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Forum Tecnico : Fine stagione 2007-08 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione ICP   
luned́ 30 giugno 2008
La redazione di ICP risponde ai principali questiti sulla stagione appena conclusa.

1) Il diciassettesimo titolo è realtà, dopo dodici mesi incredibili, nei quali i Celtics sono passati dall’essere la squadra con il penultimo record all’anello. Chi è l’uomo simbolo della rinascita Celtics e perché ?

Michele Pulcini
: Troppo facile scrivere Rivers, io vado con Pierce, giocatore come l'araba fenice, capace di rinascere dalle proprie ceneri di una stagione precedente molto brutta, con tante critiche e l'idea di andare altrove. Il capitano ha dimostrato di essere un grande giocatore, non solo il realizzatore egoista che alcuni pensavano, ma un passatore, un rimbalzista e un difensore di primissimo livello, meritando il terzo quintetto nella stagione (strettimo per me) e l'MVP delle Finali.
Stefano Papa : a) KG devo dire che mi ha commosso nell'intervista piangevo con lui. Ho Capito com'è fatto e perchè gioca così alla fine. Diventerà ancora più forte negli anni avvenire e grazie alla fiducia avuta da questo BENEDETTO titolo 17. b) TOM & DOC.... MA TOM è nel mio cuore per come ha fatto difendere la squadra!! c) AINGE Last but not least, Thank you all, Danny, for do it!
Christian Spazian : Per tutti i non-Celtics è sicuramente Kevin Garnett, ma credo che per la grande maggioranza dei tifosi Celtics sia Paul Pierce. Il nostro capitano è un leader silenzioso, tosto, intelligente e nel suo sangue scorre un fluido verde, nonostante sia di origine losangeline. Lui è stato meritatamente il migliore in finale, lui più di tutti voleva il titolo e lui ha trascinato la squadra alla vittoria.
Riccardo "Celticsman" Iannaccone : La mente dice Pierce (tenace, cuore bianco-verde, sofferenza da sconfitte, e umiliazioni impresse negli occhi; il capitano ha trascinato i compagni sin dalla palla a due contro i Raptors in quel di Roma); ma il cuore dice Ray Allen (per come ha gestito i momenti duri, per il suo devastante tiro in uscita dai blocchi, o per quegli occhi di chi la sa davvero lunga... ma soprattutto perchè spesso è il terzo violino che decide nel bene o nel male, le sorti di una squadra di campioni).
Angelo Merendi : Ovviamente Tony Allen...scherzi a parte, è una bella lotta: Garnett, Rivers, Thiboudeau... il primo ha da subito preso in mano il timone emotivo della squadra, gli altri due hanno dato in un amen la definitiva identità tecnica ai futuri campioni. Tuttavia, secondo me il simbolo della rinascita è colui che ha permesso a quei tre di lavorare nelle migliori condizioni, assemblando il tutto: San Danny Ainge.
Leonardo Ancilli : Essendo un Aingi-sta e un Pierce-sta di vecchia data la logica mi porterebbe a scegliere uno di loro due, e invece vado su Garnett, perchè se è vero che Ainge ha portato il talento a Bostons, se è vero che Pierce è quello che ha fatto i graffi più profondi agli avversari, a Garnett va riconosciuto il merito di aver portato e fatto accettare a tutti i giocatori una mentalità vincente, che nasce dal saper soffrire in silenzio, e dal saper accettare certe richieste dello staff tecnico senza reclamare nulla per se. Questa mentalità ci ha permesso di sopraavivere alla tremenda serie con i Cavs, ci ha permesso di resistere al gran talento dei Pistons e ci ha permesso di umiliare i Lakers in finale.
Riccardo Rasi : Probabilmente è troppo facile rispondere il nostro capitano Paul Pierce, ma sarebbe difficile per me fare altri nomi. Fedele in questi anni alla sua maglia, con la quale è comunque riuscito a regalarci emozioni e nella quale finora è cresciuto nell'Nba; si è preso tutte le responsabilità in questi anni, nel bene e nel male, ed ora ci ha restituito tutta la nostra fiducia con gli interessi, giocando tra l'altro una finale strepitosa; per me, impossibile non vedere in lui il simbolo della rinascita.
Enrico Boggio : Si può rispondere proponendo una piramide che parte da Ainge e Grousbeck, scendendo allo staff e poi ai giocatori? Non me la sento di definire un unico uomo simbolo, il simbolo sono tutti quanti per la voglia che hanno dimostrato fin dal primo giorno.
Gerry Donato : Greg Oden. E' lui che in via indiretta ha dato il là ad una serie di eventi concatenati che ha portato Danny Ainge a riscrivere la storia di questa lega nel giro di un mese, quando la lotteria ci ha negato l'opportunità di arrivare a prendere uno tra lui e Kevin Durant. Provocazione a parte, il nostro GM e Tom Thibodeau sono i due nomi vitali di questa fantastica avventura.
Francesco "Movy" Apicella : L'Ubuntu magicamente rende ognuno uomo simbolo possibile di questa cavalcata. E' l'anno del riscatto del Doc, della consacrazione del capitano, del istinto omicida di Posey, del genio di Ainge, della leadership di Garnett, della sfacciataggine di House, della lealtà di Grousbeck, del talento di Rondo, del premio a una carriera di Brown, del coriaceo Perkins, dello stratega Thibodeau... insomma ognuno scelga ciò che vuole o non scelga nulla.
Andrea Del Vanga : In una squadra che ha fatto dell'Ubuntu il suo punto di forza difficile fare un nome. I nostri giocatori chiave, stelle non perfette, non ce l'avrebbero probabilmente fatta le une senza le altre e in questo risiede la forza (e quello che sono state le debolezze) di questa squadra. Se devo fare un nome e' scontato che faccia quello di Ainge, che con scambi e movimenti di scelte e di mercato al limite della perfezione ha permesso in pochi mesi la creazione di una squadra vincente.


danny_ainge1_275x200.jpg 2) L’estate 2007 sarà ricordata come l’estate di Ainge. Ray Allen, Kevin Garnett, James Posey arrivano a Boaton. Un tuo giudizio sul GM Biancoverde.

Michele Pulcini : Il "navigatore a vista" ha dimostrato di avere una bussola al posto del cervello, traghettandoci fino al titolo da lui promesso. Solo fortunato? Solo amico di McHale? No, un programmatore clamoroso, padrone del regolamento e capace di mantenere flessibilità salariale quando gli offrivano Iverson o simili, per nulla intimorito dalle critiche e dalla possibilità di un fallimento della sua "visione", supportato da una dirigenza che ora possiamo definire illuminata, ha trovato anche il coraggio di confermare Rivers (la prima mossa vincente per la costruzione di questo gruppo), aggiungendo poi i tasselli necessari alla panchina per supportare il magico trio, un grande e un Celtic dentro.
Stefano Papa : Thank you all, Danny, for do it!
Christian Spazian : Quando tutti lo criticavano io lo lodavo perchè avevo capito ed approvavo il suo operato, che non è quello di farsi bello adesso, ma di lavorare per costruire qualcosa di speciale, meglio la gallina dopo che l'uovo ora insomma. Ainge ha accumulato talento giovane per poi avere la possibilità di decidere il da farsi: qualcuno lo ha tenuto, qualcun altro lo ha ceduto per dei big. Alla fine ha completato l'opera con delle ottime scelte tra i free agent. Ottimo Ainge, così si fa.
Riccardo "Celticsman" Iannaccone : Il Giudizio è estremamente positivo; verso un uomo che ha avuto il coraggio di mettersi in gioco e di rischiare... in un progetto per molti facile, ma con alcune lacune evidenti. Eppure Ainge ha saputo rifinire gli ultimi errori, dando vita ad una macchina quasi perfetta. Chapeau!
Angelo Merendi : Appunto: ha avuto il coraggio (che in caso di flop sarebbe stata inconcepibile avventatezza) di abbandonare in corsa un disegno in cui aveva mostrato di credere (la "linea verde" dei Jefferson e dei Gomes) per buttarsi a capofitto nella più incredibile girandola di trades azzeccate che la storia recente dell' NBA ricordi. E non solo, a campionato in corso ha anche portato un PJ Brown assolutamente fondamentale nella post season. Un anno senza errori, l'exexutive of the year doveva essere plebiscitario.
Leonardo Ancilli : Ainge va visto come uno di quegli artisti visionari all'estremo, la stragrandissima maggioranza di questi artisti viene dimenticato, una piccola minoranza invece viene celebrata come dei geni nel loro settore. Ebbene si Ainge è passato dallo status di visionario a quello di genio, ed a ragione.
Riccardo Rasi : Nonostante dopo l'annata 2006/07 e l'apparente sfortuna alla lottery passata, incominciassi ad avere i primi dubbi sul suo operato; dopo i movimenti estivi (senza dimenticare quelli che hanno portato PJ Brown e Cassel in primavera), non si può non dargli un bel 30 e lode e recitare un mea culpa per quei dubbi venuti a galla l'estate scorsa.
Enrico Boggio : Mi è sempre piaciuto Ainge. Quando ha fatto la squadra giovane lo appoggiavo, quando ha scambiato la gioventù per i meno giovani ho un po' storto il naso ma poi mi sono convinto.
Gerry Donato : Ha elevato la "navigazione a vista" a scienza esatta, dimostrando (e smentendomi) che è possibile aggiungere nel giro di un mese due All-Star affermati (KG ed Allen) ad un altro All-Star affermato (Pierce) cambiando programma in modo repentino, creando successivamente pure il sistema di supporto tramite comprimari azzeccatissimi capitanati da James Posey. Resterà sempre il dubbio di cosa sarebbe stato in caso di arrivo di Greg Oden o se fosse stato ceduto Pierce tre anni fa, ma in un mese il redento Danny ha cancellato i tanti errori e le tante difficoltà degli anni precedenti.
Francesco "Movy" Apicella : Mai dimenticare Free Eddie House!!! Adesso si può persino permetterci di rilanciare, se fosse arrivato Oden? Saremmo una quasi certa nuova dinastia o forse l'infortunio ci avrebbe costretto a cedere Pierce troppo sottocosto? La navigazione è sempre ovviamente a vista, io ribadisco.Inutile scomodare il genio, un GM capace e pronto.
Andrea Del Vanga : Cosa dire di piu' se non che Ainge ha indovinato tutto: ha riconfermato Rivers contro tutto e tutti, ha indovinato la mossa di Thibodeau che ha dato l'impronta difensiva che e' diventato il marchio di fabbrica dei Celtics 2007-2008, ha confermato Pierce, non ha ceduto Rondo nonostante le molte richieste, ha preso Allen in una trade abilissima, e' riuscito ad ottenere Garnett assemblando talenti, scelte e spazio salariale per Minnesota, ha firmato una star della difesa come Posey, ha preso dal sommerso NBA uno come House che passava da una squadra all'altra, e' riuscito a scovare nella parte bassa del draft NBA giocatori validi come Perkins, Powe, Davis, è riuscito a prendere a febbraio Brown e Cassell, il meglio che il mercato NBA offriva in quel momento.



docrivers1.jpg 3) Doc Rivers dopo 22 anni riporta il titolo a Boston, e sempre dopo 22 anni un allenatore afro Americano (allora era KG Jones) risale sul tetto del mondo. Ma per Rivers non è stato semplice. Una tua valutazione sul coac dei Celtics.

