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Draft 08 : Talenti da Celtics - Parte 1 PDF Stampa E-mail
Scritto da Gerry Donato   
domenica 15 giugno 2008
Prima carrellata sui giocatori che potrebbero essere scelti alla numero 30: Ryan Anderson (California), Joey Dorsey (Memphis), Mario Chalmers (Kansas), DeVon Hardin (California), Courtney Lee (Western Kentucky),  Bill Walker (Kansas State), Jamont Gordon (Mississippi State). 

Ryan Anderson

California, Sophmore
208 cm, ala grande

Assomiglia a: Troy Murphy

31.8 minuti
21.1 punti
9.9 rimbalzi
87% ai liberi

Sembra tendenzialmente passata o per lo meno stabilizzata la moda delle ali perimetrali - filone partito con Stojakovic e Nowitzki a metà anni '90 - che fino a poco tempo fa facevano il bello ed il cattivo tempo al draft, con carneadi più spesso dall'Est Europa che si vedevano attribuite scelte al primo giro totalmente fuori luogo dal punto di vista tecnico e per potenziale in prospettiva.

Ryan per la verità è tutt'altro che giocatore monodimensionale con eccessiva prevalenza del gioco perimetrale grazie al suo monumentale jump shot (42% da tre con circa 150 tentativi, a cui si aggiunge un mostruoso 87% ai liberi!), ma anzi è sempre più frequente vederlo aggirarsi nei pressi del post basso con movimenti non sempre nitidi ma efficaci, specie grazie a piedi rapidissimi, mente svelta e conseguenti esecuzioni in netto anticipo rispetto al difensore; patisce tuttavia i contatti e fatica a concludere in avvicinamento, oltre a limiti abbastanza evidenti nel creare gioco per i compagni.

Ha mani al tempo stesso morbide nel tocco ma forti e resistenti nel contatto con la palla, compromesso che gli permette di andare in scioltezza in doppia cifra di media a rimbalzo nonostante una forza fisica non esorbitante ed un'esplosività non certo detonante. Non ha invece risorse per sopperire ai suoi limiti atletici in difesa, fase del gioco in cui soffre sia contro avversari più rapidi - che lo fanno uscire dall'area e lo portano a spasso sul perimetro - che contro attaccanti più potenti - che non contiene in vernice, nonostante meritevoli voglia ed intensità.

Ci sono dei flash Nowitzkiani in alcuni estemporanei momenti in campo di Ryan, ma il tedesco non andrebbe nemmeno lontanamente avvicinato nella stessa frase ad Anderson; Austin Croshere e Troy Murphy sono due credibili ed efficaci termini di comparazione per il Golden Bears e californiano doc, il quale vede il suo nome anche aggirarsi in fondo al primo giro nelle previsioni per il prossimo draft; 21.5 punti e 10 rimbalzi a gara nella Pac-10 non possono d'altronde sfuggire così facilmente agli scout NBA.

Possibilità di essere presente alla #30 : ***


Joey Dorsey

Memphis, Senior
205 cm, ala grande

Assomiglia a: Ben Wallace

25.2 minuti
6.9 punti
9.5 rimbalzi
38% ai liberi

Muscolare dal Maryland, è stato uno dei protagonisti più silenziosi della cavalcata quasi perfetta di Memphis in questa stagione e nel torneo NCAA evaporato solo nell'ultimo minuto della finalissima contro Kansas, con un ruolo fondamentale di chimica difensiva che ha avuto vicino ai suoi quattro compagni più talentuosi, in primis ovviamente Derrick Rose.

E' una bestia, in tutti i sensi, sia sul piano fisico per l'approccio belluino alla gara, che sul piano tecnico per i limiti sconfortanti che si porterà sempre dietro qualunque carriera dovesse capitargli. Nel particolare sistema offensivo di coach Calipari (un penetra e scarica riveduto e corretto) era largamente il giocatore meno coinvolto e quasi sempre ai margini dello svolgimento dell'azione, entrando in gioco solamente quando c'era da farsi trovare pronto per lo scarico da sotto o per raccogliere qualche palla sporca vagante o ancora capitalizzando a canestro rimbalzi offensivi, possibilmente con schiacciata.

