Home arrow Archivio arrow Blog arrow Leonardo Ancilli arrow 2007-08 NBA Champions : Doc Rivers
2007-08 NBA Champions : Doc Rivers PDF Stampa E-mail
Scritto da Michele Pulcini   
venerdì 20 giugno 2008
L'allenatore che smentì tutti. Rivers passa in un anno dal possibile licenziamento alla parata per i campioni. Storia di un coach che ha dovuto faticare come nessuno, per convincere i tifosi del suo valore.

doc_michele_fabio.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Dalla foto che vedete, scattata il secondo giorno dei Celtics a Roma in autunno insieme al mio e nostro amico Fabio Anderle (io sono ovviamente il più bello dei due), mi pare chiaro che la mia simpatia per il nostro allenatore fosse già evidente.
Questa foto è stata scattata dalla mano di Mike Gorman, che molti di noi hanno imparato a conoscere bene durante l’inverno, il quale ci ha voluto presentare al coach e mi ha introdotto a lui come “il più convinto difensore di Doc Rivers in Italia”, da qui alla foto, il passo è stato davvero breve.

In effetti da almeno un paio di anni, quelli purtroppo peggiori, non riuscivo ad accettare che Doc fosse usato come capro espiatorio della situazione, forse per aver allenato qualche anno, forse perché non potevo accettare che una persona indubbiamente intelligente come Rivers potesse fare a volte scelte così apparentemente illogiche, forse per la fiducia nelle valutazioni di Ainge.
Però in pochi hanno avuto la fiducia per seguire i miei ragionamenti, magari a volte quasi troppo fideistici, ma sempre tesi ad affermare che l’importanza di un allenatore a quel livello è secondaria a quella dei giocatori: sono sempre stato convinto che non era Rivers, se non in minima parte, a guidare un gruppo così giovane a sconfitte in serie, ma il livello complessivo del personale a sua disposizione.

E in questa stagione abbiamo avuto molti esempi simili: Riley con un record pessimo, Adelman che, nonostante il record di vittorie, non ha poi superato il primo turno di PO (dimostrando che gli infortuni pesano eccome sui risultati, esattamente come provavo a spiegare un anno fa per Rivers), Avery Johnson che ha avuto “solo” un record decente e un’uscita al primo turno nonostante Kidd e altri.
Anche negli anni precedenti altri allenatori di grande fama sono naufragati in situazioni difficili e l’esempio di Larry Brown a NY mi pare perfetto da questo punto di vista.

Quindi? Non è l’allenatore che fa la fortuna della sua squadra, ma il contrario. Intendiamoci, io non sarei certo in grado di allenare nell’NBA, non voglio dire questo, ma che una persona come Rivers, dal passato di buonissimo livello come giocatore (anche in un ASG) fosse così inferiore agli altri colleghi, proprio non riuscivo ad accettarlo e non perché sia Rivers, ma per chiunque altro.

(non esageriamo, esiste un’eccezione e si chiama Isaiah Thomas)
Doc con sigaro.jpg

Quest’anno? Un capolavoro. Tralascio il secondo posto come coach dell’anno, ma la sua gestione tecnica, tattica, psicologica e fisica del gruppo ci ha portato all’anello e questo chiude ogni altra possibile discussione sulle sue presunte lacune, perché tutti gli addetti ai lavori ne hanno riconosciuto la grande competenza (e ‘tte credo, dicono a casa mia), anche se più di qualcuno solo a titolo vinto.

Ma non importa, durante i PO un paio di articoli davvero illuminanti in questo senso hanno chiarito il pensiero del suo diretto superiore, Danny Ainge, il quale lo vede tutti i giorni in palestra e può capire il valore e la qualità del lavoro fatto e non ha avuto dubbi nell’estendergli il contratto circa un anno fa, consapevole delle difficoltà legate alla gestione tecnica e umana di un gruppo giovanissimo, con tanti ragazzi che non hanno nemmeno fatto l’università e ai quali andava insegnato di tutto, dal fasciarsi le caviglie (vero Jefferson?), al mangiare in modo salutare (vero Perkins?), al gestirsi fuori dal campo (vero Telfair?) ecc.
Nonostante i risultati in termini di W/L, il lavoro con i giovani è stato buono, abbiamo sotto i nostri occhi il contributo di Perkins, Powe, Rondo e Davis, ma ci ricordiamo bene Jefferson, Gomes e West, nessuno di questi era al livello attuale quando sono entrati nella lega e il lavoro in palestra con Rivers è stato fondamentale.
C’è voluto tempo, con alcuni non ha funzionato (Banks non è proprio riuscito a diventare un play e altrove lo ha dimostrato), con altri il tempo è stato forse troppo lungo (Jefferson per mesi ci ha fatto disperare perché non restava in campo abbastanza), ma alla fine i giudizi derivavano  dal quotidiano lavoro in palestra che nessuno di noi vedeva.

