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Celtics vs Lakers: Preview Tecnica PDF Stampa E-mail
Scritto da Gerry Donato   
lunedì 02 giugno 2008
Sembra un copione già scritto; sembra tutto fatto apposta per arrivare a questo epilogo; sembra davvero inesorabile che la storia debba ripetersi. Le malelingue sussurrano che ci sia lo zampino di Stern, ma tornare in finale dopo 21 anni proprio contro la nostra nemesi storica è francamente qualcosa di trascendentale.

E' in parte la sfida tra due filosofie opposte: Boston cerca e crea ritmo partendo dalla difesa, Los Angeles si trova più a suo agio palla in mano all'interno della Triangle Offense. Ma sarebbe davvero troppo limitativo fermarsi a questa semplicistica distinzione e non prendere atto dei meriti tutto campo delle due finaliste.

La svolta stagionale per i Lakers si è avuta ad inizio Febbraio con l'approdo di Gasol in California, praticamente a titolo gratuito da Memphis: dal suo arrivo il record dei lacustri recita 27-9 con annesso primo posto ad Ovest ed un inquietante 12-3 ai playoff, dopo aver spazzato Denver (4-0), dopo aver sofferto il giusto contro Utah (4-2) e dopo aver scritto piccole pagine di storia contro San Antonio (4-1 ad onor del vero un pò bugiardo). 

Mai come in questa serie gli accoppiamenti sono da prendere con le molle, perchè i due presunti quintetti iniziali presentano incompatibilità che richiederanno doverosi aggiustamenti da parte degli staff tecnici per colmare gli svantaggi esistenti (Lakers in crisi nella marcatura di Pierce ed in subordine di Allen, Boston con la grana Bryant e possibili affanni contro la coppia Odom-Gasol). Il simpatico giochino dei matchup (già di suo molto evanescente in uno sport di squadra) è quindi da prendere una volta di più solo come spunto di discussione generale e come una delle tante sfaccettature della serie. Nel basket si vince in campo, non sulla carta.

Quintetto
:

act_derek_fisher.jpgDerek Fisher
Con Bryant è l'unico dei dieci titolari ad aver vissuto le emozioni di una finale NBA e ad avere tre anelli alle dita, fattore di esperienza che non può passare del tutto inosservato. Ha la caratteristica tendenza di attaccare ad inizio azione su precisa missiva dello staff tecnico in determinati momenti della gara, specie nei quarti dispari. Temibilissimo se entra in ritmo dalla distanza, di certo non ci stupirà con effetti speciali atletici ma la sua freddezza nei momenti caldi delle gare che contano è ampiamente esaltata dal suo curriculum ben corredato di canestri decisivi e prime pagine a lui strettamente dedicate. Non tragga in inganno l'aspetto e la carta d'identità: "Da Fish" è ancora un più che decoroso difensore sulla palla ed ha insospettabili solidità fisica e resistenza ai contatti.

Matchup vs Rondo
La rapidità ed il dinamismo pazzo del guerriero Rondo sembrano avere una freschezza ed una marcia in più rispetto a tutti e quindi anche a Derek, il cui cuore tuttavia non è da mettere in discussione e può pareggiare i battiti di Rajon, oltre alle giocate d'astuzia che possono mandare in difficoltà il nostro giovane play. Nei delicati accoppiamenti iniziali potrebbe verificarsi uno scenario inatteso con Kobe su Rondo e Fisher dirottato su Allen, ma sarebbe comunque una pezza temporanea. Vietato concedere eccessivo spazio al tiro dalla media e lunga distanza del volpone gialloviola, quindi i raddoppi sulla palla - emblema della nostra difesa - devono essere registrati in modo inappuntabile per funzionare, per la verità non solo contro Fisher ma in generale contro le caratteristiche offensive dei Lakers.

act_kobe_bryant.jpgKobe Bryant
Arroganza tecnica. Può piacere, può non piacere, a molti di noi può stare irrimediabilmente sulle scatole come forse è giusto che sia in una degna e sana rivalità, ma non si può sorvolare sulla constatazione che sia stato meritatamente l'MVP della stagione e che si possa considerare con diritto di cittadinanza il miglior giocatore di questa lega. Certo, ama stare al centro dei riflettori; certo, è stato ed è un protagonista a tratti troppo egocentrico; certo, sembra fatto apposta per far discutere; ma altrettanto certamente è giocatore dominante e per esempio molto più completo e maturo tecnicamente di quel LeBron James che abbiamo affrontato al secondo turno. Capacità unica di separarsi ed elevarsi dal difensore, penetrazione, tiro dalla distanza, mid-range game, uno contro uno, linee di fondo, rovesciate, acrobazia, atletismo, forza, passaggio, controllo in costante crescita, anche tanta difesa quando ci si mette, il tutto condito da una clamorosa competitività e voglia di vincere: discutiamo l'uomo Kobe quanto vogliamo, ma non certo il giocatore Bryant.

Matchup vs Allen
Kobe ad inseguire per il campo Allen mi suona difficile, benchè sia lo scenario più logico; potrebbe allora essere addirittura dirottato Fisher su "He Got Game", con Bryant a lavorare inizialmente su Rondo tendenzialmente abbandonandolo e battezzandolo al tiro per giocare da libero incursore ("defensive overload") con le sue mani rapidissime, salvo poi passare su Pierce con l'ingresso di Vujacic creando però una possibile chiave a favore di Allen. Ovviamente la vicenda si stravolge nell'altra metà campo: come la mettiamo con il 24? Sul piano tecnico è inutile perdere tempo nel fare scelte come per esempio con LeBron (cosa da noi comunque non fatta), al quale si poteva concedere l'altalenante tiro piazzato dalla distanza: qui punti deboli non se ne vedono, per quanto Kobe abbia giocato playoff più perimetrali che attaccando il ferro ed andando in lunetta. Ipotizzabile inizialmente la staffetta Allen-Pierce, ma soprattutto quest'ultimo alla lunga sembra l'uomo ideale per limitare il rivale, specie con la vena difensiva che l'ha folgorato in questi playoff; il Posey visto negli ultimi tempi ha enormi difficoltà nel contenimento uno contro uno di giocatori perimetrali e più veloci che gli sfuggono via partendo in palleggio, ma è decisamente spendibile su Bryant grazie alla sua completezza difensiva.

act_vladimir_radmanovic.jpgVladimir Radmanovic
Radmanovic sa rendersi utile in attacco sia dal perimetro con esecuzione certamente di primo livello specie se in ritmo, che raccogliendo scarichi e rimbalzi nel sommerso dell'azione, ma schierato da ala piccola si prospetta per lui una serie finale piuttosto complessa e ridimensionata in termini di minuti. La sua fase difensiva è infatti a tratti allucinante, con tremendi aiuti difensivi in ritardo che innescano inevitabili rotazioni per porvi rimedio, e più in generale grossi problemi nel contenimento uno contro uno sia di giocatori perimetrali e più rapidi che gli vanno via dal palleggio, sia di giocatori interni e più fisici che lo sovrastano a livello di testosterone e chilogrammi. A tutto ciò si aggiunga la preoccupante incostanza globale dell'atipico serbo ex Seattle.

