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The Road to 17° - Dicembre PDF Stampa E-mail
Scritto da Leonardo Ancilli   
martedì 26 agosto 2008
Dopo l'ottimo avvio nel mese di novembre, i Celtics a dicembre continuano a dominare nella lega. Un mese quasi perfetto macchiato da una sola sconfitta interna con i Pistons.

Il dicembre biancoverde si apre con una delle partite più brutte della stagione, è una facile vittoria contro i Cleveland Cavaliers privi però di LeBron James, fermo per problemi fisici, gara senza storia con Rivers che si può concedere pure il lusso di far rifiatare a lungo i Big Three.

Senz'altro più convincente la gara successiva, dove i Celtics passano con relativa facilità a Philadelphia in una gara dai due volti, primi due quarti per i Sixers, quasi perfetti al tiro e con un Andre Miller a tratti incontenibile, ma i Celtics che escondo dagli spogliatoi sono ben decisi a ribaltare il risultato e per una volta non si aggrappano alla loro difesa che sta stupendo l'intera NBA, ma ad una prestazione offensiva di primissimo ordine, tra cui spiccano le prestazioni di James Posey e Eddie House in uscita dalla panchina. Si chiude 113 a 103, con entrambe le squadre ben oltre il 50% dal campo, segno inequivocabile di una serata di grazia di entrambi gli attacchi.

Altra gara senza storia contro i Raptors che arrivano al Garden privi di buona parte della frontline (Chris Bosh, Andrea Bargnani e Jorge Garbajosa). Il 62 a 40 a favore dei Celtics all'Half Time lascia poche speranze ai malcapitati Raptors autori di una partenza di stagione ben al di sotto delle attese. Per i biancoverdi largo uso della panchina con i soliti Posey e House a farsi notare.

Non cambia la musica neppure contro i Bulls che godevano del favore dei pronostici a detta di molti e che si presentano invece al Garden con un misero record di 6-11, lo spogliatoio a pezzi e mille altri problemi che di lì a poco costeranno il posto al coach Scott Skiles. La gara è tutt'altro che gradevole, con i Celtics sempre in controllo. La vera notizia è il primo importante segnale lasciato dal rookie Glen Davis: 8 punti e 12 rimbalzi in 26 minuti. Non sarà l'ultimo di questa parte di stagione.

Continuano ad arrivare vittorie con il minimo sforzo come quella contro i Kings a Boston, e quella con i Bucks, ma la febbre inizia a salire in vista del primo scontro stagionale con i Pistons, che da logica saranno la principale antagonista dei Celtics in vista dei playoff della Eastern Confernece. Prima però ci sono di nuovo i Raptors, un ottimo test visto che Toronto si presenta al tipoff con i recuperati Bargnani e Bosh. Boston si impone con autorità facendo leva sulla sua rocciosa difesa che terrà l'attacco dei Raptors ad un modesto 38% dal campo, sopperendo ad una serata non felicissima a rimbalzo e dalla lunetta. Tutto è pronto quindi per il Big Match con i Pistons.

E' il 19 dicembre quando i Pistons scendono al Garden. Si capisce sin dai primi possessi che non è una semplice gara di stagione regolare ma qualcosa di molto più simile ad una gara di playoff. I Celtics partono forte nei primi due quarti, Garnett spadroneggia a rimbalzo e in post in attacco e Rondo prova a mettere in difficoltà l'esperto Billups. Una bella gara che vede andare i Celtics negli spogliatoi con 7 punti di vantaggio e buone sensazioni. Per una volta il terzo quarto, che con il passare del tempo diventerà il marchio di fabbrica di questa squadra, sarà cruciale per Boston. Chauncey Billups prende decisamente in mano la gara attirando su di sè la difesa dei Celtics e strappando molti falli agli avversari, con Rondo in netta difficoltà. Boston però, nonostante delle palesi difficoltà in attacco, regge in difesa e si giocherà tutto nel quarto finale. I Pistons pian piano prendono il largo e per Boston la strada si fa decisamente in salita quando i Pistons a tre minuti dalla fine si portano sull'85-79.

Dopo due minuti in cui non si segna per i Celtics sembra finita, ma una tripla di House a 1'01" dalla fine, seguita a 18" dalla fine da una tripla di Ray Allen annullano il gap di 6 punti e fissano il punteggio sull'85 pari. Ma non è finita. Una splendida difesa di Allen su Billups consegna la possibilità di vittoria ai biancoverdi, con 5" sul cronometro. Rivers nel timeout chiama un gioco per portare Pierce al tiro, ma per una volta Pierce manca di concentrazione e affretta il tiro sbagliandolo, lasciando l'ultimo possesso ai Pistons, con 1" e 7 decimi dalla sirena. Il resto è noto, rimessa per Billups che finta il tiro e si vede franare addosso l'ingenuo Tony Allen a pochi decimi dalla fine, con il canonico 2-2 dalla lunetta. Per i Celtics è la prima sconfitta del mese, ma lascerà non pochi dubbi ai propri tifosi, visto che nel primo mese e mezzo di stagione regolare le uniche sconfitte dei Celtics sono arrivate dalle tre dirette concorrenti per la corsa ad est, ossia Orlando, Cleveland e Detroit, un segnale da non sottovalutare.

