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Time Out #16: CELEBRATION, il trionfo dell'UBUNTU PDF Stampa E-mail
Scritto da Leonardo Ancilli   
giovedì 19 giugno 2008
Tutto e subito 356 giorni da sogno. Un titolo contro tutto e contro tutti. Se mi avessero detto dodici mesi fa che i Celtics avrebbero vinto il titolo del 2008, vincendo in finale con i Lakers con un parziale di +39 nella gara finale, avrei preso per pazzo e sognatore il mio interlocutore. Ma per i sogni c'è tempo, per quanto incredibile questa è la realtà !!!

Un giorno da tifoso

docimages.jpg Sono passati oltre tre anni da quando il sottoscritto è impegnato in prima fila, nel diffondere il "verbo" biancoverde, un modo un po diverso di vivere il tifo che talvolta ti porta ad essere meno tifoso e più razionale (dico talvolta e quindi non sempre, visto che il sottoscritto in passato è stato uno di quelli con la busta del pane in testa con i buchi davanti agli occhi che gridava decisamente a sproposito Fire Rivers).

Ma per una volta però voglio fare il tifoso e togliermi dalle scarpe tutti i sassolini accumulati in tre anni di barricate contro la superficialità e la leggerezza di troppa gente che in questi anni ha prima usato a sproposito la leggenda dei Celtics solo per infangarla in nome dei propri "intoccabili" pareri, salvo poi salire in fretta e furia sul carro dei vincitori all'ultima fermata o peggio ancora arrivare a negare l'innegabile pur di sostenere dei pareri diventati insostenibili.

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Credo che occorra una doverosa premessa, ossia quello a cui abbiamo assistito nell'ultimo anno ha dell'irreale, non era mai successo che una squadra reduce da una stagione disastrosa, e da una lotteria altrettanto disastrosa, vincesse il titolo alla stagione seguente, ma soprattutto lo facesse in modo così netto, deciso autoritario. Lo scorso anno di questi tempi eravamo tutti impegnatissimi nel vagliare tutto ciò che il draft ci poneva, persi irrimediabilmente Greg Oden e Kevin Durant, il mondo biancoverde si interrogava su chi fosse meglio tra il misteriosissimo cinese Yi, i reduci dalla doppia cavalcata dei Florida Gators, il tosto Jeff Green, oppure se fosse meglio cedere la scelta numero cinque, cosa poi avvenuta, solo che le attenzioni erano puntate in apparenza verso altri nomi, Rashard Lewis e Shawn Marion in primis dopo aver appreso che Garnett a Boston in quelle condizioni non ci sarebbe venuto.

Il "Big bang" del 17° titolo va visto quindi in quella ennesima sciagurata lotteria del 22 maggio 2007. Sono passati 356 giorni solari, da quando il "sommo" Danny Ainge stupì il mondo biancoverde portando Ray Allen a Boston in una trade che in molti faticarono a capire fino a quel 30 luglio 2008, dove si capì con certezza che Kevin Garnett sarebbe stato dei nostri.

Ma le pennellate di Ainge non erano finite, in agosto arrivano prima Eddie House, poi James Posey e infine un certo Tom Thibodeau, per certi versi il massimo emblema dell'ubuntu. Assistente difensivo di altissimo spessore, avrà in seguito un ruolo chiave per la corsa all'anello, dando a tutto il roster quella consapevolezza e voglia di difendere che ha portato i Celtics ad alzare l'altro ieri il Larry O'Brien Trophy.

La sconfitta su chi non voleva guardare oltre il proprio naso

In questo vortice di emozioni, un autentico "Maelstrom biancoverde", ad rimanere travolti e spazzati via sono stati i tanti troppi addetti ai lavori, che per motivi assurdi avevano clamorosamente sottovalutato la causa biancoverde, lasciandosi andare in pronostici che già sul presente sembravano viziati da una certa forma di astio per i Celtics.

Quando ad inizio stagione vedevo che i Celtics venivano pronosticati dietro a squadre come i Bulls, mi chiedevo perchè mai una squadra con Ray Allen, Paul Pierce e Kevin Garnett (più tutto il resto) doveva essere meno quotata di una con Kirk Hinrich, Ben Wallace e Loul Deng, ma magari mi dicevo, che io ragionavo da tifoso, ma alla fine in un mondo dove ormai si cerca il sensazionalismo sempre forse i tifosi hanno più razionalità degli addetti ai lavori, quali ad esempio tutta la tribù di ESPN che alla vigilia della finale con i Lakers aveva fatto un autentico plebiscito a favore dei Lakers.

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Perchè ? Su quali basi ? Era chiaro che i Lakers con Boston ci si accoppiavano malissimo, che a rimbalzo e in difesa avrebbero subito da pazzi, e che avevano un paio di rebus sulle marcature quasi irrisolvibili. E invece ecco spuntare fuori tesi di supporto poi andate letteralmente in frantumi di fronte ai fatti, una per tutte il confronto tra le panchine, che a detta di tutti doveva essere un grande punto a favore dei Lakers, e che a conti fatti è stato invece il contrario.

Non ci voleva di certo un analista di grido per capire che gente come PJ Brown, Sam Cassell, Eddie House e ultimo ma forse più importante di tutti James Posey avrebbero dato un apporto di qualità infinitamente superiore ai tanti buoni cambi dei Lakers. Invece nulla, tanto scetticismo e tanta credibilità andata via di fronte ad una squadra che in finale nonostante una autentica pandemia di infortuni, alla fine ha legittimato una vittoria che a cose normali forse sarebbe arrivata anche in tempi più brevi. Ma andando a ritroso credo che sia chiaro a tutti che la vera finale NBA è stata le serie con i Pistons, qualsiasi delle due squadre con i Lakers avrebbe avuto la strada in discesa.

Mi piacerebbe capire ad esempio, perchè Rajon Rondo e Kendrick Perkins che nel confuso passato della stagione 2006-07 ai Celtics avevano già dimostrato di poter essere utili e funzionali alla causa, sono stati bollati senza averli visti giocare con i Big Three come "anelli deboli", mentre un Vladimir Radmanovic, che ha giocato una finale da galleria degli orrori, fino alla finale stessa veniva indicato come un possibile "fattore". Credo sia stato palese per tutti che forse con Perkins e Rondo sani ci saremo pure persi la leggendaria gara sei al Garden, per il semplice motivo che la serie si sarebbe chiusa in gara cinque.

Ma all'ultimo tuffo tutti hanno provato a salire sul carro, penso ad un Bill Simmons che con la sua ironia pensa di poter giustificare ogni inesattezza (per andarci cauti), salvo poi svoltare all'articolo seguente, gli ci è voluta una gara quattro di finale da leggenda con i Celtics che rimontano dal -24, per riconoscere il minimo sindacale di meriti a Doc Rivers, il tutto annacquandolo con il solito pizzico di velato sarcasmo con cui lascia aperta una porta per il prossimo voltafaccia al primo problema futuro. Penso ad un Peter May, grande, immenso cronista delle gesta dei Celtics anni '80, che aveva fatto del suo Ainti Aingismo negli anni passati un "dogma" da cui poi è stato di fatto stritolato, e che lo ha portato addirttura a non commentare le gesta dei Celtics vittoriosi del 2008.

Ma il discorso va pure esteso ai telecronisti nostrani, soprattutto i due di Sky, due che sicuramente non amano i Celtics, e che non fanno neppure molto per nasconderlo, e se da una parte Federico Buffa strada facendo ha avuto l'onestà di ammettere che le sue previsioni in merito ai Celtics andavano riviste, dandoli per favoriti all'inizio dei playoff, Flavio Tranquillo purtroppo è rimasto fino alla fine ancorato su un astio verso i Celtics difficilmente spiegabile, peraltro condendo il tutto con qualche inesattezza che agli attentissimi tifosi biancoverdi non sarà sfuggiuta di certo, come quando per tutte le finali continuavano a dire che ad un certo punto della sua carriera Pierce ha chiesto la cessione e che era un separato in casa con i Celtics. Inesattezze evitabili, visto che Paul Pierce non ha mai chiesto la cessione, se voleva andare via la scorsa estate era in scadenza quindi poteva farlo quando e come voleva, e invece ha rinnovato con noi l'anno prima, e al  massimo del suo disappunto si è limitato a chiedere rinforzi, quando nello scorso inverno parlando del draft 07, disse che se non arrivava una delle due prime scelte, la scelta andava ceduta per rinforzarzi con gente esperta. Quindi sbagliatissimo sminuire la passione e l'attaccamento alla maglia del capitano.

Il titolo oltre che ovviamente alle tante persone a cui è già stato dedicato, è anche dedicato a loro, a questi addetti ai lavori, che spero impereranno a loro spese che quando ci si lancia in certi pronostici, va fatto con raziocinio e lucidità, lasciando da parte le proprie simpatie, la pena da pagare in caso contrario è quella di passare per faziosi e talvolta incompetenti.

Quelli che ...... dopo aver tanto parlato, perdono di 39

quelli che  perdono di 39.jpgCi sarebbero pure da spendere due paroline sugli sconfitti. Appena finita la finale di conference con i Pistons per prima cosa ho onorato i nostri avversari, duri, tosti, a volte graffianti, ma rispettabili in tutto e per tutto.