Certo, il lavoro di Rivers non avrebbe potuto raggiungere questi risultati senza uno staff tecnico all’altezza e Kevin Eastman (sviluppo giocatori), Armond Hill (attacco), Cliffors Ray (lunghi) e Tom Thibodeau (difesa) sono stati fondamentali, così come Norton e Doo, responsabili della preparazione atletica in generale.
Sulla bocca di tutti è Thibodeau, il cui lavoro è stato clamoroso, facendolo ritenere dai soliti male informati ancora più importante del suo capo allenatore, affermazione errata in partenza, poiché comunque le scelte di base sono decise a tavolino insieme.
Come quasi tutti noi (io compreso) ignoravamo se non il nome, almeno le capacità di Thibs (il suo nick), adesso il suo lavoro è stato alla base dei successi di questa stagione, ma senza che lui decidesse di fare il grande salto su una panchina tutta sua.
Il nostro guru difensivo ha saputo utilizzare al meglio le capacità di alcuni giocatori che già erano buoni e ottimi difensori (Garnett, Posey, Perkins, Rondo, Tony Allen) con la convinzione di altri che erano invece ritenuti difensori medi o mediocri (Pierce, Ray Allen) e trovando poi anche un’addizione successiva molto importante in Brown: Rivers ha iniziato il lavoro convincendo PGA per primi che avrebbero potuto puntare in alto solo con la difesa, poi l’intensità di Garnett ha fissati gli standard dai quali il resto del gruppo non ha voluto separarsi.
Lo stesso Garnett ha in più occasioni definito la squadra come un gruppo di “difensori in grado anche di fare canestro”, permettendo a Thibodeau scelte di altissimo livello tecnico (p.e. i costanti raddoppi sulla palla grazie alle incredibili capacità di recupero successivo di lunghi come Garnett e Perkins) che hanno permesso di contenere LBJ, Kobe e l’equilibrato attacco di Detroit.

Clifford Ray è il secondo come esposizione mediatica già dall’anno scorso dopo l’eccellente lavoro su Jefferson: l’ex centro campione NBA negli anni ’70 con i Warriors si è confermato quest’anno portando Perkins a livelli impensabili pochi mesi fa (la serie con Detroit la ricordate?) così come Powe (gara2 delle Finali basta come esempio) e iniziando a mostrarci potenzialità davvero interessanti in Davis.
Ho avuto occasione di vederlo al lavoro a Roma e stava addosso senza tregua ai nostri giovani lunghi, con un lavoro individuale sui fondamentali affiancato a quello tecnico con la squadra.

Armond Hill, invece, è quello che vedete sempre alla sinistra di Rivers (Thibodeau è a destra) e si occupa dell’attacco e per lui sarebbero sufficienti i numeri offensivi di quest’anno, con un’efficienza notevolissima che ha avuto il suonassimo nei 131 punti di gara6: per lui Rivers a fine stagione ha speso parole di elogio, meravigliandosi che nessuno lo avesse cercato per proporgli una panchina da capo allenatore.

Infine Eastman, con i capelli brizzolati, si dedica in senso lato allo sviluppo dei giocatori, ma è tra i più presenti  in campo durante gli allenamenti: mi pare che quanto a sviluppo delle proprie doti, tutti i nostri hanno potuto dimostrare miglioramenti tangibili rispetto a inizio stagione e gli stessi PGA sono migliorati in molti aspetti del loro gioco.

Sono tutti con il contratto in scadenza a fine stagione, ovvio pensare al loro rinnovo in blocco, altrettanto scontato che costeranno di più rispetto al passato: sono tutti stati scelti durante la gestione Rivers.

Sul Globe di qualche giorno fa il mitico Bob Ryan ha stilato la classifica delle dieci migliori squadre dei Celtics di sempre e quella di Rivers è la seconda dietro solo a quella incredibile campione del 1986 con Walton sesto uomo: un capolavoro simile, non deve avere l’intervento di un coach di alto livello?

Secondo me si, un grazie a Rivers, non so quanto rimarrà a Boston, perché per un allenatore le motivazioni non possono durare in eterno e di Sloan ne esiste uno solo, però lui rimarrà il coach che dopo 22 anni ha riportato l’anello a Boston e pochi altri sarebbe stati capaci di tanto, nonostante la presenza dei Big Three, ai quali è stato in grado di far comprendere, accettare e applicare l’Ubuntu, mossa geniale che ha indirizzato la stagione al meglio.

Commenti (29)add comment

celticsman ha scritto:

  Grazie Doc!
commento inserito alle 01:50 del 08 luglio 2008

Legend ha scritto:

  In effetti su Rivers, siccome non si può smentire la vittoria ed i record mai ottenuti da altri (da 24 a 66 vittorie e titolo, tanto per dirne uno), si passa al piano B “ma con i giovani perdeva”. Cosa che si può dire di TUTTI gli altri allenatori NBA, visto che non mi risulta che nessuno abbia mai vinto un titolo con una squadra dell’età media di 23 anni. Il piano C, poi, è “bravo Thibodeau”, lo abbiamo sentito per tutta la stagione, anche dal Duo di Sky. Ebbene, senza nulla togliere all’abilissimo coach della difesa, credo che un paio di passi da ad un articolo apparso sul Globe nel novembre scorso (uno dei pochi pezzi degli ultimi due anni di Peter May che ricordo volentieri) emerga la realtà dei rapporti tra Rivers ed il suo assistente, e venga fatta giustizia:
Punto uno, parla Rivers: “Non abbiamo cambiato tipo di difesa, ma adesso sono molto più dettagliate. Tom presta una grandissima attenzione ai dettagli, e ne avevamo bisogno”. Dunque, Thibodeau si occupa dei dettagli (seppure in maniera fantastica) mentre Rivers decide le strategie difensive.
Punto due: “Giocavano una difesa intensa anche l’anno scorso, ma adesso hanno aggiunto un paio di ottimi difensori, e Tom è uno specialista della difesa. E’ un matrimonio perfetto” parole e musica di Jeff Van Gundy, e sottolineo il “giocavano una difesa intensa anche l’anno scorso”. Allora Doc non era poi così malvagio anche da solo, secondo Van Gundy.
Punto tre: “Tom è un grande allenatore – è Rivers a parlare – ma la sua passione è la difesa. Mi chiede cosa voglio fare, glielo dico e lui ci lavora in maniera splendida”. Dunque, è Rivers a decidere che difesa fare: se Thibodeau è il “Ministro della Difesa”, Rivers è decisamente il “Capo del Governo”.

