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Time Out #4: crisi vera o presunta? PDF Stampa E-mail
Scritto da Leonardo Ancilli   
giovedì 17 gennaio 2008
Punto della situazione dopo cinque gare non facili per i Celtics, che comunque escono bene dalla gara con Portland. Intanto ESPN.com fa il nome di Sam Cassell come possibile target di mercato dei Celtics.

Le vittoria di stanotte con i Blazers arriva al momento giusto per fare il punto su un periodo sicuramente non esaltante dal punto di vista del gioco per i Celtics, ma dove in virtù di tante critiche arrivate in tempo record, allo stesso momento non reggono tante tesi che vedono puntare il dito contro alcuni giocatori, o il coach.

Credo sia importante partire dalla vittoria di stanotte proprio per inquadrarla nella maniera più opportuna. Portland non è una squadra facile da affrontare, era reduce da 18 vittorie nelle ultime 20 gare, con un -25 rifilato ai Nets a domicilio due giorni fa che parla da solo. Non è la classica squadra dalle gambe fresche che trova il momento buono e che sarà destinata a spengersi strada facendo, questa è una squadra diversa, molto pensata nei dettagli, cresciuta in tempi record con concetti di "gioco di squadra" e non mettendosi nella situazione di esaltare il singolo. E' chiaro che quando affronti una squadra dalle gambe buone con questi concetti la faccenda è dura cambia poco se hanno 20 anni o 30 di media perché entrambe le età hanno i loro pro e i loro contro.

ravs_por.jpgTorniamo alla gara di stanotte Portland la gioca bene, senza grandi picchi, ma tiene botta tutta la gara, Boston annaspa letteralmente per i primi due quarti, difendendo bene, ma in attacco si fatica a ruotare, pochi ribaltamenti di campo (primo problema del dopo Detroit), poco movimento lontano dalla palla. L'assenza di Rondo si fa sentire e non poco, perchè quelli designati a fare i play, danno ragione al luogo comune che vuole il play biancoverde portare palla fino a oltre metà campo e consegnarla ad un dei Big Three, spesso con un blocco prima di metà campo per spezzare il pressing. Chiaramente con Rondo non è così, ha proprietà di palleggio e visione di gioco per non soffrire il pressing, ma soprattutto per provare un "movimento di squadra" più complesso, senza la furia di doversi togliere il pallone dalle mani. Nella situazione attuale un Rondo non si può regalare a nessuno. Insomma un primo tempo in linea con le precedenti quattro gare.

Nel secondo arriva la svolta, soprattutto "mentale", i biancoverdi appaiono più sciolti, capiscono al volo chi è da cavalcare (Ray Allen e Garnett) e che deve farsi da parte dedicandosi ad altro (Pierce e in generale tutta la panchina). I 57 punti segnati negli ultimi due quarti sono significativi, perché Portland non ha certo mollato un attimo, ed ogni punto è stato sudato, ma frutto di scelte semplici ma efficaci, quel tipo di scelte semplici ma efficaci che aveva portato a parlare della possibilità di battere il famoso record dei Bulls.

Quindi vittoria scaccia crisi ? No assolutamente no, anche perché questa vittoria nasconde dietro di se qualche ruggine vista negli ultimi tempi a cui si è sopperito con grande intelligenza, ma soprattutto perché parlare di crisi vera era forse prematura. Gennaio è di per se un mese "bugiardo" per tutti, chi punta ai playoff spesso programma proprio nel mese che precede l'All Star Game un momento di calo fisico per poi essere al Top in tarda primavera, e le squadre di medio basso livello finiscono per doversi giocare con l’acqua alla gola le ultime chance di playoff, ovvio che quindi ne nascono gare con motivazioni e condizioni fisiche diverse, che partoriscono quindi risultati alterni, basta dare uno sguardo all'Ovest dove in vetta c'è un'autentica ammucchiata. Forse a noi la partenza ai limiti dell'irreale con tante gare neppure giocate ci fa dimenticare che le partite si giocano in due, che di fronte ti ritrovi un avversario con i tuoi stessi intenti ma soprattutto che dopo due mesi e mezzo di gare gli avversari hanno un quantità di dati sufficienti per provare a non farti giocare come ti piace, e questa partenza al limite dell’irreale forse ci fa dimenticare che dovevamo essere ma lo siamo ancora un cantiere aperto.