Avrei voluto dire altrettanto per i Lakers, ma non è possibile, perchè questi Lakers non rispettano nessuno e quindi non si meritano rispetto. Sono cresciuto vedendo le sfide con i Lakers di Magic, erano avversari forti, a volte odiosi, c'era Magic la "magia del basket" facevi quasi fatica nonostante la rivalità a tifargli contro, c'era la leggenda vivente Kareem, c'era Riley coach emergente e spregiudicato per nulla simpatico (ad oggi dopo trenta anni di carriera lo ritengo il miglior coach della lega senza se e senza ma, e lo dico dopo che la sua squadra ha finito con un record disastroso), ma li temevi li rispettavi e sapevi che loro facevano altrettanto.

Phil Jackson e Kobe Bryant non rispettano nessuno, Phil parla per parafrasi neppure fosse Dante Alighieri, risponde alle domande con enigmi, parla con una supponenza con cui crede di essere l'unico al mondo a saperla lunga, prima di gara uno ha scomodato "lo spirito di Red Auerbach" per giustificare la trade con Minnesota, dimenticandosi chiaramente della trade / farsa con cui si è visto recapitare Gasol a roster in inverno, nel dopo gara uno ha parlato solo del ginocchio di Pierce, facendo capire che per lui era tutta scena, e poi Pierce in gara due l'ha "matato" a dovere, dopo gara due ha parlato solo di arbitri, con un vittimismo irreale di sicuro un valore che fa a cazzotti con la gloriosa storia gialloviola, e via discorrendo, solo che a forza di parlare alla fine ha visto i suoi farsi rimontare 24 punti in gara quattro e perdere di 39 (dicasi t r e n t a n o v e) la gara che ha chiuso la serie, andando così a riscrevere più di un record negativo per le serie di finale. Questo non si merita rispetto punto e basta, nel basket parla il campo e la cosa forse più bella di questa serie è che sul campo Phil Jackson è stato letteralemente incartato come uno cioccolatino dal "pivello" Rivers e soci.

Il secondo grande sconfitto è mister "io sono meglio di Jordan" Kobe Bryant. Che sia bravo non si discute, ma scenda dal piedistallo, rilascia dichiarazioni come fosse il miglior Lakers di sempre, Magic era dieci volte meglio Kareem pure, Baylor anche, poi Shaq, poi Chamberlain, poi Jerry West .... Pedalare signorino pedalare, e poi se vuole fare il Michael Jordan si metta a difendere come sa, perché Jordan in difesa era un leone, e non costringeva mai il suo coach a metterlo sull'esterno più comodo e poi ci si prendeva pure le pause sopra. Parlare meno e dimostrare con i fatti, che per ora siamo lontani. A conti fatti Kobe (anche per grandi meriti della nostra difesa) ha deluso su cinque gare su sei in finale, Jordan che in finale è 6/6 a differenza di Kobe che è 3/5 (e sulle tre diciamo che c'è la firma fatta dalla manona di Shaq), in carriera avrà sbagliato si e no cinque gare in tutti i playoff. Anche Bryant non ha rispettato i Celtics, andando dietro al suo mentore sul fattore arbitri, continuando a parlare con una superbia che lo stesso Jordan non si è mai sognato neppure la notte. E alla fine anche per Kobe ha parlato il campo e ha parlato chiaro. Questi due non li rispetto, inizierò a rispettarli quando loro rispetteranno noi.

Il trionfo dell'UBUNTU

ubuntu.jpgPassiamo ai nostri. L'estate di ICP sarà mirata a celebrare tutti i grandi protagonisti di questa memorabile cavalcata, ma proprio come loro per primi vogliono c'è un vincitore netto: è il trionfo dell'UBUNTU, parola di radici africane che in sostanza indica che il collettivo è più importante dei singoli, e così abbiamo visto tre grandi, grandissimi giocatori, che in passato non ce l'avevano fatta a vincere l'anello, coalizzarsi per un intento comune, lasciare da parte numeri e statistiche, lasciare da parte personalismi e ego, lasciare da parte tutto, per un solo obiettivo, quell'anello atteso dal popolo biancoverde per ventidue lunghissimi anni.

Ray Allen "la freddezza", mai una parola di troppo, ma sempre presente e cinico quando è servito, ha cambiato radicalmente il suo gioco, mettendo in mostra quella difesa che non aveva mai espresso in passato, trasformandosi in un penetratore di gran livello, salvo poi ritirare fuori tutto il tiratore che c'è in lui nella serata più magica della stagione.

Paul Pierce il capitano, l'MVP delle finali, l'uomo che a Boston negli ultimi 10 anni ha visto di tutto, è passato per le follie dell'era Pitino, ha accarezzato la finale nel 2002, è stato testimone della rifondazione di Ainge, e lui per primo ci ha creduto legandosi di nuovo ai Celtics e spingendo per rinforzare la squadra. Rimarrà la faccia "bella" di questo titolo e se lo merità in pieno.

Bill e Kevin.jpgMa l'uomo che più di tutti merita una standing Ovation è forse Kevin Garnett, l'uomo a cui Bill Russell ha dato la sua benedizione come leader di questa squadra, l'uomo che con la sua voglia di sacrificio ha portato tutti ad accettare certe regole, certe imposizioni dello staff tecnico, che per prima cosa portavano il gruppo a sacrificare i singoli, e la celebre foto scattata a Roma con la manona di Kevin in alto e tutte le altre intorno alla sua più in basso, è l'emblema di questa incredibile cavalcata durata 116 partite.

Il supporting Cast non è stato da meno, Rajon Rondo è passato nell'arco di una stagione da anello debole ad essere considerato uno dei più promettenti play giovani della lega, per Kendrick Perkins ci sono volute le finali e le sue assenze per capire quanto sia importante la sua fisicità per gli equilibri tattici della squadra, James Posey è una sorta di John Havlicek (con tutte le distanze ovviamente) dei tempi moderni, farebbe il titolare quasi in tutte le altre squadre, e invece è a Boston a fare la riserva, ma una riserva che decide gare e serie con prestazioni pesanti, e giocate da grande campione, Eddie House è un "Celtic dentro", mai un lamento quando è uscito dalle rotazioni, sempre pronto ad esultare e incitare i compagni e soprattutto sempre tremendamente efficace quando è stato chiamato in causa come nella decisiva gara quattro a Los Angeles. E poi Leon Powe uno a cui la vita ha riservato troppe amarezze e che ora vuole riscuotere il suo credito con la buona sorte, ma che nel frattempo lotta come un leone (appunto) su ogni possesso. Gli arrivi primaverili di PJ Brown e Sam Cassell, con il primo che diventa un quasi match winner nella gara sette con i Cavs, e poi diventa assolutamente indigesto ai Lakers in finale quando Perkins si fa male, e il secondo che con la sua stravaganza risulta comunque decisivo in più di una gara.

Glen Davis
showman fuori dal campo, lottatore unico sui 28 metri. Tony Allen sfortunato autore di una stagione deludente, ma autore allo stesso tempo di qualche minuto pesante nelle finali, e poi il "vitello" Scal, icona a suo modo, l'istrione Scot Pollard limitato dagli infortuni e il rampante Gabe Pruitt giovane di cui si narra che gli allenatori dei Celtics siano letteralmente innamorati e che sarà lanciato la prossima stagione.

Doc con sigaro.jpg Infine lo staff tecnico, gli autori del miracolo, non si era mai vista una squadra costruita praticamente da zero che ad ottobre aveva già un sistema difensivo da prima della classe, altrove c'erano voluti due - tre anni per oliare certi meccanismi, qui no, la forza di volontà è stata più forte di tutto e tutti, e quindi un grande applauso va a Doc Rivers troppo bistrattato (anche dal sottoscritto) in passato, che ha spazzato via i tanti dubbi su di lui, la presunta incapacità di gestire gli adeguamenti nelle serie di playoff, al "ministro della difesa" Tom Thibodeau (che sarà con noi anche la prossima stagione) autore di un lavoro inimitabile, ad Armond Hill assistente che si occupa dell'attacco, cercato da diverse squadre NBA in primavera, ma ancora fedele ai Celtics, Kevin Eastman responsabile dello sviluppo dei giocatori e ha il compito di allenare i giocatori più giovani del roster, oltre che specialista del tiro, Clifford Ray allenatore che si occupa dei lunghi, Ed Lacerte preparatore atletico dei Celtics dal lontano 1987 quindi al suo primo anello, Bryan Doo e Walter Norton sono i due specialisti che seguono in palestra la squadra. 

Manca lui Danny Ainge, l'uomo che più di tutti in questi anni ha dovuto sopportare illazioni inutili, ironie fuori luogo, e critiche preconcette, adesso con un titolo in tasca possiamo dirlo, Danny Ainge è il miglior GM che i Celtics abbiano avuto dopo indimenticato Red.

Ultimo riconoscimento alla proprietà guidata da Wyc Grousbek e Stephen Pagliuca, fedele alle proprie parole di mettere mano al portafoglio al momento del bisogno, e primi autori del sogno che ci è appena stato regalato.

E da lassù, Red li guarda orgoglioso tutti quanti! 

Grazie a tutti. 

Commenti (63)add comment

Christian Spazian ha scritto:

  Bellissimo articolo.