Queste precisazioni penso fossero necessarie, perché a volte noto la tendenza a “sminuire” quanto scrive Michele in quanto parto della mente di un uomo sportivamente innamorato di Doc. Che il Pulcini (ma poi dove sarà più bello di me? Mistero...) si sia fatto conquistare dal Doc sia come coach che, poi, a Roma, come amico, non ha niente a che vedere con la sua onestà morale. In caso di errori dell’allenatore state pur certi che Michele sarebbe il primo a scriverne.
commento inserito alle 12:26 del 08 luglio 2008

Angelo ha scritto:

  Innanzitutto confermo che Michele è assai più bello di Fabio, nonostante i 60-70 cm in meno... smilies/grin.gif

Che dire? Bella e doverosa l'idea di includere, nell'articolo intitolato a Rivers, tutto lo staff tecnico dei Celtics.
Questa è una lega in cui con i giovani non si può vincere, almeno finchè qualcuno non ci smentisca con una squadra campione che abbia un quintetto base formato tutto da ventiquattrenni. E' tuttavia forse fisiologico che, dopo un'annata negativa come la scorsa la rabbia e la frustrazione spingano a trovare un capro espiatorio, indipendentemente dalle attenuanti del caso. Spiace che la scelta sia caduta su Rivers, ma d'altronde nel calcio si dice che "Se la squadra non rende si licenzia l'allenatore perché è più facile cambiare lui piuttosto che tutti gli altri".

Pur restando dell'idea già espressa altrove, di non voler discutere o condannare i dubbi che aleggiavano intorno a Rivers in passato, mi permetto di rivolgermi a chi mantiene ancora una posizione critica sostenendo che, a titolo raggiunto, sia un allenatore mediocre: chi, nel 2006/2007, avrebbe potuto ottenere dei risultati importanti con una squadra composta per la maggior parte da giovani e, in più, falcidiata da una serie impressionante di infortuni? E adesso, che cosa deve dimostrare ancora per meritare un attestato di stima? Attenzione, non stima dal punto di vista delle doti umane, ma tecniche...

(In un mondo in cui Isaiah Thomas ha sempre continuato imperterrito a far danni, tra l'altro smilies/smiley.gif )
commento inserito alle 13:48 del 08 luglio 2008

Alberto ha scritto:

  Fabio, ma stiamo parlando dello stesso Rivers che lo scorso anno a chi gli chiedeva della difesa inesistente dei Celtics rispondeva che l'importante era segnare più dell'avversario e quindi non c'era bisogno di curarla?
Non dimentichiamoci che i Celtics erano stati impostati per giocare un gioco in velocità con i 4 piccoli e quindi, tornando a prima, di difesa neanche si parlava?
Come cambia la vita quando hai KG!! smilies/wink.gif
commento inserito alle 13:56 del 08 luglio 2008

Legend ha scritto:

  Alberto, io non ricordo una dichiarazione in tal senso, ma se la ricordi tu per me va bene (anche se non fa molto "Doc" dire "non c'è bisogno di curare la difesa"). Potrebbe aver scherzato, o risposto ironicamente, in quell'occasione. Anche perchè i Celtics nel 2007 nonostante i giovani e gli infortuni, nonostante avessero il secondo peggior record in termini di vittorie, avevano la SEDICESIMA difesa in assoluto. Il che vuol dire che non era proprio inesistente.... a quel punto, Alberto, se fossi tu l'allenatore della sedicesima difesa NBA con Pierce a 47 sole partite, cosa risponderesti ad un giornalista che ti chiedesse "come mai la difesa è inesistente"? O lo manderesti da qualche parte imprecisata, oppure con grande ironia ribatteresti "la cosa più importante è segnare più dell'avversario".

P.S. Per il giudizio estetico richiedo ufficialmente una commissione femminile, dato che non mi fido molto delle capacità di giudizio di Angelo, per il quale tutti quelli piccoletti e rotondetti sono carini... smilies/wink.gif
commento inserito alle 14:07 del 08 luglio 2008

Diego Lentini ha scritto:

  Dunque, vediamo un po'...in primis grazie Michele poi spaziamo qua e là e parlare dell' "inetto" Doc: primo anno alla guida di una fuoriserie e vince il titolo...certo, lo facevo anche io; non sapendo che fare a febbraio si siede sulla panca dell'ASG e lo porta a casa...ma lo faceva anche mia figlia, sfiorato allenatore dell'anno ma con quella squadra chi non lo avrebbe sfiorato? Ha per le mani Davis (R) e molti lo cercano, ha per la mani Green e ne fa una sorta di diamante da sgrezzare cercato da molti..vero Adelman?
Onestamente non sapevo che lo scorso anno eravamo la 16ema difesa della lega, pensavo peggio, tutto oro che cola su Doc.
Però, a parte pensieri meramente personali, mi son sempre chiesto e posto una domanda. Come fa un allenatore essere incapace e colpevole quando si perde ed esserlo altrettanto quando si vince?
Come fa una persona a dire che la colpa è di Rivers quando si perde mentre i meriti non gli appartengono quando si vince? Io una risposta me la sona data.
Grande Doc
commento inserito alle 14:40 del 08 luglio 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Probabilmente non faccio testo sull'argomento, ma ritengo poco probabile che qualunque coach faccia dichiarazioni di quel tenore, se non motivandole per renderle più logiche.

