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14 marzo 2008 PDF Stampa E-mail
Scritto da Leonardo Ancilli   
venerdì 14 marzo 2008
Le contender scaldano i motori e se ad est ormai i valori sono ormai definiti, l'ovest è ancora impronosticabile ad un mese dalla fine della stagione regolare.

WHO’S HOT : Tutto l'Ovest è caldissimo, le tante trade importanti e non per ora non sono state assimilate a dovere e la classifica ne risente con un equilibrio totale dove ogni tipo di pronostico per le prime piazze è assolutamente impossibile da formulare.

I Lakers sembrano la squadra che ha assorbito meglio l'arrivo pesante di Gasol, nonostante le recenti critiche mosse verso la squadra da coach Jackson che accusa i suoi di scarsa intensità difensiva, cosa peraltro vera, ma comune a tutte le grandi dell'ovest eccezione fatta per Houston e san Antonio. Il rientro di Bynum è prossimo, non sarà facile coniugare una frontline con Gasol e Odom, ma il tanto troppo talento a disposizione, farà si che i problemi siano più degli avversari che dei Lakers.

Volano i Rockets nonostante il fatto che Yao Ming sia "season out". Il segreto di pulcinella della squadra di Rick Adelman è una vecchia conoscenza del basket Europeo, ossia quel Luis Scola inspiegabilmente regalato ai Rockets dagli acerrimi rivali di San Antonio (lecito chiedersi il perchè). McGrady sembra attraversare una "luna favorevole" sia a livello fisico sia a livello mentale (ma è lecito chiedersi quanto durerà), e il resto della squadra è bravissima a fare quadrato in difesa, e a fare il proprio compitino in attacco. Difficile trovarli impegnati a giugno, ma 20W di fila nell'NBA odierna per i ritmi a cui si gioca sono veramente una cosa importante.

Sempre ad Ovest caldissimi anche gli Hornets, che continuano ad essere snobbati da tutti in sede di pronostici, ma che intanto continuano a fare male anche alle dirette concorrenti come nel recente +25 rifilato ai campioni in carica. Chris Paul finirà nel primo quintetto NBA a fine stagione, e secondo molti giocatori è il vero MVP di questa stagione, ma anche il resto della squadra merita elogi, da un ritrovato Stoiakovic, al sottovalutato David West, al tanto bistrattato (in passato) Tyson Chandler, ad una panchina che magari non ha nomi di spicco e non è profondissima, ma che offre sempre grande impatto.

Non tragga in inganno il -25 sopra citato, perchè gli Spurs sono già a pieno regime, la serata storta come a New Orleans ci sta (di fatto dal quarto uomo in poi c'è stato uno sciopero generale), però l'innesto di Kurt Thomas è di quelli mirati ed efficaci, gli Spurs tra l'altro dall'alto della loro infinita esperienza ai playoff non hanno nemmeno l'ansia del miglior record ad ovest per forza, anche se a conti fatti potrebbero prenderselo in scioltezza.

Più definite le cose ad est, i Celtics hanno ormai sei vittorie più dei Pistons e quindi il discorso per le prime due piazze è chiuso. Per Detroit nessuna insidia neppure da dietro, visto che i Magic sono a distanza di sicurezza. Umori opposti per le due leader della Eastern Conference, Boston dopo l'appannamento di gennaio e l'infortunio di Garnett ha ripreso a macinare W, mentre Detroit non riesce a dare continuità al suo talento, con la stampa di Mo' Town che già mette sotto pressione l'ambiente per svariati motivi, tra cui un mercato troppo attendista e una panchina poco profonda e inesperta.

Tra le squadre fuori dalle contender, menzione di merito per i Sixers che a parte il passaggio a vuoto contro di noi, stanno andando veramente forte, tant'è due giorni dopo la sconfitta a Boston ci hanno fatto pure il piacere di battere i PIstons a domicilio in quella che presumibilmente potrebbe essere un anteprima del primo turno di playoff. Punti di forza un coach come come Cheeks che un po come Rivers in passato era stato messo in croce, e ora viene osannato come un genio della tattica, Andre Miller che è forse il play più sottovalutato degli ultimi dieci anni e il rookie Thaddeus Young che impiegato anche in ala grande sta mettendo in mostra tutto il suo talento.


AND WHO’S NOT : Chi sembra aver digerito veramente male le trade sono Cavs e Mavs, mentre per i Suns il discorso credo vada lasciato in sospeso per svariati motivi.

Dallas anche con Kidd non ha più dentro di se quel fuoco sacro di due anni fa, e in difesa la cosa si nota fin troppo, ci sono gare in cui i giocatori di Dallas non sembrano a giocare una partita di NBA, ma bensì sembrano fuori a portare il cane a fare un giratina nel parco. Coach Johnson secondo me va pure messo tra gli imputati, perchè la squadra a livello di motivazioni non risponde più come due anni fa e a livello tattico è stata ormai "letta" e non soprende più nessuno con quei primi quarti brucianti come succedeva nel recente passato. Non credo il problema si Kidd, ma comunque sia se Kidd qualche pezza in futuro ce la metterà, per ora il suo impatto non si è visto.

Anche a Cleveland la trade non sembra aver portato i benefici sperati, anche se qui di mezzo ci sono diversi infortuni. La realtà è che a volte non bastano neppure triple doppie o quarantelli di LeBron per vincere anche con squadre di medio livello. Sarà quasi impossibile per loro prendersi la terza piazza ad est a spese di Orlando vuoi perchè questa non da impressione di cedere, vuoi perchè Cleveland non riesce ad infilare una lunga striscia di W. Continuano a dominare contro tutti a rimbalzo, ma difensivamente il reparto esterni sembra più debole di quello pre trade, e questo nelle ipotetiche serie contro pistons e Celtics che decideranno l'est potrebbe alla lunga essere una penalizzante non da poco.

Giudizio in sospeso per i Suns perchè l'innesto di Shaq è di quelli invasivi, personalmente non credo che il problema sia Shaq, il vero problema difensivo è Amare che quando gioca da ala grande accanto a Shaq, e incapace sia di marcare giocatori di post, sia ali grandi veloci che operano sul perimetro. In teoria credo che la cessione di Marior presupponesse il fatto che Boris Diaw tornasse ai livelli di gioco di due anni fa, ma anche il francese per ora rende molto meno di quanto si aspettasse D'Antoni. Shaq lo conosciamo ha nelle gambe si e no due gare a settimana, ma alla fine la vittoria pesante contro San Antonio sta a dimostrare che alla base a scelta di Shaq è giusta, serve solo che chi gli gioca intorno alzi il livello del suo gioco.

Commenti (10)add comment

Christian Spazian ha scritto:

  Chris Paul è fuori dai giochi per il titolo di MVP non per demeriti suoi, ma perchè non ha ancora "appeal". la questione è tra LeBron e Kobe, ci sarebbe stato anche il nostro Garnett, ma l'infortunio lo ha tolto di mezzo.
commento inserito alle 12:28 del 14 marzo 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Direi che KG a cose normali deve essere premiato come il difensore dell'anno. Mi stupirei del contrario.
commento inserito alle 13:02 del 14 marzo 2008

Edo the chief ha scritto:

  Il problema di Paul come moltri altri sportivi e' che se non sei uno showman vieni penalizzato anche per quelli che sono i tuoi valori tecnici. Lo visto quest'anno un paio di volte e quindi il mio giudizio e' fatto di sensazioni, ma per me lui meriterebbe il titolo di MVP in quanto anche la giocata spettacolare non e' mai fine a se stessa ma funzionale al gioco della squadra. Purtroppo quando si giudicano giocatori di uno sport di squadra per stabilire chi e' il migliore si deve valutare anche qual'e' il suo impatto sul team. Niente da dire su Kobe e Lebron ma il basket e' fatto anche di tattica e schemi non semplicimente di palla al fenomeno e ci pensa lui.
commento inserito alle 13:17 del 14 marzo 2008

Angelo ha scritto:

  Io credo che Paul avrà tutto il tempo per vincere il titolo di MVP. Nell' NBA, questi riconoscimenti, sono figli anche di regole non scritte. Come diceva bene Christian nel primo commento all'articolo, Paul non ha ancora l' "appeal" necessario per essere giudicato MVP della regular season che si sta per concludere.
Ma con il non avere l'appeal non si vuole intendere che non è ancora uno showman o un fenomeno mediatico, bensì che non ha ancora dimostrato (perchè non ne ha avuto il tempo) un livello di assoluta eccellenza spalmato nel corso di più stagioni. Tutto si può dire di Tim Duncan tranne che sia uno showman, eppure i suio titoli li ha meritatamente portati a casa.
Purtroppo, o per fortuna, le gerarchie nel mondo NBA contano molto e per salire tutti i gradini occorre tempo.
commento inserito alle 13:39 del 14 marzo 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Mi ha stupito il cattivo rendimento dei Cavs, perchè, aldilà degli infortuni, hanno perso partite che una squadra in caccia del terzo posto non deve perdere e a meno di 20 partite dalla fine della RS la ricerca della chimica fatica ad arrivare.

A ovest potrebbe succedere di tutto, compresi scontro titanici al primo turno di PO: Dallas o PHX potrebbero incontrare SA o LAL.
A noi potrebbe fare comodo questa situazione per un'ipotetica finale NBA contro un'avversaria stanca: oltre ai turni di PO queste squadre già oggi giocano parecchie partite tirate a quello stesso livello, mentre noi possiamo quasi permetterci di giocare solo per tenere la forma.
commento inserito alle 17:57 del 14 marzo 2008

serfuoco ha scritto:

  Ma avete visto la cavolata di Delonte West?
Proprio un perdente, meno male che è un ex....
commento inserito alle 18:28 del 14 marzo 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Qui bisogna capire se a Boston erano dei fenomeni oppure a Seattle e Cleveland sono dei fessi, perchè il Delonte in maglia biancoverde rispetto a quello di quest'anno è proprio un altro giocatore. Temo per lui che quando rientra Gibson di campo ne vedrà poco se continua a giocare così male, e anche Wally da quando è ai Cavs tira con percentuali ridicole e dire che accanto a LeBron non ti becchi mezzo raddoppio in tutta la gara, anzi spesso tiri con tre metri di spazio..

Io credo che Paul avrà tutto il tempo per vincere il titolo di MVP. (Angelo)


A me questo tipo di valutazioni francamente sanno di poco, se Paul lo merita quest'anno glielo danno punto e basta, adesso dicono che LeBron se lo merita ma avendo 7 anni meno di Kobe avrà tempo ed è giusto darlo a Kobe.

In realtà l'NBA ha dei paletti ben precisi, per vincerlo ci vuole uno dei primi record della lega con almeno 55 W, quindi LebRon è fuori causa e la W di Kobe ci sta tutta, visto che per anni tutti lo abbiamo accusato di giocare per se, adesso gioca per la squadra e ci sono pure le W sufficienti. Però se scollinassimo le 64 W (dura ma non impossibile) io credo che potrebbe rientrare in gioco anche Garnett, in definitiva l'anno scorso Nowitzki fu preferito a Nash proprio in virtù delle tantissime W di Dallas.
commento inserito alle 19:26 del 14 marzo 2008

Angelo ha scritto:

  Infortunio a Gasol, e non è detto che sia una bazzecola. Ieri ha giocato solo 2 minuti, poi si è storto abbastanza malamente una caviglia. previsti ulteriori accertamenti.
commento inserito alle 11:45 del 15 marzo 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  A ovest molto è legato al calendario, perchè SA è alla terza L di seguito, mentre i Lakers hanno solo 7 partite in trasferta, ma il dubbio Gasol.
Terribile la Southwest, noi possiamo contribuire alla fortune/sfortune di qualcuna, sempre SA ha solo 7 partite fuori, mentre NO ne ha 11 e questo potrebbe essere importante.
commento inserito alle 07:31 del 16 marzo 2008

Lanter ha scritto:

  I Cavs finiranno 4° e se i Toronto tengono il 5° posto, nel primo turno ci sarà da divertirsi, non vedo un pronostico chiuso anzi aspettiamoci un regalo dal Mago!

Quindi la mia provocazione vede i Cavs fuori al primo turno (sono permessi i pernacchioni).
commento inserito alle 10:59 del 18 marzo 2008

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