La cosa da annotare in questa gara è che le due persone finite un attimo sotto i riflettori con qualche accusa nemmeno troppo velata a proprio carico, hanno dato risposte molto positive, e sto parlando di Ray Allen e Doc Rivers o più in generale tutto lo staff tecnico.

Su Ray Allen credo ci sia poco da dire, sappiamo che è un campione, che è una persona di una serietà quasi unica nell'ambiente, ma sappiamo pure che dei Big Three sarebbe stato quello più "difficile" da mettere a suo agio in campo. Stanotte Allen ha dato una chiara dimostrazione che lui c'è, invece di aspettare i giochi chiamati per lui, si è preso tanti uno contro uno, andando a penetrare o cercare tiri in allontanamento dopo aver fintato la penetrazione, creando quel mezzo metro di separazione che a lui proprio non si può concedere, ci ha fatto capire che se vuole sa fare pure questo e bene. Ovvio che i giochi per lui vanno implementati e migliorati da qui ad aprile, però qualcosa si inizia a vedere. Intanto Ray stanotte ha detto a tutti "ragazzi al bisogno ci sono anche io", poi magari domani torna ai suoi 15 punti a sera, tanto mi pare evidente che delle sue cifre gliene importi molto meno che di quelle della squadra, e questo si vede benissimo dalla sua applicazione difensiva, sicuramente al top in carriera, come visto da tutti nell'ultimo quarto a Detroit dove ha letteralmente tolto di gare uno dei cluntch player più pericolosi della lega come Chauncey Billups, ma ribadita a chiare lettere anche stanotte dove Brandon Roy non ha sicuramente vissuto la serata più facile dell’anno al di la delle buone stats finali.

doc_vs_por.jpgIl discorso su Rivers invece rischia il patetico. Dopo tre sconfitte sono arrivati subito i vari poll (anche su Celticsblog.com) sul “Fire Rivers”. Io che sono stato il primo a non risparmiargli nulla in passato trovo abbastanza curioso addossare a lui le colpe delle sconfitte e non citarlo neppure nelle vittorie. Se fosse veramente sua la colpa delle tre recenti brutte sconfitte, allora per lo stesso criterio, per tutta la marea di W arrivate fino ad oggi andrebbe beatificato. Io credo che il lavoro svolto fino ad oggi sia ottimo, per una volta mi trovo perfettamente in linea con quanto detto l'altro ieri dalla coppia Buffa / Tranquillo sullo staff tecnico, quando hanno letteralmente esaltato il lavoro fatto in difesa, affermando che ci sono squadre di alto livello che per arrivare ai livelli dei Celtics di oggi, hanno faticato tre stagioni, giusto in questo caso il riferimento al lavoro di Tom Thibodeau, ma non va tralasciato il fatto che comunque Rivers a questa squadra ha dato una sua impronta precisa anche in attacco dove comunque c'è una discreta quantità di soluzioni, con addirittura qualche accenno della famigerata Princeton Offense.

Gli stessi telecronisti di Sky hanno pure ammesso che nelle ultime gare quello che è mancato ai Celtics è stato essenzialmente il contropiede, e il contropiede nasce soprattutto a rimbalzo difensivo, ovvio che se a rimbalzo ci vai in modo soft come ci siamo andati a Chrlotte, contro i Nets e nelle due gare contro Washington, e concedi maree di secondi tiri agli avversari, oltre a dare più forza al loro attacco, ti togli un arma offensiva e questo si paga in modo salato come abbiamo vista.

