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Celtics - Lakers Gara 6, la sfida tanto attesa, il trionfo dietro l’angolo dopo 22 anni di silenzio; Ray Allen è sereno… le sue statistiche mettono i brividi: 32 minuti, 8/12 dal campo, 26 punti con 7/9 da tre (record per una finale Nba). Basterebbe questa partita per osannare Ray-Ray. Ma non ci accontentiamo, c’è molto di più (da raccontare) dietro questa stagione indimenticabile per l’ex Seattle.
Difficile non partire da questo finale di stagione: Difatti dopo un inizio playoffs con il freno a mano tirato (contro gli Atlanta Hawks) e le preoccupanti prestazioni nella serie Celtics-Cleveland, Ray Allen ha saputo tirar fuori quel carattere da vincente che pochi nel tempo gli hanno giustamente riconosciuto. Il ragazzo di Merced (California) tra Detroit (Finale di Conference) e L.A (Finale Nba) ha giocato un basket celestiale, guidando i suoi al tanto sospirato anello. Per alcuni l’Mvp nascosto delle finali, per altri un giocatore indomito che nonostante i problemi familiari è riuscito ad andare oltre, non abbandonando i compagni nel momento del bisogno. Le cifre delle ultime 12 partite parlano da sole: Vs Detroit: 17.5 pts; 3 assist; 3.5 rimbalzi / Vs L.A Lakers: 20.3 pts; 2.5 assist; 5 rimbalzi e oltre il 50% nel tiro da tre!
Ma non ci sono solo le finali, o il momento del trionfo. Ray Allen ha alle spalle una lunghissima e affascinante stagione regolare 2008 (iniziata dalla trade che lo ha portato da Seattle ai Celtics) che va dal camp/Nba European Live tour alle 82 combattute partite che hanno condotto i Boston Celtics al primo posto nell’East, con il record N.1 della Lega (il tanto chiacchierato e fondamentale 66W-16L). Ogni partita (delle 82) è stata vissuta da Ray Allen come decisiva. Ogni tiro aveva la sua vitale importanza; ogni pallone vacante, doveva essere suo. Una stagione dunque fatta di successi, difficoltà, grandi giocate e partite indimenticabili.
Successi: I successi del singolo, sono tanti per Ray Allen quest’anno. Si è passati dalla possibilità di giocare per vincere l’anello Nba (prima volta nella sua carriera) al sogno di poter vestire la casacca bianco/verde dei leggendari Celtics al fianco di Paul Pierce e Kevin Garnett. C’è stata la nuova chiamata per l’All Star Game, chiuso che 28 punti in 18 minuti; oppure il record ottenuto nella Finale Nba, come miglior tiratore da 3 nella singola partita. Senza tralasciare statistiche da regular season che farebbero invidia al più egoista dei giocatori… con 17 punti a partita, 3,7 rimbalzi, 3,1 assist e l’ottimo 40% da tre. Una stagione densa di luci, per il terzo violino del Big Three, che ha saputo fare dell’umiltà la sua arma; e del silenzio il suo successo.
Difficoltà: Ma non solo successi, anche difficoltà… che hanno costellato e frenato una stagione da sogno! Lievi Infortuni muscolari e problemi familiari (non ultimo per importanza, il grave malanno che ha colpito il figlio Walker) sono stati presenti e dolorosi mese per mese. Situazioni da incubo che in più di una occasione hanno spento l’entusiasmo dal volto del “ragazzo” e del giocatore. In ogni situazione però la famiglia e i compagni, va ricordato, si sono stretti con forza intorno a lui, riuscendo a rinvigorire lo spirito di un grande uomo, prima che di un grande campione; e questo ha permesso a Ray Allen di non perdersi mai, nemmeno nel momento più difficile della sua vita.
Infine grandi giocate e partite indimenticabili del numero 20 di Boston, che segnano inconfondibilmente momenti unici e quasi senza tempo, vagando nel cielo e dentro i computer. Partite vinte all’ultimo secondo, trentelli a go go, giocate al di fuori dell’umana conoscenza. Conviene dunque tuffarci in questo mare di emozioni, che ogni tifoso Celtics ricorda con enorme felicità:
Celtics - Wizards 103-83: Il debutto ufficiale in Verde. Un emozione vederlo al fianco del capitano e di KG. Una buona prova da 17 punti e 4 rimbalzi. Brividi.
La Tripla del 5 Novembre: Celtics - Raptors 98-95. Seconda partita della stagione, Overtime, 3 secondi alla fine… Ray Allen mette la tripla che chiude il match. 33 punti per lui. C’è silenzio nell’aria. Qualcosa sta cambiando. Ray Allen è pura poesia in movimento.
Utah – Celtics 98-104: I Boston Celtics espugnano uno dei campi inviolabili della lega. Ray Allen disputa una gara impeccabile; per lui 23 punti (secondo miglior realizzatore) 4 rimbalzi e 3 assist. Prova Maiuscola.
Il sacco di Charlotte: con un record di 10 vinte e una sola persa, i nostri “eroi” vanno a fare visita ai Bobcasts di Richardson. Ray Allen non solo realizza 25 punti vitali; ma mette a segno anche la tripla che ad 1 secondo dalla fine regala la vittoria ai Celtics. Incredibile!
Magia in casa Mavs: Boston gioca una partita straordinaria in casa dei Dallas Mavericks. A 33 secondi dalla fine Dallas conduce 88-87. Ray Allen (fino a quel punto 18 punti a referto) esce dai blocchi divinamente, e scrive una tripla pazzesca che lascia ammutoliti i tifosi Mavs. 3 Vittorie consecutive tra Spurs, Rockets e Mavericks… NON E’ UN SOGNO!
Gara 6, Finale di Conference: Celtics - Pistons 106-102: Nella gara decisiva per raggiungere la finale, Ray Allen mette a segno 29 punti con 5/6 da tre e 6/6 dalla lunetta. Una partita quasi perfetta per Allen che con Garnett guida i suoi alla vittoria più importante.
Ciao Ciao Vujacic: Gara 4 delle Finali Nba. I nostri Celtics rientrano in partita, con una impresa, da -24; e con un quarto periodo furioso si portano addirittura in vantaggio 94-91. I Lakers provano a difendere alla morte per tentare il miracolo. Mancano 19.6 secondi alla fine. Palla in mano a Ray Allen che viene marcato da Vujacic, il ragazzo (oramai uomo) di Merced però con una finta di corpo fa sedere il diretto avversario… ragalando la vittoria del 3-1. La giocata più bella, quella che personalmente non dimenticherò MAI!
In conclusione Ray Allen in 108 partite ha disputato una stagione per certi versi Grandiosa con tinte nere, e attimi d’ombra. Regalando a noi tifosi… movimenti da Jazz/man, triple assassine e delicate, ma soprattutto occhi decisi da “chi sa il fatto suo”. E’ stato e sarà un onore vederlo giocare con quella maglia. E’ bello notare che esistono ancora molte persone che riescono a far emozionare la propria mamma, come ha fatto Ray Allen in finale contro i Lakers. Non ci credete? Andate a guardare la faccia della signora Ray durante la premiazione! Un altro film nel film, di quelli da custodire gelosamente nel proprio cassetto.
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