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Ricordando Reggie PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Anderle   
venerdì 25 luglio 2008
Nei primi anni ’90 internet era ancora una rete per pochi intimi, e l’unico modo in cui un tifoso italiano poteva rinfrescare la conoscenza della lingua inglese ed allo stesso tempo godersi le notizie dei suoi amati Celtics era l’acquisto del quotidiano USA Today.

E’ vero, il prezzo era un po’ alto, ma quando iniziavano i playoff la “febbre da boxscore” saliva, e non c’era verso di resistere. Che sorpresa amara, quel 30 aprile 1993! Sulla copertina della sezione sportiva c’era una fotografia di Reggie Lewis. Stava cadendo, ed era una caduta strana: le braccia lungo i fianchi, mentre scivolava a terra come se avesse subito un fallo di sfondamento. Ma non aveva nessuno intorno a sé. Quello che mi colpì fu il suo sguardo, uno sguardo che fissò quell’immagine nella mia memoria per sempre. I suoi occhi erano vacui, leggermente sbarrati e con una punta di sorpresa, come se si stesse chiedendo cosa fosse successo.

lewissss.jpgDa quel giorno, la vita per Reggie diventò un inferno. Una squadra di cardiologi disse che la sua patologia era mortale, un’altra affermò che fosse benigna, ed intanto sulla grande roulette della vita la pallina girava mentre tutte le “fiches” del capitano dei Celtics erano puntate, e “rien ne va plus”, non si poteva toccarle. Reggie “fuggì” nottetempo dal New England Baptist Hospital nel quale lavorava anche il medico sociale dei Celtics Arnold Scheller, che a consulto con un gruppo di rinomati cardiologi aveva diagnosticato una cardiomiopatia potenzialmente letale, dello stesso tipo che tre anni prima aveva causato la morte del giocatore di Loyola Marymount Hank Gathers. I coniugi Lewis non erano convinti della correttezza della diagnosi, e decisero di lasciare l’ospedale per sentire l’opinione del primario di un reparto di cardiologia più rinomato di quello del “Baptist”. Un pulmino portò il capitano dei Celtics al Brigham and Women's Hospital dove il dottor Gilbert Mudge lo sottopose ad altri esami. Quanti ecocardiogrammi, analisi, test, aghi ipodermici, cateteri… ma alla fine Mudge rivelò che Reggie soffriva di “sincope neuro cardiogenica”, una relativamente benigna condizione neurologica nella quale il nervo vago, che coordina il ritmo cardiaco, trasmette segnali confusi al cuore, provocando aritmie. Mudge aggiunse che il problema è “poco compreso”, una piccola stoccata al team di medici che aveva diagnosticato a Lewis il pericolo mortale.

Il successo non aveva fatto dimenticare a Lewis il suo passato. L’infanzia nei “projects” di Baltimora assieme a mamma Peggy ed ai fratelli Jon ed Irvin. E quel pallone che rimbalzava, con un bimbo che non smetteva mai di tirare.. Il bimbo era diventato grande, ma aveva continuato a tirare a canestro ed a ricordare i poveri ed i bambini. Al Thanksgiving riempiva di cibo la station wagon ed usciva di casa per elargire porzioni di tacchino agli sfortunati. In un’occasione, fermatosi ad un negozio di giocattoli, si era imbattuto in un gruppo di ragazzini ai quali aveva regalato delle fantastiche pistole ad acqua. E come credete fosse finita la prima battaglia? Con un Reggie zuppo da capo a piedi. A Reggie Lewis piacevano i tifosi, e piacevano i bambini. Nel luglio del 1993 la moglia Donna era in attesa del secondo figlio, e lui aveva ripreso ad allenarsi. 
Se avete deciso di passare per Waltham a visitare lo Sports Authority Training Center dove i Celtics si preparano per le loro lunghe fatiche, non siete lontani dalla Brandeis University. Da Winter Street prendete Gatehouse Drive e la I-95, e dopo pochi chilometri uscite su Weston Street. Ancora un paio di chilometri su Weston, e poi una svolta a destra su South Street: eccovi nel cuore del “campus” universitario, ad una sassata dalla “Red Auerbach Arena”. E’ proprio a Brandeis che in un umido pomeriggio di fine luglio il capitano dei Celtics era andato ad allenarsi. Per la prima volta da aprile. Alcune ragazze gli si avvicinano, scambia qualche parola, confronta le sue enormi mani con le loro. Sempre gentile. Poi però comincia a lavorare. Tira, si muove, palleggia. Il pallone rimbalza ritmicamente sul parquet – THUMP – THUMP – un tiro a bersaglio – THUMP – THUMP – THUMP – un altro – THUMP – un altro ancora. Passa un’ora –THUMP – THUMP – Reggie è vicino alla linea da tre punti, ed il pallone rimbalza ancora – THUMP. Questa volta, però, nessuno lo riprende mentre il suono si fa più sordo – thump - più flebile, i rimbalzi accelerano e l'eco si affievolisce – thump - thumpthump.