Ribadisco fino alla noia (immagino di esserci davvero vicino) che era molto difficile impostare una difesa con il personale della stagione 2006/07, soprattutto dopo gli infortuni: con Pierce fuori per 35 partite, avevamo Jefferson, West, Gomes a tirare la carretta e poi tanti altri che si alternavano, non dimenticandoci che Green giocava 22 minuti di media, Telfair (mio grande errore di valutazione, questo sì) 20, e un Rondo allora rookie 23.
Non mi sembrano gli stessi di quest'anno, a prescindere da Thibs.
Inotre, mi sembra di ricordare che all'inizio di quella stagione il progetto fosse di affiancare Jefferson e Ratliff, quindi non quattro piccoli, ma due lunghi classici.

P.S. anche mio, a questo punto: ma quali 60 cm di differenza, io sono listato 5'7''! E quanto alle rotondità, Fabio, su questo sito chi è senza peccato ......
commento inserito alle 14:47 del 08 luglio 2008

Legend ha scritto:

  Confermo che Michele è 5'7" (un metro e settanta), ma con i tacchi alla Berlusconi. Io sono 6'3" (1,91), ed è facilmente provabile, visto che "Doc" era listato a 6'4".

Sulle mie rotondità, che non nascondo, dico solo che in quelli alti, cari Angelo e Michele, si vedono meno.... smilies/wink.gif

Ottimo "home-run" di Diego, che coglie il cuore del problema: Doc era un incapace quando si perdeva, ed adesso vince solo perchè ha i Tre? Ma che deve fare un poveraccio per venir considerato un coach di livello? Vincere un "Coach of the Year"? smilies/grin.gif
commento inserito alle 15:11 del 08 luglio 2008

Alberto ha scritto:

  Io ho già ringraziato Doc ed esaltato le sue doti principali nei miei post dalla Finale di Conference in poi.
I suoi meriti sono sotto gli occhi di tutti ma anche i suoi difetti che mi auguro, per il bene dei Celtics e del REPEAT, lui possa limarli.
Ringraziamolo certo ma non esaltiamolo oltre ogni logica perchè i meriti sono anche e sopratutto di tutto il resto dei Celtics a cominciare dal vero artefice che è DANNY AINGE per passare dal trascinatore KEVIN GARNETT fino alla coppia TOM/DOC per finire con il resto della squadra.
Per il Doc e gli altri il bello viene adesso perchè è più facile arrivare in cima alla vetta che rimanerci.
In bocca al lupo DOC.
xFabio: quelle parole le ha dette veramente.
commento inserito alle 15:24 del 08 luglio 2008

Diego Lentini ha scritto:

  Alberto..leggo tutti e mi piace leggervi ma l'esaltiamo contro ogni logica stride parecchio in quanto fino a un mesetto fa era deridiamolo contro ogni logica
commento inserito alle 15:33 del 08 luglio 2008

Alberto ha scritto:

  Diego, non credo che un mesetto fa qualcuno lo derideva.
Sicuramente lo scorso anno sì ma un mesetto fa.....
commento inserito alle 15:54 del 08 luglio 2008

Fish ha scritto:

  Posso provocare?
Io dico che questa squadra, stante il roster attuale (non voglio nemmeno pensare ai celtics senza posey e house) e' arrivata all'80% del suo potenziale. Mi spiego, abbiamo mostrato nel corso della stagione dei picchi di rendimento massimo sia in difesa (un esempio su tutti, il secondo tempo della partita a San Antonio, una specie di capolavoro da lasciare ricordi nella mente per decenni) sia in attacco (beh, gara-6 delle finali e' lì da vedere...)ma ricordo altresì chein fase offensiva abbiamo vissuto periodi di bassa fluidità in attacco, quando le difese arcigne e molto fisiche (Cleveland su tutte) hanno stretto un po' le loro maglie. Sia chiaro,e' andatas benissimo anche così, ma secondo me il buon Armond Hill ha ancora pssibilità di far crescere il nostro playbook, sfruttando magari un po' di più Ray Allen, costruendo di concerto con Clifford Ray la buona esecuzione dei blocchi da parte di Perkins per lui. Questo secondo me e' stato un fattore limitante: sapendo che i blocchi di KP sono case cantoniere, e che spesso gli arbitri glieli fischiavano, giudicandoli irregolari, ecco che per non correre di entrare in foul trouble troppo spesso, magari anche con KG, si portavano in attacco schemi differenti.

P.S. Se hi detto scemenze tecniche, chiedo scusa....
pss. 1,79 m per 68,5 kg...le rotondità le lascio al restante 99.9% di ICP.... smilies/cheesy.gif
commento inserito alle 16:06 del 08 luglio 2008

Alberto ha scritto:

  Fish, su questo argomento con me sfondi una porta aperta.
L'ho detto per tutto l'anno, ripetuto durante i playoff e lo ribadisco adesso che va diversificato l'attacco sfruttando al meglio Ray Allen e facendo girare di più la palla.
Io parlai di Pete Carrill ma se l'obiettivo verrà raggiunto anche da Hill non mi interessa basta che lo si raggiunga specialmente adesso che il titolo è stato vinto subito.
commento inserito alle 16:17 del 08 luglio 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Mi spiegate in modo dettagliato i difetti di Rivers? Magari poi potrò capire in cosa sia tanto inferiore alla media dei suoi colleghi.

Ritengo che questo gruppo, se rimane com'è, possa ancora migliorare, si conoscono meglio, gli automatismi possono funzionare ancora di più, Rondo, Powe e Davis possono contribuire già da subito e con maggiore sicurezza, PGA sanno già gli adattamenti necessari, potrebbe arrivare qualcuno per dare riposo a Ray più di quanto non ha potuto fare Tony, insomma, il rendimento potrebbe ancora salire.

