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Pesante sconfitta contro Dallas, ma Glen Davis da spettacolo. Praticamente in vacanza tutto il resto della squadra.
Lasciamo perdere per un attimo il risultato e l’andamento della gara
con i Celtics mai in partita, e concentriamoci sulle cifre di un
singolo : 19 punti 14 rimbalzi e 6 stoppate in 32 minuti di campo.
Viene da LSU ma non è ovviamente Shaq che a Las Vegas alla Summer
Leugue non ci va neppure a vederla, ma ovviamente è il nostro Glen Davis.
La sensazione avuta vedendo in diretta la gara è che non fosse
possibile contenerlo (soprattutto a rimbalzo) per tutti i suoi
avversari, prima di tutti per quel Nick Fazekas da me più volte
reclamato come mancata chiamata con le due seconde scelte e
letteralmente annullato dal nostro “Big Baby”.
Davis ha
dimostrato una “fame agonistica” e una voglia di dimostrare al mondo
che lui qualche posizione in più al draft la meritava, da tenere
assolutamente in considerazione per la stagione regolare, perché quando
un giocatore con la sua tecnica va in campo e da tutto se stesso di
solito qualcosa di buono lo fa sempre.
E’ altresì ovvio che se
a fronte di una prestazione individuale così eclatante il risultato
finale ci dice comunque -21, il resto della squadra ha dato veramente
poco alla causa, a partire da quel Gerald Green che
in teoria doveva essere il nostro pezzo da 90 e che ancora una volta
invece è incappato in una serata al tiro da cestinare in tutta fretta
(4-14), ma dando soprattutto la brutta sensazione di sentirsi un po
superiore al contesto, di voler sempre strafare, di provare cose
impossibili, salvo che poi i risultati sul campo dicano il contrario,
insomma un po di umiltà in più non avrebbe fatto male.
In doppia cifra ci va anche Allan Ray,
che probabilmente ha giocato la sua ultima partita in maglia bianco
verde, partita comunque giocata male con percentuale al tiro
accettabile, ma poca presenza sul campo, e tanta troppa confusione con
la palla in mano quando è impossibilitato a tirare. Ancora assente Rajon Rondo riciclato per l’occasione come telecronista, in cabina di regia ancora Gabe Pruitt questa volta con numeri modesti, ma con qualche spiraglio di lucidità in situazioni statiche.
Serata
nettamente in ombra per Leon Powe che completava il quintetto base, ma
che è stato comunque poco utilizzato. Scarso apporto dalla panchina,
con il neo acquisto Brendon Wallace in decisa serata no.
Dallas
avanti sin dai primi giochi, e Celtics sempre in affanno soprattutto
nel contenere le continue transizioni in campo aperto dei Mavs che
sovente andavano fino alla schiacciata a centro area.
Appuntamento a mercoledì mattina per il riassunto di quanto accaduto a Las Vegas e per le pagelle della Summer League.
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