Matchup vs Pierce
La potenziale chiave di volta a nostro favore: chi marca Paolino? In versione ecumenica potrebbe spendersi Bryant (specie dopo i primi cambi con l'ingresso di Vujacic per Vladimir), che rischierebbe però di lasciare sul piatto qualcosa a livello fisico e di continuità offensiva; metterci Odom non è folle ma non è certo il Nirvana per coach Zen; Radmanovic è improponibile in assoluto in difesa, figuriamoci contro un giocatore come Pierce. Diventa allora molto interessante ed in parte decisivo seguire le scelte in questo senso di Jackson, che potrebbe persino arrivare a snaturare la propria struttura ed il proprio quintetto adattandosi alla nostra configurazione, con Vujacic e Fisher a lungo insieme a Kobe o con Walton a giocare d'astuzia contro il capitano. L'uomo giusto per contenere il nostro 34 è presente nella panchina gialloviola e potrebbe salire alla ribalta a sorpresa: Trevor Ariza, la grande incognita.

act_lamar_odom.jpgLamar Odom
E' il terzo violino da sogno per una squadra NBA da titolo, da non giudicare esclusivamente per le pur ottime cifre. E' altruista e notevole passatore per scarichi soprattutto dal palleggio; è rimbalzista di altissimo livello; ha letture difensive importanti specie in aiuto e quando vuole è anche grande difensore sui post; è atleta completo con agilità e verticalità; ha superbo trattamento di palla ma il suo pronunciato utilizzo della mano sinistra gli pone qualche storico grattacapo se deve virare verso destra, rendendolo in parte unilaterale nell'uno contro uno. A lungo criticato dai tifosi gialloviola che non vedevano in lui il giocatore ideale da affiancare a Bryant, è letteralmente decollato nel finale di stagione post-Gasol ed in questi playoff, confermando una volta di più l'importanza del contesto e dei compagni nella valutazione di un singolo giocatore.

Matchup vs Garnett
Con Garnett su Lamar si corre qualche pericolo di troppo nel duello Gasol-Perkins, oltre a costringere Kevin ad uscire dall'area, aspetto che non adora particolarmente: potrebbe essere una buona ragione per abbassare il quintetto nei momenti chiave mettendo Posey su Odom e KG sullo spagnolo, ma il Perkins visto contro Detroit merita ampia fiducia. Nell'altra metà campo l'ultimo Garnett sembra decisamente poco contenibile in assoluto: Odom ha le carte (è veloce ma arcigno fisicamente, sa andare a rimbalzo, è astuto) per creare qualche problema al numero 5, ma intanto non è detto che sia lui il deputato alla difesa sul nostro (se utilizziamo Posey da 4 diventa molto dura per Gasol contenere KG) ed in secondo luogo l'ex Minnesota potrebbe trovare nel gioco in post basso un'arma nonostante tutto poco contenibile per il suo avversario.

act_pau_gasol.jpgPau Gasol
Si è integrato davvero alla meraviglia nell'attacco dei gialloviola, sfruttando la qualità dell'esecuzione offensiva dei Lakers con il suo gioco in post basso o dal post medio richiesto nella Triangle, specie grazie all'uso alternativo di entrambi le mani. Non è tiratore puro a causa della lentezza nella preparazione e per la meccanica schiacciata, ma è temibile nel piazzato dai 5 metri, le cui percentuali potrebbero essere una piccola chiave tecnica nella serie. Mette bene palla a terra sia spalle che fronte a canestro, con sempre ottimo movimento di piedi che fatica tuttavia a trasportare anche in difesa, fase del gioco in cui per la verità non sempre ha avuto picchi testosteronici elevatissimi, sia a rimbalzo che per presenza in area. Storicamente discussi anche i limiti fisici e caratteriali dello spagnolo con l'avvento delle partite decisive.

Matchup vs Perkins
Qui la faccenda è sulla carta complicata, perchè il catalano potrebbe risultare troppo veloce e mobile per Kendrick, tuttavia in clamorosa crescita sul piano della fiducia ed anche dei numeri, come potrebbero testimoniare Wallace e McDyess: non partiamo così nettamente sfavoriti, ma certamente il nostro sarà costretto a muoversi molto uscendo sul tiro dal gomito di Gasol e non potrà limitarsi a presidiare l'area. Non si può tuttavia escludere (specie in funzione degli annosi problemi di falli di Perkins) il ricorso ad un quintetto piccolo con Garnett su Gasol e Posey a lavorare su Odom, oltre ai minuti per PJ "Santo Subito" Brown a difendere sull'insidiosissima gamma di movimenti di Pau. Una parte del fatturato offensivo dello spagnolo arriva dai raddoppi del lungo su Bryant e conseguente circolazione di palla, quindi come al solito fondamentale sarà la puntualità delle nostre rotazioni, Garnett in primis. Il Perkins in ritmo offensivo dell'ultimo periodo può mettere in difficoltà chi tra Gasol ed Odom si occuperà di lui, specie a rimbalzo o facendosi trovare pronto negli spazi creati dagli uno contro uno dei compagni, ma potrebbe non essere la serie di Kendrick.

