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#3 - Un taglio particolare PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Anderle   
lunedì 21 luglio 2008
Gene Conley, che aveva lasciato i Celtics per giocare da lanciatore nei Milwaukee Braves del baseball, aveva bisogno di un po’ di dollari per riuscire a pagare la casa sulla quale aveva acceso un mutuo.

Arnie Risen si era appena ritirato, ed Auerbach aveva bisogno di un centro di riserva. Nonostante giocasse solo a baseball da cinque anni, al coach bostoniano ci volle poco per capire che “Gino” sapeva ancora giocare a basket, e bene. Tutto quello che restava da discutere era il contratto, ma Conley anticipò Auerbach, e conoscendo il gran cuore del proprietario Walter Brown, passò prima da lui strappando un contratto da 20,000 dollari annui. Niente rispetto alle cifre dei giorni nostri, ma nell’autunno del 1958 erano soldini, e per dare un’idea la nuova casa del giocatore gli era costata 40,000 bigliettoni. Ma Red non fu molto contento dell’accordo: era lì anche come Manager, e vedere che le scelte del proprietario mettevano in crisi il budget della squadra lo mandava in bestia. Così, il 18 novembre, alla prima occasione propizia, chiamò Conley nella stanza d’albergo e gli disse: “Gene, non stai giocando molto, e c’è la prima scelta Ben Swain che forse può aiutarci di più, e poi ci costi troppo. Sono costretto a tagliarti. Ma resta allenato, non si sa mai che tu ci possa tornare utile”. Conley fece le valige e tornò a nella casa nuova del Wisconsin. Solo quattro giorni dopo, altra telefonata di Auerbach. I Celtics avevano vinto due partite e ne avevano perse altrettante: “Gene, Swain non sta giocando molto bene, che ne dici di tornare?”. Certo che voleva tornare, “Gino”! “Però c’è un problema – gracchiò la voce all’altro capo del telefono – non possiamo rifirmarti alle stesse cifre. Possiamo darti la metà”. Conley non la prese male, anzi: sapeva bene che quello era il suo reale valore, e che nemmeno le stelle “alzavano” ventimila presidenti morti all’anno. Non c’erano agenti, avvocati, ed Associazioni di Giocatori, allora: altri tempi.

 

Commenti (6)add comment

GregKite ha scritto:

  Storie di Celtics, sempre affascinanti.

Sarebbe bello averne una a sera.

Da leggere prima di andare a dormire.

commento inserito alle 19:17 del 21 luglio 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Non preoccuparti, GregKite, Fabio credo ne abbia 4/500 a memoria, poi altrettante da cercare in archivio e poi nella prossima primavera è in uscita un libro scritto da Russell (diciamo che lui ha raccontato le storie a qualcuno che si è occupato di scriverlo) su Auerbach, quindi qualcos'altro di nuovo troveremo.

Se non sbaglio Red si è occupato anche dei contratto: Fabio, fino a quando è andato avanti direttamente? Finchè ha allenato?
commento inserito alle 19:40 del 21 luglio 2008

Angelo ha scritto:

  Bei tempi...o pessimi, a seconda del livello di sindacalizzazione del lettore smilies/grin.gif
commento inserito alle 20:03 del 21 luglio 2008

Christian Spazian ha scritto:

  Non male Red, ha sistemato alla grande il contratto al giocatore che lui riteneva troppo alto.
commento inserito alle 00:01 del 22 luglio 2008

Legend ha scritto:

  In realtà, Michele, non si è mai saputo fino a quando Red abbia esercitato la sua influenza. Diciamo che aveva preso male l'avvento degli agenti in parte perchè, vecchio stampo, era abituato ad accordi con una stretta di mano. In parte, però, gli dava fastidio dover contrattare con esperti del mestiere, quando invece con un giocatore era sempre chiaro che poi avrebbero dovuto incontrarsi ogni giorno in palestra, e questo fatto un minimo di pressione la metteva sempre. Diciamo che secondo me Auerbach trattò direttamente gli stipendi fino alla seconda metà degli anni Ottanta, ma continuò a "farsi sentire" anche dopo, fino all'avvento di Dave Gavitt.
commento inserito alle 00:13 del 22 luglio 2008

CapitanBeppeBoston ha scritto:

  Certo che fa riflettere questa storia proprio in questi giorni di addio del caro James...
commento inserito alle 15:06 del 22 luglio 2008

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