Reggie è a terra, gli occhi sono aperti ma ha perso conoscenza. Lo soccorrono, lo portano immediatamente all’ospedale, ma è troppo tardi. 

“Only the good die young”, solo quelli buoni muoiono giovani, cantano Billy Joel, i Def Leppard ed i Queen. Tutto vero: da Marilyn Monroe a Kurt Cobain, da James Dean a Heath Ledger, da Len Bias a Reggie Lewis la morte prematura cristallizza nella perfezione, nella bellezza dei lineamenti, di un gesto o di una canzone. “What if”? Che cosa sarebbe accaduto se Leonard Bias non avesse sfidato quella dea bianca e falsa? Che sarebbe successo se Reginald Lewis avesse avuto un cuore da leone? Quante vittorie per i compagni, quanti titoli per i Celtics, quante soddisfazioni per i tifosi, quanto denaro per la sua famiglia? Tutte occasioni che, per dirla alla Rutger Hauer, sono andate perdute nel tempo “come lacrime nella pioggia”.

Reginald C. Lewis è morto il 27 luglio 1993: ha lasciato un enorme vuoto nella moglie Donna e nei due figli. Una piccola parte di quel dolore immenso l’ha provata anche chi scrive questo articolo ed aveva avuto la fortuna di seguirne la carriera, i tiri, le penetrazioni, ma anche e soprattutto il modo in cui aiutava chi aveva bisogno. Reggie è uno dei due soli Celtics la cui maglia è stata ritirata nonostante non avessero mai potuto assaporare il gusto della vittoria in biancoverde.

Ricordarlo oggi, con Boston nuovamente sulla vetta dell’NBA ed esattamente a quindici anni dalla sua morte è dolce ed amaro.

Commenti (19)add comment

roberto ha scritto:

  il 27 luglio è il mio compleanno, ricordo benissimo che il giorno dopo in pieno cazzeggio estivo comprai la gazzetta così... per curiosità... tanto per sapere cosa fosse successo il giorno prima... (per i più giovani: allora le notizie non erano così immediate e alla portata di tutti, se vivevi a spiaggia non c'erano telegiornali 24 h. su 24 h.)
Terribile: l'ultimo neon del tunnel si era spenta!!! adesso sembrava ancora più lungo
commento inserito alle 09:04 del 25 luglio 2008

Angelo ha scritto:

  Beh, poco da dire, per la sfortuna di un campione che avrebbe potutto dare tanto alla causa, per un uomo buono, per una famiglia che, come purtroppo accade in un mondo imperfetto come il nostro, si ritrova sola quando nessuno avrebbe potuto prevederlo, sia

Poco da dire anche per la consueta maestria di Fabio che, come suo solito, scrive un pezzo assolutamente perfetto.
commento inserito alle 09:11 del 25 luglio 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Grande Fabio, emozioni anche dopo quindici anni, grazie.
commento inserito alle 09:23 del 25 luglio 2008

giusegandi ha scritto:

  Grazie. Assolutamente stupendo.
commento inserito alle 09:57 del 25 luglio 2008

Meisk ha scritto:

  Pelle d'oca....bellissimo pezzo, Fabio.
commento inserito alle 10:20 del 25 luglio 2008

Movy Apicella ha scritto:

  Meraviglioso.
E se conoscessi il legame che mi lega alla Meraviglia sapresti che è il più grande complimento sia capace di fare.
GRAZIE Fabio, come sempre più del solito.
Movi
commento inserito alle 10:36 del 25 luglio 2008

TheRock ha scritto:

  Grazie Fabio.

Da smilies/cry.gif
commento inserito alle 11:14 del 25 luglio 2008

Larry33 ha scritto:

  Articolo stupendo, emozioni e tanti ricordi bellissimi....grazie
commento inserito alle 11:15 del 25 luglio 2008

frathetruth34 ha scritto:

  Troppo giovane per ricordare Reggie sul campo. Articolo che comunque mi ha fatto entrare nel suo mondo. Grazie.
commento inserito alle 12:28 del 25 luglio 2008

Stefano Papa ha scritto:

  Non dimenticherò mai Reggie Lewis #35 credevo tantissimo in lui, giocatore incredibile per me. Len Bias & Reggie Lewis sarebbero stati un pandemonio.
Compravo il giornali americani per sapere e conoscere qualcosa di nuovo dei Celtics che dovevano venire e una mattina di luglio del 93 a Santa Monica leggo quello che sportivamente non avrei mai voluto leggere "Reggie Dies"
Un grande gelo senza più parole smilies/sad.gif


commento inserito alle 15:39 del 25 luglio 2008

ShamrockSam ha scritto:

  bellissimo pezzo Fabio, grazie.
Mi ricordo quel giorno come fosse oggi, Reggie era diventato il mio idolo assoluto in quell'inizio di epoca post-Bird in cui i Celtics ricominciavano a promettere cose grandi, poi tutto crollo' con la morte di Reggie ed io soffri' molto. Era poesia pura quel ragazzo...e sara' sempre nei nostri cuori. La vittoria di quest'anno va anche alla sua memoria.
commento inserito alle 15:51 del 25 luglio 2008

GregKite ha scritto:

  Spero che nessuno si offenda: recente habituè del sito (mi si perdoni ossimoro), la prima cosa che faccio appena mi collego è vedere se c'è un pezzo di Fabio.

Poi guardo il resto.

Mai una volta che deluda.

Per proseguire la citazione "bladerunneresca": sa cose che noi umani non possiamo neanche immaginare, e le racconta pure bene.

commento inserito alle 16:29 del 25 luglio 2008

Prentiss ha scritto:

  Io stavo al mare al circolo di montecanepino, un mio amico sapendo che ero dei celtics.. mi fermò per dirmi che era morto uno forte della tua squadra... abbozzò un nome simile, ma si capiva che si stava trattando di reggie lewis...fino all'ultimo ho sperato che fosse un altro giocatore, ma di fronte alla disgrazia, tutto perde importanza, i titoli, i soldi, la fama, e anche lo sport che ci regala tanta tanta adrenalina.

LA VITA è QUESTA MA I DOTTORI COMPIACENTI LA DOVREBBERO PAGARE CARA!
commento inserito alle 18:24 del 25 luglio 2008

Christian Spazian ha scritto:

  Ricordo ancora bene la prima volta in cui Lewis stette male e mi sono meravigliato che abbia ricominciato a giocare così presto.
Purtroppo ci ha lasciato, mi è dispiaciuto moltissimo anche perchè a me piaceva parecchio, ma mi piace pensare che lassù Len e Reggie stiano facendo degli interessanti uno-contro-uno sotto lo sguardo compiaciuto di Red.
commento inserito alle 01:46 del 26 luglio 2008

celticsman ha scritto:

  qui si va oltre la leggenda. grazie. grazie. grazie.
commento inserito alle 04:04 del 26 luglio 2008

lelejuve ha scritto:

  Ricordo bene quel giorno, e la notizia mi lasciò stupito fino a un certo punto.
La cosa che mi sorprese maggiormente è la facilità e la velocità con cui Lewis tornò a giocare: forse qualche medico qualche piccola colpa ce l'ha.(diciamo così...)

Reggie, che giocava sempre con dei scaldamuscoli verdi lucidi, non faceva parte di una grande squadra, ma è stato il primo ad ereditare la pesantissima eredità di Larry.
Non avrebbe probabilmente mai vinto un anello, ma il suo ricordo non è cancellabile nella memoria dei tifosi biancoverdi.
Rappresenta una dei tanti colpi di sfortuna che ha perseguitato i Celtics in questo ventennio...e il titolo è giusto dedicalo anche a lui. (come a Len Bias, anche se di fatto non ha mai giocato con la nostra squadra, al leggendario Red e a Dennis, recentemente scomparso)
commento inserito alle 12:36 del 26 luglio 2008

marco fusi ha scritto:

  Grande articolo Fabio e grande tristezza, mi ha ricordato il momento in cui lo seppi, chissà cosa avrebbe potuto essere e non è stato.
commento inserito alle 10:16 del 27 luglio 2008

Massimo Tasselli ha scritto:

  Prendendo spunto dalle parole di Fabio mi verrebbe da aggiungere che Reggie non aveva un cuore solido costituzionalmente, ma che aveva davvero un cuore da leone in campo e nella vita.
commento inserito alle 14:18 del 28 luglio 2008

Al73 ha scritto:

  Ricordo ancora la serie di playoff contro gli hornets, il malore di Reggie e al rientro dalle vacanze la tragica notizia della sua morte.. Allora le notizie NBA erano piuttosto scarse e si trovavavno solo su qualche giornale specializzato.
Che dramma, mi sono chiesto spesso, se avesse smesso di giocare sarebbe ancore vivo?
Bellissimo articolo
commento inserito alle 11:42 del 05 agosto 2008

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