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Celtics vs Pistons: Preview Tecnica PDF Stampa E-mail
Scritto da Gerry Donato   
lunedì 19 maggio 2008
Il momento è arrivato. Era il naturale epilogo, la serie che tutti aspettavano, il grande rilancio dell'Est, il duello tra gli emergenti-veterani biancoverdi e la squadra che è arrivata alla sesta finale di Conference consecutiva. Secondo alcuni è addirittura la vera finale NBA; è Boston Celtics vs Detroit Pistons.

Ci si arriva in maniera alquanto anomala soprattutto in casa Celtics, con una ingovernabile altalena di emozioni, prestazioni e risultati che trova il suo epicentro nel record tra partite in casa (8-0) e partite in trasferta (0-6). Ma anche Detroit ha visto i sorci verdi al primo turno per merito dei cugini di Philadelphia, in grado di sbancare il Palace di Auburn Hills in gara 1 e di portare la serie sul 2-1, conducendo addirittura di 10 punti nel terzo quarto la determinante gara 4 poi persa.

Da quel momento infatti i Pistons sono tornati i Pistons e dopo aver ribaltato la serie contro i Sixers con tre vittorie consecutive (4-2), è arrivata la relativamente comoda qualificazione contro i troppo pasticcioni Orlando Magic (4-1), battuti col tipico cinismo della grande specie nell'ancora una volta decisiva gara 4 in Florida e con uno splendido Tayshaun Prince salito alla ribalta tra stoppate e canestri chiave.

Grazie al liberale Saunders ed agli anni di esperienza giocando insieme numerose partite decisive, i Pistons vanno ormai da soli sia in difesa, con regole più di abitudine che autentici principi tecnici, sia in attacco, talvolta non chiamando del tutto i giochi ma guardandosi e conoscendosi a vicenda, muovendosi automaticamente a seconda delle reazioni degli avversari.

Sono un gruppo totalmente differente e quasi all'opposto rispetto ad Atlanta ed ai Cavaliers appena incontrati: niente grandi atleti, niente giovani inesperti, niente lunghi salterini, niente accentratori del gioco, niente attacco monocorde. Ma tanta tecnica, tanta comprensione del gioco e tanta esperienza.


Quintetto

act_chauncey_billups.jpg Chauncey Billups
Dopo Joe Johnson, Delonte West e Wally Szczerbiak, sembra inesorabile dover rendere conto in questi nostri pazzi playoff a ex di lusso nel reparto guardie. Con Billups siamo forse di fronte anche ad uno dei rimpianti più grandi, dopo che Rick Pitino annullò la sua notevole intuizione al draft con la cessione che mandò letteralmente in crisi la carriera di Chauncey, ritrovatosi solo anni dopo nel Michigan come il campione che oggi conosciamo. Forza nella parte alta del corpo, abilità nel tenere lontano il difensore con la spalla, mortifera esecuzione al tiro, infallibilità ai liberi. Ma soprattutto enorme fiducia nei suoi mezzi, costante controllo della partita ed allucinante freddezza nei finali quando c'è da segnare tiri che contano.

MATCHUP vs Rondo
Se Billups sta bene e si è ripreso dal problema nella serie contro Orlando, può rappresentare l'accoppiamento più delicato per noi. Detroit conserva uno schema ("Fist-down as run") fatto apposta per portarlo in post basso o in isolamento contro avversari più piccoli, utilizzatissimo ai tempi della finale contro Tony Parker: in estrema sintesi si tratta di un gioco a due laterale con Chauncey in palleggio verso il lato e Wallace che poi si apre sul perimetro chiamando la difesa ad una scelta, mentre gli altri tre compagni si allargano sul lato debole per l'eventuale ribaltamento. L'immediato riconoscimento di Billups dei mismatch a suo favore ed il conseguente isolamento senza entrare nei giochi completano l'ostico ed ingrato compito per Rajon, che può tuttavia attaccare nell'altra metà campo la brutta tendenza del suo rivale a difendere forte ad inizio azione per poi spegnersi piano piano. Tutt'altro che da escludere infine l'inversione di accoppiamenti tra le guardie, con Rondo vs Hamilton ed Allen vs Billups.

act_richard_hamilton.jpg Richard Hamilton
Massimizza il suo talento non di primissima classe assoluta con un grande lavoro di perfezionamento tecnico negli anni ed applicazione encomiabile in ogni partita. E' tra i migliori giocatori senza palla della lega, in costante movimento nel contesto tattico dei Pistons che ricorrono a lui talvolta anche come prima opzione offensiva. Palla in mano è superba la sua capacità di fintare controllando il corpo e lasciando andare la palla sull'inerzia del movimento, con rilascio a dir poco istantaneo. Molto meno temibile da oltre l'arco dei tre punti, mentre attenzione alle sottovalutate qualità come passatore.

