|
Ok, frittata fatta: Posey, dopo aver dichiarato non più tardi di ieri "Boston rimane la mia prima scelta" ci saluta, raccoglie le sue povere cose nella valigia di cartone ed emigra, come fecero i nostri padri cento anni fa, a parte i 6 milioni di dollari l'anno, ovvio...
Per la verità noi estimatori del trifogliame ci eravamo già un po' stufati di questo tira e molla, insospettiti dal Bartelstein che immaginavamo impegnato con corredo di forcone, corna e puzza di zolfo a tentare il povero James con il suo registratore di cassa portatile: " Vedi Posey (lui non lo chiama per nome, ne sono certo), se noi...clacketyclack (sono i tasti del registratore di cassa) chiediamo 20 anni a 100 milioni l'anno a Minnesota...clacketyclack, fanno 2 miliardi di dollari quando avrai 51 anni (gran procuratore ma non troppo intelligente, concordo)...oppure potremmo venderci a coachfilgecson a Lakers (perché anche in geografia non è una cima) per dimostrare che sei un vincente coast to coast e chiedere poi un contrattone ai Washington Generals e farti passare per quello che finalmente farà il mazzo a quegli spocchiosi dei Globetrotters. Da qui a Presidente degli Stati Uniti è un attimo...".
Insomma, travolto da questa marea di cifre e promesse il Nostro accetta, più per stanchezza che per reale convinzione, anche perché pare che l’ineffabile procuratore, con malcelata malizia gli abbia calato il colpo di grazia con l'aria di chi la sa lunga: "E tra l’altro in Louisiana ci troverai Paul", annuendo con aria di intesa...Posey, confuso e felice come solo Carmen Consoli avrebbe saputo essere, esclama di rimando: "Pierce??? Caspita, vado di corsa, mi sono trovato tanto bene con lui a Boston" (anche Posey non è un genio); morale, il 41 biancoverde non esiste più e Bartelstein potrà iniziare a pagare la rata del mutuo di quel trilocale a Riccione.
Ma poi, siamo sicuri che in tutto questo non c'entri la sonora pedatona nel deretano al suo ex assistito Antonio Walker, destinazione Miami, orchestrata dal nostro GM nell'anno di grazia 2005? Permalosone...
Rimane il nodo House e il nodino Giddens, tanto per cambiare legati a Barty a doppia mandata. Pare che la prima richiesta di Eddie fosse un decennale da un trilione di sterline e una seconda scelta futura per aiutare la moglie a fare le faccende di casa più noiose, compreso tirare la palla al piccino per renderlo più competitivo nella sua funzione di raccattapalle. Ainge si è leggermente irrigidito, poi, dopo aver colpito House con un fermalibri in ghisa a grandezza naturale con le fattezze di Bill Laimbeer, ha riacquistato il suo antico aplomb, consigliando all'interlucutore di tenersi a debita distanza finchè non fosse sceso a più miti consigli. House ha incassato l’invito, e la randellata, promettendo di "valutare tutte le circostanze che consentirebbero di riavvicinare le due parti in causa", almeno è quello che avrebbe detto se gli fossero rimasti i denti...di fatto dalle sue labbra è uscito solo un poco comprensibile "shagahhhgtrbhhghghgh aaah yhuayhu".
Giddens, forte della sua lunga militanza in NBA, anche lui sobillato da un Bartlestein preoccupato di non poter acquistare il monolocale con bagno confinante con il trilocale di cui sopra, cosa che gli consentirebbe una casa al mare di metratura rispettabile, si è presentato da Danny in cotta di maglia in ferro e elmo medievale, pronto a sfoderare la sua richiesta (un contratto da rinnovare anno per anno a discrezione del giocatore, con cifre parimenti a discrezione dello stesso), ma, notato Ainge in kimono intento a spezzare con la fronte una dozzina di plinti di cemento armatissimo, ha ritenuto opportuno allontanarsi per tornare in un secondo momento, magari con un piano B e un’armatura in lega di titanio.
Per il resto mercato magro per Beantown: Tyronne Lue, in bilico tra Boston e Phoenix, decide di vincere subito e sceglie l'alternativa più appetibile atterrando a Milwaukee, una delle tre squadre favorite per il campionato assieme ai Clippers e alla Pro Vercelli. Gomes sarebbe una scelta graditissima ai più, purtroppo verrebbe via solo con l'intera MLE e Ainge ha testualmente dichiarato:" Con la MLE ci terrei a portare a casa un lungo con un buon tiro e un cambio per Rondo: in accordo con Rivers avremmo pensato a Sikma e Stockton, ma non riesco a trovare i numeri di telefono...ora scusate ma tutta questa kriptonite nei microfoni mi sta affaticando molto...Alfred, preparami la Batmobile...". I tifosi sono leggermente preoccupati.
