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Non ci sono più dubbi, da squadra materasso a primi della lega, un grande progresso.
Incredibile, favoloso, inaspettato, entusiasmante, travolgente e incoraggiante.
Questi gli aggettivi che mi vengono in mente dopo le prime 41 partite giocate, cioè a metà stagione.
E’ un momento importante nella stagione NBA quello di metà stagione, poco prima della pausa per l’All Star Game e della finestra per i movimenti di mercato, per effettuare valutazioni approfondite di quanto visto e provare a immaginare cosa potrà avvenire nei prossimi mesi.
I numeri dicono molto : 34/7 il record e molte voci statistiche vedono la squadra ai primi posti soprattutto dal punto di vista difensivo, quello di solito fondamentale per vincere qualcosa che conti: punti subiti (88,1 a gara, la seconda a 90,1), percentuale concessa da due (41,9, la seconda a 44), percentuale concessa da tre (32, la seconda a 33), quasi inspiegabilmente anche terzi nella percentuale che i nostri avversari segnano ai liberi, primi anche per i punti per tiro fatto dagli avversari e nella percentuale "aggiustata", cioè tenendo conto del peso del tiro da tre.
Ai rimbalzi: non considero il numero di rimbalzi perché dipende dallo stile di gioco adottati, quindi mi limito alla percentuale di rimbalzi presi su quelli disponibili e siamo a .517, solo Houston, Phila e Cleveland fanno meglio a .518, un nulla in più (Spurs a .510 e Pistons a .502), grazie soprattutto al .753 di quelli difensivi; il differenziale di rimbalzi tra noi e gli avversari è +2,8 a partita e anche qui solo le tre squadre di prima fanno meglio.
Varie: nei recuperi siamo quarti con 8,9 (prima di noi GS a 9,1, Denver e Utah a 9), settimi nei recuperi concessi agli avversari, maluccio nelle palle perse (quattordicesimi), ma quarti nelle palle perse degli avversari.
Nota dolentissima per i falli tecnici: primi tra tutti, ragazzi calmatevi!
Potevamo aspettarci di più? No, neanche nei sogni più ottimistici di inizio autunno e neanche dopo l’inizio del training camp italiano avremmo sperato di vedere un così veloce e proficuo lavoro soprattutto difensivo.
E invece la voglia di sfruttare l’occasione ha dato quel plus in termini di motivazioni che ha reso più agevole l’integrazione tra giocatori vecchi e nuovi agli ordini dello staff tecnico.
Tutto rose e fiori? No, per carità, però a fronte di alcuni difetti anche evidenti, mi pare un atteggiamento equilibrato considerare anche la concorrenza e i suoi difetti, perché se a metà stagione abbiamo un significativo vantaggio, evidentemente i nostri difetti sono comunque almeno pari a quelli degli altri.
Cosa aspettarci per le prossime 41 partite? Il mio primo obiettivo è arrivare a fine stagione con il migliore record e mi pare che ci siano tutti i presupposti, in quanto le nostre attuali sconfitte sono 7, mentre Detroit è a 13 e le migliori a Ovest sono a 12.
Qual è il nostro calendario futuro? In trasferta ci aspettano le tre texane e New Orleans, Denver, Portland e Phoenix: sette partite molto difficili, che potremmo anche perdere tutte.
A Ovest dobbiamo anche incontrare i Clippers, Golden State, Minnesota e Memphis, ma riterrei che queste quattro le dobbiamo vincere.
Tra le squadre della Eastern, invece, possiamo definire impegnative solo le trasferte a Orlando, Cleveland e Washington e mettere in preventivo forse altre 3 sconfitte.
In casa chi ci verrà a trovare? Le sfide impegnative sono quelle con Dallas (a breve, il 31 gennaio), San Antonio, Phoenix, New Orleans, Utah, Cleveland e Detroit, forse un paio di sconfitte in preventivo possiamo metterle, tra le altre partite casalinghe non dovrebbero esserci sorprese, ma le scivolate impreviste tipo Charlotte o Toronto possono esserci e metto in preventivo altre due sconfitte.
Il totale di possibili sconfitte potrebbe ragionevolmente arrivare, quindi, a 14 per un record finale di
61/21.
Le nostre concorrenti potranno fare di meglio? Difficile pensarlo, considerato che partono dalle attuali dodici sconfitte.
Partire con il vantaggio del campo sarebbe molto importante, anche se più importante sarà il lavoro tecnico ancora davanti a noi per eliminare i problemi tecnici ancora esistenti.
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