MATCHUP vs Allen
Si sfidano ancora una volta due giocatori tendenzialmente molto simili (oltre che ex Connecticut), se non fosse che per il nostro abbacchiato Ray è doveroso aggiungere l'asterisco ed un enorme punto interrogativo a causa del difficile momento che sta vivendo in questi playoff. Rincorrere Hamilton per il campo è una delle imprese più difficili all'interno dell'intera NBA, perchè parliamo della guardia con la maggiore varietà di soluzioni senza palla grazie all'eterno movimento che effettua ed alla facilità nel leggere le difese; lavoraccio per Ray e non da escludere addirittura la riesumazione di Tony Allen per qualche missione speciale o il dirottamento di Rondo sulle sue tracce. In teoria la situazione si capovolgerebbe nell'altra metà campo, poichè Richard non è certo un difensore naturale nonostante l'ottima applicazione in un sistema così ben strutturato; ma in pratica il nostro attacco e la fase nera di Allen non permettono di avere certezze in merito.

act_tayshaun_prince.jpg Tayshaun Prince
E' stato senza troppi giri di parole ed al di là delle cifre MVP della serie contro i Magic, durante la quale ha griffato un paio di azioni difensive ed offensive nei secondi finali semplicemente da Hall of Fame. E' il numero uno assoluto della lega nelle stoppate arrivando da dietro, con una pulizia nell'intervento che trova spiegazione nelle interminabili prolunghe che fuoriescono dalle spalle. Anche i suoi tempi di reazione verso il ferro sono da elite NBA, mentre ha ormai acquisito grande sicurezza in attacco rispetto al suo ingresso nella lega, pur continuando a giocare spesso come facilitatore offensivo al servizio dei compagni.

MATCUP vs Pierce
Una delle chiavi nascoste della serie, anche perchè sono i due soggetti usciti vincitori dalle rispettive semifinali. Prince in difesa è osso ben più duro di LeBron e soprattutto grazie alla sua conformazione somatica non permetterà a Paolino di prendersi con comodità i tiri dalla media distanza che hanno deciso gara 7 contro Cleveland. Il monumentale Pierce visto in difesa contro James, se non cala di tensione, può non soffrire anche una fattispecie diversa come Prince, che ogni tanto porterà il nostro numero 34 in post basso per provare qualche soluzione sfruttando i centimetri, l'agilità e le braccia lunghe.

act_rasheed_wallace.jpg Rasheed Wallace
Per i puristi di questo gioco, al di là di qualche comprensibile esasperazione del concetto che vorrebbe rappresentarlo come il barometro della corsa all'anello, è un autentico califfo. Accanto a qualche inspiegabile momento di astinenza dal gioco, non si può fare a meno di prendere atto che quando ha voglia mette in mostra un'intelligenza inarrivabile in difesa ed una conoscenza enciclopedica di questo sport. Adora piazzare i blocchi e poi aprirsi per giocare frontalmente e tirare anche dal perimetro, ma ha anche portato a scuola Howard in post basso spalle a canestro durante la serie contro Orlando. Mente del tutto imperscrutabile, deve trovare motivi per giocare le partite ma la rivalità con KG lo terrà presumibilmente sempre con la testa nella serie.

MATCHUP vs Garnett
Cosa volere di più dalla vita? E' il duello per antonomasia, la sfida più attesa, la convergenza verso il cielo di due modi diversi ma ugualmente favolosi di concepire la pallacanestro. Wallace e McDyess si possono considerare come la migliore coppa di difensori di post basso disponibili nell'intera lega e - aggiungendo a questo le tendenze difensive di Saunders - è facile ipotizzare che Garnett non venga molto raddoppiato e si possa trovare a lungo in single coverage uno contro uno contro l'avversario diretto, che svolgerà il solito grande lavoro d'anticipo sul passaggio dentro. Dall'altro lato, necessari gli straordinari per Kevin che sarà spesso chiamato fuori dall'area, creando una piccola grande voragine per gli automatismi della nostra difesa.

act_antonio_mcdyess.jpg Antonio McDyess
Nelle prime tre gare contro Orlando ed in partite sparse contro Philadelphia ha perso il posto in quintetto a favore del sorprendente Maxiell, ma è prevedibile che contro una squadra ben più esperta e smaliziata come Boston Antonio torni in pianta stabile tra i primi cinque Pistons sul parquet. McDyess è temibile ed esperto tutto campo, sia in difesa con eccellente lavoro in post basso ed importante presenza a rimbalzo, che in attacco grazie al solido piazzato dalla media distanza ed alla più che discreta qualità nelle letture all'interno del sistema Pistons. Gli manca ancora l'anello per coronare una splendida ma sfortunatissima carriera, frastagliata e ridimensionata da gravi infortuni in passato.

MATCHUP vs Perkins
Una piccola fetta della serie si gioca sulla combinazione e le scelte dei due lunghi che affiancheranno Rasheed e KG, giocando in funzione del grande duello. Mandare Perkins in aiuto su Rasheed sarebbe un potenziale pastrocchio ma l'accoppiamento con un giocatore completo come McDyess è delicato per Kendrick. In difesa i lunghi di Detroit non raddoppiano con grande frequenza e quindi il fatturato offensivo di Kendrick non subirà grandi ed inattese escalation. Ma è nella presenza in area e soprattutto a rimbalzo che dobbiamo aspettarci molto da Perkins, poichè sarà in buona parte nelle sue mani la gestione dei tabelloni a causa delle scorribande inevitabili di Garnett per inseguire e contenere Wallace. Altro buon motivo per un utilizzo sempre maggiore del meraviglioso PJ Brown, decisivo contro i Cavs. Attenzione infine alla configurazione con Garnett centro e Posey da 4, non del tutto da escludere.