Il resto del repertorio offensivo latita in maniera drammatica, dal tocco al tiro (nettamente sotto il 50% ai liberi) alla comprensione del gioco, benchè nel corso degli ultimi anni qualche progresso sia fuori discussione e gli apra così l'opportunità di tenere il campo anche tra i professionisti ed evitare di essere identificato dai cinici staff tecnici NBA come il buco nero del team avversario. Permane tuttavia la totale assenza di movimenti offensivi e più in generale una mentalità che fa dei punti realizzati e dell'attacco al canestro gli ultimi dei suoi pensieri.

L'elemento certamente più portante del suo gioco è la presenza difensiva che gli permette di guadagnare attenzioni per il secondo giro: per prima cosa rimbalzista e stoppatore cardinalizio, nonostante qualche eccessivo problema di falli è granitico specialista del post basso grazie ad un corpo già fatto e finito per i professionisti, magari sulla falsariga di soggetti come Kurt Thomas rispetto al quale ha anche maggiore atletismo. Pesano infine come una mannaia su Joey le misurazioni ufficiali effettuate in vista del draft, che lo segnalano ancora più basso (poco oltre i due metri) di quello che già alla vista appariva.



Possibilità di essere presente alla #30 : ****
 

Mario Chalmers


Kansas, Junior
185 cm, play

Assomiglia a: Jarrett Jack

30.0 minuti
12.8 punti
2.5 palle recuperate
47% da tre punti

Brandon Rush è stato il leader ed il giocatore più costante e rappresentativo di Kansas, ma il torneo NCAA vinto dai Jayhawks sarà ricordato per il decisivo canestro da tre punti di Chalmers che ha portato la finale contro Memphis ai supplementari poi vinti, permettendo a Mario di fare finalmente un salto di qualità nella reputazione generale. Tanta difesa, tiro da fuori, applicazione e buona completezza potrebbero compensare i pochi centimetri ed attirare più di un front office alla ricerca di una riserva nel reparto piccoli. Ovviamente senza dimenticare l'aura da vincente che da questa primavera lo circonda e si porterà sempre dietro.

Ha trovato il modo più comodo ed intelligente per entrare non solo e non tanto nei taccuini degli scout NBA che l'hanno a lungo ignorato nei mesi precedenti, ma anche e soprattutto nella storia e nei libri del torneo NCAA grazie a "the shot", il tiro da tre punti che ha permesso alla sua Kansas di coronare la rimonta e di agganciare Memphis allo scadere nella finale poi vinta ai supplementari.

Non è un playmaker nel senso più puro del termine, ma un ragazzo di estrema intelligenza con notevole senso della posizione e delle dinamiche del gioco e soprattutto uno dei migliori difensori completi tra i piccoli di questo draft, notevolissimo in particolare sulle linee di passaggio e nel fiuto per i recuperi, statistica in cui eccelle. E' atleta completo pur non necessariamente extra lusso ed al di là dei pochi centimetri che certo non aiutano, ma c'è qualche limite di playmaking ancora troppo palese, specie sul piano della creatività e per la scarsa produttività di assist.

In attacco è ancora troppo esitante e non lascia una grande sensazione di sicurezza, eppure ha un fondamentale di tiro validissimo ed una coordinazione del corpo in penetrazione ugualmente pregevole che gli permette per esempio di essere sempre sotto controllo in campo aperto. Gli manca il mid-range game, con carenze nel gioco uno contro uno e nel riuscire a crearsi un tiro magari in arresto dal palleggio, oltre ad un ball-handling leggermente sotto standard per i parametri richiesti ad una futura point guard oltretutto non molto dotata di centimetri come Mario.

Però è una fattispecie rara da trovare nel panorama NCAA per le poche forzature, l'ordine e l'efficienza del suo gioco, come dimostrato per esempio dalle mostruose percentuali di tiro per il ruolo: 52% dal campo ed addirittura 47% da tre punti, mentre ai liberi la sua meccanica perde un pò di qualità e si attesta ad un comunque discreto 75%.