Panchina
In assoluto ed in teoria le due panchine tenderebbero ad annullarsi con caso mai sicuro vantaggio per noi nel caso fosse obbligata una scelta, ma se entriamo nel merito di queste ultime gare di playoff e specie per quello che si è visto nella serie contro San Antonio, la seconda linea dei Lakers ha cambiato in positivo le partite, diversamente da Cassell e soci poco continui contro Detroit, Posey a parte.
Sasha Vujacic è una delle più piacevoli sorprese di questa stagione gialloviola: automatico da tre con spazio, con il suo ingresso in campo per Radmanovic ed a causa della configurazione dei Celtics potrebbe essere chiamato al proscenio in largo anticipo rispetto alle attese; in difesa è un mezzo disastro specie sulla palla e per posizione del corpo indifendibile: attaccarlo è un possibile enorme punto a nostro favore.
Ronny Turiaf è giocatore di rara intelligenza sia palla in mano che in difesa, abbinando al corpaccione una più che importante mobilità laterale. Pedina fondamentale in questo sistema, garantisce minuti di quantità e di sottovalutata qualità.
Luke Walton (oltre ad avere il pregio di essere il figlio di cotanto padre Bill, determinante per il nostro ultimo titolo nel 1986) è tra i migliori passatori di frontline della lega e sa come aiutare i compagni con elevatissimo IQ cestistico. Il suo impatto offensivo è spesso mediocre ed in particolare il trattamento di palla in traffico ed in palleggio è decisamente sotto standard. In difesa gioca d'astuzia e tecnica più che di atletismo e fisico, non è certo insuperabile.
Jordan Farmar ha disputato una clamorosa regular season, nella quale è sembrato a tratti trasfigurato rispetto al giocatore uscito due anni fa da UCLA. E' il cambio di Fisher e non a caso la somma dei minuti dei due arriva quasi regolarmente a 48. Importante contributo offensivo, può segnare dalla distanza ed in avvicinamento senza far calare l'intensità, ma può anche commettere errori banali e faticare ad entrare in partita.
Trevor Ariza potrebbe issarsi tra lo stupore generale a fattore di questa serie. E' per lo meno piuttosto complicato passare dalla naftalina della panchina causa infortunio al ruolo di protagonista in una finale NBA, ma l'ex Orlando appare l'unica pedina nello scacchiere di coach Jackson in grado di marcare Paul Pierce. In attacco ci mette tanto impegno e tanta voglia atletica, ma il talento risiede altrove.
DJ Mbenga e l'ex Chris Mihm difficilmente troveranno minuti di qualità nella serie. Da ricordare infine l'infortunio che ha privato al giovane virgulto Andrew Bynum la seconda metà di stagione: al di là del suo inevitabile ridimensionamento con l'arrivo di Gasol, era in netta crescita sotto qualsiasi punto di vista.

Attacco
E' il regno del Triangolo, con suo utilizzo sempre meno parsimonioso specie dopo l'arrivo di Gasol e conseguenti ridotti isolamenti per Kobe, comunque inesorabilmente presenti nello spartito. Il risultato è uno degli attacchi oggettivamente di maggiore qualità della lega, in grado di arrivare comodamente oltre i 100 punti anche senza ritmi selvaggi e senza correre ottusamente in contropiede stile run&gun, ma con passaggi, tagli, blocchi ed attaccanti in continuo movimento a difesa schierata.

La presenza di molti tiratori anche dal perimetro, decenti passatori ed una circolazione di palla in crescita rende ostica e delicata l'applicazione della nostra difesa con raddoppi estremi sulla palla e tanto lavoro sulle linee di passaggio: le nostre rotazioni dovranno essere mai come ora enciclopediche. Per il funzionamento stesso del Triangolo, infatti, ogni volta che un difensore si trova in una posizione che gli consente di rallentare l'avanzamento della palla, i Lakers identificano questa situazione come il "momento della verità", che obbliga gli altri quattro giocatori a prendere determinate decisioni.

E' il ruolo chiave delle letture all'interno del gioco e delle "pari opportunità", con giocatori che devono essere in grado di riconoscere le situazioni proposte dalla difesa ed eseguire di conseguenza, oltre a saper giocare senza palla. Una volta costruito il triangolo di base sul lato della palla, l'inventore di questo sistema - Tex Winter - offre 48 opzioni divise tra triangolo laterale, taglio interno della guardia, palleggio della guardia, tagli individuali, ribaltamento sul lato debole, flash del lungo dal lato debole al gomito, varie ed eventuali.

Dice Winter: "Gli attaccanti devono comprendere che le cose non andranno sempre come essi vorrebbero e la difesa è lì proprio per fare in modo che non lo facciano". L'idea di base è orchestrare il flusso di movimento in modo da portare la difesa fuori equilibrio e di conseguenza creare spazi non difesi sul campo; gli attaccanti devono scegliere sempre la strada in cui c'è minor resistenza e si spostano verso gli spazi lasciati liberi.

Per la strutturazione a sanguisuga sulla palla della nostra difesa (giocatori disposti a metà strada lungo le linee di passaggio, in modo da formare un semicerchio per presidiare l'area ma al tempo stesso muoversi in costante aiuto e recupero), sarà un obbligo per i Lakers giocare di squadra trovandosi quindi nella dimensione offensiva preferita se e solo se dovessero entrare in ritmo le seconde linee; meno "one mane show" di Kobe ci sarà, maggiori saranno i problemi per i biancoverdi. La difesa di Popovich (all'opposto concettualmente della nostra) ha fallito proprio concedendo spazio a Bryant, Gasol ed Odom, rimanendo preferibilmente sugli uomini in single coverage (uno contro uno) in tutte le zone del campo.

Difesa
Non fanno della difesa il loro marchio di fabbrica, ma sono parzialmente sottovalutati. Mancano difensori efficaci sulla palla ed a lungo in stagione si sono avuti casi di giocatori mal posizionati non in grado di aiutare o addirittura con le spalle alla palla; in parte Fisher e soprattutto Vujacic non sono in grado di tenere l'uno contro uno degli avversari, inoltre manca un difensore efficace sulle ali piccole, tolto il malconcio Trevor Ariza. Non entusiasmano nelle transizioni difensive, elemento che può permetterci di alzare il ritmo della gara specie al Garden.

Tendono a non raddoppiare i post ed i lunghi avversari - salvo il caso in cui viene utilizzata una frontline di movimento con Turiaf, Walton ed Odom - e coach Zen in generale fa un uso molto parsimonioso di aiuti difensivi. Le rotazioni sul lato debole non sono ancora esemplari, bisogna tuttavia riconoscere che gli automatismi nella propria metà campo sono in oggettiva crescita, specie nella difesa sul perimetro che ha concesso percentuali misere agli avversari in questi playoff.

Storicamente originale la posizione di coach Jackson in materia:
"La difesa uno contro uno è diventata una situazione senza speranza, le difese vengono forzate a indietreggiare o a raddoppiare, il che obbliga l'attacco a ribaltare il lato finchè qualcuno tira da tre punti. Per favorire il gioco d'attacco non sono più consentiti fondamentali chiave come l'hand checking (appoggiare la mano sulla schiena o sull'anca del palleggiatore) e l'arm checking (l'utilizzo dell'avambraccio piegato per contrastare un tagliante e farlo deviare dalla sua traiettoria). Tutto ciò rende il gioco molto meno fisico e snatura il concetto classico di difesa, costringendo a pensare di squadra prima ancora che al contenimento dell'avversario diretto".

phil_jackson_300_070402.jpgCoach Phil Jackson
Personaggio sul quale si potrebbe scrivere un libro (ed in effetti esiste l'edizione italiana del suo - "Più di un gioco" - in cui racconta se stesso, i dietro le quinte di Bulls e Lakers ed i suoi metodi di lavoro), probabilmente è più lui che deve qualcosa a Jordan che non viceversa, ma per quanto sia difficile sapere in che percentuale abbia contribuito ai successi di Chicago (6 titoli, due three-peat a cui poi si aggiungerà quello coi gialloviola di Kobe e Shaq), la presenza della sua mano è un dato di fatto imprescindibile.