Michele Pulcini
: E la chiedete a me? Se proprio la volete è semplice, un grande uomo, esperto di NBA e intelligente quanto basta non poteva essere l'unico colpevole di un paio di stagioni con risultati scarsi e, infatti, ha vinto, senza se e senza ma. Lui, in effetti, già a inizio anno aveva dichiarato che con squadre buone già in passato aveva ottenuto buoni risultati, ma questo è andato oltre le previsioni e l'idea dell'Ubuntu è chiuso il cerchio e il passo successivo di ridicolizzare il santone Jackson è stato quasi automatico, ma frutto di tanto lavoro. Dicono che è merito di Thibodeau e non suo, ma non stateli a sentire, altrimenti in passato le colpe sarebbero state di Tony Brown (nostro ex allenatore della difesa) e non sue, la verità è che Doc ha usato al meglio le competenze di tutti, con una supervisione fantastica del gruppo che non ha mai avuto sfaldamenti.
Stefano Papa : DOC & TOM carisma e tecnica uniti insieme
Christian Spazian : Se per Ainge ero abbastanza sicuro che stesse facendo un buon lavoro, per Rivers non lo ero altrettanto, ma mi ha stupito in meglio e quindi non posso che ammettere il mio errore. La sua capacità di farsi benvolere dai giocatori è nota, non era nota la sua capacità di stratega anche quando la posta in palio è alta. Complimenti al Doc!
Riccardo "Celticsman" Iannaccone : La valutazione è alta, vicina al 9. Sempre concentrato, oltre le critiche. 66 vittorie in RS, controllo dei nervi in gara 7 contro Hawks e Cavs. Vittoria tattica ai danni di Mr.Zen! Quando ha "impugnato" il sigaro "di Red"... ho pensato... quest'uomo ha scritto la sua pagina nella storia; e scusate se è poco.
Angelo Merendi : Se io fossi stato al posto di Rivers, a inizio anno, avrei voluto essere altrove. Considerato un perdente irrecuperabile, questa era l'occasione della vita, ma in qualunque caso diverso dalla vittoria finale qualcuno avrebbe comunque storto il naso: "Non ha vinto nemmeno con quei tre fenomeni". Bravissimo nella gestione del gruppo, umile ad accettare di buon grado la presenza ingombrante di Thiboudeau, ha anche scherzato in maniera estremamente soddisfacente il santone di Los Angeles. Una bella rivincita.
Leonardo Ancilli : Vi sto scrivendo da sotto un mucchio di cenere, perchè è li che la mia testa deve stare quando parlo del Doc, purtroppo qualche Fire Rivers (anzi più d'uno) mi era scappato, ma come dicevo allora io tifo Celtics e spero Rivers mi smentisca con i fatti. Ecco mi ha smentito !!!! E fortunatamente aggiungo.
Riccardo Rasi : Anche qui come sopra, ammetto le mia colpe di aver incominciato a titubare troppo presto di una persona, che si è poi rivelata strepitosa sotto tutti i punti di vista. C'è chi da tutto il merito del titolo alla difesa costruita da Thibodheau (e per carità, non dice sciocchezze), ma il merito che Doc Rivers ha avuto nell'amalgamare in una sola stagione, tre campioni, abituati ad avere i riflettori solo su di loro e soprattutto abituati a stagioni spesso troppo brevi, insieme ad alcuni giovani sui cui si avevano dubbi (Rondo e Perkins) è semplicemente enorme. Tanto di cappello a Doc.
Enrico Boggio : Beh, per quest'anno il voto è ottimo. Non nascondo il fato che la pazienza prima era un po' giunta al limite ma dettata dal fatto che i giovani facevano pochi progressi e si perdeva sempre. Chi ha passione si fa prendere sempre un po' dallo sconforto e trova un capro espiatorio in maniera ingiusta.
Gerry Donato : Ci sono allenatori diverse e squadre diverse: il segreto è trovare quello giusto per quella giusta. Rivers non è adatto ad un certo tipo di progetto ed è lui il primo ad esserne consapevole, ma è una persona di rara qualità umana in grado di dare il meglio nel motivare e mettere insieme un gruppo di campionissimi o di operai specializzati, i quali a loro volta lo ricambiano con la stessa moneta fornendo il 110% ogni volta che sono chiamati in causa.
Francesco "Movy" Apicella : Quella dell'afroamericano vale come tante altre curiose statistiche, meno di zero, i vincenti bianchi si conteranno in una mano. Allenatore con le sue qualità e i suoi difetti, ma capace come penso praticamente tutti i coach NBA tranne Thomas, bravo a gestire un grande staff tecnico e a esaltare lo spirito di squadra capace di portarci ovunque.
Andrea Del Vanga : Inutile nascondersi dietro ad un dito. Tutti noi siamo stati critici e scettici nei confronti di Rivers che negli anni precedenti a questo aveva commesso, a mio modo di vedere, anche degli errori di valutazione e di valorizzazione dei giocatori. Mi ha destato molta impressione l'affermazione di Ainge che ha dichiarato di aver chiesto scusa più volte a Rivers per non aver affidato lui giocatori competitivi in questi ultimi anni. Detto questo Rivers ha avuto l'enorme merito di saper coordinare e far lavorare al meglio il grande gruppo di giocatori e tecnici messo lui a disposizione da Ainge. E questo non e' di certo un merito da poco.


capt.b3782ea0f02746a2bb6330fb9380ab3e.celtics_76ers_basketball_pxc105.jpg 4) Kevin Garnett, è celebrato come il leader emotivo di questa squadra, MVP difensivo della lega, in corsa per l’MVP fino alla fine, e determinante nei playoff. Eppure c’è ancora chi lo giudica come un giocatore non in grado di fare il franchise player. Cosa ne pensi, e come vedi in bilancio la stagione di Garnett ?

Michele Pulcini
: In effetti qualche gara sottotono (vedi gara5) c'è stata, ma seguita da prestazioni subito maestose e, alla fine, il suo titolo da protagonista l'ha vinto. Ma cosa significa franchise player e quali sono in quella categoria? Fose kobe e il suo 7/22 di gara6? Rivediamo queste definizioni e Garnett non sfigura davvero: i numeri inferiori al passato hanno fatto lamentare qualche pessimista, ma il suo impatto è stato decisivo e superiore a chiunque altro nella lega.
Stefano Papa : Crescerà ancora un ragazzo che ha emotività a fiumi, non lo conoscevo così bene caratterialmente. Ora posso dire che lo capisco come nessuno. Leader Emotivo in assoluto.
Christian Spazian : Probabilmente non sarò molto popolare, ma concordo con chi dice che non è in grado di fare il frachise player. Garnett è un fantastico lungo che gioca benissimo e mette in crisi tutte le ali avversarie, ma quando la palla scotta preferisco darla a Pierce piuttosto che a Garnett. In ogni caso la sua stagione è stata eccezionale, complimenti a lui!
Riccardo "Celticsman" Iannaccone : Se ripenso al Garnett di quest'anno ricordo... tanta difesa! Urla che fomentano! Schiacciate imperiose! Ancora difesa, e difesa e difesa! Poi i suoi sacrifici (anche nei match sbagliati) le sue interviste, l'abbraccio con Bill Russell e lo sguardo rivolto al Garden. Chiudo gli occhi e mi domando "Può essere negativa una stagione del genere?". Garnett ha conquistato il nostro cuore, e non lo tradirà facilmente. La sua stagione? Straordinaria!
Angelo Merendi : Se Garnett non è in grado di fare il franchise player, allora cancelliamo la definizione dalla terminologia del basket. Determinante sui due lati del campo, leadership indiscussa...ch deve fare ancora, vincere l'anello con i Grizzlies di Brown e Crittenton?
Leonardo Ancilli : Come detto al punto uno è stato decisivo per i Celtics. credo meritasse pure l'MVP stagionale per quanto ha dato alla sua squadra, e dissento pure fortemente con chi dice che in finale ha giocato sotto le attese, riguardandomi con calma tutte le partite, ho visto che difensivamente è stato mostruoso, sempre in aiuto, presente a rimbalzo, i suo diretti avversari cancellati dalla gara, in difesa sembrava il miglior Buffon, parava praticamente tutto. Se poi qualcuno lo giudica solo per i tiri decisivi nei finali, giova ricordare che nessun lungo di fatto nella storia NBA li ha mai avuti per le mani, salvo rare volte.
Riccardo Rasi : Tolto il fatto che dopo una stagione vissuta da protagonista e culminata con un titolo (oltre che il riconoscimento personale del Defensive Player of the Year), difficilmente si può giudicare una stagione in maniera quantomeno splendida. Se si possono avere dubbi sul suo rendimento, specialmente nelle ultime due serie, dove è indubbio che abbia sofferto un po'; credo che il "lavoro" emotivo e di vera e proprio "infusione" di questa forza di volontà per la ricerca del titolo ad ogni costo nell'intero gruppo, basti e avanza a fare di lui un franchise player e a meritarsi pure lui una stagione da 30 e lode.
Enrico Boggio : Dimostrazione che le etichette sono messe spesso da chi non osserva. Probabilmente non aveva bisogno di dimostrare, ha dimostrato ed ha meritato tutto quello che ha avuto.
Gerry Donato : La vera chiave di questo gruppo. Se le cose fossero andate male, le colpe sarebbero in primo luogo cadute su di lui, magari con la reiterazione della morbosa accusa che non è un vincente e gli manca sempre qualcosa nelle partite che contano. Ha invece smentito in molti, giocando una regular season dominante e salendo di livello - sebbene ad intermittenza - nei playoff. Sotto di lui Pierce si è coperto per poter rendere al meglio da secondo violino deresponsabilizzato ed attorno a lui Thibodeau ha costruito uno dei sistemi difensivi migliori degli ultimi 20 anni.
Francesco "Movy" Apicella : Si vive troppo di eccessi e mitologia... Garnett è un campione fenomenale sui due lati del campo e pure fuori. Una furia agonistica, non un trattata di tecnica ma un'opera d'arte di istinto tocco talento e voglia. Ha dei difetti e ci sono momenti in cui non entrandogli il jumper in attacco perde fiducia e esce dalla gara, ma non esiste il giocatore perfetto, esistono i grandissimi come lui.
Andrea Del Vanga : Giocatore unico. Leader emotivo e difensivo della squadra. Ha saputo trasmettere il suo spirito a tutti, da Pierce al magazziniere. Giocatore unico anche nei difetti che si porta dietro da una carriera (ultimi quarti spesso non decisivi in attacco, tendenza a subire avversari molto fisici, tendenza a sparire dal gioco quando non ha il controllo della partita) ma anche per questo personaggio inimitabile e carismatico. Il bello di questa squadra e' che mi ha dato sempre l'impressione di essere un'amalgama perfetta, come se mancando uno dei tasselli del mosaico, il risultato non sarebbe stato piu' lo stesso.


