Home arrow Archivio arrow Blog arrow Michele Pulcini arrow 2007-08 NBA Champions : Kevin Garnett
2007-08 NBA Champions : Kevin Garnett PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Anderle   
martedì 29 luglio 2008

…ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

 

 

Il moderno Ulisse dei canestri alla fine è arrivato alla sua Itaca. Un viaggio lungo 12 anni, prima di scrollarsi di dosso la maledizione che gli Dei del Basket gli avevano lanciato per aver voluto troppo il 1 ottobre 1997, giorno in cui aveva firmato il più ricco contratto della storia NBA. L’accordo aveva rischiato di mandare la Lega a gambe all’aria con il susseguente sciopero dell’anno dopo, ed era chiaro che nell’Empireo tutti se l’erano legata al dito. Ma ora che Ulisse veste il Verde, tra i Numi dei Canestri ha qualcuno che può salvarlo, quello che sorride con un sigaro in bocca, e mi piace credere che sia questa la ragion per cui l’Odisseo di Mauldin ha potuto baciare il suolo della sua patria ritrovata. Parole come “orgoglio”, “squadra”, “sacrificio” e “dedizione” che gli frullavano confusamente in testa fin dai tempi del liceo, hanno assunto un nuovo significato una volta sbarcato all’aeroporto Logan di Boston, dove ad attenderlo c’era il Celtic Pride. kgs_back.jpg

Non ha perso tempo, Kevin Maurice Garnett a conquistare i tifosi ed a farsi amicizie importanti, in primis quel William Felton Russell che in una fantastica intervista gli ha detto: “Se, nonostante tu giochi nel modo giusto, non riuscirai a vincere un anello di campione, non preoccuparti, ti regalerò uno dei miei”. Per chi ha avuto la fortuna di seguire i Celtics a Roma la prima cosa che balzava all’occhio appena entrati nel PalaFonte era l’energia “atomica” sprigionata da quel giocatore lungo lungo e magro magro: un’energia contagiosa, capace di guidare i Celtics ad una stagione indimenticabile. Ecco perché l’MVP avrebbe dovuto essere “KG”: se è vero che Chris Paul è stato la luce degli Hornets, se è vero che Kobe Bryant dopo la trade-Gasol ha guidato i Lakers sulla vetta ad Ovest del Mississippi e se è vero che LeBron è “Il Prescelto”, nessuno nella stagione NBA appena conclusa si è caricato la propria squadra sulle spalle con la potenza, la rabbia e la determinazione di Kevin Garnett.

