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2007-08 NBA Champions: James Posey PDF Stampa E-mail
Scritto da Angelo Merendi   
giovedì 26 giugno 2008
25 Agosto 2007: Danny Ainge pesca dal cilindro l'ingaggio di James Posey. L'onda lunga del fantastico uno-due Allen-Garnett non si è ancora spenta e non sono in molti ad intuire la spaventosa importanza che il 41 biancoverde avrà nella conquista del diciassettesimo titolo.

Posey nasce il 13 Gennaio del 1977 a Cleveland; inizia a giocare a basket alla Chamberlin High School di Twinsburg (Ohio), prima di passare alla Xavier University, dove riceve diverse onorificenze (tra le quali lo scontatissimo defensive player of the year del 1999). Da notare come, anticipazione delle annate vincenti che verranno, spesso l'allenatore preferisca non utilizarlo da starter, bensì in uscita dalla panchina.

Il 1999 è anche l'anno del grande salto. Nell'anno di Elton Brand, Steve Francis, Baron Davis, Andrei kirilenko e Rip Hamilton i Denver Nuggets lo scelgono alla 18 (nota di colore, dopo Trajan Langdon, William Avery e Cal Bowlder). Rimane in Colorado per poco più di tre anni, poi, nel Dicembre 2002 si concede un breve e non felicissimo passaggio agli Houston Rockets; un anno e la firma come free agent per i Memphis Grizzlies, formazione ben lungi dall'avere ambizioni di sorta. Pur fornendo sempre prestazioni apprezzabili, il suo cammino sembra essere quello di tanti buoni giocatori che consumano la carriera ai margini della ribalta, finchè, attraverso la trade più complessa della storia NBA, 13 giocatori e 5 franchigie (tra le quali proprio i Celtics che si liberano di 'Toine Walker per Woods-Miralles-Borchard e briciole), approda alla corte di coach Pat Riley a Miami, squadra forte di due all star quali Wade e Shaq e già approdata l'anno precedente (2005) alla finale di Conference, dove fu sconfitta dai Pistons in una tiratissima serie.

Nella stagione 2005/2006 Posey è quasi sempre utilizzato da starter, ma il suo apporto non è completamente soddisfacente. Riley, con un vero colpo di genio, decide di farlo partire dalla panchina nei playoffs e questa mossa paga in maniera sorprendente. Le statistiche di Posey si impennano e il suo apporto difensivo è un vero e proprio fattore. In semifinale contro i Nets respinge con perdite Vince Carter, in finale di Conference marca a turno quasi tutti i Pistons (Billups compreso) e in finale si prende cura di Nowitzki, sempre con risultati eccellenti. Quando arriva l'anello, Riley è il primo a riconoscere il fondamentale apporto di James.

aingeposey.jpgE qui si torna al 25 Agosto 2007. Sono arrivati a Boston Ray Allen e Kevin Garnett, ma le trades hanno massacrato il roster che deve essere ricostituito. Si sta costruendo una squadra che avrà nella difesa il suo punto di forza, e Ainge, coerentemente, sceglie Posey. Da subito ci si rende conto che il suo apporto sarà fondamentale.

E' il classico giocatore che i tifosi da box score, quelli che non lo hanno mai visto in campo, definiscono "normale", preferendogli il tiratore di striscia di turno, ma basta seguirlo per il campo, magari dimenticandosi la palla, per intuire un'altra realtà.

Di fatto è un elemento del quale è imposibile non riconoscere il valore; volendo fermarsi alle cifre non è nulla di impressionante: offensivamente può offrire alla causa un mortifero tiro da 3 (38 % quest'anno in regular season, che diventa quasi 44% nei playoffs) nonostante la meccanica e la rapidità di tiro non siano quelli di Ray Allen o di Eddie House; il controllo dei nervi glaciale e il rilascio ad altitudini di tutto rispetto (è comunque un 2.03) ne fanno però un pericolo pubblico per gli avversari che hanno il compito di contrastarlo e oggetto di attenzione da parte di tutte le difese, con il non trascurabile effetto collaterale di rendere il pitturato terreno più agevole per il Garnett o il Pierce di turno.
 
Nella sua metà campo, viceversa, è una sinfonia: enciclopedico in aiuto, dove si moltiplica ovunque sia necessario, alfiere di una difesa che ha fatto dell'aggressività sul lato forte e dei repentini recuperi su quello debole una religione.

