondo, il solito Pierce, un eccellente Posey dalla panchina, mentre Kevin Garnett non è ancora al meglio e si vede.
La sofferta trasferta ad ovest si chiude con una gara senza storia a casa dei Clippers, tiene banco la vicenda Cassell “in biancoverde”, DNP per infortunio (diplomatico ?) e la mente già vola all'ultimo appuntamento stagionale con i Cavs che nel frattempo hanno stravolto la squadra con una trade che coinvolgeva Bulls e Sonics, trade nella quale hanno portato a casa Ben Wallace, Joe Smith, e i nostri ex Wally Szczerbiak e Delonte West, cedendo Drew Gooden e Larry Hughes. I Celtics invece hanno messo sotto contratto PJ Brown, lungo di esperienza, inseguito per metà stagione da mezza NBA, e convinto a ritornare all'attività da Paul pierce e Ray Allen durante l'All Star Game a New Orleans.
Questa volta con i Cavs è gara vera, clima da playoff, roster al completo (nelle due precedenti gare erano mancati a turno LeBron James e Kevin Garnett), è una gara calcolata dove nessuno rischia nulla, nonostante difese dure, non ci sono strappi o parziali e una gara punto a punto, che i Celtics vinceranno, nonostante una serata decisamente "no" per il capitano Paul Pierce, grazie ad un Kevin Garnett finalmente ritrovato a livelli a lui consone, ad un Ray Allen molto incisivo al tiro e al solito Leon Powe di questo periodo. E' una vittoria importante perchè i Cavs hanno giocato un'ottima gara ma i Celtics alla fine li hanno domati lo stesso, è ormai chiaro che i Cavs saranno quarti ad est, perchè difficilmente potranno colmare il Gap che li separa dai Magic che sono al terzo posto, e quindi la sfida tra Celtics e Cavs sarà rinnovata al secondo turno di playoff.
Con questa vittoria Boston si mette alle spalle il periodo più difficile della stagione, prima con il calo di gennaio e poi con l'infortunio di Garnett. Febbraio si chiude con una facile vittoria con Charlotte dove Perkins e Rondo si prendono la squadra in mano a dispetto di una serata di riposo che si prendo i Big Three. 45-12 il record a fine febbraio, in attesa di una marzo da "emozioni forti".
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