Panchina
Sia che parta in quintetto Maxiell o McDyess, i minuti dei due si alterneranno andando a completare con Rasheed e Ratliff il minutaggio dei lunghi. Maxiell è stato francamente eclatante fattore nella serie contro Orlando, marcando indifferentemente esterni (Lewis) ed interni (Howard) e difendendo in varie situazioni anche nei momenti chiave con un mix eccellente di energia ed agilità. Ha pochi centimetri ma tantissima voglia ed intuito per la palla; se poi gli entra pure il piazzato dai cinque metri, si eleva a fattore nella serie, anche se è troppo piccolo per stare con Garnett.

Tanto per non farci mancare qualche altro ex, ecco puntuale l'approdo a Detroit nel finale di stagione di Ratliff, autentica meteora durante la sua permanenza a Boston. Theo sta ai Pistons esattamente come PJ Brown sta ai Celtics, potendo garantire minuti di saggia esperienza difensiva nel posizionamento e nell'aiuto per la stoppata, oltre al classico contributo in termini di rimbalzi e presenza anche in attacco per raccattare qualcosa di buono nel sottobosco della partita.

Da tenere d'occhio la crescita vertiginosa del rookie Rodney Stuckey, salito al proscenio nella serie contro Orlando andando a sostituire in modo sorprendente l'infortunato Billups in quintetto. Faccia tosta e grande personalità unite a forza fisica e capacità di giocare in penetrazione fanno ormai di lui il primo cambio nel settore piccoli.

Si aggira ed è ancora un fattore quando è chiamato in causa il veterano Lindsey Hunter, ancora solido difensore sulla palla e tiratore dal perimetro sugli scarichi. Avrà minuti specie se Billups avesse bisogno di amministrarsi nel recupero dal problema fisico.

Piuttosto ridimensionato ai playoff il minutaggio di Jarvis Hayes, tosta ala dinamitarda con punti nelle mani specie dal perimetro ma quasi scomparso dalle rotazioni nella serie contro Orlando, superato nelle gerarchie persino dall'argentino Walter Herrmann che ha meno qualità ma è più mestierante ed adatto per qualche lavoro sporco tutto campo. Se Prince continua a giocare 44 minuti, vedranno entrambi pochissimo il campo.

Juan Dixon tornerà al ruolo di quarto play e resterà a lungo seduto in panchina, mentre l'atletone dal grande potenziale Amir Johnson paga l'esplosione di Maxiell e l'esperienza di Ratliff, così come l'ex UCLA Arron Afflalo il lancio di Stuckey e gli ancora troppo evidenti limiti offensivi, benchè possa essere riciclato per qualche missione speciale difensiva sul suo compaesano Pierce.

Attacco

La configurazione iniziale dell'attacco base prevede tre uomini sul lato forte (più spesso Wallace al gomito, Hamilton sul perimetro centralmente, Billups palla in mano sul perimetro a livello del prolungamento della linea del tiro libero) e due uomini sul lato debole. La prima chiave è il blocco cieco (back screen) di Wallace per Hamilton che taglia, sfruttando all'evenienza i blocchi di Prince e McDyess per l'uscita sull'altro lato, spesso a ricciolo; un'opzione classica è il gioco a due con caratteristico pick and pop tra Rasheed e Chauncey; se riceve Wallace, Billups può tagliare a sua volta per lasciargli spazio o magari per scambiare posizione con Prince che arriva dal lato debole; McDyess o Maxiell si fanno trovare sempre pronti dai 5 metri sugli scarichi e sui ribaltamenti.

Ma le varianti sono infinite e quasi tutte di lettura più che di esecuzione, in base alle scelte della difesa, distribuendo equamente ed armonicamente responsabilità ed oneri.

Sono scientifici e chirurgici nell'andare a cercare le situazioni di vantaggio con uso improvvisato ed elevato di blocchi e pick and roll per chiedere cambi alla difesa e soprattutto sfruttando tutto il quintetto a turno in post basso, in primis Billups con il già menzionato "Fist-down as run". Parafrasando Federico Buffa, "non giocano una partita, ma ti fanno un'autopsia".

Il ritmo è equilibrato ma tendente al basso anche per arrivare bene nei possessi chiave, quando la sicurezza e la leadership di giocatori come Billups e Wallace possono fare la differenza.

Difesa
Storicamente accendono e spengono concedendo punti facili in alcune fasi di astinenza, ma giocando una difesa più di abitudine che di principi veri e propri sanno anche essere unici e formidabili nella prontezza degli adeguamenti. Non hanno grande propensione a raddoppiare palla ed accettano spesso l'uno contro uno, ma avranno sicuramente tratto spunto dal lavoro svolto da Atlanta prima e soprattutto Cleveland poi, che si sono snaturate per cercare di limitarci.

