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Time Out #9 : I Celtics e la zona PDF Stampa E-mail
Scritto da Leonardo Ancilli   
domenica 09 marzo 2008
I Giochi sono fatti, con gli arrivi di Sam Cassell e PJ Brown, lo staff tecnico dei Celtics avrà a disposizione sicuramente altre due frecce importanti in faretra, e quest'ultimo mese di stagione regolare sarà usato per affinare gli ultimi dettagli tecnici, in vista dei playoff.

Per questo mio blog prendo spunto da un competentissimo parere, di quello che tutt'ora io ritengo il miglior coach di basket al mondo ossia Pat Riley. Recentemente intervistato sui motivi per cui i suoi Heat sono andati letteralmente a picco a nemmeno due anni di distanza dal titolo, tra le varie ragioni individuate da Riley c'era un aspetto tecnico secondo me molto importante, che per assurdo potrebbe aver avuto un peso specifico addirittura più alto dell'appagamento di buona parte del roster e dell'invecchiamento del roster stesso.

In pratica Riley afferma che ad alcuni anni dall'introduzione delle difese a zona nell'NBA, queste contro le squadre di alto livello, soprattutto nei finali di gara non sono più praticabili in quanto le difese a zona sono quelle ormai note e limitate, le varianti ad esse sono poche e ormai conosciute, quindi una squadra di alto livello ormai ha monitorato ogni tipo di difesa a zona avversaria e quindi prodotto i dovuti aggiustamenti per violarla all'istante.

Il discorso di Riley è assolutamente condivisibile, la Miami vincitrice del titolo viveva di zona, e la chiave del successo se ricordate fu la "genialata" di Riley che all'interno di queste zone decise di far abbandonare dai propri esterni il loro uomo per spedirlo sulle linee di penetrazione a prendersi gli sfondamenti (cosa che con le regole pre zona in NBA sarebbe stata sistematicamente punita con difesa illegale). La serie con i Pistons di finale di conference, soprattutto gara uno a Detroit fu decisa da questa "intuizione tattica" di Riley e anche con Dallas in finale il filo conduttore fu quello anche se nelle prime due gare ci furono difficoltà ad applicarlo.

In sostanza Riley dice chiaro e tondo che la zona ad alti livelli ha fatto il suo tempo perchè ormai il lavoro di scouting produce in tempo reale gli adeguamenti necessari. Sacrosanto.

Voi giustamente chiederete, ma cosa c'entrano i Celtics attuali con questo. C'entrano eccome perchè i Celtics dal punto di vista offensivo, vuoi per la qualità degli intepreti, vuoi per la strutturazione tattica data da coach Rivers è una squadra che legge benissimo le zone avversarie e che all'interno della stessa azione può produrre anche più aggiustamenti per arrivare al tiro buono.

La recente e esaltante vittoria contro i Pistons, in parte passa da questo concetto, Kevin Garnett contro le varie "difese miste" di coach Saunders ci è andato letteralmente a nozze tenendo un vero e proprio "clinic" di come si gioca in ala grande in NBA tipo quelli che di solito si tengono nei camp estivi, colpendo i Pistons in ogni modo a seconda della difesa che gli giocavano contro, con grandi letture e relativi adeguamenti da parte sua e del resto della squadra, andando in post basso quando non gli mandavano il raddoppio e bevendosi letteralmente tutti gli avversari (Rasheed compreso) in uno contro uno, e allontanandosi a prendersi tiri a sei metri dal canestro quando i Pistons riempivano l'area, mandando un esterno in aiuto, oppure attirando presso di se tutta la difesa in post basso, per scaricare palla fuori una volta individuato l'uomo libero.

Ovvio che buona parte dei meriti di tutto ciò va dato all'immensa classe di Kevin Garnett, ma il resto della squadra ha lavorato veramente bene ruotando a dovere quando KG riceveva in modo da muovere il resto della difesa dei Pistons, e da questo punto di vista si sono visti notevoli progressi o aggiustamenti prodotti dal nostro Staff Tecnico, se ricordate le due precedenti gare contro i Pistons dal punto di vista strettamente tattico erano state due gare più intense ma meno lucide, dove sostanzialmente il pallino del gioco era stato in mano agli esterni e alla loro capacità di produrre gioco con giocate individuali per poi scaricare sui compagni liberi, tant'è che nelle due precedenti gare i Celtics si erano trovati entrambe le volte a recuprare parziali importanti.

Dal punto di vista difensivo i Celtics usano la zona senza abusarne in situazioni ad alto richio o in momenti caldi, coach Thibodeau raramente ricorre alla zona nei minuti finali e comunque i Celtics in più di una occasione hanno dimostrato di saper passare bene dalla zona all'uomo all'interno della stessa azione, situazione tattica di per se delicatissima, perchè prevede una lettura di squadra istantanea da parte di tutti e cinque i giocatori con lo stesso tempo di "adeguamento", meccanismo che se non eseguito in totale sincronia può portare a buchi in difesa facilmente punibili dagli avversari. Ecco quindi che da questo punto di vista nei finali punto a punto si preferisce stare a uomo, puntando sul grande agonismo di alcuni nostri gioatori (Posey e Garnett su tutti), sulla fisicità di altri (Perkins, Powe e Big Baby), e sul grande QI della coppia Allen / Pierce, evitando così di andare a correre quei rischi ben evidenziati dai concetti di Pat Riley. Un lusso che in ben pochi (San Antonio, Lakers e forse gli stessi Pistons) si possono permettere nel panorama NBA attuale.