Il torneo NCAA vinto con il suo volto su tutte le copertine nazionali gli vale tanta visibilità che stava perdendo progressivamente negli anni nonostante i progressi costanti del suo gioco. Le doti da vincente non si insegnano ma si costruiscono, così Chalmers può ritagliarsi uno spazio NBA non certo da primo attore ma vivendo nell'ombra dei suoi compagni All-Star, magari punendo dal perimetro sugli scarichi ed assicurando un contributo difensivo sopra la media: sarebbe perfetto dalla panchina in sistemi vincenti e collaudati.



Possibilità di essere presente alla #30 : ***
 

DeVon Hardin

California, Senior
208 cm, centro

Assomiglia a: Nene Hilario

23.8 minuti
9.3 punti
7.4 rimbalzi
55% dal campo

Classico atletone muscolare con braccia lunghe che magari non ha come priorità andare in doppia cifra di punti ma sa come difendere in area e far sentire la propria presenza a rimbalzo. Si muove bene, sa correre per il campo ma soprattutto come rendersi utile con intangibles e giocate di sacrificio per i compagni. Ragazzo intelligente anche fuori dal campo, in attacco siamo decisamente col profilo molto basso ma merita una chance NBA.

Il fatto che DeVon sia tra i più interessanti prospetti della categoria suona come ulteriore simbolo della crisi generazionale del ruolo, storicamente più determinante nella NBA ed evidente prova che il basket USA con cui sono cresciuti gli over 25 ormai non esiste più. La sua completezza fisico-atletica è infatti inversamente proporzionale a quella tecnica, per quanto in quest'ultima siano fuori discussione i progressi compiuti rispetto al suo approdo ai Golden Eagles.

Forza, potenza, verticalità, esplosività, velocità tutto campo, mobilità laterale, braccia lunghe: il credito di DeVon nei confronti di Madre Natura (o del suo personal trainer nella da lui frequentatissima palestra) è francamente infinito. Ha un'attività costante e quasi piacevole nel gioco interno in vernice, soprattutto in difesa tanto da poter intravedere in lui enorme potenziale come specialista nella propria metà campo, non solo per stoppate e rimbalzi (aspetti in cui può ancora crescere) ma anche per posizionamento ed intangibles che non ti aspetti da un rustico del gioco come lui; deve tuttavia assolutamente placare l'irruenza per evitare di finire in costanti problemi di falli.

Palla in mano cambia drasticamente lo scenario: fatica a creare per se stesso e per gli altri, non ha gioco in post basso e movimenti realmente affidabili spalle a canestro così come è quasi deleterio frontalmente ad eccessiva distanza dal ferro. La mano ed il tocco non sono affidabili come testimoniato dal misero 60% ai liberi, anche se almeno negli anni ha cominciato a far capolino un più che discreto gancio o semigancio destro; la maggior parte dei suoi (pochi: 9.3) punti arriva tuttavia dalla contagiosa attività sotto i tabelloni e da schiacciata.

Una frattura al piede proprio in prossimità dello scorso draft non gli ha permesso di vedere legittimata nei fatti una presunta promessa di scelta alla fine del primo giro da parte di Detroit. Si ripropone ora con un anno in più ma immutato credito nella considerazione generale e difficilmente sfuggirà alle attenzioni di tutti coloro che nella seconda metà del primo giro cercano un corpo muscolare d'area da buttare nella mischia.



Possibilità di essere presente alla #30 : ***
 

Courtney Lee

Western Kentucky, Senior
194 cm, guardia

Assomiglia a: Anthony Parker

30.0 minuti
20.4 punti
4.9 rimbalzi
1.8 palle recuperate

Mister utilità. Pur senza eccellere in particolari fondamentali, sa fare letteralmente di tutto sia in difesa che in attacco, con spiccato IQ cestistico, letture e selezioni sempre adeguate, indifferente capacità di prendere in mano la squadra facendo venti e passa a punti ma anche di fare lavoro sporco senza smanie di protagonismo. Giocatore perfetto in sistemi già collaudati.

Carneade, chi era costui? Il fascino della NCAA è spesso associato a storie di ragazzi in college minori che, dopo quattro anni di invisibile sbattimento a trascinare il proprio ateneo in conference secondarie, approdano finalmente al proscenio ed attirano le attenzioni di scout ed addetti: Courtney si avvicina finalmente a questo traguardo.