Sono a tratti eccelsi nella transizione difensiva, in situazioni di inferiorità numerica, sul lato debole e nelle rotazioni sui ribaltamenti, specie grazie al lavoro sublime dei loro lunghi. Sfruttano d'altronde uno dei più grandi specialisti in materia, ovvero Prince, ed i rapidissimi tempi di lettura di Wallace, che arriva un secondo prima della media nella posizione corretta ed a capire cosa sta per succedere; senza dimenticare la clamorosa crescita del versatile Maxiell, la solidità in post basso di McDyess e la presenza in area di Ratliff. Azzardano talvolta qualche principio di zona ma adattandosi alle caratteristiche degli avversari più che per vera e propria difesa distintiva. Soffrono i ritmi molto alti e l'energia atletica.

Coach Flip Saunders
Nessuno meglio di lui conosce Kevin Garnett, che ha allenato per circa 10 anni dal 1995 in quel di Minnesota con risultati alterni ma nel complesso più che positivi, prima di approdare nel Michigan per prendere in mano la patata bollente della sostituzione di un santone vincente come Larry Brown.

E' un autentico liberale. Il suo playbook è decisamente più magro e leggero di quelli di coach Carlisle e coach Brown che l'hanno preceduto su quella stessa panchina ed il risultato è così un ibrido particolare con la sovrapposizione di principi dei Pistons campioni e delle idee che Flip si porta dietro da sempre in carriera. Ha infatti introdotto l'utilizzo della zona (a lungo mal digerita dai vedovi di Larry Brown, in primis Rasheed) e del doppio post alto in attacco, ma ha lasciato inalterata buona parte degli attacchi base e delle abitudini difensive.

La caratteristica lampante di coach Saunders è infatti quella di lasciare fare ai suoi uomini, fidandosi della qualità delle loro selezioni e della ormai pluriennale conoscenza reciproca. E' da qualche tempo nel mirino dei tifosi dei Pistons che hanno trovato in lui il responsabile principale delle sconfitte contro Miami nel 2006 e soprattutto contro Cleveland nel 2007, quando letteralmente non riuscì a trovare un antidoto a LeBron ed al suo amichetto Gibson.

La stagione regolare :

2-1 per i Celtics. Primo appuntamento il 19 dicembre al Garden ( vedi recap su ICP ), vincono i Pistons 87 a 85 dopo che i Celtics gli regalano letteralmente la vittoria. Sull'85 pari Boston ha in mano l'ultimo tiro, Pierce tira troppo presto, rimbalzo Pistons e Timeout. La rimessa va in mano a Billups che a pochi decimi dalla fine si vede franare addosso Tony Allen, e chiude la gara con un 2 su 2 dalla lunetta.  

La rivincita arriva il 5 gennaio ( Vedi Recap su ICP ), con i Celtics che sbancano il Palace con un quarto periodo perfetto cavalcando l'inaspettata vena offensiva di un Glen Davis da 16 punti nell'ultimo periodo.

La terza gara va in scena il 5 marzo ( Vedi recap su ICP ) al Garden e vede vincere agevolmente i Celtics con Kevin Garnett autore di 31 punti e Kendrik Perkins che porta via ai temibili lunghi dei Pistons 20 rimbalzi.

Commenti (25)add comment

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Vedo i Media già scatenati a darci fuori in 5-6 gare, io aspetterei un attimo perché magari a noi peserà un po di stanchezza, ma non dimentichiamoci che :

1) Billups ha fatto ieri un allenamento soft, è dato in forse, magari giocherà ma non al 100% e occhio perché uno stiramento come il suo in quel punto ti toglie scatto e velocità quindi lo spunta molto e non si possono neppure metterlo ad infiltrarlo perché poi se non sente nulla e forza rischia lo strappo sul serio.
2) In stagione regolare i Pistons ci hanno sofferto molto, la prima gliela abbiamo regalata noi, le altre due ce le siamo prese di forza.
3) La loro panchina non è nulla di che soprattutto come esperienza
4) I loro lunghi sono meno fisici di quelli dei Cavs che abbiamo sofferto molto e soprattutto quelli che escono dalla panchina rischiano di soffrire moltissimo i nostri Powe che con Maxiell ci si accoppia bene e PJ Brown, e non dimenticherei Davis che a gennaio li matò bene bene.
5) ricordiamoci che hanno il suicidio mode sempre a portata di click
6) se messi sotto pressione sono più fragili dei Cavs sicuramente.

Credo sarà una serie molto diversa dalle altre due, rispetto ai cavs sono sicuramente meno fisici, difendono più di tecnica, fanno molto ricorso alla zona (anche con i Magic), ma in attacco agli 85 ci vanno tutte le sere, quindi non ci possiamo permettere blackout come quelli della serie contro i Cavs. Sono una squadra più equilibrata senza un mattatore come LeBron quindi la difesa di Thibodeau potrebbe lavorarci meglio senza stravolgerla come hanno dovuto fare con i Cavs.

