Home arrow Archivio arrow Blog arrow Leonardo Ancilli arrow 2007-08 NBA Champions: Danny Ainge
2007-08 NBA Champions: Danny Ainge PDF Stampa E-mail
Scritto da Christian Spazian   
venerdì 18 luglio 2008

Concediamoci una pausa sui profili dei giocatori campioni NBA ed analizziamo il general manager Danny Ainge.

 

Bistrattato, odiato, deriso.

In questi anni Ainge ne ha subite veramente tante, lo hanno attaccato a ripetizione, preso in giro per le sue decisioni incomprese o soltanto perché era odiato ed allora ogni azione era motivo di critica, qualunque cosa facesse.

Ma perché tutta questa animosità verso di lui? A mio parere sarebbe opportuno fare qualche passo indietro e tornare al Danny Ainge giocatore, che scorrazzava nei parquet NBA. A quei tempi Ainge non godeva di molta stima, dice Magic Johnson che negli anni Ottanta si poteva odiare ma anche amare Bird, McHale o Parish, ma tutti indistintamente odiavano Ainge. Perché? Difficile dirlo, forse perché aveva la faccia da bravo ragazzo bianco, ma poi in campo sfruttava tutti i trucchi conosciuti per mettere in difficoltà gli avversari, leciti od illeciti che siano, oppure perché è mormone, e questa religione non gode di molta popolarità.

Quale che fosse stato il motivo, Ainge era sportivamente odiato da qualunque tifoso che non avesse sangue biancoverde e si è portato dietro questa situazione fino ad oggi.

2008_41_grousbeck.jpgFacciamo un passo in avanti ed arriviamo al 2003, quando Ainge è stato chiamato a Boston dalla cordata di nuovi proprietari, di cui Wycliffe (Wyc per tutti) Grousbeck ed il suo braccio destro Stephen Pagliuca ne sono i rappresentati e portavoce. A quel tempo l’arrivo di Ainge a Boston come general manager veniva visto più come una sorta di passaggio in attesa che si liberasse la panchina dei Celtics stessi, visto che qualche anno prima aveva già allenato Phoenix con risultati più che soddisfacenti, ma alla fine si è visto che non era questa la sua intenzione, cosa che aveva chiarito fin dall’inizio, ma che in pochi ci credevano.

A questo punto sarebbe opportuno ricordare che nel 2003 la situazione dei Celtics era tremenda: contratti lunghi e pesanti, roster vecchio e nulle possibilità di miglioramento. L’anno prima era arrivata la finale dei Conference, ma è stata più un caso fortuito che un vero e duraturo progetto per vincere il titolo NBA.

Senza nessuna esperienza da general manager, con una situazione biancoverde desolante ed insostenibile e con un passato poco amichevole nei suoi confronti, ad un distratto osservatore l’esperienza a Boston di Ainge sembrava fin dall’inizio segnata da forte negatività. I più ottimisti gli davano il beneficio del dubbio, nulla di più, in attesa di vedere cosa avrebbe combinato, ma non era considerato il “salvatore della patria”, anche perché questo appellativo era già stato utilizzato qualche anno prima per Rick Pitino, il quale però aveva sbagliato tutto lo sbagliabile, limitandosi a scegliere bene al draft, ma poi cedendo le buone scelte per la troppa fretta di voler ottenere dei risultati. Basti solo ricordare due sue scelte cedute anzitempo: Joe Johnson e Chauncey Billups, ora leader delle rispettive squadre ad Atlanta e Detroit.

Danny Ainge non è mai stato incline alle mezze misure sui parquet NBA quando non disdegnava ottenere la vittoria con qualunque mezzo disponibile, cosa che a Bird non dispiaceva affatto. Fuori dal campo ha proseguito questa sua tendenza a fare di testa sua indipendentemente dal parere esterno quindi, forte della fiducia dei nuovi capi, ha iniziato a ristrutturare la squadra.

I maligni dicevano “distruggere”, qualcuno si limitava, per modo di dire, a definirlo “smantellare”, ma pochi hanno veramente capito la bontà del suo progetto ed a poco valeva cercare di spiegare che quella squadra che aveva raggiunto la finale di Conference era finita. Ainge invece l’aveva capito benissimo e la sua ristrutturazione è iniziata con un unico punto fermo: l’unico giocatore veramente futuribile ed incedibile era Pierce, tutti gli altri sarebbero stati sacrificabili. Il lavoro di Ainge è andato avanti spedito cedendo i contratti esosi ottenendo in cambio prevalentemente scelte al draft, e qui andiamo sul velluto con il buon Danny.

