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18° report settimanale PDF Stampa E-mail
Scritto da Christian Spazian   
sabato 01 marzo 2008

Dopo aver subito la prima settimana negativa stagionale, i Celtics rispondono da campioni e mettono a segno 4 vittorie consecutive pur con un Garnett non ancora al meglio e lasciando con un pugno di mosche gli scettici troppo precipitosi a darli già per finiti. Nel frattempo Ainge puntella il roster con due arrivi, uno sicuro ed uno probabile.

 

Risultati

Boston Celtics @ Portland Trail Blazers W 112-102
Boston Celtics @ L.A. Clippers W 104-76
Cleveland Cavaliers @ Boston Celtics W 87-92
Charlotte Bobcats @ Boston Celtics W 100-108

 

Commento

Dopo tre sconfitte di seguito i dubbi iniziavano a serpeggiare sulla squadra: l’idillio è finito? Questi sono i veri Celtics? Per chi conosce un po’ la squadra ed il basket in genere era evidente che la risposta ai due quesiti era in entrambi i casi un NO secco e deciso, ma serviva la risposta del campo a supportare tale convinzione. Ecco che la risposta è arrivata, ed è una sentenza che non ammette repliche: 4 vittorie consecutive e tutti i dubbi (per chi li aveva) tornano da dove sono partiti.

Non è la fine del mondo” ha detto Ray Allen, “non c’è bisogno di schiacciare il tasto del panico” ha dichiarato Kevin Garnett, mentre Doc, dopo le tre sconfitte, si è limitato a dire che “nessuno è morto”. Il roster era consapevole dell’eccezionalità della situazione in cui si era trovato e ha risposto da campione quale è.

I giocatori sono perfettamente consapevoli della reputazione che si sono guadagnati in questa stagione, ovvero la squadra da battere perché la più forte, ma per questa ragione ogni volta che entrano in campo sanno che gli avversari daranno il massimo per sconfiggerli, e loro devono essere in grado di comprenderlo perfettamente e viverlo nel migliore dei modi, sapendo dosare la loro forza senza sprecarla od esagerare nel mostrarla, ma fare solo quello che è necessario per vincere. Un compito difficile, anche più di quello di cercare semplicemente di vincere una partita, ma sono i più forti e, se vogliono alzare la coppa al cielo a giugno, devono saperlo fare bene.

Se la settimana scorsa non si è vista una difesa accettabile, in questa l’arma in più dei Celtics ha risolto i problemi che si erano creati solo una quindicina di giorni fa. Il detto “l’attacco fa vendere i biglietti e la difesa fa vincere le partite” non può essere più vero, e poiché i Celtics hanno un unico obiettivo, ovvero vincere il titolo, non si può prescindere da una difesa forte ed efficace.

2008_18_pj_brown.jpgMa l’eccezionale general manager Danny Ainge non è stato fermo in questa stagione dopo i fuochi d’artificio estivi ed è sempre stato attento a valutare eventuali modifiche al roster. Evitato giustamente di fare qualche mossa solo per il gusto di farla, ha atteso proprio i giocatori che voleva ed in settimana ha firmato P.J. Brown, lungo verticalista di 38 anni, bravissimo in difesa e specialista nella stoppata. Con lui viene coperto il ruolo di lungo intimidatore da 15-20 minuti che da più parti veniva invocato. Ha firmato un contratto al minimo salariale di 1,2 milioni di dollari.

Brown ha detto che ha scelto Boston invece di Charlotte dopo una conversazione con Pierce ed Allen lo scorso 16 febbraio. “mi hanno detto – ci piacerebbe tanto averti in squadra, con al tua esperienza pensiamo che tu possa aiutare i nostri giovani ragazzi ed aggiungere stabilità alla squadra”. Brown ha aggiunto che, senza quell’incontro, probabilmente non avrebbe firmato per i Celtics.

Il problema ora è creare la chimica tra il giocatore ed il resto della squadra, cosa che non sarà di certo facile, infatti Doc ha qualche dubbio su come impiegarlo in modo produttivo, inoltre è in buona forma fisica, ma non è in grado di reggere i ritmi NBA, quindi anche qui ci sarà da lavorare. Come numero ha scelto il 93, anno della sua chiamata al draft.