Stanotte contro Portland l'atteggiamento a rimbalzo è cambiato ed è arrivata la W, nonostante l'assenza di Rondo, nonostante una gara non impeccabile, nonostante un'avversaria forte di fronte. Qui sta la chiave delle ultime sconfitte e tornando a Rivers e allo staff tecnico e alle critiche a loro rivolte, le considero veramente campate in aria, perché dubito fortemente che abbiano preso decisioni che hanno portato ad una minore intensità a rimbalzo.

Però allo stesso tempo per lo staff tecnico adesso iniziano gli esami veri, perché gli avversari ci conoscono meglio, si stanno adeguando ai nostri giochi più importanti, e quindi è il momento di gettare sul campo altre armi. Da qui a playoff quindi per lo staff tecnico ci saranno nuovi esami, quelli a cui è stato sottoposto fino ad oggi sono stati superati brillantemente.

Intanto per chi ha voglia di Rumors ecco che Jon Barry dalle colonne di ESPN.com  sul suo taccuino quotidiano, cita Sam Cassell (quasi ufficiale la sua richiesta di cession), come possibile target di mercato per i Celtics :

Notably, Boston's point guard Rajon Rondo (sore lower back) was out of action. Eventually, I think there's going to be a move made to get help behind Rondo at the point. Having Eddie House play the position takes away from focusing on his strength, which is shooting.

Some suggest the Clippers' Sam Cassell could be that man. That kind of point guard upgrade would seem to be a good thing. He's already played with Garnett in Minnesota and Allen in Milwaukee.

 

 

 

Commenti (9)add comment

serfuoco ha scritto:

  Concordo pienamente sul punto di leonardo.
Ma non vedo la demonizzazione o la cecità riguardo alla crisi.
Girare la testa dall'altra parte sui problemi di una squadra non fà gioco a nessuno.
E farla dalla cima della classifica come miglior record dovrebbe essere una risorsa e non una calamità.
Possiamo e dobbiamo in base ai problemi che si stanno incontrando, guardarci in faccia e nel caso non farlo con nessuno.
Tutte le difficoltà molto presubilmente sono quasi fisiologiche, ma mettere la testa sotto la sabbia adesso che abbiamo il tempo e il modo per risolverli sarebbe un delitto. Ad aprile sarà troppo tardi.
commento inserito alle 16:05 del 17 gennaio 2008

Piero ha scritto:

  Analisi molto ben dettagliata - soprattutto tecnicamente - che non posso non condividere. Personalmente mi focalizzerei maggiormente sull'aspetto emozionale: dopo una grandissima partenza dove la voglia di fare/vincere/dimostrare di essere i più forti ha sopperito ed anzi supercompensato le lacune, pian piano la grinta ha lasciato il passo alla crescita del collettivo sotto il profilo più tecnico. Una volta raggiunto l'apice - vittoria a Detroit e tutta l'NBA che ha esaurito i "se" ed i "ma" - i nervi si sono sciolti e sono arrivate le sconfitte... I Celtics sono ancora un cantiere aperto e lo saranno per tutta la RS ma la cosa importante è che quando le partite conteranno l'occhio della tigre torni a brillare, se poi si è ancora riusciti a crescere a livello tecnico collettivo beh... non vedo cosa ci manchi per vincere il titolo.
Sotto il profilo strettamente atletico è impossibile essere al top della forma da novembre a maggio (6 mesi) ed è logico programmare una preparazione c.d. "lunga" cioè che si sviluppi attraverso diverse fasi (costruzione, forza (resistente), velocizzazione/forza esplosiva e periodo agonistico) oppure più "modulata" con carichi di lavoro sì diversificati ma meno marcati nella differenziazione: ciò permette un più breve tempo nella durata del macrociclo di allenamento propedeutico al top della forma (periodo agonistico) che risulterà necessariamente più breve ed un po' meno performante. Leggendo il corpo dei giocatori dei Celtics credo che abbiano adottato - aldilà del lavoro individuale e personalizzato - la seconda strategia e che in questo mese di gennaio la maggior parte dei giocatori non sia nel periodo di maggior forma (sempre ed esclusivamente sotto il profilo atletico), ciò nell'ottica di aver iniziato/stare iniziando un altro macrociclo di allenamento che porti i giocatori in perfetta forma dopo la metà di marzo.
commento inserito alle 17:17 del 17 gennaio 2008