Già all’esordio nel facile 103-83 sui Wizards “Il Bigliettone” fa capire di poter dominare “ad libitum”, compilando il primo 20+20 della storia Celtics da quando Mark Blount nel suo “contract year” il 1 marzo 2004 aveva fatto registrare 28 punti e 21 rimbalzi nella vittoria contro Orlando. E’ l’unica occasione in cui Garnett scollina oltre le 20 “carambole”, ma questo non impedisce ai Celtics di assicurarsi il miglior “turnaround” nella storia dell’NBA. Rivers ha saggiamente trovato un modo per non stancare i titolari: pesca a piene mani dalla panchina dove Posey, “Big Baby” ed in un secondo tempo Powe gli permettono di  ridurre la presenza in campo del campione di 5 minuti a partita rispetto alle medie in carriera. “Man, quando Doc mi ha parlato del suo piano per farci riposare, gli ho risposto che da quando avevo 14 anni ho lavorato in sette posti diversi, e non avevo mai riposato tanto, in vita mia”. Alla fine, però, le sette partite “risparmiate” rispetto al passato gli permetteranno di essere incisivo durante la maratona post-stagionale da 26 partite. kg_in_dallas.jpgMa torniamo alla regular season: Boston mette sul piatto uno sbalorditivo 13 vinte e 2 perse in novembre, fa ancora meglio in un dicembre da 13 vittorie ed 1 sconfitta (in casa con Detroit, con due tiri liberi di Billups a tempo scaduto) con tanto di “scopa” nelle quattro partite della “swing” occidentale a Sacramento, Seattle, Salt Lake City ed L.A. I Lakers vengono annichiliti col punteggio di 110 a 91 nonostante l’assenza di Rajon Rondo, e Garnett è determinante con un 22+12, frutto anche della rabbia accesa da una gomitata che gli procura un taglio all’arcata sopraccigliare destra. Con tali premesse c’è da chiedersi come mai solo cinque mesi dopo, la stampa “specializzata” quasi in blocco pronosticherà i Lakers vincenti nella Finale NBA. L’anima dei nuovi Celtics è Garnett, che più che per le sue performance offensive colpisce gli addetti ai lavori per la capacità di difendere dalle penetrazioni la zona “pitturata” e di infondere energia alle rotazioni fino a rappresentare l’alfa e l’omega in un meccanismo difensivo che comincia a mettere in soggezione l’intera NBA. Nonostante qualche battuta a vuoto, i Celtics sembrano ormai tranquillamente proiettati alla testa della Eastern Conference quando il 25 gennaio, nel corso della gara interna contro la sua ex squadra, i Minnesota Timberwolves, si procura uno stiramento ai muscoli addominali. L’infortunio lo costringe a rientrare negli spogliatoi dove il medico sociale Brian McKeon dà l’ok al rientro in campo ed invece il trainer Ed Lacerte dice no. Alla fine è proprio Kevin a voler rientrare in campo e ad effettuare la giocata “salvapartita”, quando rimane sulle piste di Sebastian Telfair, gli chiude la penetrazione e poi gli ruba il pallone decisivo sulla sirena finale. Ma il dolore è acuto “come se un cecchino mi avesse sparato dalle tribune in alto”, ed allora lo staff biancoverde decide di tenerlo a riposo finchè il problema non sia risolto. Boston risponde con grande orgoglio all’assenza del suo asso vincendo sette delle nove partite giocate anche grazie al formidabile apporto fornito da Leon Powe, che veleggia a quota 13.1 punti e 7 rimbalzi. Paradossalmente, sarà proprio la serie di vittorie in assenza di “KG” a far precipitare le quotazioni del numero 5 nelle votazioni per l’MVP. Dopo 25 giorni di assenza Garnett (che ha pure saltato l’All Star Game) rientra in concomitanza con la trasferta occidentale, ed i Celtics abbassano un po’ la guardia perdendo a Denver, San Francisco e Phoenix. Le critiche dei media spronano Garnett (“forse erano più cattivi senza di lui”?) ed il gruppo, ed arrivano altre dieci vittorie consecutive tra le quali l’importante successo del 5 marzo sui Pistons (90 a 78) nel quale Kevin ottiene il massimo di punti della regular season, 31. Boston prosegue vincendo 25 delle ultime 32 gare, e si prepara alle partite che contano regalando qualche altro scampolo di riposo ai Tre (gare peraltro vinte comunque). Quando l’NBA comunica che a Kevin è stato assegnato il premio di Difensore dell’Anno, tutti capiscono che quello di MVP andrà a Kobe Bryant. Non è una scelta scandalosa, ma come si vedrà più avanti, il basket è sport di squadra che si gioca su entrambi i lati del campo. Nel frattempo però a Kevin arriva un regalo molto più gradito dell’MVP: la moglie Brandi dà alla luce una splendida bimba.