2008_36_ainge.jpgPer tutti indistintamente Danny Ainge è riconosciuto come un autentico mago al draft, riesce spesso a ricavare qualcosa di buono e molte delle fortune dei Celtics attuali sono da attribuire al suo fiuto eccezionale. Un esempio che riporta un fatto realmente accaduto può spiegare bene l’incrollabile certezza che ha Ainge nelle sue intuizioni: l’anno in cui Ainge al draft avrebbe scelto Al Jefferson, Delonte West e Tony Allen, durante i workout prima del draft Al Jefferson a Boston ha giocato veramente male, complice un’ingenuità del giocatore il quale, abituato al caldo del Texas, non si è interessato della temperatura a Boston e si è preso una mezza influenza.

A quel punto Doc Rivers ha detto ad Ainge che non lo voleva, ma Ainge invece imperterrito ad insistere che è stato solo un caso che abbia giocato male, che le sue qualità sono eccellenti e che sarebbe stato bene sceglierlo se fosse stato disponibile alla 15. Alla fine Ainge lo sceglie e col tempo Rivers ha dovuto ricredersi e ringraziarlo d’averlo convinto a non opporsi alla sua chiamata, dimostrando che il general manager ha un enorme talento nel riconoscere i giovani interessanti.

Sono ancora freschi nei ricordi del tifosi bostoniani le chiamate nel secondo giro del draft di gente come Ryan Gomes, Leon Powe e Glen Davis, tutti giocatori chiamati con scelte molto alte, ma che stanno tutti facendo bene nell’NBA.

Questo processo di ristrutturazione con cessione di contratti pesanti e giocatori per nulla futuribili è proseguito fino alla scorsa estate quando, dopo una stagione martellata da infortuni di tutti i tipi, senza i quali i play-off sarebbero stati perfettamente raggiungibili, e la sfortuna di non aver avuto in serbo una delle prime due chiamate al draft, Ainge, in accordo con Doc Rivers e la proprietà, ha deciso che il processo di ristrutturazione sarebbe stato concluso ed avrebbe “monetizzato” il lavoro svolto in questi anni.

Inizialmente prima del draft avrebbe voluto far arrivare subito Garnett a Boston, l’accordo con Minnesota era già quasi concluso, ma il giocatore si è opposto perché non vedeva un progetto utile per puntare in alto. Sarebbe interessante intavolare un ragionamento sul fatto che i giocatori in teoria non potrebbero avere voce in capitolo sugli scambi, ma rischiamo di tirarla troppo per le lunghe, basti sapere che quello che spaventava Garnett era non solo l’errara percezione di una squadra debole, ma anche la presenza di Szczerbiak, tempo prima in forze a Minnesota ed i cui rapporti tra i due non sono mai stati amichevoli.

Ainge, come suo solito, non è stato fermo e ha intavolato una trade con Seattle che sostanzialmente otteneva due obiettivi: si liberava di Szczerbiak e portata a Boston un secondo big come Ray Allen. La lungimiranza e la bravura di Ainge trova un primo risultato concreto nella possibilità di ambire seriamente alla partecipazione da protagonista ai play-off ed inoltre lasciava ancora in roster numerosi asset da utilizzare nel prossimo futuro, infatti subito dopo il draft Ainge torna alla carica per Garnett, a Minnesota va ugualmente bene la nuova proposta di Boston, che racchiude una scelta di Minnesota stessa ceduta a Boston anni prima, e soprattutto un lungo molto futuribile, il già citato Al Jefferson, che ha iniziato a farsi notare come uno dei più importanti giovani lunghi in tutto il panorama NBA.

Con l’aggiunta di due giovani, Gomes ed asset utilizzati per pareggiare i salari, Kevin Garnett arriva quindi a Boston ed è celebrato come il salvatore della patria ed il congiungimento con Allen e Pierce forma un triumvirato che sbancherà il tavolo NBA conquistando quasi tutto il conquistabile: primo record in stagione, titolo di miglior difensore e soprattutto titolo NBA conquistato di prepotenza.

Per non farsi mancare niente Ainge ha dimostrato che è bravo anche nel firmare free agent utili alla causa con l’arrivo di Posey e House prima e di Pj Brown e Cassell dopo, e che l’immobilismo degli anni precedenti sui giocatori liberi era solo dipeso dal fatto che non era ancora pronto per la caccia al titolo e che la firma di ambiti free agent non sarebbe stata utile.