Non ha piedi eccezionalmente rapidi, ma l'applicazione, il tempismo cronometrico e il senso della posizione lo rendono un'arma impropria in single coverage anche contro avversari di stazze  e caratteristiche tecniche molto diverse (Bryant, Nowitzki, Mc Grady); è proprio questa sua impressionante versatilità a renderlo unico, a differenza di altri mastini, e pensiamo al celebratissimo Bowen, per esempio, che non è in grado di marcare "chiunque" se non buttandola sul piano fisico quando l'avversario è troppo veloce o ha troppi centimetri. Posey è di una razza diversa: riesce a prenere sfondamenti materializzandosi dalle ombre, chiude gli spazi muovendosi con anni luce di anticipo, si butta sulle linee di passaggio quando l'avversario non ha ancora deciso che diavolo fare della palla...una poesia... diversa ovviamente dalle penetrazioni del capitano, dal tiro angelico di Ray, dalla leadership contagiosa di KG, ma pur sempre poesia. Quella poesia squisitamente Celtic, fatta di etica del lavoro, di lacrime, sudore e sangue, di fianchi sbattuti contro il parquet, di tonfi sulle prime file del Garden, di gregari che si guadagnano il Paradiso.

Completano il quadro due mani piuttosto veloci a rubare palla e un istinto felino che lo porta a cercare di far suo ogni oggetto arancione vagante nelle vicinanze, come testimoniano i mille tuffi spettacolosi che ha elargito durante il campionato.

La sua presenza come sesto uomo ha consentito sempre alla squadra di operare la consueta, asfissiante pressione anche con la second unit in campo e la sua versatilità è stata la chiave per l'utilizzazione della variante tattica più utilizzata da Rivers, ovvero quella che prevede Garnett da 5 nei momenti caldi o, comunque, quando la situazione lo richiede: l'emblema è la decisiva gara 4 della serie di finale, quando il "quintetto piccolo" schierato a seguito dell'infortunio di Perkins ha abusato liberamente della spaesata difesa dei Lakers.

Oltre a questo il numero 41 è anche cattiveria agonistica, grinta e capacità di dare il massimo sotto pressione. Lo stesso Riley, intervistato prima della postseason a proposito della stupefacente stagione di Posey, ha dichiarato: "E questo è nulla, vedrete quando comincerà a infilare triple nei playoffs". Buon profeta, non c'è che dire.
odomposey.jpgUna sola volta lo abbiamo visto in debito di ossigeno, ovvero nelle ultime gare della serie infinita contro Cleveland, quando è apparso stanco nel prolungato confronto con LeBron. Giova comunque ricordare che molto merito delle pessime prestazioni al tiro del fenomeno dei Cavaliers, specie nelle prime partite, portava la firma del 41 in biancoverde, tanto che Rivers sottolineava, dopo gara 2: "(Posey) Non ha la velocità per stare con LeBron, ma ha grande esperienza e lo sta mettendo comuque in difficoltà, riuscendo a innervosirlo".

 

Se dovessimo, in pochi click, definire chi è James Posey, basterebbe ricordare:
a) Gara 4 di finale NBA, quando, con la squadra sotto di 24 punti, è stato il primo a entrare in partita contribuendo in maniera sostanziale a fermare l'emorragia di punti subiti e a dare il la alla riscossa, con 18 punti in 25 minuti frutto di 4 triple da antologia (soprattutto quella del 92-87, dall'angolo e in equilibrio precario), oltre al consueto apporto difensivo.
b) Gara 6, finale di conference a Detroit, quando a 1.40 dalla fine, sul +4 Celtics, ruba una palla incredibile a Prince, chiudendo di fatto la partita.
c) Gara 1, ancora contro i Lakers,  quando commette fallo su Bryant che sta partendo per attaccare il canestro, Kobe prosegue per andare a schiacciare a gioco fermo e James lo placca senza troppi complimenti in una personale rivisitazione della No layup rule di McHaliana memoria.

Anche Rivers, in un'intervista, alla domanda "che importanza ha per i Celtics James Posey?" ha dato la sua risposta: "Sarebbe troppo lungo elencare tutte le cose che James è in grado di fare e i problemi di matchup che crea agli avversari, sia offensivamente che difensivamente. Lui può fare tutto quello che può cambiare una gara, in particolare può far girare una partita con il suo incredibile apporto difensivo". Forse è tutto qui.

Freddo, scaltro, anche duro, il 41 è questo e molto altro, ma una cosa è certa, non è una riserva, sarebbe più corretto dire che è un componente del sestetto base campione del mondo 2008.

Onore a Danny Ainge, che si è accaparrato questo mastino per poco più di 3 milioni di dollari; la speranza di ogni singolo tifoso è che venga riconfermato anche quest'anno, dato che un sostituto di pari valore è virtualmente irraggiungibile a cifre che i Celtics possano permettersi, a meno di altri miracoli.