pp mostra magglia.jpg 5) Dopo dieci anni in cui ha visto tutto e il contrario di tutto a Boston, Paul Pierce da capitano alza al cielo il trofeo di MVP delle Finals.Come valuti l’annata del capitano ?

Michele Pulcini : Vedi la risposta n. 1
Stefano Papa : Se KG è il leader emotivo, PP è il leader silenzioso che non ti molla manco per un istante, il capitano vero che non vuole perdere mai. ORGOGLIO a fiumi.
Christian Spazian : L'annata di Pierce è stata fenomenale, si è preso tante  soddisfazioni e ha dimostrato di poter condurre la squadra alla vittoria finale, meglio di così non poteva andare.
Riccardo "Celticsman" Iannaccone : Un'annata ai limiti della perfezione. Sempre concentrato. Deciso. Ogni match come fosse una finale, ogni canestro come fosse l'ultimo. Una grande dimostrazione di attaccamento alla maglia e a questo splendido sport. MVP indiscusso in campo e fuori!
Angelo Merendi : Ha avuto l'intelligenza di calarsi in un sistema dove non c'era una sola prima donna, bensì tre, e ognuna doveva saper fare il gregario, all'occorrenza. Credo che nessuno avesse dubbi su una regular season di ottimo livello da parte del capitano, molti ne avevano in ottica playoffs: direi che è stata una delle migliori cavalcate all time di un "perdente", come gli avversari amavano definirlo. La gara 7 contro LeBron e tutta la serie di finale sono da raccontare ai nipoti.
Leonardo Ancilli : io ero con lui anche quando tutti lo criticavano, non dimenticavo che nel 2002 e nel 2003 appena avuta una squadra decente nei playoff era stato monumentale trascinando una squadra tutto sommato modesta ben oltre i propri limiti. L'ho difeso anche quando nella stagione 2003-04 giocò male per un problema ad un polso (quello con cui tirava) e tutti lo attaccavano, quindi un piccolissimo frammento di quel premio di MVP delle Finals lo sento pure mio.
Riccardo Rasi : Anche qui, come già anticipato nella prima risposta, mi prendete su un punto debole e non posso che esaltarmi per la stagione giocata dal "mio" capitano. Quasi in sordina nella prima parte, per poi emergere (anche difensivamente!) in maniera quasi esuberante nei playoff. L'incoronazione ad Mvp delle Finals, semplicemente splendido e meritatissima. Nient'altro da aggiungere.
Enrico Boggio : Come tutti una valutazione positiva. Esaltato dal primo giorno del trio e ancora esaltato adesso. Non poteva fare meglio o forse sì ma sarebbe andato a discapito della squadra. Perfetto anche lui.
Gerry Donato : Difensore, passatore ed ovviamente realizzatore, andandosi a meritare certamente il titolo di MVP delle Finali: fantastico Paolino! Ha dimostrato ancora una volta di aver bisogno di qualche altro leader accanto (come fu con Antoine Walker) per portare in alto la squadra, ma quando può distillare le sue istantanee di talento in un contesto vincente e motivato resta senz'alcun dubbio tra i migliori dieci giocatori e tra i più completi dell'intera lega. Da qualche giorno dare uno sguardo al suo poster che tengo appeso in camera da circa 8 anni mi fa sentire un pò più orgoglioso.
Francesco "Movy" Apicella : Fenomenale, ma come tante altre in biancoverde, che fosse un campione, un leader non vocale ma "by example", che fosse un gran difensore in un contesto equilibrato, che fosse diventato un signor passatore, che fosse il miglior rimbalzista nel suo ruolo... tutte queste cose le si sapevano già... finalmente con il trofeo di MVP ha anche un giusto riconoscimento da mettere in mostra. Conferma.
Andrea Del Vanga : Qui siamo vicini al miracolo. Quando in gara 3 (o 4...non ricordo piu') a Pierce e' stata tolta la soddisfazione di un gioco da 4 in attacco per una inesistente chiamata arbitrale e l'ho visto tornare quieto in difesa senza fare una protesta ho capito che avremmo vinto a mani basse. Migliorare a 30 anni....possibile? Evidentemente si'. Leader offensivo dei Celtics, capitano, ritornato ad essere difensore temibile come ai tempi di Harter, giusto MVP delle finali, dopo aver disputato dei grandissimi playoff.


1210013944_8148.jpg 6) Ray Allen doveva essere la terza punta, ma alla fine i due canestri più pesi della stagione li ha segnati lui nei momenti chiave di gara 4 di finale. Una tua valutazione sull’annata di Ray ?

Michele Pulcini : Tralascio il piacere quasi fisico di vederlo giocare e valuto solo in grande adattamento che ha dovuto fare a una squadra in cui non è più il faro, valuto lo sforzo anche difensivo durante la RS e nei PO contro grandi avversari tutti All Star (Johnson, LBJ, Hamilton, kobe), valuto il momento di difficoltà della serie con i Cavs impostata da loro per annullarlo e il grande ritorno già con Detroit, poi culminato nel 7/9 da tre in gara6, che bello vederlo giocare con noi.
Stefano Papa : In crescendo con una splendida performance in tutta la serie contro LA. Penso che Rondo lo abbia capito bene e mettere in ritmo RAY è un dovere ed un piacere!! Con RAY occorre spingere la palla e dargli ritmo e velocità.
Christian Spazian : Ha avuto una stagione a corrente alternata per quasi tutta la stagione, prima parte dei play-off compresa, poi alla fine ha giocato come sa fare, e solo questo conta. Ha svolto bene il suo ruolo di terza punta nella serie finale, che comporta anche segnare nei momenti chiave, nulla da dire su questo.
Riccardo "Celticsman" Iannaccone : Vedi risposta 1. Ray Allen ha dimostrato la sua grandezza cestistica, la sua "celestialità". La sua annata è superba, nonostante tutti i problemi del caso. Ray Allen in gara 4 contro i Lakers... è stato il basket in persona!
Angelo Merendi : Grande uomo e grande giocatore. Dopo una regular season spesa anche a far legna in difesa ha iniziato i playoffs in manietra terrificante, in special modo contro Cleveland, quando lo avevamo pronosticato possibile chiave di volta per portare a casa la serie. Impossibile non amarlo per il modo in cui ha preso a calci i suoi fantasmi cestistici ed extra-cestistici in finale.
Leonardo Ancilli : Si era sempre detto, deve essere decisivo quando conta e così è stato i due canestri più importanti della stagione, quelli che hanno deciso la cruciale gara 4 di finale portano la sua firma. Per me ha fatto una grande stagione, e l'ho ammirato per come è sopravvissuto alla gabbia che gli avevano predisposto i Cavs, mandandolo completamente fuori gara, ma l'ho ammirato soprattutto per due motivi, ossia per essersi trasformato a 32 anni in un penetratore di ottimo livello senza starsi ad accontentare del tiro da fuori, e per come sempre a 32 anni abbia prodotto la sua migliore stagione difensiva (e di gran lunga) in carriera, insomma impegno al massimo e sacrificio vicino alla devozione, per l'intesa di squadra.
Riccardo Rasi : Anche qui non può smorzarsi l'entusiasmo, espresso in tutte le risposte precedenti. Killer silenzioso rispetto agli altri due, autore di una gran difesa nelle finals sul pericolo pubblico #1, alias Kobe Bryant e soprattutto, dopo una stagione di alti e bassi, dopo dei playoff abulici causa problemi familiari; è venuto anche lui fuori prepotentemente nella finals per abbattere i Lakers. E non posso che augurargli un enorme in bocca al lupo per i problemi di salute del figlio più piccolo.
Enrico Boggio : A Roma mi aveva fatto un po' tremare come anche un po' durante l'anno ma fa tante cose che non si vedono che fanno ancora meglio alla squadra. Oltre i 30 e stella, ha dato una dimostrazione di adattamento fondamentale, ma non lo considero terzo violino.
Gerry Donato : Un purista del gioco, non si può non amarlo. Ha convissuto con problemi in famiglia ma ha gestito la situazione con classe e stile che mai vengono meno al personaggio, trovando nelle ultime due serie playoff anche quella serenità dal punto di vista tecnico che gli ha permesso di essere decisivo senza mai cercare la prima pagina. Terzo violino da sogno.
Francesco "Movy" Apicella : Terza punta non è sminuente nemmeno per un campione come lui, soprattutto in un sistema in cui aveva spazi e compiti diversi dalle altre superstar e se c'era da prendere un tiro importante era lui l'addetto e ha risposto presente tante volte in stagione regolare come soprattutto nelle finali di conference e NBA. Anche lui naviga fieramente nell'Ubuntu mostrando grinta e difesa da campione qual è.
Andrea Del Vanga :
Grandissima stagione di Ray che a 32 anni si e' dovuto scoprire "specialista" in una squadra dove era spesso la terza opzione offensiva. Scopertosi difensore acerrimo, ha avuto una crisi offensiva pesantissima nei playoff, arrivano a non segnare in una partita contro Cleveland. Grandissimo in finale dove ha marcato benissimo Kobe e ha realizzato a piacimento. Grande umilta' e carisma oltre al tiro piu' bello della lega....


