Giovanni
ha scritto:
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| @ Christian Se non e' zuppa e' pan bagnato. Quel che conta e' il risultato e direi che ha funzionato egregiamente |
Michele Pulcini
ha scritto:
| Tanto per ricordare a tutti come la penso, il merito di aver scelto l'ubuntu per la stagione è stato di coach Rivers, che non avrà lo zen del maestro Phil Jackson, ma quanto a letture e successive applicazioni nello spogliatoio di concetti pseudo filosofici non è da meno. Lo spirito dell'ubuntu, ovviamente, è perfetto per un gruppo che vuole giocare a basket, ma non altrettanto facile che sia accettato e condiviso da tutti ed è in questo che il lavoro di Rivers è stato grande, non commettere gli errori passati di altre squadre piene di stelle (gli stessi lakers versione Shaq/Kobe/Payton/Malone, per esempio), ma fare dell'ubuntu una pietra miliare nello spogliatoio. L'intelligenza umana e cestistica delle nostre star ha completato poi l'opera, ma il merito di Ainge di scegliere prima persone speciali (Doctor Brain non è poi stata una spesa inutile) e poi gicoatori da anello è stato comunque grande. Una domanda, l'ubuntu funziona anche per due anni di seguito? |
Leonardo Ancilli
ha scritto:
Una domanda, l'ubuntu funziona anche per due anni di seguito? (Michele Pulcini) Spero di si, non ho dubbi su quelli del quintetto, troppo intelligenti i Big Three, troppo affamati Rondo e Perkins. Serve qualcosa di più dalla panchina, ovvio che se muoviamo qualcosa ci vuole un giocatore adatto a sacrificarsi, leggo di Miami disposta a cedere Haslem, sarebbe perfetto. Complimenti a Christian per l'articolo, la mentalità ubuntu c'era sul serio a differenza di quanto pensavano tutti quanti, e il sacrificio dell'uni per gli altri ha fatto tutta la differenza del mondo. |
Christian Spazian
ha scritto:
Una domanda, l'ubuntu funziona anche per due anni di seguito? (Michele) In teoria dovrebbe funzionare per vari decenni, così com'è successo col Celtic Pride, ma mi rendo conto che i tempi attuali sono diversi rispetto al passato. Per me funzionerà. ![]() |
Bob Black
ha scritto:
Leonardo Ancilli ha scritto:Leggo di Miami disposta a cedere Haslem Accidenti,sarebbe realmente un bel colpo.Proprio ieri pensavo che sarebbe stato il sostituto ideale di Posey(in ogni caso unico!),anche se in attacco sono piuttosto diversi. Riguardo a l'Ubuntu, a molti sembrava una operazione di MKTG ben congegnata;alla luce di quanto attestato dal campo sfido tutti i soloni del pianeta basket(ovviamente non parlo dei tifosi celtics,ma gli stessi che davano per vincenti i Lakers in finale per esempio o i Bulls finalisti di Conference...)a smentire che l'ubuntu del 2008 non è altro che la rivisitazione del "Celtics Pride"! ![]() |
ShamrockSam
ha scritto:
| L'UBUNTU va bene come filosofia a priori, ma se poi non c'hai UOMINI (prima che giocatori) seri ed intelligenti come i nostri Celtics di quest'anno, allora e' tutto inutile. L'Ubuntu, come principio, nei Lakers di Kobe non servirebbe a nulla perche' lui e' L'Egoista per antonomasia... Grandi ragazzi e soprattutto grandissimi Doc e Danny che hanno valutato il materiale umano prima che tecnico. Spero proprio che UBUNTU duri almeno altri 3-4 anni...per il momento: REPEAT!!! ![]() |
Movy Apicella
ha scritto:
| egoista o no... i suoi Lakers sono andati in finale dominando i playoffs a Ovest. |
Michele Pulcini
ha scritto:
| Forse è tempo sprecato scrivere di lakers e magari anche OT, ma sono in ferie e il tempo, per fortuna, è maggiore: non erano davvero una cattiva squadra e con anche l'MVP in piena forma e avevano battuto Utah e SA in modo netto. La loro sfortuna è stata di aver incontrato una squadra migliore e anche nettamente, basterebbe verficare il risultato del terzi periodi di gioco nei quali li abbiamo distrutti. Un dominio difensivo e offensivo che li ha fatti sembrare scarsi, ma in effetti eravamo noi molto superiori, oserei dire, anche grazie all'eseprienza maturata nei turni precedenti. Una squadra vera, contro un gruppo di giocatori buono, ma non a sufficienza per questi C's. Lo posto qui perchè non vedo alternativa: primo scambio che potrà cambiare qualcosa davvero a Est tra le nostre rivali, i Cavs purtroppo trovano una guardia davvero buona in Mo Williams, scambiato in un giro a tre con i Bucks (a cui arrivano Damon Jones, Adrian Griffin e Ridnour) e i Sonics (che prendono Joe Smith e Desmond Mason). Williams