Michele Pulcini ha scritto:

  Ripeto il commento postato per la partita con i Blazers per evidenziare che è giusto anche guardare in casa altrui.
Se ci sono squadre come Phoenix, Golden State, Denver e qualche altra che sono molto piacevoli da vedere in attacco, per capirci molto più divertenti dei Celtics, ma che poi hanno limiti grossi in altri settore, a volte offensivi (poca pericolosità sotto canestro, dipendenza assoluta dal tiro da tre o da un singolo giocatore), ne vedo altre meno divertenti, ma spesso più concrete e penso a Detroit, SA e la stessa Portland di ieri.
I Pistons, che in termini di record sono la seconda migliore, brillano poco in termini di movimento di palla, perchè Billups palleggia a lungo, Hamilton lavora molto bene sui blocchi, gli altri non partecipano tantissimo.
Quanto agli Spurs, avranno un centinaio di giochi e opzioni, non discuto, ma io vedo tanto 1c1 di Parker, iniziative di Ginobili e palla sotto a Duncan, con Filey e Bowen che vivono di scarichi.
In più e in generale, i nostri ultimi avversari hanno molte difficoltà contro la nostra difesa a tirare dentro l'area se non in contropiede, per nostre sagge scelte difensive e per loro carenze tecnico/tattiche.


Nessuno vuole dimenticarsi o negare difetti che senz'altro esistono, potrei in modo semplicistico sostenere che nelle recenti sconfitte sarebbe stato sufficiente segnare qualche canestro da fuori tra i molti tiri non contestati che abbiamo sbagliato (18 nella seconda sconfitta con Washington), ma concordo, invece, sul fatto che la qualità della nostra circolazione di palla è inferiore rispetto al mese di novembre.
Però eravamo all'epoca ai limiti della perfezione, quindi mi preoccupo meno, l'assenza o le non buone condizioni fisiche dell'unico play di ruolo in parte pesa, ma forse è la testa il "problema" principale, non possiamo rimanere in concentrazione PO per 82 partite, quindi giusto rallentare il ritmo e, mi auguro, lavorare sui nostri difetti, metteteci che gli allenamenti non sono molti e mancano, quindi, le occasioni per lavorare sulla fluidità offensiva.
commento inserito alle 17:50 del 17 gennaio 2008

Andrea Del Vanga ha scritto:

  Credo che parlare di crisi sia improprio. Trattasi di passaggio a vuoto derivato da calo fisico e rilassamento dopo l'impresa di Detroit.

Siamo la miglior difesa della lega e Thibodeau ha fatto un lavoro spettacolare. Questo fa ben sperare per il futuro, visto che si e' scelto il modello San Antonio, modello vincente basato sulla difesa e su tre superstar pronte a realizzare punti quando serve.

In quanto ai difetti che si sono visti in questa serie di sconfitte direi che oltre al calo fisico (che mi sembra essere stato accusato soprattutto da Pierce, 2 volte giocatore della settimana a est e che in attacco ci aveva tolto le castagne dal fuoco piu' volte), ai problemi di regia del nulla dietro Rondo, vada sicuramente lo scarso inserimento di Allen in attacco, pur giustificato dai vari problemi fisici che da novembre accusa il giocatore, dove non facciamo grosso uso del pick and roll o di qualche schema in uscita dai blocchi. Avere il miglior tiratore della lega e non sfruttarlo a dovere mi sembra un delitto.
E visto che Pollard non gioca da varie partite e stanotte abbiamo visto Pruitt in play (ripeto..il cambio migliore in play a Rondo continua ad essere House che rispetto agli altri risulta disciplinato ed e' tutto dire), il solito paio di tasselli sarebbero ben accetti. Letto di Cassell, la vedo quasi impossibile via trade: dovremmo cedere praticamente tutta la panchina, con giocatori che non interesserebbero, con l'esclusione di Tony Allen, i Clippers e sicuramente dovremmo inserire una scelta. Insomma: se non e' buyout la vedo dura, anche se, in quest'ultimo caso, siamo sicuramente i favoriti a prendersi Sam I Am.
commento inserito alle 18:34 del 17 gennaio 2008