7) Rajon Rondo e Kendrick Perkins dovevano essere gli anelli deboli dei Celtics, e invece si sono dimostrati dei veri giocatori da NBA, come si è ben visto durante le finali in concomitanza dei loro problemi fisici. Sottovalutati ?

Michele Pulcini : Da morire. Ma per il play è comprensibile perchè è al secondo anno dopo aver giocato poco nel primo, mentre Perk socnta la miopia di chi guarda solo ai punti e ai rimbalzi, dimenticando che esistono mille altre cosa importanti per vincere e lui ne porta tante, compreso il fatto di integrarsi al meglio con KG. Possiamo migliorare nel ruolo? Ovvio che si, ma non sarebbe facile, soprattutto se valutiamo anche il fattore economico, quindi aspetto tranquillo la prossima stagione nella quale i due potranno solo giocare meglio e più tranquilli per non avere molto da dimostrare.
Stefano Papa : RONDO è JORDANESCO in difesa 21p 8r 7a 6steals non mi scorderò mai di queste stats. Non si discute!! Crescerà tantissimo!!!
Christian Spazian : Si, Rondo e Perkins sono stati sottovalutati, forse anche perchè si
voleva trovare a tutti i costi qualche punto debole dopo la riunificazione dei tre big. Ci hanno provato e gli è andata male. Su Rondo sono fiducioso di una sua carriera brillante, su Perkins per me la sua curva di miglioramento è quasi finita.
Riccardo "Celticsman" Iannaccone : Si ampiamente sottovalutati, sopratutto il primo, che rubando il palcoscenico a tutti, ha recitato sopra le righe, gridando il suo talento e la sua intensità. Da rivedere il prossimo anno; ma il sorriso è già stampato sul volto: piena fiducia!
Angelo Merendi : Con il senno di poi è facile dire si, ma anche io avevo più di un dubbio a inizio anno. Sta di fatto che i ragazzi si sono ritagliati uno spazio importante; Rondo è cresciuto  come consapevolezza nei propri mezzi e esperienza, tecnicamente ha parzialmente colmato le evidenti lacune nel tiro piazzato. La buona notizia è che ha ancora notevoli margini di miglioramento. Perkins non è un fenomeno, lo sappiamo bene, ma la sua voglia, la fisicità e l' attitudine difensiva sono oro in un sistema di sacrificio come quello dei Celtics. Pensiamoci bene prima di privarcene a cuor leggero.
Leonardo Ancilli : Io su Rondo pur essendo uno scettico quando fu scelto, ho sempre avuto pochi dubbi, la stagione da rookie se vagliata con attenzione, lasciava segnali chiari, bastava solo saperli cogliere, quindi non mi ha stupito per nulla la sua solidità e il suo rendimento, e aggiungo "il bello deve ancora venire". Su Perkins ripeto quanto sempre detto, per valutarlo bisogna capire e stabilire prima cosa gli si chiede. Se qualcuno si aspetta un centro dominante ovvio che la valutazione che esce è deficitaria, se invece si capisce che gli viene chiesto di essere solo un comprimario importante allora il suo l'ha sempre fatto, e quanto sia importante la sua fisicità per noi l'abbiamo visto quando è mancato in finale contro i Lakers.
Riccardo Rasi : Decisamente sottovalutati. Rondo è stato esplosivo e pieno di carica dal primo minuto di preseason all'ultimo di gara-7, potrà avere un jump-shot discontinuo, delle letture non alla Jason Kidd, ma sarebbe bastata la metà della sue energia, per trascinare un'intera squadra in una stagione così esaltante. Perkins, ancora con qualche problemino di falli, ancora con qualche problema di tenuta nervi con gli arbitri; ma in difesa c'è sempre stato, senza cedere nemmeno un centimetro a giocatori ben più blasonati del "chierichetto" texano.
Enrico Boggio : Perkins continuerà ad esserlo ed ho paura che anche Rondo lo sarà. Il fare pochi punti (per uno) e tirare male (mica vero - per l'altro) si faranno sentire fino a che le situazioni non si modificheranno.
Gerry Donato : Al posto giusto nel momento giusto. Team USA e tante altre squadre anche nel recente passato (Lakers di Payton e Malone) hanno dimostrato che non sempre avere cinque fuoriclasse in quintetto ti porta a prescindere alla vittoria, ma che il discorso chimica può portare al proscenio anche soggetti con limiti ben precisi come Rajon e Kendrick, tuttavia decisivi in certe fasi dei nostri playoff. La finale non è certo stato il loro momento più alto, ma se vi siamo arrivati è un pò anche merito loro.
Francesco "Movy" Apicella : Rajon relativamente, ha i suoi bei compiti dell'estate da svolgere, quando il tiro e la convinzione di prenderselo soprattutto fuori casa hanno latitato le critiche sono state giuste, però in generale tranne qualche boutade di sfogo di qualche tifoso i meriti gli si sono spesso riconosciuti.
Di Perkins invece si valutano troppo spesso solo i numeri e non il grandissimo lavoro sporco che fa diligentemente, anzi egregiamente se si parla di movimenti difensivi, l'imperativo per lui sarà limitare i falli stupidi e come per Rondo cominciare a giocare con la presunzione di quelli che il titolo l'hanno vinto e da giovani protagonisti.
Andrea Del Vanga : Se tra qualche anno non vedro' Rondo all'all star game saro' molto sorpreso: caratteristiche fuori dalla norma per questo ragazzo: braccia lunghissime, passione per il recupero, sottovalutate doti di passaggio, grande abilita' a trovare l'uomo libero in transizione, grande atletismo, miglior rimbalzista della lega gia' ora nel ruolo. Citando le buone vecchie massime di Pitino siamo "un tiro affidabile" dall'essere uno dei play piu' forti della lega. Posizione a posto a Boston per i prossimi 10 anni e piu'. Di Perkins, a proposito del discorso che facevo prima del mosaico-celtico, e' il giocatore giusto al posto giusto: uno dei migliori giocatori nella difesa in post, ottimo stoppatore, in miglioramento in attacco, si combina molto bene con Garnett, ha ancora troppi problemi con falli sciocchi e con una mimica e un atteggiamento con gli arbitri (e una maturita') ancora in la' da venire. Anche qui posto in quintetto al sicuro per i Celtics per i prossimi anni. Scommessa stra-vinta da Ainge.



8) “Bench Power” : 12 uomini pronti sempre, questo è stato il credo di Rivers durante tutta la stagione e  proprio nell’atto finale la panchina dei Celtics ha fatto la differenza. Un giudizio sui panchinari biancoverdi.

Michele Pulcini : Fondamentali. In ogni partita ne abbiamo avuto uno decisivo, prima erano meglio quelli di Detroit, poi quelli dei lakers e invece i nostri hanno dimostrato il loro valore, duttilità e coraggio nei momenti decisivi, poi, per completare l'opera, si è aggiunto Red dall'alto e il gioco è fatto!
Stefano Papa : 1) Posey un guerriero, non puoi non amarlo! 2) POWE l'ultimo guerriero, un DENNIS RODMAN moderno!! 3) EDDIE HOUSE ci ha aperto il campo contro LA nei momenti di difficoltà, una chiave assoluta. 4) PJ Un elemento chiave contro Cavs Pistons e LA
5) Cassell buon contributo per i tuoi 38 e tre titoli!! 6) DAVIS BIG BABY daje forza metti il tiro che spacca dalla media e la convinzione di Carlos Boozer e spacchi!! 7) T ALLEN peccato Tony, vedremo!
Christian Spazian : Si usa utilizzare in genere non più di 8-9 giocatori nei play-off,
all'inizio ero molto meravigliato del fatto che i Celtics ne usavano almeno 10-11, ma si è visto che avevano ragione loro, grazie anche ad una giusta dose di distribuzione di responsabilità a tutta la panchina. Tra questi non si può non citare James Posey, grandissimo mattatore in finale, in grado di trovare sempre qualcosa per rendersi utile, un passaggio, una palla recuperata, uno sfondamento subito.
Riccardo "Celticsman" Iannaccone : La panchina dei Celtics è stata esemplare. Silenziosa a dovere; agguerrita nel momento del bisogno; Determinante in più gare, da showtime nella bolgia del Garden (chiedere ad House, Davis e Powe); ma soprattutto mai doma! Un mix di esperienza, gioventù e follia cestistica. Grazie Ragazzi!
Angelo Merendi : Quella che doveva essere la rovina dei Celtics è stato invece un clamoroso punto di forza. A parte Posey, che tutto è fuorchè un panchinaro, le risposte sono state estremamente positive, tutti hanno messo il loro personale mattone: Powe ha trovato dal nulla alcuni movimenti offensivi impensabili insieme una capacità di proteggere la palla nel traffico che lo ha portato infinite volte in lunetta. Se a ciò aggiungiamo l' abilità difensiva e le doti sopraffine di rimbalzista non avremo un all star ma senz'altro un buon giocatore su cui contare. Brown, altra magia di Ainge, è stato uno degli artefici della vittoria in finale, quando Perkins si è infortunato (e anche prima). Bene anche House e Davis, altri due elementi su cui puntare forte in futuro. Uniche note stonate Tony Allen e, a mio giudizio, Cassell, decisivo solo episodicamente e mai completamente calato nella mentalità celtics.
Leonardo Ancilli : Alla panchina ne suo complesso va riconosciuto un grande merito, ossia quello di accettare senza reclami lo spazio concesso e dare sempre in quello spazio il 110% di se stessi. Ci sono stati momenti in cui qualcuno era al top e momenti in qui sempre questo qualcuno era DNP, l'aver accettato serenamente queste cose è stata una base importante per il titolo.
Riccardo Rasi : Per un intero anno e specialmente prima della seria finale con i Lakers, si è parlato quasi esclusivamente dei "Big Three"; ma uno degli errori più gravi fatti dai vari giornalisit, analisti ed esperti è stato a mio parere quello di dimenticarsi del potenziale e delle grinta che arrivava dalle retrovie biancoverdi. Dai tiri pesanti di House, alla difesa tosta (e sporca!) di Posey; dalla grinta infinita di Powe, al trashtalking di Scalabrine, senza dimenticare tutti gli altri, fondamentali per la creazione di questo gruppo e la scalata verso questa fantastica vittoria.
Enrico Boggio : Eccezionale, tutti nessuno escluso. Se non ci fossero stati loro non si sarebbe vinto niente.
Gerry Donato : Non tutti i panchinari hanno in realtà avuto un utilizzo adeguato alle loro pretese e forse alle nostre esigenze. Eppure ciò che meravigliava in positivo ogni volta era l'unione e lo spirito di gruppo da parte di ognuno, segno inequivocabile di uno spogliatoio un pò più speciale degli altri. PJ "santo subito" Brown è stato letteralmente indispensabile e pochi più di lui si meritavano questa soddisfazione. Ma la vera nota di merito tecnica va ovviamente a James Posey, francamente uomo in più della finale tanto da far venire il sospetto ad alcuni che se lui e Thibodeau fossero stati in uniforme gialloviola, la storia sarebbe addirittura cambiata nel suo epilogo.
Francesco "Movy" Apicella : Panchina eterogenea, ricca di soluzioni e di giocatori di personalità e capacità. Abbiam fatto un figurone, Posey e House hanno dominato dei momenti di varie serie, Cassell è snervante ma utile per smuovere le acque in certe occasioni, Brown esperienza e difesa da vendere, Powe cattivo ma anche sempre più smaliziato, Davis pronto quando è stato chiamato. Bravi.
Andrea Del Vanga : Ottima per tutta la regular season, la panchina Celtics e' ulteriormente migliorata grazie al decisivo apporto do PJ Brown, concretissimo per tutta la post season. Grandissimo Posey, altro leader naturale di questa squadra, MVP della panchina, incredibilmente sottovalutato nei premi annuali come difensore e sesto uomo. E' spesso risultato l'MVP dell'intera squadra, dando il via in difesa a numerose rimonte. Grandissima l'energia e la facilita' realizzativa di Powe, Big Baby e House. Cassell e' parso l'unico a non essersi inserito nei meccanismi celtici.