Il premio di miglior general manager NBA è soltanto un doveroso riconoscimento alla bravura di questo eccezionale uomo che ha saputo far risplendere i colori biancoverdi sulle vette NBA e far tornare in auge il pride (ora riveduto e corretto in Ubuntu) che tanto ha dato soddisfazioni in passato, che ha vinto quest’anno e che potrà ripetersi in futuro con un general manager che garantisce continuità di rendimento ad alti livelli.

Commenti (21)add comment

Christian Spazian ha scritto:

  A differenza del Doc, che talvolta l'ho criticato, ho sempre difeso Ainge e sono orgoglioso d'averlo fatto perchè mi piace il suo stile, la sua bravura e la sua instancabile voglia di migliorare sempre la squadra.

Bravo Danny. smilies/cheesy.gif
commento inserito alle 11:24 del 18 luglio 2008

Lanter ha scritto:

  Danny sorprendici un'altra volta e regalaci un bel rinforzo per sostituire il nostro ex 6° uomo!

Così puoi smentire chi pensa che i Celtics si siano indeboliti; mi sembrerebbe più opportuno aspettare la fine del mercato per dare un giudizio! smilies/sad.gif

Sono anche convinto che abbiamo dato un segnale forte sul fatto che giocare una buona stagione non vuol dire passare all'incasso in maniera automatica. E non solo, il manager di Posey che ha altri sui assistiti che devono firmare per noi avrà capito che se tira troppo la corda, questa si Spezza!!!! smilies/wink.gif
commento inserito alle 11:37 del 18 luglio 2008

boston ha scritto:

  io l'ho criticato per scal,pollard e perchè ci ha messo tanto a lasciar andar via posey.per il resto con quello che ha ereditato e con una proprietà che a differenza di città più grosse tira fuori meno soldi,beh secondo mè ha fatto un grande capolavoro(e ne farà ancora!!!!).l'unico appunto che gli faccio,è di guardare un pò di più al mercato europeo. smilies/grin.gif smilies/grin.gif smilies/grin.gif
commento inserito alle 11:42 del 18 luglio 2008

dimitri75 ha scritto:

 
la sua instancabile voglia di migliorare sempre la squadra

Io sono d'accordo con tè però dire una cosa del genere il giorno dopo il non rinnovo del contratto Posey...potrebbe farti cadere adosso qualche critica dei più frettolosi,io sono del opinione che bisogna aspettare perchè magari c'è qualcosa che non sappiamo che bolle in pentola(speriamo) smilies/wink.gif
commento inserito alle 11:42 del 18 luglio 2008

Lanter ha scritto:

  Penso che i veri obbiettivi di Ainge non li abbia ancora capiti nessuno!

Il re del lavoro oscuro!!
commento inserito alle 11:49 del 18 luglio 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Il giudizio deve essere sul lavoro fatto e, finalmente, è arrivata la famosa e tanto attesa quadratura del cerchio che ci ha portato l'anello, quindi possiamo affermare che il nostro GM ha fatto un eccezionale lavoro e l'aggettivo non è usato a caso, ma proprio perchè non credo potrà essere ripetuto in futuro da altre franchigie.

Christian giustamente ha ricordato le pessime condizioni del roster trovato da Ainge, giocatori anzianotti arrivati al massimo di quello che potevano dare, con contratti lunghi e pesanti, poche scelte e piuttosto alte, insomma un vero disastro.
C'è voluto tempo e molto, ci sono volute annate anche tristi, ma senza poter partire mai con un gruppo scadente perchè le aspettative in città erano comunque e sempre per i PO.
Con tutti questi limiti siamo riusciti a tornare a vincere, un pizzico di fortuna, ma soprattutto la capacità di avere quella flessibilità salariale che ci ha permesso di prendere Allen e Garnett insieme a Pierce e Ainge in questo ha fatto davvero un capolavoro passando attraverso trade che ai più non erano piaciute perchè difficili da capire in quel momento.

Il rifiuto di accettare la gravose richieste di Posey deve essere inquadrato in questa ottica, il tentativo di mantenere un minimo di flessibilità anche con PGA e i loro stipendi.

Non accetto in nessun modo che l'operato di Ainge sia ancora messo sotto esame per giudicarlo, non ha trattenuto un pezzo importante, è vero, ma voglio accettare il presupposto che le sue valutazioni avranno tenuto in considerazione elementi che io neanche immagino.

Le firme di Pollard e Scal non ci piacciono? Ma il loro costo è davvero minimo e quali sono stati gli intangibles che ci hanno comunque portato di cui non siamo a conoscenza? E quanti decimi/undicesimi/ecc giocatori "sbagliati" si firmano in continuazione in questa lega? Dai, se lo scopo è trovare, per forza, qualcosa per criticarlo, allora lo capisco, altrimenti guardiamo il quadro complessivo e lasciamo perdere i particolari di poco significato.
commento inserito alle 11:57 del 18 luglio 2008

Legend ha scritto:

  Come dice, Christian, nessuno si è lanciato a difendere Ainge dal primio giorno. Del resto, chi avesse fatto una cosa simile sarebbe stato poco credibile, perché per giudicare l’operato di un manager o di un allenatore è necessario vederlo operare per qualche tempo e cercare di rendersi conto del suo programma.
Quando però vidi la veemenza degli attacchi ad Ainge fin dalla prima trade (Bruno Sundov e J.R. Bremer per Jumaine Jones, scambio non molto significativo ma comunque positivo per i Celtics) capii che c’era qualcosa di strano.
R.C. Buford si è preso meriti per azioni che andavano ascritte a Popovich, ed Ainge non poteva muovere un dito che subito un’orda di scalmanati capitanata dal Duo di Sky si lanciava su di lui?
Ed a ciò, andava aggiunta una marea di pollaccioni in maglia Celtics che si faceva abbindolare dalle stelle del satellite: ma che soddisfazione quando dopo la trade di Garnett ho tirato personalmente le orecchie a Federico Buffa, sottolineando come gli ironici commenti suoi e del “pard” avessero reso la vita un inferno a noi di ICP. Quante ore spese a spiegare discorsi su “flessibilità salariale” e “codice comportamentale”, o a confutare eresie strategiche come la famigerata “navigazione a vista”, tempo che avremmo potuto impiegare per raccontarci il passato della nostra squadra, o per analizzare caratteristiche tecniche dei giocatori, fondamentali e schemi.
Vabbè, fa niente, possiamo voltare pagina, se un domani siamo tutti d’accordo che prima di partire con i “Fire John Doe” (dove “John Doe” è il prossimo manager/allenatore dei Celtics) cercheremo di analizzare con maggior calma la situazione, senza farci prendere da manie calciofile.
Intanto, però, gli “Aingisti” hanno visto ben ripagata la loro fiducia. E quella foto mentre intervisto il futuro GM dell’anno vale un po’ di più, perché io sul suo “carro”, come Christian, come Leo, come Michele, c’ero anche e soprattutto quando esso era quasi vuoto.
commento inserito alle 12:09 del 18 luglio 2008

Piero ha scritto:

  Sul carro c'ero anch'io e mi fa piacere poter dire che avevo visto giusto: capirò una fava di basket ma di amm.ne, management ecc. qualcosina ho imparato, per cui mi piace vedere che una persona che sento molto vicina al modo in cui anch'io troppo spesso vengo guardato (antipatico perchè vincente) riesca a raggiungere i propri obiettivi. Il fatto di essere "tranchant" sulle questioni di cui è responsabile è sinonimo di schiettezza e determinazione e se a questo ci si aggiunge un po' di pride/ubuntu ecco che si può dire come i Celtics di adesso sono la squadra di Ainge, costruiti a sua immagine e somiglianza.
Se Posey se ne va per i soldi è giusto così, anch'io avrei fatto altrettanto e credo anche Ainge. Peraltro in cuor mio credo che Posey avesse già scelto da un paio di settimane o più il proprio destino, ma l'annuncio è stato dato dopo la conferenza a Boston per la presentazione del dvd della stagione: ben fatto!
commento inserito alle 13:57 del 18 luglio 2008

Diego Lentini ha scritto:

  Pur avendo preso leparti di Ainge in passato, non vado sul carro per due motivi: il primo perchè difendevo Ainge contro attacchi privi di senso e come spesso accaduto "a prescindere"; secondo perchè la valutazione di un GM ho imparato in questi anni di ICP che è impossibile giudicarla da un anno all'altro, spesso nemmeno in un arco di tempo di due anni per un semplice motivo....sto benedetto salary cap, fatto di un milione di trappole intoppi ì e congetture che è impossibile valutare nell'immediato senza contare una serie di variabili che non dipendono solo dalla "simpatia" del Gm come ad esempio i free agents.
Detto questo come volete che possa essere giudicato Ainge per il lavoro svolto a Boston? MEMORABILE!
commento inserito alle 15:57 del 18 luglio 2008

max77 ha scritto:

  La non riconferma di Posey sembra un'errore. ma io come ho gia' scritto sono per la fiducia a Danny sono curioso con i soldi risparmiati cosa fara'
commento inserito alle 17:32 del 18 luglio 2008

roberto ha scritto:

  sul carro c'ero anch'io anche se quando mi scambiò una buona 1° scelta per un giro di valzer con l'antoinewalkerbis il dubbio di cercare dov'era il pulsante "fermata a richiesta" mi venne.... preciso: cercare dov'era non ancora di schiacciarlo (anche perchè i primi momenti del genius 2.0 sembravano meravigliosi....)
commento inserito alle 17:37 del 18 luglio 2008

Alberto ha scritto:

  Ammetto di averlo criticato ma dopo i fatti dell'estate scorsa la mia fiducia in Danny è ormai cieca.
Aveva detto che avrebbe portato il 17° titolo a Boston in 3 anni e anche se ci ha messo un anno di più ha mantenuto la promessa realizzando un mercato semplicemente impossibile e irrangiungibile.
Sono convinto che Ainge sin dal suo primo anno non avesse un piano A e poi un piano B, come tanti di voi hanno detto dopo l'estate scorsa, e il miracolo che ha compiuto è il risultato di uno che, perso GREG ODEN o KEVIN DURANT (ma sopratutto GREG ODEN), si è giocato tutto quello che aveva all'ultima spiaggia portando prima Ray Allen, poi KG ed infine a quel punto anche il contorno necessario per arrivare al titolo.
Per raggiungere questo gli va dato atto che il suo motto di scegliere sempre il migliore talento che arrivava libero alla chimata dei Celtics ha pagato perchè senza il mio idolo Al Jefferson, Ryan Gomes, Delonte West, Gerald Green, Sebastian Telfair (vabbè questo qui se analizziamo bene il suo arrivo a Boston ci accorgiamo che è stato un errore grossolano visto chi hanno preso i Blazers in cambio), il contratto di Ratliff, Wally piedi di cristallo Szerbiack ecc..
Gli è andata bene perchè KG giocava nei T'Wolves dell'amico ed ex Celtics McHale ma come si dice la fortuna aiuta gli audaci e Danny Ainge è stato si fortunato ma ha anche rischiato tantissimo ed oggi grazie sopratutto a lui siamo tornati a respirare l'aria dei vertici assoluti della NBA.
GRAZIE MILLE DANNY.
commento inserito alle 17:47 del 18 luglio 2008

boston ha scritto:

  xmichele pulcini
scusami,ma non condivido.mi spiego,se uno può aver preso un bidone si potrà dirlo?o devo dire,tutto bene qualsiasi cosa faccia.io gli ho fatto i complimenti.quindi se mi permetto di appuntargli 2 errori ne ho tutto il diritto.con questo chiudo,perchè se nò mi toccherebbe fare altri esempi in altri campi.scusami,ma quando tu sbagli,hai fatto bene o hai sbagliato?le critiche servono,se nò uno può anche smettere di seguire chiunque perchè tanto fà sempre bene. smilies/wink.gif smilies/wink.gif smilies/wink.gif
commento inserito alle 19:39 del 18 luglio 2008

pierluiigi ha scritto:

  danny ainge era un povero mentecatto fino all'anno scorso,
adesso è diventato il nuovo re mida
un pò di equilibrio non guasterebbe

inutile nascondere la perdita di jp è un grosso problema
commento inserito alle 20:16 del 18 luglio 2008

Legend ha scritto:

 
danny ainge era un povero mentecatto fino all'anno scorso,
adesso è diventato il nuovo re mida (Pierluiigi)


