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Terzo millennio, ogni martedì Red Auerbach incontra i suoi amici nella zona della Chinatown washingtoniana in una rimpatriata. All’interno del grazioso ristorantino “China Doll” la “corte” del Patriarca si ritrova e discute di sport, politica e cento altre cose.
Tra gli invitati anche John Feinstein, “amnistiato” dopo aver scritto un libro sugli Indiana Hoosiers che poco era piaciuto a Red, visto che poco era piaciuto al suo grande amico Bobby Knight. Feinstein è però riuscito a rientrare nelle grazie di Red, e addirittura a prepararsi a scrivere un libro (“Let Me Tell You A Story”) che poi, nonostante alcuni errori marchiani (Anzio la mette in Normandia, ed il grande asso jugoslavo Radivoje Korac lo confonde con uno dei fratelli russi Alexander e Sergei Belov) è risultato simpatico e godibile, non fosse altro per alcuni racconti gustosi.
Uno di questi riguarda proprio Feinstein, grande amico di Mike Krzyzewski e tifoso di Duke. Durante uno dei convivi al “China Doll”, Red, nonostante nutra una sincera ammirazione per “Coach K”, gli rimprovera di non aver saputo utilizzare appieno il talento offensivo di Tommy Amaker, sontuosa guardia dalla Virginia ed oggi coach di Michigan University. “Sai, Red, - risponde Feinstein – ho visto Amaker giocare per quattro anni al college, e nonostante fosse un buon passatore e difensore, e fosse il regista di quella squadra, non mi è mai parso un buon tiratore".
Red lo squadra come si guarda qualcuno che ha seri problemi, e poi rivolgendosi a Morgan Wootten (sì, proprio il grande coach di DeMatha High School): “Morgan, com’era Amaker al liceo?” Wootten conferma: "Grande realizzatore, era impossibile fermarlo”. Occhiata sdegnosa di Red, perchè Feinstein insiste, finchè Rob Ades, un altro degli “habituee”, gli fa notare: “Ma John, ti rendi conto di cosa stai dicendo? Stai affermando che la tua valutazione di un giocatore è più precisa di quelle del migliore allenatore professionistico della storia e del migliore allenatore di liceo della storia…” Feinstein ci pensa su per un minutino e poi ammette: “Krzyzewski ha fatto schifo".
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