E' un vincente perchè sa come sviluppare fiducia e motivazione nel gruppo, specie con l'aumentare della pressione magari ricorrendo a pillole di saggezza Zen. E' il numero uno negli adeguamenti ai playoff ("ogni serie è come risolvere un puzzle") e nel convincere i propri giocatori che vincere da soli non è una grossa soddisfazione ma che la partita ha bisogno del contributo di tutti, principio non così scontato in attacco negli anni '80 tanto che in molti considerano la peculiare applicazione collettiva del Triangolo come un approccio nuovo alla gara. Parafrasando John F. Kennedy, ama ripetere il coach ai suoi giocatori: "Non chiedetevi cosa il Triangolo può fare per voi, ma quello che voi potete fare per il Triangolo".

A corollario dei sette principi per un attacco equilibrato, ripetuti allo sfinimento negli spogliatoi e rubati al fedele Tex Winter dal quale Jackson trae linfa vitale sul piano tecnico-tattico, così il coach eleva a scienza esatta il concetto di "sistema", che è ciò che conta perchè:

  1. fornisce un chiaro scopo e una direzione, cioè degli obiettivi;
  2. educa e addestra i nuovi, che in cambio imparano come possono dare un contributo;
  3. ricompensa un atteggiamento altruista, che in cambio mantiene sempre vivo il sistema;
  4. rende più facile apportare delle modifiche, quando sono necessarie;
  5. fornisce un contesto all'interno del quale un leader può integrare le qualità della squadra.


Tante belle parole che se dette da Pinco Pallino sono una cosa, ma che acquistano valore riflesso soprattutto grazie ai nove anelli che può sfoggiare Jackson, la cui onestà intellettuale e filosofica trova tuttavia in questa chiosa finale un adeguato riconoscimento al singolo: "La gara mette alla prova il giocatore e lo svela, mentre il Triangolo è lo strumento per svelare la gara, ma è il giocatore che la decide. Quello che separa le squadre vincenti da quelle mediocri è il carattere".

Ovvero ciò che non manca mai a questi Boston Celtics. Per battere quest'uomo speciale, il suo numero 24 ed il suo Triangolo. Per l'ultimo passo verso la vittoria. Per il grande Red ed il suo primato di vittorie. Per tutti quelli che aspettano da 21 anni o che non hanno mai vissuto la gioia di un titolo. Per tornare a scrivere pagine di storia. Per andare a prenderci l'anello. BEAT L.A.

Commenti (29)add comment

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Nel fine settimana mi sono studiato un po i Lakers, avevo messo da parte tutte le registrazioni delle gare con San Antonio e avevo qualche torrent con i Jazz (gara 5 e 6).

Francamente faccio abbastanza fatica a capire il perché del plebiscito nei loro confronti da parte di tutti i giornalisti (per carità, bene, visto che sono i soliti che ci avevano dato fuori già con Cavs e Pistons), per carità i Lakers attaccano bene, muovono tantissimo la palla (ma questo dipende molto anche da che difesa ti trovi di fronte e quelle di Nuggets e Jazz non fanno testo, (diverso il discorso con San Antonio lo riprendo sotto), hanno un attacco equilibrato, creano sempre spazio intorno ai 4-5 metri per Gasol, ma difensivamente francamente mi sembrano due o tre step indietro a noi.

Il 4-1 con San Antonio secondo me è un po bugiardo, due delle quattro W sono arrivate dopo rimonte sui 20 punti, solo perché San Antonio aveva Manu strirato alla coscia (e tanto leggero non deve essere se è vero che salta le Olimpiadi e gli argentini ci tengono notoriamente, non sono gli americani), e perché gran parte del supporting cast (Bowen Finley e Horry) ha accusato la stanchezza e gli anni. Non voglio sminuire la loro bella finale di conference ma diciamo che hanno trovato la strada spianata da una squadra logora e infortunata. In attacco lavorano molto dal perimetro con Kobe che attacca pochissimo il ferro (nemmeno 30 liberi tentati nella serie contro gli Spurs), che non va mai in lunetta, sembra una cosa un po assurda, ma dando per scontati o quasi i rendimenti di Gasol e Kobe finiscono per dipendere dalle lune al tiro dei Vujacic, dei Radmanovic, oltre che di Fisher e Farmar.

Leggevo l'altro ieri, ma mi pare che anche Gerry sia di questa opinione che probabilmente Bryant almeno nei primi quarti sarà dirottato su Rondo, cosa che se fosse vera dimostra che vogliono vincere di forza dell'attacco, però credo che se vanno con una mossa del genere finiscono per fare quello che vogliamo noi, perché dirotterebbero Fisher su Allen e Radmanovic su Pierce (auguri !!!).

Il discorso matchup secondo me diventa cruciale (giochino sempre da prendere con le molle perchè comunque siamo in un'epoca dove ci sono aiuti sistematici su ogni possesso), Kobe deve prendersi almeno uno tra PP e Allen e sperare che Odom in aiuto lavori bene (cosa che non fa sempre), poi c'è KG, immagino toccherà a Odom che però a KG paga molto sia come cm che come velocità di piedi, dubito che potrebbero spenderci Gasol (che ha detta loro ha limitato bene Duncan .... Tripla doppia in gara 5, insomma concetti difensivi rivedibili), Gasol si scannerà con Perkins anche li mondo gialloviola che da già per scontato che Gasol dai 4-5 metro si beva Perk, magari se fanno due parole con McDyess che ha fatto presenza solo in gara 4, forse vedrebbero un basket diverso. Poi come detto c'è Radmanovic su PP ( a meno che non mettano Radmanovic su KG allora auguri di nuovo, e Odom su Pierce) e qui c'è un vantaggio importante per noi.

