Home arrow Archivio arrow Blog arrow Giampaolo Scaglione arrow #6 - Il giorno che Pitino non si fidò di Red
#6 - Il giorno che Pitino non si fidò di Red PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Anderle   
mercoledì 30 luglio 2008
Storia celtica abbastanza recente: estate del 1997, Rick Pitino è arrivato da poco, un po’ come un elefante in un negozio di terracotte, visto che tra le altre cose nella sua entrata trionfale ha tolto a Red Auerbach il titolo di Presidente dei Celtics.

Red però non se l’è presa troppo, o almeno non lo da a vedere. E quando il coach di origini italiane gli chiede un consiglio sui free-agent, il Coach non si tira indietro: "Fox e Wesley vanno rifirmati, non sono delle stelle ma sono comunque giocatori solidi che possono contribuire a lungo”. Pitino evidentemente non ritiene che l'uomo che ha vinto 16 titoli NBA abbia ragione (anche se lui non ne ha vinto nessuno) e lascia andare sia David Wesley (giocatore da doppia cifra di media nei punti segnati per 12 anni in fila) che Rick Fox (tre titoli in fila ai Lakers, che ad L.A. userà il numero 17 per prendere in giro i Celtics, come a dire "quando lo vincete il titolo numero 17"?). A tre anni di distanza da quell'estate, intervistato da Bob Valvano di ESPN, alla domanda se rimpiangesse di non aver tenuto i due giocatori nella “Beantown” Rick risponderà: “Sì, lo rimpiango, ma devi considerare che venivo da otto anni di basket universitario, e nelle mie decisioni ero costretto ad affidarmi all’opinione di altre persone”. Di almeno una persona, guarda caso il Coach più vincente nella storia NBA, Rick non si era fidato, però. Fortuna che Red aveva una buona memoria...........

 

Commenti (6)add comment

stefanopt ha scritto:

  pitino è stata la terza peggior sciagura della storia dei celtics.
commento inserito alle 13:51 del 11 agosto 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Pitino in effetti non era stato una cattiva scelta, tutt'altro, ma il suo ego ha trascinato la franchigia sul baratro, darei la colpa a metà tra lui e chi, nella proprietà, gli ha dato troppo potere.
commento inserito alle 21:44 del 11 agosto 2008

Christian Spazian ha scritto:

  Mi piacerebbe sapere le altre due sciagure da parte di Stefano, ed in effetti concordo sia con lui che con Michele: Pitino è stata una sciagura, ma Rick era proprio convinto di poter far bene col suo metodo, poi alla fine si è rivelato sbagliato, e qui sorgono anche gli errori della proprietà (dicesi Gaston).
commento inserito alle 00:11 del 12 agosto 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Immagino le altre due sciagure siano state le morti di Lewis e Bias.

Pitino come coach non si discute, uno dei primissimi al mondo, solo che in NBA quando tratti con gente strapagata e viziata per trasmettergli tutto il tuo sapere cestistico devi avere anche doti umane a sostegno cosa che Pitino proprio non aveva. I suoi metodi da dittatore vanno benissimo al college, ma malissimo in NBA, alla fine un tattico più modesto come Rivers, che però ha la grande dote di farsi ascoltare dai suoi giocatori ottiene risultati infinitamente migliori.

Comunque a livello tattico le sue idee per quanto avveniristiche per l'NBA poi hanno pure funzionato, perchè nel periodo O'Brien la squsdra giocava con i dettami di Pitino al 100% in attacco.

Poi ovviamente la fortuna non lo ha aiutato, perchè se Duncan finiva da noi, oggi magari Pitino era ancora l'allenatore dei Celtics con 3-4 anelli al dito. A prescindere da questo io l'ho sempre odiato per come fece fuori Auerbach dallo staff dirigenziale, quello fu un gesto ridicolo.
commento inserito alle 09:14 del 12 agosto 2008

Legend ha scritto:

  Vado un po’ controcorrente e dico che Pitino non mi piaceva nemmeno come allenatore. Ovvero, i risultati ai Knicks non si discutono, ma la sua filosofia di gioco si è dimostrata fallimentare nel momento in cui ha voluto “trapiantare” i concetti difensivi che gli avevano permesso di spopolare a livello NCAA in una realtà più tecnica come quella dell’NBA. C’è stato un periodo agli albori dell’NBA in cui Red Auerbach portava i Celtics in giro per il Massachusetts e li faceva giocare contro Holy Cross o Providence con il duplice scopo di fare cassetta ma anche di fornire sonore ripassate ai collegiali. La mentalità nel New England infatti era quella che le squadre campioni universitarie di Holy Cross fossero superiori a quelle professionistiche, ed Auerbach dimostrò a tutti l’abisso che esisteva già allora tra basket NCAA e basket NBA. Cosa che Pitino, sfrontatamente, non ha voluto considerare più di 40 anni dopo. Inoltre “Rick the Slick” dopo la parentesi a New York e quella a Kentucky, appena arrivato a Boston si è dimostrato estremamente arrogante sia come GM che come allenatore, non comprendendo (come è successo a molti anche su ICP) che il rapporto tra coach e giocatori nell’NBA è una linea sottile, e che l’allenatore dev’essere un passo avanti agli atleti.

Sul fatto che i suoi dettami avessero funzionato con O’Brien, Leo, non è del tutto vero: Pitino si affidava ad un pressing tutto campo per asfissiare l’avversario (lo si vide per esempio quando i Celtics batterono i Bulls ancora in rodaggio nell’opener della stagione 1997-1998 ), mentre la difesa di O’Brien (ed Harter) era basata in primis sulla “negazione della pittura”, anche tramite l’utilizzo della zona (che Pitino non aveva potuto usare perché era fuorilegge). Quindi Pitino “spompava” i suoi giocatori su tutti i 28 metri dove invece Harter ed O’Brien li facevano lavorare a metà campo, con minor spreco di energie.

Sul fatto della sfortuna di Pitino, ci si dimentica che quello che si era sacrificato per arrivare a Duncan era stato M.L. Carr (e qui va leggermente rivalutato), che però dopo il 15-67 della vergogna era stato silurato da Paul Gaston, assieme a John Y. Brown il peggior proprietario Celtics ogni tempo.

Sul siluramento di Auerbach: TUTTI gli allenatori Celtics, da Fitch a Rivers, hanno sempre detto “ho in casa la Treccani del basket NBA, sarei uno stupido a non consultarla”. Pitino avrebbe potuto avere non solo la Treccani, ma anche l’aggiornamento (fu Larry Bird a prendere contatti con lui su richiesta di Gaston), ed invece decise di fare fuori Auerbach e di costringere lo scomodo Bird (gli offrì un posto da vice-allenatore) ad andarsene. Ed allora, se sei un fesso, è giusto che tu paghi. Ainge ha avuto sfortuna con Oden ma aveva giocato bene le sue carte, Pitino ha avuto sfortuna con Duncan ma se l’era decisamente tirata.

Se poi ci addentriamo nel suo lavoro come GM, a parte la scelta di Pierce, siamo all’incubo: firmi Chris Mills a cifre onerose sapendo che non è mai stato un difensore, e poi te ne liberi per quattro giovani di New York? Firmi Travis Knight con bei soldi, e poi lo “panchini” subito dopo finchè riesci a scaricarlo per Tony Battie? Non rifirmi Wesley e Fox (che poi ai Lakers vestirà il numero 17 per dire “quando l’alzate, quella bandiera a Boston”...ecco perché mi ha fatto piacere vederlo presente in gara 4 allo Staples…) gente da 15 punti a partita, e poi firmi Dana Barros a cifre più alte di quanto volevano quei due, e Barros ti da 5 punti a partita in meno? Andrew Declercq e la prima scelta per Potapenko? Non male, se nella stagione dopo Declercq non avesse viaggiato a 9 punti e 6 rimbalzi contro gli 11 e 7 dell’ucraino, mentre la prima scelta Andre Miller da rookie fatturava 11 punti e 5 assist... E poi Billups ed Anderson, la storia di Fortson mandato via, la scelta di Moiso, la volta in cui disse a Radja “sei nei miei piani per i prossimi Celtics” e poi lo mandò a Phila una settimana dopo…. Insomma, se Ainge è un serpente, Pitino era un crotalo. Peccato però che il suo morso fosse velenoso, ma solo per i tifosi biancoverdi.
commento inserito alle 13:31 del 12 agosto 2008

GregKite ha scritto:

  Cari amici e fedeli biancoverdi, me ne vado in ferie.

Avevo proprio bisogno di staccare e ricaricare le pile.

Se qualcosa mi mancherà, saranno proprio gli interventi tipo quello qui sopra (che per quel che vale, approvo, confermo o sottoscrivo).

Grande Legend, as usual
commento inserito alle 17:19 del 12 agosto 2008

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