Si può azzardare a considerarlo il giocatore più completo tra i presenti e nel suo gioco apparentemente non manca nulla a livello di fondamentali. Emergono in primo luogo il tiro in tutte le sue sfumature - pur non essendo magari uno specialista - e soprattutto l'incredibile maturità in ogni elemento del gioco che può essere amministrato dal cervello prima che dagli istinti: controllo del corpo, gestione del ritmo, selezioni offensive, letture difensive, gioco senza palla, riconoscimento delle situazioni di vantaggio o di svantaggio, coinvolgimento dei compagni, altruismo... un'enciclopedia di questo gioco!

Non è un funambolo con la palla e non adora particolarmente attaccare il ferro con esplosività, ma può lo stesso stupirvi con effetti speciali sul piano atletico perchè è un corpo NBA già pronto con solide velocità e verticalità. E' quasi impossibile vedergli forzare una scelta, ma miglioramenti a livello di ball-handling sono comunque ampiamente richiesti per il rango superiore.

Entusiasma in difesa grazie alla solita celebrata combustione di intelligenza, comprensione del gioco e fondamentali, a cui aggiunge voglia e spiccato spirito competitivo. Acutissimo nel muoversi lungo le linee di passaggio o nel cogliere il momento giusto per il raddoppio o ancora nella posizione in aiuto, è anche un rimbalzista tutt'altro che da disprezzare specie in relazione a centimetri e ruolo.

Pesa come un macigno il fatto che si sia dilettato ed abbia realizzato a piacimento venti e passa punti nella terrificante Sun Belt Conference, una sorta di serie C2 girone C della NCAA nella quale confluiscono college di scarsa tradizione cestistica del sud degli Stati Uniti. Ciò nonostante oltreoceano cominciano finalmente a filarselo e nei mock draft fa addirittura comparsate e camei in zone del primo giro che appaiono un filo eccessive anche per i suoi estimatori.



Possibilità di essere presente alla #30 : **
 

Bill Walker


Kansas State, Freshman
199 cm, ala piccola

Assomiglia a: Ruben Patterson

27.3 minuti
16.1 punti
6.3 rimbalzi
2.6 palle perse

Non più di un anno e mezzo fa Bill era ampiamente prospetto da lotteria, grazie soprattutto alle fragorose doti di salto. Un brutto infortunio nella prima parte della scorsa stagione ha ridimensionato il suo potenziale che era prettamente atletico, mettendo in luce l'incompletezza tecnica e l'ancora troppo acerba comprensione del gioco. Negli ultimi due mesi pare essersi tirato a lucido per arrivare nelle migliori condizioni possibili al draft, del quale può rappresentare una mina vagante.

Amicone del cuore fin da bambino di OJ Mayo - al quale è legato a filo doppio per numerosi gossip, casini e vicende extra basket tra le quali spiccano i presunti pessimi rapporti con il nostro Daniel Hackett - e compagno di squadra di Michael Beasley in quella Kansas State abbandonata dal guru degli scapestrati Bob Huggins, non si può certo dire che in fatto di public relations il ragazzo si faccia mancare i contatti giusti.

E' reduce da un brutto infortunio al legamento crociato del ginocchio sinistro che gli ha fatto saltare la prima stagione di college ma sembra aver minato solo in parte la sua deflagrante esplosività nell'andare verso l'alto, con tempi di reazioni immediati e potenza inusitata nelle gambe.

Re assoluto ed inavvicinabile della schiacciata, ne fa proprio un fatto di principio e non concepisce il layup come una conclusione lecita per andare a canestro: se si trova palla in mano negli ultimi due metri, infatti, va solo ed unicamente all'assalto del ferro a prescindere da qualsiasi altro fattore difensivo o esigenza della sua squadra. In questo senso ha bisogno di maturare tanto nelle letture per non rischiare paurose legnate andando a sbattere contro i Camby ed i Dwight Howard della lega in cui aspira ad entrare.

Non torna qualcosa sul piano del ball-handling ancora non sufficientemente naturale e fluido; non a caso gioca ancora da ala piccola nonostante l'altezza gli assegni un possibile futuro riciclo da guardia per legittimare la sua presenza in NBA, ma più in generale ha un approccio ancora troppo selvaggio malgrado i progressi enormi al tiro, nella comprensione del gioco ed il naturale talento per i rimbalzi.