Francamente temo soprattutto la stanchezza, Posey mi è sembra a pezzi fisicamente e lui potrebbe essere l'uomo chiave perché contro i Pistons si potrebbe anche provare ad andar leggeri con lui da 4 e KG da 5, e provare un po a correre cosa che i Pistons soffrono molto. Anche KG a fine gara ieri era stremato. Oggi sarà utile recuperare energie mentali e fisiche prima di tutto, temo che questa stanchezza possa pesarci molto e farci predere una delle prime due, chissà che poi magari una sconfitta interna non sblocchi i nostri in trasferta.
commento inserito alle 21:14 del 19 maggio 2008

Andrea Del Vanga ha scritto:

  Che dire. Numerose le chiavi tecniche e tattiche. Bene ha fatto Gerry a ricordare le 3 tiratissime partite della regular season. Dopo il "famoso" fallo di Tony su Billups a tempo praticamente scaduto, Boston ha preso il volo e ha vinto dopo 2 autentiche battaglie le altre 2 partite di regular season. I miss-match a nostro favore sono numerosi: in particolare nei match precedenti sono stati importanti i giocatori che si affiamcavano a Garnett, con Davis epico a Detroit e Perkins capace di una partita da 20 rimbalzi. La nostra panchina e' superiore alla loro e dobbiamo e possiamo confidare sul recupero di Cassell e Ray Allen, oltre a non troppo improbabile riutilizzo di Tony Allen che potrebbe tornare comodo contro Hamilton e Billups. Pierce ha sempre ben giocato contro Wallace, cosi' come Pierce contro Prince. Sara' 1 serie durissima. Speriamo di non risentire troppo in gara 1 della faticaccia contro Cleveland.
commento inserito alle 21:25 del 19 maggio 2008

Celtic Soul ha scritto:

  Loro sono la squadra più forte della NBA se non perdono la testa.
Però secondo me ci soffrono particolarmente.
Vediamo come va gara 1.Solo dopo gara 1,forse dopo un tempo,sarò in grado di dire che futuro abbiamo in questa serie.
Forza Verdi.Ma Bird 5 minuti ancora non li può dare è?? smilies/cheesy.gif
commento inserito alle 21:54 del 19 maggio 2008

legend79 ha scritto:

  provo a mettermi nei panni di un tifoso di detroit
-se billups recupera hanno un grande vantaggio contro di noi
-perkins contro mcdyess è un altro punto molto forte x i piston
-questo ray allen è il 6 uomo di detroit
-KG non potrà scorrazzare x il campo a portare i suoi aiuti xchè rasheed non è wallace
-sono più freschi di noi e certamente non ci aiuta il calendario. giocare dopo solo 2 giorni da una gara-7 cosi intensa potrebbe esserci fatale.se billups non è al massimo si potrebbe giocare alla pari. cmq gara-1 la temo moltissimo x il discorso stanchezza.lo ritterrei un mezzo miracolo portarci sul 2-0
commento inserito alle 22:01 del 19 maggio 2008

legend79 ha scritto:

  mi sono accorto adesso del gioco di parole tra rasheed e wallace. ovviamente intendevo ben
commento inserito alle 22:53 del 19 maggio 2008

Jerome ha scritto:

  Francamente temo soprattutto la stanchezza, Posey mi è sembra a pezzi fisicamente e lui potrebbe essere l'uomo chiave perché contro i Pistons si potrebbe anche provare ad andar leggeri con lui da 4 e KG da 5, e provare un po a correre cosa che i Pistons soffrono molto. Anche KG a fine gara ieri era stremato. Oggi sarà utile recuperare energie mentali e fisiche prima di tutto, temo che questa stanchezza possa pesarci molto e farci predere una delle prime due, chissà che poi magari una sconfitta interna non sblocchi i nostri in trasferta.


Sono d'accordo, temo la stanchezza di qualcuno dei nostri.
Ma solo quella sia inteso, alla fine verranno asfaltati. Ne sono sicuro!
Go Celts!!!!!
commento inserito alle 23:53 del 19 maggio 2008

Giacomo ha scritto:

  Jerry è sempre eccellente nelle sue disamine tecniche ma mi viene spontanea una domanda: perchè i Pistons dalla descrizione che ne viene fatta sembrano tutti dei fenomeni e i Ns. dei mammalucchi ? Ma non sono arrivati dietro di noi in stagione regolare e non hanno perso 2 partite su 3 contro i Celtics? E non si sono fatti eliminare, l'anno scorso, da una squadra, i Cavs, che erano più deboli di quelli di quest'anno ? E come mai i vari Billups, Wallace e Prince, pur essendo ottimi giocatori, non sono considerati ( e non solo da noi bostoniani ) allo stesso livello del PGA ?
In questa preview mi sa tanto che c'è qualcosa che non va !
Io dico che se i Celtics giocano come sono capaci, stanchezza e calendario infelice permettendo, Detroit può essere, per noi, un avversario meno ostico dei Cavs.
Penso che i Celtics soffrano più le squadre " muscolari " che quelle " tecniche " anche perchè quando vinciamo la lotta a rimbalzo, quasi sempre portiamo a casa le partite
commento inserito alle 23:59 del 19 maggio 2008

Christian Spazian ha scritto:

  Sempre ottima la preview tecnica di Gerry, complimenti!

Io credo che una delle cose che potrebbe far pendere la bilancia dalla nostra parte è la panchina, nettamente più forte quella dei Celtics, poi però bisogna dimostrarlo sul campo.