Commenti (63)add comment

giusegandi ha scritto:

  Vado con Ancilli: condivido tutto quello che ha detto.
Altra cosa: condivido pienamente quello che dice Spaziani: "Per tutti i non-Celtics (l’uomo simbolo della rinascita Celtics) è sicuramente Kevin Garnett, ma credo che per la grande maggioranza dei tifosi Celtics sia Paul Pierce."
Ultima cosa: non sono daccordo quando si dice che PP più di tutti voleva il titolo, è KG quello che lo voleva di più per un semplice motivo: è (era!!!!) l'unica superstar che non l'aveva ancora vinto! Credo (a memoria) sia l'unico MVP, pluriconvocato negli All-Star e plurinominato nella squadra "All-NBA" e "All-Defensive Teams" che non aveva (AVEVA!!) l'anello.
commento inserito alle 11:45 del 04 luglio 2008

Legend ha scritto:

  Più che un forum tecnico, sembra il momento del "mea culpa" in Chiesa, accidenti! Da Aingista, Riversista (anche se non ai livelli di devozione di Michele) e Piercista, devo dire che sono abbondantemente contento delle scelte che avevo fatto quando era estremamente impopolare alzare la manina per difenderli. Noto ancora qualche nuvoletta, però: come quella di Gerry "Anakin", ancora debolmente ammaliato dal "Lato Oscuro del Canestro". Quando dici che Rivers non era fatto per il progetto giovani, non sono d'accordo. Credo che le dimostrazioni di valore di Rondo, Perkins, Powe e Davis siano anche un suo successo, perchè fin dal primo giorno a Boston ha evitato gli errori alla M.L. Carr/Toine Walker, "ti lascio in campo anche se fai quello che vuoi tu e non quello che voglio io".

Adesso, però, se posso permettermi un consiglio, evitiamo le "sparate", alla prossima occasione. Lasciamo nella tastiera il "Rivers non sa allenare", o il "Ainge naviga a vista", anche per gli eventuali futuri sostituti. Pensiamo che, forse, chi vive tra gli squali dell'NBA da 25/30 anni possa avere qualche competenza, e che quanto vediamo noi è solo la punta dell'iceberg. Giudichiamo esclusivamente i fatti concreti, e non gli allenamenti che non vediamo, o le offerte di scambi di cui sentiamo solo il rumor. Credo che da un atteggiamento del genere potrebbe uscire un ICP più focalizzato sul miglioramento, sullo stare bene insieme, che sulla polemica che divide e dissipa energie. Ubuntu anche per noi, insomma, e se vediamo Anakin pencolare pericolosamente verso il "Lato Oscuro del Canestro", aiutiamolo, teniamocelo vicino come solo il bravo cavaliere Jedi sa fare.

Oh, e chi - tra quanti hanno partecipato al raduno milanese - volesse fare una puntata su Celticsblog nel pomeriggio e leggersi una mia fatica (rigorosamente in inglese), stia attento. Potrebbe avere una sorpresa...
commento inserito alle 12:54 del 04 luglio 2008

Angelo ha scritto:

 
Oh, e chi - tra quanti hanno partecipato al raduno milanese - volesse fare una puntata su Celticsblog nel pomeriggio e leggersi una mia fatica (rigorosamente in inglese), stia attento. Potrebbe avere una sorpresa... (Legend)


Ohibò, mi toccherà aspettare la serata...

Entro un attimo sulla questione "polemica Rivers" su ICP. Francamente non trovo il contraddittorio di per se fastidioso, purchè ovviamente non diventi volgare. Una sana e civile discussione è assai più costruttiva di una piatta ripetizione di concetti condivisi da tutti.
A me sta bene che l'anno scorso ci fossero (molti) tifosi che avrebbero preferito Rivers altrove (io non ero tra questi, ma non ho i testimoni) e non ci trovo nulla di condannabile, nemmeno a posterori. Ci sono persone più pazienti, altre meno, ci sono diversi modi di approcciare un problema, ed è difficile dire se uno sia migliore di un altro, almeno fino a bocce ferme.

La vita, e il basket, sono fatti di episodi. Una volta, in questo campionato, siamo andati vicinissimi all'eliminazione: contro Cleveland...poniamo che il piazzato di PJ Brown fosse finito sul ferro, avremmo realmente rischiato di tornare a casa. Forse ora i critici di Rivers sarebbero un po' meno attaccati, forse i loro post sarebbero stati profetici e non da criticare, forse le loro analisi sarebbero parse più corrette di quelle di chi professava fiducia nel Doc che, forse sarebbe stato ancora un perdente.

Certo, con i "se" e i "forse" non si fa la storia, ma gli episodi possono cambiarla in ogni momento. Diciamolo chiaramente: a Maggio 2007 ci stava tranquillamente che qualcuno storcesse il naso su Rivers, nonostante le atenuanti, come i mille infortuni che quasi mai avevano consentito di vedere in campo la squadra al completo.

Per questo motivo non me la sento di criticare chi l'anno scorso era scettico.

Certo, per quanto visto quest'anno bisognerebbe avere il coraggio di ammetterne anche i meriti, pur continuando a rilevare gli eventuali errori degli scorsi campionati.
commento inserito alle 13:15 del 04 luglio 2008

Alberto ha scritto:

 
Michele Pulcini : Troppo facile scrivere Rivers, io vado con Pierce.....


Bellissimo Michele, neanche Emilio Fede ha mai raggiunto tale livello di sudditanza! smilies/cheesy.gif smilies/cheesy.gif smilies/cheesy.gif smilies/cheesy.gif
commento inserito alle 13:50 del 04 luglio 2008

Alberto ha scritto:

  Per il resto nell'articolo ci sono tante verità un pò di tutti.
commento inserito alle 13:52 del 04 luglio 2008

Gerry Donato ha scritto:

  Sulla ormai epocale "navigazione a vista" si rischia un autogol inquietante. Ainge è stato strepitoso proprio perchè ha navigato a vista, portandola a scienza esatta, sbugiardandomi e smentendo la mia teoria per la quale bisognava avere un progetto chiaro in mente e cavalcarlo mossa dopo mossa. Se fosse stato Oden, non ci sarebbe stata bussola in grado di portarci al titolo. Almeno non quella orientata su Allen e Garnett.

Invece è stato unico nel passare in un mese dal piano A al piano B per poi arrivare al piano C, ma - attenzione - riscrivendo la storia di questa lega! Nessuno era mai riuscito in 20 giorni ad aggiungere due All-Star contemporanei ad un altro All-Star attuale.

Per tutto il resto mi affido completamente al solito enciclopedico intervento di Angelo.
commento inserito alle 14:14 del 04 luglio 2008

Legend ha scritto:

  "...se Posey e Thibodeau fossero stati in uniforme gialloviola, la storia sarebbe addirittura cambiata nel suo epilogo" (Gerry)

"poniamo che il piazzato di PJ Brown fosse finito sul ferro" (Angelo)

Ecco, esatto: per 22 anni abbiamo avuto tiri sul ferro, free agent andati altrove, disgrazie, alluvioni, le cavallette, ed ora che vinciamo meritatamente è doveroso farsi le pippette mentali per chiederci se Posey fosse andato ai Lakers, o se P.J. avesse sbagliato il tiro. Io giro il problema: e se Ray avesse tirato meglio, nella serie contro Cleveland? E se Wallace non avesse regalato Gasol ai Lakers? L'atteggiamento di autoflagellazione ci perseguita, dove prima la colpa era di Rivers ed Ainge, adesso andiamo a cercare i se ed i ma. Quando un pallone beffardo usciva ed un mio compagno di squadra mi diceva "che peccato", ho sempre risposto "vuol dire che era più fuori che dentro". Quando siamo stati eliminati, l'abbiamo sempre meritato. Ma ora che abbiamo vinto, please, non diamo meriti alla fortuna, perchè per 22 anni non è che ci abbia proprio aiutati, da Bias, a Lewis, a Oden.