lelejuve ha scritto:

  Crisi è una parola un pò troppo forte. io dire " netto calo fisico e mentale".
In parte prevedibile dopo la vittoria a Detroit, anche se certe partite le avremmo dovute vincere lo stesso (es: in casa con Charlotte).
Ora però rialziamo la testa perchè chiudere la regular season con il miglior record è importate. (penso sia una gara tra noi, Detroit, Dallas e San Antonio)
Su Rivers penso ci sia poco da dire: non è mai stato un fenomeno e mai lo sarà.
In passato sono stato molto duro con lui, però ora non mi sembra corretto dare tutte le colpe a lui per il calo avuto dalla squadra.
Capitolo mercato: resto sempre dell'idea che ci serva un play e un lungo. (dite quello che volete, ma secondo me Perkins ancora adesso fa pena)
commento inserito alle 19:33 del 17 gennaio 2008

Cristiano ha scritto:

  beh, se Cassel...impone la cessione, dovrebbe essere logico che sara' con un buy-out. Casel nn ha l'eta' per..perdere una stagione aspettando che i Clippers trovino una trade conveniente. E'assurdo, perche' Cassel incarna il play non play che nn mi piace. Ma per Sam...stravedo da 10 anni...
Sull'analisi di Leo, onestamente nn so cosa dire,ne'aggiungere. Sapete..si puo'vederla anche cosi' : all'inizio tutti hanno dato il 110% per famo vede' quanno semo forti. Visto l'onestamente irreale divario che c'e' stato fra noi e gli altri nelle prime 20 partite...secondo me e'umano che nella testa dei giocatori, pasi l'idea ''vabbe', diamo solo l'85%,che tanto basta''. Poi c'e' il giorno che per altri motivi dai il 65...e si perdono partite. Che poi la ns crisi si risolve in un bilancio di 3-3, battendo quella che ad oggi e' forse davvero la miglio squadra NBA e,ieri, una squadra hot da inizio stagione, che veniva da una serie devastante di vittorie, con il solo intermezzo, mi pare, di toronto dove hanno perso in OT. A proposito di...monotematici. All'inizio dicevamo anche un po' ridendo, che a Boston il play aveva solo da portar palla ltre meta-campo e darla a KG. Oggi pero' vediamo e notiamo che..l'assenza di Rondo si fa sentire...! Non siamo monotmatici...e poi nn e'nella filosofia della Storia dei Celtics di giocare lo ShowTime. Quello..lo lasciamo ai Lakers.
commento inserito alle 22:22 del 17 gennaio 2008

Leonardo Ancilli ha scritto:

  Il discorso Cassell a mio modo di vedere al di la dei modi per portarlo a Boston, nasconde insidie ben più pesanti, ossia il ragazzo è notoriamente un "rompi", ecco mettere uno come lui in uno spogliatoio che per ora gira a mille lo vedo un bel rischio. Per prima cosa sonderei gli umori dei Big Three e se ci sono anche minimi dubbi da parte loro, cassell vada dove meglio crede altrove. Seconda cosa se ci fossero le condizioni per portarlo a Boston, con lui "patti chiari e amicizia lunga" della serie "Sam tu vieni a Boston a giocare 20 minuti come cambio di Rondo e magari a gestire i finali caldi, se hai altro in mente Boston non fa per te". Avrà pure voglia di vincere, ma non è il classico "Ringless" a fine carriera, lui ha già vinto due titoli a Houston negli anni 90, quindi va preso con le molle.