Viceversa Rivers e Thibodeau non staranno a pensare di fa riposare quello o quell'altro, Allen si prenderà Kobe (ci sono anche vecchie ruggini) con tantissimi aiuti anche da KG che potrebbe accettare il cambio, al bisogno c'è Pierce che ha fatto cose immense su LeBron e Prince, volendo pure Posey. Rivers potrà decidere di far pesare i chili oppure adattarsi con KG in mezzo su Gasol e Posey da quattro su Odom (accoppiamenti perfetti). Non trascurerei il discorso Rondo, perché Fisher la sua velocità di piedi la potrebbe soffrire da pazzi.

Panchine : uno come Posey se lo sognano, anche PJ su Gasol ci sta come velocità e cm, potrebbe anche essere la serei di Cassell perché Fisher come difensore lascia il tempo che trova. Loro dal pino fanno uscire Vujacic bravino ma tira e basta, Farmar che non sta facendo playoff esaltanti, Walton che perà contro di noi da quattro tattico credo giocherà pochissimo, Turiaf energia, e poco altro.

Noi dobbiamo cavalcare KG in post basso e in post medio ad ogni possesso, andare a fare punti a prendersi falli, in difesa KG sarà costretto ad uscire su Odom o in aiuto, quindi diventa fondamentale che gli esterni aiutino a rimbalzo.

Ultima cosa la marcatura di Kobe. Anche qui tutti a dire che i Celtics non lo possono lasciare con mezzo metro di spazio come fatto con LeBron (cosa che comunque è una mezza cavolata perchè LeBron aveva sempre due uomini addosso e di tiri facili dalla lunga non ne ha visti moltissimi) dimenticando però che LeBron dopo il primo passo portava via tutti, si prendeva maree di falli e spesso andava al ferro o in lunetta. Se Bryant fa solo il tiratore per me è meno difficile da marcare di LeBron, perché le linee di passaggio saranno ben coperte dagli aiuti.

Per come la vedo io se i Lakers pensano di sfondare la serie con il solo attacco, hanno poche possibilità, se la nostra difesa funziona i favoriti siamo noi, soprattutto se portiamo via le prime due. Immagino che Kobe un attacco ai 61 di Baylor o ai 55 di Jordan ce lo delizia di sicuro, anche qui approfittare.
commento inserito alle 08:46 del 04 giugno 2008

Alberto ha scritto:

  Gran bell'articolo tecnico Gerry ma anche Leonardo ha dato tante spiegazioni a questa serie.
Quando leggo che Gasol ha limitato Duncan mi viene da ridere smilies/grin.gif smilies/grin.gif smilies/grin.gif
Ho visto le 5 partite e Pau tutto ha fatto fuorchè quello che gli attribuiscono.
Stai a vedere che in 2 mesi Gasol ha imparato anche a difendere smilies/cheesy.gif smilies/cheesy.gif
Scherzi a parte il nostro compito principale sarà spezzare la loro circolazione della palla, che fa entrare in ritmo i comprimari, magari facendo prendere almeno trenta tiri a Kobe perchè con il Bryant vecchia versione vinci con quello nuova versione diventa molto dura.
Bisognerà stare molto attenti a non farci caricare presto di falli e invece dovremo sfruttare molto la velocità di Rondo e le penetrazioni del capitano per caricare loro.
Occhio anche al secondo quarto dove la loro panchina, specie in casa, solitamente piazza dei parziali importanti specie con le conclusioni dalla lunga distanza (Farmar,Vujacic) e qua ci giochiamo tantissimo della serie perchè se i nostri panchinari riescono almeno a pareggiare il confronto con i loro poi come quintetto base siamo più forti e possiamo fargli molto male.
commento inserito alle 09:26 del 04 giugno 2008

serfuoco ha scritto:

  Solo l'unico che accoppierebbe ODOM-PERKINS e GASOL-KG?
Sfrutteremmo l'atletismo di KP su ODOM e GASOL su KG, mi vien da ridere....
commento inserito alle 10:51 del 04 giugno 2008

Alberto ha scritto:

  Serfuoco, io credo che KG su Gasol è un'ottimo accoppiamento per noi ma non Odom su KP perchè con la sua classe penso che Lamar caricherebbe di falli il nostro buon Perkins.
Si potrebbe fare KG su Gasol quando in cmapo c'è Posey che andrebbe benone su Odom.
commento inserito alle 10:59 del 04 giugno 2008

Meisk ha scritto:

  Ottimo ed attesissimo articolo di Gerry, prontamente approfondito da Leonardo.
Provo ad estraniarmi dal tifo e dalle mille speranze che mi circolano in testa da 3 giorni, e cerco di analizzare in maniera più equilibrata possibile le tante varianti tattiche che ci troveremo davanti in questa serie.

Per prima cosa non sottovaluto il percorso che i Lakers hanno affrontato per arrivare in finale, e come hanno regolato gli avversari: non raccontiamocela ragazzi, nessuno pensava che la finalista dell'ovest sarebbe arrivata a questo punto con un record 12-3, e questo è il principale fattore che rende i Lakers favoriti agli occhi dei più. Va sottolineato come in tutte le serie i gialloviola siano partiti 2-0 sfruttando il fattore campo, cosa che li ha messi in buona posizione per portarne via sempre almeno una in trasferta delle successive due (sappiamo bene che noi nella medesima situazione non siamo stati capaci di fare altrettanto): in finale sarà diverso anche perchè partono in trasferta, ed è chiaro che il loro obiettivo sarà vincere almeno una delle prime due a Boston.
I Jazz erano una grande squadra, in casa loro difendono eccome, eppure sono sempre arrivati a giocarsi la partita oltre i 100 punti e nei minuti finali dei regolamentari o addirittura in overtime; gli Spurs sono campioni che non mollano mai anche se rimane difficile capire se quelle rimonte da -20 fossero più merito di Kobe o demerito dei ragazzi di Popovich obiettivamente alla frutta e senza il vero Ginobili.

La loro strutturazione completamente priva di un centro stanziale che occupa stabilmente l'area pitturata sembra fatta apposta per togliere dalla gara Perkins, che nei primi minuti ad inseguire Gasol rischia fortemente di commettere tanti falli: dall'altra parte il buon Kendrick deve cercare di restare in partita offensivamente, sfruttando le amensie difensive e le rotazioni non certo da manuale dei semi-lunghi avversari. Se poi pensiamo che il lungo di riserva è Turiaf, il discorso si amplia: accettare la diversa struttura degli avversari e giocare molto con i 4 piccoli, e quindi un Posey da 25 minuti, oppure insistere sul vantaggio fisico e sotto i tabelloni spingendo al massimo Perk e PJ?!?