Per altro è curioso come il suo atletismo detonante non sia sempre accompagnato da una convincente mobilità orizzontale, rapidità nei brevissimi spazi e primo passo degno di nota, a cui si aggiunge l'oscillante impegno in difesa. Anche sul piano somatico ha una particolare forma con gambe lunghe e magre ma busto corto e stretto, mix che lo rende comodamente riconoscibile in campo. Se trova disciplina e continuità, c'è potenziale da primo giro.



Possibilità di essere presente alla #30 : ***

 
Jamont Gordon


Mississippi State, Junior
192 cm, guardia

Assomiglia a: Antonio Daniels

34.6 minuti
17.2 punti
6.6 rimbalzi
4.9 assist

Mancino del sud con trascorsi liceali presso la gloriosa Oak Hill Academy, è un giocatore unplugged di puri istinti ed a dir poco indecifrabile per quel mix di stili di gioco e per la versatilità che lo rende uno dei prodotti più atipici nell'attuale college basket.

Se i prospetti considerati oltreoceano come point guard sono spesso nella migliore delle ipotesi combo ma spesso anche con vere e proprie shooting guard, con Jamont il processo è una volta tanto inverso. Benchè schierato tutt'altro che saltuariamente anche come ala piccola accanto ai due piccoli sophomore Hansbrough e Stewart, è stato sempre più frequente vedergli portare palla nell'altra metà campo in quel di Mississippi.

Il quadro per diventare potenziale play del futuro resta tuttavia come minimo interlocutorio: non è certo costruttore di gioco all'altezza specie a difesa schierata, pensa prima di ogni altra alternativa alla conclusione personale, crea opportunità per i compagni solo in situazione di emergenza estrema o in transizione, perde una quantità eccessiva di palle banali.

Però sa bene come inserire il suo nome a referto, in parte grazie ad un tiro perimetrale certamente degno di nota nonostante una meccanica sospetta ed un rilascio elaborato che ne affossa le velleità nel mid range game, ma soprattutto per l'ingegnosità in avvicinamento alla caccia del ferro, quasi regolarmente andando verso sinistra perchè in sede di distribuzione della mano destra pare aver marcato visita. I trucchi per battere il proprio uomo sono diabolici e personalizzati, ma non meno suggestiva è la padronanza nel chiudere le penetrazioni, sfruttando l'amico tabellone o cambiando assetto in volo.

Clamoroso rimbalzista per ruolo ed altezza, è battibile in difesa perchè ha mobilità laterale poco rassicurante e soffre sia le partenze in palleggio dei piccoli che la fisicità di giocatori più grossi ed atletici di lui. Qualche dubbio di troppo abbinato alle sue singolari caratteristiche non permette di svelare con sicurezza il suo destino, ma oltreoceano cominciano ad accorgersi della sua completezza e qualche segnalazione a cavallo dei due giri inizia ad arrivare.



Possibilità di essere presente alla #30 : *****

 

Commenti (27)add comment

Andrea Del Vanga ha scritto:

  Direi di questo gruppo Lee e Walker siano decisamente i piu' adatti alle nostre esigenze. Di questo Hardin ho sentito opinioni discordanti. Potrebbe essere uno sleeper di questo draft?
commento inserito alle 00:33 del 23 giugno 2008

celticsman ha scritto:

  ancora ho negli occhi la tripla di super mario... alla finale NCAA
commento inserito alle 01:18 del 23 giugno 2008

Teti ha scritto:

  Sono da sempre un fautore di Dorsey... un po' discontinuo e con qualche problema di falli ma una presenza sotto canestro fenomenale. Garnett-Dorsey e viaggiamo possono prendere anche 40 rimbalzi a partita.
commento inserito alle 09:53 del 23 giugno 2008

andrea ha scritto:

  bah io non so chi arriverà..Però se é vero che lo staf crede molto in Gabe e vuole lancarlo, vorrei un 5 più che altro offensivo... che ne dite?
commento inserito alle 10:27 del 23 giugno 2008

tiber48 ha scritto:

  Difficilissimo dire chi ci servirebbe di più. Dipende tutto da chi resterà. Ho avuto modo di vedere un paio di partite di WKU e Courtney Lee, mi è piaciuto parecchio. Ma a me in genere entusiasmano tutti i tiratori che sanno saltare. Potrebbe tornare utile Dorsey come rimbalzista, ma credo che a noi servirebbe qualcuno con più punti nelle mani. Come sempre per questi giovani l'entrata nella NBA sarà comunque dura.
commento inserito alle 11:53 del 23 giugno 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Dorsey credo sia un altro lungo con pochi cm in stile Powe e Davis, non discuto il giocatore ma come abbiamo visto nei minuti spesi da Big Baby contro Gasol in gara sei, spesso il gap di cm si paga pesante, anche se hai una voglia da pazzi e una tecnica di tutto riguardo. Il problema di fondo è che alla 30 di 2,10 degni di attenzione non ce ne saranno di certo.
commento inserito alle 12:39 del 23 giugno 2008

dimitri75 ha scritto:

  Concordo con Leonardo ma facendo qualche scambio è scendendo una decina di posti non riusciremmo magari a prendere Roy Hibbert,almeno ha i centimetri per fare il centro puro
commento inserito alle 12:51 del 23 giugno 2008

Gabrielex ha scritto:

 
Concordo con Leonardo ma facendo qualche scambio è scendendo una decina di posti non riusciremmo magari a prendere Roy Hibbert,almeno ha i centimetri per fare il centro puro

Magari sarebbe il lungo che come caratteristiche ci manca. Poi bisogna vedere che fine faranno i vari Posey, PJ e House
commento inserito alle 13:14 del 23 giugno 2008

Alberto ha scritto:

  Ammetto di non conoscere bene questi giocatori ma conosco Roy Hibbert e se Ainge orchestra uno dei suoi scambi per salire di una decina di posizioni e lo porta a Boston riesce a mettere a segno uno dei colpi più importanti della storia del Basket.
PS: so che questa mia frase potrebbe essermi riproposta in qualche rubrica in caso Roy fallisse come giocatore NBA ma pazienza, intanto facciamolo allenare e giocare insieme al BIGLIETTONE e poi staremo a vedere.
commento inserito alle 13:56 del 23 giugno 2008

tiber48 ha scritto:

  Anche su Hibbert, come sempre, c'è la possibilità di sbagliare. Da un anno all'altro gli universitari sembrano così diversi nel rendimento. Figurarsi poi quando entrano nella NBA. Solo dopo sai qual era la scelta giusta.
Trent'anni fa (o qualcosa di più di 30) con la scelta n. 16 cosa avremmo fatto? Disponibili tra gli altri: Norman Cook, Alex English e Dennis Johnson? Facile dirlo oggi. Eppure io continuo a considerare quello che scelse Cook il più grande GM di sempre.
commento inserito alle 14:18 del 23 giugno 2008

pierluiigi ha scritto:

  il draft quest'anno non offre assolutamente nulla neanke scegliendo tra le prime 15

le cose fondamentali sono le conferme di jp e tt
commento inserito alle 14:31 del 23 giugno 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Se poi consideriamo che dei papabili al draft viene esaminato qualsiasi particolare (almeno da noi) dentro e fuori il campo, allora i puri elementi tecnici servono a poco per avere un'idea sulla scelta.
Terrei anche presente un altro elemento: noi abbiamo un sistema difensivo e offensivo piuttosto ben sviluppato e che, in linea di massima, qualche risultato lo ha portato e questo sistema sarà confermato per la prossima stagione poichè resteranno i suoi interpreti principali.
In questa situazione il giocatore scelto deve essere uno che possa adattarsi e inserirsi subito e non in prospettiva futura di un paio di anni, quindi se, per esempio, l'Hibbert del caso non è capace di fare i favolosi aiuti e recuperi di Perkins, perchè dovrebbero sceglierlo?
commento inserito alle 14:32 del 23 giugno 2008

Christian Spazian ha scritto:

 
Ammetto di non conoscere bene questi giocatori ma conosco Roy Hibbert e se Ainge orchestra uno dei suoi scambi per salire di una decina di posizioni e lo porta a Boston riesce a mettere a segno uno dei colpi più importanti della storia del Basket.
PS: so che questa mia frase potrebbe essermi riproposta in qualche rubrica in caso Roy fallisse come giocatore NBA ma pazienza, intanto facciamolo allenare e giocare insieme al BIGLIETTONE e poi staremo a vedere. (Alberto)


