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Le previsioni erano per una partita presumibilmente facile, ma la realtà ci ha mostrato un confronto ancora più scontato del previsto. Ray Allen top scorer ed ampi minutaggi per le riserve. Nulla da fare per Cassell, sarà per la prossima volta. A fra poco per il recap.
RECAP
Dopo 3 minuti e 16 secondi dall’inizio della partita i Celtics si portano subito sul 12 a 2 e lì l’incontro era già finito. Si potrebbe riassumere così, in poche e scarne parole, la tensione e l’incertezza che nascono quando inizia una partita e non si sa chi potrà vincerla.
I Celtics invece l’hanno dominata fin dal primo minuto e come detto dopo poco più di 3 minuti non c’era più tensione, ormai era chiaro chi sarebbe stata la squadra vincitrice, l’unica incertezza, se così si può chiamare, era data dal distacco che avrebbero dato i Celtics in termini di punti agli avversari.
Tanto per far capire la differenza tra le squadre prendiamo una statistica a caso, il tiro dal campo: ad un certo punto del secondo quarto i Celtics tiravano col 65% ed i Grizzlies col 29%. I Celtics hanno infatti voluto dare la propria impronta alla partita con una difesa fatta bene, come loro solito, e la pochezza della squadra avversaria ha fatto il resto. Poi nel finale le percentuali avversarie sono un po’ migliorate (poco meno del 40%), ma ormai il danno era fatto e la partita si è trascinata stancamente fino alla fine.
Le statistiche finali sono impietose: 30 punti di distacco, 14 rimbalzi in più per i Celtics, più che doppiati negli assist (31 contro 14) e 18% di differenza di percentuale dal campo. La cosa più interessante da rilevare è che queste differenze sono state ottenute senza che i Celtics forzassero più di tanto.
Come è ovvio, i titolari hanno avuto minutaggi decisamente bassi e nessuno del roster ha superato i 30 minuti. Assolutamente da rilevare la doppia doppia 13+11 di Kendrick Perkins in soli 25 minuti in campo. Ritenuto l’anello debole del quintetto base dei Celtics, il buon Kendrick sta cercando a tutti i costi di evitare questo appellativo e finora ha fatto segnare la sua quarta doppia doppia consecutiva. Il problema per Perkins è: quale livello deve raggiungere per non farsi più considerare l’anello debole? Purtroppo per lui gli osservatori più distratti lo considereranno sempre così fino a che non dimostrerà su un palcoscenico molto in vista le sue doti, e cosa c’è di meglio se non i play-off? Accontentiamoci quindi di gustarlo in versione doppia doppia in attesa di vederlo incassare da metà aprile in poi i dividendi che sta accumulando in queste partite.
PGA Tour assolutamente tranquillo, senza patemi ha dato la prima impronta alla partita e poi ha lasciato giocare gli altri, ma Pierce ha voluto insistere per far superare a Kevin Garnett e Ray Allen rispettivamente i 20mila ed i 18mila punti in carriera, cosa che è successa ad entrambi. Complimenti vivissimi a loro.
Tra le seconde linee, che come detto hanno avuto ampio spazio, possiamo rilevare un James Posey molto attivo al tiro, ma la cosa più curiosa è che il suo 5 su 8 lo ha ottenuto solo con tiri da tre punti, quindi non ha effettuato nessun tentativo effettuato da entro l’arco, anche se in questa partita non ce n’era bisogno.
Per quanto riguarda i due nuovi arrivati, Cassell non è entrato, mentre Brown ha scaldato la panchina per tutti i primi 3 quarti, per poi giocare 8 minuti all’ultimo. È ancora presto per giudicare e per capire quanto impatto potranno dare.
PREVIEW
I Celtics affrontano i Grizzlies, la prima squadra della Lega ad avere la matematica certezza di non partecipare ai play-off. Li affrontano forti di 7 vittorie consecutive, alcune con una dominazione a volte imbarazzante come l’ultima contro Chicago.
L’integrazione coi nuovi è già iniziata ed abbiamo potuto vedere in azione P.J. Brown per una manciata di minuti. Doc deciderà di farci vedere Sam Cassell? In questo caso sarà interessante osservare come interagiranno Cassell stesso e Rondo, e probabilmente sarà la principale attrattiva di una partita che non ha molto da dire in campo.
Memphis infatti ha deciso di rinunciare ai risultati immediati regalando letteralmente Gasol ai Lakers e puntando sul talento dei pochi giovani che possiedono. Ovvia conseguenza di quest’azione di mercato è il raggiungimento delle parti basse della Lega e con la neanche tanto nascosta speranza di avere un buon pick al prossimo draft.
Autore di tale strategia, se di strategia si può parlare, è Chris Wallace, noto ai Celtics per, tra le altre cose, aver concesso un pluriennale a Vin “Gin” Baker, probabilmente la più tragica mossa di mercato della storia dei Celtics.
L’unica attrattiva per la visione della partita è vedere in azione il promettente Rudy Gay, il bravo tiratore Mike Miller, ed i rookies Conley e Crittenton, ma non ci sono molte speranze per i Grizzlies di poter ambire anche solo a mettere in difficoltà i Celtics, lanciatissimi ai play-off che inzieranno come al solito a metà aprile.
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