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Celtics vs Cavaliers: Preview tecnica PDF Stampa E-mail
Scritto da Gerry Donato   
luned́ 05 maggio 2008
E' ormai una legge non scritta dei playoff NBA, specie ad Est: se vuoi arrivare in fondo, devi prima sconfiggere LeBron. La sfida tra Boston e Cleveland rappresenta al meglio il confronto del miglior collettivo contro il miglior singolo. Le chiavi tecniche e la storia di una serie stranamente senza grandi precedenti.

Il momento tanto atteso arriva dopo la poco intellegibile serie contro Atlanta - con sproporzione francamente stordente di risultati e prestazioni a seconda del fattore campo - e dopo il 4-2 rifilato dai Cavs ad una Washington che, come spesso capita agli avversari di Cleveland, ha dato a lungo la sensazione di essere più forte, più organizzata, di giocare meglio e di avere più elementi per passare il turno. Poteri dei LeBroners.

Attacco monocorde, tanta difesa vincente stile Spurs, ritmi controllati, batteria di tiratori dal perimetro e cero acceso per il 23: si può riassumere così tutto ciò che rappresentano a grandi linee i Cleveland Cavaliers. Nella conta dal secondo giocatore all'ultimo della panchina siamo superiori, sempre dando per scontato di vedere più spesso i Celtics del Garden rispetto a quelli della Philips Arena di Atlanta o comunque di essere usciti dal primo turni più rodati e non meno sicuri. Unico inesorabile problema: LeBron ce l'hanno loro.

Quintetto

act_delonte_west.jpg Delonte West
Dopo il Joe Johnson a tratti ingovernabile nella serie contro Atlanta, ecco un altro temibile ex con ricordo per altro ancora più fresco, avendo Delonte lasciato il Massachusetts solo la scorsa estate per una precaria destinazione a Seattle. Energia, tiro sugli scarichi, capacità di spingere in contropiede ed il solito casino nella gestione del ritmo e nell'attacco a difesa schierata rappresentano il consueto spartito di Delonte, al quale è già toccato segnalarsi (dopo il Boobie Gibson dell'anno scorso) per un canestro decisivo nel finale sotto pressione, in gara 4 a Washington.

MATCHUP vs Rondo
Duello davvero curioso tra due giocatori che si conoscono e che hanno composto la rotazione dei piccoli negli sciagurati Celtics in versione tanking dello scorso anno. I limiti strutturali di Cleveland nell'accoppiarsi al duo Allen-Pierce porteranno sicuramente il piccolo in marcatura su Rajon a separarsi da lui per andare ad aiutare: sono così tutt'altro che da escludere situazioni in cui sarà concesso un vero e proprio battesimo a Rondo al tiro dalla media distanza, che potrebbe diventare ago della bilancia del punteggio ed anche del conseguente minutaggio di Cassell. West è play per modo di dire, visto che lascia la palla a chi di dovere appena superata la metà campo e si limita a piazzarsi sul perimetro per punire i raddoppi.

act_wally_szczerbiak.jpg Wally Szczerbiak
Diamoci dentro con gli ex, parte terza: i corsi e ricorsi storici che gravitano attorno a Wally in questa serie sono davvero infiniti. Arrivò a Boston con il suo contrattone come salvatore della patria ed addirittura ideale complemento per Pierce; ha rappresentato invece solo uno strumento contabile di cui liberarsi, rifilato a Seattle per ottenere proprio i servigi del suo rivale in questa serie, Ray Allen. Tiratore indubbio dalla media e lunga distanza, storici grossi limiti atletico-fisici e di mobilità ne hanno affossato le velleità per i massimi traguardi, nonostante una capatina all'All-Star Game nella migliore Minnesota del nostro Garnett.