Fabio, comincio anche a leggere il piano D (oppure E non mi ricordo più): vincere il titolo è facile (basta avere i giocatori e gli assistenti bravi, poi anche Ciccio di Nonna Papera ci riesce), ma ripetersi è solo per gli allenatori bravi.
Non mi ricordo bene, ma quali sono gli allenatori che sono riusciti nel repeat negli ultimi 20 anni e possono quindi ritenenrsi bravi?
commento inserito alle 17:55 del 08 luglio 2008

calabrone66 ha scritto:

  posso permettermi di fare un paragone calcistico? molti interisti hanno criticato sempre Mancini per il gioco espresso dalla squadra..ma dopo 20 anni chi ha dato due campionati all'inter? io sono stato il primo a criticare Rivers in molte occasioni, ma un merito gli va riconosciuto ... essere il coach che dopo 22 anni ha portato il titolo a Boston.. anzi in un certo senso ha dimostrato che non appena gli ahnno dato una squadra competitiva è riuscito a vincere...per quanto riguarda l'utilizzo di allen sono d'accordo con Aberto.. deve essere sfruttato meglio in attacco.. vederlo segnare 8-9 punti in alcune partite è un delitto cestistico.. secondo il mio mio modestissimo parere Allen è uno che va sfruttato molto nell'uscita dai blocchi con tiro rapido.. lui è mortifero utilizzato in quel modo..ciao a tutti e Go Celtics
p.s. qualcuno ha notzie sul possibile rinnovo di Posey?
commento inserito alle 17:58 del 08 luglio 2008

serfuoco ha scritto:

  Con questo titolo è stato fugato ogni dubbio.
Doc è un bravo coach!
Senza se e senza ma.
Non era possibile fare meglio, bravo!
commento inserito alle 20:32 del 08 luglio 2008

ShamrockSam ha scritto:

  Io sto tutta la vita con Michele. Doc e Danny mi hanno zittito, chiuso la bocca e fatto sentire uno scemo per le critiche gratuite e troppo condizionate dai risultati dell'anno scorso. Ora son talmente esaltato e "venerante" che penso che faceva tutto parte di un disegno divino orchestrato dagli stessi Danny e Doc: valorizziamo i giovani, usiamoli come merce di scambio (ahime'..perche' comunque Big Al lo amo davvero) portiamoci a casa un paio di BIG (KG, RA) e giochiamo per il titolo. Vabbe', l'ho fatta breve e ci sarebbero mille altri dettagli da analizzare ma ragazzi, siamo campioni dopo 22 anni ed io posso dire senza paura di essere smentito che il Doc ha azzeccato direi il 99,9% delle mosse tattiche durante tutti i play off, ha stravinto il confronto con tutti gli altri head coaches della lega e, last but not least, gli ha mangiato la pastasciutta in testa al tanto osannato coach Jackson che si e' rivelato un arrogante ed un presuntuoso sottovalutando pure lui le capacita' del Doc. E caro Phil nessuno mi togliera' mai dalla testa che dei 9 titoli che hai vinto la tua percentuale di merito e' infima paragonata a quella dei vari Jordan, Pippen, Shaq...mentre il Doc ha avuto un impatto molto piu' decisivo sul titolo dei Celtics di quest'anno, lo testimoniano una marea di scelte azzeccatissime, una rotazione eccellente, schemi ad hoc che non prevedevano semplicemente un "ok date la palla a PP e tutti fuori dalle balle", come faceva Phil con Jordan o con Kobe. Ma siamo consapevoli o no del fatto che abbiamo avuto in ogni partita un nuovo eroe? il Leone, James IMMENSO Posey, Rajon, PJ, Eddie, persino Cassel e' riuscito ad infilare minuti impressionanti quando e' stato chiamato in causa (poi per fortuna, altra scelta piu' che indovinata del Doc, e' stato messo a sedere quando tendeva ad "esagerare"...e li' spunto' Eddie the machine House (e suo figlio lo adoro!!!) Ovviamente non parlo appositamente del Big Three perche' mi sembra ovvio che senza questi tre ora non staremmo qui in ops...orgasmo...ma ripetero' fino alla morte che Doc ha vinto questo titolo mettendoci qualcosa di grande da parte sua, e ricordiamoci tutti una parola su tutte: UBUNTU.
Go ahead Doc, we wanna REPEAT!!!
commento inserito alle 22:39 del 08 luglio 2008

Christian Spazian ha scritto:

  Dite bene, Doc ha vinto il titolo, quindi non può non essere bravo, è la logica delle cose.

Concordo anche sul fatto che i Celtics non hanno espresso tutto il loro potenziale, non so se è l'80% od il 75%, ma è normale che al primo anno di un roster rivoluzionato non si dia il meglio, bisogna conoscersi, automatizzare l'intesa, tante cose insomma, e ci sono tutti gli elementi per essere molto ottimisti per l'anno prossimo, prima però voglio vedere i cambiamenti di roster.
commento inserito alle 23:51 del 08 luglio 2008

tiber48 ha scritto:

  Sul personaggio tema dell'articolo non mi esprimo, altrimenti scoppia un temporale (con il clima che abbiamo adesso, però quasi quasi...)

La valutazione degli aspiranti assistenti italiani è troppo complicata, si dovrebbero riscrivere tutti i canoni dell'estetica. A me sembra venuto meglio quello al centro....

