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2007-08 NBA Champions : Leon Powe PDF Stampa E-mail
Scritto da Enrico Boggio   
mercoledì 09 luglio 2008
Quanti soldi avreste scommesso all'inizio dell'anno su Powe in campo e così al centro dell'attenzione? Chi è rimasto stupito per la sua annata? Potete anche scagliare pietre se ne avete a portata di mano. Powe protagonista, perchè lo è stato.

La storia di vita di questo giocatore credo sia risaputa ma è sempre meglio riparlarne perchè ciò può far capire totalmente il motivo delle caratteristiche che contraddistinguono questo giocatore. Il padre lascia la famiglia quando Leon aveva due anni ed all'età di sette anni, la sua casa brucia ed è costretto a vivere "homeless" per anni. Tolto alla mamma, si prende cura di lui un istituto. Per concludere il tutto, la mamma muore qualche giorno prima che lui al liceo (dove aveva cifre molto importanti) giocasse le finali di Stato.

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Al College eletto freshman dell'anno della Pac - 10, ma si infortuna successivamente al ginocchio e si pensa che non possa tornare ad essere il giocatore che era prima. L'ultimo anno, oltre 20 punti e 10 rimbalzi e l'entrata al Torneo.

 

 

 

 

 

Al draft poche squadre vogliono rischiare la sua scelta e lo fa Denver che, però, lo cede a Boston che insiste per averlo.
Mi ricordo i commenti del periodo e la totale insicurezza su un giocatore che poteva avere problemi fisici, con un passato tragico e con un altezza ed una tecnica che si sposavano poco con il gioco NBA e per avere un forte od un reale impatto.

Detto questo, la sofferenza che ha vissuto nei suoi anni di vita ha cresciuto in lui la voglia di dimostrare il suo valore, di combattere per ogni cosa perchè niente è regalato e bisogna conquistarlo con fatica. La voglia di staccarsi dal fondo. Anche se a volte la superficialità delle analisi può fermarsi alle apparenze che ingannano eccome.

Nel primo anno poche possibilità di farsi vedere ma Ainge lo conferma.

A Roma, da vicino, ho potuto apprezzare un combattente senza paura dei contatti (da ricevere e da dare), con un grande senso della posizione. Tiri sempre spalle a canestro con movimenti di potenza oppure conclusioni da rimbalzo offensivo. Ottimo in difesa, spesso su Garnett, il baricentro basso lo facilita nella fase difensiva. Il suo limite il tiro frontale piazzato ed i tiri liberi. Percentuali molto basse e quasi un senso di frustrazione quando durante il training camp non riusciva a realizzare dalla linea del tiro libero.

Molto simpatico, sempre con il sorriso ed un modo di camminare che sembra possa aver perso qualche muscolo delle cosce per strada....
Inizia la stagione e lo spazio è risicato se non peggio dello scorso anno. In fondo alla rotazione, gioca solo nei minuti di garbage time e non riesce a dimostrare qualcosa che lo porti ad essere maggiormente considerato.

L'impegno in allenamento, però, non cala sicuramente. Ha lottato tanto nella sua vita, impegnarsi in allenamento è quasi uno scherzo ed il dare una mano ai titolari ed a rendere difficile le scelte al coach è piacevole.
I dieci minuti spesi sul parquet a New York il 29 novembre non devono trarre in inganno visto che la partita si è conclusa praticamente molto prima della fine reale, quindi in campo chi gioca meno.

Continua a giocare in partite già chiuse, mettendo a referto discreti numeri in relazione ai minuti in campo. Arriva il periodo più nero tra il 23 dicembre ed il 16 gennaio con solo un minuto giocato in 13 partite ma, poi, il 18 gennaio è alle porte ed anche se si tratta sempre di una partita vinta facilmente, arriva la prima doppia cifra in punti insieme a sei rimbalzi in 14 minuti.

Forse è la svolta della sua stagione.

Qualche partita con maggiori minuti in campo ma la svolta può avvenire solo grazie ad un intervento esterno che possa far capire le reali potenzialità ed il reale valore del giocatore di Oakland: l'infortunio di Garnett.

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Arriviamo al 29 gennaio e sfordera la prestazione migliore mai avuta fin qui con 25 punti ed 11 rimbalzi contro Miami dominata. Uno Scalabrine non proprio splendido e Garnett fuori aprono la strada a Powe che, però, si merita una giornata così ed una nuova situazione che non vuol dire necessariamente giocare più minuti ma significa che anche lui fa parte della squadra e può essere protagonista di una possibile cavalcata trionfale. Anche Rivers lo tiene maggiormente in considerazione.

 

 

 

Pochi giorni dopo sa essere fondamentale per una vittoria, o meglio fa vincere i Celtics all'ultimo secondo capitanando la cavalleria bostoniana proiettata a prendere il rimbalzo in attacco per cercare di segnare. Layup all'ultimo secondo e vittoria. E' veramente cambiato qualcosa. Si dice che non è importante iniziare in campo quanto lo sia finire, lui ci è riuscito.

Spesso in doppia cifra in assenza di Kevin, quando torna il cinque vede meno il campo per qualche partita ma Doc capisce che Powe è presente ed importante e comincia ad impegnarlo anche con tutti presenti ed arruolabili.
Nel frattempo aggiunge sicurezza nei liberi (più o meno sulle cifre dello scorso anno ma con maggiori tentativi e minori incertezze) e si vede tirare anche dalla media, dimostrando che con il lavoro si aggiungono maggiori armi e maggiore consapevolezza nei propri mezzi.

Tra la fine di gennaio e la fine di febbraio tiene una media di 10.6 punti e 5.4 rimbalzi.