L'argomento "marcatura di Kobe" è difficilmente affrontabile, ma anch'io penso che non siano potenzialmente un problema i 30-35 punti a partita del 24, quanto piuttosto siano pericolosi i tiri da tre sugli scarichi dei vari Fisher (pericolo numero 1), Vujacic e Radmanovic: soprattutto quest'ultimo visto che è deleterio in difesa dobbiamo assolutamente evitare che entri in partita in attacco.
Attenzione però allo scenario che vede i Celtics in vantaggio dopo due quarti, magari anche in doppia cifra, con Kobe silenzioso...pronto al risveglio e alla rimonta nel finale: questo è uno dei miei peggiori incubi!

In attacco indubbiamente abbiamo diversi accoppiamenti favorevoli, primo fra tutti quello che vedrà coinvolto Pierce: e se invece di dirottare Kobe su Rondo, lo mandassero sulle piste del capitano? Fisher a difendere sul play, e dentro Vujacic come guardia su Allen...comunque sia, dipende molto dalla nostra capacità di girare bene la palla con continuità, perchè loro quando alzano il livello difensivo lo fanno mettendo pressione al portatore, ma restano sempre un po' indietro sulle rotazioni. Dobbiamo essere bravi a punirli in quelle situazioni superando bene il pressing iniziale; nelle serie precedenti ci siamo inventati Pierce playmaker a giocare P&R alto con KG, attendiamo nuovi sviluppi da parte del nostro staff!

Infine non dimentichiamo che li abbiamo incontrati solo due volte, ed erano un'altra squadra: ci vorrà più tempo per studiarsi reciprocamente e gli adeguamenti non saranno così immediati.
BEAT L.A. BEAT L.A.!!!
commento inserito alle 11:05 del 04 giugno 2008

Edo the chief ha scritto:

  Come al solito avete fatto un grando tecnico chiarissimo, per molto dipendera' dall'approccio alla serie di rondo e perkins; mi aspetto molto dal primo che potrebbe aver operato un bello step in avanti nella sua maturazione, ed elemento fondamentale, specie per il discorso degli aiuti di KG, e' un play che si fa valere molto a rimbalzo e ha un senso innato nel catturare palle vaganti(quante volte abbiamo visto perk o kg "contendere" un rimbalzo a rajon) e poi se riusce a prendere ritmo il suo jumper puo'essere, come già stato, decisivo. Perk dipenderà molto dall'attenzione con cui spenderà i falli, se riesce a stare in parita all'inizio mi da l'impressione che nel proseguo della gara cresca in convinzione.
Se questi due ci danno un contributo normale le ns possibilità crescoNO di brutto, la serie con detroit l'ha dimostrato.
Beat LA!!!
commento inserito alle 11:17 del 04 giugno 2008

tarabas ha scritto:

  Avete fatto degli ottimi commenti tecnici anche se un pò troppo ottimistici:ATTENZIONE A NON SOTTOVALUTARE LA PANCHINA DEI LAKERS!!!! soprattutto a casa loro...
commento inserito alle 12:42 del 04 giugno 2008

Giacomo ha scritto:

  Credo che KG troverà le sue belle difficoltà in attacco contro Odom, perchè soffre i giocatori un po più massicci. La vittoria dei Ns. dipenderà da Pierce ma soprattutto da Ray Allen: decisivo sarà il rendimento di quest'ultimo sui 2 lati del campo. Prevedo gli straordinari per Posey con un possibile dirottamento difensivo del capitano su Kobe. Perk in difesa sarebbe meglio accoppiarlo con Odom e spostare KG su Gasol. Rondo deve prestare grandissima attenzione a Fish perchè questo confronto può essere una chiave a loro favore.
Pierce può portare a spasso Radmanovic e batterlo facilmente nell'1 contro 1 e se sposteranno Kobe, su di lui, in difesa, per Ray sarà una manna!
Comunque il termometro della serie sarà prorpio il Ns. n. 20.
Auspico anche un maggior impiego di PJ togliendo qualche minuto a Perk proprio per contrastare meglio le caratteristiche tecnico-tattiche dei lacustri.
I bilieve... they 'll BEAT L.A. !
commento inserito alle 13:17 del 04 giugno 2008

Piero ha scritto:

  Complimenti ai tecnici (tutti voi) lavoro veramente eccellente.
Io che tecnico (di basket) non sono mi permetto solo di porre questi accenti:
1. I Celtics sono maturati molto in questi PO. Se avessero giocato con Detroit come contro Atlanta la finale la si vedeva alla TV.
2. La serie effettivamente più tirata è stata quella contro i Cavs non tanto perchè hanno Lebron ed anche la loro squadra è migliorata rispetto allo scorso anno, quanto perchè il loro sistema di gioco tende a non far giocare l'altra squadra snaturandone le tendenze oltre alla difesa arcigna e fisica.
3. Sempre sui Cavs: con loro vincere partendo dalla difesa è più dura perchè abbiamo sosotanzialmente visto che il loro attacco è la cosa più destrutturata che si possa vedere ovvero l'apoteosi dell'inventati qualcosa che noi ti veniamo dietro (allenatore, assistenti e panchina - quella di legno - compresi).
4. Se la ns. difesa è il ns. punto forte ed il ns. gioco viene incentrato soprattutto su quello, anche emotivamente, trovarsi contro una squadra che attacca priva di schemi e punta a sua volta su un'ottima difesa ed il talento del singolo, il superarla è quantomai ostico, più di quanto lo può essere l'aver ragione di una squadra molto ben organizzata con attacco e difesa molto tenici tipo Detroit.
5. I ns. prossimi avversari sono votati all'attacco e dunque la ns. difesa può impiegare tutte le proprie armi tecniche, tattiche, fisiche ed emotive per contrastarli adeguatamente.
6. Sempre loro non fanno una buona difesa di squadra e, avete detto, ci sono degli accoppiamenti a ns. favore, per cui non dovrebbe essere un problema "trovare punti", quelli che, per intendersi, ogni tanto non siamo in grado di mettere come soprattutto è capitato nella serie con i Cavs.
7. Morale: saranno anche forse più forti di tutte le squadre fin qui incontrate ma analizzando le caratteristiche della squadra mi sembrano più facili da affroantare rispetto a Detroit od ai Cavs.