Per gli estimatori del nipote di Jim Brewer solo qualche cameo:

Un'idea sul valore di defense e offense:
Creating your own shot is so important, because defenses are so good. You run your offense and the offense is designed to get shots for people. But if the defense can recover and take that shot away and that play breaks down, you need guys who can create their own shots and shots for others off the dribble.
I think it's more important in the playoffs than the regular season. In the playoffs, it really shows. Teams that have guys that can create their own shots are teams that are very dangerous. In the playoffs, everyone knows exactly what you're running. They take away your first and second option and usually, your offense does break down. And it comes down to ball movement and skill. And when you have skilled players who can create their own shots, then you have a pretty good playoff team.

Un'anticipazione dell'idea dell'Ubuntu: grandi talenti che sanno di non poter vincere da soli e tanta stima per KG:
Garnett had to fit in two new players who liked to score and he's done everything. He's not just been a scorer, he's not just been a defender, he's been a passer and a leader. He's done it all. For that reason, I think he's the one. He and Duncan have the same qualities, and that's what separates them from a lot of guys. They're great individual talents who understand that you can't win without your teammates.

La verità sul valore di Posey.
James Posey is the ... Bruce Bowen with offense. He's going out every night and playing with energy, playing great defense, getting great stops, but scoring.

I nostri big three?:
If you put three great athletes, who have basketball skills, on the floor at the same time and the desire to play defense, you have a pretty good defensive team.

Il tutto regolarmente firmato Doc. Ma sono frasi che risalgono al 2004, prima che iniziasse il lavoro ai Celtics... Questo faceva il profeta...

Intendiamoci, mi fate arrabbiare se citate JVG, che viene dallo stesso albero:
"There is a coaching tree, the Van Gundy tree, the Riley tree, and we all have a lot of the same beliefs," said Rivers. E questa è del 2008.

A Rivers riconosco un grandissimo merito: l'estrema fiducia reciproca con cui ha lavorato con Thibodeau e gli altri assistenti. Quando si lavora in queste condizioni con altri so non è per niente facile stabilire un clima del genere (e lo sa anche il mio medico) Questo è l'articolo dedicato a Glenn Anton, lo merita e perciò (questa volta) non aggiungo altro.
commento inserito alle 00:03 del 09 luglio 2008

kevin garnett ha scritto:

  siete incredibili...rivers e' sicuramente un allenatore di valore ma con quella gente in mano vincevo anche io.
commento inserito alle 00:09 del 09 luglio 2008

Angelo ha scritto:

 
siete incredibili...rivers e' sicuramente un allenatore di valore ma con quella gente in mano vincevo anche io. (Kevin Garnett)


Sarebbe un po' come avere Duncan, Ginobili e Parker e uscire in finale di conference...oppure Kidd e Nowitzki e uscire al primo turno, o avere Nash, Stoudemire e Shaq e uscire al...primo turno?

Poi, se vuoi provare a allenare i Celtics e fare meglio di Rivers prova, ti prometto fin d'ora il mio appoggio.
commento inserito alle 00:21 del 09 luglio 2008

Legend ha scritto:

  Un punto che pochi hanno esaminato, specie quelli del "quei tre li allenavo pure io", è che Doc ha lavorato con questo roster per soli nove mesi. Guardate bene nella storia se ci sono altri allenatori che sono riusciti ad amalgamare una squadra da titolo in un lasso di tempo così breve: neppure Popovich o Riley riuscirono nell’impresa. Questo non significa necessariamente che Rivers sia migliore di loro (anche se uno che era più considerato, tale Phil Jackson, l'ha messo nel sacco), ma che meriterebbe maggior credito, come fa notare Diego.

Chi critica Rivers si faccia questa domanda: “cosa deve fare Rivers per dimostrarsi degno del mio rispetto o della mia considerazione? Perchè anche se vincesse cinque titoli di fila non basterà mai, di questo passo. Ha battuto i finalisti del 2007, ha sovvertito i pronostici di parte della stampa sia contro Detroit che contro i Lakers, ha avuto il miglior record di vittorie in regular season, ed ha regalato il titolo ai Celtics, un titolo che nè Pitino nè O'Brien erano riusciti neppure a sfiorare. Mi dite che anche O'Brien avrebbe vinto con questa squadra? E' tutto da provare, perchè le doti umane di Doc "Obie" se le sognava. E poi Ainge gliel'aveva dato il rinnovo di contratto, solo che il philadelphiano non aveva creduto nel progetto del GM, e se n'era andato sbattendo la porta.

Doc invece, ha accettato la sfida, ha sofferto lavorando tra i fischi e le burla mentre i giovani acquistavano valore, e con il suo lavoro ha permesso ad Ainge la trade del decennio. Poi, una volta avuti in "dono" i veterani, non ha sprecato la dote, ed ha riportato il titolo a Boston. Ma è vero, non guida l'autobus dei Celtics e non pulisce i bagni del TD Banknorth Garden, ed allora si merita decisamente le critiche.
commento inserito alle 00:45 del 09 luglio 2008

boston ha scritto:

  xtutti
non è per ricordarvelo,ma i boston celtics ci hanno messo solo "22"anni!!!!Che poco!la prossima volta quando?facendo due calcoli nel ...2030!!!e questo grazie a una stupenda dirigenza.dopo 22 anni fecero acquisti da boston e con l'allenatore si vinse.come dire,basta saper fare il proprio mestiere per ottenere dei risultati.rivers?buon allenatore,ma e lo ripeto per diventare un grande,esigo che vinca nei prossimi 4 anni 3 anelli!se nò per mè rimarrà l'uomo del 17°
xlegend
a mè o'brien piaceva da matti.è come dire che a tè visto che tirava da 3 non avresti preso drazen petrovic.io lui tutta la vita e non qualcuno di queibig 3 che c'è adesso.perchè vedi,io hovisto parecchie volte drazen e quello che faceva lui,beh lo devo ancora vedere. smilies/cheesy.gif smilies/cheesy.gif smilies/cheesy.gif
commento inserito alle 01:48 del 09 luglio 2008

Legend ha scritto:

  X Boston: se sei un cultore dei Celtics (ma anche del basket in genere), un gioco che prevede un tiro da tre ogni tre azioni non è il massimo. Ci dev'essere dell'equilibrio tra il numero delle soluzioni prese da fuori ed il numero di quelle prese da sotto, altrimenti le difese si adattano, e addio.

