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Doc Rivers ancora coach del mese PDF Stampa E-mail
Scritto da Leonardo Ancilli   
venerdì 18 aprile 2008
Doc Rivers fa suo anche il premio di coach del mese per aprile, dopo aver vinto quelli di novembre e marzo, ponendosi così come un autorevole candidato al premio di Coach of The Year.

Ecco la news dal Boston Globe

  • The Boston Celtics’ Doc Rivers and the Los Angeles Lakers’ Phil Jackson today were named the NBA Eastern and Western Conference Coaches of the Month, respectively, for regular season games played in April.

    Rivers, who captures his third Coach of the Month award this season (October/November and March), guided the Celtics to an NBA-best 8-1 (.889) record in April. Rivers’ Celtics won an NBA-best 66 games in 2007-08 and are assured of homecourt advantage throughout the postseason. Boston, which enjoyed a 42-game turnaround this season compared to last, enters the playoffs on a four-game winning streak.

    Jackson led the Lakers to a Western Conference-best 7-1 (.875) mark in April, including wins over Dallas, New Orleans and San Antonio. The Lakers, winners of 57 games this season, are the Western Conference’s top seed. Los Angeles, like Boston, enters the postseason on a four-game winning streak.

    Other nominees for the Coach of the Month were Denver’s George Karl, Detroit’s Flip Saunders, Houston’s Rick Adelman, Orlando’s Stan Van Gundy, Utah’s Jerry Sloan and Washington’s Eddie Jordan.

     
Commenti (13)add comment

Christian Spazian ha scritto:

  E dire che l'anno scorso molti l'avrebbero mandato via senza tanti complimenti... come cambia velocemente la vita nell'NBA!!!
commento inserito alle 14:36 del 18 aprile 2008

Celtic Soul ha scritto:

  Il Doc è un grande smilies/cool.gif.
Ma di KG giocatore della ettimana per la terza volta non se n'è parlato?
commento inserito alle 14:41 del 18 aprile 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Adesso dopo che il Doc ha vinto tre premi mensili su sei, e ha battuto il best tournaround di 6 W rispetto agli Spurs del Duncan da rookie, sono proprio curioso di vedere cosa si inventano per non dargli il premio di rookie of the year.
commento inserito alle 14:42 del 18 aprile 2008

Edo the chief ha scritto:

  Cio' dimostra quanto contino i giocatori in una squadra, non solo dal punto di vista tecnico ma anche umano. Se sono oltre che bravi giocatori anche "uomini" allora un'allenatore deve solo preoccuparsi di non fare lui disastri.
commento inserito alle 14:53 del 18 aprile 2008

Dimitri ha scritto:

  La vedo un po' difficile per il rookie of the year, Leo smilies/grin.gif
commento inserito alle 20:20 del 18 aprile 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  E pensare che in molti non vedevano in lui capacità da allenatore a nessun livello: la presunzione regnava sovrana!
commento inserito alle 22:36 del 18 aprile 2008

Gerry Donato ha scritto:

  Ci sono allenatori diversi e squadre diverse: bisogna scegliere quello giusto per quella giusta.

Come non si poteva dimostrare che negli anni scorsi qualche altro allenatore potesse fare meglio, così non si può dimostrare che con tutto questo ben di Dio qualche altro allenatore potesse fare peggio.

Nel dubbio, forza Doc! Ora è il momento di riaffermare ancora una volta la relatività degli equilibri di questa lega!

E solo per l'umiltà nell'affidare pubblicamente l'organizzazione difensiva a Thibodeau, nel riconoscere più volte gli errori del passato e nel mettersi in discussione con autoironia rara a questi livelli, l'uomo Doc prima ancora dell'allenatore Rivers merita tanto rispetto e tanta riconoscenza.
commento inserito alle 00:52 del 19 aprile 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Gerry caro, lasciamo perdere: i fatti dicono che Rivers è stato in grado di portare questo gruppo a livelli di rendimento incredibili e il rispetto per il suo lavoro gli andava riconosciuto anche negli anni bui, nei quali con un gruppo scarso aveva comunque dimostrato le sue doti (per chi guardava con occhi sereni).

Poi organizzami tu una difesa di livello NBA con Jefferson e Telfair e senza chiedere a Pierce l'impegno fisico e mentale che non poteva dare per rimanere lucido in attacco, non si tratta di allenatori diversi per squadre diverse, gli allenatori vincono se hanno i giocatori, vedi Riley quest'anno.

Quanto a Thibodeau, anche lui è un'addizione fondamentale, ma ridurre l'apporto di Rivers al puro affidargli l'organizzazione mi pare riduttivo: le decisioni di fondo e l'organizzazione generale sono state condivise e impostate da tutto lo staff, altrimenti riduciano tutto a meriti e colpe degli assistenti, se Phil Jackson con i suoi grandi vecchi Winters e Bertka resta il responsabile numero 1, lo stesso discorso deve essere fatto anche per Rivers.

Ti riporto un tuo commento di circa un anno fa, quando discutevamo se rinnovargli il contratto:
"Ci sono allenatori diversi e squadre diverse: bisogna scegliere quello giusto per quella giusta; Rivers non era quello giusto per noi.
Vedrei benissimo il Doc, per le sue caratteristiche, alla guida di una nazionale minore americana: El Salvador, Giamaica, Bahamas, Panama, Isole Vergini…"
A parte l'ironia, non mi pare che all'epoca lo ipotizzassi all'altezza di portare una qualsiasi squadra a 66 W in una RS

In seguito, per ribadire ancora meglio il tuo pensiero hai aggiunto "E’ inadatto a questa NBA, è inadatto per crescere un gruppo giovane, è inadatto per trovare la chimica di una squadra, è inadatto per creare una struttura offensiva e difensiva moderna." e anche "Poi chiaro, anche Winnie the Pooh o Topolino lasciati su una panchina NBA per 10 anni prima o poi qualche risultato lo conseguiranno, ma in un mondo meritocratico ed in qualsiasi logica professionistica americana oggi Rivers sarebbe disoccupato."
Potrei proseguire, ma mi pare chiaro che la tua idea non fosse "con i giovani non andava bene", ma molto diversa, spero che il sistema adottato brillantemente, prima ancora dei risultati, ti abbiano fatto cambiare idea.

commento inserito alle 06:25 del 19 aprile 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Michele se ci mettiamo a rivangare su quanto hanno detto su Rivers alcuni di noi me in primis non ne usciamo più.

A me quando era a Boston con i giovani tra le mani francamente lasciava più di un ragionevole dubbio, poi i primi sospetti che forse da alcuni nostri ex giovinastri avevamo tirato fuori fin troppo l'ho avuto quando a novembre abbiamo visto Delonte sparire nella rotazione di una delle peggiori squadre della lega, Telfair e Green fare solo danni in un'altra delle peggiori squadre della lega, si salvano Gomes e Big Al ma li si andava sul sicuro e alla fine bravo Ainge che si è tenuto per Rondo che della nidiata dopo Jefferson era palesemente quello migliore.

Il problema dei premi che da l'NBA direi è che sono ormai molto ambigui, e quello del coach of the year è il più ambiguo ed esposto a valutazioni soggettive di tutti quanti i premi, basta vedere che lo scorso anno lo vinse Mitchell.

Ma la cosa forse più ambigua nel 2008 è chiamarlo coach of the year, quando ormai si parla di un lavoro di stuff di 8-10 persone minimo. E' chiaro che la complessità di uno spogliatoio NBA ti porta a gestirlo con un team di lavoro molto ampio di cui l'head coach è solo il punto di riferimento. Se ci fate caso ad ogni timeout biancoverde, appena inizia Rivers Thibodeau e Hill si portano due metri dentro il campo, breve riepilogo tra i tre e si va dai giocatori, secondo me questo è un segno di grandezza da parte di tutti. Ormai nelle varie panchine NBA a fare gli assistenti ci sono coach come Harris o Westphal che hanno allenato finali NBA da capo allenatore, o autentici santoni del gioco, come era Carrill a SacTo oppure Tex Winter a LA. Mi pare ovvio che quando premiavano phil Jackson una buona fetta del merito andasse a Tex Winter, come sarebbe oggi se premiassero Rivers per Thibodeau e gli altri, e conoscendo l'umiltà del Doc sono convinto che se verrà premiato in conferenza stampa la prima cosa che farà sarà quella di dividere il premio con gli altri.

Poi se l'NBA non premiasse il Doc secondo me ne uscirebbe un problema di coerenza, voglio dire ha vinto 3 premi mensili su 6, ha messo unr ecord ai limiti dell'imbattibile, se non lo premi allora è inutile che ogni mese lo riconosci coach del mese.

Poi se per coach dell'anno si intende quello che in relazione alla squadra ha fatto meglio è un'altra storia, ma allora i coach dei top team li seghi fuori a prescindere prima di iniziare e questo premio finirà sempre a coach che allenano squadre di seconda fascia.
commento inserito alle 11:10 del 19 aprile 2008

Gerry Donato ha scritto:

  Caro Michele, perchè lasciare perdere? smilies/wink.gif

I fatti dicono che Ainge ha tirato fuori dal cilindro un mese di trade epocali, ed è stato il primo nella storia NBA ad aggiungere due All Star ad un altro All Star. E quello che era il progetto giovani è diventato nel giro di un'estate il PGA Tour. Danny Ainge mi ha fatto cambiare idea, facendomi rimangiare un sacco di perplessità espresse e dimostrando che la (famosa) navigazione a vista può farti arrivare ai vertici nel giro di 20 giorni. Ma non certo Rivers!

I miei commenti che riporti e che confermerò sempre sono quello che ho sempre sostenuto: Rivers con i giovani non andava bene. E' un sublime gestore di uomini ed umori, ideale come selezionatore di una nazionale appunto, ma non un innovatore tattico o il massimo insegnante di pallacanestro disponibile per un gruppo di giovani. Ecco perchè era sbagliato per il progetto dell'epoca ed era inadatto per quel tipo di squadra che richiedeva struttura dal nulla.

Quanto a Thibodeau, ho sempre citato il rapporto Winter-Jackson e Carril-Adelman e fatto il paragone con Larry Bird, che forse ad Indiana sul piano tecnico-tattico aveva anche meno incidenza di Rivers, ma era attorniato da autentici draghi del X&O.
Leo poco tempo fa diceva una cosa che condivido: per giudicare il peso di un lavoro del capo allenatore ormai bisogna espandere il giudizio all'intero staff tecnico.

Invece di andare a prendere le tue parole di circa un anno fa su Jefferson ed il progetto di Ainge, farei parlare il Rivers di metà stagione che ripete esattamente quello che dicevo un anno fa: "Devo ringraziare Danny e la dirigenza dei Celtics, perchè in qualsiasi altro contesto NBA oggi sulla panchina di Boston ci sarebbe seduto qualcun altro, per altro giustamente e senza recriminazioni. Con il gruppo precedente ho avuto e ci sono state troppe difficoltà, sicuramente abbiamo commesso molti errori e potevamo fare meglio, ma anche nei momenti di sconforto ho sempre sentito vicino Danny e la presidenza biancoverde."

EDIT: letto solo ora il commento di Leo, come al solito completamente d'accordo con lui sul tema. E quanto al premio, se l'anno scorso a vincerlo è stato Sam Mitchell...
commento inserito alle 11:15 del 19 aprile 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  I fatti hanno comunque dimostrato che Rivers è adattissimo a creare una struttura offensiva e difensiva moderna, averlo negato era un errore e adesso correggere il tiro limitando le critiche al lavoro con i giovani (ovviamente Jefferson e Gomes sono merito solo di Ray) una evidente mistificazione di convinzioni passate.

Quanto al premio, Rivers lo ha già vinto e il secondo non cambierebbe molto la sostanza delle mie convinzioni: un buon allenatore, con doti e difetti, non molti meglio di lui in giro, non certo il colpevole per una o due stagioni passate con cattivi risultati.
commento inserito alle 13:03 del 19 aprile 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Credo che la discussione su Rivers vada giustamente portata avanti anche in un confronto tra noi tifosi di ICP perchè in passato è stata un campo di battaglia non senza strascichi dolorosi.

Io ovviamente per quanto mi riguarda parlo da tifoso, per quello che vedo in campo, perchè quello che succede nello spogliatoio non lo scrivono sui giornali.

Faccio un esempio, nella stagione passata io mi imbestialii totalmente con Rivers perchè facemmo un novembre disastroso a livello di gioco (nemmeno di risultati), giocavamo male con pochi automatismi, con un Telfair che faceva un caos della Madonna, e in quel contesto davo per scontato che uno come Wally fosse un grande apporto alla causa.

Ecco ad un anno di distanza su Wally è emersa una realtà inquietante (raccontata se non erro a Michele e Fabio a Roma dallo stesso Gorman, ma emersa pian piano anche sulla stampa), ossia che Wally a Boston ha pensato solo alle proprie cifre, non stringendo mai i denti di fronte a piccoli infortuni e cosuccie del genere. E' ovvio che se la tua seconda punta invece di aiutarti diventa un problema, il banco fa veloce a saltare. E noi tifosi erroneamente scarichiamo tutta la colpa al coach non essendo dentro le cose.
commento inserito alle 13:15 del 19 aprile 2008

serfuoco ha scritto:

  Mi dispiace ma non intervengo sull'argomento.
Discutere gli allenatori (in tutti gli sport) e come discutere sul sesso degli angeli.
Tutti i discorsi sono buoni più o meno allo steso modo.
L'unico punto di riferimento è la vittoria.
Celtics primi Doc bravo.
commento inserito alle 17:43 del 19 aprile 2008

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