L'analisi delle tre gare contro Detroit da questo punto di vista è molto confortante, siamo passati da una gara (la prima) frutto di un mix di talento / voglia, ad una vinta di puro agonismo e cattiveria (la seconda quella ad inizio gennaio), ad una vinta di purà lucidità e tattica (quella di mercoledì). A prescindere quindi da tutti i dubbi anche giusti che si può portare dietro una squadra al primo tentativo di titolo come questi Celtics, i segnali di una crescita adeguata tattica ci sono tutti. 

Commenti (6)add comment

serfuoco ha scritto:

  Tutto da sottolineare, anche se penso che a secondo degli avversari i discorsi poi cambiano.
Esempio ad oggi penso che potremmo comodamente asfaltare PHX (chi ferma KG) con LA e CLE invece (Kobe e Lebron) la zona o la marcatura a uomo..... Non lo sò!
C'è solo da scegliersi l'arma.....
commento inserito alle 19:25 del 09 marzo 2008

Fish ha scritto:

  Cio' che sottolinea Leo e' fondamentale per noi. E' chiaro che quando affronteremo gare-6 o 7 decisive per qualsivoglia serie, negli ultimi minuti, magari punto a punto, adottare una zona potrebbe essere deleterio, sopratutto per i giocatori che abbiamo. E' un'arma a doppio taglio, perche' e' vero che puo' anche scompaginare le carte in tavola e disorientare chi ti attacca, ma puo' anche consentire tiri facilissimi, se letta bene dalle grosse individualità che avremo di fronte (LeBron, Rasheed, Billups, o eventualmente Duncan, Kobe o Nowitzki). Quelle che ho citato sono comunque superstar (tralasciando Ginobili,Dwight Howard, Parker, Nash,e chi piu' ne ha...)che tendono nei finali magari a provare spesso isolamenti (o almeno un paio di quelli, inutile che li rinomini, tanto si sa chi sono.. smilies/wink.gif ) e quindi sarà in prima battuta compito delle difese individuali cercare di contenerli al massimo, chiamando aggiustamenti e raddoppi nel momento giusto.
Garnett, Allen e il Capitano, che e' un difensore sottovalutato secondo me- possono essere una garanzia da questo punto, cosi' come lo sara Posey, mago assoluto che si puo' accoppiare in diversi ruoli "tenendo" alla grande. In point guard, se non vorremo rischiare le mani velenose di Rondo,che va piu' per l'anticipo, avremo l'esperienza di Cassell...e PJ brown che puo' dare 10-12 minuti di grossissima intensità e presenza a rimbalzo. Insomma, siamo coperti e secondo me pronti ad affrontare ogni situazione con il giusto mix di know-how cestistico, esperienza e freddezza. Ma tra qualche giorno, con le 3 trasferte texane e quella di NO, ne potremo sapere ancora di piu'....
commento inserito alle 21:44 del 09 marzo 2008

Christian Spazian ha scritto:

  Una sviscerata tecnica eccezionale, che fa luce su molte cose che probabilmente molti di voi hanno intuito solo a tratti, ma che questo articolo svela e chiarisce in modo completo.

Complimenti!
commento inserito alle 23:52 del 09 marzo 2008

Orizzio ha scritto:

  Leo, ti offro un posto da Assistant Coach smilies/wink.gif
Wow...sto articolo servirebbe a molti allenatori e mi ha mostrato la vera forza di questa Squadra...non trovate?
commento inserito alle 15:08 del 10 marzo 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Pochi commenti a quest'articolo di leo e me ne dispiace molto, perchè sono invece argomenti sui quali soffermarsi per capire cosa c'è dietro a un W o a una L.

Che la zona sia una difesa di valore tecnicamente inferiore alla uomo è una storia che gira ovunque da tempo, generata dalla falsa convinzione che serva a mascherare lacune fisiche o tecniche di singoli giocatori a livello individuale, concetto vero fino a un certo livello, ma tutto da dimostrare a livello NBA, ma anche in area FIBA.
Quello che è certamente vero è che può servire contro avversari con determinate caratteristiche tecniche o difetti: contro Rondo, per esempio, una bella zonetta a fronte pari aiuta contro le sue penetrazioni, lasciandogli il tiro frontale che non è altrettanto pericoloso.
La carenza di alcuni fondamentali di gioco potrebbe rendere più utile adottare difese a zona, che notoriamente si battono attaccando di squadra piùttosto che con un 1c1 in isolamento, quindi contro la versione 2006/07 dei C's potevano rendere di più che contro l'attuale.

Rivers andrà nei momenti decisivi a uomo e l'importanza di giocatori come Posey e Tony Allen sarà decisiva a tale proposito, mentre ho notato qualche disagio contro le zone avversarie a gennaio (per esempio contro i Wizards) anche a causa del non buono momento di Ray Allen al tiro, ma l'arrivo di Cassell potrà aiutare anche da questo punto di vista.
Certo contro di noi è comunque difficile difendere, quindi zona o uomo non temiano nessuno, dipende da noi!
commento inserito alle 14:53 del 11 marzo 2008

pierluiigi ha scritto:

  secondo me i celtics sono l'inter del nba
non vinciamo da secoli ed ora che lo stiamo per fare
cercano di snobbarci!!!!

cmq credo che quest'anno la vera finale sarà la finale dell'est contro i pistoni
commento inserito alle 13:47 del 17 marzo 2008

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