Grazie veramente a tutti, è stata una cavalcata trionfale, anche se con alti e bassi, come è normale che sia, con un epilogo stupendo.

Concordo praticamente su tutto, da rilevare che i Lakers attuali sono una cosa indecente, disonorano i Lakers degli anni Ottanta, loro si che erano dei degni avversari, questi sono solo esserini molto piccoli.

Viva i Boston Celtics, godiamoci questo titolo, ce lo meritiamo! smilies/wink.gif
commento inserito alle 00:29 del 20 giugno 2008

tux91 ha scritto:

  anke x me è stato l'ennesimo bellissimo articolo dell'anno....grazie....
intanto posto un video in cui buffa esprimeva a inizio anno fino a che punto saremmo arrivati....

http://www.youtube.com/watch?v=UOuw1fN8-8k

commento inserito alle 00:57 del 20 giugno 2008

piggi75 ha scritto:

  questa vittoria è il giusto contrappasso degli ultimi anni bui di una gloriosa franchigia con storie incredibilmente intense alle spalle.
siamo campioni
commento inserito alle 01:04 del 20 giugno 2008

celticsman ha scritto:

  Leonardo pezzo fantastico. il sarcasmo su quelli di espn e sul duo sky è da oscar... beh hai pienamente ragione. per non parlare del "duo" che non rispetta nessuno.

ma infondo lasciamoli parlare... noi siamo i celtics. e se arriveranno altre sconfitte o vittorie... saremo sempre qui a tifare e a credere in questa filosofia di vita. in questa squadra di grandi uomini. LET'S GO CELTICS.
commento inserito alle 01:12 del 20 giugno 2008

celticsman ha scritto:

  ps - in una trasmissione romana... di basket. due giorni prima di gara 6, beh è intervenuto Tranquillo (come esperto nba riguardo le finali)... beh queste le sue testuali parole: "secondo me i Lakers possono ancora farcela". Complimenti Flavio. Davvero complimenti smilies/grin.gif smilies/grin.gif smilies/grin.gif

FORZA ORGOGLIO CELTICS
commento inserito alle 01:14 del 20 giugno 2008

Prentiss ha scritto:

  ray allen and kevin al david letterman show
http://it.youtube.com/watch?v=rm3JNH6HCtY
commento inserito alle 02:57 del 20 giugno 2008

Alberto ha scritto:

  Bellissimo e godereccio articolo di Leonardo.
commento inserito alle 07:52 del 20 giugno 2008

serfuoco ha scritto:

  Un bravo a Leo, tutto da sottolineare.
Scusate qualcuno ha il link della parata celtica a Boston?
commento inserito alle 10:06 del 20 giugno 2008

Edo the chief ha scritto:

  Grande Leo i tuoi sassolini sono anche i nostri. Col senno del poi non e' tanto male che buffa e tranq ci abbiano remato contro, ma volete mettere ora rivedendo le partite, sentire i loro commenti: imperdibile l'estasi d'annunziana del buffa nel primo quarto di gara 4 ed il suo urlo isterico "per me finisce qui" in gara 6. Il tuo disappunto e' anche il mio dilemma: come hanno fatto la quasi totalità di "esperti" a darci perdenti con i lakers? Io ho una mia risposta che penso postai qui un po' di tempo fa, parte dalla considerazione che negli states si prediliga chi vende i biglietti ed in generale chi fa frullare i verdoni, lo show time californiano(che per me era solo quello di magic e c.) ha un impatto a livello di marketing maggiore della difesa che vince i titoli; non solo, kobe nel bene o nel male e' piu' personaggio dei ns 3 messi insieme, e in un paese che giudico molto superficiale in certi approcci e' chiara la scelta di campo che viene operata dai media. Basta guardare come vengono eletti i presidenti e come impostano le campagne elettorali, se i face to face televisivi sono spesso decisivi questo ci da la reale dimensione di come percepisce le cose il popolo americano. Lo show prevale sui fatti concreti, una bella presenza mediatica sui programmi seri ecc.
Non mi stupisco quindi che gli addetti ai lavori dello sport seguano il medesimo approccio nei loro commenti, come ha detto Leo un'attenta analisi tecnica delle due squadre delineava gia' i problemi che i lakers avrebbero incontrato affrontandoci, ma tutti sono stati attratti dall'impatto mediatico dei lakers vincitori con kobe mvp anche delle finals. Stessa cosa succede da noi dove si tende spesso a copiare i cliche americani, con l'aggravante di quella faziosità tutta nostrana che intossica gli organi di stampa e televisi. Questo per me che tendo ad essere sempre contro corrente e' anche piacevole, ma non cancella il disgusto per la mancanza di professionalità che dovrebbe essere alla base di tutti i mestieri.
commento inserito alle 10:17 del 20 giugno 2008

Larry33 ha scritto:

  Leonardo, come sempre articolo bellissimo, e bellissimo il sarcasmo sui presunti esperti della ESPN , e pensare che li pagano pure, senza contare il nostro duo nostrano, Tranquillo/Buffa....ti confesso che dopo il massacro, perchè solo così si può chiamare, pensare a Tranquillo che si intasca il suo Black Mamba, lo incarta con lo Zen e se lo ficca........dove vuole, mi dava ancora più piacere.....

Però mi permetto, e non smetterò tanto facilmente di farlo, di ringraziare voi, tutti voi delle redazione, che avete unito il popolo Celtico in un unico luogo di aggregazione, creando un italico UBUNTU, creando una meravigliosa cornice ad una cavalcata da sogno.....ogni volta che penso che ho visto la nascita del tutto a Roma, credetemi mi vengono ancora le lacrime.....

GRAZIE RAGAZZI.....CELTIIICS FOREVEEEEER.........
commento inserito alle 10:22 del 20 giugno 2008

Movy Apicella ha scritto:

  smilies/tongue.gif

Grande Leo. meraviglioso e doveroso articolo, perchè ci siamo dovuti sentire troppe volte col dubbio di essere sbagliati, faziosi o superficiali quando avevamo ragione noi (e in questo assume senso la mia esigenza di gridare ai 4 venti prima di gara 1 il nostro essere favoriti che per l'ennesima volta volevano privarcene).
GRAZIE ANCORA A TUTTI!
commento inserito alle 10:27 del 20 giugno 2008

spyderweb10 ha scritto:

  Articolo godurioso...d'altra parte dopo più di vent'anni di bocconi amari qualche cioccolatino bisogna pur assaporarlo. :-) Ho solo un commento: ho la sensazione, non solo per le reali difficoltà incontrate, che la vera finale l'abbiamo giocata e vinta non con Detroit ma con i Cavs di James.
commento inserito alle 11:18 del 20 giugno 2008

tux91 ha scritto:

  http://www.nba.com/gallery/parade/080619_1.html

qui ci sono alcune foto della parata...
commento inserito alle 11:45 del 20 giugno 2008

paolo ha scritto:

  Io non contesto i pronostici, alla fine ognuno la pensa come vuole e un pronostico è di per sè a rischio, non mi piace la malafede. Su "La Stampa" di ieri c'era un articolo di Flavio Tranquillo sul titolo di Boston e a un certo punto recitava "Pierce, Garnett e Allen, tre che hanno giocato per farsi cedere dalle rispettive squadre". Falso, falsissimo, l'unico che addirittura sul suo sito personale ha chiesto di essere ceduto sta da tutt'altra parte d'America l'osannato numero 24, ma questo nelle finali forse non l'ha mai detto nessuno...
commento inserito alle 11:56 del 20 giugno 2008

thetruth73 ha scritto:

  grande articolo .... d'accordissimo sui discorsi su coach zen e sul figlio di jellie bean ..... ma che c'ha da parlare Jackson, lui ha allenato (e ha vinto l'anello) solo squadre che c'avevano
- l'alieno
- shaq (e kobe) ..... facile vincere così, no??? .....
... poi quando le cose gli vanno male se la prende o cogli arbtri o con PP .... ah ah, che lezione che gli ha dato il capitano ..... in campo si intende .....

si sa qualcosa di Posey??? ....

un saluto a tutti i celtici
commento inserito alle 12:03 del 20 giugno 2008

Meisk ha scritto:

  Splendido articolo, e giustissima soddisfazione nel rinfacciare a chi non ci credeva il fatto che la realtà è pura e semplice: siamo la squadra più forte della NBA!
Questa diffidenza si è vista fin dall'inizio, invece di lanciarsi in lodi sperticate del lavoro fatto in estate da ainge, tutti a farsi domande sui possibili fattori che ci avrebbero fatto fallire: non solo gli addetti ai lavori però, ma anche tutti gli bookmakers hanno sbagliato e qua la cosa è ben più grave perchè col lavoro che fanno...infatti tutti i siti a settembre ci davano con una quota tra 11 e 13, segno che comunque la nostra impresa è veramente degna di nota.

Anche noi tifosi dopo la gioia irrefrenabile del 30 luglio abbiamo giustamente sostenuto che lo spazio temporale per il titolo era di tre anni, e che l'anno giusto per l'assalto sarebbe stato il secondo dopo un primo periodo di assestamento; ebbene è proprio la velocità e la rapidità con cui abbiamo fatto gruppo, aggiustato i meccanismi tattici, e trovato l'UBUNTU tutti insieme che ancora adesso mi stupisce. A Roma qualche primo segnale l'abbiamo intravisto, ma in realtà i primi commenti sarebbero dovuti cambiare quando dopo un mesetto di RS era chiaro che la nostra difesa era già la migliore della lega...e invece sappiamo cosa hanno tirato fuori per motivare la nostra partenza lampo...il calendario facile...AHAHAHAH!!!