Sono curioso di vedere se verrà riesumato Tony oppure no.
commento inserito alle 00:05 del 20 maggio 2008

celticsman ha scritto:

  io credo che gara 1 conterà meno di quello che molti pensano. e inoltre penso sia difficile che i nostri celtics non ne vincano nemmeno una in trasferta! sono fiducioso!
commento inserito alle 00:35 del 20 maggio 2008

celticsman ha scritto:

  post scriptum: interessante questa dichiarazione rilasciata dal nostro Sam

Sam Cassell non ha giocato Gara 6 e 7 della interminabile serie che ha visto Boston avere la meglio contro i Cavaliers nella partita decisiva ma ha affermato che il suo riposo è stato strategico per essere al meglio contro i Pistons.
"Doc Rivers mi ha detto avrei potuto non giocare le ultime due gare per essere al meglio contro i Pistons, è per questo che io sono qui: giocare contro Detroit e giocare le Finals" ha detto Cassell al The Boston Globe".
Cassell crede che Rivers abbia fatto la scelta giusta.
"Lui ha giocato per Popovich. So che Popovich fa la stessa cosa. Lui concede dei riposi ai suoi giocatori" ha affermato il quasi 39enne giocatore. "Ho avuto 4 giorni di riposo. Ora sto bene. Sono pronto per fare qualsiasi cosa mi chiederà l'allenatore. Giocherò un po' di più la prossima serie. Mi sento fresco. Sto davvero bene". (e.c.)


Fonte: Redazione Basket Central
commento inserito alle 00:37 del 20 maggio 2008

Angelo ha scritto:

  Giacomo, il problema con questi è che sono una squadra con un quintetto completo, che si conosce a memoria, con un'esperienza infinita di partite che contano e una personalità fuori norma. Non hanno LeBron, Paul o Bryant, presi singolarmente possono non essere i migliori per ogni ruolo, ma tutti e cinque insieme, e qui si gioca di squadra, sono mortiferi. A garanzia dovrebbe bastare quello che hanno fatto negli ultimi 6 anni. Insomma, ci andrei piano con il "siamo favoriti". Per come la vedo io, mettendo assieme tutti i fattori, stanchezza compresa, abbiamo un 49.9%.

PS: L'accoppiamento Billups-Rondo mi fà paura, Billups è il play, assieme a Deron Williams, che si accoppia peggio con Rajon.
commento inserito alle 00:46 del 20 maggio 2008

boston ha scritto:

  xtutti
chiariamo un concetto.sono gli altri a dover aver paura di noi e non viceversa,e ricordiamoci che i nostri big,non hanno ancora giocato tutti e 3 insieme bene.gara1 gara 2,non ho ancora capito perchè devono vincere loro.fosse per questo,se era la stanchezza,non avremmo superato la semifinale.ed invece nò,noi lotteremo fino all'ultimo tiro e gli altri crolleranno,che lo vogliano o no!!!!!e ficchiamocelo in testa che da noi.......non si passa.volenti o nò. solo e sempre bostoniani. smilies/cheesy.gif smilies/cheesy.gif smilies/cheesy.gif
commento inserito alle 02:08 del 20 maggio 2008

boston ha scritto:

  xangelo
non hanno mai incontrato noi.e adesso venne il loro turno. smilies/cheesy.gif smilies/cheesy.gif smilies/cheesy.gif
commento inserito alle 02:10 del 20 maggio 2008

Gerry Donato ha scritto:

 
Jerry è sempre eccellente nelle sue disamine tecniche ma mi viene spontanea una domanda: perchè i Pistons dalla descrizione che ne viene fatta sembrano tutti dei fenomeni e i Ns. dei mammalucchi ? (Giacomo)


Non era certo questo lo scopo e non è di certo questa la realtà, soprattutto per quanto riguarda i nostri!

Sono d'accordo quando dici che paradossalmente Detroit abbia caratteristiche per noi più digeribili e meno ostiche rispetto a Cleveland, ma non si può negare una netta differenza come valore assoluto tra Pistons e Cavs, a favore dei primi. Per non parlare poi di Atlanta!

Ecco perchè forse rispetto alle altre preview è emerso un pizzico in più di paura nei matchup e magari sono state quasi inconsciamente evidenziate di più le situazioni di svantaggio rispetto a quelle di vantaggio (che poi ovviamente sono solo spunti e non certo oro colato! smilies/wink.gif).

Uno dei grandi temi è stato ripreso da Angelo: Detroit è più squadra, più rodata, più esperta e più abituata a giocare queste partite rispetto ai nostri precedenti avversari, anzi temo anche rispetto a noi ed a tutte le altre squadre, San Antonio a parte.

Dopo le difficoltà iniziali contro Phila, hanno anche giocato playoff decisamente migliori e più concreti dei nostri, mentre noi abbiamo fatto un salto di qualità inferiore alle attese rispetto alla regular season, quando come ricordi giustamente abbiamo messo sotto i Pistons.