è un buonissimo giocatore (17 punti, 6 assist e quasi il 40% da tre), ma le sue cifre scenderanno in una squadra migliore e il suo salario (oltre 8ML) lascia il cap dei Cavs al secondo posto tra i più alti (il nostro è il quinto per la prossima stagione): mossa vincente o mossa disperata? lo vedremo, per certo perdono un giocatore quasi inutile (Jones) e accorciano la rotazione dei lunghi, ora limitata a Ilga, Wallace e Varejao: cosa ne verrà fuori? un attacco probabilmente più bilanciato, meno dipendente da LBJ (Williams è però un play tiratore più che costruttore) e con un giocatore migliore di West o Gibson, ma una difesa che potrebbe scendere di intensità, soprattutto se prosegue il declino di Wallace; LBJ può giocare da 4? Possibile, anche se non lo vedo a marcare KG o Rasheed, però potrebbe essere un'alternativa tattica come quando abbiamo usato noi Posey. In conclusione una buona trade per i Cavs e una notizia non buona per i C's, ma ora Cleveland credo abbia sparato la sua cartuccia estiva e non hanno preso una star, solo un giocatore molto buono, quindi siamo ancora in vantaggio noi. |
Leonardo Ancilli
ha scritto:
In conclusione una buona trade per i Cavs e una notizia non buona per i C's, ma ora Cleveland credo abbia sparato la sua cartuccia estiva e non hanno preso una star, solo un giocatore molto buono, quindi siamo ancora in vantaggio noi. (Michele) Sicuramente una trade vantaggiosa per i Cavs, anche perchè Mo Williams ha molti punti nelle mani, però non sottovaluteri la partenza di Joe Smith che nei playoff offriva come PJ da noi 20 minuti da solità sotto le plance, minuti che a meno di trade verranno a mancare. Non sono invece convinto che il mercato dei Cavs sia finito qui, Wally a quasi 12 M$ in scadenza potrebbe far gola a molti di quelli che vogliono scaricare contratti pesanti, e pare che a NY ad esempio randolph sia in lista cessioni, se Ferry accosta a Wally qualcosa di appetibile (scelte future o magari un Sign & Trade con Delonte dentro) non escluderei l'arrivo di Zach da LBJ. |
Angelo
ha scritto:
| Ferie quasi finite e tristo ritorno a casa...ben ritrovati!!! Rientro giusto per leggere di questo scambio. Difficile dire come ne uscirà Cleveland. Mo Williams è essenzialmente un realizzatore e sicuramente migliorerà i meccanismi offensivi dei Cavs, costringendo gli avversari a distogliere parte dell'attenzione che normalmente le difese avversarie sono costrette a rivolgere a LeBron. Velocità, ottime doti di penetratore, tiratore con i fiocchi al di qua e al di la dell'arco. Come dicevate giustamente non è un creatore di gioco, ma in una squadra in cui il play ha sempre avuto il compito di passare il centrocampo e darla a James, questo non sarà un problema. Tutto perfetto, quindi? Mica tanto: in difesa è tutto tranne un solido difensore, per attitudine e voglia. Inoltre Smith non sarà certo una perdita indolore, dato che era utile nella doppia dimensione di difensore affidabile che poteva anche far male con un tiro tutt'altro che disprezzabile, e il confronto che faceva Leo con il nostro Posey è tutt'altro che peregrino. Gli rimane Ilgauskas e la coppia Varejao-Wallace, vedremo... Certo è che Cleveland ha il dovere di provarle tutte per avere una squadra competitiva prma che LeBron possa prendere il volo. PS: Ma quanto avrei voluto vedere Garnett alle Olimpiadi... |
Andrea Del Vanga
ha scritto:
| A proposito di Cleveland direi ottima mossa per loro che a mio giudizio li fa gia' la seconda forza ad est. Non so se Ferry muovera' Wally quest'anno. Preso da disperazione e' probabile di si' ma cosi' si annullerebbe del tutto lo spazio di manovra per i prossimi anni. Ma si sa che per i Cavs l'imperativo e' vincere ora. |
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Anche se da due decenni non esisteva quasi più nella squadra, il Celtic Pride era però rimasto vivo nei tifosi e nei giocatori che lo hanno vissuto nei decenni precedenti, e proprio uno di questi ex-giocatori, il mitico Danny Ainge, con la collaborazione decisiva della nuova dirigenza capitanata da Wyc Grousbeck, hanno deciso che era arrivato il momento di rinverdire i vecchi fasti.
Una parola che, prima di un anno fa, era conosciuta da alcuni come uno dei tanti sistemi operativi per PC basato su Linux, ma sconosciuta dai più. Ma cos’è Ubuntu e perché è stata utilizzata dai Celtics? Andiamo a scoprire le origini e le motivazioni di questa parola.