Prima dei playoff il pronostico giusto l'ha fatto Buffa, indicando Detroit-Boston come la serie che probabilmente avrebbe deciso il titolo (uhm Tranquillo aveva detto San Antonio-Phoenix!!!), e all'inizio della post-season penso che nessuno potesse dare i Lakers come nettamente favoriti. Poi però sono arrivati i loro playoff ad ovest, dove hanno onestamente dominato oltre ogni aspettativa, illudendo chiunque che il titolo si potesse vincere senza difendere! D'altro canto noi abbiamo faticato oltre ogni previsione contro Hawks soprattutto e contro i Cavs subito dopo, facendo sorgere qualche (in parte legittimo) dubbio peraltro prontamente spazzato nella serie contro i Pistons, affrontata con piglio e decisione nettamente differente.

Adesso col senno di poi, possiamo dire che le prime difficoltà affrontate fin da subito ci hanno aiutato, al contrario dei Lakers che si sono sciolti davanti al primo muro visto seriamente solo in finale: dover giocare quelle due gare 7 con tutta la pressione del mondo e obbligati a vincere per non tornare a casa come una grande incompiuta ci ha permesso di fare l'ultimo passo verso la grande squadra che siamo.
commento inserito alle 12:04 del 20 giugno 2008

giusegandi ha scritto:

  Grande articolo di Leonardo. smilies/cheesy.gif
Però attenzione:
1. personalmente ho grande rispetto per l'allenatore dei Lakers (anche se non lo nomino.. smilies/grin.gif); fa il suo lavoro e lo fa bene.
2. Kobe è un grandissimo giocatore anche se è troppo vanaglorioso
3. I Los Lakers sono una ottima squadra (chi ha nettamente battuto i San Spurs?).
Anche per tutto ciò è una gioia ancora più grande: SUPER C'S!!
commento inserito alle 12:35 del 20 giugno 2008

Fish ha scritto:

  Torno a scrivere dopo 2 giorni di black out al pc, devo ancora rileggermi tutto, ma questo articolo in pratica riassume anche il mio pensiero....stagione fantastica, partita dall'Italia (bello ancor di più se possibile) e arrivata all'apoteosi col quarantello in gara-6 agli spocchiosissimi FFFFFakers ed al suo coach.

Un grazie a tutti, da Ainge (fantasmagorico!!!) al Doc, da me molto criticato ma che mi ha smentito alla grande, a Tom Thibodeau (un mago!!!) artefice dei capolavori difensivi di quest'anno, e alla roster intero coi big three in testa, Ray Allen signore del parquet, che e' cresciuto nei playoff in mezzo a mille avversità (anche fuori dal campo) e che ha giocato finali da urlo, a Paul Pierce, MVP delle finali indiscutubile, Capitano Angelino che si vince l'anello con la squadra più odiata da bambino, in faccia ai suoi concittadini: adesso sì, potrà guardare negli occhi tutti i grandi celtics del passato, anche se per me lo avrebbe potuto fare comunque, e si prepari, all'opener della prossima stagione, a tirare su quel banner al soffitto, in mezzo alle altre leggende.

Kevin Garnett: lo ripeterò per la millesima volta, ho sempre tifato Boston, dall'età di 6 anni, ma da 10 anni a questa parte per la prima volta avevo anche un idolo assoluto come giocatore, ed era lui. Il 30 luglio 2007 ho assaporato la gioia di vederlo con la maglia della mia squadra, il 17 giugno 2008 l'ho visto vincere il suo tanto agognato titolo con una gara-6 da FENOMENO. Il massimo per me. Grazie Kevin, grazie, grazie e grazie per sempre......ho pianto (lo ammetto candidamente) vedendolo abbracciare Bill Russell. Te lo sei meritato, campione.

Rajon Rondo, un piccolo fenomeno destinato solo a crescera ancora, gladiatore e guerriero indomito. E Posey???? da rifirmare, e subito. Il nostro segreto di pulcinella, giocatore grandioso, difensore demoniaco e un vincente, duro e puro.
Perkins, miglioratissimo, gran rimbalzista, cuore e grinta, e poi il resto della panca (menzione per Eddie House, irriconoscibile in positivo, da quando veste in bianco verde,magico...) che ad ogni gara tirava fuori protagonisti in più (PJ Brown, che grande, e il Leone, a cui la vita solo adesso comincia a restituire qualcosa...)grazie a tutti, ragazzi, mi avete reso ancora più orgoglioso di essere un Celtic-fan. La gioia che ho provato dopo 22 anni non ha prezzo.

THE GREEN IS BACK. THE PRIDE IS BACK.

NBA. WHERE THE BOSTON CELTICS SEVENTEEN TIMES CHAMPIONS HAPPENS.


commento inserito alle 13:12 del 20 giugno 2008

Gabrielex ha scritto:

  Bell'articolo che condivido in pieno. Una considerazione (forse una provocazione) mettete KG in gialloviola e Gasol in biancoverde e saremo qui a parlare di tutt'altro risultato nelle finals. Con tutta l'ammirazione che ho per PP e Allen Garnett è il giocatore più decisivo della lega insieme a Duncan. Spero per noi che come ho visto nell'intervista-faccia a faccia con Bill Russell trovi anche lui le motivazioni per continuare a vincere in ogni singola futura partita.
commento inserito alle 13:14 del 20 giugno 2008

Nomar ha scritto:

  Per quello che vale, se a inizio anno mi avessero detto ' finale coi lacustri' avrei firmato subito - vero, erano senza Gasol. Ma cmq anche dopo temevo di più gli Spurs, se devo dire - molto,molto di più. Però leggendo in giro e mettendoci la mia orrida scaramanzia(potenziata a mille dai primi due turni di PO....uff...quel tiro di PJ Brown sul 2 in gara7 con i cavs: come tutti, credo, ero paralizzato....)alla fine mi dicevo, sta a vedere, ci ammazzano. Insomma, un pò gli ho creduto, magari a causa del fattore-Kobe (qui Leo ammettiamolo...ci faceva terrore prima della finale e, forse più ancora di coach Jax, Bryant esce dalle finali davvero ridimensionato di brutto).Però ci sono alcuni che non hanno davvero motivo di astio verso i Celtics,come lo ha il terribile e non giustificabile duo italiota - ad es Bill Simmons ha un pò recuperato su Rivers, dai, a mezza bocca, vero, secondo me è ancora (felicemente)stordito, ma certo anche lui insiste sui difetti dei Celtics molto più di quanto nn faccia con i Sox, ad es. E non si spiega. Al limite, è un merito in più, non in meno: ho a casa un libro intero che spiega la lungimiranza di Epstein e co. nel prendere Dave Roberts (la sua immortale base rubata, gara4 Red Sox-Yankees, ALCS 2004) e di usarlo esattamente quando serviva - un giramondo che ti fa la giocata dell'anno - e allora dovrebbe valere per Ainge e co. nel caso di PJ, no ? E' stato il migliore in campo negli ultimi due minuti di quella gara7, vero: merito a lui e a chi lo ha voluto.(e sì, anche io sono tra quelli che criticava Ainge, esatto. Mi ha bello che zittito...su Rivers, almeno, 'let the record show' che ero meno imbelvito).Va detto che una stagione così era davvero difficile da immaginare (...figurarsi farla) e moltissimi sono stati presi fuori equilibrio, a sparare nel vuoto. Beh, brutta figura loro, ora dovrebbero solo omaggiare chi ha rischiato,investito,pianificato,allenato, giocato. Scal(bella voce) in conf. stampa ha detto tutto....
commento inserito alle 13:16 del 20 giugno 2008

Max Giordan ha scritto:

  Condivido in pieno l'analisi di Leo, vittoria storica contro ogni previsione.
Grossissimo rispetto per chi è sceso in campo, ma il merito più grande secondo me va alla coppia Ainge-Thibodeau: il primo per aver rivoluzionato la squadra come un calzino, il secondo per aver costruito una delle difese più impenetrabili che ricordi. Giocatori giusti difesa giusta: tutto il resto è venuto da sè.
Condivido anche il giudizio sulla coppia Jackson-Kobe, molto deludenti entrambi... anche se hanno avuto complessivamente una grande stagione regolare e dei buoni playoffs. E' mancato l'ultimo passo, e ci può stare, ma è mancata anche parecchia classe fuori dal campo...
commento inserito alle 14:11 del 20 giugno 2008

CapitanBeppeBoston ha scritto:

  Ottimo articolo smilies/grin.gif
Sono d'accordo con chi dice che cmq i pronostici sono un rischio e (se in buona fede) vanno rispettati.
Sono molto molto molto contento che i nostri eroi biancoverdi abbiano ucciso anche l'ultimo tormentone creato ad arte per far sentire loro ancoe più pressione di quanto già non sopportassero, quello che sosteneva che Boston era solo un cumulo di grandi perdenti e di perdenti e basta (Doc x esempio) mentre qualunque altra squadra a ovest era una macchina perfetta fatta di uomini che sanno vincere.
Beh cari miei la matematica non è il mio forte ma sembra che 3 perdenti di lusso siano meglio di un grande vincente (ancor più grande per i soliti addetti ai lavori)
smilies/tongue.gif smilies/grin.gif
commento inserito alle 14:36 del 20 giugno 2008

Enrico ha scritto:

  Continuano anche i miei complimenti! Per ICP è il primo banner ma che banner! Potremmo distribuire una spilletta a tutti quanti per ricordarci meglio la cosa, come un pizzicotto sulla guancia per capire di essere svegli.