La risposta alla bruciante sconfitta con i Pistons è da squadra di grande spessore, perchè i Celtics non perderanno più per il mese di dicembre. La prima vittima sacrificale saranno i Bulls, letteralmente travolti al Garden da una prestazione difensiva al limite della perfezione che costringe i Bulls a percentuali misere dal campo, e il dominio Celtics si nota ancora di più sotto le plance. Di contro in attacco i Celtics vanno alla perfezione come dimostrano i 25 assist su 31 canestri dal campo e la quasi chirurgica distribuzione di tiri e responsabilità.

Arriva pure la rivincita con i Magic dell'eslosivo Dwight Howard, Boston ancora con il dente amaro per la sconfitta di novembre lotta coriacemente contro dei Magic decisamente in palla, Garnett produce una doppia doppia di qualità 21 punti e 12 rimbalzi accompagnati da 5 assist, ma il peso dell'attacco se lo prendono sulle spalle i tre esterni titolari, con Rondo che surclassa decisamente il "pompato" Jameer Nelson, e Ray Allen e Paul Pierce che martellano incessantemente a difesa dei Magic. Si parte per l'ovest, a Natale il record dei Celtics recita un incredibile 22-3.

La trasferta ad ovest prevede quattro partite in cinque giorni con due back to back intermezzati da un solo giorno di pausa. Si parte da Sacramento in una partita che vive di strappi, un primo quarto in equilibrio dopo di che esplode l'attacco dei Celtics che liquida il secondo quarto con un parziale di 35-13: gara già chiusa all'intervallo, Rivers allarga le rotazioni in vista delle altre gare ad ovest e nel terzo quarto Sacramento tenta il rientro, ma bastano poche giocate da "Celtics" nel quarto periodo per tenere la gara in frigo. Si vola a Seattle dove la differenza in campo è decisamente troppo marcata, difesa dei Celtics fin troppo allegra, grande gara di Garnett e Pierce e per i Sonics c'è poco da fare anche se la gara si decide nei minuti finali.

Decisamente più intrigante la seconda parte di tour ad ovest, si parte dalla sfida con i Jazz, gara letteralmente a due facce: primi due quarti che vedono vincere i Jazz "ai punti", con Paul Pierce spettatore non pagante in campo. nel terzo quarto cambia la musica, Pierce si mette in moto prendendosi sulle spalle l'attacco, la difesa stringe le maglie e i Celtics sbancano il quasi imbattibile campo dei Jazz.

La sera seguente è serata da emozioni forti almeno nelle previsioni, c'è Celtics Vs Lakers allo Staples, la partita NBA per eccellenza. A dare ancora più pepe alla serata c'è la possibilità che Phil Jackson superi Red Auerbach in quanto a partite vinte in NBA in caso di vittoria Lakers, quindi per i ragazzi biancoverdi una missione in più: "difendere Red". In realtà la gara poi tradirà ogni tipo di attesa, i Celtics pur privi di Rondo non lasceranno scampo ai Lakers, con un frizzante primo quarto da 32 a 23 metteranno bene in chiaro le loro intenzioni e chiuderanno la pratica nel terzo quarto lasciando ai Lakers solo la "pochezza" di Lamar Odom per un discutibile quanto inutile e pericoloso fallo su Ray Allen. Big Three ovviamente in grande evidenza come richiedeva il copione, ma anche il play improvvisato Tony Allen metterà a feferto un'ottima prestazione.

Si stappa lo spumante di fine anno sul 26-3.

Commenti (5)add comment

Christian Spazian ha scritto:

  26 vittorie e sole 3 sconfitte al 31 dicembre: a pensarci ancora adesso mi vengono i brividi!

Stagione memorabile conclusa come tutti volevamo.
commento inserito alle 10:09 del 26 agosto 2008

Celtic Soul ha scritto:

  Cacchio,ai tempi speravo nel record smilies/cool.gif
commento inserito alle 18:39 del 26 agosto 2008

calabrone66 ha scritto:

  ciao a tutti e ben ritrovati.. torno un po depresso perche si ricomincia a lavorare...prima di esprimere delle opinioni sulla stagione che sarà,vorrei ricordare che oggi è un giorno triste per chi ama questo sport.. la morte di Kevin Duckworth mi ha colpito molto perche ricordo questo ragazzone che ha poertato i blazers due volte in finale di conference..era molto giovane e non sono riuscito a capire come sia successo..cmq , per tornare a noi spero che le scommesse di Ainge ci portino lontano come è successo nella passata stagione
un saluto a tutti e GO CELTICS
commento inserito alle 21:10 del 26 agosto 2008

nordovest ha scritto:

  Fu un dicembre commovente, anche se la sconfitta con i Pistons mi fece pensare che ci mancava ancora qualcosa a livello di chimica e di esperienza.
commento inserito alle 20:00 del 27 agosto 2008

Angelo ha scritto:

  A Dicembre, se non erro, dopo essere gradualmente diventato un appuntamento fisso nella giornata, mi sono iscritto a ICP (e già questo è un ricordo piacevole, ancora migliore da quando ho conosciuto di persona alcuni compagni di viaggio in occasione del meeting).

Dicembre fu si un mese trionfale, ma lo furono più o meno tutii, durante la RS, fatta salva la pausa di riflessione coincisa con il ritorno di garnett dall'infortunio, dopo l'All Star Game. Certo che la legnata alo Staples...
commento inserito alle 23:52 del 27 agosto 2008

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