Comunque secondo me il discorso mercato ruota intorno a Glen Davis. Come giustamente rimarcato dalla coppia di Sky ieri Perkins (che per me sta facendo comunque bene) non può stare in campo nei finali caldi, sia perchè non tira bene i liberi, sia perchè spesso fa falli evitabili, sia perchè in momenti in cui va colto l'attimo lui spesso è troppo macchinoso su certe ricezioni sugli scarichi. Ad oggi nei finali stretti andiamo sempre con KG centro e Posey da quattro, cosa che con l'80% delle squadre NBA funziona, ma che sicuramente non funzionerebbe contro Pistons e Spurs ad esempio. Ecco quindi che ci vuole un altro lungo vero da tenere in campo in quei momenti. Big Baby ha dimostrato di poterci stare, ma è un rookie e il fattore esperienza a volte fa brutti scherzi. Quindi bisogna capire se si punta su Big Baby o si va sul mercato a cercare questo lungo che possa reggere il campo nei finali caldi. Se la priorità è il lungo, il discorso play va in secondo piano e considerando che da spendere c'è solo 1,5M$ di MLE difficilmente prenderemo due giocatori buoni.

Sulla crisi vera o presunta, per una volta i numeri hanno parlato chiaro, siamo andati male a rimbalzo, concedendo troppi secondi tiri agli avversari e quindi ci siamo tolti molti contropiedi per noi, facendo ristagnare il nostro gioco sempre davanti alla difesa schierata. Stanotte che abbiamo controllato il tabellone bene pur non giocando una gara bella, abbiamo vinto contro una avversaria forte, privi di Rondo e tirando pure male i liberi. Direi più che crisi rilassamento, e per questi celtics l'energia principale non è l'applicazione dei playbook, ma la volgia di vincere. Se c'è quella e la giusta lucidità ci vorrà un attimo a rimettersi in carreggiata.
commento inserito alle 23:34 del 17 gennaio 2008

Christian Spazian ha scritto:

  A dire il vero io non vedo nessuna crisi. Abbiamo perso qualche partita, va bene, ed allora? Il miglior record stagionale appartiene ai Bulls che ne hanno perse 10, mica 2 o 3, edè un record storico difficilmente eguagliabile.

Questa pausa la vedo tutt'altro che dannosa, anzi, per me è pure salutare per arrivare carichi verso marzo.
commento inserito alle 23:39 del 17 gennaio 2008

Andrea Del Vanga ha scritto:

  Cassell e' stato "invocato" da garnett fin da quest'estate...credo sia ben voluto dai senatori della squadra...io a differenza vostra non vedo cosi' scontato il buyout...perche' i Clippers dovrebbero mandare via 1 giocatore di valore quando possono prendersi tranquillamente qualche scelta e qualche buon giocatore da meta' delle squadre NBA? come nel caso Stoudemaire a Memphis, il buyout e' conveniente per le franchige quando il giocatore non ha valore di mercato...nel caso contrario si va 1 po' piu' cauti...per questo vedo difficile l'arrivo di Cassell a Boston, e per questo difficilmente stoudemaire sara' tagliato a Memphis...

sulla questione lungo non mi trovo d'accordo con Leo. Visto che a un crack non si puo' arrivare, serve a mio parere 1 "polizza" per Perkins e Pollard piu' che altro per giocare con le squadre NBA dotate di centri "veri". Secondo me contro le nostre contender possiamo giocare, e giocheremo, nei finali con Garnett e Posey, con la variabile Big Baby quando ci sara' da scompaginare con la sua atipicita' le difese avversarie. Perkins resta fondamentale per una squadra che basa le sue vittorie sulla difesa.
commento inserito alle 00:06 del 18 gennaio 2008

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