 

Commenti (21)add comment

Legend ha scritto:

  James Posey non è solo il possessore dell’anello di campione in widescreen e High Definition. Non è solo l’astuta faina che ha rubato a Tayshaun Prince il pallone vincente di gara 6 con Detroit (e solo per questo bisognerebbe rinnovargli il contratto, come ad Havlicek, Bird e tutti gli altri “ladri” di palloni decisivi). Non è solo il “cecchino” che ha infilato triple decisive nella serie con i Lakers, né il pitbull che ha morsicato i nobili garretti di LeBron James nella semifinale Est. James Posey è anche una persona di una gentilezza debordante.

A Roma lo ricordo come il più disponibile, pronto a rilasciarti un’intervista nella quale ti metteva a proprio agio con un atteggiamento molto più amichevole di quelli mostrati da Kevin Garnett (un po’ troppo iperattivo) e da Ray Allen (un po’ troppo “Jesus Shutrtlesworth”).

Per questo, se mi chiedete cosa farei se fossi al posto di Ainge vi rispondo che lo firmerei per 7 anni con tutta la MLE (lo so, sono esagerato)! Ma questa risposta è data col cuore, perché se DAVVERO fossi il GM dei Celtics probabilmente farei proprio quello che sta facendo “Il Rosso”, tentare di mettere d’accordo la necessità di tenere Posey con quella di mantenere il “cap” il meno rigido possibile, impresa disperata, vista la presenza di tre contratti come quelli di Pierce, Allen e Garnett.

Articolo di Angelo “Luc” Merendi come al solito piacevolissimo, c’è da chiedersi come mai gente come lui o come Movy non scriva sulle pagine di riviste cestistiche di grido. Poi magari leggi il nome del direttore, e capisci che è impossibile….

All’autore: per la serie “da che pulpito”, mi sembra che anche tu abbia veleggiato sui novemila caratteri! smilies/wink.gif
commento inserito alle 12:36 del 16 luglio 2008

Angelo ha scritto:

  Intanto grazie...

C'hai ragione...l'articolo è stato scritto il 26 di Giugno e ogni 2 giorni mi venive in mente una frase da aggiungere...per la serie "predicare bene e razzolare male" smilies/grin.gif

PS: Anche io mi svenerei, però capisco anche chi preferirebbe un Gomes o similia con la possibilità di tenere House. Vedremo...
commento inserito alle 12:45 del 16 luglio 2008

Movy Apicella ha scritto:

  GRAZIE Fabio questi apprezzamenti non li merito ma me li prendo tutti per il pulpito diamantino da cui giungono.
Comunque non scriverò mai in riviste serie anche perchè sono sempre troppo e colpevolmente in ritardo con le consegne degli articoli! smilies/sad.gif smilies/sad.gif smilies/sad.gif

Comunque mi autocito e celebro con questo link
http://celtics.playitusa.com/content/view/144/81/
Per far notare come tutti c'avessimo preso sul ragazzo altro che scheletri di ICP ma soprattutto per sottolineare i tempi che cambino...
13 commenti per Posey quasi un centinaio per O'Bryant quest'anno
commento inserito alle 13:24 del 16 luglio 2008

Angelo ha scritto:

  Movy, che tu ci creda o no non ho copiato la parte in cui citavi le differenze tra Bowen e Posey... (anche perchè mi ero perso il tuo ottimo articolo, essendo all'epoca ancora tifoso Lakers) smilies/smiley.gif
commento inserito alle 13:31 del 16 luglio 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Vabbè. Movy, era periodo di ferie, che pretese....

Mi sono già esposto nel supporto delle decisioni di Ainge su Posey; mi piacerebbe pensare che ogni giorno che passa può essere favorevole a noi perchè lui non trova altre offerte migliori, ma poi vedo che l'anno scorso ha firmato da noi il 25 agosto e mi dico che è ancora lunga.
D'altra parte a Cleveland non vogliono sbilanciarsi per troppi anni con dubbio del rinnovo di LBJ, a Detroit hanno un gruppo da risistemare e non proprio giovane, andiamo, una speranza ancora la ho.

Fabio, ma Gomes è restricted o sbaglio? Quindi l'offerta non potrà essere troppo bassa a meno di un accordo esistente tra Ainge e McHale.
commento inserito alle 14:03 del 16 luglio 2008

max77 ha scritto:

  grande difensore, tiratore uomo squadra cosa aggiungere d'altro. Speriamo che resti anche se la vedo difficile.
commento inserito alle 14:19 del 16 luglio 2008

Legend ha scritto:

  Su Posey: la mia talpa al Boston Herald mi riferisce che Ainge sta tenendo duro perchè A) anche le altre pretendenti non vogliono elargire contratti quadriennali a James e B) perchè sa che Posey vorrebbe tornare ai Celtics, ma è Bartelstein a fare il gioco duro (come è giusto che sia).