La splendida stagione è vissuta sull'humus del non credo da parte degli altri. Chissà quanti articoli contro e quante dicerie sbagliate si siano portati dietro per stimolarsi sempre di più i Celtics. Oltre alla voglia innata, queste sono le altre cose che rendono ancora più stimolante l'obiettivo.
Che ci dicano tante cose contro anche l'anno prossimo....
commento inserito alle 14:42 del 20 giugno 2008

CapitanBeppeBoston ha scritto:

  dimenticavo...la critiche di Jackson a Pierce con accusa di scenata sono alquanto ridicole visto che con i jazz mi pare (qualcuno mi corregga se sbaglio) kobe ha fatto un bel teatrino mettendo dentro tiri incredibi alternati a penetrazioni di grnde intensità fisica salvo poi accasciarsi a terra al minimo fallo subito o canestro sbagliato.
commento inserito alle 14:48 del 20 giugno 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  X Paolo

Si trova online l'articolo sulla Stampa di Flavio Tranquillo che citi nel commento sopra ? Se si passaci il link !

X Nomar

Io non ho mai temuto Kobe, per me la vera finale era quella con i Pistons, quando ho visto i Lakers in finale per me era quasi fatta, parliamoci chiaso a roster sano chiudiamo la serie in gara 5, quindi vittoria netta. Io temevo LeBron, lo scrivevo anche in inverno, quando speravo che i Magic Calassero per beccarli al secondo turno invece dei Cavs. Ci hanno preso tutti per scemi per aver vinto solo alla settima con i Cavs, ma per me batterli è stata una grande impresa, alla fine dopo aver tanto parlato dell'ovest come corrazata le tre più forti erano ad est.

Sui Lakers : saranno pure arrivati in finale meritatamente, ma hanno giocato contro gli Spurs dove c'era il bisnonno di Ginobili e non quello vero, e poi c'è quel falletto di Fisher su Barry che ha cambiato la serie. Noi tutte queste agevolazioni ai playoff non le abbiamo trovate.

Intanto i Lakers attivano un numero verde per parlare della finale :
39 / -24 131-92 17-14 smilies/grin.gif smilies/grin.gif smilies/grin.gif
commento inserito alle 14:56 del 20 giugno 2008

Christian Spazian ha scritto:

 
manche tutti gli bookmakers hanno sbagliato e qua la cosa è ben più grave perchè col lavoro che fanno (Meisk)


Attenzione Meisk, le cose non stanno come hai detto tu.

I bookmaker non danno le quote per quello che pensano loro, ma per le quote che ricevono, ovvero se pochi scommettono sui Celtics come vincenti, li troverai comunque alti come quota, indpendentemente da quello che pensano loro, è una questione di "pararsi il culo": chiunque vinca, loro vanno sempre in utile.
commento inserito alle 15:01 del 20 giugno 2008

Piero ha scritto:

  E bravo Leo!!!
Io però vado controcorrente come feci nel celebre sondaggio "Rivers è da confermare?".
1. Alla faccia dei pronostici io alla vittoria ci ho sempre creduto da subito. Non sarei rimasto deluso se non fosse arrivata perchè ho visto che la squadra ha dato il massimo, ma proprio per questo motivo e perchè tecnicamente i giocatori più rappresentativi non sono criticabili - in quanto hanno dimostrato nella loro precedente carriera cosa sono capaci di fare - la vittoria è la cosa più logica.
2. La serie più dura è stata quella con i Cavs, non tanto per il mero punteggio vinte-perse, quanto perchè il loro non-gioco ha minato alla base la consapevolezza nei propri mezzi della squadra. Mi verrebbe da dire che quella serie l'han vinta soprattutto i giocatori mentre quelle con Pistons e Lakers sono state vinte in primis dai coach.
3. Kobe è un campione di basket. E qui si ferma il mio modesto giudizio strettamente connesso a cosa è capace di fare in campo. Stesso metro per tutti: Iverson, Anthony, Scalabrine, Cassel, R. Davis, Blount e via discorrendo. Che poi mi stia antipatico per cosa dice o per come si atteggia... non è neanche quotato! Ma a basket sa giocare eccome. Se qualcuno pensa che il fatto di essere antipatico lo faccia essere meno forte è un errore. Un po' come dire che "le veline non sanno ballare": e allora? Mica mi verrete a dire che importa a qualcuno!
commento inserito alle 15:01 del 20 giugno 2008

tiber48 ha scritto:

  Splendido articolo che ci riporta indietro alla fine della scorsa disgraziata stagione.
Ritornando ad inizio stagione pochi ci vedevano davanti. Ricordo Thomsen di SI.com che ci dava prima ad Est e trattava peggio gli angelini mettendoli dopo PHO e GSW nella loro divsion e non era l'unico perché Meja della CBS, li metteva fuori dai playoff, (per la verità metteva fuori anche i Magic). Almeno a noi tutti davano la possibilità della off-season, anche se certo era brutto essere messi dietro a CHI, TOR, NJN, MIA, WAS oltre che naturalmente a Cavs e Pistons.
L'importante è essere davanti adesso e non nei pronostici, che per loro natura sono destinati all'errore, ma nei fatti che sono quelli che contano.
Ora il quesito è chi resterà? Scal ha ancora due anni di oneroso contratto e per quello che costa in proporzione a quanto rende sarebbe il primo da riuscire a scaricare. Tony è RFA. PJ, Cassell, House, Pollard sono FA. Posey ha l'opzione di uscita dal contratto, ma come riporta Mark Murphy sull'Herald:
A bidding war is likely, and the Celtics will probably have to pay more than what makes them comfortable. But Posey also has to know there isn’t another team that fits him as well as this one.
Speriamo ne sia convinto anche James.
Grazie dell'informazione di conferma di Thibodeau, è davvero sicura? Lui ci serve proprio. La sua conferma la metterei anche davanti a quella di Posey.
commento inserito alle 15:02 del 20 giugno 2008

Piero ha scritto:

  Parte 2:
4. May, Simmons, ESPN, Tranquillo, ecc. ragazzi questi qua sono giornalisti e ci mangiano con quello che scrivono per cui, visto che non sono cronisti o che toccano temi fondamentali dell'etica umano, se riescono a fare un po' di polemica e "farsi leggere" - a pro o contro chi se ne frega - meglio così che qualche copia del giornale venduta in più non fa mai male. Il giornalista sportivo obiettivo e coerente deve ancora nascere e, in generale, anche tra i giornalisti non sportivi la categoria degli obiettivi e dei coerenti è in via di estinzione.
commento inserito alle 15:12 del 20 giugno 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

 
Parte 2:
4. May, Simmons, ESPN, Tranquillo, ecc. ragazzi questi qua sono giornalisti e ci mangiano con quello che scrivono per cui, visto che non sono cronisti o che toccano temi fondamentali dell'etica umano, se riescono a fare un po' di polemica e "farsi leggere" - a pro o contro chi se ne frega - meglio così che qualche copia del giornale venduta in più non fa mai male. Il giornalista sportivo obiettivo e coerente deve ancora nascere e, in generale, anche tra i giornalisti non sportivi la categoria degli obiettivi e dei coerenti è in via di estinzione. (Piero)


Quindi credibilità pari allo zero ....

Dimenticavo una cosa fondamentale, messaggio Per Phil e per Kobe .

No Shaq ??? No Party !!!!
commento inserito alle 15:28 del 20 giugno 2008

celticsman ha scritto:

 
Però mi permetto, e non smetterò tanto facilmente di farlo, di ringraziare voi, tutti voi delle redazione, che avete unito il popolo Celtico in un unico luogo di aggregazione, creando un italico UBUNTU, creando una meravigliosa cornice ad una cavalcata da sogno.....ogni volta che penso che ho visto la nascita del tutto a Roma, credetemi mi vengono ancora le lacrime.....

GRAZIE RAGAZZI.....CELTIIICS FOREVEEEEER.........


QUOTO IN PIENO
commento inserito alle 15:31 del 20 giugno 2008

Piero ha scritto:

  Parte 3:
5. Jackson. Oddio anche lui non è l'incarnazione del mio ideale di simpatia e vale lo stesso discorso fatto per Bryant nel senso che gli anelli li ha vinti e dire che glieli hanno vinti Jordan e Shaq è riduttivo dei suoi meriti. In definitiva si è "attaccato" al suo carisma per difendere i suoi giocatori e la sua squadra trovando scuse che credo riconoscesse come insensate pur di non ammettere una verità che poi si è palesata: i Celtics erano molto più forti dei Lakers!
Rendetevi conto di cosa ha dovuto mettere in campo: "slalom" Radmanovic in difesa su Pierce... Fischer è durato 1 partita... ha tirato fuori Mihm in gara 5 perchè non sapeva più a chi votarsi... Gasol è fortissimo ma troppo spesso ha dei cali di intensità e concentrazione pazzeschi... Odom altrettanto... Non si possono fare paragoni coi Bulls di Jordan in quanto li i giocatori veramente tosti c'erano eccome. L'anno scorso i Lakers in play avevano Smush Parker, che credo disperso a Miami, e Kwame Brown!
In ogni caso Rivers ha fatto veramente bene quest'anno come nei precedenti.
commento inserito alle 15:31 del 20 giugno 2008

DifendoKevinGarnett ha scritto:

  Ecco l'articolo alquanto acido di Tranquillo sulla "Stampa" di ieri.