I playoffs sono storia recente, tutti abbiamo ancora vivo il ricordo di un filiforme cyborg dei canestri ad interpretare una sorta di Terminator a caccia del suo primo titolo NBA. kg_terminator.jpgIn qualche partita, come ogni Terminator di ultima generazione, va in morphing e muta in un giocatore che scompare nei minuti finali, sorbendosi la vecchia critica “non è un vincente”. Forse è il problema principale di Garnett: la “pila atomica” funziona sempre al 150%, e quando ci sarebbe bisogno di un cambio di ritmo i Celtics sono costretti a rivolgersi altrove, almeno in attacco. In altri momenti invece (uno su tutti: i 33 punti di gara 5 con Detroit, suo massimo in maglia Celtics) Terminator esprime un dominio così totale che il campo sembra troppo piccolo, e gli avversari dei nani. Nella Finale coi Lakers tiene medie di 18.1 punti e 13 rimbalzi, ma lascia ad un ispirato Paul Pierce l’occhio dei riflettori, limitandosi a fare da copilota nella conquista del Larry O’Brien Trophy.

Dalla regia mi fanno ampi cenni per dirmi “vogliono le statistiche, vogliono le statistiche”, perciò contravverrò a quanto “Red” Auerbach disse a Bill Russell tanti anni fa: “quando arriverà il momento di rinnovare il contratto, non ti giudicherò per i punti, i rimbalzi o le palle recuperate, ma per quello che hanno visto questi due occhi”. Ed allora, seppur con uno sguardo schifato alla “Red”, vi racconto che “KG” in stagione ha tenuto medie di 18.8 punti, 9.2 rimbalzi e 1.2 stoppate, minimi dal 1997 e 1998 così come il numero dei minuti giocati, al minimo storico dai tempi della stagione da rookie. Anche nei playoffs ha giocato 5 minuti in meno rispetto al passato, con medie di 20.4 punti, 10.5 rimbalzi e 1.1 stoppate ad allacciata di scarpe.

Scorrono gli ultimi secondi della sesta partita di Finale, il pubblico del TD Garden dopo 22 anni impazzisce nuovamente, e Michele Tafoya, la giornalista a bordo campo della ABC si avvicina a Kevin Garnett che grida, strepita, esulta. “Come ti suona Campione NBA, adesso?” E lì il campione che si batte il pugno sul petto, che sfida gli avversari inginocchiandosi e poi rialzandosi esita, e risponde “Man, sono così su di giri, adesso”. Che Michele Tafoya non sia un uomo lo sappiamo tutti, per cui quel “man” è un intercalare al quale aggiunge un grido liberatorio in diretta: “Anything is possible!” Tutto è  possibile, a pieni polmoni, e poi le lacrime di gioia. Bill Russell si avvicina, Kevin lo abbraccia e dice “mi sono guadagnato il mio, mi sono guadagnato il mio”. Il vecchio numero 6 può tenere tutti i suoi anelli, ancora una volta, mentre il giovane numero 5 adesso sussurra con la voce che useresti per parlare a tuo padre “spero che tu sia soddisfatto di noi”. Russell non era mai stato così vicino ad un giocatore dei Celtics: questà è l’investitura del più grande di sempre al suo delfino, e Boston è di nuovo in vetta. Kevin Garnett si avvicina al logo a centrocampo - il logo creato da Zang Auerbach, fratello di “Red” - e si inginocchia. Ed il Dio del Basket col sigaro sorride, mentre l’Ulisse dei Canestri bacia la sua petrosa Itaca. 

kg_kissing_logo.jpg

Commenti (21)add comment

Movy Apicella ha scritto:

  Non ricordo bene la citazione e non sono riuscito a trovarla, ma è del tipo
"saper scrivere è come riuscire a trattenere il respiro per conto degli altri".
Insomma, il fascino la poesia e la bellezza (il mito insomma) di una stagione così emozionante e che ha visto anche noi tifosi, se non partecipi, almeno però coinvolti come non mai (Roma su tutto), avevano bisogno di un pezzo di Fabio per essere cristallizzati nel modo splendente in cui meritavano nella nostra memoria emozionale.
GRAZIE.
commento inserito alle 10:16 del 29 luglio 2008

daniele33 ha scritto:

  ehi Man, pezzo da pelle d'oca..... a 35° smilies/wink.gif
commento inserito alle 10:25 del 29 luglio 2008