Sfavoriti non siamo perchè bisogna pur sempre venire a vincere al Garden (e sono d'accordo con l'ottimismo di "boston" qui sopra smilies/cheesy.gif), ma mi pare scontato che sia più dura che contro Atlanta e Cleveland e che quindi sia necessario un ulteriore salto di qualità.
commento inserito alle 02:35 del 20 maggio 2008

serfuoco ha scritto:

  Tutta da gustare questa sfida.
Noi col fattore campo favorevole, loro molto più freschi.
Su Billups vero, ma bisogna vedere come stà.
Eppoi io ci piazzerei Ray e Rajon su Hamilton.
I quintetti si equivalgono e la differenza potrebbe farla la panchina.
Ad Ovest sfida simile con SA come Detroit, cioè: brutta gatta da pelare... :-
commento inserito alle 08:11 del 20 maggio 2008

serfuoco ha scritto:

  Dimenticavo, importante la rotazione dei lunghi, ne abbiamo tanti e dobbiamo farli giocare a rotazione tutti.
Determinante, infine, vincere in trasferta.
Loro una al Garden la vincono.
commento inserito alle 08:24 del 20 maggio 2008

Alberto ha scritto:

  Se c'è una squadra dove possiamo finalmente vincere in trasferta questa sono i Pistons!
Noi abbiamo una panchina più lunga e affidabile e va sfruttata al massimo visto anche la stanchezza che ci portiamo dietro nelle 14 precedenti gare disputate.
Ma la cosa più importante è sbloccare mentalmente Ray Allen magari creando un ruolo tutto suo (sesto uomo?) che lo possa far sentire più coinvolto nel gioco perchè è innegabile che sia schiacciato dalla personalità di Pierce e KG ma sopratutto del nostro capitano.
Su questa serie ho fiducia in Powe e Davis e spero che PJ ripeta i minuti di qualità che ha giocato in gara 7 contro i Cavs.
I questa serie ci sarà molto lavoro per Rivers che si gioca una buona fetta di credibilità playoff.
Non voglio gufarmi contro dicendo che sono fiducioso.
commento inserito alle 09:59 del 20 maggio 2008

Lanter ha scritto:

  Inizia una serie attesa per tutto l'anno.

Il primo problema è sicuramente la stanchezza che ci portiamo dietro dopo le prime 2 serie tirate sommata alla scarsa rotazione nelle ultime partite con i Cavs. Alla fine di gara 7 alcuni nostri giocatori sembravano stremati, speriamo che l'entusiasmo per la vittoria nella partita decisiva (contro i Cavs) e la bolgia che ritroveremo al Garden ci aiutino ad effettuare un ulteriore sforzo.

Sicuramente ci accoppiamo meglio con Detroit, squadra decisamente meno atletica, rispetto alle altre due squadre fin qui incontrate. Per quanto uscito dalla RS mi sembra che i Pistons ci soffrano.

Le grandi menti giornalistiche ci danno quasi per spacciati....penso che saranno molti a ricredersi.

Credo che l'ago della bilancia possa essere lo scontro tra il Bigliettone e fascetta rossa. Ammutoliamo Rasheed e i pistoni potrebbero saltare come hanno già fatto l'anno scorso. Il nostro fattore di maggior vantaggio sta nel fatto di aver dimostrato di avere 2 palle quadrate, quindi anche se perdissimo 1 delle 2 gare in casa sono sicuro che cambieremmo atteggiamento fuori!

Prendiamoci di prepotenza le Finals! smilies/wink.gif
commento inserito alle 10:01 del 20 maggio 2008

luca9 ha scritto:

  Dopo queste 2 serie così combattute, il fattore stanchezza potrebbe essere decisivo...
Io mi sono fatto un’idea di noi:
Nonostante abbiamo i BIG 3, 2 giocatori in campo quasi battezzabili non ce li possiamo permettere...
KP è sempre soggetto a recuperi da parte dei lunghi avversari, anche quando gli lasciano spazio x la comoda ricezione a 1 metro dal canestro... su RONDO dobbiamo sempre attendere quale RAJON va in campo, se quello deciso che si prende i tiri che deve o quello timoroso da trasferta... e visto che al DOC piace cambiare spesso, mi affiderei alle sue alchimie... smilies/wink.gif
commento inserito alle 10:10 del 20 maggio 2008

Giacomo ha scritto:

  Non solo i Pistons sono " una squadra ", lo siamo anche noi ! Credo che abbiamo superato lo scoglio più duro, che era quello di entrare nella " mentalità da play off " e di sostenere il ruolo di favoriti con Hawks e Cavs.
Ora che molti analisti danno Detroit vincente in 5 o 6 partite contro i Celtics e che abbiamo preso fiducia grazie le vittorie dei turni precedenti, le uniche mie preoccupazioni sono la stanchezza ed il calendario senza soste.
Con ciò non dico, certo che, con i Pistons, sarà una passeggiata ma che a parità di condizioni, cioè, stessi giorni di riposo per le 2 squadre prima del confronto e gara 7 da disputarsi in campo neutro io punterei sui Ns. ( e parlo non da tifoso, anche se è difficile essere obbiettivi se parteggi per una delle 2 squadre ! ). Ora, invece, che siamo più stanchi, ma con gara 7 al Garden dico ancora Celtics sperando in un " risveglio " di Ray.
Credo che in questa serie importantissimo sarà il ruolo di Perk, anche perchè KG verrà spesso " portato fuori " da Wallace. Se Ken farà la " voce grossa " a rimbalzo evitando falli stupidi abbiamo ottime chances di andare in finale.
commento inserito alle 10:24 del 20 maggio 2008

