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Scritto da Giampaolo Scaglione
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lunedì 16 giugno 2008 |
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Sogni premonitori, può da darsi. Ecco a voi un blog scritto a poche ore da gara sei, e non pubblicato per pura scaramanzia.
Niente paura: i Lakers hanno salutato il pubblico dello Staples Center con la vittoria della bandiera e si apprestano ad inchinarsi, tra meno di quarantott’ore, agli uomini di Rivers, i quali hanno perso l’occasione di chiudere i conti a Los Angeles per poca convinzione e per la contemporanea assenza di Perkins. L.A. è soltanto e sempre una compagine Bryant-dipendente: per vincere qualcos’altro di un trofeo MVP, il numero 24 dovrà venire a Boston, nei prossimi anni. I Green saranno la meta di quanti, free-agent e non, vogliono ottenere un Anello: penso a LeBron James ma anche a un certo center che il caso ha voluto destinare a Seattle...siamo pronti a celebrare il trionfo in gara 6 al Garden (è giusto così, in fondo) e sentiamo soprattutto la fierezza di essere tornati i più grandi di tutti, contro tutti e contro tutto. In questo momento, il mio pensiero va a Len Bias e a Reggie Lewis, e non a quello che sarebbero stati e avrebbero rappresentato per il Gioco se un destino crudele non avesse stroncato il loro talento e la loro stessa vita: sono sicuro che da lassù anche loro sorridono insieme a noi di tutta questa avventura. Se i nostri direttori sono d’accordo, mi piacerebbe pubblicare un commento della gara 6 con relative pagelle sui Celtics e sui Lakers: Phil Jackson e i suoi uomini meritano il nostro rispetto per aver onorato una rivalità che ad sola vale metà (e più) della storia della Nba. A presto e grazie per l’attenzione…GO CELTS
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