Non ho detto che O'Brien non mi piaceva, solo che non mi piaceva il fatto che avesse "patteggiato" con Pierce e Walker "voi difendete alla morte, e poi in attacco fate quello che volete", per me un coach deve decidere sia attacco che difesa, e certi atteggiamenti "ribelli" di Pierce che Rivers dovette "reprimere" appena arrivato nascevano proprio lì.

Su Petrovic, grandissimo attaccante, un po' meno in difesa, ed i Big Three onestamente sono tutti e tre superiori a lui. Non per sminuirlo, ne conosco vita morte e miracoli ed ho anche scritto una biografia sul "Diavolo di Sebenico", ma "He Got Game", "The Truth" e "The Big Ticket" nell'NBA hanno fatto vedere qualcosa in più di Drazen, anche se il croato non ha purtroppo avuto molto tempo per far vedere ai Blazers ed ai Nets il suo valore. Quel viaggio in macchina verso Monaco, con al volante la odierna signora Bierhoff (allora sua fidanzata) ce l'ha tolto prematuramente. Sicuramente col tempo sarebbe migliorato, anche in difesa. Ma prenderlo al posto di uno dei Big Three è forse è ancora un po' esagerato.

Un'ultima cosa: è vero che sono passati 22 anni dall'ultimo successo, ma il concetto "è colpa della dirigenza" potrebbe far insorgere in qualcuno il dubbio che le responsabilità siano di Grousbeck e Pagliuca, cosa sbagliatissima. In realtà i Celtics non vincevano più dai tempi della triade Gaston/Cohen/Dupee (proprietari all'epoca del titolo 1986), ed il vero ed unico proprietario disastroso è stato il figlio di Don Gaston, Paul, che prese le redini della squadra nel 1993 e le tenne fino all'arrivo degli attuali dirigenti, risultando il secondo "peggior owner" nella storia della franchigia, dopo John Y. Brown. Ed anche i vari GM succedutisi in tale periodo non si distinsero per acutezza, ma qui bisogna fare delle distinzioni tra buoni, meno buoni ed "avariati". Purtroppo il tempo è tiranno, ma prima o poi un articolo sugli anni del "Medioevo Celtico" lo faremo, poco ma sicuro.
commento inserito alle 07:34 del 09 luglio 2008

boston ha scritto:

  xlegend
il bello dello sport è avere idee diverse e saperle motivare.quello che tu fai sempre.hai anticipato un mio discorso,io non parto mai che è colpa del coach perchè se unoè da solo sotto canestro e non lo fà,non ha colpe il coach.quindi nelle sconfitte subite dai boston,c'è un 50% in tutti e due.per quanto riguarda il mio piccolo grande drazen,secondo il mio punto di vista era superiore a pp e di brutto.ricordiamoci che anche scal ha vinto l'anello,eppure è l'antibasket in persona,ovviamente questo non riguarda pp.però se mi dici o dp o pp e devo scegliere(anche se non è giusto),io scelgo dp.per quanto riguarda gli errori della dirigenza,anche ainge ne ha fatti,però io aspetto,e cioè vedo cosa fà i prossimi 4 anni.se riesce a stare all'incirca a questo livello,per mè(e lo dico adessoe non tra 4 anni)sarà un grande gm.la mia email è Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ,l'ho messa perchè è un piacere parlare di basket con tè(e anche con altri quì dentro.un saluto con affetto,sempre o'brien e rivers olè(io i miei li difendo sempre) smilies/grin.gif smilies/grin.gif smilies/grin.gif
commento inserito alle 08:36 del 09 luglio 2008

Legend ha scritto:

  Boston, Drazen è probabilmente uno dei cinque migliori giocatori europei di sempre, però a livello NBA stava ancora “crescendo”. All’inizio si era trovato chiuso a Portland (non scorreva buon sangue tra lui e l’allenatore Adelman), e dopo il passaggio ai Nets aveva trovato spazio e la possibilità di far vedere le sue capacità offensive. Però la sua vena balistica aveva generato qualche fastidio tra i suoi compagni (Kenny Anderson, Derrick Coleman) che lo avevano maltrattato fino a portarlo alle lacrime. Tanto, che sembra stesse pensando di rientrare in Europa per giocare in Grecia.

Però a mio avviso paragonarlo ad un Pierce che da dieci anni è costantemente tra gli All Star è un po’ eccessivo. Attenzione, forse il figlio del poliziotto di Sebenico sarebbe diventato anche migliore del nostro capitano, ma allo stato delle cose nonostante la morte prematura abbia ingigantito l’alone di leggenda attorno a lui, non mi sento di condividere la tua opinione che Drazen fosse più forte di Pierce.

Su O’Brien: dimentichi che, a differenza di Rivers l’anno scorso, Jim aveva una squadra di veterani, da Pierce e Walker, da Battie a Anderson, ed un allenatore – come ben sappiamo – è più facile da giudicare quando allena giocatori navigati. I veterani sanno cosa fare e quando farlo, non è necessario spiegargli 100 volte le stesse cose e reagiscono quasi istintivamente in situazioni già vissute in passato. Allora, in parte, un paragone tra il Rivers di quest’anno e l’O’Brien del 2002 e 2003 ci può stare, se non altro nell’analisi dei principi di base dell’attacco e della difesa.