Larry33 ha scritto:

  Articolo come al solito stupendo con le emozioni che corrono insieme ai ricordi di splendide notti insonni per celebrare una stagione fantastica, finita come doveva finire, con il titolo...Grazie Fabio e.....grazie Kevin....... smilies/kiss.gif smilies/kiss.gif
commento inserito alle 10:51 del 29 luglio 2008

Angelo ha scritto:

  E quale occasione migliore per ricambiare Fabio dei graditissimi complimenti ricevuti qualche tempo fa, se non a seguito di un pezzo come questo? Perfetto, poco da aggiungere.
Come già dissi in altro momento, mica uno è Legend per niente smilies/grin.gif

Su Garnett abbiamo già detto tutto, anzi no. Prendo spunto dal forum tecnico della redazione e alle risposte alla domanda "Garnett è un franchise player oppure no". Mi pare che le risposte fossero discordanti. Io ritengo che un franchise player non sia necessariamente colui il quale gestisce i possessi decisivi. Se quello fosse il metro di giudizio Garnett NON lo è. Ma se per franchise player si intende un giocatore che innalza di due spanne il livello di gioco della squadra, al punto che spesso ti trovi a non doverli giocare, i possessi decisivi, perchè sei sopra di 10 punti, direi che qui ci siamo decisamente.
commento inserito alle 13:26 del 29 luglio 2008

nordovest ha scritto:

  Quando tornano le partite in notturna? Voglio rivedere in campo quest'uomo che ha un cuore immenso e una classe innegabile. Voglio incitarlo in ogni possesso avversario ("defense! defense! defense!) ed esultare per i suoi chirurgici piazzati da 5 metri!
commento inserito alle 13:41 del 29 luglio 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  E ti saresti impegnato?

Scherzo, ovviamente, e non aggiungo i miei complimenti solo per non farti troppo inorgoglire.

Aggiungo, invece, una dichiarazione di Odom che ho letto dopo le finali, il cui senso era, più o meno, "io sono 2,08, ma quando andavamo a rimbalzo tutto quello che vedevo di Garnett era il suo numero 5" che mi pare la dica lunga sull'intensità del nostro.

Certo, mi rimarrà sempre il seguente dubbio: KG non era mai riuscito prima a vincere, gli mancavano i compagni alla sua altezza che ha invece trovato a Boston, le squadre di Minnesota erano così inferiori all'avversario, oppure lui quest'anno ha dato qualcosa in più?
commento inserito alle 13:52 del 29 luglio 2008

ShamrockSam ha scritto:

  grande articolo Fabio, grazie.
A proposito: SEI TU quello che appare in una delle prime scene del DVD celebrativo dei Celtics che ho comprato sul sito della nba e che mi e' appena arrivato a casa???? L'immagine e' presa fuori dal colosseo a Roma..siccome non vi conosco bene di faccia non sono sicuro, ma se non sei tu si tratta di qualcun altro di ICP (in base a foto precedentemente viste su questo sito).
Vabbe', complimenti cmq! Io invece pochi giorni fa ebbi l'onore di abbracciare (o meglio, stritolare) il nostro The Truth qui a Madrid, un'EMOZIONE INDESCRIVIBILE! PP e' un autentico fenomeno ed un galantuomo, se prima lo adoravo, ora, dopo averci parlato per 1 minuto, semplicemente lo considero il mio dio in terra!!!
Saluti a tutti e buone ferie!
commento inserito alle 14:54 del 29 luglio 2008

max77 ha scritto:

  Su K.G. cosa si puo' dire di piu' ha cambiato la mentalita' di una squadra in pochi mesi, pierce e allen hanno difeso come non mai nella loro carriera chiedere a kobe e lebron. ha portato una carica di energia in tutti i tifosi (vedere esordio con washighnton)e poi se parliamo di statistiche ha giocato 5 min in meno rispetto alla sua media abituale. se mettiamo anche solo un paio di punti e un paio di rimbalzi in piu' ecco l'ennesima stagione da 20 e 10, senza tenere conto che giocava
con altre due stelle quindi meno palloni a disposizione. Non so quanti anni fara' con noi, ma se fosse per me la maglia n.5 e' gia da ritirare. semplicemente the big ticket.
commento inserito alle 14:59 del 29 luglio 2008

luca9 ha scritto:

  intanto sembra che i C’s siano interessati al ns DELONTE...
grande KG, altro non serve
commento inserito alle 15:48 del 29 luglio 2008

Alberto ha scritto:

  Su KG ho detto tutto durante l'anno che ogni parola in più sarebbe inutile.
Tengo a sottolineare il fatto che nonostante abbia giocato solo una stagione con noi sembra che quella maglia ce l'abbia addosso da una vita.
E' da sempre il mio giocatore preferito (insieme a T Mac) e ha vinto soltanto oggi e non nei 12 anni a Minny solo perchè non ha mai avuto compagni all'altezza e quando li ha avuti (Sprewell e Cassell) ha perso la finale ad Ovest perchè Sam I'm era rotto e anche un altro paio di compagni (Hudson e il migliore difensore sulle guardie non ricordo il nome) erano nelle stesse condizioni.
Una carriera semplicemente DEVASTANTE.
commento inserito alle 17:55 del 29 luglio 2008

Fish ha scritto:

  Grandioso articolo come sempre, Fabio.....il fatto che tu l'abbia scritto a celebrazione del mio giocatore preferito da 10 anni a questa parte, che ha vinto il titolo NBA con la mia squadra, non ha prezzo...

Determinato, concentrato, agonista, carismatico, leader, orgoglioso, celtico al 100%. E adesso, finalmente, anche vincente. Ancora una volta mille grazie, Bigliettone.
commento inserito alle 20:12 del 29 luglio 2008

Prentiss ha scritto:

  Fabio is back!!!!
commento inserito alle 22:05 del 29 luglio 2008

Christian Spazian ha scritto:

  (moderazione)

@ Prentiss

Hai già manifestato più volte la tua contentezza nel ritorno di Fabio, non occorre perseverare, ed inoltre sei invitato ad arricchire i tuoi interventi con temi tecnici più o meno corposi.
commento inserito alle 22:27 del 29 luglio 2008

Christian Spazian ha scritto:

  Garnett ha fatto fare un clamoroso salto di qualità alla squadra, sia tecnicamente che di mentalità, e pazienza se non ha vinto il premio di MVP, è stato eccezionale e di questo non dobbiamo che ringraziarlo.

É altresì necessario ricordare che, agli occhi dei non-Celtici, il migliore della squadra è e rimane Garnett, anche se per noi può essere pure Pierce, e viene considerato tuttora, a ragione, tra i migliori 5 della Lega.

Grazie di tutto Kevin, e ti aspettiamo per il bis. smilies/grin.gif
commento inserito alle 23:42 del 29 luglio 2008

TheRock ha scritto:

  Grazie Kevin.

Da smilies/smiley.gif
commento inserito alle 08:43 del 30 luglio 2008

Jerome ha scritto:

  KG è entrato nel cuore di tutti i Celtici, per la poesia cestistica che esprime e per l'attaccamento alla maglia.Grande Kevin, sei già leggenda. Primo anno, primo anello,(secondo anno secondo anello e cosi via......)
commento inserito alle 16:09 del 30 luglio 2008

Legend ha scritto:

  Ringrazio tutti per la gentilezza nei commenti, che sono l'unico premio al quale possiamo ambire su ICP, a differenza di Kevin.
commento inserito alle 22:34 del 30 luglio 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Per me è stata una vera scoperta, ero uno di quelli che pensavo che tutte le chicchere le lo volevano un pessimo leader, uno che spariva nei momenti cruciali, fossero vere.

Basta riguardarsi ogni partita per capire che KG a questa squadra gli ha cambiato l'anima. Standing Ovation.