Se ad un decatleta - lo sportivo più completo del mondo - chiedete di fare una gara di triathlon sicuramente arriva in fondo ma le busca forte dagli specialisti od anche solo da chi, magari non eccelso nella corsa, nuota bene e pedala forte.
Fino ad ora i Celtics hanno incontrato degli specialisti emotivi e fisici (Hawks e Cavs, seppur con diverso talento a disposizione) ed hanno giocato maluccio, e dei decatleti loro pari (Pistons) giocando molto meglio. Io vedo i ns. prossimi avversari non come degli specialisti bensì come una squadra a tuttotondo con delle forti tendenze ovvero, continuando nel paragone, con delle discipline preferite in cui sono molto forti. Bene, se si riesce a tenere botta dove possono risultare molto forti basta approfittare delle loro debolezze
commento inserito alle 13:36 del 04 giugno 2008

Fish ha scritto:

  Direi che le risposte alle mie domande poste ieri sera nell'articolo storico le ho trovate. Come sempre grande Gerry e agli "arrotondamenti" aggiunti dagli altri.
E' vero, nei 2 incontri di RS abbiamo li abbiamo affrontati con Bynum e senza Gasol, loro hanno perso un po' di atletismo ma hanno guadagnato in mani educate e di conseguenza punti e in maturità.

Non sottovaluterei però, almeno in gara-1 e gara-3, il fattore psicologico: noi abbiamo Cassel e Posey che in un contesto del genere ci sono già stati, loro Kobe e Fisher. Ma gli altri?? non si gioca 2 vs 2, ecco che quindi l'impatto con le finals potrebbe avere conseguenze per qualcuno....ed ecco che torna ottimo avere il fattore campo dalla nostra parte e cominciare al Garden, dove Rondo e Perk (che e' cmq un buon giocatore da trasferta..) possono assieme ai big 3possono essere "trascinati" dall'onda biancoverde che arriva dalle tribune.
Per carità, magari succede, ma io Gasol, Radmanovic, Vujacic e Walton che infilano canestri a ripetizione e senza pressione psicologica in scioltezza li voglio vedere....

La mia invece, di pressione, è già a 3 mila.....qui la tensione sale di ora in ora smilies/grin.gif
commento inserito alle 13:57 del 04 giugno 2008

spyderweb10 ha scritto:

  Anzitutto complimenti a tutti per i contributi. Questa sarà la serie più indecifrabile di tutte perchè le due suqadre non solo hanno caratteristiche tecniche diverse ma soprttutto filosofie di gioco in antitesi. Lo dico anche con un po' di scaramanzia vedo i fakers in leggero vantaggio nonostante il fattore campo; la somma del loro talento è maggiore della nostra e hanno un volpone seduto in panchina. Vedremo se l'orgolio celtico saprà sopperire. Credo che molto si giocherà negli accopiamenti dei lunghi: la prima squadra che costringerà all'adeguamento l'altra (i fakers costringendo Rivers ad inserire Posey per Perk oppure i Celtics costringendo i fakers ad alzare il quintetto per contenere KG) avrà un bel vantaggio. Anche il duello Fisher/Rondo sposterà molto gli equilibri, Rondo deve assolutamente pareggiare il conto alla voce punti....

Beat L.A.
Beat L.A.
commento inserito alle 14:16 del 04 giugno 2008

Lanter ha scritto:

  I matchup per lo più sono a nostro favore.
Ma sinceramente credo che conti poco o nulla. La Finale si vince o si perde di squadra e su questo nutrirei pochi dubbi. Dobbiamo essere fiduciosi perchè la nostra forza è l'UBUNTU.

E dopo questa grande preview tecnica che vi ho elargito chiudo con un bel BEAT L.A. ! smilies/grin.gif

P.S. volevo far notare ai moderatori che manca la faccina con il sigaro! smilies/cool.gif
commento inserito alle 14:46 del 04 giugno 2008

Fish ha scritto:

  Tony Allen intanto ieri a Waltham si è allenato e a sorpersa potrebbe essere inserito in roster in questa serie. Vedremo. Non è chiaramente al 100 %, ma potrebbe venire utile a Rivers (nella partita a Boston si era ben comportato con oltre 20 punti e buona difesa sullo stupratore)se mostrasse di aver recuperato bene dall'infortunio. Anche se poi il Doc ci ha abituato a non schierare i giocatori non al massimo.....

Piuttosto, se Cassell nei primi 5 minuti di gara-1 contro Fisher o Farmar combina i suoi soliti casini senza fare per giunta canestro, portando ad un parziale dei Fakers, fuori subito e dentro Eddie che è amato dal Garden e ha energie da vendere. Non possiamo permetterci di mollare un attimo. Siamo alle finali NBA, non alla quinta partita di stagione regolare. Per il resto, confido nella meravigliosa incoscenza del Rajon, guerriero senza paura.
Ah, dimenticavo Beat L.A.!

Nota a margine: Flip Saunders non è più l'allenatore dei Pistons. Al suo posto quasi certamente Michael Curry (soluzione interna)
Mi viene da pensare: Flip a Phoenix??? Non una brutta soluzone per loro, anche se ripartiranno da zero come concezione di gioco rispetto a D'Antoni
commento inserito alle 14:58 del 04 giugno 2008

Stefano Papa ha scritto:

  Mi inchino a Gerry come sempre!! smilies/smiley.gif

Ci sono partite che segnano un'epoca, ci sono partite che non dimentichi mai, ci sono partite che hai giocato a livello agonistico che ti segnano, ti fanno capire chi sei, cosa fai in campo e sono in grossa approssimazione o, in qualche modo, mostrano come approcci alla vita, come sei insieme ai compagni attraverso i tuoi comportamenti e quanto conta la grintà, l'orgoglio e il carattere.
Ci sono partite che vorresti rigiocare e come se vorresti o vorresti rivedere, come quelle che sono capitate nella storia di grandissimo sport, come lo è il Basket.
Mi è capitato verso la fine degli '80 di svegliare mia madre alle 5 mattina (diretta USA) e mettermi ad urlare in ginocchio per aver vinto un campionato pieno di emozioni incredibili e poi svegliarsi la mattina e dire voglio giocare anche io.
Imparare da loro e dalla Tv.
Erano i Celtics che giocavano contro le migliori squadre al mondo tra cui vi erano i LA Lakers.
A Settembre i Celtics sono venuti a Roma e li visti giocare dal vivo, ma i Playoff sono un'altra cosa, sono le gare a se stante, o dentro o fuori, dove devi dare tutto te stesso, nessun motivo per perdere ed accettare la sconfitta, non esco dal campo sconfitto, non c'è modo di esserlo; Il rifiuto di esserlo e di perdere una partita!! Così parla e sente il cuore di un capitano!! Si impara che a volte una sconfitta nella vita capita sempre e che comunque la gestione di questa fa grande un uomo o una donna.
Gli approcci nelle pratiche sportive permettono di far venir fuori il carattere individuale e forza collettiva e vedere e capire quanto del tuo gioco sia teso e proteso per i compagni e al servizio della squadra, elevando i compagni rispetto il loro abituale livello di gioco.
Per chi come noi ha giocato, per chi come noi ha visto BIRD, MAGIC, JORDAN... ed altri grandissimi dello sport più bello ed affastinante del mondo non servono le parole per capire quello che sto dicendo; la sfida e le emozioni di essere parte di qualcosa di più grande che non sono la mera soddisfazione individuale di segnare il tiro della vittoria, ma il grande passo sta nel pensarlo, crearlo e realizzarlo per se e per gli altri.
E questo è un processo ove servono virtù, sacrificio, sudore, pazienza, lungimiranza e metodo per andare oltre i propri limiti.
Approcciare così ad uno sport è lo stesso che approcciare alla vita e allo studio.
Comunque dopo questa miriade di cianfrusaglie l'attessisima Finale NBA tra le due squadre più dominanti della storia del basket americano i Celtics di Kevin Garnett, Paul Pierce e LA Lakers di Kobe Bryant.