La mossa successiva di Ainge ormai la sanno tutti e sembra che manchi solo l’ufficialità, che avverrà soltanto lunedì prossimo. Con Sam Cassell i Celtics avranno coperto l’ultima lacuna del roster, ovvero un play esperto che affianchi e supporti Rondo. Il giocatore si è spinto oltre: ha dichiarato che vestirà la maglia biancoverde col numero 91 o 28 e porterà la sua leadership e la sua esperienza che ammonta a ben 115 partite di play-off. Ovviamente è sbagliato considerarlo già un Celtic visto che manca l’ufficialità ed attualmente è soltanto un giocatore che non milita in nessuna squadra NBA visto che ha firmato il buy-out con i Clippers, ma sarebbe un’enorme sorpresa vederlo firmare con un’altra squadra.

 

2008_18_tallen.jpgInfortuni

Non è un vero infortunio, ma risulta evidente guardando le immagini delle partite recenti che Kevin Garnett non è ancora al suo meglio fisicamente. Si muove più lentamente, commette più errori, è anche più in affanno e si stanca prima. Poichè l’infortunio vero e proprio è superato, ora serve solo tempo per dargli la possibilità di riprendere la forma fisica ottimale, possibilmente entro metà aprile.

Stiramento al polpaccio destro ed una sopraggiunta influenza sono i problemi di Tony Allen, che ha dovuto saltare le ultime due gare. Probabilmente dovrà mancare anche al prossimo incontro e potrà tornare non prima del big match di mercoledì prossimo.

I problemi ai muscoli dell’inguine destro sono risolti per Brian Scalabrine, ma per il momento non ha ancora rimesso piede in campo. Probabilmente si attende una guarigione completa.

 

 

Curiosità

Nuovi record positivi si scrivono e vecchi record negativi si cancellano in questa memorabile stagione. Iniziamo col record positivo scritto: con la vittoria contro i Clippers i Celtics hanno vinto entrambe le gare con tutte e due le squadre di Los Angeles, i Clippers ed i Lakers; è dalla stagione 2001-2002 che questo non succede. Ora il record negativo cancellato: se LeBron James avesse segnato più di 30 punti nella partita contro i Celtics di questa settimana avrebbe superato Wilt Chamberlain come giocatore con la più lunga striscia di 30 o più partite contro i Celtics nella storia, ma LeBron ne ha segnati solo 26.

Il produttore musicale Jimmy Jam è cognato di Kevin Garnett, ovvero le due mogli sono sorelle. I due si conoscono da molti anni e Jam ha fatto visita in settimana all’amico in occasione della partita contro Cleveland. Per l’occasione Garnett ha voluto ricordare alla stampa come ha conosciuto sua moglie Brandi, infatti Jam era già sposato con la sua attuale moglie e capitava che andasse a vedere Kevin giocare quand’era ancora a Minnesota. Un giorno il giocatore ha notato una ragazza a fianco della moglie di Jam, ha chiesto notizie su di lei e ha voluto conoscerla. Ed alla fine l’ha sposata.

 

2008_18_rondo.jpgIl migliore della settimana

Dopo aver giocato due ottime partite ad ovest, Posey è calato vistosamente al rientro a Boston e quindi non può essere preso in considerazione per l’assegnazione del riconoscimento settimanale. Perkins è degno di nota per aver sfiorato la doppia doppia (19+9) contro Charlotte ma nelle altre partite non ha particolarmente brillato e House ha scollinato una sola volta in doppia cifra di punti. Nessuno di loro si è avvicinato all’ottima prestazione globale della settimana di Rajon Rondo, che dimostra ancora una volta come sia il più serio candidato del roster a poter ambire ad essere considerato vicino come rendimento al PGA Tour. Segnaliamo i 16 assist contro Charlotte, massimo in carriera ed il più alto numero di assist dal lontano 18 marzo 1995. Memorabile quando Rondo, durante la partita citata, si è fermato in contropiede e ha aspettato Perkins lasciandolo schiacciare per ricompensarlo della palla rubata all’avversario un attimo prima. Complimenti quindi a Rondo, che sta dominando la classifica.

Classifica aggiornata:
7 Rajon Rondo
2 James Posey
2 Eddie House
2 Kendrick Perkins
1 Tony Allen
1 Glen Davis
1 Leon Powe

 

2008_18_pierce.jpgI minuti del PGA Tour

Settimana di sostanziale riposo per i Celtics che giocano tutti con un minutaggio medio settimanale inferiore rispetto a quello stagionale. Paul Pierce è stato di più in campo con 37 minuti, segue Allen con 1 minuto in meno e Garnett con soli 30 minuti. Un minutaggio medio così basso va attribuito al fatto che durante la gara contro i Clippers le seconde linee hanno giocato molto di più data la facilità a vincere la partita. Per Garnett c’è ancora un problema di recupero fisico che non gli permette di stare molto in campo.

