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Time Out #13 : il "sottovalutato" : Kevin Garnett PDF Stampa E-mail
Scritto da Leonardo Ancilli   
giovedì 03 aprile 2008
Dopo 22 anni i Celtics saltano il muro delle 60 vittorie, viene quindi doveroso rendere il giusto tributo a l'uomo che in prima persona ha cambiato la mentalità di questa squadra rigirandola come un calzino : Kevin Garnett.

Doverosa premessa, come l'articolo della puntata precedente di questa rubrica anche questo parte dalla consapevolezza che non ho perso di vista la realtà, sono pienamente conscio che i playoff sono un'altra storia, ma che allo stesso tempo è inutile nascondere la realtà a dispetto dei propri timori. Giusto quindi alla soglia di un traguardo storico come il ritorno sopra le sessanta vittorie, e alla vigilia di un altro record "assoluto" come il "best Tournaround" ossia il record più migliorato di sempre rispetto alla stagione precedente (che scatterà alla prossima W facendo comunque vada entrare i Celtics attuali nella storia del basket), riconoscere il doveroso tributo all'uomo che più di tutti ha contribuito a questa svolta epocale, il suo nome è ovviamente Kevin Garnett.

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Lo ammetto francamente, pure essendo un grandissimo estimatore di Kevin Garnett quando giocava a Minnesota, anche io ero caduto nel luogo comune che voleva KG come un giocatore privo di Leadership, che tendeva a sparire nei finali, che giocava tutti i garbage time per gonfiare le cifre e che non sapesse prendere per mano la squadra nel momento del bisogno. E in quell'afoso 31 luglio 2007 in cui il "sommo" Ainge lo ha regalato alla nazione biancoverde quel "dubbio" è rimbalzato subito nella mia mente.

Per cancellarlo però c'è voluto poco tempo. E' bastato stare al passo con le cronache che arrivavano da Waltham già dalla fine di agosto per capire che quello che ci raccontavano di Garnett ai tempi di Minnesota era un tipo di informazione volutamente deviata. Kevin Garnett è stato il primo a mettersi agli ordini di Rivers e dello staff tecnico già dagli ultimi giorni di agosto, con un mese comodo di anticipo su tutti i suoi più celebrati compagni sparsi per l'NBA.

E la "sensazione" è cresciuta strada facendo, già dalle cronache romane del nostro Enrico ( vedi link )  di inizio ottobre quando si capiva benissimo che non avevamo a che fare la la classica stella viziata, ma bensì con una stella che una fame agonistica e una voglia di vincere in questo momento senza uguali nell'NBA.

E il merito più grande da riconoscere a Kevin Garnett, è stato quello di trasmettere questa voglia a tutti i suoi compagni. Boston è apparsa sin dall'opening night come una squadra in missione, e questo appellativo non deve di certo far scoraggiare nessuno, ma essere visto come un "plus", perchè se si associano ad un roster di altissima qualità, motivazioni alle stelle come quelle che accompagnano i nostri giocatori sin dall'inizio della stagione, è abbastanza scontato che i risultati non possano essere che quelli che abbiamo sotto gli occhi in questi giorni.

La grandezza di Garnett in campo è sicuramente di avere un modo di guidare i compagni basato non sulle parole, ma bensì sui fatti, la voglia di essere sempre su tutti i palloni sia che si sia sul +30 che in parità, la presenza difensiva e in aiuto che offre ad ogni possesso, la disponibilità a sacrificare i propri numeri per i compagni, "parlano" molto di più di tante parole, recitate da giocatori di presunta leadership, che poi sul campo spesso non supportavano queste parole (ogni riferimento ad esempio ad Antoine Walker è puramente voluto).

Da questo punto di vista Garnett "sprona i compagni" come non avevo mai visto a fare a nessuno a Boston nel dopo Larry Bird, fa in modo che seguendo il suo "linguaggio del corpo" i compagni gli vadano dietro sempre e comunque e questo non emerge solo nelle partite di alto livello, ma anche in quelle più scontate dove ancora di più si vede "lo stacco" tra quando lui è in campo e quando lui è in panchina.

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E che i compagno ormai si fidino ciecamente di lui, è stato chiaro quando dopo il suo infortunio al suo rientro all'inizio della trasferta ad ovest del dopo All Star Game, nelle partite a Denver, Golden State e Phoenix un po tutti si siano rilassati come coccolati dalla sua presenza, salvo che lui era ancora in condizini di forma deficitarie e non poteva ancora prendersi la squadra sulle spalle.

Quando poi parla, lo fa con saggezza, competenza e mai con inutili enfasi. Quando ad inizio stagione spese parole di elogio per Rondo "affermando che si stupirebbe se un giorno Rondo non diventasse uno dei primi interpreti del ruolo", in molti presero queste parole come una mezza follia, erano i giorni in cui Rajon era indicato come un presunto anello debole, ben diverse però appaiono oggi quelle parole, dopo che Rondo si è candidato per fare "quarto" a suon di prestazioni ultraconvincenti, parole molto meno fantasiose e più concrete di chi come dicevamo prima non parla mai a sproposito.

E la stessa presenza e enfasi nei confronti dei giovani compagni di reparto Perkins, Davis e Powe è un altro sintomo dalla sua presenza mentale in questa squadra, è lampante che i tre sono sotto la sua ala protettiva, e che quando vanno in campo danno sempre il 110% di loro stessi prima di tutto per non deludere lui, per restituire la fiducia da lui concessa a loro.

Paul Pierce che in passato aveva sempre reclamato rinforzi (magari non sperando nemmeno in tanta manna dal cielo come con Kevin e Ray), si è spesso dichiarato stupito dallo spirito di sacrificio di Garnett, di come curi in allenamento dettagli ritenuto insignificanti fino alla passata stagione in ambiente biancoverde, e di come abbia in mente una sola cosa ossia il successo finale.

Ecco quindi che io la passata estate avevo "sottovalutato" Garnett, e che chi aveva indicato la sua emozione la sera della famosa presentazione a Boston insieme a Pierce e Allen lo scorso 31 luglio, come una "mezza recita" aveva preso un bel "granchio" giornalisticamente parlando, a cui peraltro Kevin ha risposto direttamente con i fatti.

Ma a sottovalutare Garnett devono essere stati in molti nell'NBA. E' opinione comune che se volevano i Chicago Bulls se lo sarebbero preso prima di noi (mi permetto di avere dei ragionevoli dubbi in merito, dubbi che esprimo nella parte seguente dell'articolo), solo che il loro GM John Paxons avrebbe ritenuto eccessivo il prezzo da pagare per Garnett proprio per i presunti dubbi citati sopra.

La verità è che probabilmente a Chicago la presunzione l'ha fatta da padrona, e che oltre all'errore di valutazione umana fatta su Garnett che si è poi rivelata un errore madornale, in definitiva davano per scontate due cose, la prima era che il loro roster in un est così annacquato fosse in grado di fare l'ultimo passo anche senza Garnett, e la seconda era che Garnett o se ne rimanesse in Minnesota, o comunque che rimanesse ad ovest.

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Quando poi Ainge l'estate scorsa ha fatto saltare il banco, a Chicago è scoppiato il panico, Paxons da persona intelligente e che conosce il basket ha capito che comunque che la sola crescita di "un gruppo giovane" come quello dei Bulls non sarebbe più stata sufficiente per competere per la vetta dell'est e quindi con i nuovi Celtics, e a quel punto ha cercato in tutti i modi di portare Kobe Bryant ai Bulls, peraltro senza successo e per di più scontentando tutti i suoi giovani che sentendosi messi in discussione, hanno reagito nel peggiore dei modi offrendo una stagione piena di liti, gelosie e controversie che hanno portato i Bulls dai vertici dell'est direttamente in lotteria.

Come dicevo sopra, questa storia che poi i Bulls offrissero un pacchetto migliore di quello offerto da Ainge, e che la trade sia andata in porto solo per l'amiciza tra Ainge e McHale, e per il passato biancoverde di quest'ultimo, per me non sta ne in cielo ne in terra.

Per prima cosa dal primo di luglio 2007 in poi a Chicago non avevano contratti importanti in scadenza da offrire a Minnesota, e in secondo luogo perchè quando un GM rifonda una squadra da zero come ha fatto McHale deve puntare forte almeno su un giocatore potenzialmente di alto o altissimo livello, e non su tanti buoni giocatori. Come proprio Garnett ha dimostrato al mondo in questa stagione, la differenza la fanno le grandi squadra con al loro fulcro una o più  stelle di prima grandezza, e che le squadre composte di tanti buoni giocatori, senza nessun "super" arrivano fino ad un certo punto ma poi si bloccano.

E credo che sia su questo principio che McHale ha preferito l'offerta di Boston, perchè ha reputato che Al Jefferson potesse diventare un giocatore di primissimo piano, mentre i vari Deng, Gordon e Tyrus Thomas al massimo potessero diventare solo buoni o ottimi giocatori. I fatti peraltro gli hanno dato immediatamente ragione con Al Jefferson che ha giocato un'ottima stagione, mentre quelli di Chicago si sono sciolti come neve al sole.

Adesso per Garnett viene la parte più difficile ma anche la più accattivante ossia abbattere quel muro di scetticismo che lo ha sempre avvolto nei playoff, dove in molti si sono esposti in passato bollandolo come un "perdente" anche se a dire il vero l'unica colta che ha avuto una squadra appena decente è arrivato ad un infortunio del suo play titolare dalla finale NBA. 

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Dopo che di recente il nostro KG ha avuto pure la "benedizione" del più grande vincente di sempre Bill Russell, noi attendiamo fiduciosi consapevoli che dopo aver fatto il classico rito della "spolverata di borotalco" in faccia MiKe Gorman e Tommy Heinson, e dopo essersi battutto i pungi sul petto chiamando a se il Garden, farà di tutto per riportare a Boston ciò che gli spetta, ossia il 17° banner !

Commenti (20)add comment

Lanter ha scritto:

  Il Bigliettone ci ha dato quella leadership che serve alle grandi squadre per arrivare alle vittorie.

Le sue qualità tecniche sono fenomenali ma a Boston serviva appunto un Capo, un giocatore che trascini i giovani e che sia il riferimento per tutti. Forse questa è una qualità che manca un pò al nostro Capitano (PP scusami se ti muovo una piccola critica). smilies/shocked.gif

Ora abbiamo tutto per puntare al titolo e la RS ci manda ai PO con la palma dei favoriti (gli scaramantici provvedano a fare tutto il dovuto) e dobbiamo confermarci.

Go Celtics!!!

commento inserito alle 08:27 del 04 aprile 2008

DNGMRZ ha scritto:

  gli auguro di vincere l MVP dei playoff
commento inserito alle 09:27 del 04 aprile 2008

Lanter ha scritto:

 
gli auguro di vincere l MVP dei playoff (DNGMRZ)


Ce lo auguriamo tutti perchè vorrebbe dire che..... smilies/grin.gif

Però se arriviamo a quota 65 (sarebbe il terzo record assoluto della storia dei Celtics) il premio sarebbe alla sua portata.

Certo che i premi individuali servono quasi a niente, se non da contorno alle vittorie.
commento inserito alle 09:38 del 04 aprile 2008

Edo the chief ha scritto:

  Come ho gia' scritto in precedenza KG e' una tigre affamata che gira in cerca di prede. Prendete l'inizio del 3 quarto in casa con NOH, ha messo 6 dei primi ns otto punti, quando raccoglie un palla vagante in area e la schiaccia con tutta la forza, ho i giocatori di NOH semmeno provare a contrastarlo Chandler per primo; era come un segnale per compagni, avversari e pubblico: qui comando io. E' difficile vedere in sport di squadra un giocatore cosi' mentalmente dominante, e per i po non ho dubbi quando ci sarà da soffrire la tigre inizierà ad andare a caccia!
Grren forever!!!
commento inserito alle 10:11 del 04 aprile 2008

tiber48 ha scritto:

  Grazie per l'articolo, presentazione molto interessante di alcuni lati di KG.

I nostri grandi sono tre affamati. Questa è la migliore garanzia per i playoffs. Proprio per questo sarà difficile per gli altri fermarli.
commento inserito alle 10:53 del 04 aprile 2008

Christian Spazian ha scritto:

  Grandissimo Garnett, la sua voglia di vincere è stata contagiosa. Anch'io avevo qualche timore nei suoi confronti, in special modo il fatto che nei finali di gara punto-a-punto non era molto efficace, ma a Boston ha dimostrato che anche questa presunta mancanza non ha ragione d'essere.
commento inserito alle 13:07 del 04 aprile 2008

Celtic Soul ha scritto:

  Garnett è "il professore".Giocatore di pallacanestro superiore.Intelligente,completo,carismatico.La sua leadership emotiva ha stravolto, in positivo,l'ambiente celtico.In America si dice che i grandi giocatori sono quelli che riescono a migliorare i compagni.Bè,direi che allora questo non è un giocatore,ma un giocatore stratosferico!
Giocatore immenso con due soli difetti forse(altrimenti saremmo a livello di perfezione):1-il fisico un pò troppo smilzo.Ok,è grazie a quel tipo di fisico che riesce ad essere così elastico ed agile,ma un pò più di massa,di struttura muscolare ne avrebbero fatto un giocatore in grado di andare con più costanza in post-basso,cosa che Garnett sa fare benissimo,ma che fa ad intermittenza,accontentandosi spesso di giocare a 4 o 5 metri da canestro.Credo che Garnett abbia uno di quei corpi sui quali è molto difficile sviluppare la muscolatura.In NBA,tempo 3 o 4 anni di solito ti fanno crescere ben bene e lui per essere in NBA da dieci 12 anni non è che sia cresciuto moltissimo.Oh,magari sarà solo che non si dopa come altri,chissà.Dico questo perchè Garnett è uno che avrebbe potuto marcare anche i centri,invece fatica molto contro di loro e in attacco credo che questa sua incostanza nel giocare molto vicino a canestro sia dovuta alla sua carenza di peso.Ok,lui compensa questo con l'aggressività,ma a mio parere la sua morfologia fisica lo inibisce psicologicamente rispetto al gioco vicino al ferro.
Il secondo piccolo difetto è forse la mancanza dell'istinto killer negli ultimi possessi.Che Garnett sia un giocatore che sparisce alla fine non è assolutamente vero e quest'anno lo ha dimostrato,però che gli manchi un pò il tiro del cecchino è vero,il che peraltro non vuol dire che nella sua carriera,ed anche quest'anno,non sia stato in grado di mettere a referto canestri decisivi nei finali punto a punto,però è certamente veritiero che non è un clutch-player.
Per il resto è un fenomeno assoluto.Ci sono troppe,troppe cose che questo fa su un campo di pallacanestro che le stats non dicono.La gente forse non si rende conto di quanto i suoi tempi nei passaggi di uscita siano in grado di beneficiare l'attacco.Se la palla esce lenta,con tempi sbagliati,tutta la circolazione di palla offensiva viene pregiudicata,permettendo anche ad una difesa pigra di ruotare ed in definitiva andare a contestare il tiro.Questo passa la palla con dei tempi strepitosi in grado di innescare una circolazione di palla che produce tiri da parte dell'uomo libero sul perimetro.Piccoli-grandi aspetti del gioco che i ragazzini idioti che si spugnettano sui 50elli di Kobe ignorano.
commento inserito alle 13:46 del 04 aprile 2008

Celtic Soul ha scritto:

  KG difensive player of the year,Pierce MVP,Rondo MIP e Doc Rivers coach of the year. smilies/cool.gif smilies/cool.gif
commento inserito alle 13:49 del 04 aprile 2008

giusegandi ha scritto:

  Molto bello l'articolo.
Su KG MVP penso che se il titolo deve andare al Miglior Giocatore tenendo conto dell'impatto sulla squadra (cioè più vittorie, in sostanza!!) credo che le discussioni non possano sussistere.
Se invece deve andare al giocatore con le migliori statistiche in assoluto allora LBJ non è neanche avvicinabile da nessuno.
Io non cambierei KG per LBJ tranne che per l'età.....
Comunque l'impatto del Bigliettone è stata mostruosa: ho più di 50 anni e dai tempi di Larry Bird non ho visto nessuno con questa leadership, LB era ancora più "cattivo" ma le possibilità fisiche di KG sono di tre livelli superiori.
PP MVP mi sembra purtroppo difficile da sostenere e praticamente tutti i commentatori oltreoceano sono concordi su questo: comunque grande onore a Paul che in periodi di vacche magre ha tenuto i piedi la squadra.
commento inserito alle 15:02 del 04 aprile 2008

serfuoco ha scritto:

  Per prima cosa un bravo a Leonardo per l'articolo ( che non si offenda nessuno, ma è il migliore), poi KEVIN GARNETT è per me l'erede unico di JORDAN.
Sono anni che lo sogno e non dimenticherò mai il giorno che un amico (tifoso Lakers) mi chiama e mi parla della trattativa.
Da lì sono stato sicuro che la lunga notte era finita.

commento inserito alle 17:42 del 04 aprile 2008

tulliogol ha scritto:

  KG SANTO SUBITO!
commento inserito alle 10:08 del 05 aprile 2008

Alberto ha scritto:

  Semplicemente immenso.
commento inserito alle 10:47 del 05 aprile 2008

Giacomo ha scritto:

  Dopo aver fatto i miei complimenti a Leo per il bell'articolo e pur apprezzando molto il grosso lavoro della redazione di ICP e lo sforzo fatto per trovare sempre nuovi spunti di riflessione vorrei rivendicare per gli altri ospiti del sito un fondamentale diritto di libertà. La libertà di scrivere quando si ha veramente qualcosa da dire e non " a comando " , la libertà di essere critici e di non incensare sempre la squadra ( il che non vuole essere una velata critica, da parte mia, a chi è sempre prodigo di elogi ), la libertà, nelle osservazioni, di focolizzarsi più sui difetti che sui pregi, la libertà di non beatificare solo per amore o dovere di tifoso tutto l'ambiente biancoverde. E ' chiaro che poi ciascuno risulta più o meno credibile in base a quello scrive.......ma questo lasciamolo valutare all'intelligenza di ogni lettore e, soprattutto, non colpevolizziamo nessuno quando si ritiene non abbia assolto ad una sorta di " dovere del tifoso Celtico ".
Fatta questa premessa vorrei parlare di KG.
E'un giocatore che è divenuto subito il leader della squadra ed un fulgido esempio per i compagni, un faro, una guida.
Ha segnato una svolta nell'etica del lavoro, e la sua presenza risulta fondamentale sotto l'aspetto psicologico, non meno che sotto l'aspetto tecnico.
I suoi pochissimi difetti diventano quasi invisibili se posti a confronto con le sue grandi qualità.
Il suo tallone d'achille, è , secondo me, che subisce troppo i contatti e per questo, ha sviluppato un gioco offensivo che non lo porta spesso vicino al canestro avversario. In ciò è l'opposto di Duncan che, invece , sembra andare alla " ricerca dell'avversario". E' un aspetto su cui deve lavorare soprattutto in considerazione del tipo di gioco che viene praticato nei play off, che è più duro, più maschio.
Col senno di poi ci si può chiedere : " il gioco è valso la candela ? " . In altre parole: " l'arrivo di KG ha giustificato il sacrificio di alcuni giovani che si stavano già affermando ( Big Al e Gomes su tutti )? "
La risposta è certamente affermativa considerando il lunghissimo digiuno di vittorie della Ns. franchigia ed il progetto elaborato dal Ns. GM e, ciò, a prescindere da quello che sarà l'esito della stagione.
Altra domanda che ci si può fare è: " merita il titolo di MVP ? ".
La domanda non consente una facile risposta perchè ci si potrebbe chiedere: " Il premio di MVP si deve darlo al giocatore più forte in assoluto od a quello che ha il maggior impatto sul rendimento della sua squadra ? "
Se mi chiedessero " Chi è, per te , attualmente, il giocatore più forte dell' Nba ?" La mia risposta sarebbe, senza ombra di dubbio " Lebron ". Se mi chiedessero: " Se dovessi ricostruire da 0 una squadra chi prenderesti ? " Risponderei ancora: Lebron. Ma se mi chiedessero " se dovessi vincere a tutti i costi il titolo Nba questa stagione, chi prenderesti ? " Ammetto che la risposta mi metterebbe in seria difficoltà ma penso che direi: KG.
commento inserito alle 16:40 del 05 aprile 2008

Celtic Soul ha scritto:

  Kevin Garnett è stato ogni anno della sua carriera(da quando è quintettista)un potenziale MVP.Garnett per me è,un MVP.
Lo è secondo i criteri che io ho per utilizzo per valutare un MVP.
La verità è che questo premio non ha senso perchè non si capisce con quali criteri venga assegnato.
Un premio stupido.
Per quanto mi riguarda Garnett lo meriterebbe perchè il suo trasferimento ai Celtics ha cambiato tutto quanto lo scenario NBA.Insomma,tra qualche anno quando la gente ripenserà a questa stagione cosa penserà?Inveitabilmente tutti quanti la ricorderanno come la stagione in cui Garnett risuscitò i Celtics.Un premio a Garnett sarebbe un riconoscimento anche al giocatore che,con tutta probabilità sarà il principale di questo BEST TOURNAROUND EVER.
Per me Garnett è stato il giocatore più determinante di questa stagione,punto,quindi si che lo meriterebbe,però non me ne frega un cavolo se non lo assegnano a lui perchè non ho grande considerazione del premio.
Invece mi incazzo come una bestia se non gli assegnano il premio di difensore dell'anno per due motivi:1-in qualche modo lo trovo più rappresentativo della stagione sua e di tutta la squadra(mi piacerebbe che questa squadra fosse ricordata come una squadra difensiva personalmente)2-perchè sia dato a Cesare quel che è di Cesare!Troppe volte lo hanno iserito solo nel secondo a addirittura nel terzo quintetto difensivo.Ma che cazzo guardano sti mangia hamburger di merda?!Ma non lo vedi che questo è uno dei migliori difensori di sempre?!Però,non si sa perchè ogni anno,immeritatamente Bryant,che ok,se ha voglia è un signor difensore, però è uno che in stagione regolare difende 5 possessi a partita,15 partite l'anno.
commento inserito alle 20:22 del 05 aprile 2008

Celtic Soul ha scritto:

  scusate gli errori,spero si capisca.
commento inserito alle 20:41 del 05 aprile 2008

giusegandi ha scritto:

  Sono praticamente daccordo con Celtics Soul su tutto ma però...
In realtà tutti i giocatori NBA ambiscono parecchio al titolo di MVP come agli altri premi individuali ; il motivo a sentire molti di loro è che nel palmares dei giocatori quando giunge la fine della carriera contano gli anelli vinti (ma ci sono giocatori "normali" che ne hanno 3 o 4, Sam I am Cassell, per dirne uno) ma contano, e tanto, i "titoli" individuali come ad esempio l'MVP o il titolo di miglior realizzatore o miglior rimbalzista.
commento inserito alle 20:41 del 05 aprile 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  In linea di massima i crite usati fino a quest'anno per dare l'MVP erano che l'MVP giocasse in una squadra con minimo 50 W, meglio se 55, che questa squadra fosse tra le prime 3-4 della lega come record e che avesse vinto la division. Di solito siamo stati in questi parametri.

Per me l'MVP se si intende come nel giocatore che maggiormente ha avuto impatto sulla sua squadra che rientra nei parametri sopra, il discorso è a due tra Garnett e Paul e credo che lo meriti forse di più Paul perchè come compagni nel complesso ha meno qualità.

Se ne facciamo un discorso di freddi numeri indipendentemente dal contesto di squadra lo diamo a LeBron, anzi glielo diamo sulla fiducia per i prossimi 10 anni, leBron ad oggi con Duncan sono i due migliori di questo sport, però se si inizia a rifilare l'MVP a giocatori in squadre sotto le 50 W, c'è il rischio po che qualcuno giochi 82 partite per se solo per accatastare i numeri.

Se i Lakers vincono l'Atlantic entra pure in ballo Kobe, che secondo me fino allo scempio con Memphis era al pari di Paul e Garnett, poi però se un giocatore una sera decide prima di giocare che ne fa 50 costi quello che costi, va in campo tira l'impossibile e manda totalmente fuori partita i compagni e alla fine si perde in casa con Memphis ossia la peggior squadra della seconda parte di stagione, non mi pare che questi siano atteggiamenti da MVP.

Il premio di difensore dell'anno è "doveroso", e anche Rivers in una intervista di recente ha già messo le mani avanti, anche perchè mi pare già difficile individuare un concorrente, e non tiriamo fuori Camby che va a rimbalzo, stoppa, ma in difesa sull'uomo fa ridere.

Tornando a KG qualcuno diceva che soffre il fatto di essere filiforme, occhio che però questo è un fattore che potrebbe allungargli e di diversi anni la carriera.
commento inserito alle 22:30 del 05 aprile 2008

Celtic Soul ha scritto:

  Su Kobe:intendevo scrivere che tutti gli anni viene immeritatamente piazzato nel primo quintetto NBA.
Per Leonardo:quindi per te Duncan è più forte di Garnett?
Secondo me no.Sono sempre stato un Garnettiano convinto.
Penso che siano due giocatori simili ma diversi tutti e due fortissimi più o meno nella stessa misura eppura in maniera dversa.
Garnett e Duncan per me sono come MAGIC e BIRD,sono i due alfieri rivali di una intera generazione cestistica.Una sfida epica,una sfida meritevole di essere consumata in una finale NBA.
Un'altra cosa insopportabile del basket NBA è questa considerazione smisurata per la stoppata.A loro basta vedere che uno magari ha due stoppate e mezzo di media per pensare che sia un gran difensore.Mah.Oh,ciò non toglie che a volte la stoppata possa essere una giocata difensiva molto efficace,soprattutto se unita al recupero da parte dello stoppatore stesso o cmq dei compagni,però fare l'equazione Grande stoppare=Grande difensore è stupidissimo.
commento inserito alle 00:09 del 06 aprile 2008

giusegandi ha scritto:

  Sembra incredibile ma rinasce il vecchio spirito e la vecchia contrapposizione Celtics - Lakers degli anni belli con le dovute cautele:
- noi concreti, magari non bellissimi da vedere ma con una grande etica del lavoro e "SQUADRA", (Bird per KG, Parish per KP, ecc.)
- loro eleganti, con grandi numeri in attacco, "farfalloni" e "da prima pagina, visitare il sito dei LAL per crederci (Magic per Kobe, Bynum per Jabbar).

KG MVP forever!
Paul, Pierce, Howard, Duncan e KG quintetto ideale.
commento inserito alle 09:25 del 06 aprile 2008

Celtic Soul ha scritto:

  Ok Leonardo,ma non sarebbero stati quei 6-7 chili in più di massa ad accorciargli la carriera o pregiudicargli tanto l'agilità,secondo me.
Comunque dai..è un discreto giocatore lo stesso....ci si accontenta smilies/cheesy.gif smilies/cheesy.gif
commento inserito alle 20:01 del 07 aprile 2008

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