Home arrow Archivio arrow Articoli arrow History arrow Legendary Games arrow #4 - Le statistiche non significano nulla
#4 - Le statistiche non significano nulla PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Anderle   
lunedì 28 luglio 2008
Autunno del 1959, Red stava guidando (come al solito in maniera scriteriata) per una strada di campagna del Maine, diretto assieme a Gene Conley verso il luogo in cui i Celtics dovevano giocare un incontro di pre-stagione.

conley_pitcher.jpgStavano ascoltando alla radio la cronaca di un incontro delle World Series in cui il lanciatore Early Wynn stava guidando i White Sox ad un 9 a 0 dopo il terzo inning. Auerbach, uomo di basket, disse a Conley (nella foto, è l’unico giocatore ad aver vinto sia un titolo NBA coi Celtics che uno MLB come lanciatore) che gli sembrava sciocco mantenere in campo il proprio miglior pitcher, con quel vantaggio, col pericolo che si infortunasse. Al che Conley gli rispose: “ma per regolamento deve lanciare almeno cinque inning, altrimenti la vittoria non gli viene accreditata”. “Macchissenefrega della vittoria! – rispose il sanguigno coach – Vogliamo vincere le World Series o una stupida partita? Sei avanti 9 a 0, pensa alla squadra”! Conley dice che no, che si è sempre fatto così, ed i White Sox dopo cinque inning sono avanti per 11 a 0. “Hey – riparte Auerbach – ora la vittoria l’ha accreditata, giusto? Che aspettano a tirarlo fuori? Wynn è stagionato, e fa freddo a Chicago, in questo periodo dell’anno”. No, dice Conley, non lo tolgono perché sta lanciando uno “shutout”, cioè una gara senza subire punti. “Mi prendi in giro”! Auerbach non ci crede, e poco dopo i timori trovano conforto: Wynn s’infortuna al braccio: a causa del  dolore lancerà male nelle altre due gare sul “mound” ed i White Sox perderanno le World Series contro i Dodgers. Commento del “Red”? “L’ho sempre detto e lo confermo: quello che conta è la vittoria, le statistiche non significano nulla”.

 

Commenti (7)add comment

Movy Apicella ha scritto:

  Lo stesso Fabio lo ribadiva durante il raduno, alla fine possiamo chiamarlo Ubuntu, Celtics Pride o anima di Red, ma alla fine stiamo parlando della stessa vincente magica mistica dei Celtics che perdura negli anni, aldilà di dargli un nome più "cool" o mitico.
E' la stessa mentalità di squadra con cui, sono sicuro, ci presenteremo al via anche l'anno prossimo, senza fretta per il sostituto di Posey, perchè alla fine ha ragione il tanto, anche da me, vituperato Boston "siamo i Boston Celtics" e abbiam tanti giocatori che hanno dimostrato la mentalità giusta per poter dare qualcosa di più rispetto all'atteso e gliela faranno vedere grigia... anzi Biancoverde a tutta la lega!!!
Movi
commento inserito alle 15:57 del 28 luglio 2008

Christian Spazian ha scritto:

  Da qui si capisce come per Red abbia significato solo il raggiungimento della vittoria finale, tutte le altre statistiche (come l'MVP stagionale al bistecca) non contano proprio nulla. E ha ragione lui.
commento inserito alle 23:35 del 28 luglio 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Fabio, esigo anche qualche pillola di Red in merito a qualche "corbelleria" o caz***a del nostro, immagino ne abbia fatte in tanti anni, magari di quelle per cui i giocatori ti prendono in giro per una stagione.
commento inserito alle 08:14 del 29 luglio 2008

Legend ha scritto:

  Ne ha fatte, Michele, ne ha fatte. Ma come mi insegna un mio amico, l'importante è che il 95% delle decisioni siano state corrette.... smilies/wink.gif
Per citare solo le prime due a memoria, ricorderei tra le altre un pugno al proprietario dei St.Louis Hawks Ben Kerner prima di gara 3 1957, o una scelta al draft che, quando si è presentata nel suo ufficio, gli ha confidato di non sopportare di volare in aereo: arrivederci e grazie, e scelta sprecata.

Movy, mi citi al raduno? Che onore! Però è vero, che noi le chiamiamo "Pride", o "Mistica", o "Ubuntu", le fondamenta di ogni vittoria sono sempre una mentalità "tarata" sul gruppo e non sul singolo. In tale gioco, è ovvio, soffrono le statistiche individuali, ma alla fine tutti si trovano con un po' di argenteria in più. Basta guardare Garnett: capo-rimbalzista della Lega per anni, nella passata stagione ha visto i suoi numeri diminuire ma per la prima volta ha potuto dichiararsi campione NBA. Uno scambio che farebbero tutti, credo.
commento inserito alle 08:42 del 29 luglio 2008

Legend ha scritto:

  Grazie a Stefano per le precisazioni di carattere tecnico (l'anno era il 1959, ed il vantaggio di 9 a 0 era stato ottenuto dopo 3 inning): è fantastico avere lettori così attenti.
commento inserito alle 13:28 del 29 luglio 2008

tiber48 ha scritto:

  Articolo molto significativo, gli aneddoti su Red sono tutti da gustare, anche se al di fuori del basket le statistiche hanno un certo valore. Sono servite a risolvere molti problemi e a salvare delle vite.
Qualcosa di simile mi pare però fosse stato già pubblicato su ICP e mi pare che, come allora, ci sia qualcosa che non è del tutto esatto. Forse un doppio errore di stampa sulla datazione. Naturalmente se non è così, sono disposto ad accogliere qualsiasi precisazione.
E' corretto che Gene Conley è famoso perché è stato campione in due differenti sport professionistici. Con i Celtics ha vinto l'anello del 1959, 1960 e 1961, i primi tre della serie di otto di fila o gli ultimi di Sharman per capirci.
Le World Series che ha vinto sono proprio quelle del 1957, con i Braves che allora erano a Milwaukee, la squadra di Lew Burdette, che poi l'anno dopo perse alla settima con gli Yankees. Credo che l'episodio riportato debba invece essere datato al 1959.
Brooklyn vinse le World Series nel 1955, ma contro gli Yankees. Poi nel 1958 si spostarono in California e fu dopo di allora che, come LA Dodgers, vinsero il titolo del 1959 contro i CWS.
commento inserito alle 13:47 del 29 luglio 2008

Legend ha scritto:

  Sì, Tiber, il tuo ed il mio commento si devono quasi essere accavallati, perchè l'attento (come te) e veloce (più di te) Stefano mi aveva appena fatto notare l'errore nell'anno.
La partita era trasmessa via radio da Comiskey Park, ed il danno dell'infortunio al braccio dev'essere sembrato anche una beffa al pitcher dei White Sox. Perchè chiamarsi Early Wynn (con una traduzione libera, "Vittoria Anticipata" ) ed essere avanti 9 a 0 dopo 3 inning per poi farsi male e perdere le World Series...
commento inserito alle 15:22 del 29 luglio 2008

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