Su Gomes: è restricted, ma pare che a mezza bocca McHale abbia già fatto capire che non rilancerebbe su Ryan avendo già un reggimento sotto contratto alle posizioni "3" e "4".
commento inserito alle 15:41 del 16 luglio 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Fabio, quanto mi piacerebbe averli entrambi, la firma al minimo di Gomes a quanto si potrebbe fare? Due anni suoi a imparare il mestiere da Posey e poi da titolare nel futuro .....

Mi perdo anche su un'altra questione: luxury a parte, sbaglio a credere che possiamo firmare al minimo tutti quelli che vogliamo senza limiti di numero e/o di stipendio? Cioè potremmo prendere Gomes, Lue ecc? E il biennale a circa 3ML di O'Bryant invece mi pare sopra al minimo ... mumble mumble ... cambia qualcosa?

commento inserito alle 16:10 del 16 luglio 2008

Legend ha scritto:

 
Fabio, quanto mi piacerebbe averli entrambi, la firma al minimo di Gomes a quanto si potrebbe fare? Due anni suoi a imparare il mestiere da Posey e poi da titolare nel futuro ..... (Michele)


Però penso che se noi offriamo il contratto minimo, almeno una su 29 squadre potrebbe offrire la “low level” a Gomes, quindi credo che sarà improbabile vederli tutti e due in verde.

Mi perdo anche su un'altra questione: luxury a parte, sbaglio a credere che possiamo firmare al minimo tutti quelli che vogliamo senza limiti di numero e/o di stipendio? (Michele)


Luxury a parte, confermo che col minimo possiamo firmare tutti quelli che vogliamo. Chiaro che quando paghi 3 milioni a O’Bryant in realtà ne appoggi 6, con il discorso luxury, ecco perché credo che appena si sbloccherà la telenovela Posey avremo notizie anche di Giddens e/o Walker. Mi spiego meglio: se non firmiamo né Posey né Tony Allen, Ainge potrebbe trattenere entrambe le scelte, ma se ne firmerà uno, l’altro credo che verrà mandato in Europa a fare legna. Discorso House: con un anello al dito tutti sembrano più belli, e dove Eddie un anno fa non lo voleva nessuno, adesso pare che ci sia qualcuno pronto col biennale. Anche qui, contentissimo per lui, ma Ainge fa bene a non svenarsi per House: se lo facesse per Posey sarebbe già più comprensibile. Ripeto, dopo la firma di Posey (a Boston o altrove) mi aspetto un effetto domino. Peccato che la “querelle” ci abbia bloccato la campagna coi free agent migliori. Se James non avesse optato per diventare agente libero, sicuramente Ainge avrebbe firmato qualche pezzo pregiato.
commento inserito alle 16:23 del 16 luglio 2008

Giacomo ha scritto:

  Non credo proprio che Gomes firmerebbe al minimo, anche perchè il prossimo anno potrebbe essere unrestricted e monetizzare alla grande, oltre al fatto che se restasse anche Posey, con Leone e Big Baby ci sarebbe da " sgomitare " per avere il giusto spazio. Io credo che stia sperando che James se ne vada per prendersi tutta o buona parte della MLE dei Celtics. Del resto McHale si è già cautelato prendendo molti giocatori nel suo ruolo. T. Allen credo che sia difficile che venga riconfermato perchè non si accontenterebbe del salario minimo ed ai Celtics serve un cambio per Rondo, per cui se c'è qualcosa da spendere si spenderà per una point guard di esperienza ed, eventualmente, per un centro, mentre per il resto Ainge firmerà contratti al minimo.
commento inserito alle 19:18 del 16 luglio 2008

celticsman ha scritto:

  dai James... rifirma, forza
commento inserito alle 20:25 del 16 luglio 2008

Christian Spazian ha scritto:

  Il buon James ha voluto attendere l'uscita dell'articolo su ICP prima di firmare con New Orleans... smilies/wink.gif

Buona fortuna per la sua prossima avventura.
commento inserito alle 00:08 del 17 luglio 2008

Angelo ha scritto:

  (Venerdi scorso mi è arrivata la maglia Celtics numero 41)