MATCHUP vs Allen
Ecco un grande vantaggio tecnico teorico per Boston. Esiste una vecchia regola nel sottobosco NBA all'apparenza senza senso per la quale un tiratore non difensore è in grado di difendere ancora peggio su un tiratore come lui: Wally è in effetti capace di trasportare il concetto di torero nei palazzi NBA, con unica prerogativa quando si tratta di lasciar passare l'avversario anche al di là della velocità di quest'ultimo. Allen può così dominare la sfida anche camminando e non sarei affatto sorpreso di vederlo issarsi come il miglior realizzatore per Boston nella serie, nonostante qualche difficoltà offensiva nella serie contro Atlanta e l'ugualmente plausibile ruolo di sola minaccia con anche meno di dieci tiri a gara. Szczerbiak e la batteria di guardie dei Cavs avranno minuti in proporzione alle loro percentuali, ma è nel combinato LeBron-Wally (o Gibson) che possiamo creare problemi difensivi insormontabili ai Cavs.

act_lebron_james.jpg LeBron James
Onnipotente, fate voi. L'imprevedibilità del fattore LeBron ha superato negli scorsi playoff qualsiasi aspetto tecnico-tattico. Resti da solo contro di lui? Ti va via col mix inconcepibile di potenza ed agilità, portando a casa non sporadicamente giochi da tre punti specie se non riempi l'area adeguatamente. Gli concedi spazio per il tiro? Lo prende come un fatto personale e ti segna in faccia anche dal perimetro. Lo raddoppi o lo triplichi? Nessuno come lui ribalta il lato dal palleggio anche ad una mano con tale precisione, tempismo e potenza. Cercare punti deboli - oltre alla pigrizia difensiva - è una faccenda complicata, ma si potrebbe azzardare qualche limite nel tiro stanziale dagli scarichi, la storica ed a tratti controproducente tendenza a fermare la palla ed a cercare l'assist più della circolazione, l'idiosincrasia per portarsi in post basso spalle a canestro, fase del gioco in cui per potenza, letture e fondamentale di passaggio potrebbe fare il suo ingresso nel metafisico.

MATCHUP vs Pierce
Ovviamente la serie si gioca qui ed attorno alle scelte che faremo: arginare in qualche modo LeBron raddoppiandolo e triplicandolo o accettare i suoi quarantelli fermando "gli altri" e limitando il supporting cast? Paolino può certamente griffare qualche solida difesa di esperienza (i due non si amano), ma è chiaramente sciocco pensare di contenere un tale fenomeno fisico-atletico-tecnico accettando per quaranta e passa minuti un simile uno contro uno. Devono allora tornare d'attualità - oltre ai tanti tanti minuti per Posey - i raddoppi sulla palla cari a Thibodeau e visti solo ad intermittenza nella serie contro Atlanta su Johnson, abilissimo nell'attaccare settori del campo ostici per i nostri tardivi adeguamenti difensivi. Ancora più interessante però può risultare la nostra formidabile abilità nelle rotazioni sul lato debole dopo ribaltamento pur mantenendo occupata l'area, strutturazione difensiva che può permetterci di contenere LeBron anche più della confusa Detroit dello scorso anno. Infine, la vera chiave nell'altra metà campo: attaccarlo, attaccarlo, attaccarlo.

act_ben_wallace.jpg Ben Wallace
E' doveroso riconoscere un aumento di fisicità a centro area derivato dallo scambio con Chicago. Grazie all'arrivo di Ben Wallace e Joe Smith, infatti, il ricorso alla presenza di Anderson Varejao è sempre efficace ma meno determinante rispetto allo scorso anno, quando il brasiliano risultò decisivo per il viaggio alle finali NBA. I tre riescono così a compensare i limiti testosteronici e le troppe pause fisiche di Ilgauskas, spesso del tutto ingestibile difensivamente per mobilità. Fase offensiva di Big Ben? Ovviamente non pervenuta.

MATCHUP vs Garnett
Lo storico (ed unico) problema del difensore dell'anno 2008 compare quando deve spostarsi dall'area per gestire ali versatili e perimetrali, comprimendo il suo macroscopico lavoro come custode occulto della nostra area. Pur portato a scuola in quel di Boston, Josh Smith ha saputo per esempio creare qualche grattacapo a Kevin nelle partite in Georgia, ma con Wallace siamo chiaramente su un altro pianeta: Ben è il classico buco nero offensivo a cui concedere spazio in ogni situazione al di fuori dei 3 metri, permettendo così a Garnett di segnalarsi tutto campo per aiuti dal lato debole ed al nostro staff tecnico di scandagliarlo in raddoppio su James mantenendo la strutturazione classica con KG da ala grande. Se sarà il Garnett di gara 7, Wallace ha troppo pochi centimetri per contenerlo e sarà necessario per coach Brown ricorrere ad un ampio minutaggio per Varejao.

act_zydrunas_ilgauskas.jpg Zydrunas Ilgauskas
Il vecchio lituano è presente e lotta (per modo di dire) ancora tra noi, con le consuete caratteristiche che fanno di lui uno dei primi dieci centri NBA da ormai qualche anno. Pessimi angoli difensivi, ingestibile nella propria metà campo se deve uscire dall'area, soffre senza pietà i ritmi alti ed è spesso costretto ad uscire dalla partita o sul piano della presenza fisica o perchè proprio sostituito dal coach. Ma a livello offensivo siamo certamente al cospetto delle mani più dolci in relazione ai centimetri dell'intero attuale panorama NBA.

MATCHUP vs Perkins
Verrebbe da dire che finalmente si torna a lunghi più stanziali e meno salterini, dopo che l'accoppiata verticale Horford-Smith ha fatto vedere i sorci verdi alla nostra frontline titolare ed in particolare al buon Kendrick che è andato spesso sotto sul piano atletico rispetto al rookie di Atlanta. Il lituano è storicamente attaccabile muovendolo e non giocandoci da fermo, ma allora potrebbe non essere Perkins il fattore adatto per mandarlo fuori giri. Ovviamente è richiesta grande attenzione alla formidabile propensione di Ilga nell'aprirsi per il frontale in allontanamento e nel giocare in post basso: probabile allora ed ancora una volta qualche missione speciale del sempre più ispirato Leon Powe e del redivivo PJ Brown, accoppiamento ancora migliore.

Panchina
Molto buona ed anche più profonda di quanto potesse apparire dopo lo scambio con Chicago, per molti mossa della disperazione giusto per far vedere a LeBron che si provava a muovere qualcosa, ma che in realtà ha raggiunto lo scopo di dare un colpo di energia e di vernice fresca ai ricambi, ora decisamente all'altezza specie nel reparto lunghi.
Dopo Josh un altro Smith, Joe, può con la sua completezza offensiva crearci qualche affanno e portare punti dalla panchina per Cleveland, oltre al solito contributo di solidità difensiva ed in termini di esperienza.
Essenziale sarà sicuramente Anderson Varejao, tendenzialmente nullo in attacco come il titolare Wallace ma dotato di un'attività fisica ed una presenza mentale nella partita a cui lo staff tecnico non può proprio rinunciare per la propria strutturazione; grazie alle sue giocate al limite della perfidia in difesa, può provare ad insidiare il primato di Pachulia nella capacità di irritare giocatori e tifosi biancoverdi.
Sasha Pavlovic dovrebbe rientrare nel corso della serie dopo aver saltato la sfida con i Wizards per un problema alla caviglia. Col suo tiro può cambiare il senso delle partite, ma le ultime immagini in campo avevano lasciato solo un pallido ricordo del decisivo terzo violino della scorsa stagione.
Daniel "Boobie" Gibson è stato a sua volta determinante lo scorso anno per le doti agonistiche e la magnetica predisposizione alle giocate importanti anche sotto pressione; è il prediletto di LeBron che adora averlo in campo nei minuti finali per affidargli il tiro dagli scarichi in penetrazione.
Devin Brown attacca e fa succedere le cose - non necessariamente positive per i Cavs - giocando uno contro uno o prendendosi a sua volta conclusioni perimetrali sfruttando gli spazi creati dalle rotazioni della difesa avversaria; molta attenzione alla facoltà sua e di Boobie nel scaldarsi e mettere a segno punti istantanei in poco tempo.
I due Jones - funambolico tiratore di striscia Damon e lungo mestierante Dwayne - non hanno trovato minuti significativi nella serie contro Washington ed a causa dei nuovi arrivi sono finiti ai margini delle rotazioni di coach Brown.

Attacco
Si genera e trae identità da quello che fanno nella propria metà campo, perchè l'attacco a difesa schierata non è certo tra i più originali della lega se si esclude la serie "pollice" che dovrebbe in teoria togliere responsabilità palla in mano a James. Nel playbook compaiono giochi tratti dai San Antonio Spurs e sulla carta persino dal CSKA pluridecorato di Ettore Messina, ma il risultato è poca creatività, pochissimi cambi di ritmo e molte ineluttabili fasi di "palla in mano a LeBron e vediamo come va".

Si entra quasi regolarmente nei giochi con pick and roll centrale o laterale e sovrannumero su quel lato, ma spiccano per quantità anche giochi a due tra i piccoli e tanti passaggi schiacciati a terra o per il bloccante o per uno dei lunghi, più facilmente Ilgauskas temibilissimo col suo piazzato dai 5 metri.

Inevitabili anche gli allargamenti del campo ed i ribaltamenti di lato procurati dalle scorribande di LeBron in funzione del tiro piazzato dalla distanza di West, Gibson, Brown, Szczerbiak, Pavlovic e Jones, magari dopo adeguata circolazione perimetrale. I ritmi sono controllati ma non rinunciano ad andare in transizione specie quando cavalcano parziali positivi o si accende la locomotiva col 23.

Difesa
E' il segreto di Pulcinella dei Cavs di coach Brown, che ha esportato direttamente dal sistema vincente di San Antonio quasi tutti i principi fondamentali, adattando più i giocatori ad essi che viceversa. Mandano sempre e regolarmente sul fondo nelle situazioni di giochi a due, cambiando pochissimo e raddoppiando ancora meno, come da certificato di garanzia Popovich. Tengono l'uno contro uno facendone un fatto quasi personale e se c'è da spendere un fallo duro non si tirano mai indietro.

Hanno nell'alternanza della coppia Wallace-Varejao una delle chiavi per garantire quel contributo di fisicità altrimenti carente per le sofferenze di Ilgauskas quando c'è da muoversi per il campo. Parliamo non a caso della migliore squadra a rimbalzo dell'intero Est (44.57) e prima assoluta della lega nel differenziale tra carambole conquistate e concesse (+4.15): grosso problema potenziale per gli spompati Celtics visti ad Atlanta.

Manca forse qualcosa a livello individuale a cavallo degli spot di guarda ed ala piccola, reparto che deve anche rendere conto alla storica pigrizia in materia di James che ancora non ha del tutto completato il salto di qualità decisivo nella propria metà campo. Ma l'energia e la preparazione tecnica restano sicuramente d'elitè a livello NBA, insieme all'efficacia ed alla rapidità degli adattamenti dello staff tecnico. Sono tutt'altro che da escludere partite tiratissime agli 80 punti e si può tranquillamente affermare che Cleveland vada dove li porta la loro difesa, LeBron o non LeBron.

Coach Mike Brown
Direttamente dalla vastissima scuderia Spurs con puledri sparsi in giro per tutta la lega, è stato dal 2000 l'uomo di fiducia di coach Popovich, prima di trasferirsi nel 2003 ad Indiana come vice di Rick Carlisle; già all'età di 22 anni era nei quadri delle franchigie NBA, come scout di Denver prima e come assistente di Bickerstaff a Washington dal 1997.

Cuore e mentalità prettamente difensivi, soffre di un curioso parallelismo con il nostro Doc Rivers essendo storicamente tacciato di scarsa creatività e di troppi limiti nella preparazione del piano offensivo della gara, che in effetti sfocia nel più volte richiamato attacco troppo monocorde.

Oltre ai risultati che parlano chiaramente a suo favore (prime due stagioni da 50 vittorie e finale NBA 2007), ha ottenuto l'unica cosa veramente importante per il GM ex Roma Danny Ferry e per la dirigenza dell'Ohio: entrare nelle grazie di LeBron, che difende e coccola al punto da aver scatenato l'ironia del centro di Washington Haywood: "Si chiama LeBron James, non LeBron Brown! Bisogna che qualcuno ricordi al coach che non è suo figlio e che può anche evitare di farci capire ogni volta quanto lo protegge".

I quattro scontri di Regular Season  

2-2 in stagione regolare tra Celtics e Cavaliers, i Cavs vincono la prima a fine novembre dopo un overtime; pochi giorni dopo i Celtics si rifanno in un gara bruttissima, con i Cavs privi di Lebron. Nella terza sfida tocca di nuovo ai Cavs di un solo punto, ma stavolta erano i Celtics privi di Garnett; a fine febbraio Boston si porta in pareggio con una vittoria di 5 punti sui Cavs reduci dalla mega trade che ha visto partire Gooden e Hughes e arrivare i nostri ex Delonte West e Wally Szczerbiak oltre a Ben Wallace e Joe Smith.

Ecco i recap delle quattro gare su ICP

27 novembre : Cleveland Vs Boston 109 - 104 OT
02 dicembre : Boston Vs Cleveland 80-70
04 febbraio : Cleveland - Boston 114 - 113
27 febbraio : Boston Vs Cleveland 92 - 87

La Storia (a cura di Leonardo Ancilli)

Nonostante una permanenza ultratrentennale di entrambe le squadre nella Eastern Conference i destini di Celtics e Cavaliers si sono incontrati solo tre volte: la prima volta nel 1976, quando i Cavs alla sesta stagione nell'NBA sono alla prima partecipazione ai playoff, e raggiungono addirittura la finale di conference, perdendo in sei gare con i Celtics allenati da Tom Heinson e guidati in campo dal trio Jo Jo White, John Havlicek e Dawe Cowens, che poi vinceranno il titolo nella memorabile finale di conference con i Suns. 

Game 1    May 6    Boston Celtics    111    Cleveland Cavaliers    99
Game 2    May 9    Boston Celtics    94    Cleveland Cavaliers    89
Game 3    May 11    Cleveland Cavaliers    83    Boston Celtics    78
Game 4    May 14    Cleveland Cavaliers    106    Boston Celtics    87
Game 5    May 16    Boston Celtics    99    Cleveland Cavaliers    94
Game 6    May 18    Cleveland Cavaliers    87    Boston Celtics    94

Il secondo "crossroad" tra Celtics e Cavs si consumerà nove anni dopo quando i Celtics campioni in carica vinceranno per 3-1 la serie di primo turno con i Cavs che stavano gettando le fondamenta della squadra fortissima che ad inizio anni 90 sarà uno degli ostacoli più duri per Michael Jordan e i suoi Bulls.

Game 1    April 18    Boston Celtics    126    Cleveland Cavaliers    123
Game 2    April 20    Boston Celtics    108    Cleveland Cavaliers    106
Game 3    April 23    Cleveland Cavaliers    105    Boston Celtics    98
Game 4    April 25    Cleveland Cavaliers    115    Boston Celtics    117

p1_price.jpgLa terza sfida risale al 1992, e passerà alla storia come una serie bellissima oltre che all'ultima serie giocata da Larry Bird. E' forse la migliore versione dei Cleveland di quel periodo che aveva chiuso la stagione regolare con 57 W, e che annoverava tra le sue file autentici campioni come Mark Price, Brad Daugherty, Larry Nance, Craig Elho e due giovanissimi dal nome Terrel Brandon e Steve Kerr che si ricameranno in futuro momenti importanti nell'NBA. Sarà una serie eroica che si chiedrà solo in gara sette, nonostante i Celtics fossero ormai stanchi e logori, il "Pride" era ancora intatto e un Larry Bird con la schiena letteralmente a pezzi scrisse in queste ultime gare, nuove pagine della sua leggenda. Rimane ad oggi l'unica serie vinta dai Cavs contro i Celtics.

Game 1    May 2    Cleveland Cavaliers    101    Boston Celtics    76
Game 2    May 4    Cleveland Cavaliers    98    Boston Celtics    104
Game 3    May 8    Boston Celtics    110    Cleveland Cavaliers    107
Game 4    May 10    Boston Celtics    112    Cleveland Cavaliers    114
Game 5    May 13    Cleveland Cavaliers    114    Boston Celtics    98
Game 6    May 15    Boston Celtics    122    Cleveland Cavaliers    91
Game 7    May 17    Cleveland Cavaliers    122    Boston Celtics    104

Commenti (17)add comment

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Mi permetto di andare totalmente OT rispetto all'articolo ma la ricorrenza lo merita sul serio. Il 5 maggio di 39 anni fa, andava in scena forse il più grande gesto eroico di sempre della gloriosa storia biancoverde.

http://celtics.playitusa.com/content/view/103/95/
commento inserito alle 21:22 del 05 maggio 2008

Andrea Del Vanga ha scritto:

  Ottima e precisa analisi di Gerry.

Chiaro che in questa serie i problemi difensivi ce li hanno loro piu' dei nostri. Non vedo traccia di giocatori che possano marcare Garnett, Pierce e Allen. i Cavs hanno ceduto l'unico difensore sul perimetro che avevano (Hughes) e ora Brown e tantomeno Szcerbiack sono una risposta. La difesa di squadra e' un loro grande pregio e la frontline garantisce una quantita' di rimbalzi sontuosa.
Ovvio che di fronte Boston abbia il giocatore piu' immarcabile della lega ma i Celtics hanno anche l'organizzazione difensiva e i giocatori (Pierce, Posey e Tony Allen) per il single coverage. In quanto alle chiavi in difesa, oltre all'ovvio nome di LeBron, sicuramente il signor Z, vecchio e logoro quanto si vuole, e' stato sempre un fattore pericoloso contro di noi. Certamente PJ e' una bella polizza dalla panchina per noi e Powe e Big Baby potrebbero decisamente fare molto male nell'altra meta' campo vista la proverbiale lentezza del centro lituano.
commento inserito alle 21:26 del 05 maggio 2008

Andrea Del Vanga ha scritto:

  Fai bene Leo a ricordare quella splendida ricorrenza. E il racconto di Goat fa venire i brividi....
commento inserito alle 21:39 del 05 maggio 2008

Celtic Soul ha scritto:

  Le nostre sorti in questa sere passano dalla capacità che avremo di non concedere loro troppi rimbalzi offensivi.
RIMBALZIRIMBALZIRIMBALZIRIMBALZIRIMBALZI.
commento inserito alle 21:41 del 05 maggio 2008

Christian Spazian ha scritto:

  Mammamia che preview tecnica completa!!!

Purtroppo per noi non c'è solo LeBron come giocatori temibili, ma credo che abbiamo buone possibilità passare la serie.
commento inserito alle 22:12 del 05 maggio 2008

Fish ha scritto:

  La preview di Gerry come sempre impeccabile.
Non ci scontriamo da piu' di 2 mesi, e le 4 partite di RS vuoi per un motivo o per l'altro fanno testo fino ad un certo punto. Una senza KG, una senza Lebron, una pochi giorni dopo la mega-trade. Oggi riguardavo i box-score delle partite, la prima cosa che saltava all'occhio era chiaramente la loro superiorità a rimbalzo. Ilgauskas in quel senso deve essere fermato. Sopratutto nei rimbalzi offensivi.
Problema LeBron: ci attaccherà come suo solito, dobbiamo stare attentissimi a non caricarci di falli. Per fortuna abbiamo PJ, Big Baby e Leon ( più Posey) a dare una mano a Perkins. Sarà fondamentale per noi poterli ruotare a dovere.
Potrà sembrare una scemenza quello che sto per dire, ma paradossalmente il giocatore che dobbiamo cercare di tenere piu' in campo e' proprio il buon Kendrick, se vediamo che e' in "serata sì". Ci garantisce presenza a centro area, e "grabba". Ed è lì che possiamo fare la differenza, meno chances di secondi tiri sia per LeBron che per gli altri tiratori perimetrali.
E in attacco, coem giustamente già detto da chi ne mastica molto piu' di me, andiamo dentro a piu' non posso. Vorrei il capitano al 100% della condizione fisica, con le sue penetrazioni di potenza riproposte come arma tattica: Ilga e' un gatto di marmo, e Big Ben di certo mi fa molta meno paura di Josh Smith, molta piu' esperienza, ma molta meno verticalità. E cercare di punire gli show-forte che Varejao puntualmente fa ad ogni gara con scarichi veloci.
Gibson: l'anno scorso si rivelo' in questo periodo, non e' in condizioni fisiche smaglianti, ma diventa pericolosissimo se entra in ritmo al tiro. Meglio avere in campo Rajon con lui, con Cassell potrebbe avere troppa libertà.
Il resto ce lo metterà il Garden domani sera.
Diamogli addosso.
commento inserito alle 22:26 del 05 maggio 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Limitativo pensare solo agli scontri diretti tra giocatori, questo è ancora un gran gioco di squadra, nel quale la somma dei singoli spesso è diversa dal totale di squadra.
Chi gioca più di squadra? Verrebbe da rispondere i C's, la cui difesa di ieri è stata ai limiti della perfezione e anche in attacco abbiamo momenti di circolazione molto superiori a loro, legati nel bene e nel male a LBJ.
Ma riusciremo a essere quelli di ieri e della altre gare casalinghe? Speriamo, perchè questi Cavs non verranno a prenderne 20 fissi al Garden come gli Hawks, anche se, speriamo, questi Cavs sono riusciti nella difficile imèresa di perdere gara 5 quando erano sopra di 5 a 1.30 dalla fine e con LBJ in campo a forzare, senza che coach Brown riuscisse a inventarsi qualcosa di meglio, ecco un paio di finali così a casa loro mi piacerebbero.
commento inserito alle 22:35 del 05 maggio 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Con i Cavs troviamo una squadra che a livello di atletismo è a livelli opposti di Atlanta che gioca lento e si affida ad un solo giocatore in fase di creazione e finalizzazione. Per certi versi soffriremo meno di Atlanta, poi però c'è anche il fattore esperienza e li è diverso, spero in arbitraggi più lineari perché vedere porcate di Varejao e Wallace su KG per tutte le gare non sarebbe carino, quando poi magari a LeBron condonano passi ad ogni azione. Il nostro uomo chiave sarà James Posey su LeBron, e sono convinto che la difesa di Thibodeau lavorerà soprattutto per coprire le linee di passaggio sulle penetrazioni di LeBron, deve essere il nostro punti di forza.

Nelle quattro gare di RS, o meglio nelle tre che c'era LebRon mi sa che i nostri dello staff tecnico hanno giocato un po a nascondino perchè Posey su LeBron non ce lo hanno messo praticamente mai, e invece in questa serie credo ce lo vedremo spesso.
commento inserito alle 22:48 del 05 maggio 2008

Riccardo ha scritto:

  Assolutamente d'accordo con l'ultimo commento di Leonardo: anche io credo che sarà Posey l'uomo cruciale sul marziano (coadiuvato da un Garnett che lasci tranquillamente qualche punto in più ai diretti avversari); se ci aspettiamo di limitarlo uno contro uno con Pierce e Tony Allen abbiamo capito proprio male.
Difendere di squadra come in gara 7 (anche perchè con nostre prestazioni modello Philips Arena LeBron vince da solo) e attaccare il canestro con più convinzione, la cosa che secondo me è mancata di più nella serie con Atlanta.
commento inserito alle 23:10 del 05 maggio 2008

Angelo ha scritto:

  Negherò di averlo scritto in caso di sconfitta, ma non sono preoccupatissimo (stranamente). A difesa schierata siamo la miglior squadra della lega, per tre-quattro lunghezze, e loro non sono proprio il genere di squadra che corre.

Ringraziamo il cielo per la presenza di Ben Wallace, Preferisco perdere 5 punti a partita di KG che non sapere come diavolo andare in aiuto su James...

Su Posey non ho dubbi: farà il consueto lavoraccio sporco in maniera eccellente.

Se po' fà.
commento inserito alle 00:21 del 06 maggio 2008

Gabrielex ha scritto:

  Rebounds
Cavs
Team Averages
44,8
Opponents
37,3

Celtics
Team Averages
39,4
Opponents
38,3

Sono assolutamente meglio di noi a rimbalzo non so come ma dobbiamo tenere sotto il ferro e soprattutto Perkins non deve essere caricato di falli con un'ampia rotazione. Per il resto per loro la differenza "tra vivere o morire" potrebbero essere le percentuali sul tiro pesante sugli scarichi di James che mettiamoci il cuore in pace con noi ha una media di 30 Pts 10 ass e 7 Rimb e questa probabilmente sarà l'unica costante.
commento inserito alle 00:23 del 06 maggio 2008

avierescelto73 ha scritto:

  Per Andrea Del Vanga: si gli hawks erano in forma perchè tra noi e loro ci sono anni luce di differenza ma ci hanno tenuto botta anche se solo in casa, metti questo,metti che il pubblico rispetto alla RG è raddoppiato e metti anche un enorme Joe Johnson. Il fatto che gliene abbiamo dati 34 di scarto ieri non cambia nulla anche perchè non hanno panchina profonda e giocando con pochi uomini puoi anche crollare in gara 7 se specialmente giochi contro una squadra piu' forte ed in trasferta. Il maiuscolo lo uso quanto mi pare se è per evidenziare qualcosa anche perchè non sono il solo a farlo. Saluti
commento inserito alle 01:42 del 06 maggio 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

 
Il maiuscolo lo uso quanto mi pare se è per evidenziare qualcosa anche perchè non sono il solo a farlo. (avierescelte73)


(moderazione)

Il maiuscolo non si usa perchè in rete significa Alzare la voce e qui decisamente non serve. Il tutto come previsto dalle nostre regole di moderazione, quindi evitate tutti di usarlo.
commento inserito alle 09:04 del 06 maggio 2008

dazo98 ha scritto:

  Assurdo a dirsi, ma approccio tattico per i Celtics più semplice rispetto ad Atlanta. Il Prescelto è il pericolo pubblico N.1, ma attenzione alla carta Posey (ricordate la sua marcatura su Dirk in finale) e i preziosi aiuti di Kevin che può lasciare via libera a Ben. E' incredibile ma l'ultima trade ha liberato i Cavs di un giocatore che avremmo sofferto (Gooden) per un buon difensore in declino. Allen decisivo e in finale con un 4 a 1, per buona pace delle due finaliste dello scorso anno.
commento inserito alle 09:06 del 06 maggio 2008

luca9 ha scritto:

  Scusate, ieri ho scritto che la partita era alla 01.00 su SKY... in realtà è alle 02.00
durante la partita dei LAKERS la schedule dava gara 1 alle 07.00 PM americane...
avranno cambiato l’orario :-
commento inserito alle 09:36 del 06 maggio 2008

Meisk ha scritto:

  Davvero complimenti a Gerry per l'approfondita analisi, sono già in clima partita e la tensione comincia a salire...
Dunque almeno sulla carta sembra una serie dall'andamento prevedibile: i Cavs trascinati da Lebron e dipendenti dal tiro da tre degli altri, noi dobbiamo difendere come sappiamo e in attacco sfruttare i miss-match favorevoli.
Su Lebron bisogna difendere di squadra perchè un singolo soprattutto su tutta la serie ne esce stritolato, quindi via di staffetta PP-Posey-forse T.Allen, ma soprattutto carta bianca a KG finalmente libero di difendere come piace a lui, cioè su tutti gli avversari contemporaneamente tranne che sul suo uomo smilies/wink.gif
Se poi dall'altra parte il nostro capitano riuscisse a portare via qualche fallo al 23 allora sarebbe manna dal cielo...
commento inserito alle 10:02 del 06 maggio 2008

legend79 ha scritto:

  Rotto il ghiaccio con gli hawks sotto con lebron. Io mi aspetto molti più minuti x P.J.Brown che contro i lunghi statici dei cavaliers ci darà una grande mano. e poi sotto con la coppia KG&Posey su lebron...tanto ben wallace in attacco gioca un altro sport. in questa serie però voglio rivedere il vero Ray Allen no la brutta copia di gara-7. perchè se lui continua a tirare cosi in attacco anche noi giochiamo in uno in meno...ci serve assolutamente perchè se gioca come sa nessuno dei cavaliers lo può fermare e si va in finale abbastanza facile. in questa serie addirittura lo eleverei a 1 scelta offensiva anche a discapito di PP.
commento inserito alle 12:10 del 06 maggio 2008

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anche io non sono riuscito a vederla... peccato cmq contento della vittoria (nonostante si tratti d...
RECAP: Boston Vs Cleveland 96-...
Due partite di allenamento in meno e l'inizio di stagione è più vicino. Il coach campione ha già ...

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