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Time Out #12 : Con il senno di "prima" PDF Stampa E-mail
Scritto da Leonardo Ancilli   
sabato 29 marzo 2008
La roboante vittoria con gli Hornets chiude di fatto la nostra Regular Seasons "vera", e il messaggio dei Celtics lanciato all'intera NBA è molto chiaro : "Quando i Celtics vogliono .... vincono" !

Piccola doverosa premessa, questo articolo è fortemente "emotivo", "celebrativo", "esaltativo" e quanto altro si voglia dire, ma non ho perso di vista la realtà sono pienamente conscio che i playoff sono un'altra storia (la definizione che sono un altro sport non sta nè in cielo nè in terra), che ci saranno difficoltà e che io stesso mi porto dietro qualche dubbio, ma se una squadra domina la stagione regolare come abbiamo fatto noi, giocando un gioco adattissimo ai ritmi playoff (a differenza della Dallas della passata stagione con cui gli scettici spesso ci accostano), tale stagione regolare non può essere considerata "episodica" o "casuale" ma fino ad oggi rispecchia benissimo i valori in campo. Basta farsi un giro nel sito dell'NBA nelle stats di squadra soprattutto in quelle difensive per capire che un dominio come quello visto ad oggi è un dominio netto.

a00a0bc536b4707f4b65bbbc984a75e5-getty-76075348jg004_celts_sixers.jpgCon la vittoria di stanotte Boston ha battuto tutte le squadre almeno una volta, ha fatto sua una stagione regolare dove già a metà novembre era stato messo in chiaro che si faceva tremendamente sul serio, che quell'UBUNTU tanto caro ai nostri giocatori, non era una trovata pubblicitaria in stile Hollywoodiano, ma una tremenda realtà, ed è in questa realtà che si può trovare la semplice spiegazione al come mai le cifre di qualche singolo a volte sembrano scarse anche a fronte di vittorie nette, il sacrificio per i compagni che è alla base del concetto di UBUNTU è stato preso tremendamente sul serio, i personalismi sono stati emssi da parte per il bene comune, e l'emblema di tutto ciò credo lo si sia visto bene a San Antonio nella partita più sentita della stagione, dove il giocatore più responsabilizzato in attacco, non è stato ne Pierce, ne Garnett e ne Ray Allen, ma il "pulcino" Rajon Rondo. Questo UBUNTU direi che è la trasposizione moderna del "Pride" delle prime tre dinastie dei Celtics, e ai tifosi del trifoglio una squadra che trae la sua linfa vitale dalla fame di vittoria ha suscitato antiche emozioni.

Il messaggio chiaro, limpido, netto che ci lascia questa stagione regolare, è che i Celtics quando hanno voluto hanno vinto, e che soprattutto se ai playoff riusciranno sempre a giocare al loro meglio vinceranno, mentre per le altre solo giocare al loro meglio potrebbe non bastare, soprattutto contro di noi, dove pur giocando al loro massimo avranno bisogno che noi sbagliamo qualcosa. E questo per una squadra affamata di vittoria come non ce ne sono altre io lo ritengo un vantaggio psicologico enorme, sappiamo e siamo consapevoli che il futuro dipende da noi, mentre il futuro degli altri oltre che da loro dipendarà anche dal nostro.

Tra i tanti "shot" segnati dalla eccellente stagione regolare dei Celtics direi che ce ne sono alcuni a me particolarmente cari, perchè come sempre succede questi "shot" sono andati ad abbattere dei luoghi comuni tirati in ballo per puro superficialismo. 

Il primo che vorrei rimarcare è il famoso "calendario facile" (vedi articolo su ICP del 31 dicembre) ossia l'argomento tirato in ballo per smontare la clamorosa partenza dei Celtics nei primi due mesi (29-3). Chi segue l'NBA da tempo sa benissimo che il calendario facile o difficile è una tesi che regge su un campione di 10-12 partite (quindi un mese scarso) da lì in poi il valore della squadra va oltre al calendario, perchè se una squadra ne ha vinte spesso, se una non ne ha perde spesso, quindi sbandierare il calendario facile dopo un mese e mezzo o due di gare assumeva contorni ridicoli, e per chi poi si aggrappava alla tesi che i Celtics avevano un record così alto perchè giocavano ad est e non ad ovest, il 25-5 (83%) finale contro le squadre della Western Conference mette tutti a tacere.

Copia di whererondohappens.jpgIl secondo "shot" importante che voglio rimarcare è il fatto che Rondo e Perkins venivano indicati come "anelli deboli". Anche qui si partiva da tanti preconcetti soprattutto su Rajon che nella passata stagione aveva fatto ben capire che il ragazzo "aveva le spalle larghe" per sopportare la tanta pressione che avrebbe avuto addosso, ma soprattutto aveva doti di giocatore molto sottovalutate che però non erano di certo sfuggite a chi aveva seguito da vicino i Celtics nella passata stagione, dove Rondo già da novembre pur con tutta l'inesperienza del caso aveva dimostrato di avere doti di lucidità in cabina di regia come non si vedevano da tempo immemorabile in maglia biancoverde, e con il passare della stagione aveva dimostrato che in questa lega poteva starci a buon diritto. Mancava il tiro ma come previsto in estate lo staff tecnico lo ha fatto lavorare duro e i risultati si sono visti e il 48,5% dal campo parla chiaro.

Per di più è un rimbalzista incredibile per la stazza, un ottimo difensore che cresce di giorno in giorno da questo punto di vista (chiedere info in merito al quasi MVP Chris Paul), e come regista puro per ora è molto sottovalutato ma ha già un ottimo rendimento. Non manca pure la personalità, la leadership, ci sono momenti in cui in campo sembra avere lui le chiavi emotive della gara, segno che farsi due anni in un College "pesante" come Kentucky aiuta moltissimo, il tutto a soli 22 anni, e che abbia una mentalità da "grande" lo ha dimostrato negli ultmi giorni reagendo nel modo più positivo possibile all'arrivo di Cassell che in molti avrebbero preso come un pungo nello stomaco e che invece lui ha preso come un motivo in più per darci dentro.

Ho gia avuto modo di scriverlo, e lo ripeto, siamo di fronte ad un giocatore che nei prossimi 10-12 anni potrebbe fare qualche capatina alla partita delle stelle, e che è indubbiamente il miglior play dei Celtics dal ritiro del compianto Dennis Johnson, giocatore a cui secondo me per alcuni versi assomiglia molto. Sull'evoluzione dell'anello debole Rondo ci sarebbe veramente da scrivere un libro, ad inizio stagione il problema era lui, poi quando i fatti erano già evidenti, il problema è diventato il suo cambio, poi quando è arrivato Cassell è calato il silenzio.

Sarà una pietra importante del presente, ma soprattutto sarà la pietra angolare del futuro di questi Celtics, il giocatore su cui probabilmente ripartirà la squadra quando il ciclo dei nuovi Big Three sarà esaurito. Segnalo per chi non l'avesse ancora letto, un articolo pubblicato qualche anno fa sul vecchio sito, che parla del passato cestistico di Rajon prima di arrivare ai Celtics. Vi segnalo inoltre il suo Blog Personale, anche questo da seguire.

Il capitolo Perkins è un po meno "frizzante" ma non per questo meno importante, a Perkins ad inizio stagione veniva chiesto di fare il lavoro sporco in difesa, di tenere piena l'area negando tiri facili agli avversari, e soprattutto di togliere un pò di pressione difensiva a Garnett, non facendogli prendere sempre l'avversaio più tosto. Direi missione conclusa. Al di là delle cifre che dicono poco o nulla del giocatore 7,4 punti, 6,2 rimbalzi, 1,5 stoppate in 24 minuti di utilizzo (media che comunque rapportate su 36 minuti ad esempio avrebbero tutto un altro sapore), Perk ha dimostrato presenza fisica, cattiveria e un'umiltà quasi unica nell'NBA attuale, sa farsi da parte in ogni istante per i compagni mai una lamentela (però troppi tecnici) sempre pronto a fare la cosa giusta.

Stiamo chiaramente parlando di un giocatore di complemento e non di una prima stella, Kendrick ha i suoi limiti, ha i suoi margini di miglioramento ma alla fine se usciamo dal mondo Celtics, vediamo pure che altrove giocatori simili costano molto più di lui e non sempre danno quanto lui. Fino ad oggi il suo compito l'ha fatto bene, basta avere chiaro cosa si voleva da lui. Ultimo appunto, ma non meno importante, ci sono ottime possibilità che Kendrick faccia suo un record importante ossia quello di finire la stagione regolare con la percentuale di tiro più alta di sempre per i Celtics, sopravanzando in questa graduatoria niente di meno che nomi storici come Cedrick Maxwell e Kevin McHale.

Alla stagione regolare non avrei molto da chiedere, la priorità è stare lontani dagli infortuni, però se proprio devo chiedere un ultimo sussulto vorrei una bella W il 9 di aprile a Washington giusto per non dare ai soliti "gufi" un ultimo appiglio a cui aggrapparsi.

Ritorno un attimo sui dubbi sui playoff, ci sono ma li hanno pure gli altri, ad oggi credi che affrontare LeBron già al secondo turno sarà una battaglia anche se i Cavs hanno digerito poco la trade, con i Pistons rischia di essere più una guerra di nervi che in campo e in una eventuale finale poi comunque vada sarà durissima. Però i dubbi li hanno pure gli altri, probabilmente ne hanno più tanti di noi. Riguardo ai nostri credo che il principale dubbio sia sul capitolo adeguamenti, inutile girarci intorno le serie ad alto livello di decidono li, sarà cruciale vedere come reagiremo noi agli adeguamenti avversari e viceversa, e purtroppo per questo bisognerà aspettare il verdetto del campo, anche se ho massima fiducia nel nostro staff tecnico che credo avendo visto tutte le gare si sia tenuto in serbo diverse armi tattiche da spendere ai playoff.

Chiudo segnalandovi un link importante ossia Wicked Good Sports sito che raccoglie tanti Blog dell'area di Boston, tra cui il "sommo" Mike Gorman telecronista ufficiale dei Celtics insieme a Tom Heinson. Blog assolutamente da non perdere.

Vi lascio con una bellissima immagine che spero diventi un virtuale passaggio di consegne:

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Commenti (16)add comment

Fish ha scritto:

  Chiaramente d'accordo su tutto. Già da Settembre invocavo un Rajon che doveva dimostrare di essere all'altezza di una squadra con 3 all-stars assolute, e riponevo in lui molte fiducia: missione compiuta, non mi ha deluso per niente.
Perkins: tutti noi dicevamo che con KG a fianco avrebbe trovato una stagione da sogno, per quello che erano i suoi standard: vero, ma ci ha messo tantissimo del suo: non e' che se KG e' 2-3 rimbalzi a partita "sotto" alle sue medie e' anche merito suo?? (e di Powe??) ben vengano, allora....

-Fattore psicologico: la nostra vera arma in piu'. Nel corso dei mesi ci siamo costruiti una reputazione, che e' partita dallo scetticismo assoluto ("uscite" di Arenas in pre-season....vabè..non esattamente il piu' attendibile...) ed è arrivata alla consapevolezza di avere di fronte i piu' forti per il 95% delle squadre che ci affrontano, come testimoniano alcune dichiarazioni di post-partita di alcuni giocatori (una su tutte, quelle di McGrady dopo la vittoria a Houston)
La speranza (fondata) e' che la consapevolezza non si trasformi in presunzione.
Io sono sicuro che non succederà: siamo in missione, la fame e' spropositata, e adesso sta per arrivare il bello.
Sarà una primavera di "passione", fatta di levatacce per notti semi-insonni, adrenaliniche, emozionanti, da vivere al massimo: che bello, non vedo l'ora. smilies/wink.gif
commento inserito alle 14:31 del 29 marzo 2008

tiber48 ha scritto:

  Articolo "emotivo", "celebrativo", "esaltativo" e aggiungi anche fantastico. Da leggere tutto d'un fiato. Eccezionale, foto comprese, ottima scelta.
Certo il calendario facile... quanto stufavano all'inizio. Per come potevo valutarlo io fin dall'autunno, la parte più facile erano le ultime 10 e sono rimasto sempre e sono ancora di questa idea. Dieci gare che ci tornano buone per preparare i playoffs.
Già i dubbi sui playoffs. Anche quelli li ho ancora. Non tanto per i giocatori. E' il primo turno che mi preoccupa. Vedremo la prima vittoria assoluta del Doc in una serie? Lo spero proprio perché la squadra lo merita. Passato il primo ostacolo ci crederò di più.
commento inserito alle 14:49 del 29 marzo 2008

Celtic Soul ha scritto:

  Questo gruppo di persone onora il significato della parola SQUADRA.
commento inserito alle 17:50 del 29 marzo 2008

serfuoco ha scritto:

  Rondo spero prenda il titolo di giocatore più migliorato (ad oggi all'est all'ASG).
Io poi voglio ricordare una frase di KG:
' A saperlo venivo prima! '
Cmq la chimica raggiunta da questa squadra e qualcosa di fantastico e oggi possiamo dire:
I PO, beh dipende solo da noi!!!!! smilies/cool.gif
commento inserito alle 19:37 del 29 marzo 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Leo, non avrei voluto commentare e sai bene come la penso su tanti argomenti, però alla fine non ho resistito.

Lo scetticismo figlio di tante critiche preconcette era alla base di molti commenti pre stagione, su ICP e altrove.
Dopo il clamoroso inizio, tanti hanno provato a cercare problemi dove non esistevano e sono stati smentiti, con una RS finora favolosa.
I numeri e il campo hanno provato che il lavoro di Ainge prima e di Rivers e del suo staff dopo sono di livello eccelso: ci saremmo accontentati di Lue e Magloire per completare il roster, sono arrivati Cassell e Brown, per esempio, oppure vediamo terzi quarti da sogno grazie alle capacità tecniche e analitiche di Rivers e Thibodeau.

Ovvio che tutto questo potrebbe essere inutile senza l'anello, e che il record relativo al migliorameno di W rispetto all'anno precedente sarà quasi una beffa, però resterebbe comunque il godimento di cinque mesi con pochi uguali.

Allora pazienza, fiducia in questo gruppo e piacere nel vederli giocare e commentarli insieme a voi tutti.

P.S. - Perkins a oggi avrebbe la migliore percentuale al tiro della lega, se non lo vedete in testa alla classifica è solo perchè ha un numero di canestri sotto a quello previsto, direi non male per un giocatore che qualcuno ancora ha la presunzione di definire modesto, ieri il sig. Chandler vi è sembrato tanto più forte?
commento inserito alle 21:50 del 29 marzo 2008

Angelo ha scritto:

  Mi adeguo volentieri al tono generale con una riflesione, che si lega in parte a quanto detto da Michele.
Sarà che i celtics sono per definizione una squadra "operaia", sarà che certi giocatori stimolano più di altri la mia ammirazione, ma è troppo facile celebrare la grandezza di Pierce e Garnett, oppure Allen...è un po' come commentare la Venere di Milo: bella, che vuoi dire?

Io mi coccolo volentieri i modestissimi Perkins e Powe, anzi, Powe e Perkins, due giocatori con dei limiti, anche vistosi in alcuni fondamentali, ma di una grinta, una dedizione, una voglia di spaccare il mondo che ne fanno Celtics per definizione. Alzi la mano chi, a Novembre, avrebbe pronosticato Leon come prima alternativa dei lunghi titolari, con pieno merito, capace di non far rimpiangere difensivamente un certo kevin Garnett, "passabile" difensore, mi risulta. Se avessimo fatto un sondaggio 5 mesi fà, creddo che il 70% (me compreso) lo avrebbero visto bene dove adesso si sta facendo le ossa Pruitt...se quest'anno arriverà il titolo, una fetta sarà di quei due ragazzi, limitati, modesti (e, vogliamo dirlo, miglioratissimi), ma con un cuore grande come una montagna.
commento inserito alle 22:37 del 29 marzo 2008

Celtic Soul ha scritto:

  Complimenti a Perk che è riuscito con intelligenza a ritagliarsi la sua importanza in questa squadra.Scommessa di Ainge su Rondo stravinta.
Neanche io mi aspettavo che Rajon potesse raggiungere questi livelli.Bravo!Questo ragazzo mi entusiasma.Onestamente...una sola cosa non mi convince ancora di Rondo:il trattamento di palla,così spavaldo,busto sempre eretto,palla palleggiata così alta,non so..mi dà la sensazione di esporsi alle rubate.Per il resto se miglioriamo ancora nel tiro siamo su livelli di eccellenza.
Alla faccia di Peterson che sosteneva che questo non ha personalità.
RONDO ORGOGLIO CELTICO!!
commento inserito alle 22:41 del 29 marzo 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Oggi nelle TV italiane si è visto cosa serve per vincere in una partita di basket e cosa non serve.

Da una parte abbiamo visto campioni come i nostri prendere in mano la squadra e coinvolgerla in una sorta di corrida per "matare" i malcapitati leader della Western Conference, dall'altra si è visto uno che prima di scendere in campo dato che l'avversario di turno era una delle peggiori squadre della lega, aveva già deciso che stasera avrebbe segnato 50 punti e lo ha fatto, mandando totalmente in tilt sin dal primo minuto il resto della squadra e finendo per perdere in casa con la peggior squadra della lega o giù di li, una gara che nell'equilibratissima Western Conference potrebbe costare carissima.

Questo mi rende ancora più fiero dei "nostri", Garnett non avrebbe nessun problema a tenere 22 punti e 13-14 rimbalzi di media, Pierce non ne avrebbero a segnare 25 a sera, e invece hanno capito che il basket è uno sport di squadra dove conta il collettivo e non gli "high" dei singoli, che spesso finiscono per diventare cattedrali nel deserto se non supportati da risultati di squadra.

Se fino ad oggi io ero uno di quelli che avrebbe dato l'MVP a quello li, credo che dopo lo scempio di oggi l'MVP vada di diritto a Chris Paul sempre che la lega e chi vota non metta sulla bilancia il valore emotivo aggiunto che Garnett ha portato a Boston.

In telecronaca Buffa ha accennato ad una cosa che rende ancora meglio l'idea di come stanno le cose, ossia che spesso negli spogliatoio tra il primo e il secondo tempo sono i giocatori a discutere tra loro e con gli assistenti di come cambiare le cose che non vanno, di come adeguare le difese sulle cose che non hanno funzionato, già prima che gli allenatori prendano la parola. Questo indica un QI complessivo e una voglia di non trascurare nulla assolutamente incredibile.

Io non voglio mitizzare questi Celtics che ancora non hanno vinto nulla, ma mi "stinge" quando sento mitizzare squadre forti fortissime ma a cui noi ad oggi non abbiamo nulla da invidiare. Tutti ci danno "perdenti" in una serie contro i Pistons come se i Pistons fossero una squadra che ha fatto incetta di anelli negli ultimi anni, andiamo a sviscerare il recente passato dei Pistons e vediamo cose curiose :

- playoff 2003 : dopo aver ottenuto il miglior record dell'est vengono sbattuti fuori 4-0 dai Nets in finale di conference.
- 2004 vincono l'anello, vediamo però come ci sono arrivati. Semifinale di conference contro i Nets. New Jersey va sopra 3-2 ma in gara 5 Kidd si fa male ad un ginocchio, gioca gara sei stringendo i denti, e in gara 7 fa solo presenza, è la famosa gara di Kidd a zero punti. Passano i Pistons 4-3. In finale ci trovano i Lakers con Malone rotto e con Kobe che nel frattempo ha sfasciato lo spogliatoio per le sue smanie di grandezza (tutto scritto nel libro pubblicato all'epoca del suo attuale coach). Ora siccome a tutti piace mettere gli asterischi accanto ai titoli degli Spurs e quando si parla di quello del 2003 tutti dicono che senza gli infortuni di Webber e di Nowitzki quell'anello non lo avrebbero vinto, cosa facciamo mettiamo un asterisco pure a questo titolo dei Pistons ?
- 2005 : finale persa contro San Antonio. In finale di conference si ripete la storia dell'anno prima, Miami va sopra 3-2, però in gara 5 Wade si fa male all'addome, salta gara sei e gioca infortunato gara 7 giusto per fare presenza. Vanno in finale, dove nella gara decisiva "fascetta rossa" (quello che "se è questo non si inizia neppure" ) nel possesso chiave per motivi oscuri abbandona Horry che manda G5 in OT dove vincono gli Spurs, nonostante questo Detroit vince gara sei e se non si suicidasse nel quarto periodo di G7 da solo vincerebbe l'anello.
- 2006-2007 : suicidi di massa ancora da spiegare con Miami e Cleveland.

Riassumendo il grande ciclo di Detroit : 1 titolo con asterisco, un finale gettata via, una sculacciata in finale ci conference e due suicidi di massa.

Ora che siano una buonissima squadra nessuno lo discute, ma non facciamoli passare per quello che non sono ossia una schicciasassi, per di più i limiti mentali nel passato sono costati carissimi.


Come ho scritto nell'articolo noi se giochiamo al massimo dobbiamo solo temere cali di concentrazione nostra. Il resto è "fuffa" !
commento inserito alle 23:44 del 29 marzo 2008

axl78 ha scritto:

  Del 2004 ricordo soprattutto l'infortunio di Cassell che non ha permesso a Minnesota di battere i derelitti lakers a 4 stelle e di non arrivare in finale...
Meno male che quest'anno, per KG, è arrivato il momento della verità.
Saluti
commento inserito alle 09:12 del 30 marzo 2008

DNGMRZ ha scritto:

  la squadra forte siamo noi. il record parla chiaro.
penso altresì che chi vince la eastern conference vincerà l'anello.
certamente playoff sono storia a parte e conteranno episodi e infortuni, però vale anche x gli altri e non solo x noi.
io sono fiducioso.
molto fiducioso.
commento inserito alle 10:13 del 30 marzo 2008

Christian Spazian ha scritto:

  Ad essere onesto chi non segue assiduamente i Celtics un dubbio su Rondo e Perkins gli sarebbe venuto, e di questo non gli dò una colpa. Tenore diverso da chi voleva trovare sempre una scusa per giustificare questi Celtics, ma ora le scuse sono decisamente finite... smilies/grin.gif
commento inserito alle 11:17 del 30 marzo 2008

Angelo ha scritto:

  Oddio, Christian, è anche vero che le partite difficili devono ancora arrivare...guarda il calendario, non è per trovare il pelo nell'uovo, ma ci sono ancora corazzate come Miami, Chicago, Indiana...



smilies/grin.gif
commento inserito alle 15:13 del 30 marzo 2008

boston ha scritto:

  x tutti
noi siamo i boston celtics,non vedo perchè nei po dobbiamo avere infortuni(non portiamoci sfotruna!!!) ma soprattutto se i boston celtics insieme allo staff giocano da boston celtics,noi ci divertiremo e mooooooooooooolto!i po sono un'altra cosa, meglio così ci divertiremo di più.ricordatevelo:solo noi possiamoperdere l'anello,basta mettere in campo quella famosa mentalità vincente e poi noi ci faremo risate e scriveremo come pazzi.gli altri? non mi interessano.only for my life boston celtics. smilies/cheesy.gif smilies/cheesy.gif smilies/cheesy.gif
commento inserito alle 20:51 del 30 marzo 2008

Celtic Soul ha scritto:

  Si infatti..poi se andiamo a vedere han rischiato di batterci gli Heat al Garden....quello significa che non possiamo essere all'altezza.

smilies/grin.gif smilies/grin.gif
commento inserito alle 21:02 del 30 marzo 2008

Edo the chief ha scritto:

  Le partite decisive vanno giocate con gli "occhi della tigre", beh avete visto KG davanti a West, o quando sempre contro i NOH ha schiacciato a una mano un invito di Perkins? Se fossi un tifoso delle altre contenders avrei seri dubbi sulle possibilità della mia squadra di battere i Celtics in match decisivo. Ho sentito un commento dell'"amico" Byron dopo la sconfitta sul fatto che KG non potrebbe essere eletto MVP in quanto gioca con Pierce e Allen?!. Quindi se un grande giocatore gioca in una grande squadra una geande stagione non puo' essere eltto il migliore. Vorrei ricordare a Scott dove giocava un certo Magic o un Bird, ovvero in grandi squadre, il bello e' che lui c'era. Su KG mi ricollego all'articolo di Leonardo i Celtics sono una squadra in cui le stats personali contano relativamente, ma se sentiamo i commenti del Capitano abbiamo la visione reale dell'impatto di Garnett sulla squadra. Un MVP non considerato solo dalle statistiche ma anche dalla capacità di cambierà mentalità ad un team.
Green forever!!!
commento inserito alle 09:55 del 31 marzo 2008

Meisk ha scritto:

  Bellissimo e meritatissimo articolo celebrativo, ce n'è bisogno e mi sembra azzeccata anche la tempistica: ormai il miglior record della lega è solo questione di tempo, della serie "finchè la matematica non ci condanna...", finalmente si stanno avvicinando le partite che contano davvero.
Mi permetto di augurare a KG di non vincere l'MVP della stagione regolare, vorrei che ne vincesse un altro qualche settimana dopo; sulla grandezza di Pierce ed Allen che sono stati in grado di fare un passo indietro per il bene della squadra è già stato detto tutto, tengo a precisare che stanno mantenendo o addirittura migliorando le percentuali in carriera segno che la pericolosità e l'efficacia è garantita.
Rondo supera ogni miglior auspicio di inizio stagione, e qua merito a Leo di aver intravisto in tempi non sospetti la pietra angolare del futuro celtico fra 3-4 stagioni; Perkins mi convince per la sua umiltà e i suoi evidenti miglioramenti sui due lati del campo, nel complesso sa stare molto meglio sul parquet di quanto non facesse a novembre.
Posey si conferma l'arma tattica più importante di tutte, duttile e grandissimo difensore non disdegna la bombetta decisiva nel quarto periodo...

Però mi voglio soffermare su uno che fino a qualche mese fa non ritenevo neanche un giocatore di basket: LEON POWE!!! Faccio autocritica, più di una volta l'avevo stroncato, ma avendolo visto parecchio nelle ultime uscite adesso posso dire di essere contento di averlo nella nostra squadra: viaggia a quasi 9 di media da gennaio, è un animale da rimbalzo, ma anche in attacco come dice spesso Buffa ha due ottime mani per ricevere gli scarichi. Contro Phoenix è riuscito a portare a casa due liberi tirando da terra praticamente in ginocchio...insomma un Celtic fatto e finito, grinta combattività e tanta tanta voglia di migliorare!

PS Personalmente nei playoff continuo ad aver paura di Lebron, anche se fino ad ora i Cavs come squadra stanno deludendo tantissimo, sulla carta sembrano migliorati rispetto a prima della trade. Dato che come dice l'articolo nessuna squadra si è dimostrata migliore della nostra, il timore è che UN giocatore da solo possa esserlo.... smilies/wink.gif
commento inserito alle 11:05 del 31 marzo 2008

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