"Forse per scrivere questo pezzo ci sarebbe bisogno di Esopo, perché di favola sembra trattarsi. Si narra infatti di una squadra di basket che in un anno passa da 24 a 66 vittorie di stagione regolare, dalla depressione cosmica alla felicità assoluta. Questo hanno fatto i Boston Celtics ponendo fine a un digiuno che dopo l'abbuffata dei 16 titoli Nba dell'era Auerbach durava dal 1986.
Un trionfo per l'intera città, poiché i verdi di Rivers sono la sesta squadra campione espressa nel nuovo millennio dopo i Superbowl di football vinti dai Patriots e le World Series di baseball targate Red Sox. Senza l'incredibile ricezione di David Tyree dei New York Giants nel Superbowl contro Boston, tra punta delle dita e casco durante un salto mortale, oggi la città festeggerebbe il Grande Slam, tre titoli nei principali sport di squadra nella stessa stagione, alla faccia delle metropoli. Boston coi suoi 590 mila abitanti e la ricca storia socioculturale è di gran lunga la città più «europea» degli States, anche se il titolo lo ha vinto senza giocatori di area-Fiba. I Lakers hanno faticato tantissimo a trovare un albergo in centro perché i posti erano stati razziati dai partecipanti a un congresso di microbiologia e soprattutto da genitori e amici dei laureandi ad Harvard e all'Mit, tanto per dire che cosa sia la Boston accademica. Ne viene fuori una cultura per certi versi antitetica rispetto a quella di New York, con cui la rivalità sportiva è infatti da sempre fortissima. I Knicks, a differenza di Giants e Yankees, non erano in grado quest'anno di rendere la vita difficile ai Celtics, che li hanno anche umiliati con un eloquente 104-59. Ma la presenza sulla panchina dei Lakers di Phil Jackson, ex riserva della New York di Red Holzman acerrimo nemico di Auerbach, ha mantenuto vivo durante le finali il ricordo di quel duello epico. La favola dell'inizio va integrata con il racconto della catarsi di tre giocatori che fino a poche ore fa venivano considerati fortissimi ma non abbastanza completi per portare una squadra alla terra promessa. Parlasi di Pierce, Garnett e Allen, stelle che in un passato assai prossimo hanno giocato soprattutto per farsi cedere. A Boston, Minnesota e Seattle il binario era apparentemente morto. L'età avanzava e le chance di poter giocare per il titolo diminuivano in maniera inversamente proporzionale. Per muovere però dei giocatori così ci vuole una situazione limite, come quella in cui Danny Ainge si era trovato suo malgrado la scorsa primavera dopo che la sorte ancora una volta aveva beffato i Celtics in sede di «lottery». Constatata l'impossibilità di costruire sui giovani cedendo Pierce (era il progetto originale), il general manager biancoverde ha virato di 180 gradi e preso Ray Allen in liquidazione dai Sonics. Con «Ray-Ray» si è vinta la vera finale contro i Lakers, quella che metteva in palio i servigi di Kevin Garnett in uscita dai malconci Timberwolves. Due colpi di bacchetta magica e, a meno di 12 mesi di distanza, siamo qui a celebrare l'assunto urlato nella notte di gara-6 dallo stesso Garnett, «anything is possible». Nessun motivatore sarebbe stato convincente come quelle sconfitte. Allen e Pierce tutto sono stati in carriera tranne che difensori, eppure nelle serie finali sono stati gli eversori principali del miglior giocatore della Lega. Da soli non sarebbero mai riusciti a limitare Bryant, ma con una seconda linea che comprende Garnett e il brillante schema difensivo di Tom Thibodeau perfino il numero 24 ha dovuto prendere nota che senza un esercito di valore alle spalle qualsiasi condottiero si ferma prima della vittoria finale. I tre hanno elevato il livello dei compagni, in maggioranza operai specializzati del parquet, e accettato in toto un allenatore lui pure a un passo dal licenziamento come Doc Rivers, che in finale ha surclassato Phil Jackson, costretto a rimandare ancora una volta il sorpasso nei confronti di Red Auerbach: 131-92 l’altra notte in gara 6 e 4-2 il conto della finale 2008. Se non è una favola questa..."

ma lo pagano pure per scrivere?
commento inserito alle 15:44 del 20 giugno 2008

paolo ha scritto:

 
X Paolo
Si trova online l'articolo sulla Stampa di Flavio Tranquillo che citi nel commento sopra ? Se si passaci il link !


Purtroppo si trova solo nella versione cartacea del giornale :-
commento inserito alle 15:58 del 20 giugno 2008

paolo ha scritto:

  Grazie DifendoKevin
commento inserito alle 15:58 del 20 giugno 2008

paolo ha scritto:

  Cito un altro articolo del buon Flavio, dove addirittura si inventa una scommessa tra kobe e doublep su chi si sarebbe fatto cedere per primo, questo il passaggio
Ambedue pensano che la loro lunga milizia in biancoverde e gialloviola sia finita, e che perseguire il sogno di vincere o rivincere il titolo significhi cambiare aria. Nasce così un'amichevole scommessa, la posta da assegnarsi a chi sarebbe stato ceduto per primo. Kobe dichiarava alla radio «Voglio essere ceduto, non importa dove, vado anche su Plutone» e Pierce asseriva che «essere un grande giocatore in una cattiva squadra è una sensazione schifosa». Di certo Black Mamba e The Truth parleranno di quei soldi mai riscossi durante queste finali.


e questo il link
http://www.lastampa.it/sport/c...girata.asp
commento inserito alle 16:04 del 20 giugno 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Invece il suo immacolato Kobe la cessione non l'aveva mai chiesta ???? Nooo, aveva riepito il suo sito e ESPN di SOS con scritto portatemi via dai Lakers !!!

Ribadisco -39 !!!!
commento inserito alle 16:05 del 20 giugno 2008

Gerry Donato ha scritto:

  In stato di grazia da ormai qualche giorno, provo a rompere le uova nel paniere all'amico Leo ed al suo enciclopedico articolo. smilies/wink.gif

1) Il nostro titolo nasce il 22 Maggio, giorno della lotteria, quando il sogno Oden (o Durant) si smaterializza in una sanguinosa ed inutile quinta scelta che fa cambiare drasticamente i programmi e gli scenari futuri a Danny Ainge, che scriverà in un mese una pagina di storia NBA in quella famosa dimostrazione (e smentita nei miei confronti) che la navigazione a vista può essere vincente in questa lega.
Ce lo dice la storia, ce lo dicono i fatti e ce lo dicono gli stessi protagonisti: se fosse stato Oden, non sarebbero stati Allen e KG.

2) Pierce fu praticamente ceduto nella primavera-estate 2005 da Ainge. Fu offerto a Denver, interessatissima ad affiancare Paolino a Carmelo, ma non si trovò la contropartita adeguata.
E fu offerto soprattutto a Portland, in cambio della terza scelta (oltre a contratti per far quadrare i conti) che si sarebbe poi materializzata in Chris Paul, colpo di fulmine che folgorò Danny (a dimostrazione delle storiche e geniali doti di Ainge nel riconoscere il talento).
Solo la titubanza dei Blazers che volevano ricostruire e l'arrivo in picchiata dei Jazz di coach Sloan (che aveva preso la cotta per Deron Williams) - con la sesta scelta, la ventisettesima ed una futura di Utah - fecero saltare la trade quella notte del draft.

3) Jackson e Bryant meritano rispetto, anche nel caso loro non ce lo attribuiscano.

3a) Coach Zen ha perso in maniera palese lo scontro con il nostro staff tecnico, ma intanto ha riportato in finale ancora una volta una sua squadra trovando amalgama con ancora minor tempo di Rivers e soci, fallendo tuttavia nell'organizzazione difensiva per competere con noi. Anche il grande Red, in modo e contesti diversi, si permetteva qualche provocazione e qualche vezzo di oratoria da primo della classe, e se non possono permetterseli loro che hanno vinto 19 titoli in due...
Jackson resta un genio della panchina ed un uomo forse particolare, non certo amante delle sconfitte, ma sicuramente per bene nonostante i (tristi ma comprensibili) tentativi extra-parquet di portare la finale dalla sua parte e gli eccessi di sarcasmo ed ironia da intellettualoide (quale è e resta).