Inutile dirlo, anche per me è un piacere discorrere amabilmente di Celtics, come ben sanno gli "eletti" che ho "trapanato" a Milano....
commento inserito alle 12:50 del 09 luglio 2008

boston ha scritto:

  xlegend
io parto da un pincipio,se ti faccio pressing già nella tua area e quindi faccio in modo che il play non riesca a ragionare,se poi in squadra ho 2 ottimi tiratori da 3 e 2 buoni rimbalzisti,ebbene al 99% io ho già vinto.per quello mi piacciono giocatori come oscar schmidt,barkley,ginobili,nash,rondo,allen,vujacic,petro vic,bird,pippen,stockton,malone ecc.secondo mè gli sport non sono difficili,basta usare il cervello.è come la musica,le note sono quelle,stà all'intelligenza delle persone saperle usare.con affetto e simpatia smilies/cheesy.gif smilies/cheesy.gif smilies/cheesy.gif smilies/cheesy.gif smilies/cheesy.gif
commento inserito alle 15:25 del 09 luglio 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Forse è una visione semplicistica, altrimenti tutte le squadre sarebbero costruite così e uno Stockton, per esempio, non era un grande nel pressare a tutto campo.
Comunque il bello dello sport è che ognuno può vederla come vuole, fino a prova contraria, per esempio Drazen non ritengo sia superiore a PP, il quale sono anni che gioca al livello che il croato, purtroppo, ha raggiunto per una sola stagione (forse).

Quanto a coach Obie, diamo i giusti meriti anche a Harter (come a Thibodeau) e se Rivers non conta per la parte difensiva, O'Brien allora nemmeno.
Però il nostro ex coach poi non è stato fortunato a Philadelphia e con i Pacers quest'anno, complici anche gli infortuni, non ha nemmeno fatto i PO in una conference non fortissima, con solo 36 W e la peggiore difesa dell'est come punti subiti (e il secondo attacco come punti segnati)!
commento inserito alle 15:46 del 09 luglio 2008

Massimo Tasselli ha scritto:

  Sono sinceramente convinto che il Doc abbia davvero tanti meriti per quanto fatto in quest'anno, a tanti livelli: per aver gestito in un modo a volte poco intellegibile il personale (Powe quasi mai in campo nei primi tre mesi poi presenza fissa o poco meno nelle rotazioni, la gestione della crisi di Allen) riuscendo però a trarne in pratica il massimo risultato, per essere riuscito a venir fuori da alcune spinose situazioni tattiche in modo esemplare e per aver tenuto sempre attivo il gruppo come concetto di unione. Sui meriti difensivi secondo me è difficile potersi sbilanciare, il discorso di Legend sul "ministro della difesa" e il "capo del governo" è condivisibile ma inevitabilmente dovrebbe essere messo al vaglio della realtà dei fatti: io personalmente non sono in grado di giudicare quanto di Rivers e quanto di Thibodeau ci sia stato nella difesa dei nostri quest'anno, nè se le linee guida dell'uno sarebbero state efficaci senza l'altro o se le capacità tecnico-tattiche dell'altro avrebbero avuto il medesimo impatto senza la strategia del primo. Questo non per sminuire il lavoro di Doc, ma solo per puntualizzare che la stessa presenza in un sistema di uno specialista dedicato ad un particolare aspetto del "problema" implica che in ogni caso non si possa prescindere dal tenerne conto nel momento in cui si valutano i risultati. Di certo la difesa è un concetto che non può prescindere dal personale, oltre che dai coordinatori, e perciò il paragone con l'anno scorso regge quanto quello tra un ornitorinco e una banana...
commento inserito alle 17:04 del 10 luglio 2008

Scrivi commento
Si deve essere connessi al sito per poter inserire un commento. Registratevi se non avete ancora un account.

busy
 
< Prec.   Pros. >

Accedi al sito

Sondaggi

Premio Red Auerbach: terza settimana 2008-2009
 

Cerca nel sito

Ultimi commenti

RECAP: Minnesota vs. Boston 78...
league pass di nba si paga? e quanto? saluti e grazie p.s. rajon rondo è un futuro MVP secondo me...
RECAP: Minnesota vs. Boston 78...
Una postilla al mio "principio cousyano": è anche la ragione per la quale considero una bestemmia m...
RECAP: Minnesota vs. Boston 78...
Finita di vedere 5 minuti fa in replica su un League Pass che in mattinata faceva le bizze. L'impres...
RECAP: Minnesota vs. Boston 78...
Spalla "paccata", grazie Fabio ;D Ovviamente Murphy detta sempre legge per cui, giusto mentre mi ac...
RECAP: Minnesota vs. Boston 78...
[quote]..peraltro è quello che in una situazione quasi analoga quel fesso del sottoscritto invocava...
RECAP: Minnesota vs. Boston 78...
cosa ci faceva uno come vince carter tutto solo a 2 secondi dalla fine nell'area dei tre secondi? (c...
RECAP: Minnesota vs. Boston 78...
(sempre OT) la partita nets-raptors ha dell'incredibile! da vedere :o
RECAP: Minnesota vs. Boston 78...
Mi sembra la classico mossa "punirne uno per educarne cento", oppure "le cose vanno di cacca perchè...
RECAP: Minnesota vs. Boston 78...
mamma mia ho rivisto le immagini di toronto-nets..che finale.però una curiosità. cosa ci faceva un...
RECAP: Minnesota vs. Boston 78...
per angelo.. anche io credo che si tratti di un problema di memoria della scheda video, perchè nemm...

Syndicate