Segna Angelo segna. smilies/grin.gif

A parte gli scherzi, non capisco come un giocatore dato tra i top pick l'anno scorso possa scendere così in basso in un draft di certo non pieno di talenti, o tutti sbagliano o tutti hanno ragione, vedremo, io mi fido di Ainge.
commento inserito alle 14:46 del 23 giugno 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Io comunque credo che per Ainge conti molto più il talento che i cm, ormai l'ha dimostrato ampiamente in questi cinque anni, Hibbert credo che dopo tanto sparlare di lui non scenda sotto la 15, è un ragazzo serio, viene da quello che è forse il miglior programma universitario per i centri, va beh che ormai qui sono tutti fenomeni, però alla fine sopra uno così tolti i migliori fai fatica a passarci.

Comunque il draft è misero come non mai, si parla di una promessa di scelte di NY alla 6 per Westbrook (UCLA), freshman promettente ma che vale molto meno del Rondo che uscì da Kentucky due anni fa e che finì fuori dai primi 20, questo giusto per far capire quanto i vari draft siano diversi tra loro.
commento inserito alle 14:49 del 23 giugno 2008

spyderweb10 ha scritto:

  Non seguo molto il basket NCAA per cui avrei una domanda....se è vero come dite che il draft di quest'anno è povero come è possibile che il nostro Gallinari (che ha già giocato con discreto successo ai livelli dell'eurolega e non del collage basketball) venga dato nei vari mock tra la 8 e la 10?
Per quanto riguarda la nostra pick, tenderei a fidarmi di Ainge, ad oggi l'unica scelta probabilemte sbagliata è stata Geralad Green.
commento inserito alle 15:05 del 23 giugno 2008

DifendoKevinGarnett ha scritto:

  io non conosco i giocatori universitari,
ma vorrei uno che assomigli a KG o in alternativa ad Akeeeeeeeem the Dream !
ahah vabbè sono in vena di battute.
saluti cari greens world champions
commento inserito alle 15:09 del 23 giugno 2008

Tozzy ha scritto:

  Io Hibbert l'avrei preso anche l'anno scorso con la 5, figuriamoci quest'anno con la 30!! Quando si dichiarò non eleggibile i rimasi male perché ero convinto della sua scelta! Magari Ainge ha fatto un'altra magata anche se magari involontaria, l'anno scorso ha scambiato anche perchè magari non aveva avuto quello che cercava, e quest'anno va a prendersi quello che voleva! Cmq a questa posizione o si scambia o è difficile trovare qualcosa di veramente buono, anche se questo Lee mi sconfiffera parecchio! Anche Gordon mi stuzzica, ma già di meno.
Il problema è che non so se ci serve un lungo o un piccolo... alla fine credo che Cassel molli, anche perchè se si vuole puntare veramente su Gabe è difficile con uno come lui e in più house e tony allen, poi c'è da valutare quest'ultimo, ma anche Posey, che spero vivamente resti anche l'anno prossimo. Pj alla fine credo che un altro anno intero se lo faccia...
commento inserito alle 15:46 del 23 giugno 2008

celticsman ha scritto:

  anche alla 30 se si cerca bene... si possono prendere ottimi giocatori... e la storia lo insegna!
commento inserito alle 16:32 del 23 giugno 2008

Angelo ha scritto:

 
PS: so che questa mia frase potrebbe essermi riproposta in qualche rubrica in caso Roy fallisse come giocatore NBA ma pazienza (Alberto)


Alberto, prometto solennemente che nessuna tua frase comparirà più in rubriche stile scheletri et similia

Su Hibbert, data la carenza di centri anche solo promettenti, mi pare difficile che possa scendere anche solo alla 20, ma vedremo. Nel caso, sarebbe senz' altro da prendere in considerazione
commento inserito alle 19:40 del 23 giugno 2008

DNGMRZ ha scritto:

  hibbert grande scuola: georgetown .
come il grande patrick.
non scende sotto la 12 non scherziamo.
commento inserito alle 22:35 del 23 giugno 2008

Dimitri ha scritto:

  Hibbert alla 30 non arriva di sicuro anche se non sono il suo ammiratore numero 1.
commento inserito alle 03:52 del 24 giugno 2008

Dimitri ha scritto:

  Ho visto poi che qualcuno parla di scambi, ma seriamente cosa potremmo dare oltre alla nostra scelta?
Non credo che accettino i vari Powe, Pruitt, Davis.
Al limite qualche scelta futura che sarebbe comunque intorno alla 30 e quindi non molto appetibile.
Che poi Hibbert imho resta nelle prime 15 posizioni come diceva Leo.