3b) Kobe Bryant è un campione. Si scomodano paragoni con MJ del tutto fuori dal mondo, ma è e resta un campione ed un giocatore speciale. Ha toppato le finali sul piano tecnico, è stato mandato fuori giri dalla nostra difesa (PP e JP) ed ha reagito nel modo peggiore nella sua metà campo, astenendosi e non riuscendo mai a dare un contributo difensivo come in passato gli era riuscito. Ma io non ho visto tutte queste mancanze di rispetto, salva la naturale delusione per la sconfitta di un uomo competitivo come pochi.
Il grande Movy mi fece un appunto interessante ad inizio serie, ovvero che è impossibile separare l'uomo Kobe dal giocatore Bryant: potrebbe anche essere, ma allora io mi prendo l'intero Kobe Bryant e dico che aver battuto un campione del genere deve essere motivo in più di orgoglio e gioia, non di astio perchè è un pò cacaziretto e si sente un pò più forte di quello (comunque tanto) che è.

4) Federico Buffa ha toppato la previsione in Autunno ed io che sono un suo fan trasversale rimasi fin da subito perplesso sull'eccessivo peso che dava ai quei famosi "missing links" (Rondo, Perkins, qualità dei bloccanti, etc.) che secondo lui non ci avrebbero portato al titolo. L'onestà intellettuale che ha avuto di riconoscere la propria errata valutazione e di prendere atto della nostra superiorità credo sia un ulteriore attestato di stima da assegnare ad un uomo un pò più speciale della media anche per questo.

5) Flavio Tranquillo è più orgoglioso, ma soprattutto - se mi si consente il termine - più purista. Meno romantico, insomma. Guarda al sistema, a come nasce una squadra, alle intuizioni tecnico-tattiche o alle scelte al draft alla Ginobili, all'odioso playbook (con il quale il sottoscritto ha dovuto combattere un faticoso malinteso su questi schermi), gli piace il meccanismo San Antonio che si consolida negli anni.
E soprattutto (anche per questi motivi) si è sbilanciato in questi anni contro "l'armata Brancaleone" di Ainge e Rivers, e forse gli è sempre mancata quest'anno la redenzione completa nel giudicare il modo in cui è stata costruita questa squadra vincente. Modo che, ripeto, non si era mai visto in 50 anni di storia NBA. Eppure i riconoscimenti che ci ha fatto in tutte le telecronache sono stati molteplici e trovo che il professionista resti comunque qualcosa di insuperabile nel panorama del giornalismo italiano degli ultimi 20 anni per il combinato Basket FIBA-NBA. Pur con tutte le sue convinzioni al limite dei preconcetti.

6) In generale penso che chi vinca non debba essere "contro", ma debba cercare di essere "per" e "con". Ciò non toglie che essendo ormai a stretto contatto con Leo da qualche anno, ho imparato a conoscerlo e capisco benissimo la ratio di questi suoi sassolini nelle scarpe tolti uno ad uno.
Perdonate però questa mia visione ecumenica ed oserei dire quasi democristiana. smilies/cheesy.gif Oltre ad essere stati superiori sul campo, il grande fascino per noi vincitori è anche la forza e la consapevolezza di poter scegliere di essere superiori anche nelle celebrazioni.
commento inserito alle 16:19 del 20 giugno 2008

Celtic Soul ha scritto:

  GRANDI RAGAZZI,GRANDI!!!!!!!!!!!
Non capisco onestamente questa crociata contro Buffa e Tranquillo che per tutta la serie non hanno fatto altro che smerdare il sitema difensivo dei Lakers.
Tranquillo in gara 5 ad un certo punto ha detto che nonostante i punti di vantaggio i Celtics hanno sempre dato l'impressione di poter rimontare.
Flavio ad ogni finale di partita si è preoccupato di dire che i Celtics per lui avevano qualcosa in più.
Ma cosa pretendete che dica? FORZA CELTICS?!
Buffa ha sbagliato previsione ad inizio anno e ok,ma scusate voi azzeccate tutti i pronostici?Non avete mai fatto gaffe?Prevedete il futuro?Allora perchè non siete milionari?
Tranquillo commentando la partita che ha sucitato più polemiche per l'arbitraggio,gara 2:"i Lakers hanno tirato pochissimi liberi,ma il fatto che i Cletics siano andati più in lunetta è proprio frutto di un approccio diverso ed una aggressività impari fra le due squadre"
Ma cosa doveva dire?
Io non amo la faziosità nè in in un senso nè nell'altro.
Qualcuno qua preferisce al duo di Sky Peterson,quello che all'indomani della pubblicazione del programma dell'NBA EUROPE LIVE TOUR se ne uscì dicendo:"chiaramente la cosa più interessante sarà vedere quando le squadre aueropee affronteranno quelle americane".Aaaahaahha,col calendario sotto gli occhi,proprio nell'anno in cui L'NBA ha fatto la scelta di non cofnrantarsi più con le europeee.
Peraltro il giorno prima il buon Buffa si era preoccupato subito si rimarcare la nuova linea della NBA.
Buffa e Tranquillo possono dire inesattezze ma almeno loro amano,adorano ciò che fanno e sono preparatissimi.Tranquillo si è guardato tutte le prime 30 partite dei Celtics( e penso ne abbia viste l'805 almeno).Peterson non avrà nemmeno guardato le finali ed il prossimo anno quando Trigari gli ricorderà la gara 5 di Perkins contro Detroit lui dirà:"uhm..si,ma per me...non un giuocatoree di pallacenstruoo!"
Tranquillo e Buffa emanano una competenza indiscutibile.Parlano ITALIANO,il che non è poco ed in linea di massima sanno spiegarti ogni singola situazione di gioco.
Mi pare che qualcuno di voi preferirebbe bisteccone Galeazzi a commentare i celtics purchè dica che sono i più forti,i più bravi ecc ecc.
Per me l'unica cagata fuori dal vaso di Traqnuillo è stata qualla affermazione su Pierce:"nonstante tutto rimane un giocatore di isolamenti",correttosi poi nel finale di gara 6,ma a quel punto è stato troppo facile..Per il resto non mi pare abbia palesato questa fazosità che dite voi.
Tuttavia... alla fine non me ne frega nulla.
Abbiamo vinto un titolo!!
commento inserito alle 20:06 del 20 giugno 2008

legend79 ha scritto:

  Articolo che rappresenta in pieno l'umore di noi celtici che in questo anno abbiamo dovuto subire ogni possibile scusa,una dietro l'altra perchè i nostri detrattori ne inventavano sempre una nuova,che giustificasse le nostre vittorie,quando invece sarebbe stato più semplice e giusto riconoscerne i meriti.
Apprendo da leo(con immensa gioia) che tim resterà con noi un altro anno. questo era il rinnovo che più mi premeva im casa celtics. ma subito dopo aviene quello di james posey(ti prego danny fai l'ennesimo miracolo). non vedo l'ora di leggere i vostri articoli sulle manovre di mercato in casa celtics.
commento inserito alle 20:32 del 20 giugno 2008

Andrea Del Vanga ha scritto:

  Il succo del discorso di Leonardo sui giornalisti mi trova d'accordo. La cosa che mi stupisce di piu' (e devo dire che mi stupisce di piu' per i giornalisti americani che per quelli italiani che in fondo seguono la spiacevole tendenza dei gionalisti italiani anche di altri sport a schierari piu' o meno apertamente per un'altra squadra) e' la maniera con cui le simpatie, il tifo e credo le relazioni personali influenzino giudizi che dovrebbero essere meramente tecnici. Mi spiego meglio: nel caso di May, di Stein e Ford i sentimenti anticeltici e soprattutto anti Ainge mi sembrano palesi e alla base di giudizi alle volte veramente fuori luogo e figli di pareri che stonerebbero anche in un forum di tifosi come il nostro, figuriamoci per le testate (soprattutto la espn) che sono il punto di riferimento e il pane quotidiano per i milioni di appassionati di nba nel mondo.

Per quanto riguarda Jackson lo ammiro come allenatore e come comunicatore. In questa finale le sue dichiarazioni delle prime gare erano 1 chiaro segno della differenza delle forze in campo e una dichiarazione di quasi resa anticipata di fronte ad un avversario molto piu' forte. Resta l'impresa di aver raggiunto la finale anche grazie a circostanze favorevoli. Giova anche ricordare che nelle uniche due occasioni nella quali Jackson aveva la squadra non chiaramente favorita sulla carta ha perso in finale.

in quanto a Bryant e' innegabile da parte mia, che non sopporto il suo modo di giocare egoista e sempre a riprendere i compagni che "non lo seguono", che in questi playoff abbia ben giocato e credo abbia anche meritato il titolo di MVP nella regular season. Di certo in questa finale e' stato annichilito ed e' scomparso in 5 gare su 7, con atteggiamenti non da leader e miglior giocatore della nba. Resta il fatto che senza Shaq non ha mai vinto nulla.

Piccola provocazione per i fan di kobe: se a Los Angeles ci fosse stato PIerce mel 2000 e Bryant fosse stato a Boston, come sarebbero andati i destini delle rispettive franchige?
commento inserito alle 20:50 del 20 giugno 2008

Elproducto ha scritto:

  Splendido Articolo! Però un solo appunto , che forse nessuno, e dico nessuno, condividerà! basta pompare oltremodo garnett! Per carità, è stato il trascinatore, è stato fantastico, ma l'anello più di tutti lo ha portato a casa paul pierce !Ha vinto gara sette contro cleveland, ha vinto gara uno contro i lakers, ha fatto di tutto e di più! E L'Immagine più bella resterà sempre la faccia di pierce che ride dopo il canestro segnato sul libero in gara sette contro cleveland! Pierce è il miglior giocatore della lega... !!! il Migliore, il più completo
commento inserito alle 20:52 del 20 giugno 2008

CapitanBeppeBoston ha scritto:

  Elproducto sono d'accordo con te sull'immagine di questi PO! Quella partita in diretta è stata una emozione indimenticabile.
Anche io stravedo per il nostro capitano!
Non sono un esperto di basket (lo seguo da poco) ma se c'è una cosa che posso riconoscere e che mi entusiasma di più è l'impegno. Vedere PP un giocatore dalla classe indiscutibile difendere come ha fatto su avversari così forti è stato icredibile. Intenso come lo è stata tutta la squadra. MVP!!!