Ripeto Non c'è motivo per perdere questa serie NESSUNO!!!

BEAT LA BEAT LA BEAT LA BEAT LA BEAT LA BEAT LA BEAT LA BEAT LA BEAT LA
commento inserito alle 17:07 del 04 giugno 2008

celticsman ha scritto:

  anche io ho visto quest'anno i celtics a roma... che emozione!!!! ma i playoff sono tutt'altra cosa (peccato non vederli dal vivo). daje boston! BEAT L.A!
commento inserito alle 17:45 del 04 giugno 2008

andrea ha scritto:

  BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.BEAT L.A. BEAT L.A.
commento inserito alle 18:22 del 04 giugno 2008

Christian Spazian ha scritto:

  Complimenti a Gerry e bravi anche tutti i commentatori che, a mio parere, sono di gran lunga migliori di quelli che si leggono in giro. smilies/wink.gif

Io evito di prononciarmi sia per non ripetere cose già dette, sia per evitare di fare brutte figure. smilies/grin.gif
commento inserito alle 18:44 del 04 giugno 2008

Gabrielex ha scritto:

  Scusate a che ora la fanno? su sky sport 2?
commento inserito alle 19:06 del 04 giugno 2008

BEAT_L.A. ha scritto:

  Saluto tutti voi compagni di fede CELTICA. Un ringraziamento alla redazione che in tutti questi mesi mi ha permesso di ridare fuoco alla mia passione giovanile. Che dire... BEAT LA
commento inserito alle 19:11 del 04 giugno 2008

Orizzio ha scritto:

  Si, su SKY Sport 2 partiranno dalle 3:00.
Qualcuno sa se c'è qualche modo per vederla in streaming o in replica domani?
Grazie!!! BEAT L.A.!!!
commento inserito alle 19:14 del 04 giugno 2008

geson ha scritto:

  ... di certo, a sfilare Tony dal barattolo di naftalina ci pensano eccome!!!
commento inserito alle 20:04 del 04 giugno 2008

Angelo ha scritto:

  Avete detto tutto voi...mi unisco allo Spazian nell'evitare brutte figure...

Mi permetto solo di citare da Televideo una delle migliori frasi per competenza cestistica che abbia mai letto: "Boston recupera Allen, vera star in contrapposizione al grande Kobe Bryant"...

Con tutto il rispetto per Tony, ma chi hanno preso per commentare il basket, Pluto???
commento inserito alle 20:37 del 04 giugno 2008

celticsman ha scritto:

  forse intendeva ray smilies/cheesy.gif
commento inserito alle 20:51 del 04 giugno 2008

tarabas ha scritto:

  ABBIAMO VINTO!!!!!! TUTTI A DIRE CHE I MATCHUP SONO A NOSRTO FAVORE....QUINDI VINTO!!!!!! Capisco l'ottimismo che da fiducia ma qui si esagera!!!! Io personalmente sono convinto che siamo favoriti, ma da qui a dire che meglio affrontare i lakers rispetto agli atlanta o ai cleveland è una follia!!!! Poi tutti a dire che i Lakers hanno affrontato squadre che non difendono o che sono stanche....ma per piacer, noi abbiamo affrontato e battuto in 7(dico 7) partite atlanta e clevelan che insieme non hanno vinto 80 partite!!!! LA SICUREZZA SI, MA ANCHE IL RISPETTO PER GLI AVVERSARI!!!!!
commento inserito alle 21:57 del 04 giugno 2008

Angelo ha scritto:

  Tarabas, se io fossi Gerry mi suiciderei...contro i Pistons tutti a dargli contro perchè aveva dipinto gli avversari in maniera troppo positiva, ora tu a dire che i matchup sono tutti ingiustamente a nostro favore...ma che deve fare sto ragazzo?

Tra l'altro tu stesso dici che siamo favoriti, e allora qual'è il problema? Non mi pare che qui non si rispetti l'avversario, ma è normale che dopo 21 anni ci sia un po' di euforia.
commento inserito alle 22:18 del 04 giugno 2008

Jerome ha scritto:

  Orizzio: solitamente la replica è il giorno dopo verso le 17 e poi alle 21 smilies/wink.gif
Go Celts!!!!!
commento inserito alle 23:29 del 04 giugno 2008

Meisk ha scritto:

  Sono le 11 di mattina del giorno di gara 1 delle finali NBA, e tutto tace?!?
Forse anche voi siete attanagliati dalla tensione come me...non ce la faccio più ad immaginarmi la partita!!!
Chi marca Kobe e chi marca Pierce, Allen sarà quello giusto, Garnett sentirà troppo la tensione o riuscirà a sciogliersi, Perkins avrà due falli dopo 3 minuti, il Doc sceglierà Cassell o House, partita ad alto punteggio o mani fredde e percentuali basse....

Aiutooooooooooooooooo!!!
Voglio solo cominciare a sentire la bolgia del Garden, vedere Tranquillo e Buffa che fanno il preview a bordocampo, e un uomo in grigio buttare una palla arancione a spicchi per aria...

BEAT LA, BEAT LA!!!
commento inserito alle 11:18 del 05 giugno 2008

Alberto ha scritto:

  Nessuno sa chi arbitra? Gradirei Dick Bavetta e non quel pelato, che non mi ricordo mai il nome, che ci ha sempre danneggiato.
commento inserito alle 11:32 del 05 giugno 2008

Lanter ha scritto:

  Tutto tace perchè la tensione ha già superato il livello di guardia.
La maggior parte di noi sarà in coda dal medico di famiglia per avere la prescrizione per cardiotonici adeguati ad un altissimo stress.

BEAT LA!
commento inserito alle 11:53 del 05 giugno 2008

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