DNGMRZ ha scritto:

  x fortuna oltre a kendrick c'è PJ, c'è glen davis (record di punti contro detorit) c'è il leone.
sennò la vedevo grigia.
commento inserito alle 10:33 del 20 maggio 2008

Angelo Boston Pride ha scritto:

  ma questa preview in pratica dice che abbiamo matematicamente perso...sembra scritta da uno di detroit...e va bene che sono forti ma non esageriamo...
commento inserito alle 12:50 del 20 maggio 2008

Piero ha scritto:

  Complimenti Gerry! (no more to say)...
(Well, just a little thing)
Quando tu ed altri dite che Detroit è "più squadra" (rodata, esperta, abituata, ecc.) posso condividere il pensiero però c'è la fregatura: in ogni grande squadra ci deve essere un leader e Detroit il leader lo aveva quando in panchina c'era Larry Brown. Dopo che se ne è andato sono rimasti senza quel leader carismatico (ed autoritario all'inverosimile) che li ha compattati e li ha portati ad 1 titolo e 1/2! I Pistons del dopo Brown non sono più gli stessi ma non tanto perchè non c'è più Big Ben o perchè qualcuno è invecchiato (Rasheed, Billups, Hunter) mentre qualcun altro è maturato (Prince), la verità è che nessuno dei giocatori e tantomeno l'allenatore si sono elevati al grado di leader, tantè che non sono più riusciti a vincere le serie di PO che contavano contro avversari di pari o leggermente inferiore livello tecnico. Ecco allora che a mio parere il discorso "squadra" sui Pistons abbia un suo limite non trascurabile quando si affrontano delle serie di PO contro avversari non palesemente inferiori come quelli che ha già affrontato quest'anno.
Se dovessi fare una scala di valori per il concetto di squadra ad altissimo livello metterei i Cavs davanti ai Pistons.
In fondo questo è uno dei problemi di cui si è già discusso anche con i Celtics dove nessuno del PGA sembra essere in grado di trasninarsi gli altri. Personalmente dico il contrario: ognuno dei tre ha le capacità e la voglia di essere il leader, che però deve essere uno solo (al limite uno alla volta).
Rasheed "testa fina" non è un leader se non emotivo in certe serate od in certi momenti particolari, Billups è stato per me un po' una delusione sotto questo punto di vista ed in questo ci metto anche il fatto del rinnovo del contratto, Haliton no per tanti motivi... E' il momento di Prince? Non ce lo vedo ed inoltre, se non mi sbaglio, è l'unico che non è mai andato all'ASG, insomma la vedo dura farsi rispettare fino in fondo soprattutto da personalità come quelle dei primi due.
commento inserito alle 13:27 del 20 maggio 2008

Gerry Donato ha scritto:

 
ma questa preview in pratica dice che abbiamo matematicamente perso...sembra scritta da uno di detroit...e va bene che sono forti ma non esageriamo... (Angelo Boston Pride)


Ma è davvero così pessimistica?? smilies/grin.gif
Non so, nel caso chiedo venia, però non vorrei davvero che si facesse l'errore di sottovalutare troppo questi Pistons.

La "fregatura" che propone Piero è argomento solidissimo ed in effetti negli ultimi due playoff con Saunders Detroit ha davvero buttato via grandi occasioni; spero tanto tu abbia ragione sul peso del fattore "Larry Brown" che sicuramente incide; però, anche solo limitandoci ai risultati, qui parliamo di una squadra che è alla sesta finale di conference consecutiva con gli stessi quattro/quinti della prima volta e delle due finali NBA. E spesso la differenza tra vincere e perdere è davvero sottile.

Io non temevo affatto Atlanta. Non ho mai avuto reale paura di non battere Cleveland (tranne piccolo sussulto dopo la schiacchiata del -1 di LeBron in gara 7 smilies/wink.gif). E non dico certo che perderemo contro Detroit. Ma se guardo giocare questi Pistons, sono sinceramente più preoccupato ed emozionato! smilies/smiley.gif
commento inserito alle 15:04 del 20 maggio 2008

Celtic Soul ha scritto:

  Sul discorso casa-trasferta:credo che i Pistns siano una squadra che per come gioca non renda più di tanto incidente il fattore campo nelle sue prestazioni.
Cioè,i suoi giocatori sono talmente esperti,abituati a giocare sotto pressione e sicuri dei loro mezzi che possono benissimo venire a Boston a vincerne 1,però allo stesso tempo e per gli stessi motivi credo siano una squadra più battibile di quello che si pensa sul loro campo.Giocano lenti,compassati.Non vivono dell'entusiasmo del pubblico.Gli può accadere di sbaglaire partita sia fuori che in casa.Opinione mia,personale.
commento inserito alle 18:35 del 20 maggio 2008

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