Pazienza...farò la mia cerimonia personale di ritiro appendendola sul lampadario del salotto...
commento inserito alle 00:11 del 17 luglio 2008

celticsman ha scritto:

  eh si... va a new horleans... peccato. vabbè ce ne faremo una ragione!
commento inserito alle 00:36 del 17 luglio 2008

celticsman ha scritto:

  New Orleans dunque con questo colpo... sale in quota ad ovest.
commento inserito alle 00:37 del 17 luglio 2008

Tozzy ha scritto:

  Bene un'altra estate travagliata, anche se meno di quella dell'anno scorso! smilies/tongue.gif
Sicuramente rimaniamo la squadra da battere anche se risultiamo un bel po indeboliti adesso come adesso! Comunque le cosa da fare subito sono 2:
1)rifirmare subito House
2)andarci a riprendere immediatamente Gomes
Poi immagino che rimanga ancora spazio per qualche onesto mestierante, per cui sono ottimista!Se poi ci aggiungiamo anche il fattore San Ainge.... smilies/cheesy.gif
commento inserito alle 01:30 del 17 luglio 2008

celticsman ha scritto:

  aleggia un quasi tagliato marbury... perchè ho questa sensazione? mi sbaglierò sicuramente... però questo pensiero è fisso in testa! Si a Gomes. almeno rifirmiamo Eddie
commento inserito alle 01:42 del 17 luglio 2008

Tozzy ha scritto:

  Segnalo tra gli ex celtics anche Delonte West che è Free agent (anche se credo sia restricted) e i cavs dopo aver rifirmato gibson sono sopra il cap... Io un ritorno in grande stile di Gomes e West non lo vedrei male! Però credo non ci sia molto spazio salariale per entrambi, soprattutto se si rifirma House.
commento inserito alle 01:53 del 17 luglio 2008

CapitanBeppeBoston ha scritto:

  Ci sono rimasto malissimo smilies/cry.gif
Era da aspettarselo però, sicuramente comprensibile.
James ha elevato al massimo la grinta celtica, un baluardo!!!
Peccato ma così è l'NBA a quanto pare, seguendola da poco faccio fatica ad abituarmi a tutti questi cambiamenti ogni stagione.
Certo ce Posey è stato veramente immenso, tanto sudore e nervi saldi.
Bellissimo il pezzo e i tre click che vanno direttamente nell'album delle più importanti giocate della storia biancoverde.
Pazienza e buona fortuna...ciao James
smilies/smiley.gif

Domanda agli esperti: secondo voi (dato e concesso che cmq il mercato è veramente molto lungo ancora con moltissime variabili da definire) l'addio di Posey ci crea più problemi in quanto assenza nel nostro rooster di un arma importante come lui o come avversari temibile che si va ad aggiungere ad una pretendente all'anello?
commento inserito alle 02:08 del 17 luglio 2008

Fish ha scritto:

  Le sue difese su Bryant e Lebron mi rimarranno sempre impresse nella mente. Giocatore fantastico, vincente, difensore inarrivabile, peccato averlo perso.
Gli Hornets diventano una contender di primo livello a ovest. Grazie di tutto James!
commento inserito alle 08:38 del 17 luglio 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Bene, anzi male, però almeno ci siamo levati il dubbio e il mercato di Ainge può partire con il piano B.

Qual'è? Boh, solo ipotesi, ovviamente, che si leggono in rete e riguardano il nostro ex Gomes o Josh Childress che tatticamente potrebbero lavorare benino nel ruolo di Posey anche senza l'esperienza di James.
Potrà anche lavorare sulla guardia che ci manca, House, Allen o Giddens, o altri, vedremo, mi ricordo che ad agosto di un anno fa siamo stati un paio di settimane ad aspettare la riposta di Reggie Miller e due giorni dopo il suo no arrivò Posey, quindi sono fiducioso in Ainge.

Mi ripeto sul giudizio relativo alla decisione di Ainge, 4 anni per 25ML totali sono troppi per il nostro monte salari.
Posey è stato fantastico, ma era in un sistema adattissimo a lui, nel quale gli era chiesto di fare le due/tre cose nelle quali eccelle.
Per il resto quel tipo di contratto è una scommessa su un giocatore di 31 anni che possa mantenere questo rendimento per i prossimi 4 anni, fino a 35 (complesso per un esterno) e considerando che il suo contributo offensivo è soprattutto legato al tiro da tre (due terzi dei suoi tiri di quest'anno dall'arco), circostanza che per noi andava bene, ma che può avere limiti.

Non voglio sminuirlo, mi sarebbe piaciuto tenerlo, ma è chiaro che Ainge avrà fatto queste valutazioni, vedremo cosa arriva adesso.
commento inserito alle 09:21 del 17 luglio 2008

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