E se poi mi dite che non prendere Oden è stata una fortuna, vi rispondo che se la lotteria ci avesse sorriso probabilmente non saremmo stati costretti a scambiare DIECI giocatori con Ray, Kevin e Big Baby, ma ne sarebbero bastati sei.

Angelo, non si trattava di "essere scettici". Lo scetticismo è bene accetto, è il trampolino del dubbio, dell'approfondimento, dello scambio di idee. Lo scetticismo aveva lasciato posto a frasi come "Ainge non ha idea di quello che sta facendo", e "Rivers è un incompetente". E non è per rivangare il passato, ma per trovare, alla fine, una sorta di "pace sociale" dove però sia ben chiaro cos'è successo, prima che arrivi qualcuno (è già accaduto) e dica "tutti volevano sbarazzarsi di Rivers".
commento inserito alle 14:23 del 04 luglio 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Il punto è che noi siamo davvero certi che tutto quanto abbiamo visto non sia stato previsto nei piani A, B, C ecc di un grande programmatore come Ainge? Che a partitre dalla cessione e poi dal ritorno di Walker non fosse tutto propedeutico a creare quella flessibilità salariale unita alla crescita dei giovani da scambiare poi sul mercato?
Come possiamo dubitare se poi i fatti lo confermano? I fatti dicono che i giovani scelti da Ainge (mai tra i primissimi) sono quasi tutti ancora nella lega e se ancora giocano è perchè avevano potenziale al draft e qualcuno (il nostro staff con Rivers in testa) ci ha sempre lavorato per sviluppare quel potenziale e anche nella disgraziata stagione 2006/7 Rivers ha sempre allenato, mai cedendo alla umana tentazione (vedi Isaiah quest'anno) di tirare a campare fino a fine stagione.
In più a noi manca ed è sempre mancato tutto il lavoro in palestra e fuori dal campo fatto da Ainge, non sappiamo nulla delle tante trade provate e non riuscite e dei tanti FA contattati e non firmati, come possiamo davvero giudicare il passato?
E non sarò mai d'accordo su un Rivers incapace con i giovani, perchè Seattle e Minnesota quest'anno (piene di giovani anche di talento) hanno comunque vinto poco perchè con i giovani si vincerà sempre poco in questa lega, anche se sono bravi, perchè è una lega di veterani e Ainge quando ha voluto vincere ha cercato i PJ Brown e i Cassell, 38enni di esperienza.
In più lo stesso Ainge non ha avuto incertezze nella conferma di Rivers e interpreto questa scelta come una conferma del valore del nostro coach.

Non concordo, infine, con Angelo: è vero, Brown poteva sbagliare e anche il libero di Pierce contro i Cavs poteva uscire, ma quanti episodi di segno contrario ci sono stati che noi non ricordiamo? Decine, immagino, quello che conta è solo il risultato finale, con un allenatore ritenuto incapace di allenare che invece ha vinto 66 gare di RS e un titolo NBA, quando altri hanno fallito negli anni pur avendo grandi squadre.
Vale il lavoro nel suo complesso? Vero, io infatti ho visto anche negli anni con risultati negativi che questo coach ha lavorato per questo successo, dalla lite con Pierce tre anni fa (ricordate il cambio contestato davanti a tutti dal capitano?), all'educazione dei giovani due tra i quali (nonostante lo scetticismo di tanti) sono in quintetto, alle critiche a Banks poi rivelatosi in effetti non adatto a fare il playmaker, alla panchine punitive a Jefferson, servite a farne oggi un giocatore migliore.

Il mio modo di giudicare chiunque faccia parte della squadra, fino ai magazzinieri, è di sostegno totale solo perchè è un Celtic; posso fare qualche critica su fatti acclarati (tipo Jefferson che era poco professionale quando non si fasciava le caviglie o Green che si perdeva per distrazione il suo attaccante), ma non mi permetto di commentare negativamente episodi che posso non conoscere totalmente tipo la gestione di uno spogliatoio o di una rimessa (disegnata male oppure solo eseguita male?), non mi sento all'altezza di farlo, io sono solo un tifoso Celtics e amo tutti i miei, anche quando le cosa non vanno bene, tutti sono liberi di pensarla diversamente e di scrivere di conseguenza, però poi abbiate la forza di ammettere la verità dei fatti, io sono libero nel mio pensiero e i sudditi delle proprie idee sono altri, per fortuna di noi tutti la storia è tornata dalla nostra (e non dalla mia, ci mancherebbe) parte.
commento inserito alle 14:46 del 04 luglio 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Io da parte mia quando criticavo Rivers a più non posso per poi essere smentito dai fatti, ho imparato una cosa, ossia che lo scetticismo ha per forza di cose dentro di se il beneficio del dubbio. Questo in seguito mi ha aiutato molto nel non cadere in tranelli simile ed evitare esaltazioni fuori luogo e premature.
commento inserito alle 15:08 del 04 luglio 2008

celticsman ha scritto:

  tanti bellissimi spunti. W ICP - Let's Go Celtics smilies/cool.gif
commento inserito alle 15:39 del 04 luglio 2008

luca9 ha scritto:

  Secondo me continuate a sbagliare ritenendo che il tiro più importante di RAY sia stato quello del 5 in gara 4 contro L.A...
Eravamo a 3 con pochi secondi da giocare... il tiro più importante RAY l’ha scoccato in gara 5 con DETROIT... Jumper dalla media del 3 a circa 20/30 sec. dalla fine... mia personalissima opinione... smilies/grin.gif
commento inserito alle 16:09 del 04 luglio 2008

luca9 ha scritto:

  Secondo me continuate a sbagliare ritenendo che il tiro più importante di RAY sia stato quello del 5 in gara 4 contro L.A...
Eravamo a 3 con pochi secondi da giocare... il tiro più importante RAY l’ha scoccato in gara 5 con DETROIT... Jumper dalla media del 3 a circa 20/30 sec. dalla fine... mia personalissima opinione...
mi ero dimenticato il ... smilies/sad.gif
commento inserito alle 16:11 del 04 luglio 2008

luca9 ha scritto:

  Secondo me continuate a sbagliare ritenendo che il tiro più importante di RAY sia stato quello del 5 in gara 4 contro L.A...
Eravamo a più 3 con pochi secondi da giocare... il tiro più importante RAY l’ha scoccato in gara 5 con DETROIT... Jumper dalla media del più 3 a circa 20/30 sec. dalla fine... mia personalissima opinione...
il più (simbolo non funziona) smilies/cry.gif
commento inserito alle 16:12 del 04 luglio 2008

Legend ha scritto:

  Leo, le tue critiche avevano sempre in sè il seme della conoscenza, del voler sapere di più. L'unica volta che non mi trovai d'accordo con te fu quando i tuoi toni furono troppo accesi ed infatti scatenarono "manifestazioni di piazza" che - a mio avviso - poco si addicono ad una squadra dal nostro blasone.
Ma la critica - lo ribadisco - ci sta, altrimenti qual'è lo scopo di un sito come ICP? Solo raccontare la storiella di Bob Cousy "We luv ya Cooz", o di Auerbach che picchia Ben Kerner? No, i Celtics sono passato, ma sono anche presente e futuro. Ed è qui il problema: ci sono autori abilissimi a raccontare storie passate (qualcuno ha menzionato Peter May?), ci sono reporter abilissimi a leggere la partita e quello che sta accadendo, ma solo quelli VERAMENTE bravi sanno leggere nel presente i segni del futuro, e si stupiscono quando leggono "Fire Ainge" o quando ESPN in massa pronostica "Lakers Campioni".

E' un po' la "posizione da tripla minaccia": mentre per i giocatori è quella che permette il tiro, la penetrazione ed il passaggio, per chi scrive si risolve nel saper raccontare il passato, nel saper leggere il presente, e nel saper interpretare il futuro. Se qualcuno è abile nelle prime due pratiche, non è comunque da buttare. Ma gli "All Star" come Michele, quelli sono "all around", come un Larry Bird che prima della rimessa in gioco dice a Xavier McDaniel che lo brucerà. E poi lo fa.
commento inserito alle 16:20 del 04 luglio 2008

luca9 ha scritto:

  OT: sembra che i C’s abbiano offerto a POSEY 12 milione in 3 anni... mi sa tanto che il vecchio JAMES non si accontenterà...
mentre a Corey M abbiamo offerto tutta la MLE... opinioni?
commento inserito alle 16:24 del 04 luglio 2008

celticsman ha scritto:

  che ci stiamo provando... fino in fondo smilies/grin.gif ed è giusto.

alla fine (se nn la "sfanghiamo") toccherà fare una scelta. sono ottimista.
commento inserito alle 17:28 del 04 luglio 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Su Posey e Magette hanno scritto tutto e il contrario di tutto quindi per ora non credo ci sia nulla di certo.

Sembra invece che Eddie House non sia soddisfatto dell'offerta dei Celtics e che potrebbe firmare con i Knicks che gli offrono un triennale non lontano da 10M$ complessivi.
commento inserito alle 19:34 del 04 luglio 2008

celticsman ha scritto:

  beh meglio 4 ai celtics, che 10 ai knicks! però la vita è sua. troveremo altri!
commento inserito alle 19:52 del 04 luglio 2008

Legend ha scritto:

  OT: ecco il link a Celticsblog, per la gioia di tutti i partecipanti alla kermesse di Milano.

http://celticsblog.com/index.php?option=com_content&task=view&id=3545&Itemid=253

E se non vi basta nemmeno essere finiti su Celticsblog, non so che farci!
commento inserito alle 20:24 del 04 luglio 2008

Angelo ha scritto:

 
Non concordo, infine, con Angelo: è vero, Brown poteva sbagliare e anche il libero di Pierce contro i Cavs poteva uscire, ma quanti episodi di segno contrario ci sono stati che noi non ricordiamo? Decine, immagino, quello che conta è solo il risultato finale, con un allenatore ritenuto incapace di allenare che invece ha vinto 66 gare di RS e un titolo NBA, quando altri hanno fallito negli anni pur avendo grandi squadre. (Michele)


Appunto, Michele, ma se quello che conta è il risultato finale, allora l'anno scorso avremmo dovuto prendere per buoni tutti i "te l'avevo detto" di fine stagione, cosa che io non ho mai accettato, riconoscendo comunque competenza e qualità umane al nostro allenatore. Ugualmente scelgo di evitare i reiterati "te l'avevo detto" in questo caso e godermi la vittoria senza (troppa) polemica. Insomma, preferisco la discussione prima che ci sia una parte che ha "vinto" e una che ha "perso".