La consacrazione nella rotazione avviene il mese successivo e nel tragitto s'incontra una nuova partita speciale contro i Rockets imbattuti da 22 partite e che i Celtics battono finalmente supportati da 21 punti del Leone nazionale.
Da qui in poi sono partite da alti e bassi in punti segnati (non in contributo) ma con impieghi sempre oltre i quindici minuti. Fino all'ultimo match che segna il record personale di 27 punti contro New Jersey.

Ma non dimentichiamoci della sua difesa.

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Si arriva ai play - offs dove per regolamenti non scritti di gerarchie americane consolidate negli anni gioca poco (come meno gioca tutta la panchina) nelle partite più importanti dopo la serie con Atlanta dove viene ben impegnato ma non fa mancare il suo picco in una serie che farà la storia dei Celtics: l'otto giugno, in soli 15 minuti, segna 21 punti e fa parlare di lui tutti gli Stati Uniti.

 

 

 

 

E' il giusto coronamento di una stagione in crescendo culminata con l'incitamento incessante dei tifosi invocanti il suo nome. A livello personale niente di meglio si può chiedere. Riconoscimento totale (dirigenza, staff tecnico, compagni, tifosi) per un giocatore che non può farsi voler male per il suo cuore, la sua voglia, il suo combattere contro i suoi limiti per dare il contributo massimo per vincere e convincere.   

poweparademw9.jpg

 

Commenti (11)add comment

TheRock ha scritto:

  Grazie Leon

Da smilies/smiley.gif
commento inserito alle 08:40 del 10 luglio 2008

Massimo Tasselli ha scritto:

  Sempre stato un fan del Leone, speravo che potesse contribuire per la rotazione dei lunghi: ma non pensavo che potesse essere così influente, davvero molto bravo soprattutto nel farsi trovare pronto al di là della sua tecnica individuale. Mi piacerebbe vederlo ancora in biancoverde...
commento inserito alle 12:49 del 10 luglio 2008

Giacomo ha scritto:

  Ha il nome giusto per come affronta la vita e gli avversari sul campo. Sono stato e sono un suo fan come lo sono di Rondo e non mi capacitavo del perchè venisse impiegato così poco ( ma forse è un uso degli allenatori americani utilizzare poco i rookies a meno che non siano giocatori già accompagnati dalla chiara fama del college ). Finalmente quest'anno ha avuto lo spazio per dimostrare le sue qualità e Doc ha avuto il merito di non avere pregiudizi nei suoi confronti dandogli fiducia. E' uno di quei giocatori " di sostanza " che a me piacciono tanto. Grande merito gli va riconosciuto anche per aver saputo progredire tecnicamente grazie al duro lavoro svolto. Incarna bene lo spirito celtico.
Grazie Leone
commento inserito alle 15:45 del 10 luglio 2008

Tozzy ha scritto:

  Grande combattente, non si tira mai indietro. La natura non gli ha fatto dono di un fisico e di una tecnica sopraffina (che probabilmente gli avrebbero permesso di essere ben altro giocatore), ma lui se ne fa un baffo e con la sua immensa grinta va avanti combattendo come nulla fosse!!

Mitico Leon!!

P.s. Mai nome fu più adatto per un giocatore!
commento inserito alle 15:46 del 10 luglio 2008

Christian Spazian ha scritto:

  Già al primo anno s'intravvedeva qualcosa di interessante, ma purtroppo non ha avuto le giuste occasioni, quest'anno le ha avute e ha dimostrato d'avere i numeri giusti per emergere.

Non pretendiamo però la luna da lui, purtroppo l'altezza lo limiterà per tutta la sua carriera.
commento inserito alle 23:48 del 10 luglio 2008

tiber48 ha scritto:

  E' nella storia anche lui. Avrebbe meritato di essere utilizzato anche prima, ma con i rosters attuali, così estesi, quindici giocatori utilizzabili secondo necessità, gara per gara, fatalmente i giovani vengono lasciati più a lungo a guardare. Leon non si è lasciato smontare dal lungo panchinaggio, ha compreso il suo ruolo e ha dato quello che serviva alla squadra. Quando KG si è infortunato, un po' di paura era scontata. Ma senza Kevin siamo andati 9W 2L. Leon quelle partite le ha giocate tutte e alcune da starter. Allora grazie Leon Powe o forse meglio Leon Power.
commento inserito alle 01:17 del 11 luglio 2008

CapitanBeppeBoston ha scritto:

  Avevo sempre sentito che aveva avuto una vita difficile ma la sua storia non la sapevo. Grazie delle informazioni.
Che dire il Leone mi ha davvero sconvolto con la sua energia, penso ad altri giocatori più tecnici e rinomati che non incideranno mai qunto ha inciso lui in alcune gare quest'anno.
Cuore, passione, dedizione, grinta, semplicemente Celtics.
commento inserito alle 19:07 del 11 luglio 2008

nordovest ha scritto:

  Sottovalutato. Nelle partite (tante) che ho visto quest'anno non ha deluso, non fa cose stupide, mai, è intelligente e cinico il giusto.
commento inserito alle 19:25 del 11 luglio 2008

celticsman ha scritto:

  se ripenso a quel coast-to-coast ho la gioia stampata sul volto. smilies/grin.gif
commento inserito alle 02:30 del 12 luglio 2008

celticsman ha scritto:

  Grazie Leone, mi unisco al coro. tanta voglia di giocare. spirito di squadra, e un cuore enorme. un celtics, concordo!
commento inserito alle 02:35 del 12 luglio 2008

Alberto ha scritto:

  Il Leone è stato davvero fantastico ogni volta che è entrato in campo e per tutta la stagione.
Grinta, cuore e cattiveria agonistica lo hanno portato a meritarsi questa maglia.
Grazie di cuore Leone.
commento inserito alle 10:15 del 12 luglio 2008

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