Scusa, Pierluigi, faccio fatica a capire il tuo commento. Sembra che un anno fa tutti dessero del mentecatto ad Ainge, cosa che non è assolutamente vera. Chi l'anno scorso diceva che Ainge era un mentecatto adesso tace perchè ha capito di non essere competente come credeva. Chi invece Ainge lo difendeva (e parlo anche di tre, quattro anni fa) non lo vede come un "re Mida", ma come un abile manager, uno che ha saputo mantenere la calma mentre tutti strepitavano, e piazzare i colpi vincenti al momento opportuno. La partenza di Posey non piace nemmeno a me, ma, come ho scritto in un altro post, i soldi degli altri sono più facili da spendere.
commento inserito alle 20:29 del 18 luglio 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Non concordo neanche con Legend, perchè quale potrebbe essere, allora, l'esempio del GM illuminato? Ainge ha vinto un titolo in pochi anni senza avere scelte alte come altri (vedi Chicago), partendo da una situazione tecnica e salariale terribile, dimostrando la pazienza di non cercare scambi tanto per rabbonire stampa e tifosi, chiarendo a tutti come si gestisce il monte salari.

Le franchigie vincenti degli ultimi anni quali sono? San Antonio e Detroit, direi.
La prima costruita molto bene e ancora meglio mantenuta negli anni, ma figlia di una botta di fortuna iniziale (Duncan) che avrebbe magari cambiato molte altre squadre (ahinoi Boston compresa), la seconda nata grazie a operazioni di mercato lungimiranti (Billups, Hamilton, Wallace e Wallace) e scelte (Prince), ma che è stata in grado di vincere un solo anello negli anni, non è stata in grado di trattenere l'unico allenatore vincente della loro storia recente (Brown), ha sbagliato grossolanamente la scelta n. 2 di Milicic.
Quindi non ritengo Buford o Dumars superiori a Ainge, sono tutti GM validi e vincenti (per ora Dumard è vincente quanto Ainge), lo stesso Riley, un vero santone da molti punti di vista, ha saputo vincere con l'arrivo di Shaq, non ha potuto ripetersi, anzi è precipitato (one and done), lo vedremo a livello di ricostruzione dopo la fine dell'era Shaq (intanto bravo per essersi liberato del suo contratto).

Come potrei allora riconoscere i manager illuminati? Un esempio?
commento inserito alle 14:39 del 20 luglio 2008

boston ha scritto:

  xmichele pulcini
sai la differenza che c'è tra ainge(eppure 2 eerori li commessi)e gli altri vincenti?è molto semplice,lui ha ereditato un disastro e con pochi soldi,e nonostante tutto ci ha fatto vincere l'anello.e ti avviso,il prossimo anno è di nuovo nostro.eh cavolo, un pò di ottimismo,sembriamo una banda di sadomasochisti.va bene essere realisti,ma bisogna sempre e lo ripeto sempre in meglio.scusami, michele ma tù sei uno tosto e quindi da tè mi aspetto che si punti solo ed esclusivamente per vincere.ciao con affetto smilies/wink.gif smilies/wink.gif smilies/wink.gif
commento inserito alle 18:27 del 20 luglio 2008

Legend ha scritto:

  Non mi è chiaro in cosa non concordi con me, Michele, ma va bene così. Essere sempre d'accordo è pesante. Non penso che Ainge non sia un "manager illuminato", anzi, credo che sia tra i migliori della Lega.

Boston, due errori su quanti? Una cosa è commettere due errori su due operazioni, un altra è sbagliare due mosse su trenta. Per anni qui su ICP c'era chi di volta in volta invocava Thorn, Paxson, Buford, Nelson ed ora tutti questi sono stati messi in riga da Ainge.

Ancora c'è qualcuno che crede che Garnett sia arrivato a Boston perchè McHale e Ainge sono amici? Ed allora per la trade di Gasol o per quella di Camby cosa c'è stato? Versamenti di tangenti sotto banco? No, perchè SETTE PER UNO tra giocatori e scelte non sono proprio il regalo di Natale.... specie se Gasol arriva per Crittenton, Kwame Brown e scelte, o Camby arriva per due seconde scelte....