Non condivido invece il paragone col draft 2006.
Lì Rondo è arrivato alla 21 solo e soltanto perché gran parte dei GM si erano ubriacati la notte stessa probabilmente.
Tutti ci stupimmo che arrivò fin lì.
E infatti riguardandolo c'è una serie di scelte imbarazzanti dalla 9 alla 20 e nelle prime 8 posizioni non è che ci fossero tutti questi giocatori talentuosi.
commento inserito alle 04:11 del 24 giugno 2008

DNGMRZ ha scritto:

  il draft 2006 è il più ridicolo della storia
commento inserito alle 20:36 del 24 giugno 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

 
Non condivido invece il paragone col draft 2006.
Lì Rondo è arrivato alla 21 solo e soltanto perché gran parte dei GM si erano ubriacati la notte stessa probabilmente. (Dimitri)


Mica vero, nei vari mock più o meno veniva dato dopo la venti, bravo Ainge a vederci lungo, io avrei preferito al tempo Marcus Williams ex UConn poi finito ai Nets, su Rondo nonostante riconoscessi che in difesa era tosto non ci avrei scommesso mezzo euro, poi però mi ricordo che già nel novembre 2006 in una partita contro Indiana fece ottime cose, e domostrò di avere testa e calma per fare il play, cosa che ad esempio Telfair non aveva di certo come ben si ricorda in quello sciagurato quarto periodo a Cleveland dove dilapiddammo 25 punti in mezzo quarto con il buon Seb in versione "il pallone è mio e ci fo quello che mi pare".

Rondo ad oggi di quel draft è uno dei primi 5.
commento inserito alle 21:28 del 24 giugno 2008

Angelo ha scritto:

  Peraltro non è che questo draft prometta di essere tanto meglio di quello del 2006...


PS: Ma da oggi si possono mandare anche i messaggi privati agli altri utenti??? No, perchè c'è quel piccolo menu in alto...
commento inserito alle 23:29 del 24 giugno 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Angelo sei una spia..... i msg agli altri utenti ci saranno solo nei prossimi giorni, per ora li vediamo solo noi della redazione per fare gli ultimi test tecnici.
commento inserito alle 23:47 del 24 giugno 2008

Andrea Del Vanga ha scritto:

  Vi richiedo per chi lo ha visto giocare un'opinione su Hardin. Se ci viene accreditato alla 30 ha sicuramente piu' di qualche difetto. Ma da quello che ho letto dalle varie schede suona come un centro fisico, nullo in attacco e con problemi di intensita'. Se non altro fisicamente sembra un centro "vero" e non l'ennesima ala grande adattata. Chi mi dice qualcosa di piu'?

Leggo grandi lodi a Pekoviv. Me le confermate? So che ha formato un contrattone con il Panatinaikos ma potrebbe essere una scelta "alla San Antonio". Lasciato li' 1 paio di anni e poi preso nel pieno della maturazione.
commento inserito alle 20:00 del 26 giugno 2008

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Mi sembra la classico mossa "punirne uno per educarne cento", oppure "le cose vanno di cacca perchè...
RECAP: Minnesota vs. Boston 78...
mamma mia ho rivisto le immagini di toronto-nets..che finale.però una curiosità. cosa ci faceva un...
RECAP: Minnesota vs. Boston 78...
per angelo.. anche io credo che si tratti di un problema di memoria della scheda video, perchè nemm...
RECAP: Minnesota vs. Boston 78...
Volevo proporre a tutti una riflessione...ho letto una dichiarazione di Ainge rilasciata dopo la ga...
RECAP: Minnesota vs. Boston 78...
PJ Carlesimo silurato a Oklahoma City. (Leonardo) Mi sembra la classico mossa "punirne uno per educ...

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