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L'unico piccolo neo della stagione del diciassettesimo sigillo biancoverde risponde al nome di Tony Allen, giocatore di sicuro talento che però ha sicuramente deluso le attese.
Ad inizio stagione su Tony Allen lo staff faceva molto affidamento, c'era un disperato bisogno sulla carta di un "piccolo" Bruce Bowen biancoverde, e in fin dei conti nel suo anno da rookie Tony aveva mostrato doti difensive molto apprezzabili, sia a livello di impostazione tecnica sia a livello di applicazione.
Poi però la carriera di Tony da li in poi è stata è stata un mezzo calvario, prima dell'inizio della seconda stagione si procurò un infortunio alla caviglia durante una rissa scoppiata in un ristorante di Chicago, dove stava festeggiando con l'amico Will Bynum il contratto che questi aveva firmato con i Celtics.
Il problema di Tony all'inizio sembrava essere poca cosa, ma il recupero diventava più problematico ogni giorno che passava, arrivando a condizionarlo per 2/3 di stagione. Sul finire della stagione poi però Tony dimostrò di essere tornato, qualche buonissima gara, una bella prova difensiva contro Kobe Bryant nell'occasione in cui i Celtics sbancarono il forum di LA, e la netta sensazione che finalmente Tony potesse essere finalmente utile alla causa dei Celtics.
La stagione 2006-07 per Tony inizia decisamente bene, i molti infortuni dei compagni gli aprono le porte del quintetto base, e ad un certo punto ne esce da autentico Go to Guy della squadra, tanto atletismo, tanta cattiveria, e se i Celtics naufragano in fondo alla classifica, perlomeno lui può dire di avere poche colpe, diversi trentelli, tanta grinta.
Poi però a gennaio durante la lunga striscia di sconfitte dei Celtics, la carriera di Tony subisce un nuovo brutto e purtroppo evitabilissimo stop. La storia è nota, in una cladissima partita contro i Pacers, si accende il duello con Stephen Jackson, Tony è caldo, caldissimo, va a schiacciare dopo un fallo a gioco fermo in una schiacciata inutile quando apparentemente tranquilla. Ma cade male, salta il crociato e Tony esce dal campo con un ginocchio in frantumi, ma ancora la forza di dire ai Pacers "dite a Jackson che il duello lo stavo vincendo io".
Sulla diagnosi e sui tempi di recupero pochi dubbi sarà un calvario di 6-8 mesi, ovviamente stagione finita, e appuntamento al 2007-08.
Il Tony Allen visto a Roma a otto mesi dall'infortunio, però non lascia sensazioni molto confortanti, mobilità laterale pari allo zero, verticalità inesistente e fiducia sul ginocchio da parte di Tony veramente bassa, tant'è che al primo tentativo di schiacciata supera di poco il ferro e rimane attaccato allo stesso riatterrando a piedi uniti.
Si capisce che per ora fisicamente Tony non c'è, però si spera che con il passare del tempo la fiducia ritorni e si possa ritrovare almeno il lato difensivo del ragazzo che come cambio dell'omonimo Ray e anche di Rondo può trovare i suoi spazi. Anzi Ainge in testa è convinto che Tony si possa riciclare da regista, nonostante un ball handing rivedibile e un IQ modesto, però il poter usare Tony come stopper sui vari Billups, Tony Parker ecc, potrebbe essere una variante importante.
La stagione di Tony proprio non decolla, a novembre viene utilizzato con il contagocce, solo una gara in doppia cifra con i Nets nell'unica occasione in cui gli vengono concessi oltre venti minuti di utilizzo.
A dicembre le cose sembrano andare decisamente meglio, aumentano i minuti e sale la produzione offensiva, e il 19 dicembre contro i Pistons il Doc se lo gioca come stopper difensivo su Billups nel possesso chiave.
Come andò lo sappiamo tutti, dopo che Pierce si era preso con troppa fretta un tiro che avrebbe chiuso la gara, con 0,4 secondi sul cronometro, i Pistons dalla rimessa fanno arrivare la palla a Billups che al primo accenno di finta si vede franare addosso Tony, in un decisamente maldestro tentativo di difesa, che spedirà Billups in lunetta per i due tiri liberi che chiuderanno la gara.
Ma nonostante questo episodio Tony "giochicchia" decentemente sia per il resto di dicembre che per tutto il mese di gennaio, dove con Memphis sarà protagonista assoluto di un memorabile secondo quarto che lo ha fatto tornare indietro di 12 mesi, e a Miami quando con 20 punti metterà una bella firma ad un facile vittoria però arrivata senza Garnett. Il buon periodo prosegue fino alla pausa dell'All Star Game, poi per Tony inizia il buio, qualche prestazione mediocre prima e l'arrivo di Sam cassell poi vedono crollare le sue azioni senza che lui trovi mai la forza di dimostrare quello che vale.
Si arriva ai playoff con una rotazione che lo vede ormai ai margini, e nei playoff gioca poco o nulla complice anche un infortunio alla caviglia, qualche scampolo di gara senza sussulti nella serie contro Atlanta, poi praticamente inutilizzato fino alla fine, salvo una buona prestazione in gara cinque di finale a Los Angeles e la passerella finale nel quarto periodo di gara sei durante il massacro dei Lakers.
Con quella partita probabilmente si chiude l'esperienza biancoverde di Tony, Danny Ainge non ha esercitato la QO sul suo contratto rendendolo di fatto Free Agent senza restrizioni.
Resta sicuramente l'amaro in bocca per quello che Tony poteva diventare, perchè la stagione da rookie lasciò sul serio segnali importanti, poi gli infortuni e un carattere tutto particolare hanno fatto il resto. Ce lo ritroveremo di fronte da avversario la prossima stagione, e dopo averlo comunque ringraziato non possiamo che augurargli un caloro in bocca al lupo per il prosieguo della sua carriera NBA.
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