Ricordiamo inoltre che lo scambio di Telfair fu con la scelta di Foye, non con quella di Roy. Quindi può anche essere stato un errore, ma non così grossolano.
commento inserito alle 19:30 del 20 luglio 2008

boston ha scritto:

  xlegend
quando scrivi così mi fai cadere,eh nò se nò si fanno male(stò scherzando).quando io dico 2 errori,vuol dire fino ad adesso.quindi se ha fatto 12 mosse di mercato,è un'esempio,per mè lui ha toppato 2 volte(scal e pollard!stop).legend,io non sono dispiaciuto di posey,e mi spiego,mentre lui ha 31 anni ma era già buono(e rimarrà solo buono e cioè non farà il salto di qualità),mentre i big 3 si sapeva cos'erano,il giocatore che ha fatto un notevole balzo di qualità(e non è finita)grazie a rivers è solamente il grande mitico rajon rondo.lui ha 21 anni e quindi lui non bisogna perderlo perchè lui è il futuro per altri 10 anni.quindi come vedi,io guardo i grandilati positivi e poi guardo anche se c'è statoun'errore(può capitare!!!!!)vale sempre il discorso dei contrappesi.con affetto smilies/cheesy.gif smilies/cheesy.gif smilies/cheesy.gif
commento inserito alle 22:12 del 20 luglio 2008

boston ha scritto:

  xlegend
mi son dimenticato una cosa che sembra stupida ma non lo è.quanto bacino d'uttenza ha boston?ho letto,mi pare 700.000 abitanti.guardiamo le altre città come l.a.,new york,san antonio,detroit,miami,philadelphia ecc ecc.eppure anche questo conta,come visibilità,come importanza,come politica e come imprenditori.sembra stupido,ma non lo è,ebbene,scusa ma li abbiamo fottuti tutti.quindi,se ainge commette 2 errori in 12 mosse,continueremo a vincere.e sai perchè?perchè siamo i più forti e perchè non molliamo mai a costo anche di subire moderazioni.questa è la nostra anima,anche quella di christian e tutti gli altri.sempre e solo booooooooston celtiiiiiiics smilies/grin.gif smilies/grin.gif smilies/grin.gif smilies/grin.gif smilies/grin.gif smilies/grin.gif
commento inserito alle 22:24 del 20 luglio 2008

Alberto ha scritto:

 
Ancora c'è qualcuno che crede che Garnett sia arrivato a Boston perchè McHale e Ainge sono amici? Ed allora per la trade di Gasol o per quella di Camby cosa c'è stato? LEGEND


L'ho detto io ma non l'ho messa così semplice.
Ho detto che Ainge ha avuto la fortuna di essere amico del suo ex compagno McHale e questo lo ha facilitato nei confronti di altri GM per l'acquisto di KG che, tu lo voglia o no, a Minnesota aveva finito il suo tempo.
Non ho mica sminuito il suo lavoro per carità altrimenti qui se qualcuno dice qualcosa di diverso dalla massa sembra sempre quello che è nel torto un pò come accade nel nostro bel Parlamento.
Poi tutto il resto che ho detto di Danny è poco sopra.
commento inserito alle 08:46 del 21 luglio 2008

Scrivi commento
Si deve essere connessi al sito per poter inserire un commento. Registratevi se non avete ancora un account.

busy
 
< Prec.   Pros. >

Accedi al sito

Sondaggi

Premio Red Auerbach: terza settimana 2008-2009
 

Cerca nel sito

Ultimi commenti

RECAP: Boston vs New York 110 ...
Se si vuole parlare mi farebbe anche piacere se Legend si accorgesse di aver alzato un po' troppo i ...
RECAP: Boston vs New York 110 ...
Questa è bella, va bene che ognuno è padronissimo di vivere il tifo come meglio crede, ma se il si...
RECAP: Boston vs New York 110 ...
tutti pareri ovviamente espressi da gente che avrà visto si e no mezza partita dei Celtics in tutta...
RECAP: Boston vs New York 110 ...
Una W è sempre una W, mica bisogna sputarci sopra, poi è chiaro che alcune sono più importanti di...
RECAP: Boston vs New York 110 ...
Dico la mia: da un lato la gentilezza di New York nello stendere il tappeto rosso in area ci ha dato...
RECAP: Boston vs New York 110 ...
Ma con chi ce l'hai? Non capisco proprio, e poi sto concetto di crescita lo trovo un po' irritante p...
RECAP: Boston vs New York 110 ...
..intanto è il caso di non cominciare a inventarsi i virgolettati solo perché bisogna rispondere c...
Garnett sospeso
[quote]Per Gabrielex. Fidati, da quel che si dice, MJ in questo senso era una vera merda, a quanto...
RECAP: Boston vs New York 110 ...
Una W è sempre una W, mica bisogna sputarci sopra, poi è chiaro che alcune sono più importanti di...
RECAP: Boston vs New York 110 ...
se continua a giocare così, diventerò un fan scatenato di perkins :) ;).. a parte gli scherzi. l' ...

Syndicate