Ancora incerto il destino delle due giovanissime mascotte dei Celtics, Cassell e PJ Brown. Ai due è stata fatta una proposta innovativa, per non rinunciare al loro apporto pur tenendo in debita considerazione l'età non più verdissima. E' un piano semplice quanto geniale: per ogni partita giocata riceveranno dei bonus, quali la possibilità di andare a guardare per giornate intere gli scavi sulle strade di Boston dando consigli non richiesti agli operai, pomeriggi al bar davanti a un bianchino con licenza di bestemmiare giocando a scopone scentifico o scala 40, serate di lunghissimi racconti di conflitti passati, quando "si andava in guerra lasciando la morosa con gli altri a far l'amor". (nella foto a lato, quattro amici di Cassell lo attendono fuori dal Garden per la briscola).
Nel frattempo l'asilo Mariuccia ha aperto una filiale nelle vicinanze del Banknorth Garden: procaci maestrine avranno il compito di vigilare su O'Bryant, Davis, Walker e Pruitt dopo la fine degli allenamenti finchè i genitori non li andranno a ritirare. Il bidello? Scal naturalmente.
Ma non si creda che le altre franchigie dormano: Denver fa il colpaccio guadagnandosi il privilegio di una seconda scelta futura rinunciando a Camby, bravo ragazzo, bel giocatore, con l’unica pecca di non riuscire ad entrare nei meccanismi difensivi di una squadra che ha fatto della difesa una ragione di vita...vi racconteranno che l'operazione è stata effettuata per alleggerire il monte ingaggi, la realtà è un'altra: impossibile, per il povero Marcus, capire completamente i dettami di coach Karl, specialmente quando era obbligato a girarsi di spalle e urlare "UN DUE TRE STELLA" prima di avvicinare l’uomo lanciato a canestro, perché sia chiaro, contro Denver gli avversari arrivano TUTTI, SEMPRE E COMUNQUE lanciati a canestro. Karl, where pirlas happens...(e i tifosi di Pierce lo sanno fin troppo bene).
Gli Hawks sono all'affannosa ricerca di un centro affidabile, vincente e con elevato QI cestistico; dopo aver spulciato tutti gli scouting report degli ultimi mesi, dopo aver sguinzagliato agenti in tutti gli Stati Uniti per sondare gli umori di owners, coach e giocatori, dopo decine di riunioni a porte chiuse per sviscerare ogni aspetto di ogni singolo lungo disponibile nell'emisfero boreale, coach Woodson, sudato, stanco, malfermo sulle gambe per lo sforzo poderoso, ha finalmente deciso il giocatore giusto per un workout: KWAME BROWN. Pare che la notte successiva un signore nero, paffuto e con i baffetti sia stato visto entrare accompagnato da molti inservienti all'ospedale psichiatrico di Atlanta urlando: "VI GIURO CHE E' FORTE, ME L'HANNO DETTO I LAKERS E I GRIZZLIES"
I Lakers, a proposito, continuano la marcia di avvicinamento ad Artest, offrendo come contropartita cuor di leone Odom; purtroppo a Sacramento non sono convinti e i gialloviola, avendo già regalato per la miseria di un Gasol gli unici giocatori con un reale e comprovato valore, ovvero il Brown di cui sopra e Crittenton, faticano a rendere lo scambio più appetibile. In mancanza di meglio Kupchak sta cercando di scambiare Walton per Artest, Martin, Udrih, due prime scelte, denaro e un autografo di Cino Tortorella, l'indimenticato Mago Zurlì, non spiegandosi il motivo per cui i Kings continuino a nicchiare...eppure a Memphis erano stati assai meno schizzinosi.
Comincia benissimo il cammino verso la vittoria dei Bulls (secondo il Buffa erano già favoriti l'anno scorso, figuriamoci ora). Nessuna news di mercato, in compenso Derrick Rose, fiera scelta numero uno al draft, ha già finito la Summer League causa infortunio; la diagnosi è tendinite. Pare che il medico gli abbia ordinato di mantenere il piede in allenamento, senza esagerare; stufo di banali piegamenti della caviglia decide di provare ad usare il pedale dell'acceleratore come attrezzo di riabilitazione; il piede reagisce bene, anche il poliziotto che lo becca mentre viaggia 40 miglia l'ora sopra il limite: 1000 dollari di multa, patente sospesa e obbligo di frequenza ad un corso di scuola guida. Ma c'è un altro genio al lavoro nella città ventosa e risponde al nome di JamesOn Curry (non è un refuso, si chiama proprio JamesOn con la "o" maiuscola). Il nostro eroe beve un po' troppo, passa in modalità JamesOff e si rende colpevole nientepopodimeno che di "resistenza a pubblico ufficiale e minzione in luogo pubblico". Anche a Chicago come a Denver, pirlas happens.
|