Le medie stagionali quindi sono tutte calate, Allen tiene ancora la quota di 38 minuti di media, mentre Pierce lo segue ad un solo decimo di minuto, Garnett invece scende a 34,2 ben oltre la soglia di tranquillità che abbiamo individuato ad inizio stagione di 35 minuti.

 


Appuntamenti e classifiche

La settimana prossima aspetta i Celtics con ben tre partite, tutte in casa e tutte interessanti:
domenica 2 marzo in casa contro Atlanta
mercoledì 5 marzo in casa contro Detroit
venerdì in casa contro Chicago

Date per sicure finaliste ad est ad inizio campionato e sostanzialmente mai cambiato idea durante la stagione, ora i Celtics ed i Pistons si ritrovano per l’ultima volta in questa stagione regolare per misurarsi e verificare lo stato attuale di forma. Sarà anche utile ed interessante vedere all’opera i nuovi arrivi da entrambe le parti. Pronostico assolutamente aperto a qualunque risultato e big match che terrà attaccati agli schermi molti appassionati.

Meno interessanti, ma non di molto, le altre due partite, con due squadre entrambe rinnovate. Atlanta ha aggiunto un Bibby che potrebbe portare la squadra della Georgia agevolmente nei play-off, mentre Chicago continua a disfare le poche cose buone che ha costruito da dopo l’era-Jordan. Sono squadre sostanzialmente diverse da quelle incontrate nei mesi scorsi e quindi sarà interessante vedere come i Celtics le affronteranno, ma il pronostico in entrambi i casa sembra favorevole ai Celtics.

In classifica la ritrovata vena di Boston riporta i Celtics a distanza dai Pistons che accusano ora 2,5 lunghezze di distacco. Attualmente in quarta posizione c’è battaglia tra i Raptors ed i Cavaliers, dal cui duello potrebbe venire fuori la sfidante dei Celtics nelle semifinali di Conference in caso di passaggio del turno. Ad ovest il distacco dalla prima conta ben 5 lunghezze, quindi attualmente non fa nessuna paura.

A risentirci.

Commenti (9)add comment

tiber48 ha scritto:

  L'importante ora è salvaguardare lo stato di forma. Rondo ha avuto il tempo per fare un'ottima esperienza e i risultati stanno arrivando anche oltre le aspettative. Ormai è il quarto della squadra.
Sarà interessante questa settimana vedere P.J. sia contro i Pistons che contro i Bulls, la sua squadra dello scorso anno.
commento inserito alle 00:23 del 02 marzo 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  La squadra sta decisamente ritrovando forma e soprattutto salute, contro i Cavs Garnett ha decisamente "riacceso" con i Cavs (per poi rifiatare con Charlotte) e quando lui alza il volume siamo decisamente un altra squadra.

Molto confortante la prova di Perkins contro i Bobcats, non tanto per le eccellenti cifre quanto perchè si è letteramente divertito contro uno come Okafor che da molti viene accreditato come uno dei migliori lunghi difensivi della lega.

Domani dovrebbe essere il grande giorno di Cassell in biancoverde, certo che una panchina con Cassel, House, T Allen, Posey, PJ Brown, Powe e Davis, mi apre da 5 stelle extra lussso, con 12 giocatori che al bisogno ci sono tutti per sparare almeno 10-15 minuti a manetta.


Importante commento Mike Gorman, mitico telecronista storico dei Celtics sulle ultime vicende in casa biancoverde :

On first blush Celtic fans have every reason to be jazzed over the additions of PJ Brown and (probably) Sam Cassell. The thought of them on the court down the stretch of a playoff game will bring a smile to the face of every diehard. But what they provide off the court may be even more important. PJ Brown has only been here a few days and Perk suddenly has maybe his best game as a Celtic. For the past 2 weeks Glen Davis and Leon Powe each has put up terrific numbers every time Doc has called their name. And last night with the pending signing of Sam Cassell being whispered throughout the Garden, Rondo drops 16 assists on the Bobcats. Athletes are at their best when challenged and minutes in the pro game are precious. Brown and Cassell may bring out the best in Perkins, Davis, Powe and Rondo simply by being in the room. Sure looks like a win-win to me.
commento inserito alle 09:13 del 02 marzo 2008

giusegandi ha scritto:

  Scusate, due domande:
1. ho letto che PJ Brown è in ottimi rapporti con PP e RA, ma visto che il "chief" dei Celtics è The Big Ticket (con le iniziali maiuscole) qual'è il rapporto tra KG e PJ?
2. quando KG suonerà la carica (brividi...) PJ sarà fisicamente e psicologicamente in grado di rispondere?
Grazie a chi vorrà rispondere alle mie questions.
commento inserito alle 09:35 del 02 marzo 2008

ilbarca ha scritto:

  dopo l'arrivo di PJ e quello probabilme di Cassel l'obbiettivo di boston si conferma a maggior ragione uno soltanto: il titolo. Anche solo perdere per una partita le finali sarebbe una delusione per questa squadra......
commento inserito alle 12:59 del 02 marzo 2008

ilbarca ha scritto:

  comunque io resto convinto che boston abbia una sola *gigantesca* lacuna... è seduta in panchina, e non si tratta di una riserva smilies/grin.gif
commento inserito alle 13:00 del 02 marzo 2008

Christian Spazian ha scritto:

 
1. ho letto che PJ Brown è in ottimi rapporti con PP e RA, ma visto che il "chief" dei Celtics è The Big Ticket (con le iniziali maiuscole) qual'è il rapporto tra KG e PJ?
2. quando KG suonerà la carica (brividi...) PJ sarà fisicamente e psicologicamente in grado di rispondere? (giusegandi)


1) I Celtics hanno un capo a tre teste, magari KG svetta un pò di più, ma non direi che è l'unico capo.

2) Solo il tempo potrà dirlo.
commento inserito alle 13:27 del 02 marzo 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  ilbarca, è la stessa gigantesca lacuna che è stato in grado di assembleare il gruppo che ha il migliore record della lega? che ha numeri soprattutto difensivi tra i migliori della lega? che ha "costretto" molte altre franchigie a scambi clamorosi per avere possibilità di anello? che utilizza PGA con minutaggi medi che non li faranno arrivare troppo cotti ai PO? che ha sviluppato il talento di Rondo fino a farlo rendere come uno starter di esperienza? che ha saputo utilizzare Glen Davis in modo che molti ne parlano come lo steal of the draft? che ha creato, con l'aiuto dei suoi veterani, un clima nello spogliatoio che pare idilliaco? A me pare sia lui e se Danny Ainge, che ormai tutti riteniamo una mente piuttosto competente, lo ha voluto tenere dandogli questa squadra, magari così scarso non è.
Aspettiamo a vedere come finisce la stagione, poi se non vinceremo per chiare ed evidenti colpe del coach, sarò il primo a crocefiggerlo, altrimenti fiducia in lui, in questi ormai quattro mesi di stagione non ci ha dato motivi di preoccupazione.
commento inserito alle 14:09 del 02 marzo 2008

Angelo ha scritto:

  Il commento di Michele è da sottoscrivere, soprattutto le ultime due righe. Anche io conservo qualche perplessità su Rivers, nonostante il miglior record e tutte le altre cose ricordate nel commento qui sopra, ma ritengo doveroso dare la massima fiducia al coach, almeno fino a che non combini qualce guaio.

Per quanto riguarda PJ Brown, è unanimemente considerato il perfetto uomo spogliatoio, quindi lo ritengo, anche in quest'ottica, un'acquisto ideale.
Sulla tenuta fisica, sono abbastanza ottimista. L'anno scorso ha giocato praticamente tutta la RS, senza infortuni, e da allora non è passato nemmeno un anno. Il rischio c'è, ma ci sono anche tutti gli elementi per ritenere questo rischio marginale.

L'unico punto che non condivido è quello secondo cui le squadre dell'ovest si siano attrezzate in massa perchè spaventate della nostra superiorità: io credo, banalmente, che si siano mosse perchè, in una conference così forte ed equilibrata, la giusta addizione può fare la differenza tra un settimo e un secondo posto ai playoffs, o tra esserci o non esserci. Non possiamo non notare come, ad est, Detroit, per esempio, non abbia sentito questa necessità e sia rimasta quella di inizio anno. Solo i Cavaliers hanno tentato di fare qualcosa, con uno scambio, peraltro, forse, non così decisivo.
commento inserito alle 14:43 del 02 marzo 2008

Christian Spazian ha scritto:

  In effetti ci vuole una certa dose di coraggio per criticare un coach la cui squadra è prima nella lega, forse è stato commesso un errore temporale, se lo si criticava un anno fa si faceva più bella figura. smilies/grin.gif
commento inserito alle 22:51 del 02 marzo 2008

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