Legend, in questi casi la pace sociale si raggiunge con l'amnistia, non con la persecuzione smilies/grin.gif


PS: Grazie per il patentino di "internazionalità" del raduno di ICP.
commento inserito alle 21:05 del 04 luglio 2008

Legend ha scritto:

  Sull'anno scorso, però, tu Angelo sembri dimenticare che Pierce giocò 47 partite, Wally 32, Jefferson e West 69, Tony Allen 33. Il "te l'avevo detto" dell'anno scorso era perciò un po' diverso da quello di quest'anno, perchè era viziato da situazioni sulle quali il coach non aveva alcun controllo. Era come dire che Raikkonen non sapeva guidare dopo che gli si era rotta la macchina.... Quest'anno Rivers ha dimostrato di poter allenare a livello di Finale NBA, ed ha dimostrato a chi su queste colonne gli dava dell'incompetente chi tra i due era meno competente.

Non c'è dubbio che l'amnistia sia la cosa migliore. Ma sappiamo tutti che l'amnistia non ripulisce la fedina penale, vero? Non è persecuzione. E' chiarezza: la speranza è che in futuro, memori della "sbiancata", tutti stiamo un po' più attenti e portiamo un po' più di rispetto a quelli che nel loro campo sono dei professionisti, dove noi siamo dei tifosi. Ed in questo modo, rendamo ICP un luogo più "abitabile", dove si parla di come i Celtics eseguono il pick and roll, e non si perde tempo ed energie in interminabili discussioni sulla limitatezza di un playbook, o sulle limitate capacità di navigazione del GM.
commento inserito alle 21:19 del 04 luglio 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Torno sui Rumors, Magette avrebbe sul piatto un'offertona decisamente più corposa della MLE da parte di Warriors, che dopo aver perso il Barone e inseguito a vuoto Arenas e Brand (per Elton si porofilerebbe addirittura un arrivo a Phila), rimane con una valanga di soldi in mano.

L'offerta di Ainge a Posey è pura pretattica, come dire intanto vediamo cosa ti offrono gli altri e poi vediamo, credo Ainge per primo fosse consapevole che 3 anni a 4M$ Posey non li firmerebbe mai.

Intanto camp in svolgimento, c'è pure David Hawkins di Roma, e come anticipato qualche giorno fa, ci sarà un workout per O'Bryant, uno che in mano a Clifford Ray potrebbe fare ottime cose secondo me, al college era buono, 2,10 abbondante quasi 2,15, mani educate, poi però è caduto in mano a Nelson che con i lunghi non ci va neppure a colazione. Io una chance gliela darei volentieri.

Non sottovaluterei il fatto che McHale offrendo solo la QO a Gomes, di fatto gli ha dato via libera, e che Gomes firmando con noi con qualcuna delle eccezioni già prenderebbe più di quanto gli offra McHale, e quindi chissà si potrebbe pensare anche ad un Magette Gomes come cambi dei 2-3-4 che sarebbe un lusso 5 stelle.
commento inserito alle 21:35 del 04 luglio 2008

Andrea Del Vanga ha scritto:

 
OT: ecco il link a Celticsblog, per la gioia di tutti i partecipanti alla kermesse di Milano.

http://celticsblog.com/index.php?option=com_content&task=view&id=3545&Itemid=253

E se non vi basta nemmeno essere finiti su Celticsblog, non so che farci!
(Legend)

questo ovviamente aumenta il mio orgoglio celtico-italico, aumenta il mio orgoglio per icp e chi ne fa parte, aumenta il gasamento per Anderle e Pulcini intervistati da Gorman, e aumenta il rammarico per la moto al lego con i fari non funzionanti...ossequi all'Anderle smilies/grin.gif
commento inserito alle 21:47 del 04 luglio 2008

Christian Spazian ha scritto:

 
solo quelli VERAMENTE bravi sanno leggere nel presente i segni del futuro, e si stupiscono quando leggono "Fire Ainge" o quando ESPN in massa pronostica "Lakers Campioni" (Legend)


Stai parlando di me? smilies/grin.gif

Mi sembrava così assurdo leggere che 9 di ESPN su 10 ipotizzavano vincenti i Lakers che mi veniva da ridere quando avremo vinto, e così è stato. smilies/cool.gif
commento inserito alle 23:27 del 04 luglio 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Già chiusa la strada ai Knicks per Eddie House visto che hanno dato l'intera MLE per due anni a Chris Duhon.
commento inserito alle 00:10 del 05 luglio 2008

Andrea Del Vanga ha scritto:

 
Non sottovaluterei il fatto che McHale offrendo solo la QO a Gomes, di fatto gli ha dato via libera, e che Gomes firmando con noi con qualcuna delle eccezioni già prenderebbe più di quanto gli offra McHale, e quindi chissà si potrebbe pensare anche ad un Magette Gomes come cambi dei 2-3-4 che sarebbe un lusso 5 stelle.
(Leonardo)

Gomes, giocatore per il quale personalmente stravedo, mi sembra lontano dal credo di atletismo e fisicita' impostato nelle ultime scelte di Rivers. Personalmente sono uno di quelli che crede che la storia di Magette non sia proprio tattica nei confronti di Posey ma una vera mossa di mercato. Comunque staremo a vedere.

House ai Knicks suona terribilmente verosimile e temo che ci sia la serie possibilita' di veder partire Eddie.

Sono molto sorpreso dalla voce di Darius Miles..sapevo che non stava praticamente piu' in piedi e sapevo che i Blazers lo avevano tagliato per questo.

Tutti i nomi che si vociferano sono interessanti, dai progetti Butler e O'Bryant, al recupero di Andersen, al discontinuo ma fisico Harrison.

Se House parte andra' trovato anche un play di riserva. Che si riconfermi Cassell?
commento inserito alle 00:13 del 05 luglio 2008

celticsman ha scritto:

  hawkins è un difensore terrificante, ottimo penetratore... e può giocare da 2 e da 3. per la panca sarebbe un ottimo 10° o 11° giocatore. io un pensierino ce lo farei.
commento inserito alle 00:28 del 05 luglio 2008

Bird ha scritto:

  Io metterei al primo posto la proprietà, il nome e la gloria che si porta dietro questa società da tanti anni come seconda carta vincente. Senza queste due cose non saremmo andati lontani! I giocatori fanno parte di un sistema, lo stesso dicasi per lo staff tecnico ed il general manager! Qualche tempo fa leggevo di Rivers come uno non da play off ! La mentalità vincente e' stata la cosa che ci ha fatti trionfare. ...dov'erano i giocatori (quelli tanto osannati ora) contro Atlanta? Ed era il primo turno.... Ricordo male o qualcuno in quelle gare diceva che rischiavamo di essere eliminati? E Garnett? e Pierce? In vacanza?
commento inserito alle 00:32 del 05 luglio 2008

Angelo ha scritto:

 
...nonostante le attenuanti, come i mille infortuni che quasi mai avevano consentito di vedere in campo la squadra al completo... (Angelo)


No Legend, non ho dimenticato quante partite NON hanno giocato i nostri l'anno passato e, per inciso, ripeto di essere sempre stato pro-Rivers.
La mia opinione, assolutamente personale (e di una persona che, tra l'altro non ha avuto il "piacere" di seguire la querelle in diretta l'anno scorso) è che ricordare in maniera reiterata chi e come aveva sbagliato non contribuisca affatto a indirizzare la discussone sul fatto tecnico, come tu giustamente auspichi, ma prepari solamente a nuove polemiche non appena (speriamo il più tardi possibile) il vento sarà nuovamente cambiato.


Aripiesse: ho letto celticsblog...meraviglioso. smilies/smiley.gif


E, a proposito di fatto tecnico, Leonardo, quelle che riporti sono tutte notizie interessanti, a partire da Gomes che, se dovesse tornare, mi farebbe felice. Su Posey concordo, si sta giocando una partita a scacchi e siamo solo alle prime mosse, nessuno penso si aspettasse un :"Hey, James, ti vanno bene 4 milioni l'anno?" "No, facciamo 5", "D'accordo".
Anche la scommessa O'Bryant, nonostante presenti dei rischi (daltronde è una scommessa...) mi intrigherebbe parecchio; soprattutto per il fatto che un giovane con quel fisico e con una tecnica affatto disprezzabile, se inserito in una realtà come quella dei Celtics, potrebbe davvero fare il salto di qualità.

E' vero, però, come diceva ieri Michele, che di fatto stiamo ancora giocando con le figurine, almeno finchè non si sarà presa una decisione su Posey.

Come sempre, fiducia incondizionata a Ainge (che, comunque, è un bel riporre)
commento inserito alle 00:42 del 05 luglio 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

 
Gomes, giocatore per il quale personalmente stravedo, mi sembra lontano dal credo di atletismo e fisicita' impostato nelle ultime scelte di Rivers. Personalmente sono uno di quelli che crede che la storia di Magette non sia proprio tattica nei confronti di Posey ma una vera mossa di mercato. Comunque staremo a vedere.

House ai Knicks suona terribilmente verosimile e temo che ci sia la serie possibilita' di veder partire Eddie.

Sono molto sorpreso dalla voce di Darius Miles..sapevo che non stava praticamente piu' in piedi e sapevo che i Blazers lo avevano tagliato per questo.

Tutti i nomi che si vociferano sono interessanti, dai progetti Butler e O'Bryant, al recupero di Andersen, al discontinuo ma fisico Harrison.