La rivista ufficiale NBA di questo mese lo incorona addirittura come la miglior ala grande di sempre dei Celtics. cosa che ci può stare. Per me meritava pure l'MVP stagionale.
commento inserito alle 15:40 del 31 luglio 2008

GregKite ha scritto:

  "Le opinioni sono come il buco del c..o. Tutti ne hanno uno".
Così chisava l'ottimo commissario Callaghan (Clint Eastwood)

Quindi, se permettete, vi espongo la mia (opinione).

Parto con spiazzante originalità: il basket è gioco di squadra.

Quindi è molto difficile, oltre che ozioso, stabilire criteri oggettivi che consetano di attribuire la patente di "più forte di tutti".

Chi è il più forte?
Chi segna di più?
Chi mette l'ultimo tiro?
Chi fa la giocata chiave?
Chi ha la valutazione più alta?

Nel dubbio io sto con Red (per lo meno così come illustrato in altra sede, e con l'usuale maestria, dal Foscoliano Fabio): delle statistiche me ne frego e dell'ultimo tiro pure!

Ci sono giocatori che segnano tanto, ci sono giocatori bellissimi da vedere, ci sono giocatori che non tremano mai al momento decisivo.

Poi ci sono quelli che, da soli, rendono un gruppo di ottimi atleti una cosa del tutto diversa, un qualcosa di ben superiore alla somma dei singoli addendi, un'entità distinta che cresce, "ragiona" ed opera come tale.

In una parola: una squadra.

KG è uno di questi, forse il solo, ad oggi.

E se non vi fidate di me, fidatevi almeno dell'abbraccio di Bill Russell.

commento inserito alle 18:09 del 31 luglio 2008

axl78 ha scritto:

  Un anno dopo... ancora qui... ricordi che quasi piansi...

Sempre Go Celtics
commento inserito alle 20:37 del 31 luglio 2008

DifendoKevinGarnett ha scritto:

  Kevin Garnett
THE BEST BASKETBALL PLAYER ALL OVER THE WORLD
commento inserito alle 13:54 del 02 agosto 2008

Scrivi commento
Si deve essere connessi al sito per poter inserire un commento. Registratevi se non avete ancora un account.

busy
 
< Prec.   Pros. >

Accedi al sito

Sondaggi

Premio Red Auerbach: terza settimana 2008-2009
 

Cerca nel sito

Ultimi commenti

Garbage Time Part Ciù
Davvero un gran signore, Scottone, poi lamentiamoci dello stipendio del povero Scal ......... (Miche...
Preview: Boston vs Detroit
Questa non è una partita come le altre, soprattutto ora che i Pistons devono vendicare la ripassata...
Preview: Boston vs Detroit
Ma io mi domando...ma perchè Detroit prima di un giorno lavorativo e Minnesota nel week end? Cazzar...
Preview: Boston vs Detroit
Mi aggiungo anche io, mi spiace aver contribuito ad annoiarvi in altra sede. Go Celtics ;)
Preview: Boston vs Detroit
dai vinciamola.. basta polemiche tra di noi e tutti uniti gridiamo: GO CELTICS (calabrone66) Quo...
Garbage Time Part Ciù
[Davvero un gran signore, Scottone, poi lamentiamoci dello stipendio del povero Scal .........][/Mic...
Preview: Boston vs Detroit
dai vinciamola.. basta polemiche tra di noi e tutti uniti gridiamo: GO CELTICS :) ;) :D ;D
Preview: Boston vs Detroit
Stasera va speso il gettone, loro sono pure in back to back e hanno sudato le proverbiali sette cami...
RECAP: Boston vs New York 110 ...
No Leonardo ha puntato chiaramente il dito verso elvisio perchè in quello che ha detto Fabio non ci...
Preview: Boston vs Detroit
questa partita è sicuramente da annoverare tr le classicissime del campionato nba. i pistons sono u...

Syndicate