Come ho già detto non sono assolutamente un esperto per cui non ho avuto la senzazione di così tanta faziosità dal duo di sky come sento dire. Di sicuro in un annata così per un cronista-tifoso (ammesso lo sia tifoso) deve essere stata dura dover commentare gara dopo gara la resa incondizionata dei suoi smilies/grin.gif.
Comunque faziosità o no il campo da la sempre le risposte e come sice The truth viene sempre a galla! smilies/cool.gif
commento inserito alle 22:04 del 20 giugno 2008

CapitanBeppeBoston ha scritto:

  Sono convinto però che un tifoso che da tanto tenpo e con tantissimo cuore segue la squadra dopo tutti gli anni che sono passati a sognare la ribalta bene venga qualunque sfogo! Giusto.
commento inserito alle 22:08 del 20 giugno 2008

tux91 ha scritto:

  ecco altre foto della parata...

http://www.boston.com/sports/basketball/celtics/gallery/06_19_2008_rally/
commento inserito alle 22:23 del 20 giugno 2008

Christian Spazian ha scritto:

 
fu offerto soprattutto a Portland, in cambio della terza scelta (oltre a contratti per far quadrare i conti) che si sarebbe poi materializzata in Chris Paul, colpo di fulmine che folgorò Danny (a dimostrazione delle storiche e geniali doti di Ainge nel riconoscere il talento). (Gerry)


Che io sappia Ainge voleva Deron Williams, sei sicuro che volesse Paul?
commento inserito alle 22:51 del 20 giugno 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  X Gerry :

2) Pierce fu quasi ceduto a Portland alla vigilia del draft 2005, in cambio sarebbero dovuti arrivare la tre (con cui Ainge avrebbe scelto Deron Williams come confermò lo stesso Ainge all'Herald questo inverno alla vigilia della gara interna con i Jazz persa a Boston) e Nick Van Exel che scadeva due giorni dopo e liberava 12 M$ dal cap. Però attenzione era una scelta della società e non figlia di sue forzature per farsi cedere come dice Tranquillo, poi stando al globe e L'Herald di quei giorni sembra che Ainge e la proprietà all'ultimo tuffo si siano tirati indietro perchè non se la sentirono di cedere Paul.

3a) Che Jackson sia un grande coach nessuno lo discute, ma per il resto stendiamo un velo pietoso, ho scaricato poco fa le interviste del dopo gara, e Jackson come al solito deve fare commedia, appena arrivato gli fanno presente del pesante passivo, e lui fa finta di non sapere il risultato finale, poi lo guarda in un foglio e dice "che schifo" .... bene, benissimo, pronto per il grande fratello. Ha parlato troppo e a sproposito e poi la sua squadra ha ritoccato più di un record negativo per le finali (maggior rimonta concessa, maggior differenza di punti in una gara di finale, maggior numero di palle rubate subite ecc).

4) A Buffa rinfaccio solo una cosa, che quando commenta con Flavio per esigenze di copione finisce per andargli troppo dietro, perchè poi con Mamoli è un altro federico. Il fatto che sui celtics abbia cannato in pieno il pronostico e poi abbia ammesso candidamente l'errore gli va riconosciuto come grande merito, però lo vorrei più sereno con i Celtics di mezzo.

5) D'accordo con tutto, però se se ne esce che Ray Allen e Garnett hanno giocato per farsi cederem si va a coprire di ridicolo sinceramente, Ray la passata stagione viaggiava a 26 di media, KG miglior rimbalzista della lega e abbondantemente sopra i 20 di media .... se questi hanno giocato per farsi cedere, il Vince Carter degli ultimi 2 mesi a Toronto cosa faceva ? ma soprattutto se con queste cifre quei due giocavano per farsi cedere, speriamo che Scalabrine e Tony Allen facciano altrettanto smilies/grin.gif Discorso che francamente non è da lui, in quanto non ha un minimo di verità alla base, e sembra solo un modo per sminuire il titolo dei Celtics.
commento inserito alle 23:18 del 20 giugno 2008

Gerry Donato ha scritto:

  Scusate il refuso Chris Paul; era Deron ovviamente e per altro ancora non si sa chi sia meglio dei due.

2) Assolutamente Leo. Sono due cose diverse gli episodi dell'epoca (2005) con quello che è stato un educatissimo e caloroso ultimatum di Pierce alle alte sfere nell'estate scorsa. Per questo citavo quell'episodio di tre anni fa per dare un assist a Tranquillo che ha forzato la mano sulla vicenda Pierce 2007.

3a) Jackson si sentiva debole, come mai in finale nella sua carriera, e le ha provate tutte con stile discutibile. Non ti nascondo che ha sorpreso e deluso anche me, ma proprio per quello che è stato e per la stima che abbiamo per lui come allenatore, già averlo sentito e visto così è una grande vittoria.

5) Sarà stato anche il miglior rimbalzista, ma il KG visto in difesa l'anno scorso a Minnesota... rispetto a quello di quest'anno... smilies/cry.gif smilies/cry.gif smilies/wink.gif Poi come dici da qui a giocare per essere ceduto magari ce ne passa, però...
commento inserito alle 23:44 del 20 giugno 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  5) E' proprio li che Flavio la fa di fuori dal secchio, KG non voleva lasciare Minnesota tant'è che a giugno quando a Boston non c'era Ray Allen ancora, rifiutò di venirci e sembra che a luglio prima di accettare volesse sentirsi dire da Taylor )(owner di minnesota) che per lui andava bene. Su ray e sulla serietà della persona credo non si inizi neppure a discutere su una eventuale forzatura per essere ceduto.
commento inserito alle 00:09 del 21 giugno 2008

dazo9802 ha scritto:

  Sinceramente anch'io ce l'ho con chi spara pronostici e sentenze con la più assoluta leggerezza, ma lo sport vive comunque di variabili e anche coincidenze.
Il basket è un gioco e come tutti i giochi, scacchi a parte, è influenzato da quella variabile che si chiama fortuna, o momento favorevole o come lo si voglia chiamare.
Tutte le storie e/o leggende legate a qualsiasi disciplina sono legate anche a dei piccolissimi momenti, talvolta impercettibili, che possono tramutare i sogni in realtà o farli svanire all'improvviso nel nulla.
Straordinario l'esempio di questa stagione: tutti siamo qui a tirare le somme di quest'anno fantastico e siamo tutti concordi nel dire che i Celtics erano la squadra più forte, che ha dominato in RS, giocando dei grandi play-off e una serie finale splendida. Tutto vero, la leggenda è scritta, siamo nella storia di questo sport: ma vorrei ora raccontarvi un'altra storia, probabilmente solo una favola, ma penso con un probabile fondo di verità.

Gara 7
Boston - Cleeveland: finale della partita.
P.J. si alza in sospensione, ma il tiro è corto e si ferma sul primo ferro. Rimbalzo Cleeveland che sull'onda dell'entusiasmo per il recupero finale si scatena con James, Boston va in confusione e James la punisce ancora. Passa Cleeveland.
Finale Est: Detroit assatanata per vendicare la finale dell'anno prima gioca alla morte e al termine di una serie dura vola in finale.
Finale NBA: soliti Detroit, pensano sempre di essere i più forti (vero fascetta rossa?) e giocano con le solite amnesie e supponenza. Stessa difesa su Bryant come su James, non c'è bisogno di raddoppiarlo, i più forti siamo noi e alla fine vince a sorpresa Los Angeles.
Note di fine stagione:
1) Bryant come MJ, vince anche senza O'Neal
2) Detroit sempre i soliti, si fermano sul più bello
3) Boston la solita squadra di perdenti, la chimica di squadra si incrina, è dura inziare una nuova stagione con le stesse motivazioni dopo un simile risultato, Posey non firma alla ricerca di una vera squadra da titolo, Boston torna ad essere una città piovosa e poco appetibile
4) Buffa manda in onda la sua intervista a Roma e dice: scusate ho sbagliato con i Bulls, ma avevo visto bene con i Celtics.

E per chi non crede nel destino, chi si sente di continuare questa storia:
Gara 1 Celtics - Lakers
Partita vibrante, Lakers avanti, grande equilibrio, tutti gli occhi dell'America su una finale che vede Los Angeles favorita.
Bryant si alza al tiro, Perkins e Pierce su di lui, KP ricade scomposto su PP, si gira il ginocchio del capitano. Attimi di tensione, Paul portato via a braccia, il medico arriva negli spogliatoi: la diagnosi è distorsione del ginocchio, Pierce deve restare fermo 40 giorni.
Riprende la partita e...

commento inserito alle 08:46 del 21 giugno 2008

Angelo ha scritto: