|
Le contender scaldano i motori e se ad est ormai i valori sono ormai definiti, l'ovest è ancora impronosticabile ad un mese dalla fine della stagione regolare.
WHO’S HOT : Tutto l'Ovest è caldissimo, le tante trade importanti e non per ora non sono state assimilate a dovere e la classifica ne risente con un equilibrio totale dove ogni tipo di pronostico per le prime piazze è assolutamente impossibile da formulare.
I Lakers sembrano la squadra che ha assorbito meglio l'arrivo pesante di Gasol, nonostante le recenti critiche mosse verso la squadra da coach Jackson che accusa i suoi di scarsa intensità difensiva, cosa peraltro vera, ma comune a tutte le grandi dell'ovest eccezione fatta per Houston e san Antonio. Il rientro di Bynum è prossimo, non sarà facile coniugare una frontline con Gasol e Odom, ma il tanto troppo talento a disposizione, farà si che i problemi siano più degli avversari che dei Lakers.
Volano i Rockets nonostante il fatto che Yao Ming sia "season out". Il segreto di pulcinella della squadra di Rick Adelman è una vecchia conoscenza del basket Europeo, ossia quel Luis Scola inspiegabilmente regalato ai Rockets dagli acerrimi rivali di San Antonio (lecito chiedersi il perchè). McGrady sembra attraversare una "luna favorevole" sia a livello fisico sia a livello mentale (ma è lecito chiedersi quanto durerà), e il resto della squadra è bravissima a fare quadrato in difesa, e a fare il proprio compitino in attacco. Difficile trovarli impegnati a giugno, ma 20W di fila nell'NBA odierna per i ritmi a cui si gioca sono veramente una cosa importante.
Sempre ad Ovest caldissimi anche gli Hornets, che continuano ad essere snobbati da tutti in sede di pronostici, ma che intanto continuano a fare male anche alle dirette concorrenti come nel recente +25 rifilato ai campioni in carica. Chris Paul finirà nel primo quintetto NBA a fine stagione, e secondo molti giocatori è il vero MVP di questa stagione, ma anche il resto della squadra merita elogi, da un ritrovato Stoiakovic, al sottovalutato David West, al tanto bistrattato (in passato) Tyson Chandler, ad una panchina che magari non ha nomi di spicco e non è profondissima, ma che offre sempre grande impatto.
Non tragga in inganno il -25 sopra citato, perchè gli Spurs sono già a pieno regime, la serata storta come a New Orleans ci sta (di fatto dal quarto uomo in poi c'è stato uno sciopero generale), però l'innesto di Kurt Thomas è di quelli mirati ed efficaci, gli Spurs tra l'altro dall'alto della loro infinita esperienza ai playoff non hanno nemmeno l'ansia del miglior record ad ovest per forza, anche se a conti fatti potrebbero prenderselo in scioltezza.
Più definite le cose ad est, i Celtics hanno ormai sei vittorie più dei Pistons e quindi il discorso per le prime due piazze è chiuso. Per Detroit nessuna insidia neppure da dietro, visto che i Magic sono a distanza di sicurezza. Umori opposti per le due leader della Eastern Conference, Boston dopo l'appannamento di gennaio e l'infortunio di Garnett ha ripreso a macinare W, mentre Detroit non riesce a dare continuità al suo talento, con la stampa di Mo' Town che già mette sotto pressione l'ambiente per svariati motivi, tra cui un mercato troppo attendista e una panchina poco profonda e inesperta.
Tra le squadre fuori dalle contender, menzione di merito per i Sixers che a parte il passaggio a vuoto contro di noi, stanno andando veramente forte, tant'è due giorni dopo la sconfitta a Boston ci hanno fatto pure il piacere di battere i PIstons a domicilio in quella che presumibilmente potrebbe essere un anteprima del primo turno di playoff. Punti di forza un coach come come Cheeks che un po come Rivers in passato era stato messo in croce, e ora viene osannato come un genio della tattica, Andre Miller che è forse il play più sottovalutato degli ultimi dieci anni e il rookie Thaddeus Young che impiegato anche in ala grande sta mettendo in mostra tutto il suo talento.
AND WHO’S NOT : Chi sembra aver digerito veramente male le trade sono Cavs e Mavs, mentre per i Suns il discorso credo vada lasciato in sospeso per svariati motivi.
Dallas anche con Kidd non ha più dentro di se quel fuoco sacro di due anni fa, e in difesa la cosa si nota fin troppo, ci sono gare in cui i giocatori di Dallas non sembrano a giocare una partita di NBA, ma bensì sembrano fuori a portare il cane a fare un giratina nel parco. Coach Johnson secondo me va pure messo tra gli imputati, perchè la squadra a livello di motivazioni non risponde più come due anni fa e a livello tattico è stata ormai "letta" e non soprende più nessuno con quei primi quarti brucianti come succedeva nel recente passato. Non credo il problema si Kidd, ma comunque sia se Kidd qualche pezza in futuro ce la metterà, per ora il suo impatto non si è visto.
Anche a Cleveland la trade non sembra aver portato i benefici sperati, anche se qui di mezzo ci sono diversi infortuni. La realtà è che a volte non bastano neppure triple doppie o quarantelli di LeBron per vincere anche con squadre di medio livello. Sarà quasi impossibile per loro prendersi la terza piazza ad est a spese di Orlando vuoi perchè questa non da impressione di cedere, vuoi perchè Cleveland non riesce ad infilare una lunga striscia di W. Continuano a dominare contro tutti a rimbalzo, ma difensivamente il reparto esterni sembra più debole di quello pre trade, e questo nelle ipotetiche serie contro pistons e Celtics che decideranno l'est potrebbe alla lunga essere una penalizzante non da poco.
Giudizio in sospeso per i Suns perchè l'innesto di Shaq è di quelli invasivi, personalmente non credo che il problema sia Shaq, il vero problema difensivo è Amare che quando gioca da ala grande accanto a Shaq, e incapace sia di marcare giocatori di post, sia ali grandi veloci che operano sul perimetro. In teoria credo che la cessione di Marior presupponesse il fatto che Boris Diaw tornasse ai livelli di gioco di due anni fa, ma anche il francese per ora rende molto meno di quanto si aspettasse D'Antoni. Shaq lo conosciamo ha nelle gambe si e no due gare a settimana, ma alla fine la vittoria pesante contro San Antonio sta a dimostrare che alla base a scelta di Shaq è giusta, serve solo che chi gli gioca intorno alzi il livello del suo gioco.
|