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Dallas in crisi, ad Ovest se la vedrà con Golden State e Denver per gli ultimi due inviti ai playoff. Intanto tempo di primi giudizi per i rookie più forti.
WHO’S HOT : Non c’è molto di nuovo da raccontare rispetto alla settimana passata, teoricamente dovremo continuare con gli elogi verso Hornets e Sixers, ecco un motivo per cui vale la pena per una volta di soffermarsi su alcuni "singoli Hot", ossia i migliori Rookie di questa stagione.
Si parte da Kevin Durant che pur in un contesto tutto particolare come la Seattle attuale, dimostra che quando detto di buono su di lui la passata stagione è forse riduttivo rispetto a quanto sta dimostrando. Siamo chiaramente di fronte ad un super del gioco, fisico non indifferente, fondamentali sopraffini, uno che ha tutto per entrare di diritto nei migliori della storia del gioco. beninteso potenzialità che hanno avuto in tanti in passato, ma che poi devono essere concretizzate e li serve da una parte la "testa" del giocatore, dall'altra la fortuna o bravura di giocare in squadre che ti portino all'olimpo.
Con Greg Oden ai box l'unico che può veramente togliergli i premio di "Rookie of the Year" è al Horford, giocatore assolutamente sottovalutato a Florida dove i riflettori erano per altri, ma che a conti fatti risulta appartenere a quella specie di giocatori in via di estinzione di cui l'NBA ha bisogno come il pane, ossia "i lunghi che difendono". Horford mi ricorda molto il primo "Alonzo Mourning" quello visto agli Charlotte Hornets, animale a rimbalzo, presentissimo in difesa sull'uomo, in attacco però è molto migliore di quanto si possa pensare.
Il terzo incomodo in netta ascesa è Thaddeus Young, quel Thaddeus Young che io e Gerry nella tarda primavera del 2007 ci ostinavamo a pubblicizzare come il "terzo talento puro del draft", e che per gli agghiaccianti meccanismi che si instaurano nelle testa dei GM in vista del draft è scivolato fino alla numero 12, dove i Sixers in pratica hanno fatto "Bingo". E' opinione consolidata che se Young fosse rimasto al college per l'anno da sophmore la prima scelta del draft del prossimo giugno l'avrebbe fatta sua a mani basse, e quello che sta facendo vedere ai Sixers da qualche tempo a questa parte è roba da palati fini. Mobilità incredibile, devastante se pescato bene sulle linee di fondo, ottimo senso della posizione a rimbalzo, tiro migliorabile ma già buono, siamo di fronte al giocatore più giovane dell'NBA che in teoria è un'ala piccola "alla Pierce" ma che in pratica si muove benissimo da guardia e viene perfino usato da ala grande in quintetti da corsa, insomma un diciannovenne completo come non se ne vedevano da tempo. I draft visti con il senno di poi non servono a nulla, ma ammetto candidamente che se Ainge non avesse dato il via al "sisma estivo" della passata stagione e si fosse tenuto la scelta a me sarebbe piaciuto molto vedere questo ragazzo in biancoverde.
Altri rookie che meritano la menzione : sicuramente Joakim Noah giocatore con limiti tecnici evidenti, ma con una mentalità, un'etica e una leadership da campione consacrato. A Chicago si narra che la cessione di Ben Wallace sia stata fatta soprattutto perchè uno come Noah non poteva stare a guardare una squadra senza attributi vagare a vuoto per il campo ma doveva essere dentro il campo per prenderseli pian piano sulle spalle.
Rookie per modo di dire, ma tecnicamente lo è Luis Scola ben noto a noi Europei, ma evidentemente poco noto in quel di San Antonio dove lo hanno letteralmente regalato ai diretti avversari dei Rockets. non credo ci sia molto da dire sull'argentino se non che è uno con gli attributi, che difende duro, che in attacco si fa sentire ma che soprattutto fa sempre la cosa giusta al momento giusto. Credo che il regalo di RC Buford se il ginocchio del cinese non avesse fatto crash, poteva essergli rinfacciato per anni.
Ultima citazione per Javaris Critterton ex compagno di Thaddeus Young a Georgia Tech e da poco arrivato ai Grizzlies in cambio di Gasol. E proprio da Memphis do dove nello scorso draft si era scommesso forte sull'acerbo Mike Conley Jr (per ora molto deludente, ma è assolutamente prematuro giudicare un play di soli 20 anni) arrivano voci confortanti, al punto che pur evidenziando il fatto che Critterton è acerbo e da "fare" in tanti piccoli aspetti, avrebbe però tantissimo credito all'interno dello staff al punto che alcuni sul lungo termine non esitano ad affermare che ha tutto per diventare più forte dello stesso Conley e il fisico di quasi due metro ben strutturato per un play poi diventa roba pregiata se la tecnica lo supporta.
AND WHO’S NOT : Stanotte Dallas ha perso una campale gara con i Nugguets di fatto dividendo in due al corsa playoff dell'ovest, con Spurs, Suns, Hornets, Lakers, Jazz e Rockets a dividersi i primi sei posti, e Dallas Denver e Golden State a lottare per gli ultimi due. Il tracollo di Dallas credo meriti di soffermarcisi un attimo sopra. Ovviamente l'infortunio di Nowitzki ha fatto crollare il castello, ma il castello Mavs era palesemente di cristallo anche prima, quindi il crollo era comunque atteso. Sin dall'inizio della stagione rimarcavo come questa squadra avesse diversi problemi strutturali, il primo era sicuramente la mancanza di lucidità nei finali scottanti, e qui si sperava che almeno in parte Jason kidd ci mettesse una pezza, il secondo era un reparto lunghi che difensivamente lascia letteralmente il tempo che trova e che anche in attacco non impegna molto le difese avversarie nel pitturato, visto che Nowitzki opera per lo più dalla distanza. E tali problemi restano ancora irrisolti, quindi impensabile che ai playoff potessero fare comunque molta strada. Non bastasse questo c'è pure un evidente problema con il coach che dopo le due memorabile "scoppole" rimediate negli ultimi due playoff è ormai in aperto contrasto con l'owner Mark Cuban. L'idillio tra i due sarebbe finito la scorsa estate, quando Johnson in un decisamente maldestro tentativo di giustificare la disfatta con i Warriors al primo turno di playoff, mise il giustamente "intoccabile" Dirk Nowitzki sul banco degli imputati arrivando a chiederne la cessione. Da allora in poi non è funzionato più nulla, e anche il fatto che Cuban abbia voluto a tutti i costi Jason Kidd, nonostante il suo coach ribadisse che "ne potevano fare tranquillamente a meno" a me getta un serio sospetto, ossia che forse Kidd è stato preso a bordo, non tanto per un ultimo tuffo per questa stagione, quanto per il futuro (beninteso che Kidd è comunque agli sgoccioli di una eccellente carriera), futuro al quale di sicuro non sarà invitato quel Avery Johnson, che di un campione come Jason Kidd ne sta facendo veramente un uso discutibile, obbligandolo ad assistere a tutte le isolation di cui vivevano i Mavs senza di lui, senza poter far nulla di quello che Kidd sa fare al meglio ossia giocare con compagni che giocano e capiscono il suo "basket" in campo aperto, o con principi di Princeton Offense. A tal proposito i grandi inquisitori dei Mavs della "feroce" stampa texana, hanno già suggerito a Cuban l'ingaggio di tale Brown Larry, Coach che con un roster in cui il talento abbonda e in cui si può provare a fare un paio di anni da "tutto e subito" sembra perfetto. E se ci fosse da andare sul mercato con ritocchi importanti mi permetto di aggiungere che uno come Josh Howard è sicuramente spendibile, giocatore sublime nei primi due quarti, ma che tende ad diventare invisibile quando la palla scotta, l'esatto contrario di quanto serve ai quei playoff dove Dallas ha raccolto le sue più cocenti delusioni.
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