Se House parte andra' trovato anche un play di riserva. Che si riconfermi Cassell? (Andrea Del Vanga)


Io credo che la trattativa con Posey sia sulla durata e non sull'entità, se Posey punta i piedi e vuole 5 anni di contratto a MLE piena, vale la pena di fermarsi a pensare e crearsi comunque dei piani di Backup. Mi spiego Posey ha 31 anni, il suo contratto andrebbe di due anni più in la di quelli dei Big Three inpallinandoti il cap per il futuro remoto, quindi se magari non c'è nessun tipo di alternativa è uno sforzo che la proprietà e Ainge possono sostenere, ma se possono esserci alternative diverse come Magette giusto tenerle in considerazione, ovvio che a quel punto tatticamente si va pure su cose differenti, non necessariamente un simile a Posey.

Ho citato Gomes perchè come difensore vale un decimo di Posey, ma ha grande testa la passa bene, un più che discreto tiro (farebbe felice Gerry smilies/wink.gif ) quindi potrebbe essere un 3-4 da affiancare a KG da centro per giocare quei quintetti veloci che comunque sono una alternativa che serve troppo nel basket odierno.

Oppure si potrebbe andare su strade diverse, andando a spendere buona parte della MLE su un lungo tosto ed esperto, butto li il nome di Joe Smith che pare non aver trovato un accordo con i Cavs, quindi aggiungendo Smith alla rotazione dei lunghi, Gomes come cambio dei 2-3-4, Eddie House o un altro play (se parte Eddie per me arriva Tyronne Lue), la panchina rimane di buona qualità e profondità.

Ovvio che quanto scritto sopra è un mare di ipotesi, io credo che alla fine Posey resterà, Ainge magari alza il prezzo gli da quattro anni di MLE piena.

Sono anche convinto che uno tra Butler e O'Bryant strappa il contratto con noi. Sul play come detto House con i knciks non chiuderà perchè si sono spesi tutta la MLE per Duhon, quindi anche Eddie potrebbe rimanere, come detto l'alternativa potrebbe essere Tyronne Lue.
commento inserito alle 00:54 del 05 luglio 2008

Andrea Del Vanga ha scritto:

  Intanto pare che Miles abbia fatto un ottimo workout.

Intanto se la storia di Maggette e' pretattica la stanno facendo proprio bene, vista le sviolinate reciproche

http://www.boston.com/sports/basketball/celtics/articles/2008/07/04/rivers_gives_maggette_call

House da certi punti do vista mi sembra piu' lontano dai noi di Posey. Pare chiaro che non accetti il minomi salariale per i veterani o la annual exception.
commento inserito alle 08:13 del 05 luglio 2008

DifendoKevinGarnett ha scritto:

  "Se Garnett non è in grado di fare il franchise player, allora cancelliamo la definizione dalla terminologia del basket."

che altro aggiungere?

che SENZA KevinGarnett il 17° titolo verde sarebbe stato rimandato per la 23esima volta!
commento inserito alle 12:24 del 05 luglio 2008

Angelo ha scritto:

  La frase che hai citato è mia, tuttavia mi pare ingeneroso ricondurre tutti i meriti a Garnett, dimenticando i Rivers, i Pierce, gli Allen e i Posey, anche da parte tua che sei un tifoso non dei Celtics ma di KG (se non sbaglio).
commento inserito alle 12:48 del 05 luglio 2008

Legend ha scritto:

  ricordare in maniera reiterata chi e come aveva sbagliato non contribuisca affatto a indirizzare la discussone sul fatto tecnico, come tu giustamente auspichi, ma prepari solamente a nuove polemiche non appena (speriamo il più tardi possibile) il vento sarà nuovamente cambiato. (Angelo)

E' proprio quello che vorrei evitare. Se non è bastata questa figuraccia agli "anti", per capire che ci vuole pazienza, ed a volte è possibile giudicare solo DOPO, nulla sarà sufficiente.
Però, come hai visto, già c'era qualcuno che diceva che TUTTI erano contro Ainge, ed allora è doveroso ricordare, e fare le debite distinzioni.
commento inserito alle 21:09 del 05 luglio 2008

Andrea Del Vanga ha scritto:

 
Però, come hai visto, già c'era qualcuno che diceva che TUTTI erano contro Ainge, ed allora è doveroso ricordare, e fare le debite distinzioni.
(Legend)


tutti contro Ainge? non scherziamo...eravamo decisamente 50 e 50 su questo...

su Rivers devo direi che solo Fabio, Michele, la moglie di Rivers e Ainge hanno sempre fatto affidamento smilies/smiley.gif ma su Ainge eravamo in parecchi ad essere fiduciosi (l'unica cosa su cui eravamo poco fiduciosi su Ainge erano Rivers e i free agent ma dopo 1 campionato vinto, House e Posey direi che possiamo anche stare zitti, ben contenti che fosse Ainge ad avere ragione nonostante i dubbi e le perplessita' da tifosi che ci hanno accompagnati prima della scorsa estate...)
commento inserito alle 21:59 del 05 luglio 2008

boston ha scritto:

  xtutti
parto da un principio:io sono libero di criticare se un giocatore o allenatore o gm è da boston,ovviamente non tanto per criticare ma con delle motivazioni.Tolto questo grosso problema,se uno vuole che su icp si dica che adesso dopo ""22"" anni abbiamo un genio come allenatore e il miglior gm del mondo,io su questo non ci stò neanche se si mette a pregare.Io riterrò un grande allenatore il doc solo dopo 3 dicasi 3 titoli con i boston e rammento a tutti,che ci sarà la colpa della dirigenza,se per 22 annetti non si è vinto niente(neanche la coppa del nonno).Mi pare che l'anno 2001-2002 siamo andati a un passo dalla finale avendo in squadra solo walker e pierce,e non avendo altri big.per quanto riguarda il giocatore della stagione io voto totalmente rondo,perchè ha fatto fare un salto di qualità alla squadra.per quanto riguarda i big 3 hanno fatto nient'altro che il loro dovere.senza se e senza ma smilies/angry.gif smilies/angry.gif smilies/angry.gif
commento inserito alle 02:17 del 06 luglio 2008

boston ha scritto:

  xtutti
a discapito di tutti,guai a chi ha da dire qualcosa contro rondo.senza se e senza ma smilies/angry.gif smilies/angry.gif smilies/angry.gif
commento inserito alle 02:20 del 06 luglio 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

 
xtutti
parto da un principio:io sono libero di criticare se un giocatore o allenatore o gm è da boston,ovviamente non tanto per criticare ma con delle motivazioni.Tolto questo grosso problema,se uno vuole che su icp si dica che adesso dopo ""22"" anni abbiamo un genio come allenatore e il miglior gm del mondo,io su questo non ci stò neanche se si mette a pregare.Io riterrò un grande allenatore il doc solo dopo 3 dicasi 3 titoli con i boston (boston)


Ma infatti se leggi bene nessuno vuol far passare Rivers come un genio, ma solo riconoscere che non è quel fesso che si diceva (io per primo) negli anni passati, e che soprattutto la qualità di quelli che alleni a parità di allenatore ti porta a risultati diamentralmente opposti.
commento inserito alle 09:51 del 06 luglio 2008

Alberto ha scritto:

  Su Ainge eravamo decisamente contrari al 95% (ME COMPRESO) poi dopo il miracolo che ha fatto in estate tutti lo abbiamo adorato (RIME COMPRESO).
Su Rivers la percentuale era la stessa e ci ha piacevolmente smentiti ma il discorso è un pò diverso rispetto a quello di Ainge.
Se Danny ha tirato fuori dal cilindro 2 conigli d'ORO (KG e HGG) e altri d'argento (Posey, PJ Brown) dopo che i Celtics erano la barzelletta della NBA e nessuno dico nessuno dei migliori giocatori o free agents sarebbe venuto a Boston, Rivers ha avuto il merito di sfruttare al meglio questa FERRARI che il buon Danny gli ha scodellato in mano dicendogli: ehi Doc mi raccomando guida questo gioiello fino al traguardo e stai tranquillo perchè ha un motore potente (KG) e tantissimi cavalli che non aspettano altro di scatenarsi (PP-HGG).
Poi se hai problemi hai un ottimo impianto frenante (Tom-KG-Posey) che ti terrà bene in strada se adoperato a dovere.
Insomma Doc guida tranquillo e regolare e vedrai che al traguardo arriverai primo.
Quindi merito a tutti ma nella giusta proporzione:
La mia speciale classifica è la seguente:
1) DANNY AINGE
2) KEVIN GARNETT
3) TOM THIBODEAU - DOC RIVERS
4) IL RESTO DEL TEAM CAPITANATO DAL CAPITANO.
commento inserito alle 10:49 del 06 luglio 2008

boston ha scritto:

  xlegend
se vuoi che non si possa criticare anticipatamente o rivers o ainge o qualche giocatore,beh ti posso dire che io qualsiasi formazione c'è parto per vincere,poi però non è perchè giocano nei boston che sono tutti dei fenomeni.ora io ti dico questo,e lo continuo a pensare,l'allenatore che nel 2001-02 ci portò vicino alla finale secondo mè è migliore di rivers,questo non vuoldire che rivers è un brocco,è che avendo i dvd a casa e riguardandoli mi accorgo che il grosso difetto è che certe volte non sà leggere le partite.noi le partite le abbiamo vinte perchè eravamo i più forti,per dimostrare che non è stato un caso bisogna vincerne altri 3 in 4 anni che piaccia o nò.comunque a mè la caratteristica principale che mi piace di rivers è l'emozione di come era dentro anche lui nel campo e detta da me vuol dire tanto.per quanto riguarda ainge,deve dimostrare che non basta 1 stagione ma ci sono 22 anni da dimenticare e per adesso gli dico bravo per questa.per quanto riguarda i giocatori,se uno vuole tantissimi soldi per poter andar via dai boston,allora vuol dire che non ci merita.
la mia classifica con voto
1)ainge 7( da rivedere nei prossimi 3 anni)
2)rivers 6,5(vediamo prossimamente)
3)rondo 9(tutti o quasi a criticarlo,io alla prima partita ho detto questo è il big four,è lui la grande differenza)
4)garnett,allen,pierce 6.5(hanno fatto il loro dovere ma possono e devono migliorare)
è ovvio che dove ho messo rivers c'è anche thibodeau e tutto il team.senza se e senza ma smilies/cheesy.gif smilies/cheesy.gif smilies/cheesy.gif
commento inserito alle 12:04 del 06 luglio 2008

boston ha scritto: